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Burocrazia (392)

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Sezione principale: Burocrazia

Gestione elettronica anti-burocrazia ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nuovo sistema in Comune Gestione elettronica anti-burocrazia E entrato a pieno regime il sistema di gestione elettronica documentale del Comune. Ad un anno dalla sua installazione, il software ha raggiunto tutti i settori dell'amministrazione, permettendo uno snellimento della burocrazia, una comunicazione tra settori più rapida e un risparmio di carta.

Senza scuolabus, i genitori protestano ( da "Corriere delle Alpi" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La questione comunque verrà posta all'ordine del giorno della giunta. Perchè il nostro obiettivo è venire incontro alle esigenze della popolazione, burocrazia e conti permettendo". Intanto qualche genitore pensa già di far cambiare scuola al figlio per evitare questo servizio. Paola Dall'Anese.

Il Centrodestra arriva diviso a una delle più importanti elezioni degli ultimi decenni: Pdl e Udc sostengono Carmelo Briguglio, l'Mpa Mauro Passalacqua ( da "Gazzetta del Sud" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la città al bivio: dalla crisi del turismo alla burocrazia "malata" Emanuele Cammaroto Taormina L'ora x è arrivata. Dopo sei mesi di commissariamento Taormina torna alle urne per eleggere la nuova Amministrazione. Mauro Passalacqua o Carmelo Briguglio: uno di loro lunedì sera sarà il nuovo sindaco della Perla dello Jonio.

HEDWIG FIJEN Con Manifesta7 vi spiego chi siete ( da "Trentino" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: complessità della vostra burocrazia, una follia. Uno dei progetti, quello che il team indiano ambienterà a Bolzano, sarà dedicato ad Alex Langer. Ci può dire qualche cosa di più? Nel progetto del team indiano Raqs Media, Langer è rimasto solo come motivo d'ispirazione con il suo slogan "Lentius, profundius, soavius", mentre il filo rosso è diventato la riflessione sulla storia dell'

Confartigianato va in luna di miele con Sacconi ( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dice il presidente provinciale - serve un sistema più leggero, meno pressione, meno burocrazia sulle nostre imprese. Lo slogan, parafrasando quello vecchio sulla Fiat, oggi è: ciò che va bene per le piccole imprese, va bene per l'Italia. E finita l'era della concertazione a tre sindacato-Governo-Confindustria, ora ci siamo anche noi".

L'aeroporto bloccato dalla burocrazia ( da "Nuova Sardegna, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: aeroporto bloccato dalla burocrazia Slitta l'apertura nonostante il parere positivo dell'Enav e dell'Enac TORTOLì. Neanche quest'oggi verrà riaperto, per la stagione turistica, il locale aeroporto di terzo livello. Nei mesi scorsi sono stati effettuati l'allugamento della pista (portata a 1470 metri) e altri interventi.

Il medico va in pensione cappello a provincia e ass: vertice subito coi sindaci ( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia regionale, lamentando vincoli di bilancio, non tiene conto della morfologia del nostro territorio: siamo un comune che si estende su quaranta chilometri quadrati. Le cinque borgate e le svariate località non sono facilmente raggiungibili tra loro.

Il commercio finisce kappaò - antonio bassu ( da "Nuova Sardegna, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli assurdi ritardi e la burocrazia rischiano di mettere in ginocchio le imprese. La denuncia è del presidente della Terfidi Alberto Pisano e dei vice Sebastiano Rosas e Carlo Pellegrini. I tre hanno hanno stigmatizzato l'inadempienza della Regione con preoccupazione, giusto perchè con questo atteggiamento invece che aiutare le aziende,

Passo indietro per l'europa ( da "Nuova Sardegna, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rispetto alle burocrazie comunitarie. E il caso di sottolineare che l'esito del referendum irlandese costringe l'Europa a compiere una capriola all'indietro sotto il profilo degli accordi (tornerà così in vigore il Trattato di Nizza), ma non ferma i meccanismi degli aiuti, di cui irlandesi e padani (insieme ad altri) continueranno a godere.

Estate Romana a rischio appello degli operatori Posti di lavoro a rischio se non verranno confermati i fondi Croppi sblocca un milione di euro per gli eventi nei Municipi ( da "Unita, L'" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: volontà politica la macchina della burocrazia cammina, anche quando sembra inceppata. Tuttavia nella giornata di ieri il sindaco si è visto recapitare una lettera - appello firmata da molti degli operatori culturali capitolini: facendo presente che con un investimento annuo di circa un paio di milioni di euro da parte del comune l'Estate Romana ne produce un indotto di oltre 30,

Puntare su treni e vivai per ottenere la leadership ( da "Tirreno, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: semplificazione della burocrazia, rilancio della scuola, della formazione, della ricerca e investimenti nelle infrastrutture, sono le parole chiave per tentare di uscire dalla crisi. Durante l'intervento il presidente dell'Associazione ha scelto di parlare anche di istruzione, di legalità e di sicurezza sul lavoro: "L'università deve essere un fattore di eccellenza competitiva per Pistoia;

La scrittrice: "siamo un popolo di sospettosi" ( da "Repubblica, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Però avverto un eccesso di burocrazia che non riflette il mio spirito. E neppure quello irlandese". Allora siete euro-scettici come i vostri vicini britannici? "Ah no, come i britannici no! Se loro dicono una cosa, è improbabile che noi irlandesi ci troviamo d'accordo.

Dimenticato dai medici, muore - marino bisso ( da "Repubblica, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "è l'ennesimo caso di malasanità. Un esempio drammatico di indifferenza e approssimazione - incalza Caroleo Grimaldi, avvocato di parte civile - dove la burocrazia degli ospedali prevale con agghiacciante cinismo sull'attenzione umana che dovrebbe ricevere un malato".

Uno stop all'europa ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: rispetto alle burocrazie comunitarie. È appena il caso di sottolineare che l'esito del referendum irlandese costringe l'Europa a compiere una capriola all'indietro sotto il profilo degli accordi (tornerà così in vigore il Trattato di Nizza che non risponde all'esigenze poste dall'allargamento), ma non ferma i meccanismi degli aiuti,

La sconfitta dell'Europa ( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: italiano come lingua è stato declassato e la presenza italiana nella potente burocrazia comunitaria è ai minimi storici. La fanno da padroni gli inglesi, i francesi e i tedeschi. Ovvio che, anche se queste nazioni non hanno una rappresentanza in Commissione, ipotesi possibile secondo il Trattato di Lisbona, i loro uomini collocati nei posti chiave possono fare lobby.

L'euroscettico ceco Klaus: a Dublino ha vinto la libertà ( da "Giornale.it, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia europea". "In un solo Paese sui ventisette dell'Ue - prosegue la nota della presidenza ceca -, i politici hanno permesso ai cittadini di esprimere la loro opinione. Il risultato è una notizia chiara per tutti". Nella Repubblica ceca, che è entrata a far parte dell'Unione solo nel 2004, il processo di ratifica del trattato di Lisbona segue come pressoché ovunque la via

Scajola: subito più poteri al Garante ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è poi il capitolo burocrazia, con il progetto "impresa in un giorno" e l'obiettivo di rispettare l'impegno assunto in sede Ue, cioè ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese del 25% entro il 2012. Su un altro tema di competenza di Scajola, le telecomunicazioni, si lavora in sinergia con l'Innovazione e la Semplificazione.

A PRIMA vista, il risultato negativo del referendum irlandese sul trattato di Lisbona per la rif ( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'irritazione verso la burocrazia di Bruxelles; il timore che un rafforzamento dell'Unione con una politica estera comune possa violare la tradizionale neutralità irlandese, tutti questi motivi, messi insieme, possono spiegare il voto. Non ne giustificano le conseguenze.

Segue dalla prima la sanità e il privato ( da "Riformista, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma da una burocrazia. Il beneficiario delle prestazioni sanitarie le paga "in differita". Salda il conto in anticipo, da contribuente, e ne riceve i frutti "da paziente". Manca la possibilità di quello che è il controllo più efficiente, perché il più interessato: quello dell'utente-consumatore che ha effettivamente "comprato" una prestazione sul mercato.

Peer review, la scelta del rigore ( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i metodi finora adottati peccherebbero però di eccessiva burocrazia e penalizzerebbero le proposte dei più giovani o con più alto rischio di fallimento, ma proprio per questo capaci di produrre risultati più straordinari e innovativi. Vero è che il sistema della revisione paritaria ha spesso mostrato la corda e non sono mancati scandali come quello del sudcoreano Hwang Woo Suk,

Senza disporre di un dato ufficiale è dunque possibile dire che 7/800.000 irlandesi abb ( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'irritazione verso la burocrazia di Bruxelles; il timore che un rafforzamento dell'Unione con una politica estera comune possa violare la tradizionale neutralità irlandese, tutti questi motivi, messi insieme, possono spiegare il voto. Non ne giustificano le conseguenze.

Il futuro di Sesto si gioca all'ex Falck ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tempi lunghi della burocrazia giochino contro lo sviluppo dell'intera Sesto, è l'imprenditore Giuseppe Pasini dalle cui mani l'immensa area ex Falck è passata (quando Banca Intesa voleva trasferire a Sesto la propria sede), prima dell'era Zunino. "Non solo la burocrazia - dice Pasini - è determinante, ha giocato anche il cambio repentino della politica strategica di Banca Intesa,

D'Alema: Sud, riorganizzati ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: possiamo affrontare la tornata elettorale del prossimo anno, sotto il fuoco nemico", dice. "La questione settentrionale - attacca - non credo che esista. Il problema di una burocrazia più efficiente, di una migliore rete di infrastrutture, non si configura come una questione settentrionale". A PAGINA 5 Saracino Massimo D'Alema.

Silvio e la Lega, torna la <sindrome dell'imbrigliato> ( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Silvio Berlusconi sembra essersi impigliato nelle maglie della burocrazia, negli atti della magistratura, nelle manovre politiche degli alleati, in special modo della Lega. Perciò racconta, come a volersi sfogare. E non è un caso se ieri ha raccontato un episodio che - a suo avviso - è la testimonianza degli "intralci al mio tentativo di governare".

Caserta, la burocrazia blocca i cantieri del centro storico ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia blocca i cantieri del centro storico Ristrutturazioni ferme da diversi anni In via Battitessa un fabbricato diroccato è diventato da tempo rifugio notturno per extracomunitari CASERTA - La porta di assi di legno bruciata da quando, qualche mese fa, era di moda l'incendio della spazzatura.

Burocrazia lenta, cantieri bloccati ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: REDAZIONALE Caserta Dopo le sentenze di Tar e Consiglio di Stato Burocrazia lenta, cantieri bloccati Nel centro storico di Caserta e nella parte centrale del capoluogo di Terra di Lavoro sono troppi i cantieri edili bloccati da anni. In molti casi si tratta di ristrutturazione di fabbricati sui quali pendeva un ricorso giudiziario.

Basta parlare del nulla: scegliamo qualche obiettivo ( da "Libertà" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Riduzione massiccia della spesa pubblica, snellimento e razionalizzazione della burocrazia, recupero della evasione e della elusione per ridurre la pressione fiscale, rilancio della nostra vocazione turistica, lotta alla malavita organizzata, individuazione di nuove fonti energetiche, sembrano i temi che potremmo mettere al secondo posto.

Pd e Mezzogiorno, D'Alema lancia la grande assemblea ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: secondo l'idea leghista, di Regioni-Stato con moltiplicazioni di burocrazia". D'altra parte, "la questione settentrionale - attacca - non credo che esista. Certo, c'è il problema di una burocrazia più efficiente, di una migliore rete di infrastrutture, ma tutto questo non si configura come una questione settentrionale".

Il crollo di Pompei ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: gli Scavi bloccati da emergenza e burocrazia di FUANI MARINO Diario di una crisi annuciata. Quella che, dopo un anno di immondizia e di pubblicità negativa internazionale, investe il turismo primaverile nelle aree archeologiche vesuviane. I dati emersi dal bilancio raccontano di una diminuzione delle presenze che tocca il meno 19,1 per cento nel mese di aprile scorso,

SE L'ITALIA negli ultimi anni ha fatto molti progressi sul piano degli increm ( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: servizi e burocrazia scadenti, tariffe elevatissime e una produttività mediamente inferiore alle media Ue. Inoltre, c'è la forte incidenza del sommerso. L'Istat fissa il lavoro nero a quota 16 per cento del Pil. Una massa enorme di risorse che sfugge alla contabilità nazionale e deforma le statistiche ufficiali.

L'ACCORDO stipulato dal ministro Tremonti con le banche sul differimento dei mutui stipulati pe ( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia e la lunghezza dei tempi di risposta. I finanziamenti in essere delle piccole imprese "hanno ormai superato i 10 miliardi di euro. La base degli associati supera le 700 mila unità e il livello delle sofferenze lorde si attesta al di sotto del 2% rispetto ad una media nazionale del settore artigiano che supera il 7%

PIÙ pesi mettiamo a carico del mondo imprenditoriale e più rendiamo difficile la cre ( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: insieme alla burocrazia, che frena lo sviluppo. Dice Tabacchiera: "Dal governo Berlusconi ci aspettiamo, oltre a una sensibile riduzione della pressione fiscale, anche una politica per l'accesso al credito che consenta una riduzione dei costi che le Pmi devono sopportare, soprattutto al Centro Sud".

Polaria, isindacati scrivono al ministro Tagliati al Catullo irinforzi per l'estate ( da "Corriere del Veneto" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di cui una cinquantina impegnati nel servizio attivo e trenta a sbrigare burocrazia - suddivisivi in cinque turni - resteranno soli. "Stiamo provando a sbloccare la situazione - spiega Moscardo - . E abbiamo parlato con alcuni politici a Roma. Ma per il momento non si muove nulla". Se il Sap ha adottato una linea di "dialogo ", il Siulp sale sulle barricate.

GUERRA alla burocrazia e all'oppressione fiscale, perché altrimenti non solo si rest ( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: oppure renderlo straordinariamente attrattivo: fisco e burocrazia". A proposito di burocrazia, quanto costa alle imprese? "Basta un dato. Abbiamo chiesto all'Istat di rilevare il costo di 40 adempimenti amministrativi, riguardanti le normative su privacy, lavoro, previdenza, ambiente, beni culturali, prevenzione incendi.

La fame nel mondo, i fatti e le parole ( da "Centro, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: quanti si perderanno nelle ganasce della burocrazia, delle oligarchie dei poveri paesi "aiutati". Riflettiamo. Diceva don Primo Mazzolari: "Qualcuno che ha grossi interessi soffia sulle nostre ingenuità e fa diventare ateo e materialista chi alza solo un po la voce nel dire: Signore dacci oggi il nostro pane quotidiano".

E Walter diventa il "premier ombra" ( da "Giornale.it, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

"Solo con i fucili si ferma la minaccia cinghiali" ( da "Stampa, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ci si è messa anche la burocrazia: "Un'assurda delibera regionale stabilisce che in futuro solo le aziende agricole con partita Iva potranno ottenere gli indennizzi per i danni causati dagli ungulati. Ma più del 50 per cento degli agricoltori dell'Alta Valle sono semplici contadini, che oltre a portare avanti un'attività tradizionale faticosa,

L'aeroporto non spicca il volo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia costringe a rinviare l'esordio della nuova pista appena completata dopo lavori ultimati a tempo di record. L'amministratore delegato della Gearto Giorgio Ladu è ottimista. "Piccole questioni burocratiche dovrebbero permetterci di completare le procedure.

"All'albergo Giardinetto lavori entro l'anno" ( da "Corriere Adriatico" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: comunque nota la burocrazia che un operatore come me deve seguire per portare avanti un progetto simile; tuttavia, lavorandoci sodo ci siamo riusciti, infatti ora il nostro ambizioso e modernissimo progetto che riporterà "Il giardinetto" ad essere l'accogliente e dignitoso albergo che era un tempo, è attualmente allo studio in commissione edilizia,

REGGIA, IL BOSCO RIAPRE MA SOLO CON IL BEL TEMPO ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che hanno evitato una lunga chiusura dovuta alla burocrazia che, a volte, può provocare veri e propri danni", ha spiegato Borrelli ribadendo che "è stato sufficiente mettere un po di buona volontà, insieme all'impegno e alla professionalità dei dirigenti dell'amministrazione provinciale, e una soluzione è stata trovata".

<Arte e imprese, rapporto da far crescere> ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Le cifre necessarie per aiutare le istituzioni alle prese con la scarsità dei fondi e con la burocrazia non sono enormi- conclude Zgel - Certo, in Italia una politica di agevolazioni fiscali per chi investe nella cultura darebbe forse una maggiore spinta all'iniziativa privata".Maria Grazia Bocci.

Gardina chiede meno burocrazia e oneri sulla sicurezza ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: UNINDUSTRIA Gardina chiede meno burocrazia e oneri sulla sicurezza Sta traghettando l'Unindustria che gli ha lasciato Antonio Costato verso il rinnovo dei vertici dirigenziali.Ma Roberto Gardina, leader degli industriali polesani, ha anche un altro compito non meno impegnativo: fare in modo che la fusione con l'Api maturata ad aprile,

<La priorità è ridurre la burocrazia> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia" Il presidente vicario di Unindustria mette a fuoco gli obiettivi della gestione post-Costato Ha il compito di accompagnare l'Unindustria del dopo-Costato verso una nuova leadership per la quale il percorso si è già aperto e dovrebbe concludersi probabilmente verso la fine dell'anno con l'individuazione del nuovo presidente e della sua squadra di dirigenti da parte dell'

L'Ugl: <Attenti ai candidati che promettono assunzioni> ( da "Sicilia, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: interrompano per le inefficienza della burocrazia e degli enti appaltanti". La riunione è stata convocata per venerdì 20 giugno 2008 alle ore 10. Sono stati invitati vertici dell'Anas di Palermo, l'impresa Sigenco di Catania, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Di Paola, l'assessore ai Lavori pubblici Bivona e i dirigenti del Comune.

Missione a Roma per le caserme concordato l'iter burocratico ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spazi da assegnare al Centro ippico militare che gli interlocutori capitolini hanno definito come "mera burocrazia". I due emissari palmarini hanno avuto contatti con il generale Resce del ministero Difesa, già comandante della Julia a Udine, il quale ha indicato (e presentato) loro lo staff guidato dal generale Antonio Caporotundo che si occupa del comparto "dismissioni immobili".

Sangalli: <Misure strutturali per lo sviluppo> ( da "Gazzettino, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma accanto a questo occorre anche portare a compimento le liberalizzazioni e snellire la burocrazia".Servono provvedimenti come il taglio dell'Ici e la detassazione degli straordinari o sono pannicelli caldi?"Vanno nella giusta direzione perché aiutano il reddito e sostengono il merito e la produttività".Andrea Bianchi.

Sul lastrico 30 lavoratoriPriolo ( da "Sicilia, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come accertato dalla Procura, pare non ci siano, ma i fondi, 800 milioni di euro, non arrivano: chiediamo una accelerazione della erogazione; allo stesso tempo auspichiamo un intervento della politica per by-passare la burocrazia, perchè al nord, di certo, tutto questo non sarebbe accaduto". Roberto Rubino.

DALLA PRIMA PAGINA ( da "Gazzettino, Il" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: l'irritazione verso la burocrazia di Bruxelles; il timore che un rafforzamento dell'Unione con una politica estera comune possa violare la tradizionale neutralità irlandese, tutti questi motivi, messi insieme, possono spiegare il voto. Non ne giustificano le conseguenze.

Scarpe&Scarpe, tutto da rifare ( da "Stampa, La" del 14-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tre anni di un vertiginoso avvitarsi di burocrazia. L'Amministrazione regionale ha ottenuto dai giudici la bocciatura del provvedimento con cui il Comune di Quart (il 18 dicembre) accordava all'azienda l'autorizzazione ad aprire un nuovo e più grande negozio. La giunta del paese aveva dato il via libera senza convocare la Conferenza dei servizi dopo che proprio il Tar,

Dalla ( da "Provincia di Lecco, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: così la burocrazia etichetta chi avrà l'estate rovinata dai corsi di recupero e dal relativo esame di verifica) si aggirano tra il 20 e il 30%. L'anno scorso gli "ammessi con debito" alla classe successiva erano il 41%. Vuol dire che gli "asini" si sono dimezzati o che gli studenti sono stati colti da un attacco di "secchionite"

Berlusconi e il Carroccio torna la <sindrome dell'imbrigliato> ( da "Corriere.it" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Silvio Berlusconi sembra essersi impigliato nelle maglie della burocrazia, negli atti della magistratura, nelle manovre politiche degli alleati, in special modo della Lega. Perciò racconta, come a volersi sfogare. E non è un caso se ieri ha raccontato un episodio che - a suo avviso - è la testimonianza degli "intralci al mio tentativo di governare".

Edilizia in crisi: aumentano le ditte nelle gare d'appalto Prezzi anche troppo bassi ( da "Corriere delle Alpi" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: punta il dito anche contro la troppa burocrazia che limita l'attività delle imprese. "E questo perchè anche i tempi delle gare e della consegna lavori, a causa della burocrazia sono troppo lunghi". Che la contrazione del settore ci sia, lo dimostra il fatto che negli ultimi sei mesi hanno chiuso 5-6 aziende edili in provincia di Belluno.

Poca trasparenza sull'acquisto ( da "Corriere delle Alpi" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per una volta si può evitare di perdere tempo con la burocrazia", ha replicato infatti Verocai, "e agire senza un bando mi sembra una buona cosa e voler fare un bando quando non serve mi sembra invece un bel passo indietro. Noi abbiamo pubblicizzato la nostra idea di voler acquistare terreni da destinare ad abitazioni per residente in svariati modi e credo che chiunque lo sappia.

Consulenze necessarie, basta demagogia ( da "Trentino" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Comuni sempre più poveri di personale ma pieni di burocrazia "Consulenze necessarie, basta demagogia" Anderle: non sono sinonimo di clientele e inefficenza, il ministro si è fatto pubblicità "L'importante è che gli incarichi esterni siano trasparenti" TRENTO. Consulenza non significa in automatico clientelismo e inefficienza.

In 170 di corsa, sino al mitico Faudo ( da "Stampa, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se la burocrazia ha voluto trasformare il nome. La Corsa al Monte Faudo fa parte del patrimonio della città e il fatto di essere arrivati alla 40ª edizione ne è la conferma". Il sindaco di Impera, Luigi Sappa, presenta così l'ennesimo appuntamento con la gara podistica più amata dagli imperiesi, in programma stamane con partenza alle 9 da viale Matteotti,

Calderoli: "trattato da stracciare è ora di andare tutti al referendum" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Unione europea è solo una macchina gestita dalla burocrazia. E in più, essendo sempre in ritardo di una legislatura, non rappresenta nemmeno la maggioranza del governo, a prescindere da quale sia. Che roba è un organismo dove tu non sei rappresentato e che però decide per te?". E secondo lei è per questo che gli irlandesi hanno votato contro?

BREVI ( da "Secolo XIX, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: seminario in regione I costi della burocrazia sul commercio ligure Genova.L'incidenza, in termini di tempo e di costi, degli oneri amministrativi. Èâ??argomento di un convegno in programma domani alle 10 nella sede della Regione in via Fieschi, 15 (sala 11° piano, torre A). L'indagine regionale ha riguardato il settore del commercio, in particolare i pubblici esercizi (

Multe, torri-nido e sterilizzazione il comune alla guerra dei piccioni - teresa monestiroli ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche diminuirne il numero grazie al lavoro di un gruppo di operatori ecologici che andrebbero a sostituire le uova depositate nei nidi con uova finte - conclude Landi di Chiavenna - . Se i tempi della burocrazia lo permetteranno, conto di realizzare le prime tre entro la fine dell'anno". Ogni torre, secondo un primo bilancio, dovrebbe costare 30-35 mila euro.

La regione: lo studio dentistico in attesa del certificato comunale - paolo russo ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma burocrazia. E il cambio di destinazione d'uso dei locali che da 14 mesi tiene chiuso lo studio odontoiatrico in cui i migliori dentisti di Puglia avrebbero dovuto prestare servizio volontario gratuito. Non un documento qualunque ma una certificazione che il Comune dovrebbe emettere sullo stato di un locale messo a disposizione proprio dalla stessa amministrazione pubblica.

Tondo alle imprese: meno burocrazia ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ALL'ASSEMBLEA BCC Tondo alle imprese: meno burocrazia Il governatore: incontro il 4 luglio con le categorie PORDENONE Il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo terrà un incontro il 4 luglio con il mondo dell'impresa e delle cooperative per capire quali leggi rallentano lo sviluppo.

Caro ministro gelmini conosce i prof precari? - elena la gioia ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: strade che porteranno ad altre scuole solo perché va rispettata la burocrazia e la graduatoria, e chi se ne importa della continuità didattica, dei sentimenti che tanto, quelli, non si segnano sul registro. Ecco che allora la supplenza annuale diventa un purgatorio, lungo, come il tempo delle espiazioni: il paradiso (cioè il ruolo) è lì, ma prima devi scontare, ma ancora per quanto,

Antiche carte - federico rampini ( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Impero Celeste aveva creato la prima burocrazia statale selezionata con esami di Stato, secondo criteri meritrocratici. I capolavori della cartografia non nascono per caso, sono il frutto di un metodo che contraddistingue i gesuiti dell'epoca. Consapevoli di avere a che fare con una società molto avanzata, e piuttosto refrattaria al proselitismo religioso,

Haider: è uno schiaffo ai burocrati ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di Bruxelles", da sempre bersaglio dei suoi attacchi. Ma se così fosse, non avrebbe ragione di esultare per il "no" irlandese, perché proprio il Trattato di Lisbona avrebbe reso più democratica e funzionale la macchina europea In realtà l'antieuropeismo di Haider riflette l'antieuropeismo della gran parte dei cittadini austriaci.

Riparbella in lutto per bulano fantini ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: spesso in difficoltà con la burocrazia, riempiva con pazienza i documenti. E lo stesso faceva con i cittadini che gli chiedevano consigli. Se il lavoro gli regalava fior di soddisfazioni, la vita di tutti i giorni lo riempiva di gioia. Tra le sue passioni, la presenza costante nella banda musicale del paese, con il fidato clarino,

Vertice il 4 luglio per ridurre la burocrazia ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia" IL PRESIDENTE TONDO COSA. Regione e Bcc unite per la valorizzazione del territorio del Friuli Vg, soprattutto per quanto riguarda l'innovazione. È questa la volontà del presidente Tondo, intervenuto all'assemblea annuale della Federazione delle Bcc regionali, che ha sottolineato il ruolo da "talent-scout" delle banche per raccogliere e segnalare alla Regione idee innovative

Apre lo sportello dei consumatori ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Per aiutarli a combattere e magari a vincere le piccole battaglie quotidiane contro burocrazia e ingiustizia: dalle bollette esose con voci di spesa non dovute, ai ritardi nell'attivazione delle utenze, alla riparazione dei guasti. Tutto quello insomma che riguarda le difficoltà della vita quotidiana di tutti i noi. Il motto è chiaro: "Non ingoiare il rospo, vieni a trovarci".

Petizione per una maestra ( da "Nuova Sardegna, La" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sul quale spesso prevalgono però altre norme applicate con cieca burocrazia. La maestra è una supplente annuale, uno dei tanti precari la cui carriera di insegnante è ferma da sempre al precariato. "La maestra Patrizia Sanna - spiega Beatrice Porcu, mamma di un alunno che ha frequentato la terza elementare con la maestra, - viene da Nuoro.

Industriali: somma modesta alle pmi per la sicurezza ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e focalizzare sugli aspetti sanzionatori posteriori. Del nuovo testo, molto complesso, sono apprezzabili sia lo sforzo di conferire organicità a un quadro legislativo frammentato, sia l'insieme degli indirizzi volti a garantire l'uniformità delle tutele e degli adempimenti sull'intero territorio nazionale nonché il riordino delle funzioni degli enti e organismi di assistenza

<Noi radicali tra la gente per avere via Tortora> ( da "Giornale.it, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per questo obiettivo affrontando burocrazie varie, disinteresse o vera e propria ostilità politica. Grazie a lui, sarà proprio il "suo" Municipio (Centro-Est) ad ospitare "Passo Enzo Tortora" ovvero quel tratto di strada che unisce via Roma e Galleria Mazzini. Infine, quando durante le ultime elezioni amministrative alcuni militanti radicali come me,

Pisanu: subito la ratifica ( da "Giornale.it, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Udc sottolinea invece "il distacco grave tra le Istituzioni e la burocrazia europea e i popoli. Immaginare di proseguire come se negli ultimi anni non fosse accaduto nulla sarebbe la tomba finale della stessa Europa. Il solco tra le istituzioni e i loro elaborati maquillage e i cittadini europei rischia di trasformarsi in baratro".

Soppressa una linea ( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gran mistero della solita inefficiente burocrazia che, ora, parallelamente alla decisione di divieto di sosta, dovrebbe essere perseguita per "omissione in atti d'ufficio", (per il rischio corso, dagli abitanti del quartiere, in questi anni, per la presunta impossibilità di accesso dei vigili del fuoco).

Poche opere pubbliche, edilizia ko ( da "Centro, Il" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: procedure snelle e burocrazia efficiente". E poi subito la legge quadro del settore, "approvata in giunta e ferma da quasi due anni in commissione consiliare, nonostante un processo di concertazione lungo e condiviso". Le previsioni non certo rosee impongono scelte concertate, secondo i costruttori, pronti a mettersi in gioco anche con investimenti propri.

Le Ferrovie ammettono i problemi e parlano di inconvenienti tecnici <Ma ci stiamo lavorando> ( da "Arena.it, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Misteri della burocrazia, al pari dei motivi che portano alle continue soppressioni del treno. Ad annunciarle è lo stesso capostazione di Nogara, dalla voce metallica dell'altoparlante: "Per guasto al materiale rotabile" o "per variazioni turno personale" le giustificazioni puù usate.

NOGARA. Esasperati dalle ripetute soppressioni del treno delle 6.33 Poggio Rusco-Verona ( da "Arena.it, L'" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Misteri della burocrazia, al pari dei motivi che portano alle continue soppressioni del treno. Ad annunciarle è lo stesso capostazione di Nogara, dalla voce metallica dell'altoparlante: "Per guasto al materiale rotabile" o "per variazioni turno personale" le giustificazioni puù usate.

Indagine sui costi della burocrazia per i commercianti genovesi, seminario in via Fieschi ( da "Sestopotere.com" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Redditi bassi, turisti a casa ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia che, tra tempi di risposta e oneri amministrativi, genera un costo per le imprese pari all'1% del Pil". Turismo: il caro-petrolio avrà un impatto negativo anche su questo settore? O sono i redditi bassi a limitare le vacanze? "La prossima estate oltre 21 milioni di persone non andranno in vacanza e questo è certamente un sintomo di come il calo dei consumi vada a colpire

Referendum per riscattare il parco ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fatto di burocrazia e costi eccessivi, con troppi divieti e senza nessun incentivo. I tre quesiti mirano ad annullare l'effetto della legge 394/91, quella secondo cui vengono istituiti i parchi nazionali: si chiederà ai cittadini di Porto Torres di tracciare una croce sul "sì" per trasformare l'Asinara in parco regionale,

<Questo paese è sempre esposto al pericolo di un'alluvione> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: C'è troppa burocrazia, disinteresse e superficialità".Il problema ben si inserisce nell'ambito di un 2008 che è "anno internazionale del pianeta terra"."Un motivo in più per darci da fare e predisporre gli alvei affinché il deflusso idrico non trovi impedimenti, evitando lutti e danni".

<Diventare preti non è eroismo> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: a costo di lasciar indietro piani pastorali e burocrazie che pur incombono nelle canoniche. Vocazioni in cui un peso determinante l'ha avuto il "contagio" della testimonianza di persone che, nella loro quotidianità, raccontavano di una vita piena e realizzata.Sono i tratti caratterizzanti le storie dei giovani friulani che saranno consacrati preti in giugno.

Pozza entusiasta del Governo: <Ora ci siamo> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: significativo passo che va nella direzione di eliminare burocrazia e costi per le aziende - aveva spiegato il leader della Confartigianato provinciale -. Perchè questa disposizione avrebbe comportato pesanti oneri amministrativi fino a bloccare l'attività di più di un'impresa".Ora gli esponenti dell'esecutivo hanno ribadito che è finita l'era della contrattazione a tre,

I mass media stanno dando in questi ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle richieste di rimborso dei privati ottenni come risultato che la burocrazia regionale, a fronte della mia denuncia degli "errori" scoperti, tolse alla Ulss il potere ispettivo sulla base del ragionamento che la verifica competesse ad una struttura "terza" tra Ulss e Privato. Ora fortunatamente questa norma è stata abrogata.

FORSE NON C'è LA VOLONTà DI VENDERE ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: anche se bisognerà aspettare i tempi della burocrazia italiana. In sostanza, non vogliamo ritrovarci come socio qualche presidente del passato. Siamo disposti ad attendere pure fino a gennaio del 2009, ma puntiamo alla piena titolarità delle azioni dell'Avellino calcio. Poi, fino al 26 giugno visioneremo tutti i bilanci".

LO SCALO CASERTANO RESTA IL FULCRO DEL PIANO DI RILANCIO E POTENZIAMENTO DEL SISTEMA AEROPORTUALE CA ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E che non si tratti solo di pessimismo lo confermano i tagli alla spesa annunciati dal ministro Tremonti per la prossima Finanziaria. "Grazzanise due" condannata all'incertezza, altro che sinonimo di vendetta sui ritardi della burocrazia e sulle incertezze decennali di un'intera classe politica. Nando Santonastaso.

SALVATORE NON PUò RIENTRARE ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non potrà rientrare al vertice della burocrazia di Palazzo di Città, dove voleva rimanere in servizio fino al compimento del 70° anno. A sentenziarlo é stato il Giudice del Lavoro, Lia De Benedetto, che ha respinto, in sede di merito, il ricorso di Salvatore, in pensione dal 1° settembre del 2007, contro l'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali.

BOCCIATA L'UNIONE DEI BUROCRATI, IL RILANCIO CON SARKOZY ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia": dopo il no di Dublino al Trattato di Lisbona Andrea Ronchi, ministro delle Politiche comunitarie, esponente di An, chiede all'Italia di convogliare le energie dei padri fondatori dell'Unione verso una rifondazione ideale e culturale.

Bonazzi confermato presidente di Agriturist Emilia-Romagna ( da "Sestopotere.com" del 15-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia imperante”. Sul fronte legislativo Bonazzi ha richiamato l'attenzione sull'urgenza di adeguare la legge regionale attraverso una nuova normativa che “pur garantendo lo stretto ancoraggio della attività agrituristica all'azienda agricola in termini di spazi e di produzioni, consenta quella flessibilità applicativa tesa alla valorizzazione del territorio inteso

La Lega brinda. Veltroni incalza: Avanti con la ratifica ( da "Manifesto, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lobbies economiche e dalla burocrazia". Il leghista Roberto Calderoli insiste, il no irlandese al referendum sulla Ue è benzina nel motore per i padani, visto che era stato proprio il ministro per la semplificazione a complicare le cose al suo governo, al momento dei sì del consiglio dei ministri al trattato, chiedendo un referendum anche in Italia,

Turismo da incentivare ma non basta ( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: norme urbanistiche ed edilizie semplificate, riduzione della burocrazia, sviluppo degli insediamenti produttivi, servizi sociali, promozione delle eccellenze del territorio e, perché no, valorizzazione delle potenzialità turistiche della città, perché anche il turismo può creare opportunità e vantaggi per l'intera economia locale".

Regolarizzare gli immigrati ( da "Citta' di Salerno, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia lumaca, dunque, fa parlare ancora di sé. Alla base della denuncia l'impossibilitá degli imprenditori di legalizzare la presenza degli immigrati nelle loro campagne. " "Non solo non ci permettono di lavorare con tranquillitá - continuano - ma dobbiamo anche essere accusati di alimentare il lavoro nero.

A proposito dell'esultanza con cui la Lega ha accolto il risultato irlandese ( da "Gazzetta del Sud" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: c'è troppa burocrazia, ma brindare come ha fatto la Lega è irresponsabile. Come avevamo detto in campagna elettorale, la golden share del governo è in mano a una forza antieuropea". Secondo Casini, il risultato irlandese rappresenta "un brutto segno, ma aggiunge non dobbiamo scoraggiarci, bisogna andare avanti.

Mille volontari per la lunga carovana ( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si occupavano di gestire le iscrizioni e la burocrazia. Un dietro le quinte infinito che quest'anno più che mai non avrebe potuto fare a meno dei ciquanta volontari a bordo dei camion scopa. Perchè il passo del Valles era coperto da un'imprevedibile nevicata. I ciclisti sono partiti col sole e sono arrivati con la pioggia, attraversando il vento delle montagne e appunto la neve.

L'esigenza di sicurezza ( da "Trentino" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia moderna impone di recarsi spesso negli uffici comunali ora dislocati a destra e a manca: inaccessibili alle persone anziane specialmente quelli della Cecenia (ex Cartiera) sia per la lontananza sia per il labirinto del caseggiato con scale e scalette.

Pannelli fotovoltaici, meno burocrazia: battaglia in Regione ( da "Tribuna di Treviso, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si ridurranno costi e burocrazia lasciando al cittadino che installa l'impianto solo l'obbligo di comunicare al termine dei lavori il luogo dell'avvenuta installazione e delle caratteristiche dell'impianto. Ci sembra un buon sistema per incoraggiare e rendere accessibili a tutti forme di risparmio energetico rispettose dell'ambiente",

Da Savona può partire una politica nuova ( da "Secolo XIX, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia guardiana, al partito verticistico. Capisco che una nomenklatura gramsciano-togliattiana, come quella ligure, sia terrorizzata dalla messa in discussione delle proprie consolidate credenze. Mi rendo conto che un partito come il Pd, nato per la sopravvivenza nazionale di tali nomenklature, preferisca mantenere la testa sotto la sabbia e cercare improbabili mediazioni collusive.

Se la scuola è in crisi è anche colpa dei genitori - massimo onofri ( da "Nuova Sardegna, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non essere in balia delle lamentele dei genitori e della burocrazia". La scuola è in drammatica crisi, insomma. E gli italiani, in quanto genitori di figli impreparati e inadeguati a tutto, come si comportano? Di fronte al molto timido tentativo di riportare un po di rigore e serietà nello studio, la reazione è una ed una sola: difendere la propria inetta prole ad ogni costo.

Toiano, tarda il bando riqualificazione più lontana ( da "Tirreno, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ancora una volta la burocrazia delle istituzioni sta rallentando tutto", commenta uno degli "Amici". E rincara la dose: "Senza contare che in passato tante sono le perizie fatte su Toiano dove si dichiara che il borgo non ha alcun problema di cedimenti geologici.

Alexandre - antonio gnoli ( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alta burocrazia francese, nella quale era entrato dal 1945, poteva delibare la versatilità e l'acribia spirituale di questo insolito dotto. Altrove, negli ambienti dell'esistenzialismo e dell'impegno, c'era stata la rimozione. Quasi che la statura del personaggio fosse troppo ingombrante e, in definitiva, provocatoria per essere assimilata a qualche docile parrocchia,

OGGI SEMINARIO: INDAGINE SUI COSTI DELLA BUROCRAZIA PER I COMMERCIANTI GENOVESI ( da "marketpress.info" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

<Più attenzione per la psichiatria> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ora non possiamo permettere che i tagli e la troppa burocrazia limitino di nuovo il loro diritto a essere curati". Da qui l'invito di Lucchini a tutti gli enti che si occupano di malattie psichiatriche a unire le forze nella richiesta di maggiori fondi alle istituzioni. Per la Regione, dove la fondazione Emilia Bosis è accreditata, era presente il consigliere Carlo Saffioti (

Pd, identità e programma per la rivincita - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla modernità intesa come meno burocrazia, più elevata qualità di servizi e ampiezza di diritti degli utenti, dovrebbe essere cercato anche altrove, all'esterno dei serbatoi elettorali tradizionali della sinistra. Dovremmo anche verificare fino a che punto i nostri aderenti sensibili all'insegnamento della Chiesa Cattolica potranno spingersi nel perseguire non solo la giustizia (

Il <lavoro> dei parlamentari: anomalia con superstipendio ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: si applicherà sicuramente anche alla numerosa burocrazia della Camera. Ma scusi, caro Imperia, e quand'anche fosse stabilito che l'orario di lavoro di deputati e senatori debba essere di otto ore al giorno, per quattro settimane al mese e per undici mesi all'anno? Per tutto quel tempo non potrebbero far altro che girarsi i pollici.

No tav, in 1400 comprano la terra del cantiere - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: particella di terreno e la burocrazia inchioderebbe l'Alta velocità: chi è in grado di espropriare un terreno ipotecato?". Giochi d'astuzia, iniziative per tenere alta la mobilitazione del movimento in un momento difficile. Non è tanto il cambio di governo a spaventare i No Tav: "è vero - dice Perino - che la volta scorsa era stato il governo Berlusconi a scatenarci contro la polizia.

Cura Antitrust in farmacia ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, meno adempimenti, meno ostacoli alla diffusione di canali distributivi alternativi alle farmacie. E niente massimali per i medici di famiglia. Puntuale come una cambiale (l'unica variante è il riferimento ai camici convenzionati con il Ssn, ndr) il verbo dell'Antitrust è tornato a farsi sentire con una segnalazione a Governo e Parlamento appena ha ricominciato a soffiare

ROMA - Li chiamano "matrimoni di comodo", ma quelli ci sono sempre stat ( da "Messaggero, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia poi è più complessa: difficilmente l'iter della pratica si conclude prima di quattro anni. "Le nozze per interesse ci sono sempre state - commenta Filippo Berselli, presidente della Commissione Giustizia del Senato - ma queste nozze di comodo sono fittizie e, oltre ad aggirare la legge sull'immigrazione clandestina,

Mugabe: Siamo pronti a prendere le armi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i media e la burocrazia. Ma qualcosa ha iniziato a scricchiolare. Mugabe ha perso, per la prima volta dal 1980, la maggioranza in Parlamento andata all'Mcd. E soprattutto non è riuscito a ottenere la rielezione al primo turno. L'opposizione ha denunciato brogli sostenendo la vittoria di Tsvangirai con il 50,3% delle preferenze.

A Chiaiano ultimi test: si avvicina la riapertura ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: stiamo combattendo da settimane la battaglia silenziosa contro la burocrazia", afferma l'assessore regionale all'Ambiente, l'emiliano Walter Ganapini. "è una burocrazia deresponsabilizzata dopo anni di abusi, che non sa usare per il bene collettivo gli strumenti di cui dispone ", afferma. Sono viscosità che penalizzano i molti campani che vogliono accelerare l'uscita dalla crisi.

Fannulloni italiani all'estero ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ei direttori non hanno nessun potere di promuoverli, come non ne hanno di licenziare gli ignoranti. Così, invece di esportare il made in Italy artistico e letterario, diffondiamo nel mondo due prodotti tipicamente nostrani: la burocrazia e l'incultura. http://riccardochiaberge. blog.ilsole24ore.com/.

La vita lussuriosa di un campione ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La cosa un po più complicata è far passare il concetto in Paesi e qualcuno c'è ancora nei quali la burocrazia non è una scalata tra i ghiacci e il lavoro, specie quando volontario, un'elemosina. Intanto nessuno riesce a levarci la voglia di fare un po'di tifo contro a questa Olimpiade a mandorla. 13 giugno 2008.

Primo, semplificare ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dovranno operare le compensazioni fiscali e le semplificazioni nei rapporti con la burocrazia che già erano state promesse nella Finanziaria 2006 (l'ultima del precedente Governo Berlusconi). Il ministro Giulio Tremonti sembra orientato a rilanciare quella norma, ma con "paletti" più stringenti per definire i beneficiari, visto che nel 2006 subito si accodarono i distretti agricoli,

Il Puma amico degli Azzurri ( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, lento, tutto centrato sulla Germania: serviva una struttura, anche finanziaria, più solida e una svolta verso i mercati internazionali ", afferma Zeitz. Poi la crescita è stata continua con solo alcuni rallentamenti dovuti alle fasi dell'economia mondiale e alla crisi dei consumi negli Stati Uniti: le vendite consolidate sono aumentate nel 2007 per il tredicesimo anno

A VERONA ( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ultimamente si stia identificando più con il termine burocrazia che con quello di "identità"! Mario Taliani Noceto (Pr) Lei ha ragione. Piacerebbe anche a me che in tutti i Paesi dell'Unione (non soltanto in Italia) i candidati al Parlamento di Strasburgo si presentassero agli elettori con simboli corrispondenti a quelli dei gruppi parlamentari di cui faranno parte quando saranno eletti.

Messaggio di fuoco per il mediatore ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Cerco di spiegare loro come funziona la vostra burocrazia, di aiutarli a inserirsi". Compito che svolge con entusiasmo. Fra le ultime iniziative quella di avviare dei corsi per far apprendere a dieci extracomunitari i segreti della lavorazione del formaggio. Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini.

Serve la crescita. Anche degli imprenditori ( da "Panorama" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La politica, il sindacato, la burocrazia e il sistema bancario hanno colpe enormi. Il nostro è il paese occidentale col minor tasso di libertà economica, dove più si ostacola chi vuole avviare un'attività, ma è anche quello dove le imprese troppo spesso chiedono aiuti allo stato.

La Lega brinda. Veltroni incalza: <Avanti con la ratifica> ( da "Manifesto, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lobbies economiche e dalla burocrazia". Il leghista Roberto Calderoli insiste, il no irlandese al referendum sulla Ue è benzina nel motore per i padani, visto che era stato proprio il ministro per la semplificazione a complicare le cose al suo governo, al momento dei sì del consiglio dei ministri al trattato, chiedendo un referendum anche in Italia,

Irlanda, l'Ue corre ai ripari alla disperata ricerca di un piano alternativo ( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La maggior parte delle forze politiche si muove in sintonia con le ipotesi prevalenti a Bruxelles, Parigi, Londra e Berlino (procedere con le ratifiche, poi si vedrà). Ma la Lega non pare voler cedere alla sua lotta contro l'iper-burocrazia Ue. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

"Ma senza regole l'impresa soffre" L'ANALISI ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le troppe norme che vessano l'attività produttiva, quella burocrazia che strangola le imprese e che viene indicata, nei documenti confindustriali, come la responsabile di milioni di euro persi all'anno. Ma c'è anche un costo, salato, per un sistema Paese che non dà regole, rifiuta le normative o che le dà e non le fa rispettare.

Cna, banche poco amiche delle imprese ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa chiede l'intervento della banca, l'eccessiva burocrazia e la lunghezza dei temi di risposta. Tutto ciò alimenta la convinzione, nelle aziende, che la banca, anziché un partner, sia una vera e propria controparte". La strada delle relazioni tra piccole imprese artigiane e istituti di credito è insomma ancora in salita.

Storia (a lieto fine) di Angela, rapita dalla giustizia ( da "Panorama.it" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perché la burocrazia in Italia va più lenta della ragione e, persino, del buon senso. "Lo Stato mi ha rubato l'infanzia e l'adolescenza. E ora non mi vuole restituire neppure il mio vecchio cognome" si lamenta Angela. Nel 1995 è stata "rapita" da un magistrato zelante che ha ritenuto di salvarla dagli abusi del padre.

Trattato, avanti con le ratifiche ( da "Corriere Adriatico" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e che anzi corre il rischio di essere visto come l'ennesima carta polverosa che legittima un'euro-burocrazia inutile e distante, ecco allora che - secondo Frattini - è necessario tornare alla politica, ai suoi temi forti, quelli che, sulla vita degli europei, incidono davvero: alla crescita economica che segna il passo, con la sua ricaduta negativa su prezzi e salari;

L'Europa allargata, grande opportunità per le Pmi ( da "Gazzettino, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della burocrazia e revisione dei requisiti amministrativi superflui (che generano anche costi per gli enti pubblici) sono due degli obiettivi.Promozione dell'imprenditorialità. L'assunzione del rischio d'impresa, elementi burocratici lenti e vincolanti e difficoltà ad accedere a finanziamenti, sono i principali elementi spesso dissuasori per chi intende avviare una attività propria.

Non si vive di solo turismo! ( da "Quotidiano.it, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia complicata e antiquata tipica (ahimé!) della società italiana. "Se non è possibile cambiare a livello nazionale la burocrazia e le amministrazioni - afferma Tommaso Caroselli, presidente delle piccole industrie e presidente delegato delle problematiche sambenedettesi - allora è bene cominciare a cambiarle a livello locale cercando di discutere a tavolino con industria,

Piva e Vecchioni all'Assemblea della Libera di Cremona: "Serve una politica nazionale forte" ( da "Sestopotere.com" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere solo lo strumento di una burocrazia occhiuta ed oppressiva che allontana le istituzioni dai cittadini". Tra gli altri temi caldi affrontati da Vecchioni, il sostegno alle produzioni di qualità, la battaglia per i marchi, la lotta alle contraffazioni. E l'auspicato 'scongelamento di 50 milioni destinati alla promozione ma bloccati da due anni su un contro corrente del Mipaf.

"Ottenuti risultati eccezionali" ( da "Giornale di Calabria, Il" del 16-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sottolineando che "forse la burocrazia non è stata altrettanto collaborativa". Piccinni ha anche fatto un breve bilancio di quanto si è realizzato in questi 4 anni. "Sono stati risultati eccezionali in ogni settore di servizio", ha detto Piccinni, che ha sottolineato i successi contro le truffe legate alla Legge 488.

Essere dolomitici? Io ci provo ma sono troppo deluso ( da "Corriere delle Alpi" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qui sì che la burocrazia esprime il massimo della sua "dolomiticità". Questa mia lettera Presidente verte su argomenti pesanti.... Non per amarezza mia, non per scontento di un formatore che ama il suo lavoro nonostante qualcuno voglia eclissarlo. Una lettera pesante per dirti che l'ospitalità non è uno spot ma conoscenza,

"Il tessile può farcela" ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le sue condizioni, le ha dettate: burocrazia più semplice e liberalizzazioni (anche nel settore dei servizi pubblici). "Speriamo che già domani il Consiglio dei ministri dia segnali incoraggianti". Poi c'è da colmare il "gap" delle infrastrutture. E Biella, che non ha mai avuto l'autostrada, lo conosce bene.

Comuni, l'assessore srour sbaglia ( da "Centro, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: assessore Srour sbaglia" Centi: la burocrazia frena gli appalti. Lattanzio: i soldi dove sono? L'AQUILA. Botta e risposta sulla capacità di spesa dei Comuni nell'ambito delle opere pubbliche. Ieri l'assessore regionale Mimmo Srour che aveva detto che i comuni non sono in grado di gestire al meglio i fondi, è stato al centro di critiche,

La società civile antidoto all'assolutismo - lucio iaccarino ( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: più che germogliare tra le fratture sociali, nascono nelle burocrazie o all'interno di ristrette élite di governo. Perché a distanziare la realtà dai modelli ci sono spesso distorsioni e patologie non sempre evidenti. E la tanto richiamata autoreferenzialità della classe politica significa proprio questo.

<L'Italia è poco appetibile per gli stranieri> ( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: problemi con i trasporti e una burocrazia capace di ingessare ogni slancio imprenditoriale. Parola di chi è abituato a trattare i problemi legali delle imprese d'oltralpe. Anna Massutti dello Studio legale AS&T (specializzato nei settori dello shipping, diritto aeronautico e dei trasporti, commercio internazionale e diritto comunitario) ieri ha aperto la tavola rotonda di ChainLog.

"Mille aziende alleate affrontano i mercati" ( da "Stampa, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppa burocrazia e difficoltà d'accesso al credito" LORENZO BORATTO CUNEO "Sono anni difficili: le piccole e medie imprese, il vero tessuto produttivo della ''Granda e d'Italia, hanno però continuato a investire e rischiare. Ma se fino a ieri erano viste come un sistema vincente, oggi cominciano ad accusare difficoltà".

<Consulenze, si risparmi> ( da "Corriere Alto Adige" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dodo Detassis della Uil avverte: "L'amministrazione usa le consulenze perché i dipendenti pubblici non vogliono le responsabilità che comportano certi progetti". Fernanda Brasolin del Gs: "Tagli agli incarichi sì, ma prima si riordinino gli uffici". Assoimprenditori attacca: "Meno burocrazia, risparmieremmo il 25%". A PAGINA 7 Vezzosi.

Doccia fredda per Sirma: Vesuvius dice no ( da "Corriere del Veneto" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla luce delle dichiarazioni del ministro per le Attività Produttive Claudio Scajola, che ieri, all'assemblea di Federchimica, ha annunciato "misure dirette al contenimento del prezzo dell'energia e alla riduzione della burocrazia". Il ministro sarà a Venezia il 26 giugno, e potrebbe essere l'occasione per capire le intenzioni del governo riguardo Porto Marghera. Giuliano Gargano.

Il nuovo codice dei beni culturali ( da "Libertà" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi lamentavo anche dell'eccessiva burocrazia e della penuria di risorse che angustiavano l'azione di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Ora a quattro anni di distanza, non potendo che ribadire malinconicamente quest'ultima lagnanza, è accaduto che, nel corso del 2006 e di questo 2008, quattro provvedimenti (D.

Segue dalla prima veltronismo ( da "Riformista, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mentre Veltroni sgombera il campo da vecchie burocrazie e ne inventa di nuove, il governo Prodi agonizza e viene assassinato dal caso Mastella. Che fare? La soluzione sembra semplice. Prima di tutto viene la legge elettorale. Berlusconi sembra disponibile al punto da sposare la proposta "spagnola" elaborata dallo spin doctor principale di Walter,

Un grosso plauso a Maroni, l'esercito stia in caserma ( da "Italia Oggi" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se fossero svolti dalle burocrazie degli enti locali liberate dal massiccio ricorso alle procedure elettroniche, potrebbero dedicarsi in pieno e con molte più forze ai loro compiti che sono quelli investigativi e di controllo del territorio. Meno male, quindi, che Maroni abbia resistito alle proposte del ministro della difesa.

Un patto con le banche per le pmi ( da "Italia Oggi" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: impresa chiede l'intervento della banca, l'eccessiva burocrazia e la lunghezza dei tempi di risposta. Tutto ciò determina", ha concluso il segretario Cna, "e al tempo stesso alimenta la convinzione negli operatori economici che la banca, anziché un partner, rappresenti una vera e propria controparte con tutti i limiti che ne derivano.

Nel parco del molgoratra fabbriche e cascine ( da "Giornale di Monza" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: se sia meglio Monza o Milano ma per me le Province sono tutte da abolire - commenta Walter Casiraghi - Non danno nulla e creano burocrazia, sono un affare solo per certi politici... Qui per esempio abbiamo una strada provinciale che attraversa il paese: si sono verificati diversi incidenti, alcuni anche mortali, e stiamo ancora aspettando che la Provincia realizzi una rotatoria".

È arrivata finalmente l'ufficialità della fusione tra Ac Vimercate e Oreno Ausonia ( da "Giornale di Vimercate" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scorsi quanto messa in discussione nelle ultime settimane a causa di una burocrazia puntigliosa. Alla fine ha trionfato la volontà comune di arrivare ad una conclusione, un'altra settimana d'attesa avrebbe potuto essere fatale, il mercato brianzolo sta già impazzendo ed i pezzi pregiati stanno per accasarsi, nessuno spazio per i tentennamenti, o chiudere la trattativa o romperla.

Calderoli batte cassa con l'Europa: "Ci dia almeno la metà dei soldi" ( da "Quotidiano.net" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riscopre al servizio dei popoli è pura burocrazia"</p>" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica&Economia Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo Giochi&Scommesse DOPO LA STRAGE DI IMMIGRATI Calderoli batte cassa con l'

Trattato Ue, Frattini avverte il Carroccio ( da "Campanile, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'Europa deve essere comunicata, altrimenti sembra che costruiamo solo una burocrazia ? insiste il ministro italiano ? è chiaro che rispettiamo la decisione democratica dei cittadini irlandesi, ma io penso che loro abbiano detto di no perché non hanno ben compreso". Insomma, ora è il momento dell'ascolto e dell'analisi.

Chiude i battenti Marostica in jazz ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La celebre manifestazione stroncata dalla burocrazia Chiude i battenti Marostica in jazz     Lorenzo Parolin Cala il sipario, dopo una storia durata quasi dieci anni (la prima edizione è datata 1999) su "Marostica in jazz" la rassegna musicale promossa ogni estate dal Panic club come naturale prosecuzione della stagione jazz invernale.

Recupero del centro, premiate le migliori ideeL'iniziativa ( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Al Consiglio regionale della Cia si parlerà anche di criminalità e di burocrazia. termini. Presentazione domande per servizio civile Al via le domande per svolgere servizio civile in provincia di Palermo e Messina. Le domande dovranno essere inviate alla sede di Aress Fabiola Onlus, piazza delle Terme, 16/A - 90018 Termini Imerese, entro le ore 14.

<Aim, Zanguio dica quanto prende> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi attacca l'ex municipalizzata sul fronte della burocrazia: "Ho un'esperienza personale negativa con l'azienda. Il 12 maggio ho chiuso il quartier generale alllestito in campagna elettorale. Ma finora non ho pagato le bollette perché la fattura non è arrivata. Mi hanno detto di aspettare. Ma aspettare che cosa?

Morning note: economia e finanza dai quotidiani ( da "Radiocor" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 41) CAVALLI: cinque fondi internazionali al rush finale. (Il Messaggero, pag.19) CHIMICA: "La burocrazia nemico da abbattere". Intervista al presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi (Il Sole 24 Ore, pag.19) Tmm (RADIOCOR) 17-06-08 08:21:47 (0026)news 5 NNNN.

Calderoli: "La Ue ci aiuti economicamente" ( da "Quotidiano.net" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se non si riscopre al servizio dei popoli è pura burocrazia"</p>" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Politica SPORT FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica&Economia Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Casa--> Meteo Giochi&Scommesse IMMIGRAZIONE & SICUREZZA Calderoli: "

Atenei, Gelmini punta su competitività, autonomia, valutazione ( da "Redattore sociale" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia". Per il ministro servira qualcosa di piu "snello", un "sistema integrato di valutazione che vincoli il finanziamento ai risultati, incentivando l'efficacia dei programmi di ricerca, la qualita della didattica". Nel frattempo, saranno prorogati gli istituti di valutazione esistente, sia per l'universita che per la ricerca.

L'Europa non sa più decidere: su Irlanda e Cuba prende tempo ( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia Ue si rimpannuccia in un "dopo" che spesso lascia sgomenti proprio gli europei. Che in tempi di crisi come questi, preferirebbero interventi immediati. Eppure è accaduto anche ieri. Mentre a Lussemburgo i ministri degli Esteri dei Ventisette avevano in programma un summit sulle relazioni con Cuba e Iran (su cui era intanto piombato come un macigno il no irlandese al trattato

Pinerolo: il Comune si improvvisa agente teatrale ( da "Eco del Chisone" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tra le pieghe della burocrazia individueremo la giusta procedura" smorza i toni l'assessore, nel frattempo alle prese con un cartellone da costruire. E da raccordare con un punto fermo come il teatro Incontro. "Lo considero un valore aggiunto, un arricchimento. Continuerà a proporre la sua programmazione, ma sarà importante evitare sovrapposizioni e contemporaneità di generi"

Uno sportello dedicato agli agricoltori ( da "Citta' di Salerno, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: legale, tecnico, snellendo la giá complessa burocrazia delle aziende". " Frusciante spiega invece i primi passi: "Cominceremo con una consulenza legale fornita dall'avvocato Marco Stanzione e la collaborazione di Giovanna Lettieri. In seguito cercheremo di realizzare progetti più impegnativi e concreti.

Alcol di notte, via libera della Regione ( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il gruppo sarà costituito dal segretario generale della Programmazione Adriano Rasi Caldogno. Infine, già predisposti i moduli di domanda e schema di "Programma di controlli sulla sicurezza stradale". Ecco un esempio di burocrazia rapida ed efficiente. Giusto un tantino strumentale. Prosit.

La mia università competitiva ( da "Giornale di Brescia" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: costosissima ad alto tasso di burocrazia" ha detto la Gelmini. DOCENTI. Nei prossimi 5 anni è previsto un ricambio del 47% del corpo docente (soltanto l'8% degli associati e l'1% degli ordinari ha meno di 40 anni), ma servono nuove regole. Il reclutamento dovrà passare attraverso una verifica nazionale per garantire il controllo della comunità scientifica sulla qualità dei candidati.

Gli autori di cinema e televisione pronti a bloccare film e programmi ( da "Giornale di Brescia" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Occorre riconquistare dignità per una categoria che è centrale nella cultura italiana, ma che troppo spesso è ostaggio di funzionari televisivi e burocrazie". Anche il movimento Centoautori è d'accordo: "È ora - ha detto lo sceneggiatore Purgatori - che tutti contribuiscano a una nuova associazione che rappresenti tutti gli autori di cinema, di fiction e di tv".

Vezzola, dove l' inerte è in movimento ( da "Giornale di Brescia" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con rigidità non sempre giustificate ed una burocrazia quanto mai complessa. La strada nostra resta sempre quella dell'aggiornamento e degli investimenti, la stessa che ha permesso la crescita costante di questi anni". Nel gennaio 2008, infine, la Vezzola Spa ha acquisito un ulteriore 15% della società Pegognaga Asfalti Spa, portando la sua quota al 65% del capitale.

Sassari-olbia subito nel pacchetto g8 - guido piga ( da "Nuova Sardegna, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Identico discorso fatto per la Olbia-Sassari: gara informale, burocrazia tagliata fuori. E impossibile che l'intervento sia portato a termine per la primavera del 2009. Ma, come per la quattro corsie tra i due capoluoghi, l'importante è partire. Così come si sblocca l'allungamento della pista dell'aeroporto di Olbia.

Firme contro l'autovelox sulla circonvallazione ( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è necessirio organizzarsi perché il singolo cittadino di fronte alla burocrazia e al potere di chi comanda è debole (si deve difendere inoltre a spese sue) finanziariamentee e politicamente". Chiunque vorrà avere informazioni o aderire al comitato può farlo telefonando al 339/4375143, 0571/260990. Chiaramente la riunione di lunedì è aperta a tutti.

Gli sportelli per persone disabili non chiuderanno ( da "Centro, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fondamentale per i cittadini disabili che spesso non sanno come orientarsi nella burocrazia italiana. "Un ottimo traguardo per il sociale", ha dichiarato Domenico Mancini, assessore alle politiche sociali di Avezzano, "ma non dobbiamo fermarci qui. Il nostro obiettivo deve essere quello di formare una rete permanente di sportelli unici per soddisfare al meglio le richieste dei cittadini".

Meno corsi di laurea e stipendi legati al merito ( da "Nuova Venezia, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia e rigidità" e "non è ciò di cui abbiamo bisogno". Il reclutamento dei docenti avrà un "doppio filtro": prima una verifica nazionale di idoneità, poi le università sceglieranno i propri prof dalla lista nazionale di idonei (in cui potranno essere inclusi anche studiosi che lavorano all'estero,

Quelle strade sono vitali ( da "Mattino di Padova, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mancanza di fondi, diatribe tra le imprese partecipanti e lentezza della burocrazia regionale. Ciò è grave se pensiamo che la viabilità esistente è al collasso, l'inquinamento è insopportabile e gli incidenti in progressivo aumento. E le ferrovie, così importanti per ridurre l'inquinamento, sono in uno stallo totale.

Trasparenza? solo a parole ( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oppure subito. Via preferenziale assicurata ai consiglieri comunali, in virtù del loro incarico. Ma a Fauglia, gli amministratori di opposizione giurano il contrario: "Da noi l'attesa è di 30 giorni". E burocrazia sia. In cronaca SEGUE A PAGINA 1.

Delibere del comune dispobili solo a parole ( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: niente burocrazie e attese interminabili per il comune cittadino. Che ovunque può consultare e prendere visione immediata dei documenti. Strada spianatissima in ogni Palazzo - o quasi - per i consiglieri comunali, in virtù del loro ruolo. "Quello di accedere agli atti immediatamente e prenderne anche copia non è solo un diritto,

L'esercito sulle stradeè un segnale fortedella decadenza italiana ( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I più modesti sindacati di base che occupano gangli vitali delle burocrazie o controllano servizi pubblici, tengono sotto schiaffo l'intera nazione. Il nostro Testo Unico sulle imposte fa invidia a tanti Paesi europei; tuttavia, il livello del "sommerso" giustifica i metodi sbrigativi d'indagine dei controllori tributari.

Padova, targa per le vittime delle br i condomini: e se imbrattano il muro? - concetto vecchio ( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma in comune già si aspettano un ricorso al Tar CONCETTO VECCHIO DAL NOSTRO INVIATO PADOVA - Per 34 anni ha trionfato la burocrazia: niente lapide al muro del palazzo dove nel 1974 furono uccisi dalle Brigate Rosse Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci. Gli inquilini temevano che gli autonomi avrebbero imbrattato la facciata, essendo le vittime due militanti del Msi.

Petizione e risposta sconcertante ( da "Nuova Ferrara, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: non pensavo mai per aver semplicemente firmato una petizione che pone un problema serio e reale di trovarmi dalla parte dell'imputato. Non riesco a capire come una amministrazione comunale che dovrebbe essere al servizio di tutti i cittadini sia prigioniera della burocrazia lontanissima dai problemi della gente... Odino Passarella.

La macchina legislativa testa la semplificazione ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: La macchina legislativa testa la semplificazione Dal 1971 a oggi 7.412 norme approvate, la metà abrogate Mariangela Latella Non confluiscono in progetti organici finalizzati allo snellimento dell'apparato normativo regionale, gli occasionali tentativi di semplificazione legislativa messi in atto,

Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

La Sapienza e il rito dell'intolleranza ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Racconta anche tu la partita della tua vita ( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

La primavera dell'industria ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e una fiscalità da efficiente "back office" in linea con i migliori standard europei, da non confondere con i "bad office" dove l'impresa e il cittadino diventano sudditi. In questo timore sta anche una causa della scarsaattrattività italiana per gli investimenti esteri che, al contrario, sarebbero ben lieti di entrare in un Paese dove la creatività imprenditoriale e la

La competitività entra in ateneo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ad alto tasso di burocrazia e rigidità". Sarà necessario, dunque, rivedere la struttura dell'Agenzia, per mettere in campo un sistema di valutazione "integrato", che tenga conto anche della capacità degli atenei di attrarre finanziamenti europei e privati, del numero dei brevetti, dei corsi in lingua inglese, del tasso di occupazione dei laureati coerente con il titolo di studio.

Università, si punta sul merito ( da "Libertà" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia e rigidità" e "non è ciò di cui abbiamo bisogno". Innanzitutto il reclutamento dei docenti avrà un "doppio filtro": prima ci sarà una verifica nazionale di idoneità, poi le università sceglieranno i propri prof dalla lista nazionale di idonei (in cui potranno essere inclusi anche studiosi che lavorano all'estero,

La corsa della semplificazione ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sommersi da carte e burocrazia, ma soprattutto da un'inflazione normativa che ingolfa l'attività delle imprese e arriva a bloccare persino la macchina della giustizia, e che richiede uno snellimento immediato. Così le Regioni, chiamate a svolgere questa complicata "cura dimagrante", che in gergo tecnico si chiama semplificazione normativa,

Vendemmia, un registro ad hoc per gli stagionali ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ridurre la burocrazia di questo settore". Le modifiche prevedono la creazione di un registro separato presso l'ufficio del lavoro, l'Inps e l'Inail, dove saranno iscritte tutte le persone che daranno la loro disponibilità. Il datore di lavoro potrà rivolgersi all'ufficio del lavoro per avere i nominativi e potenziare il proprio organico soprattutto nel periodo di maggior bisogno.

Patto politico per salvare l'aeroporto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I volontari della sicurezza devono effettuare gli obbligatori esami del sangue a Roma perché se li fanno in una struttura della nostra regione essi non hanno validità. La burocrazia - conclude Chianese - rischia di bloccare tutto". Patrizia Artico.

Processi ritardati, otto agli arresti ( da "Brescia Oggi" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: organizzazione puntava su aspetti della burocrazia per arrivare alla prescrizione   ROMA Un patto tra mafiosi e massoni per ritardare i processi in Cassazione in cui erano imputati affiliati alle cosche di Trapani e Agrigento. Boss di "altissimo livello", come hanno confermato il capo della procura di Palermo Francesco Messineo e il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato,

The Kingdom, lotta ai terroristi ( da "Brescia Oggi" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: individualismo eroico che combatte la burocrazia del sistema, ottiene il mandato speciale per andare sul posto a compiere un'indagine: sarà una missione segreta di cinque giorni in territorio saudita, con alcuni tra i suoi migliori agenti. LE AUTORITÀ del posto sottopongono gli agenti a un rigido protocollo da seguire, ostacolando, di fatto,

ESAME DI STATO. Oggi alle 8.30, le forze dell'ordine consegnano alle scuole le buste con i temi provenienti da Roma ( da "Arena.it, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo la burocrazia di rito (firma e documento di riconoscimento), viene aperta la prima busta, dentro la quale ce ne sono altre due. Non un gioco di scatole cinesi, ma la necessaria modalità per contenere entrambi i compiti che arrivano da Roma: quello di italiano, che verrà svolto questa mattina e quello della seconda prova (diversa fra i vari tipi di diploma superiore)

Scatta l'ora del compito di Italiano, un tema comune a tutti gli indirizzi Tra gli argomenti attesi dagli studenti ci sono Moravia, Calvino e Pascoli ( da "Arena.it, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Dopo la burocrazia di rito (firma e documento di riconoscimento), viene aperta la prima busta, dentro la quale ce ne sono altre due. Non un gioco di scatole cinesi, ma la necessaria modalità per contenere entrambi i compiti che arrivano da Roma: quello di italiano, che verrà svolto questa mattina e quello della seconda prova (diversa fra i vari tipi di diploma superiore)

<Le ferie? Le faccio in municipio> ( da "Arena.it, L'" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Soffro un po per i tempi della burocrazia, tanti progetti li vorrei vedere realizzati già il giorno dopo, ma credo che con una velocità costante potremo risolvere tante cosein poco tempo. Anche i gruppi consiliari di maggioranza ci stanno supportando con la loro esperienza".

Lupus in fabula da una coppia felice Piccole cantine grandi progetti Tenute Olbios cerca nuove frontiere Daniela Pinna, impegno e successo con l'arte del vino ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Daniela sfida la burocrazia del ministero Agricoltura ma è costretta a declassare il suo vino come Vermentino di Sardegna Doc. Non può scrivere in etichetta "Vermentino di Gallura superiore a denominazione di origine controllata e garantita" perché usa tappi di vetro, non di sughero.

Domanda bocciata per 15 centesimi ( da "Corriere Adriatico" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ortoLa differenza era scaturita da un aumento disposto dalla Regione Un'assurda storia di burocrazia. Quasi tre mesi di attesa per la risposta Domanda bocciata per 15 centesimi SAN SEVERINO - Il primo nemico è la burocrazia. Ne sa qualcosa Umberto Ferroni, di San Severino, protagonista (o vittma?) suo malgrado di una vicenda che ha i connotati dell'assurdo.

San Biagio I commercianti del ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: i commercianti si sentono martoriati dalla burocrazia e dall'aumento delle spese. Spese che si assommano a quelle pubblicitarie ordinarie, pagate sempre regolarmente: "Si tratta di negozi storici del paese, nati negli anni '70, abbiamo paura che prima o poi saremo costretti a chiudere, perché con tutti questi balzelli non ce la facciamo proprio a tirare avanti".

UNIVERSITà CHIAMATA DIRETTA PER I PROFESSORI ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: struttura costosa ad alto tasso di burocrazia"), e prevedendo nuove regole per il reclutamento dei prof, campus e, per gli studenti, aiuti che vanno dal prestito d'onore al posticipo del pagamento delle tasse. E se alcuni atenei sono con i conti in rosso, il ministro è pronta ad aiutarli: ma i piani pluriennali concordati per il rientro dall'indebitamento saranno vincolati a "

Artigiani, la responsabilità dei ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: artigiano deve concentrarsi sulla produzione e vendita e non sulla burocrazia necessaria per lavorare.Secondo me i problemi familiari derivano proprio dalle difficoltà economiche, situazioni in cui gli artigiani si trovano frequentemente per vari motivi.Questi problemi, sommati alla routine lavorativa quotidiana (vendite, incassi, spedizioni, materie prime difettate,

Segue elettore ( da "Riformista, Il" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ottenere ciò che sarebbe loro diritto da una burocrazia inefficiente e ottusa. Hanno perfino finto di credere che Silvio Berlusconi abbia i capelli corvini, sperando che avesse almeno la tempra morale sufficiente per chiudere con dignità la propria esperienza politica. Che volesse entrare nei libri di storia come un riformatore e non come uno che fu attento solo al proprio tornaconto.

Tremonti ai sindacati: manovra da 13 mld. Gli enti locali: un terzo sulle nostre spalle ( da "Rai News 24" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la riduzione della burocrazia, la riforma del processo civile con l'introduzione del fascicolo elettronico. "Avremmo preferito trovare i conti in discesa e non in salita", avrebbe detto il ministro dell'Economia illustrando la manovra alle parti sociali. Dei 13,1 miliardi, 4 sono da entrate fiscali e il resto da riduzione della spesa pubblica.

Tartufo d'Alba tutelato da una legge ( da "Stampa, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il consigliere regionale Cirio esprime "grande soddisfazione per una legge che rinnova, pur nel rispetto della tradizione, snellisce la burocrazia e incrementa le risorse per la tutela del tartufo. Sono particolarmente orgoglioso, in quanto albese, di essere stato primo firmatario e relatore di questa legge".

Unioni collinari ( da "Stampa, La" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia infinita, banche dati che sulla carta esistono, ma non funzionano. Doppie e triple via Roma o via Torino. E c'è ancora gente che riceve cartelle esattoriali sbagliate a dieci anni di distanza dalla fusione". Un esempio per tutti: i contributi agli agricoltori vengono calcolati sulla base dei dati castastali.

Donne imprenditrici:+1% in Sardegna ( da "Sardegna oggi" del 18-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: al rapporto con la burocrazia ed alla conciliazione tra lavoro e famiglia. Secondo i dati semestrali dell'Osservatorio sull'imprenditoria femminile, illustrati in occasione della presentazione alla stampa del "Primo Giro d'Italia delle donne che fanno impresa", nel 2007 le attività femminili nell'Isola rappresentavano un quarto del totale delle imprese attive (

La pesca europea riparte dal "Patto di Venezia" ( da "Gazzettino, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dice la burocrazia, ma la crisi è tutto fuorchè informale e l'iniziativa di Zaia è solo un primo passo per arrivare a una nuova e più organica politica per l'intero settore. E se Bruxelles pensa di essere il "padrone del vapore" si sbaglia di grosso, "Per quel che mi riguarda -ha sottolineato il ministro- in commissione agricoltura non sarà così"

Il pionere della radiofonia che ha fatto scuola a Salerno ( da "Citta' di Salerno, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con poco e senza troppa burocrazia potevi accendere un segnale. Quella era una tv completamente diversa da adesso, in bianco e nero, senza palinsesti né telecamere esterne, spesso improvvisata. All'epoca il direttore era Attilio Reggiani. Per mandare in onda una trasmissione si impiegavano giornate intere, spesso si lavorava anche di notte.

Albergatori, un manifesto per il governo ( da "Trentino" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Asat-Federalberghi: più lavoro stagionale, meno burocrazia e tasse TRENTO. Semaforo verde per le proposte di rilancio del turismo elaborate dall'Asat, l'associazione degli albergatori trentini. Fatte proprie da Federalberghi nazionale, sembrano essere in buona sintonia con l'azione del governo.

Così a Vicenza il latte diventa più Centrale ( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: di ritardo ("la colpa è della pazzesca burocrazia") ma il risultato è da circoletto rosso. Uno stabilimento di prim'ordine, all'avanguardia da tutti i punti di vista, estetica compresa, e pronto a produrre 900 quintali di latte fresco, 160 quintali di panna, 400 quintali di latte Uht e 200 quintali di yogurt al giorno.

Sì dei comuni agli uffici aperti il sabato ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: importanza di una riduzione dei costi della burocrazia e della politica. Anche il senatore Ferruccio Saro (Pdl) ieri ha reso merito a Renzo Tondo: "Si sta muovendo bene" in particolare nei confronti degli Enti locali "che a fronte dell'impegno regionale dovranno organizzarsi in modo da offrire maggiori servizi ai cittadini, come le aperture al sabato.

Cresce l'impresa al femminile ( da "Nuova Sardegna, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le donne si scontrano ancora con troppe difficoltà: la burocrazia, certo, ma anche, e soprattutto, l'accesso al credito, per il quale la Camera di commercio ha cercato di fare qualcosa con l'istituzione di un fondo di garanzia a favore dei consorzi fidi di 50 mila euro. Il problema è stato recepito anche dalla Regione che, pungolata dall'assessore al Lavoro,

Anci: anche la regione lavori al sabato ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Gli uffici - sostiene il senatore azzurro - devono lavorare, produrre, aiutare il cittadino, essere sempre a sua disposizione". L'apertura prefestiva "è una mossa più che intelligente, quasi strategica, nella logica di colpire non solo i fannulloni, ma anche la burocrazia di per sé fannullona". (m.b.).

L'ex rettore: saranno cinque anni memorabili ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che ha parlato di una città immobilizzata dalla burocrazia soprattutto sul piano urbanistico visto che il nuovo Piano regolatore è ancora nella penna del progettista. Anche il vicesindaco, Vincenzo Martines, ha chiarito i dati di bilancio snocciolati da Gianni Ortis: "Non c'è alcun disavanzo, il documento contabile chiude con 6 milioni di utile".

Non solo Erasmus ( da "Corriere delle Alpi" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I nuovi accordi alleggeriscono sia la burocrazia che le spese: lo studente in mobilità paga le tasse universitarie solo all'Ateneo di origine (tranne a Pomona, dove è prevista un'integrazione) e riceve una borsa di studio. Può inoltre accedere come gli studenti del posto ai servizi dell'Università ospite quali la biblioteca, la mensa o i corsi di lingua.

I lituani: <È come la svastica al bando la falce e martello> ( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il popolo subì tutti i danni della collettivizzazione forzata, della burocrazia centralizzata, della totale mancanza di libertà. "Eravamo uno Stato totalitario, autoritario, ma non fascista", ha aggiunto la Alexeieva, seguita da parte della stampa russa: trascurando di ricordare che il comunismo ha provocato, nel mondo, centinaia di milioni di morti.

Rinato il sentiero Digonera-Moè ( da "Corriere delle Alpi" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma non tutto può essere gratis. "I contributi ci sono" dice Severino", basta sapere dove andare a cercarli. Certo ci vuole sempre tanto, troppo tempo e burocrazia. Bisogna avere persone che sanno dove andare a battere cassa". Lorenzo Soratroi.

Sanità, il governo salva la Regione dal ticket ( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ai lacci e laccioli della burocrazia, al problema dei finanziamenti". Anche se, come ha subito precisato l'assessore, "il dossier Expo indica anche delle priorità, in quanto i fondi per la manifestazione e le opere connesse saranno pari a 10,5 miliardi di euro. E dunque richiedono di essere focalizzati su quelli che sono gli interventi più importanti"

I garanti danno il via a tre referendum ( da "Trentino" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: I garanti danno il via a tre referendum Ora cinque mesi di burocrazia e forse in primavera si andrà alle urne ROVERETO. I tre referendum promossi dal gruppo "Cittadini Rovereto" si possono fare. E, se lo stesso gruppo riuscirà a raccogliere 600 firme per ognuno dei quesiti (ultima condizione da soddisfare per andare alle urne), si faranno.

Bettoni: Con questa pressione fiscale si soffocano le nostre aziende ( da "Giornale di Brescia" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: con meno burocrazia, dove si riducono gli ostacoli di crescita, dove ci sono (e funzionano) le infrastrutture. Certo è che riscontrando la mancanza di questi tre "incentivi" il peso del carico tributario diventa ancora più insopportabile. "Addirittura capita che le imprese bresciane che denotano una particolare vitalità vengano appesantite da un carico tributario pari al 62%

Decisione a tempo record: appena 9 minuti e mezzo ( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: fiume tipiche della burocrazia politica all'italiana. Tempi brevi nonostante il testo consti "più o meno di cento articoli". Ma velocissima è stata nel complesso la riunione del cdm, risoltasi in soli 40 minuti. Altrettanto rapida si spera possa essere ora l'approvazione da parte del Parlamento, attesa secondo Tremonti "entro l'estate".

"Sono invalido e abbandonato a ventotto anni" ( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La storia Albanese vittima di un incidente e della burocrazia "Sono invalido e abbandonato a ventotto anni" ANDORA A volte il sogno di una vita migliore in Italia si trasforma in un incubo per molti immigrati stranieri. Utili alle imprese fino a quando lavorano, spesso in nero, dimenticati quando sono vittime di incidenti sul lavoro.

Non solo geometri, ma tecnici di territorio e ambiente ( da "Giornale di Brescia" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: disegno e burocrazia, ma impone temi come la sicurezza in cantiere e sui luoghi di lavoro, il risparmio e la certificazione energetica, l'ottimizzazione dell'uso di energia o il suo recupero da scarichi e reflui nell'agricoltura e nell'industria, la promozione e la difesa dell'ambiente, la valutazione dei rischi di danno generali per un'

Comune, nuovi orari ad hoc per i cittadini ( da "Tirreno, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nemico della burocrazia: questo uno degli obiettivi iscritti nel programma di mandato della giunta comunale guidata da Paolo Panattoni. Un obiettivo non semplice, un chiodo fisso che nel palazzo si è cercato di affrontare su diversi piani soprattutto riorganizzando la struttura e sfidando la vecchia idea di una macchina comunale regolata appunto da una burocrazia spesso avvilente,

Nasce la vecchiano del futuro ( da "Tirreno, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia anche per piccoli ampliamenti che possono aiutare le giovani coppie: sistemare la casa in cui si abita e meglio che acquistarne una nuova. Per quanto riguarda le nuove abitazioni, sono stati individuati alcuni comparti in cui il privato realizzerà tutto, dalla casa alle opere di urbanizzazione.

Lavoro, costituzione e donne in quei temi la rivincita del '900 - (segue dalla prima pagina) edmondo berselli ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: estrema manifestazione di una burocrazia che prova a fissare un complesso di idee, in attesa che domani i feticci ideologici dell'impresa, del mercato e del pressappochismo spazzino via la filologia e il vecchiume. Ed ecco allora la canzone degli Ossi di seppia di Montale, con le sue inquadrature di edera e infiorescenze (per la precisione,

I parchi finiscono tra gli enti inutili rischiano di saltare quattro su cinque - antonio cianciullo ( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alla burocrazia romana l'equilibrio delicato che era stato trovato, territorio per territorio, tra conservazione e sviluppo economico. Significherebbe far sparire la capacità di protezione della natura e di difesa dei prodotti tipici che ha permesso al turismo nei parchi di raggiungere l'8 per cento del totale e di continuare a crescere 5 volte più velocemente della media nazionale"

Votato dal Consiglio documento che chiede di salvare solo i Comuni ( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: riduzione dei costi della politica e della burocrazia anche eliminando enti inutili, costosi e improduttivi, riducendo il consistente numero di componenti le assemblee". La creazione di un ente internedio passa anche "dalla soppressione delle varie società per azioni, concorsi obbligatori e simili che operano in assoluto regime di monopolio contro ogni logica di libera concorrenza"

Cura anti-deficit: rispunta il ticket ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma anche con la lotta alla burocrazia e riorganizzazione di enti e Agenzie sanitarie. Tra decreto legge, disegno di legge approvato ieri e prossimi collegati alla Finanziaria, il Governo conferma di voler mettere la museruola alla spesa di Asl e ospedali. Stop e sprechi e inefficienze, è la parola d'ordine.

Visite da prenotare al telefono, altre per cui occorre recarsi personalmente agli sportelli ( da "Messaggero, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attesa infinite e una burocrazia elefantiaca a cui fa gioco la scarsa informazione. Come accade alla signora Elena D. V., 67 anni, che ci scrive disperata: "Dopo diversi mesi di attesa per una visita endocrinologica, avendo un nodulo tiroideo che preme sulla trachea - dice - vengo consigliata ad effettuare un ago aspirato al fine di accertarne la natura benigna o maligna.

Braccio di ferro tra Pichler Rolle e i <ribelli> ( da "Corriere Alto Adige" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: e il trasferimento di competenze eliminerebbe molta burocrazia ". Schuler fa un esempio. "Oggi un consiglio comunale può chiedere la costruzione di una nuova scuola, ma per cinque anni tutte le opere sono già fissate nel piano provinciale ". Ma Schuler si sente l'anti- Durnwalder? "Io non sono "anti", ma a favore delle cose per cui mi batto" è la risposta.

La Cina DEGLI UIGURI ( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La maggior parte di quelli che la burocrazia chiama "Production and construcion corps" sorge in aree vicine alle frontiere, è dotata di un proprio corpo militare e si avvale quasi esclusivamente di manodopera immigrata: 2,5 milioni su una popolazione han che, in totale, ammonta a oltre 7 milioni e minaccia di far diventare presto minoranza gli uiguri,

De Rita: adesso è finita la stagione dell'ansia Con la formula bipartisan <camminiamo insieme> ( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Perché questa Italia è culturalmente, intrinsecamente figlia della burocrazia pubblica. Penso alla pubblica ammini-strazione, alla scuola, alle poste, alle ferrovie. Ora tutti questi servizi si possono trovare sul mercato. Con tutti i rischi, attenzione!, che ciò comporta perché parliamo di un mercato imperfetto e spesso ambiguo".

Bonus, 500 mila euro per 14 manager ( da "Corriere del Veneto" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: perché costituiscono l'ossatura della burocrazia e dell'inefficienza ". La presenza di due componenti esterni nella Commissione dovrebbe essere una garanzia. E i giudici hanno sentenziato che tutti i dirigenti sono riusciti a raggiungere livelli estremamente positivi. Nessuno di loro, a quanto pare, si è dimostrato meno bravo dei colleghi.

Secondo i redditi siamo tutti poveri di sicuro non c'è voglia di investire - giampaolo pighin * ( da "Nuova Venezia, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: territorio sono pesantemente scoraggiati da una burocrazia ottusa e imperversante, da procedure amministrative intrise di assurdità e condite da una infinità di pareri da ottenere, spesso inutili. Burocrati che generano burocrazia impiegati sovente impreparati a svolgere il loro ruolo che con una buona dose di arroganza impongono la loro "interpretazione" della Legge applicando nella "

Comune, 500 mila euro per le strade ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia è devastante. Basta pensare che ci vogliono tre progetti, di fatto, per arrivare ad approvare in via definitiva, solo sulla carta, l'intervento. E ci vogliono mesi e mesi, se non anni, per ultimare questa procedura. Se a questo - prosegue Romoli -, associamo la scarsa produttività degli uffici si capisce che la realizzazione di qualsiasi progetto richiede una fatica immane.

L'allarme lanciato dalla Coldiretti: L'agricoltura ora rischia il tracollo ( da "Nuova Ferrara, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vittime di una burocrazia che non ha ancora previsto le procedure da adottare". LE RICHIESTE. Coldiretti ha già avviato nei giorni scorsi le richieste di attivazione alla Regione ed agli enti competenti (Agrea e Agea) di queste procedure, evidenziandone l'urgenza, a fronte della necessità di prendere decisioni rapide da parte dei produttori,

Ministero precisa: ''Nessun ticket sanitario aggiuntivo'' ( da "Redattore sociale" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia 'cartacea'" e di riorganizzare enti e organismi vigilati dal ministero "per favorire una maggiore efficacia della loro azione e una riduzione dei costi per il loro funzionamento". Appartengono al primo obiettivo "le semplificazioni in materia di certificazioni sanitarie per modificare le procedure divenute ormai obsolete ed eliminare certificazioni superate dalla evoluzione

PARTI SOCIALI E ENTI LOCALI. <Salve> le nove Province metropolitane, 500 milioni per Roma ( da "Arena.it, L'" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Bene i tagli a spese e burocrazia", dicono anche commercianti e artigiani. Tirato un respiro di sollievo le nove Province metropolitane che erano destinate a scomparire. E così pure le comunità montane. "È prevalso il buon senso", commenta il presidente della provincia di Venezia Davide Zoggia.

La Cina DEGLI UIGURI LA FIACCOLA NELLO XINJIANG ( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La maggior parte di quelli che la burocrazia chiama "Production and construcion corps" sorge in aree vicine alle frontiere, è dotata di un proprio corpo militare e si avvale quasi esclusivamente di manodopera immigrata: 2,5 milioni su una popolazione han che, in totale, ammonta a oltre 7 milioni e minaccia di far diventare presto minoranza gli uiguri,

Berlusconi: avanti col Trattato di Lisbona ( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa che non viene più vissuta come quella delle genti ma l'Europa delle burocrazie. Con il cambio di nomi il Vecchio Continente ha perso personalità, protagonismo e ha fatto dei passi indietro" Roma - "Da parte nostra ci sarà l' indicazione di approvare il trattato dell'Unione Europea da parte di tutti e 26 i Paesi che restano, oltre l'Islanda.

<Il carico fiscale frena la crescita delle Pmi> ( da "Brescia Oggi" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Presentato in Cdc il rapporto "Tax Rate" realizzato su iniziativa dell'Osservatorio fiscale "Il carico fiscale frena la crescita delle Pmi" Bettoni: serve un'azione rapida, puntando anche a ridurre la burocrazia Pressing su Unioncamere  .

"Troppe le comunità montane" ( da "Corriere Adriatico" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Tradotto: c'è troppa burocrazia che spesso rallenta o addirittura rende del tutto inutile l'esistenza di un ente che poi non riesce a dare le risposte per cui è preposto nei tempi idonei. "Procedere ad un taglio che porti da 13 a 9 le comunità montane marchigiane - conclude Tesei - significa non dare la risposta giusta.

Patente da rifare, doppio ticket all'Ulss ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il suo datore di lavoro, conoscendo i tempi biblici della burocrazia, cerca di prendersi per tempo, avendo tre mesi a disposizione per completare tutti gli accertamenti necessari.Accade che il 29 maggio l'uomo riesca a fissare la visita per l'idoneità del giovane. La data fissata dall'Ulss 12 di Venezia è il 18 giugno.

<Aperti al sabato pure gli uffici regionali> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma anche la burocrazia di per sè 'fannullona' , perché troppo spesso ingarbuglia i cittadini e non si dimostra di certo 'dal volto umano'". Secondo il parlamentare, "la filosofia inaugurata da Tondo, che si basa sulla necessità di rendere servizi migliori alla cittadinanza e di non considerarla più, come è successo finora,

Il governo cancella gli enti parco nazionali ( da "Legambiente" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tornerà di nuovo ostaggio della burocrazia ministeriale con la vecchia impostazione dei parchi storici degli anni 70”. E' preoccupato il commento del responsabile aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti, sul provvedimento annunciato dal ministro Tremonti, che prevede l'abolizione di tutti gli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti.

Berlusconi preme su Ue e Lega: "Approvare subito la Carta" ( da "Panorama.it" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Unione è sentita come l'Europa delle burocrazie. Per noi va approvato il Trattato di Lisbona da tutti e 26 i Paesi, ma poi bisogna andare verso un'Europa dei popoli e della gente, cosa che oggi non è assolutamente". Insomma il Cavaliere dopo lo slogan vincente della campagna elettorale di aprile, scende in campo per "Rialzati, Europa".

Ue: Bossi spegne polemica, Lega voterà Trattato Lisbona ( da "KataWeb News" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa degli Stati e della burocrazia, non dei popoli". "Non ho mai dichiarato che avrei votato contro il Trattato di Lisbona, anche perché l'ho già votato, seppur con riserva, in Consiglio dei Ministri. Ho sempre ritenuto necessario, però, a fronte di una perdita di sovranità popolare, il ricorso ad una consultazione popolare e continuo a restare della stessa idea"

LECCO Gli artigiani incalzano il Governo, e chiedono più coraggio per rilanciare l'Italia ( da "Provincia di Lecco, La" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che oggi è al 43,3% del Pil, e di eliminare la burocrazia superflua, che pesa per ben 11,4 miliardi di euro l'anno sulle piccole e micro imprese italiane, schiacciate anche dai costi dell'energia, superiori del 38% rispetto alla media europea, e da quelli della giustizia, che pesano per 2,3 miliardi di euro l'anno.

Una task-force per non perdere tutte le occasioni dell'Expo 2015 ( da "Stampa, La" del 19-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eliminazione della burocrazia. I parlamentari si sono impegnati a farsi portavoce delle richieste degli artigiani. Nastri ha sottolineato l'importanza dell'Expo come occasione di sviluppo, Rampi ha messo in evidenza la necessità di aumentare la formazione nella sicurezza sul lavoro, Mancuso ha chiesto il coinvolgimento costante dei parlamentari novaresi per ogni fabbisogno dell'

Calderoli taglia seimila leggi Anche quelle contro l'evasione ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 19-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: potranno così svolgere più rapidamente e meglio i loro obblighi con la burocrazia". Tutto perfetto. Ma con quali controlli a controbilanciare tanta libertà? Per evitare polemiche, però, il governo propone anche una stretta per gli italiani che risiedono in paradisi fiscali: sarà chi vi risiede a dover provare la propria residenza all'estero e non in Italia altrimenti paga doppie tasse,

Trattato Ue, Bossi richiama i suoi: <Lo voteremo anche la Lega> ( da "Corriere.it" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa delle burocrazie". E per questo la linea dell'Italia sarà per un sì al trattato Lisbona.. ma con l'impegno ad andare poi subito verso "un'Europa dei popoli e della gente", formula questa particolarmente cara al Senatur. "SERVE UN DRIZZONE!" - Il Cavaliere sembra mostrare nostalgia per il periodo in cui, nella sua precedente esperienza di governo,

La burocrazia blocca le opere ( da "Italia Oggi" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: largo ai privati La burocrazia blocca le opere Pioggia di risorse sulle reti di trasporto, ma senza risultati L'Italia continua a scontare un grande ritardo sul fronte del sistema infrastrutturale del paese, una distanza rispetto agli altri paesi avanzati da attribuire a ostacoli di natura normativa più che finanziaria.

Salute, sforbiciata antiburocrazia ( da "Italia Oggi" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nella manovra per sfoltire la burocrazia di carta in sanità. Stop alle norme sulla tessera sanitaria per lavoratori domestici e sulle visite preventive per gli apprendisti; niente più certificati vaccinali per esami relativi alla scuola dell'obbligo (i dirigenti faranno comunicazioni all'Asl), iter agevolato per certificati di maternità (con ricorso anche al ginecologo di fiducia)

Berlusconi: Europa troppo lontana dai cittadini ( da "Giornale di Brescia" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa degli Stati e della burocrazia, non dei popoli". E anche Calderoli in serata ha corretto il tiro: "Non ho mai dichiarato che avrei votato contro il Trattato di Lisbona, anche perché l'ho già votato, seppur con riserva, in Consiglio dei Ministri. Ho sempre ritenuto necessario, però, a fronte di una perdita di sovranità popolare,

Contratto d'area, tre aziende sotto esame ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: giustificati con le lungaggini della burocrazia per spostare un traliccio dell'Enel che ha impedito i lavori per tre anni. A favore dell'azienda si sono espressi anche il comitato promotore del Contratto d'area, i sindacati e la Confindustria. Anche per Cartonsarda c'è stato l'avvio del procedimento di revoca perché l'azienda aveva usufruito di due strumenti di finanziamento pubblico:

La protesta degli agricoltori: il caro-gasolio ci annienta - pinuccio saba ( da "Nuova Sardegna, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: A tutto ciò si aggiunge l'immensa burocrazia regionale legata al rilascio dei libretti Uma, necessari per acquistare il carburante per l'agricoltura che viene conteggiato in base agli ettari di terreno coltivati e dei mezzi presenti in azienda. Burocrazia che, a tutt'oggi, costringe il 50 per cento delle aziende a rivolgersi alla pompa,

Da sei anni mio figlio non ha giustizia ( da "Tribuna di Treviso, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: come spesso accade in Italia, sono proprio i settori più produttivi a venire schiacciati dalla burocrazia". Il presidente del tribunale non vuole però entrare nel caso specifico, ma ricorda che la legge sul giusto processo prevede che un procedimento civile non dovrebbe durare più di quattro anni. (Giorgio Barbieri).

Da 5 a 10 anni la validità della carta d'identità ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: identità BUROCRAZIA Il periodo di validità della carta d'identità in formato cartaceo e della carta d'identità elettronica, rilasciate dai rispettivi Comuni di residenza, viene prolungato da cinque a dieci anni. Praticamente raddoppia, I Comuni hanno inoltre l'obbligo di informare i titolari della scadenza del documento.

Norme e burocrazia pesano sul ritardo infrastrutturale ( da "Finanza e Mercati" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Norme e burocrazia pesano sul ritardo infrastrutturale" da Finanza&Mercati del 20-06-2008 Norme superflue, confusioni legislative e lungaggini burocratiche influiscono non meno dell'aspetto finanziario sul ritardo infrastrutturale che l'Italia lamenta rispetto agli altri paesi avanzati.

Un marciapiede inesistente ( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Oggi tutto è complicato e anche i migliori amministratori devono fare i conti con gli imprevisti e la burocrazia che tutti, purtroppo, conosciamo. Gli abitanti delle vie auspicano che questa sia proprio la volta buona. Dottor Fernando Tirelli Mortegliano.

Tosarelli aspetta a casa la sanzione disciplinare ( da "Tirreno, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia è andata avanti e il 5 giugno scorso è giunto il parere all'ispettorato provinciale: l'Avvocatura di Stato ha ritenuto sufficiente l'azione processuale del pubblico ministero, ossia niente costituzione di parte civile. A questo punto chi decide se l'ispettore può tornare a lavoro?

Cura dimagrante per le spa regionali in arrivo commissari al posto dei cda ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Nomi illustri della politica e della burocrazia compaiono oggi nei cda delle società regionali: al vertice della Serit Sicilia è stato designato Silvio Lotta, ex parlamentare dell'Udc, e nel board della stessa società ci sono anche l'ex commissario della Fiera Stapino Greco e Giuseppe Catania, ex parlamentare forzista vicino a Dell'Utri.

I cobas al governatore "non demonizzare i dipendenti" ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Regione Raffaele Lombardo appaiono in massima parte condivisibili purché il tutto non si tramuti, ancora una volta, in una campagna mediatica contro gli incolpevoli dipendenti regionali tentando". Lo dicono i segretari generali del Cobas-Codir, Marcello Minio e Dario Matranga. "Ci aspettiamo per esempio che Lombardo inizi con l'abolizione delle auto blu per tutta la burocrazia".

Iniziativa analoga in arrivo anche per le cause penali ( da "Tirreno, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'ANTI-BUROCRAZIA Iniziativa analoga in arrivo anche per le cause penali LUCCA. Oggi la rivoluzione informatica nel processo civile, domani quella per fronteggiare i gravi ritardi nel processo penale. Obiettivo principale: la drastica riduzione dei tempi della giustizia e la tutela delle parti.

POSTE E BUROCRAZIA Il conto non si trasferisce ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Opinioni Pagina 316 POSTE E BUROCRAZIA Il conto non si trasferisce --> Mauro Lattanzio, responsabile comunicazione di Poste italiane, non immagina la mia sorpresa nello scoprire (attraverso la sua replica a una mia protesta) come il mio conto BancoPosta si trovi ancora radicato nell'ufficio di origine, nonostante sei anni fa avessi richiesto il cambiamento e ne avessi avuto la conferma.

Manovra, quando Berlusconi getta la maschera ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le burocrazie, lo strapotere di gruppi organizzati, tra cui gli odiatissimi sindacati. Le conseguenze sono chiare. Innanzitutto la natura di ciò che viene scambiato e fornito passa del tutto in secondo piano, così come vengono oscurate le relazioni tra soggetti nel processo e il "contesto sociale" di tale fornitura.

Il giorno nero dell'Europa ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Niente poteva essere pensato in modo più vergognoso e umiliante. Impedisce fin dall'inizio che l'Europa diventi simbolo e riferimento di qualcosa di buono e di nuovo. L'Europa debutta sulla scena già triste del mondo con il volto indifferente e volgare della vecchia burocrazia. furiocolombo@unita.it.

I Ventisette rimandano l'Irlanda a ottobre: Ora si torni a parlare di cose concrete L'ultima gaffe del premier italiano: Era meglio quando con me c'erano Blair, Aznar, Schroeder, C ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ma promuovendo le ragioni del no irlandese che l'ha invece respinto: "Questa è l'Europa della burocrazia, non della gente". Si esibisce in un gioioso surf sull'aria che tira, facendo l'occhiolino al referendum che vorrebbe Calderoli: "Ci sono due categorie di cittadini, quelli che hanno potuto esprimersi sul trattato di Lisbona, e gli altri.

Il doppio schiaffo di Berlusconi. Va in Europa e fa il leghista A Bruxelles critica l'Ue: qui si chiacchiera troppo. Poi gela la Lega: sì al trattato di Lisbona. E Bossi si piega ( da "Unita, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: delle burocrazie" e "lontana dalla gente", perciò "non incontra le simpatie dei cittadini". E, "se non cambia, viene bocciata dai referendum". È ciò che declama da sempre Bossi, e forse proprio le pressioni del premier sulla Ue per far pesare queste tesi potrebbe aver convinto il Senatur a dare il via libera all'approvazione del Trattato di Lisbona,

Democratici battete un colpo - ivano russo ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: illuminato" esponente della società civile o la giovane leva di turno, magari mai uscita dal recinto della burocrazia di partito né misuratasi mai né sul terreno delle competenze né su quello del consenso. Il deludente risultato del Pd alle ultime elezioni politiche, su questo terreno, potrebbe almeno aver insegnato qualcosa.

Nel labirinto delle regole burocratiche ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il linguaggio della burocrazia. Sciogliere gli enigmi di classi, categorie e mappali. Milano è una serie di centri concentrici, le "zone censuarie" che corrispondono all'incirca alla cerchia dei Bastioni, a quella dei Navigli e al confine periferico. Più ci si avvicina al cuore, più l'immobile è di pregio.

Più difficile nascondersi nei paradisi fiscali ma saltano le norme anti-evasione - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia, meno registri da compilare, meno restrizioni da rispettare: nella Finanziaria appena presentata dal governo Berlusconi il fisco cambia faccia e la lotta all'evasione arriva ad una svolta. La parola d'ordine, per espressa volontà dell'esecutivo, è stata "semplificare", cancellare una serie di regole (introdotte dal viceministro Visco nel precedente governo con l'

Berlusconi striglia la ue "serve un drizzone o fallirà" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: E poi "è difficile votare contro, c'è Napolitano che preme e noi non vogliamo passare come quelli che ce l'hanno a morte con l'Europa, anche se la Ue ha fatto molti errori e così non va bene, è l'Europa degli Stati e della burocrazia, non dei popoli". Lo stesso giudizio di Berlusconi.

Kosovo, il caos internazionale esplode all'Onu ( da "Manifesto, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazie internazionali e Camp Bondsteeel, la più grande base militare Usa d'Europa edificata nel disprezzo della legalità internazionale. E a Belgrado, dove l'affare piomba nel mezzo della scelta del nuovo governo, prima l'ex premier Kostunica, poi l'ex ministro per il Kosovo Samardzic che annuncia la nascita di "un parlamento serbo in Kosovo"

DEMOS RIBELLE LA DEMOCRAZIA INSORGENTE CONTRO LO STATO ( da "Manifesto, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: socialismo reale in burocrazia, dalle forme assunte dal totalitarismo nella prima metà del secolo passato. In tale disfacimento di speranze, è possibile chiedersi cosa sia una "vera democrazia"? La domanda è meno scontata e retorica di quanto sembri. Pochi termini sono stati così banalizzati, pochi hanno perso in tale misura la carica dirompente e radicale che inizialmente possedevano.

Agenzie ed enti locali sotto la scure ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: L'Emilia-Romagna prevede risparmi per 7 milioni l'anno da Comunità montane e Ato Agenzie ed enti locali sotto la scure Al via il progetto di legge dell'Emilia-Romagna per la riduzione dei costi della burocrazia che comporterà un risparmio sul funzionamento della macchina burocratica regionale di circa 7 milioni di euro l'

42.700 euro Esborso ogni mille abitanti ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: LA SPESA 42.700 euro Esborso ogni mille abitanti Record di esborsi per consulenze in territorio emiliano non solo a livello assoluto (180 milioni) ma anche in rapporto alla popolazione. 24,7% La quota di uscite nell'area Nel 2006 gli enti pubblici del Centro-Nord hanno speso per consulenze e collaboratori esterni (

La Toscana taglia di un terzo i dirigenti ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: Esodi incentivati e stabilizzazione dei precari nei piani delle quattro Giunte al fine di snellire gli apparati La Toscana taglia di un terzo i dirigenti Il risultato delle politiche di riorganizzazione del personale delle regioni del Centro-Nord è stato quello di una riduzione del numero dei dipendenti e dei dirigenti.

2.981 Il corpo normativo ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: In cifre 2.981 Il corpo normativo Sono quasi 3mila le leggi vigenti nel Centro-Nord.è l'Umbria la regione con l'apparato normativo più corposo: 975 norme con un aumento rispetto a cinque anni fa del 2,8%;

Biocarburanti fermi, poche colture nei campi ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia ma perché ad oggi non c'è la convenienza economica. Sul territorio sono 6 le aziende che ritirano e trasformano il prodotto". SPAZI LIMITATI Nell'area le coltivazioni a fini energetici si limitano a 4mila ettari, pari al 13 per cento dell'intero volume nazionale IL GIRO D'AFFARI Nel sito della città toscana viene realizzato un fatturato che sfiora i 200 milioni con l'

Se il merito entra nella burocrazia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: PRIMA data: 2008-06-20 - pag: 1 autore: PUBBLICO IMPIEGO Se il merito entra nella burocrazia di Fiorella Kostoris I l Governo sta varando una serie di misure per accrescere le ore lavorate e aumentare l'efficienza e la produttività sia nel settore privato che nel pubblico. Continua u pagina 14 l'articolo prosegue in altra pagina.

Più che l'Europa, a Bossi preme il federalismo fiscale subito ( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qualcosa che eccita tutta la retorica leghista contro la burocrazia di Bruxelles. Un tema antico, ma sempre verde. Ma un conto è, appunto, la retorica; un altro è la politica. Bossi guarda ai suoi obiettivi, non al piccolo cabotaggio del giorno per giorno. Ieri il vecchio leader ha subito colto il punto essenziale: nel momento in cui il presidente del Consiglio,

Comune, tre ex assessori nominati in cda e staff ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Due i livelli di intervento: uno sul fronte della burocrazia, l'altro sul piano politico. In questo secondo caso la Iervolino sta ricollocando alcuni degli assessori che ha sostituito nel rimpasto del 12 maggio scorso. Bruno Terracciano, ex responsabile del personale, è da ieri nel cda dell'Anm.

DOPO il rifiuto irlandese del trattato di Lisbona è venuta, lo scorso mercoledì, la de ( da "Messaggero, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non si tratta solo del fastidio verso una burocrazia talora stolida e inutilmente invadente (quanto è stato speso per chiedere non è una invenzione ma un caso vero la restituzione di un euro a un fondo di ricerca che aveva fornito un rendiconto così impreciso?). Si tratta di qualcosa che tocca più in profondità i temi fondamentali sui quali la costruzione europea è nata,

<Sì al Trattato, ma l'Europa va cambiata> ( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: restituirla ai popoli e alla gente, sottrarla alla burocrazia". Berlusconi usa volutamente un linguaggio forte, manifesta insofferenza per un appuntamento che ritiene quasi inutile, persino nelle foto con gli altri premier appare quasi scocciato. Qualcuno potrebbe pensare a una svolta in chiave "leghista".

VIA SETTEMBRINI Il semaforo nascosto dai rami</I ( da "Messaggero, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lettera firmata BUROCRAZIA Due giorni di ritardo, multa da ripagare Mi auguro che venga pubblicata questa lettera di sfogo e chiarimento. In data 14 giugno 2008 ho ricevuto una cartella esattoriale dalla Gerit, (la società che controlla le multe del Comune di Roma) secondo la quale avrei pagato una contravvenzione di 75 euro del 2005 con 2 giorni di ritardo.

Cura dimagrante per le leggi ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: abrogare altri 47 testi Come si muovono le singole Regioni nel complicato percorso di "semplificazione normativa", lo snellimento di burocrazia e leggi che ormai diventa sempre più necessario e urgente? In Veneto, ad esempio, un ufficio legislativo fortemente voluto dalla presidenza del Consiglio è addetto alla semplificazione. Risultano 1.922 le leggi venete approvate dal 1970 a oggi.

In Friuli-V. Giulia tempi dimezzati nei procedimenti ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Da sempre chiediamo un concreto snellimento della burocrazia e delle tempistiche", sottolinea il direttore di Confindustria Fvg, Claudio Hauser. "Complessivamente comunque ritengo che il Friuli-Venezia Giulia sia una Regione attenta alle esigenze degli imprenditori, anche se auspichiamo un'accelerata in questo senso".

Meno testi inutili in Vallée ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: le organizzazioni di categoria chiedono da tempo meno burocrazia, non solo a livello regionale, ma anche nazionale. "Soprattutto le microimprese – dichiara il direttore della Confederazione nazionale artigiani, Cesare Grappein– sono costrette a una serie pesantissima di oneri e adempimenti ".

Tre mesi per il tagliando, Ragusa senza etilometri ( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BUROCRAZIA ... Tre mesi per il tagliando, Ragusa senza etilometri di Maurizio Caprino A l Sud non sono molti i centri dove anche i vigili urbani hanno l'etilometro: lo strumento dà pochi incassi e richiede molti agenti. Ragusa e Reggio Calabria fanno eccezione, ma da aprile due loro apparecchi sono a Roma per la verifica periodica obbligatoria nell'

Bioetanolo, business in ritardo ( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: scontano i ritardi della burocrazia e l'assenza di decreti attuativi per la defiscalizzazione. Il decreto 100/2008, pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale " il 6 giugno, impone che i carburanti tradizionali vengano miscelati con il 2% di biocarburanti nel 2008 e il 3% nel 2009, e stabilisce obblighi e sanzioni per i petrolieri,

Falce e martello come la svastica ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il popolo subì tutti i danni della collettivizzazione forzata, della burocrazia centralizzata, della totale mancanza di libertà. "Eravamo uno Stato totalitario, autoritario, ma non fascista", ha aggiunto la Alexeieva, seguita da parte della stampa russa: trascurando di ricordare che il comunismo ha provocato, nel mondo, centinaia di milioni di morti.

SERVIZI PUBBLICI ( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: BREVI SERVIZI PUBBLICI La burocrazia Secondo me la fonte di quasi tutti i problemi dell'Italia, specialmente nella gestione dell'amministrazione e dei servizi pubblici, è la totale mancanza di serietà e professionalità dei diretti responsabili. Troppo spesso si scarica la responsabilità di certi compiti ad altri e da questo nasce la burocrazia per ogni cosa.

Salva-processi: a Verona stop a una causa su 10 ( da "Corriere del Veneto" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dalle depenalizzazioni ai tagli della burocrazia VERONA - Sospensione secca di un anno per tutti i processi in corso che non riguardano criminalità organizzata e reati di grave allarme sociale. A Verona il contestato emendamento "salva-premier" appena approvato in Senato rischia, nel caso in cui dovesse tramutarsi effettivamente in legge,

(di Stefano Folli) ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Qualcosa che eccita tutta la retorica leghista contro la burocrazia di Bruxelles. Un tema antico, ma sempre verde. Ma un conto è, appunto, la retorica; un altro è la politica. Bossi guarda ai suoi obiettivi, non al piccolo cabotaggio del giorno per giorno. Ieri il vecchio leader ha subito colto il punto essenziale: nel momento in cui il presidente del Consiglio,

In Italia ''monitorate'' 7.311 persone. Timori per la nuova normativa ( da "Redattore sociale" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia dell'accoglienza'. Pensiamo all'ipotizzato rientro nei paesi d'origine anche in pendenza di ricorso contro il diniego di protezione, oppure alle limitazioni di libertà di circolazione sul territorio italiano. Si tratta di misure di cui sfugge l'utilità concreta, mentre appaiono evidenti le ripercussioni sulla tutela e protezione.

Berlusconi sferza la Ue: <Ora serve un drizzone> ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppo legata alla burocrazia" e "poco attenta alle esigenze dei popoli". Parole dure, nelle quali riecheggia quello che per la Lega è ormai da anni una sorta di leitmotiv. Già, perché il Cavaliere - che sul Trattato non ha alcuna intenzione di fare passi indietro ma che chiede un Europa diversa - non può non tenere in considerazione la posizione del Carroccio.

<Ma questa è l'Europa delle burocrazie> ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 146 del 2008-06-20 pagina 2 "Ma questa è l'Europa delle burocrazie" di Luca Telese da Roma Ministro Calderoli, la Lega ieri ha fatto mancare due volte la maggioranza al governo, votando con l'opposizione. "Ho visto, non ne so molto più di lei". E ieri lei ha fatto fuoco e fiamme sul trattato di Lisbona.

Un buono prepagato per le baby sitter ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Come tutti gli alleggerimenti della burocrazia, anche questo mira a fare emergere il sommerso. Tutti quei lavori (in questo caso "lavoretti") che, per pigrizia o convenienza, vengono nascosti al fisco e alla previdenza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

A Moretta e Sommariva gli esperti anti-amianto ( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: obbligatoria per legge con complesse misure di sicurezza e molta burocrazia, anche "per lo smaltimento successivo del materiale cancerogeno". L'azienda si occupa poi di montaggio di carpenteria e strutture metalliche; costruzione di capannoni con, a richiesta, le coperture in zinco e titanio con doppia graffatura e senza fissaggi esterni (una procedura che si mantiene inalterata negli anni)

Giornata Mondiale del Rifugiato, accolte nel 2007 in Italia 6.284 persone in più ( da "Rai News 24" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: essere approvate darebbero luogo a un indebolimento dei diritti fondamentali delle persone e, nello stesso tempo, a un appesantimento della "burocrazia dell'accoglienza. Non dimentichiamoci che moltissimi dei richiedenti asilo che il Sistema accoglie sono sopravvissuti miracolosamente a viaggi pericolosissimi, i cui drammatici esiti di morte vediamo nelle cronache di tutti i giorni".

Asl, impossibile prenotareuna ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: reinventare il servizio al cittadino e alle imprese e per snellire la burocrazia, che tra l'altro costa sempre di più, specie nella sanità visto che siamo un Paese di anziani!Aldo MaricondaVeneziaCosto dell'acquae bollette,Veritas precisaLa signora Anna da Schio, nel Gazzettino di giovedì 19 giugno, accusa Veritas di aver diffuso dati errati rispetto al costo dell'acqua potabile,

De Anna: <Sburocratizzare anche lo sport> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La burocrazia rischia di mettere i bastoni tra le ruote anche a manifestazioni di grande respiro e richiamo turistico come quella ospitata a Lignano, creando non poche difficoltà ad un evento di grande spessore. Per questa ragione invito gli assessori comunali allo sport e alla promozione al territorio alla giornata per la semplificazione in programma a Trieste il 4 di luglio"

In 160 si sono "rifugiati" in città ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: nell'attesa del via libera della burocrazia. In realtà questo numero di ospiti viene puntualmente superato, complice unturnover spinto dalle circostanze. Il sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati viene oggi promosso dalla sinergia tra ministero dell'Interno, Alto commissariato dell'Onu e Anci.

Mancano i permessi, a rischio le aperture serali ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Sono dieci giorni che ci troviamo nelle mani di una burocrazia che non riusciamo a capire". Poi aggiunge "che su tale questione ci doveva essere un chiarimento anche a livello politico, ma nessuno, nonostante di promesse ne siano arrivate da più parti, ha saputo darci una risposta e noi ora ci troviamo intrappolati in un matassa che non sappiamo se possa essere dipanata".

Taglio ai certificati, burocrazia snella ( da "Gazzettino, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia snella RomaLa manovra economica, riserva altre novità a vantaggio del cittadino.CERTIFICATI IDONEITÀ A LAVORO E VACCINALI CANCELLATE- Spariscono i certificati di sana e robusta costituzione per l'iscrizione agli istituti magistrali e ai corsi di infermiere, per i concorsi della Corte dei conti e per l'abilitazione degli ufficiali della riscossione.

Il buono per la baby sitter ( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: In pista soprattutto pensionati e studenti. L'obiettivo è quello di combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità reddito a pensionati e studenti. Una modalità semplice per fare emergere prestazioni svolte in nero.

<Meno burocrazia per rilanciare il turismo> ( da "Adige, L'" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Meno burocrazia per rilanciare il turismo" Sarà anche periodo di ferie giugno, ma è pur sempre tempo di cominciare a fare campagna elettorale, visto che tra quattro mesi ci saranno le elezioni provinciali. E come le lucertole escono dai nascondigli con il caldo, con l'avvicinarsi della scadenza i politici cominciano a battere qualche colpo.

I vigili: "La città ci aiuti" ( da "Corriere Adriatico" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: percepito dal cittadino come la più negativa espressione della burocrazia". Quasi contemporaneamente al diffondersi dell'uso di queste apparecchiature, ha aggiunto Fulgi, "è stato introdotto il giudice di pace che in realtà non ha capito cosa stesse accadendo nel campo dei controlli sul codice della strada".

Unioncamere Piemonte, II tappa del Giro d'Italia delle donne che fanno impresa ( da "Sestopotere.com" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: attività imprenditoriale è il desiderio di un lavoro indipendente (1 su 2), - principali difficoltà incontrate: la burocrazia (in fase di start-up), il reperimento del capitale e la conciliazione del lavoro con la famiglia, - allo start-up, poco più di 1 imprenditrice su 5 chiede aiuto alle banche: il 60% ricorre a mezzi propri o (per il 26%) della famiglia;

L'autunno caldo di Walter. Dì la tua ( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi.

Lombardia, l'autonomia è alle porte ( da "Provincia di Lecco, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: per le burocrazie degli altri enti locali, come i Comuni e le Province, che vanno riqualificate e specializzate. Anche con Roberto Maroni troverò attenzione sul tema della polizia locale e dei suoi compiti amministrativi, così come il ministro dei Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, si è già detto compiaciuto del "modello lombardo"

Wall Street, uno scandalo lungo 15 anni ( da "Provincia di Lecco, La" del 20-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma il condizionale è d'obbligo perché in questa vicenda la burocrazia ha davvero superato ogni limite. Ci sono voluti anni perché il Comune ne entrasse in possesso, perché conteso anche con i vigili del Fuoco che in un primo momento vi avrebbero trasferito gli uffici amministrativi. Ipotesi poi abbandonata per i costi.

Immobili Asl "Potremmo anche ripensare tutto" ( da "Stampa, La" del 20-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ed ora che anche la "burocrazia" si è messa di mezzo, il decisionismo del sindaco è messo a dura prova. "Io non so - ha sottolineato - se la Regione ha altri obiettivi, ma questo fatto ci dà il destro per esaminare delle alternative, per dare un'accelerazione vera.

Tutti sott'acqua per cemento e burocrazia ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia e di risorse. Da "burocrate", dico che la burocrazia ci sta portando sull'orlo dell'esasperazione. Non è possibile dover raccogliere e preparare decine di elaborati anche per interventi urgenti e di scarso rilievo. Il metodo della "concertazione" e della "progettazione condivisa" che è invalso da anni anche in questo settore crea un inevitabile allungamento dei tempi,

Muraro: a rischio i lavori del ponte ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 300 giorni di burocrazia - chiude il presidente della Provincia - ciò significa che la maggior parte dei nostri sforzi si deve concentrare sui documenti. Questo è il vero problema che chiediamo a Roma di risolvere e per il quale vogliamo sia realizzato il federalismo e la devolution".

Dubbi sulla chiusura per Napolitano ( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: L'idea dei tecnici comunali, condivisa dall'amministrazione, era di installare l'ascensore all'esterno, per evitare ecce3ssivi lavori all'interno. La Soprintendenza si è opposta. "Abbiamo perso un sacco di tempo in mille pratiche. Evidentemente la burocrazia se ne sbatte anche del Capo dello Stato". (f.d.m.).

Perché solo a me la multa? ( da "Provincia Pavese, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Pagherò volentieri la sanzione comminata quando vedrò i vigili attivarsi per correggere la situazione di caos che hanno lasciato si creasse nella zona in questi anni e metteranno in atto uniformità di comportamento a parità di situazioni e circostanze facendomi sentire un cittadino a pieno titolo, anche se vecchio, e non un suddito della burocrazia pavese. Giuseppe Bozzi Pavia.

Grillo: no a doppioni udine-trieste ( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: argomenta la Grillo - che quelle impostazioni diventino fatti concreti arrivando alla chiusura delle istituzioni friulane, che secondo certi pensieri devono essere demolite o poste sotto lo stretto controllo dei centri decisionali regionali. E cioè sotto le burocrazie regionali e i centri di potere e gli interessi triestini". (a.bu.).

In Vaticano non è più il tempo del sorriso ( da "Secolo XIX, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è nel mantello della burocrazia. Per incontrare preti che siano uomini, senza essere schiacciati dal conformismo, conviene uscire dalle mura vaticane, andare lungo le strade di Roma. Benny Lai è da molti anni giornalista vaticanista, autore di libri e saggi storici 21/06/2008 I preti sono impiegati, burocrati privi di fantasia: hanno perduto il coraggio del mugugno 21/

Un'azienda senza telefono e internet ( da "Nuova Sardegna, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: mortificata, spesso annientata dalla burocrazia. Arriva dalla zona industriale di Olbia, settore 7. Lì c'è un'azienda che non ha il collegamento telefonico: non può fare né ricevere telefonate, non può collegarsi a internet. Sembra una storia incredibile, inconcepibile nell'era del massimo sviluppo tecnologico.

Cresce l'impresa in rosa una donna manager su 5 ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: il principale è la burocrazia, seguito dai problemi a reperire il capitale e la conciliazione del lavoro con le esigenze familiari. Al momento dello start-up poco più di una imprenditrice su cinque chiede aiuto alle banche: il 60 per cento ricorre a mezzi propri o, per il 26 per cento, della famiglia.

A rischio 400 processi in tribunale - candida virgone ( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: visti appunto i tempi della burocrazia, non c'è stata ancora una nomina - sarebbe arduo senza dati alla mano. Ma tenendo conto che nelle disposizioni del disegno di legge dovrebbero rientrare tutti i processi per reati sotti i dieci anni di pena commessi entro il 30 giugno del 2002, circa un terzo di quelli in attesa potrebbero restare fermi".

Ma nei campi del belpaese soia e colza non crescono ( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che non si spostano su queste produzioni non lo fanno perché spaventati dalla burocrazia ma perché a oggi non c'è la convenienza economica - dice Aldo Galeotti, responsabile Area tecnica di Coldiretti Toscana - sul territorio toscano sono sei le aziende che ritirano e trasformano il prodotto". A tirare il freno, oltre alla dinamica dei prezzi che consiglia di puntare sui cereali,

Il farmaco è troppo caro però può salvare mio figlio - fulvio di giuseppe ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Anche se non sempre la cartella clinica è letta con attenzione", commenta la Armagno, "anche se poi i medici mi dicono di stare tranquilla perché sanno quello che fanno". Lo spera, proprio nel giorno in cui le hanno proposto di modificare la terapia del figlio. Lei si oppone e continuerà a farlo. Più forte della malattia, più forte della burocrazia.

False paternità per figli bosniaci così i nomadi diventavano italiani - alessandro cori ( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che ha aiutato il bosniaco e il quarantaseienne ad avviare la pratiche, e non si esclude che ce ne siano altre che abbiano "orientato" nella burocrazia anche la donna e il suo finto padre. I quattro denunciati sono accusati di false dichiarazioni a ufficiale di stato civile e falsità in atto pubblico.

Al governo quattro ministri e un gran profumo di garofano ( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiamato a sveltire la burocrazia e a mandare a casa i fannulloni. Se il precedente governo Berlusconi era più ad intonazione ex Dc con Beppe Pisanu agli Interni, il Berlusconi terzo ha resuscitato l'anima socialista del vecchio pentapartito. Tremonti è stato allievo dell'ex ministro della Finanze Franco Reviglio mentre gli altri tre,

Stranieri, permessi lumaca In 9 mesi solo 730 nulla osta ( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sviluppo per trovare lavoro e migliori condizioni di vita in Italia e qui si trovano ad affrontare burocrazia e tempi di rilascio dei permessi di soggiorno che sono da Terzo Mondo. Basta guardare i dati sul decreto flussi 2007 a Bergamo e l'attuale stato di disbrigo delle pratiche per farsi un'idea: le cifre sono state rese note dalla Cgil, su numeri e dettagli forniti dalla Prefettura.

Mamma coraggio <Lotto per Francesco> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: lotta contro la burocrazia Ma Rosaria deve anche fare i conti con le conseguenze delle dosi massicce di farmaci, che si stanno facendo sentire sul suo fisico, e con una paralisi al pollice e all'indice della mano sinistra a causa di una piccola lesione al cervello provocata da uno dei due elettrodi.

Ci scrivono ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: complimenti se questo doveva essere un metodo per snellire la burocrazia ci sono proprio riusciti. Matteo Laganà MALA BUROCRAZIA / 3 Oltre il danno la beffa Il commercialista si dimentica di spedire la mia dichiarazione dei redditi del 2002. Pago 3.600 euro di ammenda con il blocco amministrativo della mia moto.

Silvio e quei 2 punti persi nei sondaggi ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "concentrata - così è scritto in un'analisi - sulle questioni d'interesse nazionale: tasse, salute, sicurezza, burocrazia". Ora gli elettori vogliono capire da Berlusconi perché una vecchia emergenza politica è tornata prepotentemente in agenda. Nell'attesa gli hanno recapitato un avviso. Francesco Verderami.

Flutura, la sindacalista d'Albania <Gli operai italiani? Si fidano di me> ( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Resta comunque una città caotica, dove la burocrazia è da sempre una palla al piede. Sono ancora molti i problemi legati all'immigrazione: in questo campo c'è ancora tanto da fare, soprattutto con le istituzioni". Ma, la sua parte, Flutura ha iniziato a farla da un pezzo. Michele Focarete mfocarete@corriere.

La semplificazione? Il governo copia da noi ma vuole la deregulation ( da "Unita, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la semplificazione è fondamentale per cittadini e imprese, e noi da sempre percorriamo questa strada, come testimonia la copia dei nostri provvedimenti. Poi rilanceremo, ad esempio sulla burocrazia privata. Non è possibile che per allacciare una linea Adsl occorrano 2 mesi, o che sia difficile ottenere un rimborso dalle Fs".

Il Comune fa appassire le palme di Quinto ( da "Giornale.it, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è troppa burocrazia negli uffici di Tursi e il piano di arredo urbano del Civ, pagato dai commercianti, rischia di naufragare (...) un sapore kafkiano. O meglio sarebbe dire: fantozziano. Perché il Civ Quinto al mare, molto generoso nell'attività di abbellimento del quartiere, sta incontrando difficoltà enormi ed è costretto all'

Lo scandalo di Milano, contromisure tecnologiche ( da "Corriere di Bologna" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: alternativa tra il filtro della burocrazia e l'invadenza del mercato? Se quei pazienti del Santa Rita avessero pagato di tasca loro, si sarebbero fatti fare costose e inutili operazioni chirurgiche? Forse no, ma quando il servizio è assicurato pagano altri. E, sotto questo aspetto, il sistema certamente funziona meglio con il metodo della produzione tutta pubblica o con quello dell'

Gioia Tauro, aziende in pool per costruire il gassificatore ( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia, politica e cosche permettendo. Anche questo un miracolo. roberto.galullo@ilsole24ore.com CONTRO LA MALAVITA L'atto costitutivo spedito alla Procura, alla Prefettura, alla Direzione nazionale antimafia e a quella distrettuale di Reggio CONFINDUSTRIA REGIONALE Per il presidente De Rose è un progetto che parte dal basso e rappresenta una sfida per la politica Il 25 incontro

Napolitano: "Ue capro espiatorio di governo insufficienti" ( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiamando in causa l'Europa e in particolare la Commissione Europea, la 'burocrazia di Bruxelles' come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Insomma, troppo comodo nascondersi dietro l'Europa per giustificare scelte poco popolari, troppo comodo addossare a Bruxelles responsabilità che invece sono proprie.

Napolitano: Ue capro espiatorio per troppi governi ( da "Reuters Italia" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di Bruxelles' - come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze". "E' mancato un discorso di verità nel rapporto con i cittadini, è mancato il segno della convinzione e della volontà politica nell'indicare e motivare l'esigenza di una più forte unità europea, nel prospettare le nuove politiche comuni di cui c'

La Festa premia quattro vigili urbani ( da "Corriere Adriatico" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ci hanno messo lo zampino i nuovi interventi normativi con l'attivazione di Ztl, parcheggi a pagamento, aumento delle sanzioni e innesto della tecnologia nell'attività di controllo, come l'autovelox, "percepito dal cittadino come la più negativa espressione della burocrazia".

Ue, Napolitano: "Capro espiatorio di troppi governi insufficienti" ( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiamando in causa l'Europa e in particolare la Commissione Europea, la 'burocrazia di Bruxelles' come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Insomma, troppo comodo nascondersi dietro l'Europa per giustificare scelte poco popolari, troppo comodo addossare a Bruxelles responsabilità che invece sono proprie.

Il mercatino rionale e il centro sociale bloccati da anni per burocrazia controlli zero dai vigili ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: da anni per burocrazia Controlli zero dai vigili NICOLA ROSSELLI "In piena campagna elettorale per le amministrative del maggio 2007 il sindaco Mimmo Ciaramella ci prometteva di trasformare le periferie in una piccola Svizzera. In verità, ci aveva anche fatto vedere qualcosa di concreto con l'inaugurazione del centro sociale per gli anziani ed il quasi ultimato mercatino rionale.

Sindaci a scuola da Unindustria ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: pratici": snellire la burocrazia e ridurre i costi aggregando funzioni, ad esempio l'anagrafe (qualche passo concreto in questo ambito è già stato fatto).Tocca da vicino la collettività anche l'altro ambito su cui il presidente e i suoi intendono spendersi: la modernizzazione del "sistema economico e sociale trevigiano".

<Eccellente la Protezione civile bellunese> Bertolaso inaugura la sala operativa, ma la Provincia chiede competenze e rimborsi celeri ai volontari. Attacco del Suem all'Enac ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: vedrò come aggirare la burocrazia".A portare il saluto a Bertolaso il presidente della Provincia Sergio Reolon, che ha ricordato l'anima della Protezione civile bellunese, le migliaia di volontari che operano in un territorio fragile, mentre l'assessore regionale Oscar De Bona ha sottolineato il ruolo di Venezia con i contributi per le piazzole per l'

"Movida" serale col silenziatore ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Siamo bloccati da una burocrazia che si fa di giorno in giorno più farraginosa e meno chiara". Ma non risparmia l'amministrazione, che ritiene "la prima inadempiente della normativa vigente in materia, in quanto non ha ancora provveduto a zonizzare tutto il territorio comunale, e a stabilire, zona per zona i parametri di rumore da rispettare"

A ntonio Zanella è uno dei <bondoneri> storici ( da "Adige, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Ma anche lui si è scontrato con la burocrazia e i tempi lunghi: sul parcheggio non ha ricevuto risposte, l'Apt ha rinunciato, il ristorante non può allargarsi perché i servizi igienici sono divisi da un corridoio dalla sala. Zanella si è stufato, ma lascia intendere che gli spazi per rimediare ci sarebbero ancora.

LUTERANA LECCHESE ( da "Adige, L'" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Vorrei che la burocrazia venisse insufflata dalla linfa della cultura protestante: lavorare per guadagnare" (Michela V. Brambilla, sottosegretario al turismo). ESERCENTE NOSTALGICO. "Torniamo agli anni Settanta, quando lanciavamo destinazioni importanti quali Rimini, la Versilia, le Dolomiti, il lago di Garda, quando nasceva la prima azienda di turismo a Cortina.

Menia: su porto vecchio ritardi preoccupanti ( da "Piccolo di Trieste, Il" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Authority e dal suo presidente Claudio Boniciolli si è scontrata subito con la burocrazia, ma anche con la notevole entità della posta in palio. "Riceviamo ogni giorno lettere che rivelano nuovi interessamenti, proponenti che annunciano per i giorni successivi progetti più dettagliati - ha spiegato ieri Boniciolli - impossibile in questo modo raffrontare le varie proposte.

Per il 2008 vendemmia con "bonus" ( da "Stampa, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: convenzione non sembra che la burocrazia venga alleggerita, pare comunque più semplice assumere con le classiche procedure", e ha aggiunto: "Senza contare che il buono si limita a studenti e pensionati, mentre le necessità riguardano soprattutto la manodopera straniera". "La procedura è meno complessa di quanto non sembri - ha risposto Taricco - In ogni caso non dimentichiamo che quest'

Ricordando don Gino Mille colori nei prati della Valmalenco Sono in Valmalenco, a S ( da "Provincia di Sondrio, La" del 21-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Lavoro impregnato di burocrazia. Quell'uomo di Dio aveva il dono di tranquillizzare ed a volte passeggiando lungo la strada che porta a Chiareggio mi indicava la bellezza della natura, i mille colori dei fiori nei prati che costeggiano la strada. "Perchè non ricordare il mio Maestro di vita raccogliendo quei fiori da don Gino tanto amati?

Napolitano bacchetta gli slogan anti-Europa ( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiamando in causa l'Europa, e in particolare la Commissione, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". "Non è con gli slogan populisti che riusciremo a rinnovare la fiducia dei cittadini verso l'Europa", afferma Barroso, presidente della Commissione.

L'Europa non è un capro espiatorio ( da "Corriere delle Alpi" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiamando in causa l'Europa, e in particolare la Commissione, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". "Non è con gli slogan populisti che riusciremo a rinnovare la fiducia dei cittadini verso l'Europa", dice Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione.

Statuto comunale, la maggioranza stoppa la discussione ( da "Tribuna di Treviso, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Mi mette a disagio l'idea che il già lungo processo decisionale della burocrazia locale venga ulteriormente appesantito da altri passaggi", ha affermato il capogruppo di Vivere Renato Tesser, mentre Michele Garbui ha sostenuto che "noi la rappresentanza alle frazioni e ai quartieri la diamo già, non servono le regole che proponete".

Monito di Napolitano ( da "Provincia di Cremona, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di Bruxelles', come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche", poichè non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse.

Il partito abruzzese del non si puo' - luigi vicinanza ( da "Centro, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: senso comune di insofferenza nei confronti della burocrazia politico-amministrativa. In Abruzzo centrosinistra e centrodestra, lì dove governano le principali città, hanno generato un micidiale effetto collaterale: la disillusione degli elettori. Un anno fa si è votato per eleggere il sindaco all'Aquila e a Montesilvano, il capoluogo di regione e il comune più grande non capoluogo.

'Un nostro violino prestato a Crema? Per portarcelo servono 3-4 mesi' ( da "Provincia di Cremona, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è il la burocrazia centralista, che si "raffronta con gli enti locali come se fossero potenziali vandali". Un esempio: prestare alla città di Crema, per una qualunque manifestazione, uno dei violini del Comune di Cremona. Per ottenere il via libero a questo 'viaggio' di 35 chilometri ci vogliono dai tre ai quattro mesi di percorso a ostacoli.

Poste, muro contro muro ( da "Provincia di Cremona, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: "Per questo chiedeva e chiede meno burocrazia, statistiche e monitoraggi negli uffici; maggiori e rapidi investimenti nelle procedure e nella strumentazione agli sportelli; personale numericamente adeguato e conseguente certezza dell'orario di lavoro".

Lo sfogo di Napolitano: Troppi governi usano l'Ue come capro espiatorio Il discorso a Lione davanti agli Stati generali d'Europa: Ambiguità e incertezze sul Trattato di Lisbona ( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la "burocrazia di Bruxelles", come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze". Insomma, "è mancato un discorso di verità con i cittadini". Al contrario, "occorre battere queste strade senza ulteriori incertezze, ambiguità e ripensamenti".

La guerra di Silvio: una guerra ad personam: Berlusconi cerca di far bere agli italiani la v ( da "Unita, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: 70 scardinò le burocrazie politiche della sinistra, ma perché mai gli italiani dovrebbero convincersi che sia una loro urgenza una legge che rende immuni nel loro mandato le più alte cariche dello Stato, i vertici di quella Casta tanto odiata? A questo punto Berlusconi ha preso una strada senza ritorno, si è già messo contro il Consiglio superiore della Magistratura e non solo l'

Scuole superiori, quest'anno a pavia è arrivata la stangata - giorgio boatti ( da "Provincia Pavese, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Non è premiato il merito e si dà spazio a burocrazie e scansafatiche? I cervelloni del ministero riescono a sbagliare persino la citazione di Montale proposta per l'esame di maturità? Non preoccupiamoci: l'ordine verrà ristabilito. Ma, ovviamente, si comincia a ristabilirlo dove è più semplice e facile: in basso.

L'Iran che non ti aspetti ( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Burocrazia e corruzione fanno il resto per incoraggiare una fuga di cervelli che nel tempo ha raggiunto le proporzioni di una diaspora. Mentre per chi rimane l'eroina, proveniente in abbondanza dal confinante Afghanistan, è un rifugio frequente: gli oltre quattro milioni di tossicodipendenti pongono l'Iran al primo posto nella classifica mondiale dei Paesi consumatori di sostanze

Consumatori :<vogliamoun patrono> ( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Se infine San Tommaso supererà tutte le prove della burocrazia vaticana, potrà facilmente affrontare anche il suo nuovo lavoro: perorare dal Cielo la causa di chi lotta contro i poteri economici, piccoli Davide contro il gigante Golia. viani@ilsecoloxix.it 22/06/2008.

Civ in rivolta contro la burocrazia ( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

L'europa non è un capro espiatorio - alessandro cecioni ( da "Nuova Sardegna, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: chiamando in causa l'Europa, e in particolare la Commissione, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". "Non è con gli slogan populisti che riusciremo a rinnovare la fiducia dei cittadini verso l'Europa", dice Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione.

Barroso: basta con gli slogan di certi premier critici con l'ue ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: espressione della burocrazia e della tecnocrazia". A proposito del Trattato di Lisbona Barroso ha ribadito che "bisogna rispettare la decisione del popolo irlandese", ma che "bisogna rispettare anche la volontà degli altri Paesi che lo vogliono ratificare". I governi di questi Paesi - ha concluso - "non solo hanno il diritto ma hanno il dovere di rispettare le decisioni che abbiamo preso.

"l'europa capro espiatorio dei governi" - giorgio battistini ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: in particolare la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Un atto d'accusa contro le doppiezze e le ambiguità che ancora accompagnano la vita dell'Unione. Il fatto è che "è mancato il discorso di verità nel rapporto coi cittadini", un messaggio convinto che motivasse "l'esigenza di una più forte unità europea"

"un errore spezzare il dialogo silvio è ossessionato dalla giustizia" - paolo berizzi ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa può essere espressione delle Regioni e non del centralismo degli Stati e della burocrazia. è così che la intendiamo noi. Nei prossimi giorni andremo a parlarne al presidente Napolitano. La via di uscita è questa. Ecco perché continuiamo a guardare all'Irlanda come a un modello da seguire". L'Europa dei popoli, dunque. è questo che vuole?

La carta del povero,pochi soldie un'altra aggiuntadi burocrazia ( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

<Governi incapacidanno colpa all'Ue> ( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di Bruxelles" come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". E' un giudizio che sembra rivolto anche a chi in Italia, spesso e volentieri, se la prende con Bruxelles, come ha fatto in passato Silvio Berlusconi, che anche al vertice della scorsa settimana ha bacchettato la Commissione Ue,

Fine della fila, apre via escrivà - luca rojch ( da "Nuova Sardegna, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: hanno dovuto attendere che la burocrazia facesse i suoi lentissimi passi. La via del santo per mesi è rimasta inutilizzata prima creare il sistema per illuminarla. Una difficoltà tecnica che ha messo in crisi la viabilità in città. L'assessore ai Lavori pubblici, Gesuino Satta, ha per primo attraversato la strada con la sua auto, in una specie di cerimonia informale che ha sancito l'

"gorizia è viva", confronto a tutto campo con il sindaco ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Negli incontri che abbiamo svolto abbiamo raccolto tutta una serie di proposte e suggerimenti che inseriremo nella relazione che presenteremo al sindaco Romoli - annuncia Giorgia Gambino -, proposte che vanno dalla concessione gratuita, senza eccessiva burocrazia, di alcuni impianti sportivi per l'attività amatoriale, alla valorizzazione del parco di Piuma". (p.a.).

Nei campi nomadi di domani si pagheranno affitto, luce e gas - oriana liso ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: che sarà la persona che fisicamente sarà presente nell'insediamento e si occuperà della burocrazia, anche quella spicciola (per esempio, controllare l'accesso dei nomadi autorizzati con le tessere di riconoscimento, ma anche la presenza di ospiti) e segnalerà al Comitato e alla polizia locale eventuali irregolarità. Ecco, il capitolo controllo.

Tagli ai corsi e docenti ridotti è allarme per le civiche d'arte - luigi bolognini ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: eccessiva burocrazia nei rapporti tra la sede centrale e i singoli dipartimenti, il previsto spostamento dei Cem, i Centri di educazione musicale, ora sparsi sul territorio cittadino, in un'unica sede in via Forlanini. E l'annuncio del Comune che il personale che se ne andrà in pensione non verrà rimpiazzato, che sembra un preavviso di chiusura.

Caro petrolio, l'auto si ferma crollo della benzina del 20% - maria cristina carratu ( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: su una burocrazia più veloce e meno costosa, sul gasolio decisamente più a buon mercato", aggiunge Squarcia. Per Confartigianato ce n'è abbastanza per lanciare l'allarme: "Se si va avanti così rischiano di chiudere le imprese che garantiscono quotidianamente il rifornimento di beni primari per la comunità".

Napolitano accusa: l'Ue è un capro espiatorio ( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche", poiché non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse.

Un party per il campanile ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia urbanistica e penuria di soldi - disperava di poter vedere finalmente conclusa la chiesa di San Lorenzo (senza portale e senza rosone) e il suo campanile. Solo quando in mezzo alla selva di braccine corte e di ricci in mano è spuntata l'offerta di Mariuccia Mandelli Krizia, il conte ha potuto chiamare il suo amico Mario Ceroli,

<Sì a un impegno rafforzato fra i Paesi Ue più avanzati> ( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: troppi governi che hanno indicato la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e inefficienze ". Il pensiero va a anni di recriminazioni sugli aiuti di Stato, per la disciplina di bilancio o gli scioperi dei pescatori. Ma proprio perché sente l'urgenza di un'Europa solida nel mondo, Napolitano non risparmia neanche l'afasia di chi,

Il destino dell'Europa illiberale ( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: ha prodotto una grande e costosa burocrazia, la quale, come tutte le burocrazie, per giustificare se stessa e in un delirio di razionalistica onnipotenza, pronuncia migliaia di ridicole direttive sui più disparati argomenti, ignorando che sono, per lo più, materia che riguarda le scelte di vita, il mercato - che dice di volere libero,

I primi turisti arrivano dal cielo ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: tranne la burocrazia. Quello del'aeroporto è un futuro incerto sopratutto sul fronte societario. Come è noto il Consorzio industriale, proprietario dell'impianto, naviga da tempo in cattive acque. Meliobanca, con cui l'ente aveva acceso un mutuo per acquistare la società Aliarbatax, potrebbe diventare il nuovo padrone di casa.

BUROCRAZIA ( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-22 num: - pag: 29 categoria: BREVI BUROCRAZIA Perdita di tempo Sono uno dei tanti a cui viene chiesto di documentare la posizione automobilistica del 2005. Sono tranquillo perché ho la documentazione scritta ma vorrei protestare vivamente per la perdita di tempo (faccio il medico).

I governi non incolpino la Ue ( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Europa e in particolare la Commissione Europea, la "burocrazia di Bruxelles" come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Napolitano ha, infine, indicato la necessità di tornare alla ispirazione dei "padri fondatori" che hanno indicato il traguardo dell'unione politica, "la sola strada percorribile".

CINQUANT'ANNI FA /LA BUROCRAZIA BERSAGLIO DI KRUSCEV La stampa sovietica ha pubbli ( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract:

Calderoli: bene le parole del Colle Barroso: troppe critiche dai politici ( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: espressione della burocrazia e della tecnocrazia". A proposito del Trattato di Lisbona Barroso ha ribadito che "bisogna rispettare la decisione del popolo irlandese", ma che "bisogna rispettare anche la volontà degli altri Paesi che lo vogliono ratificare". I governi di questi Paesi - ha concluso - "non solo hanno il diritto ma hanno il dovere di rispettare le decisioni che abbiamo preso.

Napolitano: l'unica strada è l'unione politica della Ue ( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la burocrazia di Bruxelles", come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. "È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche", poiché non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse.

E presto apre il Tonga ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La settimana scorsa è invece stato chiuso il lido New Riva, per problemi con la concessione demaniale. I gestori del lido che si trova proprio all'inizio di Coroglio, sulla strada che porta verso Nisida, sono alle prese con la burocrazia per tentare di riprendere l'attività del sabato sera.

PARIGI - L'Europa di Giorgio Napolitano non deve essere un capro espiatorio per coprir ( da "Messaggero, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: la 'burocrazia di Bruxelles", come capro espiatorio". Gli esempi, anche recenti, non mancano, con le critiche di Silvio Berlusconi ai troppi interventi pubblici dei Commissari o l'accusa diretta di Nicolas Sarkozy al commissario all'Agricoltura Peter Mandelson, responsabile, a suo avviso, del fiasco irlandese.

Napolitano: completare l'unità europea ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di Bruxelles", come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche, poichè non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse.

Ora il comune ci aiuti rivedendo le concessioni ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Il progetto è strategico per la destinazione turistica di "Lignano futura", perché di grandi dimensioni e indirizzato esclusivamente al comparto turistico. È evidente che anche la burocrazia è di vitale importanza e deve cogliere l'opportunità di rilancio, superando visioni restrittive". (d.s.).

"Sì" alla manovra estiva dagli artigiani novaresi ( da "Stampa, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Commento positivo anche verso la liberalizzazione dalla burocrazia: "Siamo il Paese europeo con il più alto tasso di natalità imprenditoriale, 1.200 nuove imprese al giorno, ma anche con il più alto numero di leggi, quasi 22mila, e con il maggior peso di burocrazia che alle imprese costa 15 miliardi l'anno.

Contributi allo sport, a rischio l'iscrizione al campionato di C2 ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: solo colpa della burocrazia: "Sembra che tutto sia stato fatto in modo che i soldi non ci arrivassero in tempo - prosegue Fiammotto -, la legge regionale che destina il milione e 800 mila euro in favore delle società professionistiche è infatti del maggio del 2007, ma la delibera è stata adottata solo il 16 maggio del 2008 e per pubblicarla sul Buras ci hanno messo più di un mese.

<L'Europa usata dai governi come capro espiatorio> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: secondo il presidente della Repubblica - "hanno anzi chiamato in causa la 'burocrazia di Bruxelles' come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Insomma, "è mancato un discorso di verità nel rapporto con i cittadini". "Al contrario, quello di cui c'è necessità" è il recupero di un rapporto di fiducia con i cittadini.

<Racket sui manifesti elettorali> ( da "Sicilia, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Primo punto: l'efficienza della burocrazia nell'Ap che sarà valutata per meritocrazia e per come si pone verso l'utenza. "Venticinque aziende sono andate via da Gela in questi anni perchè non hanno trovato aree ed una burocrazia efficiente - ha detto il presidente - non deve succedere più.

<Dobbiamo richiamare investitori esterni> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Più infrastrutture e meno burocrazia La congiuntura internazionale condiziona le imprese polesane. L'allarme è stato lanciato nel corso della Giornata dell'economia, quando il presidente della Ccia Loredano Zampini ha spiegato che "il sistema imprenditoriale non ha beneficiato della ripresa economica che ha interessato l'economia nazionale e veneta nel 2007"

Imprese edili "sul piede di guerra" ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: sappiamo bene che la produzione ingiustificata di burocrazia accresce i costi e non apporta alcun beneficio. Nemmeno in un tema delicato e complesso come quello degli infortuni sul lavoro". Dorigo è andato avanti. "Non siamo contro le norme sulla sicurezza, anzi. Chi conosce le imprese artigiane sa bene che l'imprenditore è sempre davanti all'operaio,

In video si risolvono le "liti" sul telefono ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: qualità della vita e di abbattimento della storica diffidenza verso la burocrazia", ha affermato Del Campo. Sono prevalentemente legate all'addebito di chiamate a numeri speciali mai effettuate (35\% dei casi) e all'utilizzo di internet (specie in zona montana e carsica) le più frequenti problematiche relative alla telefonia assieme all'attivazione di servizi non richiesti (12\%),

Panciera (Udc): <Via le Province ma con un progetto condiviso> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: risparmio di energie e risorse e per la cancellazione di tanta inutile burocrazia amministrativa che spesso si sovrappone senza alcuna regia condivisa. Auspico inoltre che, in un futuro non così lontano, si creino accordi territoriali, all'interno della nostra Regione, per il conseguimento ed il rafforzamento di sinergie: penso alla tanto discussa ma ormai improcrastinabile PaTreVe,

LIONE - La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione Europea <un capro espiatorio> delle proprie colpe ( da "Adige, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di Bruxelles", come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche", poichè non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse.

BRUNO ZORZI VIGO DI FASSA - Avrebbe voluto metterci sotto il naso nome e simbolo dell'anti - Ual che lui, Gino Fontana , ha messo in piedi per presentare la lista ladina di centro ( da "Adige, L'" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: è ancora soffocato dalla burocrazia". Volete una deregolamentazione anche in materia ambientale? "No, non è più questo il problema. Il fatto è che il turismo sta cambiando e non c'è una politica su questo. Le seconde case stanno attraversando una grossa crisi...". E secondo voi si dovrebbe costruire di più?

GOVERNO E REGIONI CONCORDI AD INDIVIDUARE STRATEGIE E AZIONI LA NOMINA DI MATTEO MARZOTTO ALLA PRESIDENZA DI ENIT CHIUDE LA KERMESSE DI RIVA DEL GARDA ( da "marketpress.info" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: La responsabile del turismo del Governo ha indicato nella burocrazia uno dei principali problemi che gravano sul comparto turistico italiano, ma soprattutto ha indicato gli obiettivi: snellimento degli apparati dello Stato che sono impegnati nel settore turistico ("Così da renderli funzionali alla promozione del marchio Italia e concreti supporti alle imprese");

L'EUROPA NON SIA CAPRO ESPIATORIO ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Troppi governi nazionali hanno indicato l'Europa e in particolare la Commissione europea, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e inefficienze". Così ieri il presidente Giorgio Napolitano da Lione ha richiamato i governi alla formazione di una coscienza europea e di un consenso per l'integrazione politica.

L'UE NON è IL CAPRO ESPIATORIO DEI GOVERNI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: burocrazia di Bruxelles", come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Più duro il presidente della Commissione, Josè Manuel Durao Barroso: basta con gli "slogan populisti" di certi leader europei che criticano l'Ue "da lunedì a sabato" e poi "la domenica"

DI PIETRO: NO A MASTELLA C'è BISOGNO DI CAMBIARE ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: Bisogna mettere mano alla burocrazia, che a Napoli e in Campania risente troppo delle appartenenze politiche: ne va di mezzo la qualità delle prestazioni della macchina amministrativa. Ci sono poi ancora troppe sacche di nepotismo e sprechi di risorse da eliminare. Le priorità: occupazione e sviluppo, a partire dalle infrastrutture".

Appunti in manovra ( da "Giornale.it, Il" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni 40 anni di contributi: Poichè non ne sento più parlare ..desideravo avere notizie del superbonus, utilizzato... gamaximo: PRESTITO A FONDO PERDUTO !!!!

La svolta Con lo Statuto una Lombardia più autonoma ( da "Provincia di Lecco, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: profonda autoriforma la Lombardia sarà in grado di portare il suo contributo a riformare il funzionamento dello Stato, a ridurre la burocrazia, a rendere più vicini ai cittadini le decisioni che interessano la loro vita quotidiana. Di questi tre obiettivi che avevano accompagnato l'istituzione delle regioni ordinarie nel 1970, in fondo solo il terzo è stato obbiettivamente raggiunto.

Caserma ancora imbrigliata tra le maglie della burocrazia ( da "Provincia di Lecco, La" del 22-06-2008)
Argomenti: Burocrazia

Abstract: OLGINATE Caserma ancora imbrigliata tra le maglie della burocrazia Da cinque anni ormai i Carabinieri sono ospiti dell'ex scuola Capitanio OLGINATESecondo i piani dell'amministrazione comunale la caserma dei Carabinieri di via Giuseppe Verdi (nella foto) doveva essere sistemata e ammodernata, per quest'estate.


Articoli

Gestione elettronica anti-burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuovo sistema in Comune Gestione elettronica anti-burocrazia E' entrato a pieno regime il sistema di gestione elettronica documentale del Comune. Ad un anno dalla sua installazione, il software ha raggiunto tutti i settori dell'amministrazione, permettendo uno snellimento della burocrazia, una comunicazione tra settori più rapida e un risparmio di carta. I numeri: 300 pratiche già elaborate, 30 postazioni previste per la digitalizzazione e 50 stampanti di etichette di protocollo già. Il software, fortemente voluto dall'assessore all'Innovazione, Benedetta Graziano, si chiama Sipal e ha portato un radicale cambiamento nella coordinazione delle pratiche.

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Senza scuolabus, i genitori protestano (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Raccolte 180 firme per chiedere la sostituzione del servizio di linea A LONGARONE TRASPORTO SCOLASTICO LONGARONE. Il trasporto scolastico nelle frazioni di Dogna, Provagna e Fortogna non piace ai genitori che hanno presentato una petizione sottoscrita da 180 persone in cui chiedono di sostituire l'attuale servizio gestito da Dolomitibus con uno scuolabus dedicato. Attualmente, infatti, gli alunni di elementari e medie si servono di un normale pullman di linea. L'idea della raccolta di firme è nata da Francesca De Menech, mamma di una bambina di cinque anni che il prossimo anno frequenterà la prima elementare. "Mia figlia va alla scuola materna in uno scuolabus dedicato e provvisto di accompagnatore. Ma il prossimo anno dovrà usufruire di un servizio di linea normale gestito da Dolomitibus, con un'utenza diversificata", spiega De Menech che aggiunge: "Come si può far salire un bambino di sei anni, da solo, in un autobus di linea, in mezzo a gente più grande, con il rischio che non trovi posto a sedere, e a cui si chiede di suonare il campanello per prenotare la fermata? Mi sembra incredibile". Ed è per questo che, confrontandosi con altri genitori, è nata l'idea di una petizione che nelle settimane scorse è stata consegnata al sindaco Pierluigi De Cesero, alla direzione scolastica e al presidente di Dolomitibus. "Ma finora non abbiamo avuto risposta, tranne dal sindaco che ci ha detto che non si potrà più fare nulla". Tra i firmatari della petizione anche Celeste Levis, consigliere comunale di maggioranza nell'attuale amministrazione. "Il servizio funziona così già una decina d'anni nelle tre frazioni, una soluzione che era stata adottata dal consiglio comunale quando ero all'opposizione. Però non può funzionare, i bambini non hanno alcuna garanzia di sicurezza, si possono verificare, data la presenza di soggetti più grandi, atti di bullismo. Per cui abbiamo deciso di muoverci". Le firme sono state estese a tutto il comune longaronese, non solo alle tre frazioni interessate "perchè tutta la gente è sensibile a questo problema", dice De Menech. Ma la soluzione come la vogliono le famiglie non sembra possibile. "Attualmente pare impossibile recuperare il servizio sotto la gestione diretta dell'ente perchè provocherebbe sperequazioni di trattamento economico tra gli stessi genitori", dice il sindaco. "Credo sia impossibile tornare indietro, peraltro i mezzi di Dolomitibus sono idonei dal punto di vista normativo a questo tipo di servizio. La questione comunque verrà posta all'ordine del giorno della giunta. Perchè il nostro obiettivo è venire incontro alle esigenze della popolazione, burocrazia e conti permettendo". Intanto qualche genitore pensa già di far cambiare scuola al figlio per evitare questo servizio. Paola Dall'Anese.

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Il Centrodestra arriva diviso a una delle più importanti elezioni degli ultimi decenni: Pdl e Udc sostengono Carmelo Briguglio, l'Mpa Mauro Passalacqua (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Taormina, la sfida tra i due cari "nemici" Dopo la stagione dei commissariamenti, la città al bivio: dalla crisi del turismo alla burocrazia "malata" Emanuele Cammaroto Taormina L'ora x è arrivata. Dopo sei mesi di commissariamento Taormina torna alle urne per eleggere la nuova Amministrazione. Mauro Passalacqua o Carmelo Briguglio: uno di loro lunedì sera sarà il nuovo sindaco della Perla dello Jonio. Alta tensione e grande attesa nella vecchia capitale del turismo, dove l'appuntamento col voto sembra l'ultima chance per provare a rilanciare il paese. Al traguardo di una campagna elettorale tiratissima e dai toni accesi, il parlamentare del Popolo della Libertà e il leader locale dell'Mpa si contendono le chiavi di Palazzo dei Giurati. Sarà una chiamata senza appello quella ai seggi: due soli pretendenti alla poltrona e non ci sarà ballottaggio. L'esito della partita è incerto. Un tempo amici sui banchi scuola, poi sullo stesso fronte in diverse competizioni elettorali sostenute da alleati, infine oggi a duello in uno scontro frontale senza esclusioni di colpi. I due si sono scambiati bordate a ripetizione, e non c'è stato confronto pubblico. Dal 27 aprile scorso, quando a sorpresa sono emerse le prime voci di una clamorosa discesa in campo del deputato Pdl, tra Passalacqua e Briguglio è sceso il gelo. Da lì in poi è stata soprattutto una battaglia di slogan e messaggi incrociati agli elettori (il primo ha coniato lo spot "Passalacqua sindaco 365 giorni l'anno", l'altro "Briguglio sindaco-il coraggio di pensare in grande per Taormina". Persino le colonne sonore di comizi e convention hanno alimentato apertamente la sfida: la coalizione di Passalacqua ha usato la canzone del Piave ("Non passi lo straniero"), la coalizione di Briguglio ha invece proposto l'inno italiano di Mameli. Taormina al bivio in una volata elettorale che a conti fatti è forse la più importante nella storia della città. Dilaga d'altronde la crisi economica e turistica e pesano pure un'ampia serie di fattori locali. Uno tra tutti è la macchina comunale che da venti anni non funziona. Il palazzo municipale andrà rivoltato come un calzino. Sono 290 i candidati che si contendono un posto tra i banchi del consiglio comunale, pur se molti di loro partecipano in realtà nel ruolo di gregari. Quindici le liste in competizione, 7 delle quali con Passalacqua e 8 con Briguglio. Passalacqua, che ha designato assessori della sua Giunta Giuseppe Calabrò (vicesindaco), Rocco Cappello, Giuseppe Gullotta e Jonathan Sferra, conta sulle seguenti liste: Primavera Taorminese (Vittorio Conti e Antonella Garipoli), Autonomia Taorminese (Marcello Muscolino, Pina Raneri e Carmelo Valentino), Diritto di essere (Gabriele Alliata di Villafranca), Cittadini Liberi uniti da un Patto Democratico (Sergio Cavallaro, Andrea Raneri, Italo Mennella), Alleanza Taormina (Vittorio Sabato, Fabio D'Urso, Dino Papale, Fiero Messina), Giovani & Commercio (Nunzio Corvaja), Il Circolo di Taormina-Alcantara City (Jonathan Sferra). Dall'altra parte Briguglio, che ha indicato per la sua giunta Eligio Giardina (vicesindaco), Claudia Garipoli, Ettore Manuli e Lino Ardito, mette in campo: Il Popolo della Libertà (Gaetano Saglimbeni, Pinuccio Composto e Salvo Brocato), Udc (Giardina e Salvatore Valerioti), Il centro con D'Alia (Antonio D'Aveni), Azzurri per Taormina (Salvo Cilona e Danilo La Monaca), Taormina Unita (Enzo Scibilia e Gino Sterrantino), Taormina Domani (Bruno De Vita, Nino Lo Monaco ed Enza De Luna), Conservare il futuro (Lino Ardito, Claudia Garipoli, Antonio Lombardo e Vincenzo D'Arrò), Risveglio Taorminese (Gaetano Cucinotta e Tanino Carella).

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HEDWIG FIJEN Con Manifesta7 vi spiego chi siete (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Appena sbarcata in regione, dove risiederà per alcuni mesi, l'abbiamo intervistata. Sull'evento sulla rana crocefissa, sull'arte d'oggi su pregi e difetti di questa terra FABIO ZAMBONI è ritornata in regione, e questa volta ci resterà per alcuni mesi. Hedwig Fijen, direttrice della Fondazione Manifesta, è arrivata Bolzano per orchestrare gli ultimi dettagli della settima edizione della biennale d'arte contemporanea che il Trentino Alto Adige ospiterà dal 19 luglio al 2 novembre. L'abbiamo intervistata a circa un mese dall'attesissima inaugurazione. Dopo il ciclone Musieon, l'uragano Manifesta. E lei ha già detto in altre occasioni che niente sarà come prima, quando la rassegna leverà le tende. Ora che conosce meglio la regione, quali saranno i segni più profondi? Io sono arrivata qui per la prima volta nel 2006, per esplorare la regione che avrebbe ospitato Manifesta7. E mi sono trovata davanti a una situazione geografica, economica, politica, culturale, assolutamente unica. Diversi politicamente, diversi economicamente da quasi tutto il resto d'Europa, diversi per la realtà multilinguistica. Una situazione che mi ha subito attirata. Un microcosmo in cui Manifesta si inserirà come soggetto neutrale con lo scopo di far dialogare chi fatica a mettersi in contatto con l'altro. I segni che Manifesta lascerà saranno di tipo culturale in senso lato, nel senso che non si rivolgerà all'elite che frequenta l'arte contemporanea ma metterà in moto energie, creerà speranze diverse per il futuro, aspettative diverse, orizzonti nuovi. Faremo conoscere meglio a chi abita qui la propria storia attraverso spazi inediti, stimoleremo la memoria per capire meglio presente e futuro. E poi metteremo in relazione questo microcosmo con la complessità europea: per tre mesi 180 addetti ai lavori - non solo artisti, ma intellettuali, storici, politici, operatori della cultura eccetera - interagiranno con chi visiterà i cinque siti di Manifesta a Bolzano, Trento, Rovereto (due), Fortezza. Trentino e Alto Adige: la sopresa più bella, la delusione più cocente? A livello umano, la sorpresa è stata la superprofessionalità dei giovani con cui mi sono trovata a lavorare, tutti con un background internazionale. In Italia, confesso, non me lo aspettavo. A livello di siti, di edifici, direi la manifattura Tabacchi di Rovereto, dove ancora lavorano e dove noi lavoreremo senza interrompere il loro lavoro: affascinante. La delusione? Mio Dio, la complessità della vostra burocrazia, una follia. Uno dei progetti, quello che il team indiano ambienterà a Bolzano, sarà dedicato ad Alex Langer. Ci può dire qualche cosa di più? Nel progetto del team indiano Raqs Media, Langer è rimasto solo come motivo d'ispirazione con il suo slogan "Lentius, profundius, soavius", mentre il filo rosso è diventato la riflessione sulla storia dell'edificio, sul fascismo e sul mito caffeina-alluminio-guerra: nacque proprio qui la prima moka, che era ed è, appunto, di alluminio. Verranno coinvolti quindici operatori d'arte locali. In una conferenza stampa lei disse che fra gli obiettivi di Manifesta c'è anche quello di dare visibilità agli invisibili. Li ha scovati? In una regione ricca come la vostra, direi che gli invisibili sono quelli che non partecipano alla vita sociale. Anche a Bolzano, come a Trento, vedo gruppi di pakistani o di indiani che sicuramente fanno una vita blindata nelle loro famiglie e con le loro usanze. Sarebbe bello, coinvolgerli. Non è un problema nuovo, per me. Ad Amsterdam, dove vivo, il 60 per cento della popolazione arriva dalle ex colonie, soprattutto dall'Indonesia, e per tanti anni non c'è stato scambio. Ora i giovani incominciano a confrontarsi, lo vedo dalla musica che inizia ad essere positivamente "contaminata". Apre il Museion e non possiamo non coinvolgerla nella querelle sulla rana crocifissa: cosa ne pensa? Mi crede, se le dico che all'inaugurazione non l'ho nemmeno vista, la rana? Con tutta quella gente... E anche l'intera esposizione, solo ora mi prenderò il tempo per visitarla davvero. Comunque penso che sia un peccato che tutta l'attenzione si sia spostata su una polemica anziché sul Museion in sé. Non credo che l'arte contemporanea debba essere sinonimo di provocazione. E poi devo dire che Manifesta farà dell'altro: senza provocare, rispettando le emozioni personali, stimolerà il dialogo, cercherà di instillare in ciascuno la domanda: chi sono e cosa ci faccio qui? Niente spiegazioni didascaliche: piuttosto prenderemo per mano i visitatori, li aiuteremo ad aprirsi e a capire il proprio ruolo rispetto ai luoghi e alle azioni a cui assisteranno. In più, ci sarà a disposizione "Index", un libro su Manifesta7 che fornirà una sorta di alfabeto per capire la lingua dell'arte e delle "storie" che verranno proposte. E' emersa un'esigenza forte: l'arte contemporanea richiede di essere spiegata. Ma così l'arte non rischia di diventare pura comunicazione, di cancellare l'oggetto artistico che uno può portarsi a casa. Compreremo soltanto dvd e diapositive? O nulla più? L'arte dovrebbe aiutare a capire che cosa significa "essere contemporaneo", mettendo in relazione la storia con il nostro futuro. Non direi che l'oggetto è destinato a sparire, anche Manifesta ne proporrà vari. Ma in questo momento storico può essere che l'oggetto abbia meno importanza della riflessione che propone al proprio utente, allo spettatore, al quale è richiesto un coinvolgmento diverso rispetto al passato.

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Confartigianato va in luna di miele con Sacconi (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

PIENA SINTONIA SULLE SCELTE DEL GOVERNO Confartigianato va in luna di miele con Sacconi "Sacconi sa dove intervenire, conosce il nostro sistema di piccole imprese. C'è un clima di grande fiducia". E' una vera luna di miele quella fra il nuovo governo e Confartigianato. Erano tanti i trevigiani a Roma per l'assemblea nazionale dell'associazione, Mario Pozza in prima fila. "Sacconi e Berlusconi hanno colto quello che sosteniamo da tempo - dice il presidente provinciale - serve un sistema più leggero, meno pressione, meno burocrazia sulle nostre imprese. Lo slogan, parafrasando quello vecchio sulla Fiat, oggi è: ciò che va bene per le piccole imprese, va bene per l'Italia. E' finita l'era della concertazione a tre sindacato-Governo-Confindustria, ora ci siamo anche noi". Molti i temi affrontati nel corso della mattinata di giovedì "tra cui alcuni sollecitati, caldeggiati, sostenuti con fermezza da Confartigianato Marca Trevigiana - dice Pozza - come la richiesta di sburocratizzare il sistema per assicurare competitività, la contrazione della pressione fiscale per rilanciare l'economia e combattere l'evasione, il federalismo fiscale per garantire efficienza e il federalismo contrattuale a tutela della territorialità. Sono temi ai quali da sempre Confartigianato Marca Trevigiana dedica attenzione per i molteplici risvolti che hanno sull'attività delle nostre imprese. Noi chiediamo al Governo misure di semplificazione burocratica e fiscale".

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L'aeroporto bloccato dalla burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

TORTOLì L'aeroporto bloccato dalla burocrazia Slitta l'apertura nonostante il parere positivo dell'Enav e dell'Enac TORTOLì. Neanche quest'oggi verrà riaperto, per la stagione turistica, il locale aeroporto di terzo livello. Nei mesi scorsi sono stati effettuati l'allugamento della pista (portata a 1470 metri) e altri interventi. Ma nonostante i vari collaudi dell'Enav e dell'Enac siano risultati positivi, pare persistano tuttora dei problemi di natura burocratica. Ieri mattina, il presidente-amministratore delegato della Gearto (società di gestione dell'aeroporto di Tortolì), Giorgio Ladu, è parso piuttosto scocciato: "Vorrei sapere chi continua a mettere in giro voci relative alla riapertura del nostro scalo aeroportuale per questa o quella data. Per quanto attiene i collaudi siamo a posto. Ci sono ancora dei passaggi di natura burocratica da rispettare. Ma tutto dovrebbe andare a soluzione nell'arco di poco tempo. Se così fosse si potrebbe ripartire per la mattinata di sabato 21". I lavori per il tanto atteso allungamento dell'unica pista - che finisce proprio all'altezza della spiaggia, fra il Basaura e la scogliera, proprio al limite dell'inizio del litorale di Orrì - dell'aeroporto tortoliese, iniziarono a metà gennaio e sono costati 3,171 milioni di euro (fondi Cipe). Così come sottolinato più volte dai vertici della Gearto, permetteranno l'atterraggio e anche il decollo di aeromobili a medio raggio (4mila chilometri) e da 120 posti, come gli Airbus A319 grazie all'allungamento degli spazi di sicurezza (Resa) nelle due direttrici (12/30), che portano la pista da 1.250 a 1.470 metri. Attualmente in Italia le compagnie che possiedono questo tipo di aeromobili sono Meridiana ed Alitalia. Tra le diverse novità anche un nuovo collegamento bisettimanale con Roma (il lunedì ed il giovedì) che sarebbe dovuto partire dalla prima decade di giugno, grazie all'accordo con il tour operator Explora Italia. Questo nuovo volo potrà avere inizio alla fine della prossima settimana? Oppure bisognerà attendere oltre? Negli anni passati l'aeroporto tortoliese ha sempre riaperto i battenti per la stagione turistica fra il 10 e il 14 maggio. (l.cu.).

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Il medico va in pensione cappello a provincia e ass: vertice subito coi sindaci (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

I problemi della sanità in montagna Il medico va in pensione Cappello a Provincia e Ass: vertice subito coi sindaci VITO D'ASIO. L'argomento desta preoccupazione. Stiamo parlando dell'ormai imminente addio del medico della Val d'Arzino, il dottor Rosario Molino. Il professionista andrà in pensione tra quindici giorni e la valle rischia di rimanere scoperta. Il sindaco di Tramonti di Sotto e consigliere provinciale Arturo Cappello ha presentato un'interrogazione al presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, per coinvolgere l'ente. Cappello ha anche chiesto all'Azienda sanitaria di convocare un vertice con i rappresentanti locali della montagna per affrontare le problematiche connesse all'assistenza. "Condividiamo appieno le iniziative di Cappello e gli garantiamo la nostra massima collaborazione - ha affermato il consigliere comunale di Vito d'Asio, Enzo Annicchiarico a nome del gruppo di opposizione "Argin" - La nostra valle rischia di rimanere priva dell'essenziale servizio del medico di base a causa di una norma troppo restrittiva. La burocrazia regionale, lamentando vincoli di bilancio, non tiene conto della morfologia del nostro territorio: siamo un comune che si estende su quaranta chilometri quadrati. Le cinque borgate e le svariate località non sono facilmente raggiungibili tra loro. La nostra popolazione è in larga parte anziana e merita un servizio assistenziale degno di questo nome". "Stiamo discutendo del diritto alla salute riconosciuto ai cittadini - ha incalzato Annichiarico insieme al capogruppo di "Argin", Dante Gerometta - Il sindaco Vincenzo Manelli ha trovato anche un professionista, originario della zona, interessato ad assumere l'incarico di medico condotto. Peccato però che il basso numero di pazienti residenti in valle non consenta all'Ass di bypassare i parametri minimi di legge. Speriamo che Manelli e gli altri sindaci coinvolti nella questione facciano sentire la loro voce nei confronti dell'azienda sanitaria". (f.fi.).

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Il commercio finisce kappaò - antonio bassu (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuoro "Il commercio finisce kappaò" Terfidi denuncia: la Regione non ha dato i contributi ANTONIO BASSU NUORO. Per i commercianti sardi, ed in particolare per quelli della provincia di Nuoro, si è creata una situazione insostenibile per la mancata erogazione dei contributi regionali in conto interessi con la legge nº 2 per il quinquennio 2006-2011, con lo stanziamento di 3 milioni annui. Gli assurdi ritardi e la burocrazia rischiano di mettere in ginocchio le imprese. La denuncia è del presidente della Terfidi Alberto Pisano e dei vice Sebastiano Rosas e Carlo Pellegrini. I tre hanno hanno stigmatizzato l'inadempienza della Regione con preoccupazione, giusto perchè con questo atteggiamento invece che aiutare le aziende, che pagano un tasso più alto rispetto a quelle della penisola, si contribuisce ad accelerarne la fine. La Coop barbaricina, con la sua azione, riesce ad assicurare ai soci un risparmio sugli interessi di 2 punti percentuali. I ritardi regionali, pertanto, sono inaccettabili. "Per le erogazioni del 2001-2004 - ha spiegato Pisano -, ci sono voluti 4 anni, e per il 2005 si è andati avanti fino al settembre 2007. Davvero assurdo. Devono essere ancora effettuate le liquidazioni del 2004-2006. Il ritardo è di 2 anni e 3 mesi. Per il 2008 non si registra ancora alcuna novità. Tutto si è arenato nelle maglie dell'iter burocratico. Ciò anche quando i soci in tutta l'isola sono oltre 6.000, di cui 2.000 in provincia di Nuoro. Ci sentiamo impotenti, nonostante si tratti di fidi di 30-40.000 euro, per i quali i nostri associati pagano gli interessi. Si tratta - ha concluso il presidente della Terfidi - di contributi di fondi per l'abbattimento degli interessi che registrano una differenza di almeno 2 punti di maggiorazione rispetto al resto d'Italia. Il nostro obiettivo è quello di migliorare gli strumenti della capitalizzazione e il consolidamento dei fondi rischi, per fare in modo che le convenzioni stipulate con la banche e la contrattazione futura porti a un miglioramento di tutte le condizioni per l'accesso al credito. Oggi molte aziende sono in bilico, soprattutto per un calo vertiginoso delle vendite". Rosas e Pellegrini hanno accusato senza mezzi termini la Regione di non aver dato finora esecuzione alle liquidazioni, creando lo scoramento tra i commercianti, anche perchè le banche, considerati i fattori di debolezza delle imprese, hanno applicato la nuova regolamentazione sul capitale.

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Passo indietro per l'europa (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Roberto Bertinetti Passo indietro per l'Europa Con il voto irlandese si ripete lo stesso scenario del 2005 Gli euroscettici esultano ma continuano ad avere gli aiuti dell'Unione Hanno incassato senza batter ciglio cinquantacinque miliardi di euro di aiuti da quando, nel 1973, sono entrati a far parte della Comunità. Eppure l'Europa pare non piacere agli irlandesi. Che hanno respinto a larga maggioranza il Trattato di Lisbona per via referendaria. E con il loro voto sono riusciti nella formidabile impresa di aprire una crepa di proporzioni immense nella delicata architettura costituzionale del continente. Al quale, va detto con chiarezza, devono tutto in termini di sviluppo economico. Visto che un'isoletta alle prese con endemici problemi di povertà si è trasformata per incanto nella rampante "Tigre Celtica" capace di attirare capitali e di offrire posti di lavoro molto ben retribuiti. Il copione del 2005, insomma, si ripete. Allora furono i francesi e gli olandesi a stoppare la carta costituzionale, costringendo gli esperti Ue a ripartire da capo, riaprendo dossier delicati, e a trovare un nuovo assetto che, di fatto, Dublino manda ora in soffitta. Si può dare per scontato che in questo processo di dissolvimento dei legami ci sia una responsabilità oggettiva di Bruxelles. Il dato politico delle ultime ore è chiarissimo. Ci sono uomini alla guida di governi che soffiano sul fuoco del disagio diffuso e cercano di trarne consenso. Appena si sono diffuse le prime proiezioni da Dublino i leghisti hanno iniziato a esultare e le agenzie si sono riempite di roboanti dichiarazioni di Calderoli e Borghezio. Il tema? Una presunta riacquistata libertà dei "popoli" rispetto alle burocrazie comunitarie. E' il caso di sottolineare che l'esito del referendum irlandese costringe l'Europa a compiere una capriola all'indietro sotto il profilo degli accordi (tornerà così in vigore il Trattato di Nizza), ma non ferma i meccanismi degli aiuti, di cui irlandesi e padani (insieme ad altri) continueranno a godere. Botte piena e moglie ubriaca, in altre parole. Il flusso di milioni di euro per i progetti di sviluppo indispensabili in questa fase di recessione non subirà uno stop, ma si riaprirà un dibattito sterile e privo di sostanza su cosa fare dell'Europa. Nel quale leader euroscettici con le tasche piene cercheranno di guadagnare voti lucrando sulla paralisi istituzionale da loro provocata. Lo schema vincente applicato in Irlanda dai sostenitori del no non tarderà a venire utilizzato anche altrove. A cominciare proprio dall'Italia, dove il Trattato (almeno in teoria) dovrebbe essere ratificato a breve e i leghisti chiedono che si tenga un referendum, incuranti del fatto che servirebbe una modifica della Costituzione. La strategia degli euroscettici è ancorata a un unico punto: diffondere balle sui contenuti dei documenti comunitari. In Irlanda gli ultras del no hanno detto che la vittoria del sì avrebbe comportato, tra l'altro, l'introduzione di una leva obbligatoria in ambito continentale e un aumento della pressione fiscale. Che di queste misure non si parli nel Trattato poco importa. Gli elettori sono caduti in trappola. E molti italiani potrebbero fare altrettanto. Per uscire dalla crisi servirebbe, a questo punto, un atto di coraggio. Chiamare alle urne tutti i ventisette paesi Ue per approvare un nuovo Trattato. Chiarendo senza equivoci e in anticipo che chi boccia gli accordi perde anche il diritto agli aiuti comunitari. Toccati nel portafoglio, forse gli elettori comincerebbero a comprendere l'utilità dell'Europa.

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Estate Romana a rischio appello degli operatori Posti di lavoro a rischio se non verranno confermati i fondi Croppi sblocca un milione di euro per gli eventi nei Municipi (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Estate Romana a rischio appello degli operatori "Posti di lavoro a rischio se non verranno confermati i fondi" Croppi sblocca un milione di euro per gli eventi nei Municipi di Luca Del Fra / Segue dalla prima BUONE E CATTIVE notizie per l'Estate Romana: l'altro ieri le iniziative promosse dai municipi hanno visto risorgere il loro finanziamento di circa 1 milione di euro. Si tratta per lo più di iniziative gratuite, che si tengono nelle periferie, il cui aspetto culturale è per lo più abbinato anche a quello sociale. I fondi per queste attività erano stati bloccati assieme a tutte le altre spese de comune di Roma dall'arrivo dell'ispezione della ragioneria dello Stato voluta dal Sindaco Gianni Alemanno per verificare lo stato dei conti del Campidoglio. Al blocco tuttavia fanno eccezione gli investimenti la cui mancata erogazione arrecherebbe un danno. Dal momento che circa 670 mila euro provenivano dalla Regione e non sarebbe stato possibile utilizzarli senza il contributo del Comune, l'assessore alla Cultura Umberto Croppi ha fatto leva su questo mancato investimento per sbloccare 330 mila euro che erano fermi nella tesoreria del Campidoglio. Una mossa scaltra, segno che quando esiste una volontà politica la macchina della burocrazia cammina, anche quando sembra inceppata. Tuttavia nella giornata di ieri il sindaco si è visto recapitare una lettera - appello firmata da molti degli operatori culturali capitolini: facendo presente che con un investimento annuo di circa un paio di milioni di euro da parte del comune l'Estate Romana ne produce un indotto di oltre 30, ribadiscono che in pochi mesi l'Estate Romana mette in campo una produzione di seicento spettacoli. È la premessa per chiedere i finanziamenti, normalmente erogati dalle precedenti amministrazioni, ma su cui fin'ora il sindaco Alemanno ha tenuto una posizione attendista e di stallo. "Già il fatto che a 12 giorni dall'inizio dell'Estate Romana non si sappia se ci saranno i soldi è un danno per tutti" spiega Teresa Azzaro, direttore dei Concerti nel Parco, ma senza i fondi del Comune per molti sarebbe il fallimento, e la conseguente dispersione di anni di esperienza. La potremmo definire la rivolta degli hobbit, poiché alcune di queste associazioni sono vicine alla destra -All'ombra del Colosseo o Villa Celimontana, ma fa una certa impressione anche la trasversalità dello schieramento, che vede una accanto all'altra Villa Ada, Nuova Consonanza, Roma Poesia, Invito alla Danza e altri ancora. La partita dei finanziamenti però non si chiuderà prima del 19 giugno, quando ci sarà l'incontro decisivo tra Alemanno e il ministro Tremonti per gli stanziamenti speciali per Roma. "Ho tagliato la testa al toro dando un segno di ottimismo -spiega Giampaolo Rubei patron di Celimontana-: apro il 18. Ma per i finanziamenti tutto dipende dai giochi nazionali e dai veti della Lega contro Roma. Abbiamo sempre cercato di lavorare fianco a fianco con le amministrazioni cittadine, stando aperti anche ad agosto quando a Roma non c'è nessuno. Perciò non posso non stigmatizzare il comportamento del comune che ci lascia nell'incertezza". Resta dubbio se Alemanno voglia mantenere uno dei simboli delle amministrazioni di centro sinistra come l'Estate Romana: "Anche se non fa parte della sua cultura, credo che non abbia interesse a sopprimerla, semmai c'è una certa "pigrizia" da parte dei funzionari perché non sentono una forte volontà politica". Gli fa eco Alberto Giustini patron di Villa Ada: "Fa piacere che si siano sbloccati i fondi per le iniziative dei Municipi, ma per il resto siamo in grave ritardo. Agibilità, allacci, occupazione di suolo pubblico: le autorizzazioni che prendevano 40 giorni dovranno essere fatte in una settimana. I ritardi nelle aperture porterebbero a una diminuzione degli spettacoli e quindi di introiti, che uniti alla probabile mancanza dei fondi del Comune potrebbero causare il fallimento di molte iniziative. Occorre subito creare una corsia preferenziale per le incombenze burocratiche". Ultima spiaggia: "Lunedì per convocare un tavolo con le associazioni". L'alternativa è che molte rassegne estive capitoline aprano senza agibilità.

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Puntare su treni e vivai per ottenere la leadership (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le linee dell'assemblea Assindustria. Ospite d'onore Poli Puntare su treni e vivai per ottenere la leadership PISTOIA. "Da alcuni anni siamo ormai immersi in un processo di cambiamento continuo dello scenario competitivo internazionale, con la presenza di players nuovi e fortemente motivati, che attuano, in contesti sociali non comparabili ai nostri, politiche industriali e finanziarie estremamente aggressive. Questo contesto ha ricadute violente su tutto il nostro sistema, sia esso industriale o civile e sociale, e richiede immediate capacità di risposta e di adattamento". Con queste parole Giuseppe Oriana, presidente dell'Associazione Industriali di Pistoia, ha aperto l'assemblea generale annuale di settore. Il tema dell'incontro è stato "Globalizzazione: effetti e prospettive". "Il comparto ferroviario e quello vivaistico - ha proseguito Oriana - sono i poli qualificanti su cui ricercare una leadership autorevole a livello internazionale. Non dubitiamo che queste eccellenze sapranno vivacizzare anche le altre componenti del territorio, dal comparto moda all'arredamento, al turismo, al commercio, alla nostra fiorente industria agroalimentare". L'attuale situazione del mercato, la crescita del costo delle materie prime e dell'energia, il sistema bancario scosso dalla crisi dei mutui subprime, i modelli di consumo che cambiano e lo spostamento del baricentro produttivo ed economico verso l'est Europa, la Cina e l'India sono, secondo gli industriali, segnali di allarme per l'economia. La soluzione indicata durante l'assemblea è quella di cambiare il modello della nostra società: meritocrazia, premio alla produttività, efficienza e semplificazione della burocrazia, rilancio della scuola, della formazione, della ricerca e investimenti nelle infrastrutture, sono le parole chiave per tentare di uscire dalla crisi. Durante l'intervento il presidente dell'Associazione ha scelto di parlare anche di istruzione, di legalità e di sicurezza sul lavoro: "L'università deve essere un fattore di eccellenza competitiva per Pistoia; il nostro polo si dovrà integrare con l'industria ferroviaria e con la produzione vivaistica, crescendo nella ricerca, generando innovazione e posizionandosi ai primi posti oltre i confini nazionali. Altro tema importante è quello della legalità, connesso anche alla sicurezza nei posti di lavoro". Gli industriali pistoiesi chiedono, infine, un miglioramento delle linee ferroviarie e delle strade, essenziali per la vita delle imprese. Pistoia deve essere valorizzata in ogni suo aspetto, come nelle infrastrutture e nella cultura, rendendola un territorio unico e competitivo. "Il "Progetto per Pistoia" presentato nel novembre dello scorso anno e contenente un analisi attenta della situazione del nostro territorio - conclude Giuseppe Oriana - è decollato ed ha posto di fronte a tutti un problema ed una proposta concreta per tornare a crescere". Ospite d'onore dell'evento è stato Roberto Poli, presidente dal 2002 dell'Eni e pistoiese di nascita. Il dirigente ha ricordato che la globalizzazione ha portato con sé aspetti negativi e positivi; l'unico modo per uscire da situazioni critiche è, a suo parere, quello di prendere coscienza dei problemi e di attivarsi in maniera decisa per risolverli. Simona Giometti.

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La scrittrice: "siamo un popolo di sospettosi" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Catherine Dunne: "Finché l'economia tirava di Bruxelles si diceva solo bene. Ma ora che c'è la crisi..." La scrittrice: "Siamo un popolo di sospettosi" "Tutti i partiti erano per il sì E la gente ha sentito puzza d'imbroglio" DAL NOSTRO INVIATO DUBLINO - Catherine Dunne è la scrittrice irlandese autrice di indimenticabili romanzi dalla parte delle donne (La metà di niente, L'amore o quasi) ma anche di libri-inchiesta sulle radici del suo popolo (Un mondo ignorato). Pochi conoscono meglio di lei l'anima degli odierni discendenti di Joyce e Beckett. Perché gli irlandesi hanno detto no all'Europa? "Perché sentivano puzza d'imbroglio. Tutti, dal governo all'opposizione, ripetevano: dovete approvare il Trattato. E l'irlandese, quando vede che tutti sono d'accordo, diventa sospettoso". Ma il Trattato sarebbe una buona cosa per l'Europa e per l'Irlanda.. "Immagino di sì. Però ammetto di saperne poco, come credo anche la maggior parte dei miei compatrioti. E' un'altra ragione della vittoria dei no: se la gente non sa su cosa vota, per prudenza lascia tutto come sta". Sentimento ingrato verso l'Europa che ha dato tanto l'Irlanda... "Finchè l'economia filava, tutti a Dublino lodavano la Ue. Ma ora anche da noi, come in altri paesi, ha rallentato. C'è aria di crisi, cresce la disoccupazione. E l'economia zoppicante, dopo anni di vacche grasse, non ha certo aumentato la gratitudine nei confronti di Bruxelles". Ma l'Europa a 27, senza il Trattato, non funziona... "Magari lo capiscono i diplomatici a Bruxelles. Ma a Dublino... Conosce il nostro modo di dire: se una cosa non è rotta, non ripararla. Molti irlandesi pensano dell'Europa che funziona così com'è. Perché ripararla?" Lei si sente filo- europea o anti-europea? "E' innegabile che l'Europa abbia fatto bene all'Irlanda. Ci ha trasformato da paese di emigranti affamati in una Tigre Celtica, come ci chiamano. Quindi non posso dirmi anti-europea. Però avverto un eccesso di burocrazia che non riflette il mio spirito. E neppure quello irlandese". Allora siete euro-scettici come i vostri vicini britannici? "Ah no, come i britannici no! Se loro dicono una cosa, è improbabile che noi irlandesi ci troviamo d'accordo. Come tutti i piccoli paesi, l'Irlanda difende strenuamente la propria identità. Abbiamo faticato tanto ad affermarla che abbiamo paura di rinunciarne anche solo a un pezzetto. Forse anche per questo la gente di Dublino ha detto no". (e.f.).

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Dimenticato dai medici, muore - marino bisso (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Roma I familiari avevano ripetutamente segnalato la gravità del caso. Rinviati a giudizio un primario e due chirurghi Dimenticato dai medici, muore Villa San Pietro, abbandonato nove ore sulla barella: aveva un infarto MARINO BISSO Non aveva trovato posto al Sant'Andrea così era stato ricoverato d'urgenza all'ospedale Villa San Pietro sulla Cassia dove è morto dopo essere stato abbandonato nove ore su una barella. I medici non si erano accorti che Claudio Corazza, 57 anni, era stato colpito da infarto e da una peritonite nonostante i familiari avessero ripetutamente segnalato la gravità del caso e chiesto che venisse visitato. Così il gip Luciano Imperiali, dopo cinque anni di indagini consulenze e perizie, ha rinviato a giudizio due chirurghi e un primario con l'accusa di omicidio colposo per non aver assicurato l'assistenza al paziente. Il prossimo ottobre verranno processati il primario Gabriele Valenti e i due chirurghi Alessandro Testa e Vito Cusano che erano incaricati del turno di guardia all'interno dell'ospedale. L'inchiesta sulla morte del cinquantasettenne è scattata dalla denuncia presentata dall'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi per conto dei famigliari della vittima. Negli atti del pm Mariella Cervadoro sono finite le testimonianze della moglie e di una figlia. Racconti drammatici di quella che doveva essere un delle serate più belle della famiglia Corazza. "Al termine della cena del matrimonio di mia sorella, mio padre si sentì male così decidemmo di portarlo all'ospedale prima al Sant'Andrea e poi a Villa San Pietro. Ai medici spiegammo che mio padre aveva già avuto gravi problemi di salute - racconta Claudia, la figlia della vittima - Solo dopo molte ore potemmo rivedere mio padre mentre una dottoressa disse che era stata fatta una Tac e che poteva trattarsi di un colica addominale". E ancora: "La mattina seguente mia madre trovò papà su una barella in Ortopedia. Era peggiorato. Chiedemmo inutilmente spiegazioni. Cercammo allora un medico così andammo in Chirurgia dove ci risposero che non ne sapevano nulla. Solo dopo molto tempo arrivò un infermiere. Anche lui non sapeva nulla. Ma dopo aver visto mio padre si accorse che era gravissimo e corse a chiamare aiuto. Ci dissero che papà aveva subito un arresto cardiaco per molti minuti e che aveva subito gravi danni cerebrali. In seguito mio padre è stato portato in Rianimazione dove è morto". Per completare le indagini e produrre consulenze e perizie, i familiari della vittima assieme all'avvocato Francesco Caroleo Grimaldi hanno dovuto lottare per ben cinque anni. "è l'ennesimo caso di malasanità. Un esempio drammatico di indifferenza e approssimazione - incalza Caroleo Grimaldi, avvocato di parte civile - dove la burocrazia degli ospedali prevale con agghiacciante cinismo sull'attenzione umana che dovrebbe ricevere un malato".

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Uno stop all'europa (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Uno stop all'Europa Si può dare per scontato che in questo processo di dissolvimento dei legami ci sia una responsabilità oggettiva di Bruxelles. E magari ricorrere a complesse analisi sociologiche o antropologiche sui rapporti tra cittadini e istituzioni. Citando, ad esempio, il professor Giovanni Sartori che parla di "crisi della capacità cognitiva degli individui all'origine della distanza sempre più larga tra la percezione soggettiva dei fatti e la realtà". Il dato politico delle ultime ore (non solo in Irlanda, purtroppo) è chiarissimo. Ci sono uomini alla guida di governi che soffiano sul fuoco del disagio diffuso e cercando di trarne consenso senza pagar pegno. Appena si sono diffuse le prime proiezioni da Dublino, che confermavano i timori di bocciatura del Trattato, i leghisti hanno iniziato a esultare e le agenzie si sono in fretta riempite di roboanti dichiarazioni di Roberto Calderoli e di Mario Borghezio. Il tema? Una presunta riacquistata libertà dei "popoli" rispetto alle burocrazie comunitarie. È appena il caso di sottolineare che l'esito del referendum irlandese costringe l'Europa a compiere una capriola all'indietro sotto il profilo degli accordi (tornerà così in vigore il Trattato di Nizza che non risponde all'esigenze poste dall'allargamento), ma non ferma i meccanismi degli aiuti, di cui irlandesi e padani (insieme ad altri) continueranno a godere. Botte piena e moglie ubriaca, in altre parole. Il flusso di milioni di euro per i progetti di sviluppo indispensabili in questa fase di recessione non subirà uno stop, ma si riaprirà un dibattito sterile e privo di sostanza su cosa fare dell'Europa. Nel quale leader euroscettici con le tasche piene cercheranno di guadagnare voti lucrando sulla paralisi istituzionale da loro provocata. Lo schema vincente applicato in Irlanda dai sostenitori del no è perfetto e non tarderà a venire utilizzato anche altrove. A cominciare proprio dall'Italia, dove il Trattato (almeno in teoria) dovrebbe essere ratificato tra un mese dalle Camere e i leghisti chiedono a gran voce che si tenga un referendum, incuranti del fatto certo non irrilevante che servirebbe una modifica della Costituzione. La strategia degli euroscettici è semplice, ancorata a un unico punto: diffondere balle a piene mani sui contenuti dei documenti comunitari e così far leva su quella debolezza cognitiva dei cittadini di cui parla Sartori. In Irlanda gli ultras del no hanno detto che la vittoria del sì avrebbe comportato, tra l'altro, l'introduzione di una leva obbligatoria in ambito continentale e un aumento della pressione fiscale. Che di queste misure non si parli nel Trattato poco importa. Gli elettori sono caduti in trappola. E molti italiani potrebbero fare altrettanto. Per uscire dalla crisi servirebbe, a questo punto, un atto di coraggio. Chiamare alle urne tutti i ventisette paesi Ue per approvare un nuovo Trattato. Chiarendo senza equivoci e in anticipo che chi boccia gli accordi perde anche il diritto agli aiuti comunitari. Toccati nel portafoglio, forse gli elettori comincerebbero a comprendere l'utilità dell'Europa. Roberto Bertinetti.

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La sconfitta dell'Europa (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alberto Krali Hanno preso 59 miliardi in 35 anni e adesso dicono no al Trattato di Lisbona. Gli irlandesi si sono stufati, sono finiti i tempi d'oro della tigre verde, la disoccupazione comincia a far capolino, unita al rincaro senza soste dei generi alimentari e soprattutto del petrolio. Se la convenienza economica non è più stringente cosa unisce ancora all'Europa? Un interrogativo che è posto alla ribalta della scena politica e che si allarga ad altri Paesi dell'Unione. Ne mancano ancora otto all'appello della ratifica e la Repubblica Ceca, dati i trascorsi euroscettici, può essere contagiata dal virus irlandese. L'Europa è percepita come grande zona di libero scambio. Il nuovo Trattato di Lisbona prevede decisioni a maggioranza e la rappresentanza in sede di Commissione a rotazione, piccoli passi indispensabili verso una maggiore integrazione politica. Ma proprio questi sono percepiti come un'intrusione nella vita politica nazionale. L'idea, per esempio, che le imposte vengano regolate a livello comunitario, toglie agli irlandesi l'arma vincente che li ha fatti passare, a partire dal 1973, dal Paese più povero dell'Europa occidentale al secondo più ricco. Hanno fatto fortuna allettando capitali esteri a suon di agevolazioni fiscali. Di togliere la sovranità impositiva nessuno ne parla, ma è bastata l'ipotesi per scatenare moti di ripulsa. Viviamo il tempo delle identità nazionali come reazione disperata e non consapevole. È il frutto della paura. Gli irlandesi non fanno eccezione. L'omologazione è la peggiore delle condanne perché porta all'oblìo e aprirsi al mondo dell'interconnessione può significare essere invasi. Una volta lo si faceva con gli eserciti, adesso basta una direttiva europea. Questa la percezione. La Francia cui spetta la presidenza dell'Unione per i prossimi sei mesi l'ha detto per bocca del suo ministro degli Esteri: i casi sono due, o l'Europa rinuncia alla Carta costituzionale, o l'Irlanda rinuncia all'Europa. Adesso che il risultato è chiaro c'è una conversione e già si parla di accordi giuridici extra per Dublino. Ma il problema è ancora lì. Chi comanda a Bruxelles? Gli italiani si sono posti la domanda e hanno anche ricevuto la risposta. L'italiano come lingua è stato declassato e la presenza italiana nella potente burocrazia comunitaria è ai minimi storici. La fanno da padroni gli inglesi, i francesi e i tedeschi. Ovvio che, anche se queste nazioni non hanno una rappresentanza in Commissione, ipotesi possibile secondo il Trattato di Lisbona, i loro uomini collocati nei posti chiave possono fare lobby. Ma 4,2 milioni di abitanti, l'1% della popolazione dell'Unione, chi li rappresenta se non hanno un commissario che ne difende i legittimi interessi? La delegazione britannica forse? Un incubo per l'Irlanda, la cui storia può essere condensata in uno slogan: no agli inglesi. Questo è il problema: Stati piccoli come la Repubblica Ceca ma anche grandi come la Polonia hanno una storia diversa e si sentono estranei al richiamo dell'integrazione europea. Non sono ostili, hanno solo bisogno di più tempo. Il treno deve partire perché un'Unione di 26 Paesi per essere governata non può aspettare i patemi d'animo dello 0,25% della sua popolazione, tanti sono i no irlandesi. Il percorso è in salita e può essere che altri non tengano il passo. Ne uscirà un'Europa a due velocità. Quella che con l'allargamento indiscriminato del 2004 si voleva evitare. Emerge l'errore fatale. Il nucleo storico dell'Unione dei 15 andava integrato e solo in una seconda fase aperto a chi era disposto a cedere la sua quota di sovranità nazionale. Adesso è tardi e il processo d'integrazione non sarà indolore.

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L'euroscettico ceco Klaus: a Dublino ha vinto la libertà (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 141 del 2008-06-14 pagina 2 L'euroscettico ceco Klaus: a Dublino ha vinto la libertà di Redazione Praga. Il presidente ceco Vaclav Klaus, uno dei più accesi esponenti euroscettici sulla piazza europea, ha detto che il risultato del referendum irlandese segna "la fine del processo di ratifica del trattato di Lisbona" e "la vittoria della libertà e della ragione sui progetti elitari artificiali e sulla burocrazia europea". "In un solo Paese sui ventisette dell'Ue - prosegue la nota della presidenza ceca -, i politici hanno permesso ai cittadini di esprimere la loro opinione. Il risultato è una notizia chiara per tutti". Nella Repubblica ceca, che è entrata a far parte dell'Unione solo nel 2004, il processo di ratifica del trattato di Lisbona segue come pressoché ovunque la via parlamentare, ma incontra comunque delle difficoltà: il Senato ha infatti chiesto alla Consulta un parere sulla costituzionalità di questa soluzione. Se fosse data risposta negativa, anche a Praga si aprirebbe teoricamente la via per un referendum popolare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Scajola: subito più poteri al Garante (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-14 - pag: 4 autore: Il "pacchetto sviluppo" insieme alla deregulation della rete carburanti Scajola: subito più poteri al Garante ROMA Sorveglianza, qualche segnalazione, convocazioni e tavoli di confronto, molti auspici e moral suasion. I primi cinque mesi di Mister prezzi non sembrano aver lasciato il segno e il rafforzamento dei poteri del garante, anche alla luce delle ultime impennate dei listini, rientra a questo punto tra le priorità dello Sviluppo economico. Lo ha spiegato ieri il ministro Claudio Scajola annunciando che l'"aumento dei poteri per il Garante per la sorveglianza dei prezzi " entrerà nel "pacchetto sviluppo". "Per contrastare l'aumento dell'inflazione, che deriva prevalentemente dall'andamento internazionale dei prezzi di alcune materie prime, soprattutto il petrolio – dice Scajola – siamo impegnati con l'immediata attivazione di strumenti a disposizione del Governo". Per questo motivo, spiega il ministro, "spingeremo sulle liberalizzazioni, sulle semplificazioni amministrative e sulla sorveglianza dei prezzi già dalla prossima settimana portando in Consiglio dei ministri il "pacchetto sviluppo" cui stiamo lavorando con i ministeri dell'Economia, delle Infrastrutture, del Welfare, della Funzione pubblica e della Semplificazione". Il Garante dei prezzi è nato lo scorso gennaio, privo di poteri sanzionatori. Alla sua guida l'ex ministro dello Sviluppo Bersani chiamò Antonio Lirosi, capo del dipartimento Regolazione del mercato, ma l'attività del garante si è spesso limitata alle segnalazioni e agli inviti all'autoregolazione, come nel caso delle polizze dell'Rc auto e dei prezzi di prodotti alimentari (pane e pasta, mentre l'ultima convocazione, proprio ieri, è stata riservata all'industria lattiero-casearia per i rincari del burro). Tra le ipotesi c'è dunque l'assegnazione di maggiori poteri, forse proprio sul piano sanzionatorio. Il provvedimento affiancherebbe nel pacchetto- sviluppo misure di natura diversa, dalla preannunciata riforma dei servizi pubblici locali ai carburanti. Scajola lavora infatti alla deregulation della rete dei gestori, oggi frenatadalle regole sulledistanze minime e sull'abbinamento con prodotti non-oil. Allo studio un alleggerimento dei vincoli su apertura di nuovi impianti, superficie massima e minima richiesta, distanze minime tra stazioni di servizio, orari di apertura consentiti. C'è poi il capitolo burocrazia, con il progetto "impresa in un giorno" e l'obiettivo di rispettare l'impegno assunto in sede Ue, cioè ridurre gli oneri amministrativi che gravano sulle imprese del 25% entro il 2012. Su un altro tema di competenza di Scajola, le telecomunicazioni, si lavora in sinergia con l'Innovazione e la Semplificazione. La priorità è facilitare le procedure per creare una nuova rete a banda larga in fibra ottica. Possibile l'inserimento di un sostegno finanziario ad hoc, almeno nelle aree più periferiche del Paese, attraverso le risorse Fas. C.Fo. GLI INTERVENTI Allo studio anche misure sanzionatorie Carburanti: via i vincoli alle nuove stazioni di servizio Risorse Fas per banda larga.

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A PRIMA vista, il risultato negativo del referendum irlandese sul trattato di Lisbona per la rif (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ENNIO DI NOLFO A PRIMA vista, il risultato negativo del referendum irlandese sul trattato di Lisbona per la riforma dell'ordinamento dell'Unione europea, e le conseguenze teoriche che esso provoca non possono che apparire paradossali. Bastino alcuni calcoli elementari. L'Irlanda è uno dei più piccoli Paesi dell'Unione; ha una popolazione di poco più di quattro milioni di abitanti. Di questi, tre milioni avevano diritto al voto, ma, a quanto risulta dai dati non definitivi, soltanto il 40 per cento di essi hanno preso parte alla consultazione. Si scende così a meno di un milione e mezzo di voti. Questi, a loro volta, si sono divisi in due parti non molto diseguali. Senza disporre di un dato ufficiale è dunque possibile dire che 7/800.000 irlandesi abbiano determinato, almeno sul piano teorico, il destino dell'Unione: una comunità di circa 500 milioni di abitanti e 27 Stati. Fra tutti questi, solo l'Irlanda aveva deciso di far approvare il trattato di Lisbona mediante referendum. Gli altri, memori dello scacco francese del 2005, ratificano il trattato in sede parlamentare e già 19 di essi hanno completato tale iter. La sproporzione fra la dimensione del dissenso, il peso dell'Irlanda in Europa e le conseguenze di un voto che provoca il tracollo di tutta la struttura pensata a Lisbona, dato che per la ratifica del trattato è necessaria l'unanimità dei consensi, non possono non far riflettere. È evidente che il voto irlandese ha in primo luogo motivazioni interne. L'Irlanda, entrata nella Comunità economica europea nel gennaio 1973, era allora uno degli Stati più poveri e arretrati d'Europa. Dopo le prime difficoltà, essa divenne, grazie all'integrazione, una "stella splendente", per usare un'affermazione dell'Economist, nel firmamento dei Paesi in rapido sviluppo. Fino al 2004 l'Irlanda ha vissuto una sorta di miracolo economico quasi ininterrotto, che ha trasformato il Paese, ne ha modificato le strutture e le abitudini, la qualità della vita. Dopo di allora ha avuto inizio una fase di crisi non dissimile, negli ultimi mesi, da quella vissuta da tutto il mondo occidentale. I disagi della vita quotidiana, messi a confronto con la necessità di ratificare un trattato lungo 287 pagine, incomprensibile ai più se non per il fatto che esso stringe ancora più strettamente i vincoli al continente e alle scelte dei suoi maggiori Paesi; la nostalgia rispetto a un passato bucolico; l'irritazione verso la burocrazia di Bruxelles; il timore che un rafforzamento dell'Unione con una politica estera comune possa violare la tradizionale neutralità irlandese, tutti questi motivi, messi insieme, possono spiegare il voto. Non ne giustificano le conseguenze. La bocciatura irlandese, e il serpeggiante nazionalismo che affiora ovunque in Europa, mostrano, ancora una volta, che il cammino da compiere verso la nascita di un sentimento europeo condiviso è ancora lungo. Ma sarebbe fatale che "l'incidente di percorso" frenasse tutto il convoglio. Gli altri 26 Paesi dell'Unione dovranno riflettere sulla portata e la dimensione del voto irlandese e forse potranno condividere, proprio ora, alla vigilia dell'assunzione del turno di presidenza da parte della Francia, il parere del ministro francese per gli affari europei, il quale ha auspicato la continuazione del processo di ratifica da parte degli altri Paesi, in vista della ricerca di qualche formula giuridica grazie alla quale l'Irlanda non resti estranea alla struttura europea e possa, in futuro, ritornare sulle sue decisioni. Ben più importante è tuttavia il lavoro nei confronti dell'opinione pubblica europea in generale. È inutile negare che, al di là delle formule di rito, l'entusiasmo europeista non sia rimasto intatto. Un certo fastidio verso le istituzioni europee e i loro farraginosi meccanismi porta a guardare all'Unione europea non più come a un grande ideale politico ma come a un obiettivo pratico e organizzativo, forse privo di anima, se non quella del comune interesse a attutire con lunghe discussioni i dissensi esistenti. Su questo piano è invece opportuno operare, non per riesumare sogni massimalisti che la realtà contraddice, ma perché si comprenda che, in un sistema internazionale fatto di grandi unità politiche, un'Europa divisa avrebbe poco o nessun peso. Non si tratta più di pensare alle opportunità pacifistiche dell'integrazione ma anche al fatto che la ricerca e il raggiungimento di una identità europea, cioè di qualcosa che deve essere gradualmente costruito per mettere a valore un'eredità secolare, recuperi il valore fondante degli inizi, come un ideale che non solo parla di pace ma anche di prosperità, progresso e presenza politica nel mondo. L'Europa non può perdere, per un così paradossale incidente, le occasioni storiche che la attendono.

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Segue dalla prima la sanità e il privato (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segue dalla prima la sanità e il privato È difficile dirlo in questi giorni, un po' perché l'esperienza del Santa Rita punta in altra direzione, e un po' perché - soprattutto a sinistra - la tentazione di inscenare un processo politico a Roberto Formigoni è fortissima. Tuttavia, è indubbio che le sanzioni per contenere le malversazioni sono assai più facili da mettersi in atto nel privato che nel pubblico. Non va perso di vista il quadro "di sistema", sulla spinta dell'emotività. Si sono invocati (e il sottosegretario Fazio ha promesso) maggiori controlli, da contrapporsi alla "supplenza" della magistratura. Come sempre in Italia, si insiste sui controlli e si trascura l'importanza degli incentivi. Per il pubblico che acquista servizi da un ospedale convenzionato, l'obiettivo è un outsourcing risparmioso. Per l'accreditato, conta la razionalizzazione dei costi, per fare profitto. Questa la situazione ideale: poi ci sono le deviazioni di percorso. Ma la situazione ideale è di per sé molto poco "ideale", perché l'unica arma che ci lascia in mano è il ricorso alla retorica della responsabilità. I fondi sono allocati in base a criteri stringentemente definiti, ma da una burocrazia. Il beneficiario delle prestazioni sanitarie le paga "in differita". Salda il conto in anticipo, da contribuente, e ne riceve i frutti "da paziente". Manca la possibilità di quello che è il controllo più efficiente, perché il più interessato: quello dell'utente-consumatore che ha effettivamente "comprato" una prestazione sul mercato. In assenza di ciò, magari c'è "privato", ma non c'è mercato. Ovvero, non si verifica quel processo di apprendimento collettivo, giuntato assieme dal sistema dei prezzi, che ci consente di imparare dalle nostre transazioni e avere margini di ragionevole certezza, per i nostri piani futuri. I problemi del sistema attuale, anche nella sua punta "avanzata" lombarda, sono conseguenza di questo fatto. Dell'assenza dei più fondamentali checks and balances: quelli in capo ad un consumatore autointeressato. A rigore, allora, di sanità di mercato sarà possibile parlare solo quando avremo più privato non solo sul versante dell'offerta, ma soprattutto su quello della domanda. Il che sarebbe auspicabile per diversi motivi: le truffe al privato sono più digeribili di quelle al pubblico. Poi c'è il "caveat emptor". Chi spende soldi propri segue sempre un "principio di precauzione". Non necessariamente la spesa sanitaria privata deve essere "out of pocket". Ci sono buone ragioni per "anticipare" nel tempo la spesa, evitando di dover porre mano al portafoglio in circostanze emotivamente sconvolgenti. Ha molto senso, in questi frangenti, operare attraverso una logica assicurativa. Della quale tradizionalmente gli italiani diffidano, ma cui potrebbe essere fondamentale ricorrere, in previsione dei tagli alla spesa sanitaria attesi per i prossimi anni. Le arcigne compagnie di assicurazione che acquistassero servizi dalle cliniche, le monitorerebbero con comprensibile attenzione. Esse allocherebbero i propri fondi con parsimonia (mosse dal motivo del profitto), e quindi secondo criteri più efficienti di quelli di una burocrazia pur avveduta. In caso di malversazioni, le vittime potrebbero rifarsi contro un attore privato - il che è sempre più facile che chiedere conto allo Stato. L'incentivo ad un monitoraggio delle strutture da cui si comprano servizi, dunque, crescerebbe. Se la coperta "universale" del servizio sanitario nazionale si accorciasse, e si facesse ricorso, oltre una comprensibile "rete di sicurezza", al privato, l'esito potrebbe essere questo. Con il vantaggio di fornire "best practises" da cui imparare anche al pubblico. Che potrebbe meglio tarare se stesso, sulla concorrenza di altri sia nella fornitura che nel finanziamento di prestazioni sanitarie. Alberto Mingardi 14/06/2008.

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Peer review, la scelta del rigore (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-14 - pag: 15 autore: Peer review, la scelta del rigore Un'occasione per l'Italia che sta per seguire l'esempio del sistema americano di Guido Romeo U n miliardo di dollari per la ricerca ad "alto rischio e di frontiera" distribuito con criteri più snelli e rapidi nell'arco dei prossimi cinque anni.è questa la nuova linea annunciata da Elias Zerhouni, direttore dei National Institutes of Health (Nih) americani, come la punta di diamante della riforma della peer review, quella revisione paritaria dei finanziamenti oggi pietra angolare della ricerca scientifica. Una decisione rimbalzata subito sulle pagine del "Financial Times" e di "Nature", perché l'Nih è il gigante indiscusso di valutazione della ricerca che finanzia oltre 325mila progetti ogni anno con 28 miliardi di dollari, ma che prende in contropiede l'Italia, dove i ricercatori chiedono proprio l'introduzione di quel sistema di valutazione che l'Nih dichiara di voler superare. L'istituto Usa ha infatti deciso di svecchiare il proprio sistema di finanziamento dimezzando da 25 a 11 le pagine nelle domande, tagliando drasticamente i passaggi burocratici e inaugurando una linea più aperta verso i ricercatori alla prima domanda per stimolare la creatività e i nuovi approcci. Nel nostro Paese invece, solo pochi mesi fa (si veda Il Sole 24 Ore del 7 marzo) più di 1.500 scienziati hanno sottoscritto un appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiedere l'adozione di un sistema di peer review dei finanziamenti sul modello americano, oggi praticamente assente a livello nazionale. "L'Italia investe appena l'1% del suo Pil in ricerca - osserva Paolo Bianco, tra i promotori dell'appello, ordinario alla Sapienza e direttore del laboratorio per le cellule staminali del parco biomedico del San Raffaele di Roma - ma è sul fronte della valutazione che siamo veramente indietro, perché appena il 10% dei fondi per la ricerca viene assegnato con sistemi di revisione paritaria in linea con quelli internazionali, mentre il resto è gestito in maniera non trasparente". La metodologia della peer-review, chealcuni fanno risalire alla Royal Society britannica del 1700, ma altri addirittura alla medicina araba anteriore all'anno 1000, prevede una valutazione anonima delle proposte di ricerca da parte di specialisti indipendenti, ed è oggi adottata da tutti i maggiori finanziatori della ricerca pubblici e privati, così come dalle riviste specializzate che devono valutare la qualità di un risultato prima di pubblicarlo. Secondo alcuni, i metodi finora adottati peccherebbero però di eccessiva burocrazia e penalizzerebbero le proposte dei più giovani o con più alto rischio di fallimento, ma proprio per questo capaci di produrre risultati più straordinari e innovativi. Vero è che il sistema della revisione paritaria ha spesso mostrato la corda e non sono mancati scandali come quello del sudcoreano Hwang Woo Suk, acclamato come pioniere delle cellule staminali finché nel 2005 le sue clonazioni non si sono rivelate un clamoroso falso. "La peer-review è sicuramente un sistema imperfetto, come ogni attività umanaavverte Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri - ma è ancora il migliore che abbiamo per garantire un accesso democratico alle risorse per la ricerca e un investimento efficiente delle risorse. Aggiungo che è anche economicamente efficiente: l'Agenzia italiana del farmaco per distribuire 30 milioni l'anno spende meno dell'1% in valutazione". La comunità scientifica italiana si è recentemente compattata nel chiedere l'introduzione di un sistema di peer-review quando, alla fine del 2007, è emerso che il 70% dell'ammontare del Fondo per gli investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (First), 300 milioni stanziati per il 2008 e 360 per il 2009, verrebbero indirizzati su progetti strategici individuati dal Governo senza passare per bandi competitivi e procedure di revisione. "Più che di incentivare la meritocrazia, come spesso si sente dire, in questo caso applicare procedure di peer-review è un principio liberale di separazione e bilanciamento dei poteri, che tutela l'accesso alle risorse dello Stato", sottolinea Elena Cattaneo, farmacologa presso l'Università di Milano. "Il sistema dell'Nih americano è ancora un modello osserva Maria Grazia Roncarolo, direttrice scientifica del San Raffaele - anche perché l'unico limite che ha dimostrato, la necessità di produrre risultati a breve termine spesso incompatibili con molte ricerche, è stato prontamente corretto. Di fatto, l'intervento annunciato dall'Nih è un aggiustamento normale per un sistema così evoluto e ampio che ogni anno distribuisce miliardi di dollari". Fuori dall'Italia, il modello statunitense ha ispirato molte altre agenzie nazionale con ottimi risultati, come ad esempio l'Anep spagnola nata alla fine degli anni 80 e finanziata dal pubblico, ma completamente indipendente nella sua opera di peer- review e oggi fiore all'occhiello della ricerca iberica. Anche nel privato la peer-review è ormai uno strumento irrinunciabile come dimostra l'esperienza britannica del Wellcome Trust, una delle maggiori istituzioni filantropiche mondiali, e, in Italia i casi di Telethon, Airc e della Fondazione Cariplo. "Adottare un sistema revisione paritaria è una scelta di campo che non può essere fatta a metà, ma che dà ottimi ritorni sia in termini di qualità che di possibilità di crescita ", spiega Carlo Mango, responsabile dell'area scientifica e tecnologica della Fondazione Cariplo che nel 2007 ha distribuito 48 milioni per progetti di ricerca scientifica e tecnologica. La parabola della fondazione lombarda, che nel 2001 distribuiva appena tre milioni di euro, è stata possibile proprio grazie allo sviluppo di un'articolata rete di esperti che nell'area biomedica oggi comprende più di un centinaio di scienziati di tutto il mondo e che è stata sviluppata confrontandosi con il Wellcome Trust e Telethon. "La peer-review non è nemica dell'innovazione più spinta e radicale - osserva Lucia Monaco, direttrice scientifica di Telethon, che nel 2007 ha distribuito oltre 30 milioni in progetti di ricerca con un sistema di valutazione interamente informatizzato e sicuro e una spesa complessiva di 406mila euro - ma è uno strumento che va adoperato con cura.Un'organizzazione come Telethon, che raccoglie fondi direttamente dai cittadini, deve calibrarlo per ottenere risultati tangibili e immediati in termini di cure. Un'agenzia governativa, che ha ben più ampie disponibilità, credo abbia giustamente nella sua missione anche la ricerca di frontiera più spinta". LE REAZIONI Lucia Monaco (Telethon): "Garantisce l'apertura all'innovazione anche radicale" Silvio Garattini: "Investimento efficiente delle risorse".

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Senza disporre di un dato ufficiale è dunque possibile dire che 7/800.000 irlandesi abb (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ENNIO DI NOLFO Senza disporre di un dato ufficiale è dunque possibile dire che 7/800.000 irlandesi abbiano determinato, almeno sul piano teorico, il destino dell'Unione: una comunità di circa 500 milioni di abitanti e 27 Stati. Fra tutti questi, solo l'Irlanda aveva deciso di far approvare il trattato di Lisbona mediante referendum. Gli altri, memori dello scacco francese del 2005, ratificano il trattato in sede parlamentare e già 19 di essi hanno completato tale iter. La sproporzione fra la dimensione del dissenso, il peso dell'Irlanda in Europa e le conseguenze di un voto che provoca il tracollo di tutta la struttura pensata a Lisbona, dato che per la ratifica del trattato è necessaria l'unanimità dei consensi, non possono non far riflettere. È evidente che il voto irlandese ha in primo luogo motivazioni interne. L'Irlanda, entrata nella Comunità economica europea nel gennaio 1973, era allora uno degli Stati più poveri e arretrati d'Europa. Dopo le prime difficoltà, essa divenne, grazie all'integrazione, una "stella splendente", per usare un'affermazione dell'Economist, nel firmamento dei Paesi in rapido sviluppo. Fino al 2004 l'Irlanda ha vissuto una sorta di miracolo economico quasi ininterrotto, che ha trasformato il Paese, ne ha modificato le strutture e le abitudini, la qualità della vita. Dopo di allora ha avuto inizio una fase di crisi non dissimile, negli ultimi mesi, da quella vissuta da tutto il mondo occidentale. I disagi della vita quotidiana, messi a confronto con la necessità di ratificare un trattato lungo 287 pagine, incomprensibile ai più se non per il fatto che esso stringe ancora più strettamente i vincoli al continente e alle scelte dei suoi maggiori Paesi; la nostalgia rispetto a un passato bucolico; l'irritazione verso la burocrazia di Bruxelles; il timore che un rafforzamento dell'Unione con una politica estera comune possa violare la tradizionale neutralità irlandese, tutti questi motivi, messi insieme, possono spiegare il voto. Non ne giustificano le conseguenze. La bocciatura irlandese, e il serpeggiante nazionalismo che affiora ovunque in Europa, mostrano, ancora una volta, che il cammino da compiere verso la nascita di un sentimento europeo condiviso è ancora lungo. Ma sarebbe fatale che "l'incidente di percorso" frenasse tutto il convoglio. Gli altri 26 Paesi dell'Unione dovranno riflettere sulla portata e la dimensione del voto irlandese e forse potranno condividere, proprio ora, alla vigilia dell'assunzione del turno di presidenza da parte della Francia, il parere del ministro francese per gli affari europei, il quale ha auspicato la continuazione del processo di ratifica da parte degli altri Paesi, in vista della ricerca di qualche formula giuridica grazie alla quale l'Irlanda non resti estranea alla struttura europea e possa, in futuro, ritornare sulle sue decisioni. Ben più importante è tuttavia il lavoro nei confronti dell'opinione pubblica europea in generale. È inutile negare che, al di là delle formule di rito, l'entusiasmo europeista non sia rimasto intatto. Un certo fastidio verso le istituzioni europee e i loro farraginosi meccanismi porta a guardare all'Unione europea non più come a un grande ideale politico ma come a un obiettivo pratico e organizzativo, forse privo di anima, se non quella del comune interesse a attutire con lunghe discussioni i dissensi esistenti. Su questo piano è invece opportuno operare, non per riesumare sogni massimalisti che la realtà contraddice, ma perché si comprenda che, in un sistema internazionale fatto di grandi unità politiche, un'Europa divisa avrebbe poco o nessun peso. Non si tratta più di pensare alle opportunità pacifistiche dell'integrazione ma anche al fatto che la ricerca e il raggiungimento di una identità europea, cioè di qualcosa che deve essere gradualmente costruito per mettere a valore un'eredità secolare, recuperi il valore fondante degli inizi, come un ideale che non solo parla di pace ma anche di prosperità, progresso e presenza politica nel mondo. L'Europa non può perdere, per un così paradossale incidente, le occasioni storiche che la attendono.

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Il futuro di Sesto si gioca all'ex Falck (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Grande Milano - data: 2008-06-14 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Cantieri Il progetto di riconversione firmato da Renzo Piano frenato dalle difficoltà del gruppo Zunino Il futuro di Sesto si gioca all'ex Falck Il sindaco Oldrini: la città non è ferma. Pasini: serve una scossa Dietro ai cancelli dell'ex Marelli, la palazzina universitaria costruita per ospitare 1.800 studenti già scoppia: gli iscritti alla sede sestese della Statale sono 3.500. Un secondo edificio è in costruzione. Più in là, nella grande area che fu sede dell'azienda di Gaspare Campari, imponenti gru ed escavatrici lavorano senza pause: qui nascerà il nuovo stabilimento (a firma di Mario Botta e Giancarlo Marzorati), accanto a edifici per residenza e al museo Campari, negli spazi restaurati della fabbrica del 1903. Indizi del dinamismo della quinta città della Lombardia. Che nella riconversione postindustriale conserva i segni del suo passato di ex Stalingrado d'Italia. "Sesto è molto dinamica – conferma Maria Bonfanti, presidente della Banca di Credito Cooperativo, che con il Politecnico di Milano ha costituito un osservatorio sulla città -. Ma i grandi progetti sono fermi" aggiunge preoccupata. Il futuro sembra legato a doppio filo a quello del milione di metri quadrati dell'area dismessa Falck. "I sestesi sono affascinati dal progetto di Renzo Piano, ma delusi perché da 30 anni si parla di questa riconversione" conclude Bonfanti. E nell'attesa, la città si divide. Con il sindaco Giorgio Oldrini, rieletto un anno fa per il secondo mandato, che invita a guardare oltre l'ex Falck. "Non è vero che siamo fermi. Certo l'area Falck acquistata da Zunino è la più grande. Ma sull'area dell'ex Ercole Marelli, 400 mila metri quadrati, oggetto di un accordo di programma in Regione, i lavori sono avviati. E poi ci sono le aree Falck Vulcano (altri 400 mila metri quadrati) e Decappaggio di Caltagirone, qui le bonifiche sono cominciate". Da due anni il Comune lavora con Renzo Piano alla trasformazione di una delle più grandi aree industriale dismesse d'Europa: "Lì non si sta progettando un condominio, ma una nuova città dalle fognature al verde. Noi crediamo che Sesto debba fare cose all'altezza del suo passato" dice il sindaco, consapevole delle difficoltà del gruppo Zunino: "Potrà cambiare il proprietario del-l'area, non cambieranno le regole dello sviluppo". A temere che i tempi lunghi della burocrazia giochino contro lo sviluppo dell'intera Sesto, è l'imprenditore Giuseppe Pasini dalle cui mani l'immensa area ex Falck è passata (quando Banca Intesa voleva trasferire a Sesto la propria sede), prima dell'era Zunino. "Non solo la burocrazia - dice Pasini - è determinante, ha giocato anche il cambio repentino della politica strategica di Banca Intesa, con la decisione di non insediare la sua sede operativa nelle aree ex Marelli, dopo averle fatte acquistare, progettare e approvare. Aree che dovevano rappresentare il volano economico alla trasformazione ex Falck e legittimarla a centro direzionale di Milano. E' seguita la perdita per Sesto dell'insediamento di Sky, portata a Milano Santa Giulia in cambio di nulla". Progetti come quello di Piano "sono chiamati a sconvolgere una realtà esistente in positivo ", è il punto di vista dell'architetto Marzorati che a Sesto ha disegnato la torre sospesa sede di Impregilo, ha tenuto a battesimo il restauro di Villa Torretta, la nuova sede della Campari, il recupero della chiesa di Santo Stefano. "E' un intervento che durerà anni sul territorio. Dovrà essere camaleontico, capace di adattarsi, perché tra dieci anni questa città sarà diversa". pdamico@corriere.it Paola D'Amico Capannoni Un angolo dell'ex complesso della Falck a Sesto Lunedì il camper del Corriere a Rozzano Mercoledì tappa a Sesto San Giovanni Il camper del "Corriere" prosegue il suo tour tra quartieri e città dell'hinterland. Lunedì, dalle 11 alle 19, la redazione mobile sarà in piazza Giovanni Foglia a Rozzano. Mercoledì il viaggio del camper prosegue in piazza Petazzi a Sesto San Giovanni \\ Giorgio Oldrini Non è vero che siamo fermi. L'area di Zunino è la più grande. Ma nella ex Ercole Marelli i lavori sono avviati \\ Giuseppe Pasini Banca Intesa voleva trasferire qui la propria sede. Bisogna dare una scossa allo sviluppo. Sesto ha già perso Sky \\ Giancarlo Marzorati I progetti come quelli di Renzo Piano sono realizzati per sconvolgere in positivo la realtà esistente: l'intervento sul territorio durerà anni.

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D'Alema: Sud, riorganizzati (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: 1PAGINA - data: 2008-06-14 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'incontro FONDAZIONE ITALIANIEUROPEI D'Alema: Sud, riorganizzati BARI - "Il governo considera il Sud una palla al piede. E alcuni segnali vanno pericolosamente in questa direzione, come il definanziamento delle opere pubbliche in grandi regioni meridionali e il taglio del credito di imposta per le imprese". Parla Massimo D'Alema, ieri a Bari per la riunione dell'associazione Italianieuropei. L'ex ministro degli Esteri intende organizzare "una grande assemblea delle classi dirigenti meridionali per fare critica ed autocritica". Solo così "possiamo affrontare la tornata elettorale del prossimo anno, sotto il fuoco nemico", dice. "La questione settentrionale - attacca - non credo che esista. Il problema di una burocrazia più efficiente, di una migliore rete di infrastrutture, non si configura come una questione settentrionale". A PAGINA 5 Saracino Massimo D'Alema.

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Silvio e la Lega, torna la <sindrome dell'imbrigliato> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 14-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-14 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Sette giorni Il caso di Napoli e "gli intralci al mio tentativo di governare" Silvio e la Lega, torna la "sindrome dell'imbrigliato" SEGUE DALLA PRIMA Proprio così. Silvio Berlusconi sembra essersi impigliato nelle maglie della burocrazia, negli atti della magistratura, nelle manovre politiche degli alleati, in special modo della Lega. Perciò racconta, come a volersi sfogare. E non è un caso se ieri ha raccontato un episodio che - a suo avviso - è la testimonianza degli "intralci al mio tentativo di governare". Il problema dei rifiuti in Campania vuole risolverlo, anzi deve. "Bene, sono andato a Napoli. Ho tenuto la conferenza stampa, detto che verrà completato il termovalorizzatore di Acerra, annunciato il nome della società che porterà l'opera a compimento. E la mattina dopo cos'è accaduto? Che la procura è andata negli uffici di quell'azienda e ha sequestrato tutte le carte. Vi è chiaro? Hanno sequestrato tutto. L'amministratore delegato della società mi ha fatto sapere che volevano rinunciare. è dovuto intervenire Letta per farlo tornare sui suoi passi. Diglielo, Gianni". E "Gianni" ha ammesso di aver dovuto "faticare": "La società voleva mollare, andarsene addirittura all'estero". Ma il racconto legato all'"ennesimo episodio di intromissione della giustizia", serve a celare un'irritazione che si estende alle "direttive da applicare " da parte degli apparati dello Stato, e ai veti, agli scontri, alle faticose mediazioni che sono proprie della politica. Perché non c'è dubbio che "dopo una prima fase di gestione commissariale di Berlusconi, qualcosa è cambiato", lo ammette un fedelissimo del premier come il ministro Gianfranco Rotondi: "Ora Berlusconi deve fare i conti con le regole del gioco, che sono le stesse di sempre". Ed è la vischiosità che frena ogni sua decisione a far infuriare il Cavaliere, lui che durante la campagna elettorale aveva scaricato sull'Udc le colpe per gli errori e i ritardi del precedente governo, ed aveva motivato così la rottura dai centristi: "Non avverrà più". "Ma in politica - spiega Rotondi ci sarà sempre qualcuno che farà la parte di Pier Ferdinando Casini". Ed è nei leghisti che il premier rivede al momento le movenze dei centristi, è in quel suo "ne ho fin qui" che si riassume la fatica degli ultimi passaggi. Perché la legge sulle intercettazioni varata dal governo, non è la stessa che aveva in mente. L'avvocato-deputato Consolo del Pdl, l'ha pubblicamente sottolineato: "Berlusconi sette giorni fa aveva detto cose diverse. Forse avrà dovuto piegarsi alle richieste del Carroccio. Comunque si vede che il suo decisionismo va a corrente alternata". Sarebbe però un errore voler sovrapporre l'immagine del Senatùr a quella di Casini, e lo stesso Francesco Cossiga spiega perché "è un errore": "Tra Berlusconi e Bossi i rapporti sono eccellenti. Fosse per l'Umberto non sorgerebbero certi problemi. Sono invece i colonnelli leghisti a lavorare sotto traccia. Sanno di essere forti e usano la loro forza per centrare gli obiettivi che si sono prefissi. Ma non somigliano ai centristi, bensì a Rifondazione". è da verificare se l'ex capo dello Stato abbia davvero ragione, è certo però che l'intervista a Libero del titolare del Viminale, Roberto Maroni, non è piaciuta al Cavaliere, per il passaggio sul reato di clandestinità "che deve restare", e per quello sulle intercettazioni, dove "ha vinto il buonsenso". "Il gioco al ribasso su certi temi - secondo Cossiga - serve per ottenere di più su altri". Sarà. Certo Berlusconi è stufo di subire il lavorio ai fianchi, che va dalle questioni europee fino a quelle comunali. Ma un conto è la tradizionale posizione dei leghisti sull'Ue, altra cosa è che qualcuno tenti di sfruttare le difficoltà per destabilizzare il Pdl. Perché è stato abile il ministro dell'Interno alla conferenza Stato-Città, dove il sindaco di Milano ha fatto una sfuriata per i tagli: "Voglio capire. Togliete soldi a noi per darli a Roma? Io non sono disposta a pagar pedaggio per chi non è stato efficiente e virtuoso nella gestione". E Maroni: "Hai ragione, Letizia...". Come non sapesse che il premier deve evitare il collasso del Campidoglio, che si è impegnato con Gianfranco Fini su questo. Come non sapesse che Giulio Tremonti cerca risorse, "altrimenti - spiegava giorni fa il ministro Altero Matteoli a un amico - senza finanziamenti per le infrastrutture e lo sviluppo, Silvio si può far benedire ogni giorno dal Papa...". E dire che "Silvio" aveva offerto del suo governo un'immagine diversa all'amico Bush: "è un mix di esperienza e gioventù. Ed è anche pieno di belle donne". Risposta del presidente americano: "Perché non le hai invitate qui a cena? ". Francesco Verderami I colonnelli Tra il premier e Bossi i rapporti sono eccellenti, il problema sono i colonnelli leghisti Le regole Rotondi precisa: il premier "deve fare i conti con le regole del gioco".

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Caserta, la burocrazia blocca i cantieri del centro storico (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: CASERTA - data: 2008-06-14 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Edilizia Gli enti non si adeguano ai pronunciamenti giudiziari Caserta, la burocrazia blocca i cantieri del centro storico Ristrutturazioni ferme da diversi anni In via Battitessa un fabbricato diroccato è diventato da tempo rifugio notturno per extracomunitari CASERTA - La porta di assi di legno bruciata da quando, qualche mese fa, era di moda l'incendio della spazzatura. Una catenella con catenaccio a far da serratura-virtuale. E c'è anche il numero civico: 35. Che non sta a indicare - in via Battitessa, pieno centro cittadino - un palazzo ma il cantiere di un palazzo al futuro che chissà quando sarà al presente. Quella porta sgangherata, comunque, è anche l'ingresso del rifugio di alcuni disperati, un paio di ucraini che nelle notti di freddo hanno per riscaldamento qualche straccio e birra a volontà, ed un paio di extracomunitari di colore che l'altra notte se la sono vista brutta. Pioggia abbondante e le antichissime fogne della antichissima via Tanucci, su cui quel cantiere insiste ad angolo con via Battistessa, sono scoppiate ed hanno tracimato sversando acque nere nello scavo dell'edificio. Chi ha visto l'altra mattina i due disperati, due dei tanti "invisibili" di cui la città pullula, lasciare precipitosamente il rifugio già precario e ora impraticabile, li ha ritenuti miracolati perché stavano per essere trascinati nella buca. Poi sono arrivate le idrovore e i tecnici comunali hanno tentato di sanare le conseguenze di quella esondazione puteolente avvertita dagli abitanti della zona. Quest'edificio di via Battistessa fa il paio con quello che si incunea tra via Maielli e via Ferrante, strade a forcella perpendicolari di via Mazzini. Anche qui un edificio nuovo al posto preesistente - datato tra il '700 e l' '800 - difformità tra autorizzazione edilizia e quel che si andava realizzando, stop ai lavori ripresi da qualche giorno, dopo un paio d'anni in cui tanta fatiscenza in via Mazzini, detta la "Montenapoleone casertana", l'ha fatta da padrona. E così in via Battistessa. Ci si chiede, discutendo al bar in alternativa alla nazionale di calcio: ma, una volta accertata una difformità edilizia, che ci vuole a decretare il ritorno alla legalità? Ci vogliono tempi biblici tra accertamenti, controdeduzioni, ricorsi tra Tar e Consiglio di Stato. Ma non si può proprio evitare il ricorso alla carta bollata, quando basta un metro per misurare e verificare se tutto è aderente al progetto autorizzato e regolarsi di conseguenza? Caserta, la città dove si progetta alla grande e non si fa un tubo nel piccolo. Si discute su cosa non fare nel Macrico (la nostrana Villa Borghese), sui sottopassi e sovrappassi tipo Tokio e poi non si riesce a risolvere una grana che pretende tempi e modi spicci. Per evitare le "incompiute" come al Corso Trieste, via Battistessa, via Mazzini, piazza Correra, piazza Sant'Anna, tutti posti che sembra di stare a Cassino appena bombardata. Franco Tontoli Impacchettato Un fabbricato in via Mazzini cantiere infinito da anni Fabbricati antichi In via Mazzini fermati gli interventi a un palazzo per il quale era prevista la ricostruzione completa.

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Burocrazia lenta, cantieri bloccati (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1PAGINA - data: 2008-06-14 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Caserta Dopo le sentenze di Tar e Consiglio di Stato Burocrazia lenta, cantieri bloccati Nel centro storico di Caserta e nella parte centrale del capoluogo di Terra di Lavoro sono troppi i cantieri edili bloccati da anni. In molti casi si tratta di ristrutturazione di fabbricati sui quali pendeva un ricorso giudiziario. Ma nonostante i pronunciamenti prima del Tar e poi del Consiglio di Stato, le opere sono ancora ferme al palo. Così i cantieri restano fermi per anni, intralciando la riqualificazione del territorio e impendendo, a chi ha speso soldi, di poter rientrare delle spese. La situazione, soprattutto nelle vie storiche della città, è allarmante e necessità di un intervento risolutore. A PAGINA 9 Tontoli.

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Basta parlare del nulla: scegliamo qualche obiettivo (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di BRUNELLO CHERCHI Rifiuti (non solo in Campania), Alitalia (compresa Malpensa), aiuti a chi non arriva alla fine del mese ( quasi 13 milioni di persone), immigrazione ( che vuol dire solidarietà ed accoglienza), sicurezza, reale o avvertita, sono i temi che sembrano meritare la priorità. Riduzione massiccia della spesa pubblica, snellimento e razionalizzazione della burocrazia, recupero della evasione e della elusione per ridurre la pressione fiscale, rilancio della nostra vocazione turistica, lotta alla malavita organizzata, individuazione di nuove fonti energetiche, sembrano i temi che potremmo mettere al secondo posto. Creazione di una giustizia rapida che assicuri veloci ed effettive punizioni in sede penale e il riconoscimento dei diritti in sede civile, una sanità pubblica e privata efficiente ed onesta, una scuola che insegni e formi, moderne infrastrutture senza le quali nulla può funzionare, sembrano obiettivi di terzo livello ( anche se appaiono di primaria importanza). Una crescita culturale che ci affranchi dalla droga, dalla prostituzione, dalla illegittimità quotidiana, dalla prepotenza gratuita di chi non sa come diversamente passare il tempo e che ci induca all'accoglienza dei diversi, sono tutti traguardi che dobbiamo porre ad un gradino ancora successivo, anche se forse il progresso culturale dovrebbe prevalere su tutto. Un maggiore impegno nella ricerca scientifica, la sicurezza del posto di lavoro, un'organizzazione statale più agile e snella che abolisca i suoi privilegi in prima battuta e poi quelli delle varie lobbies, appaiono pure come obiettivi non certo di minor conto e sicuramente non rinunciabili, né procrastinabili. Un elenco sicuramente incompleto di questioni (basti osservare che non ho citato la necessità di ridurre il debito pubblico e l'urgenza di trovare rimedi per controbattere l'attuale gravissima congiuntura economica), ma tale da gettare nel panico qualsiasi onesto governante e che mette in evidenza il vano ed evanescente eloquio che accompagna da sempre il dibattito politico. Ed allora, io, dal mio piccolissimo chiedo che si cessi di parlare del nulla (ponte sullo stretto, intitolazione di strade a Tizio e Caio, Del Molin, copertura dell'Ara Pacis, limite alle intercettazioni, istituzione di un reato nuovo e via dicendo), che si scelga almeno qualcuno dei temi proposti e ci si impegni tutti insieme a percorrere la strada che porta alla sua realizzazione. Con la consapevolezza di due elementi: che lo scopo, che ci si propone, qualsiasi sia la scelta, è difficilissimo da raggiungere e che per una soluzione positiva occorre che tutti noi, e non solo chi ci governa, ci impegniamo a fare ciò che possiamo in ogni campo, dalla educazione dei nostri figli, alla raccolta differenziata, a tener pulite le strade, a non frequentare prostitute, a non far uso di droghe, a risparmiare acqua ed energia, e così via. Basterebbe pensare che facendo mancare clienti alle prostitute, non acquistando droga, smaltendo intelligentemente i rifiuti, faremmo mancare alla mafia l'80% almeno dei suoi introiti e la ridurremmo sul lastrico. Una battaglia incruenta che non abbisogna di eroi, che non fa vittime, ma che conclude vittoriosamente la sua santa guerra. E' davvero ora che ci si impegni tutti in prima persona: discutere ancora di Berlusconi e Veltroni è davvero inutile e stantio. Rimbocchiamoci dunque le maniche e mettiamoci al lavoro con l'aiuto di tutti: famiglia, scuola, chiesa, società. 14/06/2008.

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Pd e Mezzogiorno, D'Alema lancia la grande assemblea (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: XPUBBLICITA - data: 2008-06-14 num: - pag: 5 categoria: XPUBBLICITA Pd e Mezzogiorno, D'Alema lancia la grande assemblea Missione barese per scuotere il partito "Critica e autocritica, solo così vinciamo" L'ex ministro degli Esteri ha parlato della necessità di riunire le classi dirigenti del Sud: "L'opposizione sia caratterizzata da una forte cifra meridionalista" BARI - "C'è un'ondata antimeridionalista nel Paese che si accompagna alla derubricazione della questione meridionale. Il governo considera il Sud una palla al piede. E alcuni segnali vanno pericolosamente in questa direzione, come il definanziamento delle opere pubbliche in grandi regioni meridionali e il taglio del credito di imposta per le imprese ". Occorre, allora, che il profilo dell'opposizione "sia caratterizzato da una forte cifra meridionalista". E' un Massimo D'Alema in gran spolvero quello che ieri si è presentato all'hotel Excelsior, a Bari, per indicare la rotta. Presenti le truppe che da sempre lo seguono: le sue, insieme a lettiani, bindiani, Capano, Carofiglio, assente Quarta fase. Non è una corrente, la sua spiega. Piuttosto il vero luogo di elaborazione della strategia del Pd in costruzione. Il luogo dove si sparigliano le carte. E si riparte dal Sud. Dove, a breve, l'ex ministro degli Esteri intende organizzare "una grande assemblea delle classi dirigenti meridionali per fare critica ed autocritica". Solo così "possiamo affrontare la tornata elettorale del prossimo anno, sotto il fuoco nemico". La sfida si gioca - in casa - ripristinando equità nella distribuzione delle risorse ordinarie già dalla prossima Finanziaria, senza considerare compensativi gli interventi straordinari; e - nel Parlamento europeo - riaprendo il tavolo sulla fiscalità di vantaggio, così da permettere l'applicazione di politiche diverse su scala nazionale laddove dove gli squilibri interni sono più forti. Poi attacca sul federalismo. "Una parola diventata di moda - dice - perchè lo Stato è sembrato più vicino al cittadino". Ma non è così. Anzi, nella riforma costituzionale, le Regioni "devono confermare il ruolo di organi di programmazione e non, secondo l'idea leghista, di Regioni-Stato con moltiplicazioni di burocrazia". D'altra parte, "la questione settentrionale - attacca - non credo che esista. Certo, c'è il problema di una burocrazia più efficiente, di una migliore rete di infrastrutture, ma tutto questo non si configura come una questione settentrionale". Poi, è la volta del Pd. E quello sul palco è un D'Alema che sprona al coraggio delle idee passate e ne cerca di nuove. "Se vincono quelle degli altri e le inseguiamo, appariamo solo un po' più moderati ". No, dunque, al reato di immigrazione, perchè ostruendo i canali legali si alimentano quelli clandestini. Sì al diritto di voto amministrativo agli immigrati, cittadini italiani a tutti gli effetti dopo anni di permanenza. "E' una battaglia culturale di lungo periodo. Altrimenti siamo a Sparta: il lavoro più umile non è più rappresentato in questo Paese". Poi, il progetto del Pd che "non sta nel giustapporre pezzi di ceto politico sulla base del marchio d'origine", nè fare opposizione morbida nei contenuti oltre che nei toni. La collocazione in Europa è da concepire come una sfida identitaria "nessuno può diventare socialista con un diktat". La soluzione, però, è a portata di mano, spiega, e sta nel costruire qualcosa di nuovo. Ed è anche pronto ad illustrarla, ma solo se qualcuno gliela chiederà. Intanto, la Fondazione Italianieuropei e l'associazione culturale sono comunque in campo come centri di produzione di idee e analisi ("cosa assai eversiva") per un rapporto organico con il mondo intellettuale più qualificato. Poi c'è la casa editrice e la rivista, oltre la tv satellitare. "Questa non è una corrente - spiega D'Alema - Formica una volta mi disse: le correnti nascono da grandi ideali e poi diventano organismi sindacali di tutela del ceto politico. Ecco, non vorrei che nel Pd cominciassimo dalla fine". Quindi, a pranzo con il segretario regionale Michele Emiliano per ricordargli il varo di un forte esecutivo. Lorena Saracino Leader L'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema è stato ieri a Bari per parlare alle truppe del Partito democratico.

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Il crollo di Pompei (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: 1CULTURA - data: 2008-06-14 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Il crollo di Pompei Guzzo: gli Scavi bloccati da emergenza e burocrazia di FUANI MARINO Diario di una crisi annuciata. Quella che, dopo un anno di immondizia e di pubblicità negativa internazionale, investe il turismo primaverile nelle aree archeologiche vesuviane. I dati emersi dal bilancio raccontano di una diminuzione delle presenze che tocca il meno 19,1 per cento nel mese di aprile scorso, e la tendenza negativa, anche per i mesi di maggio e giugno, non accennerebbe a cambiare. Primo campanello d'allarme per la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, è il deficit d'incasso conseguente al decremento dei visitatori registrato dall'inizio del 2008 ad oggi. Di fronte a questo dato, viene subito da chiedersi quali strategie adottare per risollevare la situazione, con una programmazione ad hoc che faccia fronte all'emergenza. A rispondere è il soprintendente in carica, l'archeologo Pietro Giovanni Guzzo. Soprintendente, come commenta questo dato negativo? "Si tratta di un'emergenza che purtroppo non sorprende: turisti e visitatori vengono a Pompei non solo per le bellezze archeologiche che racchiude, ma anche sulla base di una serie di considerazioni di carattere generale, relative al contesto". Gli ultimi dati sul turismo fanno registrare un calo del venti per cento \\ Quale strategie adotterà la soprintendenza per risollevare la crisi dell'affluenza turistica ai siti vesuviani? "è proprio questo il punto maggiormente delicato. A oggi, non è stato ancora nominato dal ministero per i beni e le attività culturali il consiglio di amministrazione della soprintendenza. Quest'aspetto rende ancora più problematico affrontare adeguadamente l'emergenza e valutare progetti e strategie, definendo le priorità d'intervento ". Una fase di impasse proprio in questo momento è in effetti fuori luogo. Quali saranno le conseguenze principali? "Dopo il bilancio negativo la soprintendenza dispone di minori fondi. Una serie di progetti varati non potranno essere portati a termine. La mancanza del cda comporta a sua volta l'impossibilità di decidere come utilizzare i fondi che abbiamo a disposizione, quali progetti portare a termine e quali rimandare ". Può farci qualche esempio? "Se erano stati previsti dieci interventi di restauro a monumenti, il ribbasso della disponibilità economica riscontrato oggi ci obbliga a metterne in atto un numero inferiore, ad esempio otto. Senza la convocazione del consiglio non si può scegliere a quali siti indirizzare la manutenzione e di conseguenza le procedure non possono essere avviate". Una soprintendenza ferma, quindi, si potrebbe dire "abbandonata"? "No, questo non è esatto. Al momento la soprintendenza speciale continua comunque a gestire, senza cda, l'''ordinaria amministrazione''. Attualmente, ad esempio, è in corso l'iniziativa che vede l'apertura notturna al pubblico, fino a novembre, degli scavi archeologici di Pompei. Esiste un margine di discrezione in cui una soprintendenza riesce ad operare fuori dall'arbitrio del Consiglio e degli esperti che racchiude, ma quando si verificano delle emergenze, come questa in cui decisamente ci troviamo adesso, non siamo nella posizione di prendere decisioni né adottare strategie autonomamente". Prescindendo per un attimo questa crisi, cosa dice della soprintendenza speciale da poco istituita e poi bloccata? "In questi primi mesi di mandato, a dispetto delle difficoltà riscontrate, il mio bilancio complessivo è più che favorevole. Ci sono l'entusiasmo e la volontà per operare bene. I siti archeologici di Napoli e Pompei conservano grandi potenzialità, molto faremo e molto abbiamo fatto, con i progetti che riguardano il Museo Archeologico Nazionale e i Campi Flegrei, ad esempio. La cosa peggiore è proprio dover interrompere un percorso che era partito bene e che necessita della nomina del consiglio amministrativo di esperti per analizzare la situazione con competenza e per mettere in atto misure valide".

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SE L'ITALIA negli ultimi anni ha fatto molti progressi sul piano degli increm (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di MICHELE DI BRANCO SE L'ITALIA - negli ultimi anni - ha fatto molti progressi sul piano degli incrementi occupazionali (il tasso di disoccupazione, inferiore al 7 per cento, è il migliore degli ultimi 15 anni ), lo si deve soprattutto al contributo delle Pmi. I dati Istat dicono che - prendendo in esame il periodo 2003-2006 - il 60 delle assunzioni totali sono state garantite proprio dalle piccole e medie imprese. E soprattutto da quelle con meno di 20 dipendenti. Il che conferma - in una stagione caratterizzata dalla crisi dell'industria - la vitalità delle piccole realtà aziendali. Capaci di restare motore - anche se frammentato - dell'economia italiana. A questo si deve aggiungere che - mediamente - le Pmi assicurano ai propri dipendenti contratti di lavoro più solidi sul piano delle garanzie. Lo dice il fatto che - nelle Pmi - la forma di contratto prevalente è quello dipendente (il 97 per cento). Ma questo elemento è rafforzato da un altro dato significativo: l'86 per cento del lavoro dipendente in Italia è a tempo indeterminato. E questa quota sale al 90 per cento nelle imprese con meno di 10 dipendenti. Che sono quelle - tra l'altro - che assorbono in maniera più robusta la componente lavoro immigrata. Su 10 stranieri che trovano un lavoro, 8 finiscono in aziende piccole o piccolissime. Insomma, le Pmi sanno offrire occasioni occupazionali. Ma appena si apre il dossier salari, le cose assumono una prospettiva molto meno rosea. Se si prendono in esame i dati Istat, si osserva che negli ultimi 5 anni (periodo 2002-2007) i lavoratori delle Pmi hanno perso lo 0,3 per cento del loro potere d'acquisto. Colpa di un'inflazione programmata più bassa di quella effettiva, di ritardi nei rinnovi contrattuali, della mancata restituzione del fiscal drag e della modesta redistribuzione della produttività. L'insieme di questi fattori è costato 1.210 euro (spalmati su 5 anni) a ciascun lavoratore. E guardando da vicino le retribuzioni si capisce presto perché. Il lavoratore medio delle Pmi ha un salario netto mensile di 866 euro. E solo il 10 per cento supera la soglia dei 1.300 euro netti. Buste paga leggerissime. Soprattutto se confrontate con quanto succede oltre confine. Negli ultimi 10 anni, le retribuzioni medie Ue (dati Istat) sono cresciute del 10 per cento in più rispetto all'Italia. Con punte del 15 per cento se si guarda alle Pmi francesi e britanniche. L'analisi settore per settore, poi, fa emergere spunti interessanti. L'agricoltura - con una crescita del 2,2 per cento negli ultimi 12 mesi - è il comparto meno generoso in fatto di crescita di retribuzioni. Mentre di adeguamenti del 3,9 per cento hanno beneficiato i lavoratori del commercio e del tessile. La "questione salariale" tocca pesantemente i giovani. Il 55 per cento degli under 25 ha un reddito netto inferiore agli 800 euro, i collaboratori occasionali mettono in tasca 768 euro mentre i collaboratori a progetto riescono a spuntare - in media - 900 euro. Tra gli apprendisti la soglia si abbassa fino a quota 660. Questa categoria - che rappresenta il serbatoio delle future generazioni di lavoratori - merita un breve approfondimento. Sono in meno pagati in assoluto: percepiscono il 70 per cento delle retribuzioni degli assunti. Però le statistiche dicono che nell'arco di un anno dall'inizio dell'apprendistato il 72 per cento di quelli che cominciano vengono poi contrattualizzati dalle aziende che li formano. Il che fa pensare che la grande maggioranza delle Pmi ha un reale interesse a investire sui giovani più che privilegiare un facile contenimento dei costi. L'Italia è indietro rispetto al resto d'Europa perché sconta un peso fiscale eccessivo, servizi e burocrazia scadenti, tariffe elevatissime e una produttività mediamente inferiore alle media Ue. Inoltre, c'è la forte incidenza del sommerso. L'Istat fissa il lavoro nero a quota 16 per cento del Pil. Una massa enorme di risorse che sfugge alla contabilità nazionale e deforma le statistiche ufficiali. E che - tra imposte e contribuzione - sottrae alle casse pubbliche circa 100 miliardi di imponibile l'anno.

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L'ACCORDO stipulato dal ministro Tremonti con le banche sul differimento dei mutui stipulati pe (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

R l'acquisto di immobili, le cui rate erano lievitate in misura esponenziale creando enormi disagi per i cittadini, incoraggia anche la Cna che sollecita ufficialmente al mondo del credito un patto per il sostegno e il rilancio competitivo delle imprese. In effetti, si chiede alle banche un'apertura che secondo gli artigiani è mancata finora. "Le banche - dice il presidente nazionale della Cna, Ivan Malavasi - devono diventare partner nello sviluppo delle piccole e medie imprese artigiane, mentre sempre più spesso si sono rivelate una controparte". E' sulla base di tali premesse che la Cna propone al sistema creditizio un "patto per il sostegno e il rilancio competitivo delle imprese", il quale "preveda - spiega Malavasi - lo scambio delle competenze delle banche, quelle tecniche e finanziarie, con le nostre competenze, che sono la conoscenza del sistema territoriale, dei singoli progetti industriali. Apriamo una stagione nuova". Secondo la Confederazione nazionale dell'artigianato, le aziende italiane in questo momento soffrono in modo particolare le eccessive richieste di garanzie, l'inadeguatezza degli istituti di credito nel valutare il reale valore del progetto da finanziare, l'eccessiva burocrazia e la lunghezza dei tempi di risposta. I finanziamenti in essere delle piccole imprese "hanno ormai superato i 10 miliardi di euro. La base degli associati supera le 700 mila unità e il livello delle sofferenze lorde si attesta al di sotto del 2% rispetto ad una media nazionale del settore artigiano che supera il 7%". Di conseguenza, è necessario un "new deal" delle relazioni per lo sviluppo incentrato sulla partnership tra banche, imprese e la Cna. Un obiettivo che può essere raggiunto solo operando in sinergia per "incidere positivamente sulle dinamiche di crescita delle imprese - aggiunge Malavasi - e sostenerle in modo più moderno, innovativo e originale nelle loro esigenze finanziarie e di investimento. L'idea di fondo è che la confederazione può mettere a disposizione del sistema creditizio informazioni qualitative e quantitative in grado di facilitare la valutazione delle imprese nella concessione del credito". Una proposta sostanzialmente accolta già da diversi esponenti del sistema bancario perché "il supporto alle imprese non è un'opzione ma una necessità".

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PIÙ pesi mettiamo a carico del mondo imprenditoriale e più rendiamo difficile la cre (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"PIÙ pesi mettiamo a carico del mondo imprenditoriale e più rendiamo difficile la crescita delle aziende". Tra i "pesi" insostenibili per le Pmi, secondo Massimo Tabacchiera, presidente della Federlazio (3.500 imprese con 70 mila addetti e un fatturato di oltre 10 miliardi di euro l'anno), c'è la difficoltà di accedere al credito bancario. Un nodo questo, insieme alla burocrazia, che frena lo sviluppo. Dice Tabacchiera: "Dal governo Berlusconi ci aspettiamo, oltre a una sensibile riduzione della pressione fiscale, anche una politica per l'accesso al credito che consenta una riduzione dei costi che le Pmi devono sopportare, soprattutto al Centro Sud". E conclude: "Le Pmi chiedono di essere messe nelle migliori condizioni per continuare a produrre ricchezza e occupazione. Ma anche le imprese devono fare la loro parte. Per tale ragione, la Federlazio ha recentemente dato vita ad una nuova associazione nazionale, la "Pmitalia", la cui "mission" è la difesa del mondo delle Pmi, e perciò intende scuotere i vecchi assetti per ricercare equilibri più avanzati e innovativi".

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Polaria, isindacati scrivono al ministro Tagliati al Catullo irinforzi per l'estate (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-14 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La denuncia Il Siulp: "Non potete sperare che tutto vada sempre bene" Polaria, isindacati scrivono al ministro Tagliati al Catullo irinforzi per l'estate Da Roma nessun aggregato. "Ma i controlli aumentano" "Il personale della polizia di frontiera è al limite delle possibilità psico-fisiche per garantire un adeguato livello di sicurezza" VERONA - Giusto tre giorni fa non solo hanno fronteggiato un allarme bomba. Ma in collaborazione con i carabinieri hanno anche beccato, nel giro di un'ora, colui che quel finto allarme aveva lanciato. Finto quanto si vuole, quell'allarme. Ma sufficiente per "testare" - e la speranza è che non si vada oltre - quel sistema antisabotaggio dell'aeroporto Catullo di cui loro sono il ganglio nervoso. Ma giusto dopo ventiquattr'ore quel ganglio, che è rappresentato dagli uomini e dalle donne della polizia di frontiera che operano allo scalo scaligero, si è dimostrato alquanto scoperto. Una patologia cronica, condivisa con tutte le altre realtà della polizia di Stato, ma che si acuisce quando si pensa al lavoro che al Catullo quegli agenti devono fare. Agenti che - e questo è il male - sono pochi. Sono troppo pochi. Assolutamente insufficienti quando poi si arriva a una stagione estiva come quella del Catullo, dove si passa dai 180mila passeggeri della media mensile invernale agli oltre 400mila del mese di gugno. A prendere carta e penna e a scrivere alla direzione centrale dell'immigrazione e della polizia delle frontiere del ministero degli Interni, è stato il segretario provinciale del Siulp, il sindacato unitario lavoratori di polizia, Davide Battisti. Una lettera che la settimana scorsa per la stessa motivazione era stata mandata anche dal segretario provinciale del Sap, il sindacato autonomo di polizia, Nicola Moscardo. Perchè se la Polaria del Catullo soffre dell'asfissia cronica di personale di tutti gli altri settori, quest'anno c'è anche una novità. Per nulla piacevole. Nelle passate stagioni, in vista dell'aumento dei voli e dei passeggeri, ma anche di quel sacrosanto diritto alle ferie di cui pure i poliziotti godono, a Villafranca arrivavano dei rinforzi. Almeno dieci uomini. Cosa che il dirigente della IV zona della polizia di frontiera di Friuli Venezia Giulia e Veneto da cui dipende anche lo scalo scaligero, aveva come ogni anno - chiesto. La risposta che però a differenza del passato è arrivata alla Polaria è che no, che quest'anno di rinforzi non se ne parla. "Il personale - scrive Battisti nella sua lettera - è al limite delle possibilità psico-fisiche nello sforzo di garantire un adeguato livello di sicurezza ". Ma il segretario provinciale del Siulp non si risparmia. "Non potete sperare che vada sempre tutto bene... Ci resta, a margine, una perplessità della quale riteniamo opportuno rendervi partecipi con il seguente quesito. Per quale ragione, negli scorsi anni, con un organico addirittura superiore e con carichi di lavoro inferiori a quelli che si prospettano per i mesi a venire si è sempre garantita l'aggregazione estiva di una decina circa di unità di rinforzo?". In attesa di una risposta romana, gli 84 donne e uomini della Polaria, di cui una cinquantina impegnati nel servizio attivo e trenta a sbrigare burocrazia - suddivisivi in cinque turni - resteranno soli. "Stiamo provando a sbloccare la situazione - spiega Moscardo - . E abbiamo parlato con alcuni politici a Roma. Ma per il momento non si muove nulla". Se il Sap ha adottato una linea di "dialogo ", il Siulp sale sulle barricate. "Nella dolce attesa - scrive Battisti nella lettera inviata al Minsitero degli Interni - se mai avremo la fortuna di assistere ad un lieto evento, vi sia gradito sapere che saremo attenti e scrupolosi al fine di garantire il pieno rispetto di ogni diritto contrattuale dei colleghi. Ed in particolare il diritto di usufruire del periodo minimo di ferie estive". Perchè 400mila persone al mese da controllare, con voli sensibili come quelli diretti e provenienti da Tel Aviv, non è poca cosa. E qualcuno potrebbe aver avuto la malaparata di pensare che i poliziotti del Catullo in ferie ci vadano, ma d'inverno. Per essere sicuro di venir compreso, il segretario provinciale del Siulp ha precisato il concetto: "in altri termini, che nessuno si immagini di dare indicazioni mirate a sospendere e/o negare le ferie per esigenze di servizio, nemmeno per scherzo. Perché a noi, ed ai nostri colleghi, la voglia di scherzare è passata da un pezzo". E così dovrebbe essere per tutti, in tema di sicurezza. Angiola Petronio Controlli Un artificiere della polizia al Catullo. Tre giorni fa la Polaria è intervenuta per l'allarme bomba.

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GUERRA alla burocrazia e all'oppressione fiscale, perché altrimenti non solo si rest (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"GUERRA alla burocrazia e all'oppressione fiscale, perché altrimenti non solo si resta fermi, ma si va inesorabilmente indietro". Parola di Giuseppe Morandini, 49 anni, da novembre 2005 presidente della Piccola Industria di Confindustria. Il sistema delle Pmi italiane è un modello mondiale di efficienza e produttività che però comincia a mostrare segni di stanchezza. Cosa sta succedendo? "Non è il sistema delle piccole e medie imprese che sta dimostrando segnali di stanchezza. Anzi. Si è riorganizzato, ha saputo scommettere su se stesso e orientarsi verso obiettivi come l'internazionalizzazione, l'innovazione e la ricerca, e i numeri stanno lì a dimostrare che ce l'abbiamo fatta, altrimenti saremmo stati cancellati dal mercato. Non a caso, nonostante mille difficoltà abbiamo fatto segnare un export a doppia cifra. I segnali di stanchezza, semmai, arrivano dalla congiuntura internazionale a causa della quale c'è un rallentamento diffuso dell'economia". Intanto l'industria italiana frena. A marzo fatturato e ordini, dopo l'inizio anno al rialzo, precipitano e fanno registrare il peggior calo degli ultimi 4 anni, con una flessione rispettivamente del -4,3% e del -3,7%. "I dati fotografano impietosamente la situazione. Come ha detto anche la presidente Marcegaglia, la malattia di questo nostro Paese è la crescita zero. Una crescita che non solo ci frena, ma ci costa, e non poco: se negli ultimi dieci anni fossimo cresciuti nella media degli altri Paesi europei il nostro Pil sarebbe superiore di 150 miliardi. C'è qualcuno che si domandi cosa avremmo potuto fare con questi 150 miliardi?". Cosa chiedete al Governo Berlusconi? "Piccola Industria non ha mai fatto liste della spesa. Chiediamo solo che ci sia una chiara scelta politica di interventi decisi sulle due leve che possono uccidere il nostro Paese, oppure renderlo straordinariamente attrattivo: fisco e burocrazia". A proposito di burocrazia, quanto costa alle imprese? "Basta un dato. Abbiamo chiesto all'Istat di rilevare il costo di 40 adempimenti amministrativi, riguardanti le normative su privacy, lavoro, previdenza, ambiente, beni culturali, prevenzione incendi. Quaranta delle migliaia cui dobbiamo quotidianamente rispondere. Costo annuale: quasi 17 miliardi di euro. Entro il 2008 di quanto abbattiamo questi 17 miliardi?". Quanto pesa il costo del lavoro? "Più che di solo costo del lavoro, in Italia dobbiamo parlare della differenza tra costo del lavoro e salario netto. Da una ricerca condotta a Mestre si evince che, preso un salario lordo di 2.400 euro, in Italia il netto diventa 1.300. In Spagna è di 1.500 euro, in Gran Bretagna di 1.600, in Irlanda di 1.900. Con l'aggravante che in Italia su quei 1.300 euro netti il lavoratore paga pure una tassazione indiretta - Iva, accise sulla benzina, bolli, etc - che di fatto riduce a 800 euro la quota spendibile. In altre parole, dei 2.400 euro lordi iniziali, 1.600 ritornano nelle casse dello Stato in 30 giorni, il che vuol dire che su 8 ore lavorate due e mezzo sono per il dipendente e la sua famiglia, cinque e mezzo per lo Stato. E parliamo di stipendi di 2.400 euro...". Ora è arrivata la detassazione degli straordinari e dei premi variabili. "Un segnale importante. E' stata una grande battaglia di Piccola Industria, era quello che auspicavamo. Come auspicavamo interventi in campo fiscale diretti alla patrimonializzazione delle Pmi".

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La fame nel mondo, i fatti e le parole (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Ennio Di Francesco La fame nel mondo, i fatti e le parole La fame nel mondo. Ne hanno parlato i delegati dell'assemblea Fao, 44 capi di Stato e rappresentanti di 181 paesi. Discorsi fiume e confronti per giorni tra appassionate disquisizioni e divergenze, sottili distinguo sul riscaldamento globale del pianeta, se inserire il problema "fame" nel protocollo di Kyoto, se e come contrastare la produzione di biocarburanti, su politiche liberali o protezionistiche. Le decisioni si sono impantanate nelle schermaglie procedurali e diplomatiche, giungendo a frasi che dicono senza dire. Rischiare di giungere ad un nulla di fatto? No, occorre giustificare alla fine viaggi e coscienza. Ecco l'applauso liberatorio del Comitato che evita in extremis la votazione ad appello nominale dell'assemblea. Che importa se il problema non è stato realmente affrontato. "Tante parole, nessuna soluzione", boccia il Vaticano. "Il documento è assai deludente" ammette il nostro ministro Frattini. Restano irrisolte le denunce: "Il mondo ha speso 1200 miliardi di dollari in armi. Negli ultimi vent'anni gli aiuti all'agricoltura sono dimezzati e da essa dipende la sopravvivenza del 70 per cento dei poveri che vivono in aree rurali. Vengono sempre più utilizzati miliardi per sottrarre al consumo umano tonnellate di cereali destinati alla produzione di carburante". Le organizzazioni non governative del forum "Terra Preta", i piccoli insomma, denunciano: "I vertici economici e politici si stanno arricchendo con la crisi alimentare. I piani di aggiustamento strutturale della banca mondiale e del fondo monetario internazionale hanno creato le condizioni per ricorrenti crisi alimentari. E' necessario resistere al controllo dell'alimentazione e dell'agricoltura da parte delle multinazionali, combattere le speculazioni finanziarie, evitare la produzione e l'esportazione di biocarburanti, favorire un modello di sviluppo che metta al centro la sovranità alimentare". Hanno torto? Il meeting è finito. Nessuna decisione, ma annuncia il direttore generale, sono stati promessi circa otto miliardi di dollari. La coscienza è salva. Chissà quanti torneranno nelle casse dei ricchi Stati "aiutanti", quanti nelle casse delle multinazionali, quanti si perderanno nelle ganasce della burocrazia, delle oligarchie dei poveri paesi "aiutati". Riflettiamo. Diceva don Primo Mazzolari: "Qualcuno che ha grossi interessi soffia sulle nostre ingenuità e fa diventare ateo e materialista chi alza solo un po' la voce nel dire: Signore dacci oggi il nostro pane quotidiano". I delegati sono tornati a casa. Ma quanto sarà costata quest'assemblea? E nel frattempo quanti affamati sono morti? Si fa presto a dire fame.

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E Walter diventa il "premier ombra" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (14 votes, average: 3.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (111 votes, average: 1.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... Murgo Salvatore: Scusi Sig.moritz,non capisco perchè Uolter debba andare via,lei è convinto che il centro destra... Salvatore Trotta: Ancora una volta appare ciò che sono. Solo bravi a chiacchiare e critiche e niente sostanza.... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails Ultime News La terra trema in Giappone, danni a centrale nucleareSicilia, domani 4 milioni alle urne. A Catania scontro tra due ex di AnIn arrivo Robin-tax e sconto sugli affittiCittà più sicure, in campo anche l'esercitoL'Irlanda boccia il trattato di Lisbona E la casa europea rischia di crollareE l'Europa del calcio ci sbatte (quasi) fuori Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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"Solo con i fucili si ferma la minaccia cinghiali" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso Dopo la morte di un ventenne a Stupinigi Così su La Stampa LE DOPPIETTE I COMUNI IN CAMPO "Solo con i fucili si ferma la minaccia cinghiali" L'allarme dalle montagne: "Aumenti fuori controllo" FRANCESCO FALCONE In Belgio e Francia la stagione di caccia è molto più lunga "Delibere speciali per costringere la Provincia ad agire" BARDONECCHIA Due giorni fa, a Stupinigi, lo scontro tra un'auto e un cinghiale ha causato un morto e un ferito grave: altre giovani vittime che vanno ad allungare il bollettino di guerra dovuto al proliferare incontrollato di cervi, cinghiali e altri animali selvatici nelle vallate piemontesi. "In particolar modo in Alta Val Susa il fenomeno è diventato una vera emergenza - denuncia Mauro Meneguzzi, presidente del Comparto Alpino Torino2 e vicesindaco di Sauze d'Oulx -: le bestie in sovrannumero faranno pure la felicità degli ambientalisti, ma causano danni agli automobilisti, agli agricoltori e al territorio montano che ha una grande valenza turistica". Meneguzzi stila cifre su cifre per argomentare la sua tesi. "Tra Comparto alpino, Parco del Gran Bosco e aziende faunistico venatorie di Salbertrand e Val Clarea abbiamo censito ben 1345 cervi. Davvero troppi per l'Alta Valle", sottolinea. Secondo le analisi del Comparto alpino, non solo le patate di montagna di Sauze d'Oulx, ma anche le preziose vigne del Valsusa doc di Gravere, Giaglione, Exilles e Chiomonte sono messe a rischio ogni notte dagli ungulati: "Tra cinghiali, cervi, caprioli e alcuni volatili, nel 2007, su delega della Regione, il Comprensorio Alpino ha risarcito danni per oltre 50 mila euro - riassume il presidente del Comparto -. E il 2008 andrà pure peggio". Il perché è presto detto. "Gli abituali piani di prelievo non permettono di contrastare la crescita degli animali - prosegue Meneguzzi -: in Francia e Belgio la stagione della caccia è molto lunga; da noi, invece, va solo da fine settembre a metà novembre, e ciò non consente di raggiungere le quote di abbattimenti previsti". Da quest'anno, poi, ci si è messa anche la burocrazia: "Un'assurda delibera regionale stabilisce che in futuro solo le aziende agricole con partita Iva potranno ottenere gli indennizzi per i danni causati dagli ungulati. Ma più del 50 per cento degli agricoltori dell'Alta Valle sono semplici contadini, che oltre a portare avanti un'attività tradizionale faticosa, rischiano ora di non prendere più nemmeno un euro di rimborsi". Per fornire nuove armi ad agricoltori e cacciatori, alleati nella guerra agli ungulati in esubero, nelle stesse ore in cui a Stupinigi si è consumata la tragedia sulla strada, i sindaci dell'Alta Valle si sono riuniti intorno a un tavolo e hanno avviato un'azione di pressing su Regione e Provincia: "Abbiamo concordato che ogni comune adotterà una delibera di Consiglio per sollecitare risposte adeguate all'emergenza - riassume Meneguzzi -: il ritorno agli indennizzi per tutti gli agricoltori, l'estensione del periodo venatorio e l'apertura della caccia in Alta Valle anche ai non tesserati al nostro Comparto Alpino". Ieri La Stampa ha raccontato la tragedia di Stupinigi dove un ragazzo è morto per un incidente con un cinghiale e ha denunciato l'emergenza animali selvatici sia per i campi che per gli incidenti stradali.

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L'aeroporto non spicca il volo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6039 Tortolì. L'atterraggio del primo charter sulla nuova pista era previsto per oggi ma slitta di una settimana L'aeroporto non spicca il volo Tortolì.. L'atterraggio del primo charter sulla nuova pista era previsto per oggi ma slitta di una settimana L'okay dell'Enac non arriva, apertura rinviata --> L'okay dell'Enac non arriva, apertura rinviata Rinviata di una settimana l'apertura dell'aeroporto di Tortolì. Non è arrivato il benestare dell'Enac per la stazione meteo dello scalo. La pista di atterraggio è stata allungata di 250 metri. Salta a data da destinarsi il primo volo della stagione previsto per oggi all'aeroporto di Tortolì. Forse tra una settimana i charter da Roma e Milano potranno battezzare la nuova pista. A far slittare i programmi Gearto il mancato arrivo dell'autorizzazione Enac per la stazione meteo. LA PISTA PUÒ ATTENDERE I voli carichi di turisti per il momento continueranno ad atterrare ad Olbia e Cagliari. Eppure a Tortolì una striscia d'asfalto nuova di zecca corre verso il mare. La Gearto vuole portarci gli A319, recidere dopo anni di tentativi falliti il cordone ombelicale che costringe a supplementi di viaggio in auto i turisti diretti in Ogliastra. L'isola nell'isola vuole il suo aeroporto e ad albergatori ed operatori turistici poco importa davvero se lo scalo sia di Meliorbanca o del Consorzio. Dovranno in ogni caso attendere. La burocrazia costringe a rinviare l'esordio della nuova pista appena completata dopo lavori ultimati a tempo di record. L'amministratore delegato della Gearto Giorgio Ladu è ottimista. "Piccole questioni burocratiche dovrebbero permetterci di completare le procedure. Di queste una riguarda la stazione meteo, quindi dovremo occuparci del raddoppio del massimale assicurativo. Siamo davvero facendo tutto il possibile per concludere alla svelta". Piccole ma fastidiose faccende, che faranno slittare il primo volo si spera solo di sette giorni. Ladu andrà di nuovo a Roma, nei prossimi giorni, per limare alla sede Enac gli ultimi dettagli dell'operazione. In ballo le prenotazioni per la stagione turistica. ASPETTANDO I TURISTI Per il volo inaugurale e quelli che seguiranno l'estate potrebbe essere davvero entrata nel vivo anche per quanto riguarda il meteo. Finora i turisti sono pochi e infreddoliti dalle bizze di un giugno dispettoso. Una lunga coda di primavera che ha scoraggiato i visitatori e messo a dura prova la pazienza degli albergatori. LAVORI ULTIMATI La nuova pista dell'aeroporto è lunga 1500 metri, 250 più di prima. Per costruirla sono serviti quattro mesi di lavori e 3 milioni e 171 mila euro di fondi Cipe. A disposizione dei viaggiatori anche 60 nuovi parcheggi e dodici aree per la sosta degli autobus. I lavori sono stati ultimati nei tempi stabiliti, senza ritardi, in modo che nulla potesse ostacolare la sospirata stagione turista.

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"All'albergo Giardinetto lavori entro l'anno" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

FANO - L'albergo "Il Giardinetto" verrà ristrutturato entro la fine dell'anno. Lo ha comunicato direttamente Federico Cecconi (foto), proprietario dell'immobile all'angolo tra via Filzi e viale Carducci, in risposta al malcontento di alcuni vicini che si erano lamentati del degrado dell'edificio. "Da circa tre anni evidenzia l'operatore - ci stiamo adoperando in continuazione per attivare tutte le procedure necessarie per iniziare i lavori di manutenzione. E' comunque nota la burocrazia che un operatore come me deve seguire per portare avanti un progetto simile; tuttavia, lavorandoci sodo ci siamo riusciti, infatti ora il nostro ambizioso e modernissimo progetto che riporterà "Il giardinetto" ad essere l'accogliente e dignitoso albergo che era un tempo, è attualmente allo studio in commissione edilizia, e sono sicuro che entro la fine di quest'anno riusciremo ad iniziare i lavori. Nel frattempo, però, non abbiamo mai lasciato l'edificio in abbandono, anzi è sempre stato sotto controllo: so perfettamente che qualche volta dei barboni ci sono andati a dormire, anche perché purtroppo non possiamo ingaggiare un'apposita guardia notturna, però tute le volte che è capitato (nell'arco di un anno si conteranno nelle dita di una mano) li abbiamo puntualmente cacciati, rimettendo in sicurezza la struttura murando eventuali porte e finestre sventrate, grazie anche al contributo di alcuni amici che, abitando lì vicino, ci avvisano prontamente di eventuali problemi. Negli ultimi tempi, inoltre, di giorno gli ambienti sono continuamente visitati da ingegneri, periti e tecnici per controlli e rilievi, come ad esempio quelli sull'impatto acustico dovuto alla presenza della ferrovia, per testare il quale proprio 15 giorni fa è stata installata un'avanzata apparecchiatura sul tetto".

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REGGIA, IL BOSCO RIAPRE MA SOLO CON IL BEL TEMPO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Reggia, il bosco riapre ma solo con il bel tempo Restano le limitazioni di accesso alle aiuole interne Vento e pioggia possono provocare altre cadute MAURIZIO CAPOZZO Portici. Potrebbe riaprire già questa mattina il bosco della Reggia, a due settimane dal crollo di un pino che aveva determinato l'inagibilità dell'intero parco. Ma le notizie sullo stato di salute del bosco non sono confortanti. Molte le piante malate ed a rischio crollo, tanto che l'area Agricoltura della Provincia ha chiesto, comunque, di tenere i visitatori fuori dal bosco in caso di vento ed avverse condizioni atmosferiche. Nei giorni scorsi l'assessore provinciale Francesco Borrelli ed i suoi collaboratori avevano lavorato senza sosta, insieme con i tecnici della forestale e della sovrintendenza per rendere nuovamente agibile il parco in vista dell'estate. Ma i sopralluoghi degli esperti hanno messo a nudo una situazione poco confortante. Nel frattempo sarà, comunque, limitato l'accesso ad alcune zone del bosco, in particolare alle aiuole interne, per le quali sono necessarie più approfondite indagini. Ma i problemi emersi sono molteplici. Il corpo forestale ha radiografato 84 esemplari di quercia, evidenziando che bisognava immediatamente procedere all'abbattimento di 12 alberi "irrimediabilmente compromessi ed a rischio di caduta". Intervento, questo, tempestivamente eseguito dalla Provincia. Gli esperti hanno, però, sottolineato la necessità di "estendere le indagini a tutta l'area del parco, poiché le problematiche fitosanitarie e fotostatiche risultano largamente diffuse in tutto il bosco, in maniera tale da poter mettere in sicurezza il bosco inferiore, vista soprattutto la larga fruizione del parco al pubblico". La Provincia, dal canto suo, conferma che dopo gli interventi disposti subito dall'assessore Borrelli sono state eliminate le situazioni di imminente pericolo che avevano imposto la chiusura del bosco e rassicura i visitatori che, allo stato, non c'è alcun pericolo. Allo stesso tempo, però, piazza Matteotti non nasconde i problemi e le difficoltà di risolverli in tempi brevi, "a causa delle limitare risorse economiche disponibili" che non hanno sinora consentito l'espletamento di indagini approfondite sullo stato di salute dell'intero patrimonio arboreo del parco. Soddisfatto per la riapertura del bosco nei tempi promessi l'assessore Francesco Borrelli, che nei giorni scorsi aveva personalmente seguito i sopralluoghi nel parco, dopo le polemiche con l'apparato burocratico di piazza Matteotti al quale imputava di aver assunto la decisione di chiudere il bosco senza consultare ed informare le istituzioni provinciali e locali: "Devo, comunque, ringraziare i dirigenti d'area della Provincia, Errichiello e Miele, che hanno evitato una lunga chiusura dovuta alla burocrazia che, a volte, può provocare veri e propri danni", ha spiegato Borrelli ribadendo che "è stato sufficiente mettere un po' di buona volontà, insieme all'impegno e alla professionalità dei dirigenti dell'amministrazione provinciale, e una soluzione è stata trovata". L'assessore ha poi confermato che "una parte del bosco sarà transennata perché non sono ancora arrivate le autorizzazioni all'abbattimento o al consolidamento di un pino particolarmente grande che potrebbe rappresentare un pericolo". Ma sul futuro del bosco nessuno si pronuncia. La parola torna alla politica, che dovrà, prima di tutto, reperire le risorse finanziarie necessarie ad assicurare la salvaguardia di questo enorme patrimonio storico ed ambientale. Poi sarà necessario pianificare gli interventi successivi per rendere pienamente fruibile e sicura tutta l'area, che rappresenta l'unico polmone verde di tutta la fascia costiera vesuviana.

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<Arte e imprese, rapporto da far crescere> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Arte e imprese, rapporto da far crescere" Fischer Italia festeggia i 20 anni di collaborazione con i Musei: un esempio di collaborazione tra pubblico e privato Il mecenatismo culturale come filosofia aziendale. Gli esempi non si sprecano, neppure nel panorama dell'industrialissimo Nordest, opulento ma talvolta scarsamente sensibile alla conservazione dell'arte e delle testimonianze del passato. Tra le eccezioni Fischer Italia - di casa madre tedesca, però - che con la mostra di disegni di Giuseppe Jappelli, poliedrico architetto-ingegnere-idraulico sentito molto vicino al concetto di multidisciplinarietà dell'azienda, festeggia i vent'anni di collaborazione con i Musei Civici agli Eremitani, e più in generale con le istituzioni cittadine.L'impresa, nota a tutti come leader europeo nel settore dei sistemi di fissaggio, poco propensa a mettersi in primo piano, ha stretto negli anni una collaborazione rara, stretta e continuativa, tra privato e pubblico, contribuendo come sponsor e spesso come vero e proprio partner al restauro di un consistente e talvolta sconosciuto patrimonio civico. Scrive Klaus Fischer, titolare e amministratore delegato del Gruppo tedesco, in occasione della mostra di Jappelli, che il recupero di tali ricchezze è "importante non solo perchè Padova in questo ambito ha sorprendenti tesori da offrire, ma anche perchè si può avere un vero progresso solo se riusciamo a conoscere e preservare il patrimonio del passato".Un modello da imitare? "Per carità, non vogliamo insegnare niente a nessuno - dice Steffen Zgel, direttore generale di Fischer Italia dal 1998 - In Germania è naturale che le imprese si affianchino alle istituzioni e alla ricerca. In Italia, e anche nel Nordest, c'è grande prodigalità da parte dei privati, molti gli imprenditori impegnati in tanti campi, soprattutto il sociale. Ma è una partecipazione spesso esercitata in prima persona, più di rado come marchio industriale. Credo invece che questa dovrebbe diventare una vera "moda" per l'azienda. Sarebbe auspicabile una maggiore amicizia tra l'arte e le imprese".Il rapporto con i Musei Civici è iniziato nel 1988, quando Paolo Morassutti - allora socio al cinquanta per cento del fondatore del Gruppo tedesco, il geniale ex fabbro Artur Fischer - decise di celebrare i primi 25 anni della sede italiana del Gruppo tedesco, con uffici e stabilimenti in corso Stati Uniti. Per l'occasione furono censiti e pubblicati i 543 dipinti della Quadreria Emo Capodilista, poi presentati per la prima volta al pubblico. Da allora Fischer Italia non si è più fermata. "La scelta iniziale di Morassutti - spiega ancora Zgel - era dettata dal desiderio di radicare l'azienda nel territorio che la ospita e creare uno scambio proficuo, valorizzandone i beni culturali. Su questa strada abbiamo proseguito. L'intento non era e non è pubblicitario: pensiamo semplicemente che la finalità economico-commerciale non debba escludere un'etica sociale". Anche dopo la cessione dell'intero capitale alla famiglia Fischer e il passaggio del testimone a Klaus Fischer, figlio di Artur, le cose non sono cambiate. D'altronde Artur Fischer, oggi ultraottantenne, appassionato pittore, fin dalla fondazione della sua "creatura", nel 1948, ha investito in Germania nella formazione e nell'inserimento lavorativo dei giovani (partendo dai bambini, con il famoso gioco di costruzioni Fischertecnik). A Padova, l'azienda ha puntato soprattutto sulla cultura, senza trascurare lo sport (Meeting di Atletica, Maratona di Sant'Antonio) e iniziative più legate alla qualità del costruire (Premio internazionale "Barbara Cappochin").Zgel, in particolare, si è appassionato alla bellezza e alla maestosità del Palazzo della Ragione. Con 80 mila euro, nel 2003, l'azienda ha interamente finanziato il restauro del cavallo ligneo e lo scorso anno, in partnership con la Fondazione Cassa di Risparmio, ha contribuito a realizzare il sistema di visita multimediale. Due interventi nei quali sono state messe in gioco anche le competenze tecniche aziendali, all'interno di gruppi di studio. "Le cifre necessarie per aiutare le istituzioni alle prese con la scarsità dei fondi e con la burocrazia non sono enormi- conclude Zgel - Certo, in Italia una politica di agevolazioni fiscali per chi investe nella cultura darebbe forse una maggiore spinta all'iniziativa privata".Maria Grazia Bocci.

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Gardina chiede meno burocrazia e oneri sulla sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

UNINDUSTRIA Gardina chiede meno burocrazia e oneri sulla sicurezza Sta traghettando l'Unindustria che gli ha lasciato Antonio Costato verso il rinnovo dei vertici dirigenziali.Ma Roberto Gardina, leader degli industriali polesani, ha anche un altro compito non meno impegnativo: fare in modo che la fusione con l'Api maturata ad aprile, atto conclusivo della politica di allargamento voluta da Costato per l'associazione di via Casalini, si trasformi in un vero plusvalore per la categoria del secondario polesano.Presentando le linee guida su cui si muoverà Unindustria nei prossimi mesi, il presidente vicario ha tracciato un bilancio in chiaroscuro dell'economia polesana, sul quale non mancano i motivi di ottimismo, ma per il quale le imprese stanno pagando un prezzo troppo alto in termini di peso burocratico e oneri sulla sicurezza.

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<La priorità è ridurre la burocrazia> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"La priorità è ridurre la burocrazia" Il presidente vicario di Unindustria mette a fuoco gli obiettivi della gestione post-Costato Ha il compito di accompagnare l'Unindustria del dopo-Costato verso una nuova leadership per la quale il percorso si è già aperto e dovrebbe concludersi probabilmente verso la fine dell'anno con l'individuazione del nuovo presidente e della sua squadra di dirigenti da parte dell'assemblea dei soci.Per il presidente vicario Roberto Gardina l'eredità che gli lascia Antonio Costato, assurto alla vicepresidenza nazionale della Confindustria di Emma Marcegaglia, poggia su quattro punti cardine già marcati dal titolare dell'industria molitoria veneta: logistica, energia, infrastrutture e turismo. Ha però un indubbio fardello in più. Gardina deve gestire, sgombrando il campo da ogni difficoltà, l'aggregazione con Api, l'associaziona delle piccole e medie imprese che si è fusa con Confindustria. "Agevolare questo processo - ha esordito ieri il presidente Gardina - porta con sé almeno due problemi: le due strutture vanno integrate sommandone le professionalità. E vanno aggregate le componenti dei soci sul piano delle rappresentanze, delle relazioni e quant'altro. Sottolineo che a tutt'oggi nessun segnale di difficoltà è emerso. Noi ci muoveremo senz'altro da un lato con un'azione di marketing rivolta a nuovi soci, dall'altro con incontri in ciascun mandamento illustrando i servizi che siamo in grado di fornire sia per l'assistenza alle imprese, sia per consolidare il sistema di fare lobby tra associati. La nostra attività è sempre stata improntata alla concretezza del contributo di idee e proposte verso l'economia locale. Avere più soci vorrà dire avere più idee e questo aumenterà l'efficacia della difesa degli interessi della categoria".Quali le priorità verso cui vi orientate? "Va combattuta innanzitutto la piaga della burocrazia. Meno ce n'è, più aumenta la produttività. Anche in tema di sicurezza sul lavoro, l'approccio che c'è stato finora non è corretto. Si tende a scaricarne l'onere sulle imprese. È un metodo sbagliato".Gardina, affiancato dal collaboratore Renzo Moro, ha confermato che il tasso di imprese socie continua a essere positivo. La nascita di Confapi non sembrerebbe aver intaccato il processo di fusione con Api.L'economia polesana è sulla soglia di una decisiva espansione. Ce la può fare? "Dovrebbe essere il tessuto delle piccole imprese ad avere ulteriori possibilità di consolidarsi. Contiamo di far arrivare in Polesine diverse realtà da fuori che qui troveranno aree a basso costo, forza lavoro e risorse. Del resto a un'ora di strada ci sono aereoporti e università, l'infrastrutturazione viaria è invidiabile lo sarà ancora più con la Nogara-mare, la Valdastico, il nuovo ponte sull'Adige. Le aree industriali sono molteplici e solo da gestire integrando industrailizzazione e opportunità turistiche. Deve però cessare subito la litigiosità tra politica e istituzioni. una mentalità troppo provinciale".Sul fronte energia Unindustria ha confermato il sì al carbone e anche al nucleare, ma non a Porto Tolle. "Lo sforzo di innovazione di cui siamo promotori nel fotovoltaico con le convenzioni con Enel e banche per pacchetti chiavi in mano alle aziende è una buona strada", ha spiegato Moro. "Ricerca e innovazione investiranno anche i settori della filiera della pesca e della giostra - ha aggiunto Gardina che ha stigmatizzato il tentativo di far circuitare il ristoro di Edison al Delta per il rigassificatore attraverso mani pubbliche. "Troppi rischi. Gli sprechi sono dietro l'angolo".Franco Pavan.

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L'Ugl: <Attenti ai candidati che promettono assunzioni> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Ugl: "Attenti ai candidati che promettono assunzioni" Da ieri sono sospesi i lavori nel cantiere per la messa in sicurezza della strada statale 115, in contrada Piana Scunchipani. La Sigenco, l'impresa che fa parte di un'Ati, ha comunicato il licenziamento di 19 operai a causa "del perdurare di molteplici problemi e varie situazioni ostative che ancora oggi impedisco no il regolare prosieguo ed il completamento delle opere". Una comunicazione per certi versi attesa, annunciata da una serie di difficoltà che sono cominciate alcuni mesi fa e che fanno riferimento alla mancata approvazione di una variante al progetto, indispensabile per completare le opere. Il progetto di messa in sicurezza della 115 risale al 1978, ma i lavori sono cominciati solo tre anni fa dopo un lungo iter per la individuazione dei canali di finanziamento. Nel corso del lungo periodo di attesa, l'Anas autorizzò la realizzazione lungo la strada interessata di una stazione di servizio e la collocazione di alcune condotte di servizi a rete. Queste opere oggi bloccano la prosecuzione dei lavori. Ieri sono intervenuti i sindacati edili e da oggi c'è mobilitazione per chiarire ogni aspetto di una vicenda che presenta aspetti indefiniti, come le autorizzazioni alla realizzazione di servizi nella stessa area dove erano previste opere edili. "Ci sono 19 lavoratori licenziati - dice Raimondo Brucculeri - una variante di cui si parla da tempo e mai approvata, vogliamo chiarezza ed ho chiesto al sindaco di convocare una riunione per fare il punto della situazione. Non è accettabile - aggiunge il sindacalista - che i lavori di un'importante opera pubblica si interrompano per le inefficienza della burocrazia e degli enti appaltanti". La riunione è stata convocata per venerdì 20 giugno 2008 alle ore 10. Sono stati invitati vertici dell'Anas di Palermo, l'impresa Sigenco di Catania, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, il presidente del Consiglio comunale Fabrizio Di Paola, l'assessore ai Lavori pubblici Bivona e i dirigenti del Comune. L'incontro fa seguito alla conferenza di servizi del 26 maggio. "In quell'occasione ricorda il sindaco Turturici non erano stati paventati rischi di licenziamento. Oggi si apprende, invece, che l'impresa sarebbe intenzionata a rescindere il rapporto di lavoro con le 19 unità occupate nel cantiere per ostacoli che, secondo la ditta, sarebbero legate a problemi di cantiere e alla necessità di una variante per il completamento delle opere. Per trovare le soluzioni idonee, scongiurare i licenziamenti e consentire all'impresa di ultimare l'opera, ho ritenuto opportuno e urgente convocare l'incontro su richiesta dei sindacati" Giuseppe Recca.

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Missione a Roma per le caserme concordato l'iter burocratico (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

PALMANOVA Donato e Di Piazza: quegli uffici vanno tenuti sotto pressione Missione a Roma per le caserme concordato l'iter burocratico Palmanova(Ma.mz.)Nella giungla degli uffici romani la missione dei due assessori Antonio Di Piazza e Francesco Donato ha consentito di fare un altro piccolo passo avanti nell'intricata vicenda delle sdemanializzazioni. Intanto è stato portato a casa il non trascurabile benestare per il trasferimento definitivo al comune della caserma Ederle per la quale è già iniziato il piano di frazionamento ma rimangono in piedi delle divergenze sugli spazi da assegnare al Centro ippico militare che gli interlocutori capitolini hanno definito come "mera burocrazia". I due emissari palmarini hanno avuto contatti con il generale Resce del ministero Difesa, già comandante della Julia a Udine, il quale ha indicato (e presentato) loro lo staff guidato dal generale Antonio Caporotundo che si occupa del comparto "dismissioni immobili". Se la Ederle in pratica è già un bene acquisito, ben più complessa è l'acquisizione della caserma Montezemolo. Su quel sito gravano interessi del ministero Difesa, del Demanio civile e del ministero Interni. Nel dettaglio, il primo ha ancora in uso la struttura benchè sia stata lasciata libera dal comando della brigata "Pozzuolo" una decina di anni fa. Il secondo è il vero proprietario dell'area. Il terzo infine è interessato per trasferirvi la caserma dei carabinieri. Ma al di là delle varie competenze, il vero nocciolo della questione è che nessuno vuol dar via un simile complesso senza un ritorno economico. La stessa legge finanziaria - come ha spiegato Di Piazza - prevede che dalla cessione di queste aree si debbano ricavare soldi da reinvestire negli ambiti che l'esercito ancora occupa e che nella fattispecie palmarina sarebbe la caserma Durli dove alloggia il "4° Genova Cavalleria". I due assessori si sono lasciati col generale Resce dopo aver concordato un sistema operativo che assicuri la continuità nell'iter burocratico della questione e una puntuale notifica al comune di Palmanova dei suoi sviluppi. Per Donato la strada da percorrere è la seguente: inserire nel piano regolatore quali attività possono essere realizzate nell'ex caserma. Elaborare un piano particolareggiato che proponga la viabilità da ripristinare sull'area, le opere di urbanizzazione e la caserma dei carabinieri. Trovare poi un impresario che si accolli l'intervento. Di Piazza e Donato hanno comunque convenuto che gli organismi della capitale devono essere sollecitati in continuazione pena la sepoltura degli atti sotto un mare di altre carte.

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Sangalli: <Misure strutturali per lo sviluppo> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

CONFCOMMERCIO Sangalli: "Misure strutturali per lo sviluppo" "Misure strutturali per rilanciare la crescita". Le chiederà il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, dalla tribuna della ventunesima assemblea generale, giovedì prossimo, a Silvio Berlusconi e ai 7 ministri che saranno presenti.L'inflazione è ai massimi dal 1996: dipende solo dalla congiuntura internazionale?"Il ritorno dell'inflazione a livelli che non si riscontravano dal 1996 continua ad essere guidato dall'energia e dalle materie prime alimentari, quindi non si può certo parlare di una patologia italiana. Se a monte aumentano materie prime e petrolio, non si possono accusare i commercianti, ultimo anello della catena, se i prezzi salgono. Siamo di fronte a un'inflazione importata e questo è un fenomeno comune a tutti i paesi europei".Sulla spesa quotidiana l'effetto è più sensibile. In Italia come vanno affrontati i problemi della razionalizzazione della rete distributiva?"Guardi, è indubbio che si debba prestare particolare attenzione all'efficientamento della filiera, ma anche rendendola più corta è difficile sfuggire agli effetti del caro-petrolio. Purtroppo il nostro Paese ha perso treni importanti non sviluppando trasporti, come le autostrade del mare, alternativi a quelli su gomma. E, per quanto ci riguarda, la distribuzione commerciale ha dimostrato un comportamento responsabile e trasparente nei confronti dei consumatori come risultato concreto della reale concorrenza che c'è in questo settore che, ricordo, è l'unico veramente liberalizzato sin dal 1998 con il decreto Bersani".Quindi, secondo lei, dov'è che si deve intervenire?"Certamente di fronte all'impennata dei prezzi del petrolio occorre agire sia sulla leva del prelievo fiscale, che sul versante strutturale come la diversificazione del mix energetico attuando anche i necessari investimenti infrastrutturali. In fretta".Che misure chiederà al presidente Berlusconi per contrastare il crollo dei consumi?"Di fronte ad una domanda interna che non dà nessun segnale di ripresa, e che anzi per la prima volta registra un segno "meno" anche per il comparto dei servizi come rilevato dall'Indicatore Consumi Confcommercio, servono misure strutturali in grado di rilanciare la crescita del nostro Paese. E due sono le priorità da affrontare nell'arco della legislatura: riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro con l'obiettivo di ridurre di almeno cinque punti l'aliquota media Irpef; taglio della spesa pubblica di un punto di Pil all'anno per i prossimi cinque anni. Ma accanto a questo occorre anche portare a compimento le liberalizzazioni e snellire la burocrazia".Servono provvedimenti come il taglio dell'Ici e la detassazione degli straordinari o sono pannicelli caldi?"Vanno nella giusta direzione perché aiutano il reddito e sostengono il merito e la produttività".Andrea Bianchi.

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Sul lastrico 30 lavoratoriPriolo (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Rischia di chiudere la Sircarb, entrata in crisi dopo un'indagine della GdF Priolo. Sircarb, 30 impiegati e le loro famiglie sono sul lastrico. La Uilcem, con Emanuele Sorrentino, chiede l'intervento della politica locale e regionale per sbloccare una vicenda partita da un fatto giudiziario. "Un'altra azienda aretusea - esordisce Sorrentino - rischia di chiudere i battenti. Gli operai, da tre mesi sull'orlo del licenziamento, appartengono a una realtà che produce carboni attivi utilizzando biomasse di varia natura e recuperando biomasse di scarto carbonio, che generano energia elettrica che alimenta l'impianto stesso: il prodotto di questa attività viene poi venduto all'Enel, costituendo una ulteriore fonte di profitto. La Sircarb - rileva il segretario Uilcem - è stata costituita cinque anni fa anche grazie all'intervento di contributi pubblici: stiamo parlando di una fabbrica nuova, produttiva e dotata di tecnologie all'avanguardia. E non basta: essa è perfettamente inserita nei mercati internazionali, la sua principale produzione è venduta in Francia. La crisi dell'azienda sfocia da un'inchiesta della Guardia di finanza, che per presunte irregolarità, ha determinato il blocco di finanziamenti pubblici già in arrivo e la conseguente fuga delle banche". I risultati: crisi di liquidità, blocco degli stipendi e 30 lavoratori sul lastrico. "Oggi - riferisce - l'inchiesta è stata conclusa e le responsabilità, come accertato dalla Procura, pare non ci siano, ma i fondi, 800 milioni di euro, non arrivano: chiediamo una accelerazione della erogazione; allo stesso tempo auspichiamo un intervento della politica per by-passare la burocrazia, perchè al nord, di certo, tutto questo non sarebbe accaduto". Roberto Rubino.

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DALLA PRIMA PAGINA (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ma DonadoniÈ il santo più miracoloso in circolazione, quello delle missioni impossibili, che ha più pellegrini e più ex voto. Al Santo di Padova arrivano numeri che Padre Pio se li sogna. C'è voluto un impegno straordinario e lo si è visto quando Buffon ha respinto il rigore a Mutu: mano, gamba, piede, tutto. Senza un aiuto dal cielo non ci sarebbe riuscito.Quello che manca, per ora, è un santo protettore degli arbitri: dopo il clamoroso gol concesso agli olandesi, ieri è stata annullata una rete regolarissima a Toni e dato ai romeni un rigore più generoso delle curve della Ferilli il giorno dello scudetto della Roma. Se Blatter lo diceva prima, la federcalcio risparmiava i soldi della spedizione.Ma tutto insieme, il sacro e il profano, non è servito a far vincere l'Italia contro la Romania. La Nazionale ha giocato meglio, ma non abbastanza. È stata più convincente rispetto all'esordio, ha creato azioni da gol, ha mostrato carattere e un po' di personalità. Ma vincere richiede altre doti e alla Romania per spaventarci basta fare diga davanti alla propria area e impedire agli altri di giocare. Gli errori e la poca fortuna fanno il resto.Eppure Donadoni ce l'aveva messa tutta: cinque novità con Del Piero capitano. E c'era il motivo di uno scontro i Romeni che da noi da qualche tempo non godono di buona reputazione. C'è chi non li vuole più neppure vedere, chi si limita a dire che sono immigrati non proprio esemplari, chi li confonde con i rom, chi pensa che tanto sono tutti zingari e con un gol ce li leviamo dal pallone. A proposito, pare che Andrea Pirlo abbia origini sinti: può continuare a stare nel Milan o lo venderanno per la sicurezza della Padania?L'arbitro sembra Maurizio Crozza che fa l'imitazione di Cosmi senza barbetta caprina, solo che Cosmi non avrebbe annullato il gol a Toni. Gli azzurri cantano "Fratelli d'Italia" e uno pensa che conoscono finalmente le parole a memoria, invece scopri che fanno karaoke: leggono le parole direttamente sul megaschermo. Quando arriva a "Siam pronti alla morte" qualcuno prova a mettere le mani in tasca.Dovrebbero fare il karaoke anche per i telecronisti e i commentatori della Rai, ci risparmierebbero banalità e luoghi comuni. Forse prima della partita imparano a memoria almeno venti frasi fatte e se non le ripetono tutte vanno in crisi. In particolare tengono a farci sapere che loro sono in confidenza con i giocatori, che possono chiamarli per nome. I duetti tra Civoli e Bagni sono esilaranti. Almeno quanto la visione di quegli spettatori che appena si accorgono di essere inquadrati dalle telecamere si disinteressano della partita e incominciano a saltare come pazzi. Per loro è come se avessero partecipato a una puntata del "Grande Fratello".In campo va come va, meglio che contro l'Olanda, ma senza Buffon sarebbe già pronto l'aereo del ritorno. Forse qualcuno ha pensato che fosse come nella pubblicità del grattaevinci: gli altri in undici, gli azzurri in centodieci. Ma grattando Del Piero e Cassano non si vince quanto occorre. Quando entra Quaglierella la coppia di telecronisti dimostra di aver capito tutto della politica italiana: "Quagliarella è il solo che partendo dal centrosinistra può fare male...". Fosse stato così, Veltroni lo avrebbe già fatto giocare al centro dell'attacco. E, infatti, i romeni fanno blocco al centrodestra e dal centrosinistra non arriva un pallone buono.Si doveva vincere, ci si accontenta del pareggio. Donadoni ha mostrato un'altra volta il suo limite: non sa leggere la partita nel momento delicato. Se qualcosa fa impazzire lo schema, si agita senza accorgersi che è nelle sabbie mobili. C'è il centrocampo stanco, un Camoranesi che ha dato troppo, lui toglie Del Piero.Comunque vada a finire, questa Nazionale ha chiuso un ciclo. I mondiali del titolo sono ormai lontani, gli Europei non portano bene all'Italia che sbaglia quasi sempre. Una volta li ha vinti per fortuna (una monetina e una doppia finale), un'altra volta li ha perso per sfortuna (il golden gol). Adesso c'è arrivata con giocatori svuotati e anche con supponenza, come se bastasse essere stati campioni del mondo per reclamare l'inchino degli avversari e il bacio dell'anello. Anzi, più si è presuntuosi e più gli altri si ammazzano per non dartela vinta.Era già difficile, è diventato impossibile. È vero, lo stellone italiano da qualche parte del cielo è sempre appeso. Talvolta basta soltanto allungare il braccio per acchiapparlo. Ma accidenti! il calendario non ci dà una mano: prima venerdì 13, adesso martedi 17. Come diceva Peppino De Filippo facendo le corna: "Non è vero, ma ci credo".Edoardo PittalisTra legalitàD'altra parte essa si fonda sulla semplice constatazione che potrebbe capitare a chiunque di trovare la propria vita privata esposta al pubblico.Da questa condivisione deve poi nascere, affinché non ci si riduca ad una sterile enunciazione di principio, l'espressione di un forte dissenso sociale e deontologico, prima ancora che giudiziario.Così, non può considerarsi lecito o giustificabile l'atteggiamento di chi va alla ricerca più di pettegolezzi tratti da intercettazioni prive di rilevanza giudiziaria che di notizie dotate dei requisiti dell'interesse pubblico alla emersione di fatti illeciti.Sono in tanti, tra chi fa informazione, ad essere scrupolosi ed attenti a questa fondamentale esigenza di distinguere, ma esiste anche una minoranza di essi, disposti a tutto pur di acquisire un presunto scoop. È chiaro che il problema della pubblicazione indebita di intercettazioni si risolverà solo quando la grande maggioranza di chi fa informazione in modo corretto dimostrerà la propria dissociazione da quello sparuto manipolo che danneggia l'immagine dell'intero mondo dell'informazione. Solo questa forma di sanzione sociale rappresenterà il vero humus per far efficacemente partire ed approdare i doverosi procedimenti e le connesse sanzioni disciplinari e penali.A maggior ragione, non può considerarsi giustificabile o tacitamente consentito il ben più grave comportamento di chi fornisce quelle notizie coperte dal segreto investigativo.È dato di comune esperienza che spesso vengano additati come fonte di rivelazione gli avvocati. Affinché questo dato non sia distorto o, peggio, usato come diversivo, occorre però fare dei distinguo.Sono noti i casi in cui la diffusione della notizia non poteva provenire dai difensori, per il semplice fatto che si trattava di atti e documenti ancora non depositati e quindi ignoti anche al difensore. È altresì noto che per molti avvocati il segreto professionale rappresenta un vincolo sacro e così forte che a volte non si conosce neppure il nome dei loro assistiti, ancorché si tratti di personaggi famosi.Esistono, però, alcuni avvocati per i quali la tentazione della pubblicità sul proprio nome travalica ogni dovere professionale, sfociando nella continua ricerca di occasioni di contatto con la visibilità esterna, anche a costo di svelare notizie coperte da segreto istruttorio.Anche in questo caso il problema si risolverà alla radice solo quando la maggioranza degli avvocati rispettosi delle regole dimostrerà la propria dissociazione da quella ridotta minoranza, la cui scorrettezza si riverbera negativamente ed ingiustamente nell'intera categoria. Solo a queste condizioni i procedimenti disciplinari e penali potranno essere efficacemente istruiti e le conseguenti sanzioni effettivamente applicate.È infine dato anch'esso di comune esperienza che una certa parte delle rivelazioni provengono dagli stessi pubblici ufficiali che hanno acquisito quelle notizie e che di esse dovrebbero essere i più gelosi custodi, vigilando pure sui soggetti che collaborano alle operazioni di intercettazione.Anche con riferimento a questo aspetto del problema occorre molta chiarezza ed obiettività.La grande maggioranza dei magistrati considera il segreto delle indagini veramente inviolabile e quindi struttura i propri uffici, anche con una costante vigilanza sui collaboratori, in modo tale da renderli effettivamente blindati rispetto al pericolo di una fuga di notizia. Non si può negare, però, che esiste un ristretto numero di magistrati che abituandosi a considerare normale una continuità di rapporti con la stampa, tende poi ad allentare la rete di controlli sui propri uffici ed a considerare quasi inevitabile la fuga di notizie segrete.Anche in questo caso, il problema verrà risolto alla radice solo quando la maggioranza silenziosa (che è anche, spesso, quella più operosa) dimostrerà, con i fatti e non con le parole, la dissociazione da quella minoranza così poco attenta al rispetto delle regole, che rischia di minare la fiducia del cittadino nel sistema giudiziario.Quali sono i fatti che ci si attende?La risposta è semplice e proviene da una fonte autorevole e certamente non sospettabile di scarso rispetto per la magistratura. Ha scritto ieri l'on. Violante che "il vero scandalo delle intercettazioni è nella impunità per la violazione del segreto", puntando il dito sullo scarso impulso che viene dato dalle Procure alle indagini sui casi di fughe di notizie da fonti ufficiali.Occorre dismettere, aggiungo, l'atteggiamento di passiva rassegnazione alla asserita impossibilità di trovare un colpevole, che può apparire - anche se non è - una forma di copertura. Occorre rispettare nella sostanza la regola dell'obbligatorietà dell'esercizio dell'azione penale, anche quando l'applicazione di essa crea disagio. Se questo disagio può essere superato affidando ad altra sede giudiziaria, come pure suggerisce l'on. Violante, la competenza per l'accertamento del reato di violazione del segreto istruttorio, ben venga anche questa riforma.Il problema principale è e rimane, del resto, quello del rispetto delle regole, che coinvolge tutte le categorie professionali ed anche tutti i comuni cittadini, poiché la tutela di una sfera di libertà inviolabile riguarda tutti noi e deve essere presidiata da tutti noi.Paola SeverinoL'IrlandaDi questi, tre milioni avevano diritto al voto, ma, a quanto risulta dai dati non definitivi, soltanto il 40 per cento di essi hanno preso parte alla consultazione. Si scende così a meno di un milione e mezzo di voti. Questi, a loro volta, si sono divisi in due parti non molto diseguali.Senza disporre di un dato ufficiale è dunque possibile dire che 7/800.000 irlandesi abbiano determinato, almeno sul piano teorico, il destino dell'Unione: una comunità di circa 500 milioni di abitanti e 27 Stati. Fra tutti questi, solo l'Irlanda aveva deciso di far approvare il trattato di Lisbona mediante referendum. Gli altri, memori dello scacco francese del 2005, ratificano il trattato in sede parlamentare e già 19 di essi hanno completato tale iter.La sproporzione fra la dimensione del dissenso, il peso dell'Irlanda in Europa e le conseguenze di un voto che provoca il tracollo di tutta la struttura pensata a Lisbona, dato che per la ratifica del trattato è necessaria l'unanimità dei consensi, non possono non far riflettere. È evidente che il voto irlandese ha in primo luogo motivazioni interne. L'Irlanda, entrata nella Comunità economica europea nel gennaio 1973, era allora uno degli Stati più poveri e arretrati d'Europa. Dopo le prime difficoltà, essa divenne, grazie all'integrazione, una stella splendente, per usare un'affermazione dell'Economist, nel firmamento dei Paesi in rapido sviluppo. Fino al 2004 l'Irlanda ha vissuto una sorta di miracolo economico quasi ininterrotto, che ha trasformato il Paese, ne ha modificato le strutture e le abitudini, la qualità della vita. Dopo di allora ha avuto inizio una fase di crisi non dissimile, negli ultimi mesi, da quella vissuta da tutto il mondo occidentale. I disagi della vita quotidiana, messi a confronto con la necessità di ratificare un trattato lungo 287 pagine, incomprensibile ai più se non per il fatto che esso stringe ancora più strettamente i vincoli al continente e alle scelte dei suoi maggiori Paesi; la nostalgia rispetto a un passato bucolico; l'irritazione verso la burocrazia di Bruxelles; il timore che un rafforzamento dell'Unione con una politica estera comune possa violare la tradizionale neutralità irlandese, tutti questi motivi, messi insieme, possono spiegare il voto. Non ne giustificano le conseguenze.La bocciatura irlandese, e il serpeggiante nazionalismo che affiora ovunque in Europa, mostrano, ancora una volta, che il cammino da compiere verso la nascita di un sentimento europeo condiviso è ancora lungo. Ma sarebbe fatale che l'incidente di percorso frenasse tutto il convoglio. Gli altri 26 Paesi dell'Unione dovranno riflettere sulla portata e la dimensione del voto irlandese e forse potranno condividere, proprio ora, alla vigilia dell'assunzione del turno di presidenza da parte della Francia, il parere del ministro francese per gli affari europei, il quale ha auspicato la continuazione del processo di ratifica da parte degli altri Paesi, in vista della ricerca di qualche formula giuridica grazie alla quale l'Irlanda non resti estranea alla struttura europea e possa, in futuro, ritornare sulle sue decisioni.Ben più importante è tuttavia il lavoro nei confronti dell'opinione pubblica europea in generale. È inutile negare che, al di là delle formule di rito, l'entusiasmo europeista non sia rimasto intatto. Un certo fastidio verso le istituzioni europee e i loro farraginosi meccanismi porta a guardare all'Unione europea non più come a un grande ideale politico ma come a un obiettivo pratico e organizzativo, forse privo di anima, se non quella del comune interesse a attutire con lunghe discussioni i dissensi esistenti. Su questo piano è invece opportuno operare, non per riesumare sogni massimalisti che la realtà contraddice, ma perché si comprenda che, in un sistema internazionale fatto di grandi unità politiche, un'Europa divisa avrebbe poco o nessun peso. Non si tratta più di pensare alle opportunità pacifistiche dell'integrazione ma anche al fatto che la ricerca e il raggiungimento di una identità europea, cioè di qualcosa che deve essere gradualmente costruito per mettere a valore un'eredità secolare, recuperi il valore fondante degli inizi, come un ideale che non solo parla di pace ma anche di prosperità, progresso e presenza politica nel mondo. L'Europa non può perdere, per un così paradossale incidente, le occasioni storiche che la attendono.Ennio Di Nolfo.

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Scarpe&Scarpe, tutto da rifare (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 14-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

[FIRMA]ANDREA CHATRIAN AOSTA Si ricomincia. Altro giro, altra corsa. La pratica di Scarpe&Scarpe, il colosso delle calzature che vorrebbe aprire un nuovo punto vendita a Quart (unendone due) deve ripartire dalla Conferenza dei servizi. Per la terza volta. Lo ha deciso il Tar accogliendo il ricorso presentato dalla Regione. Ultimo capitolo di una guerriglia legale cominciata nel 2005. Tre anni di un vertiginoso avvitarsi di burocrazia. L'Amministrazione regionale ha ottenuto dai giudici la bocciatura del provvedimento con cui il Comune di Quart (il 18 dicembre) accordava all'azienda l'autorizzazione ad aprire un nuovo e più grande negozio. La giunta del paese aveva dato il via libera senza convocare la Conferenza dei servizi dopo che proprio il Tar, con la sentenza 44 del 2007, aveva sbriciolato il "no" (il secondo) della Regione. "Non sussistono - scrissero le toghe - elementi ostativi alla realizzazione della grande struttura per concentrazione". Secondo Comune e azienda (forti di due pareri legali) a quel punto non era più necessario che la Conferenza si riunisse per discutere, una terza volta, la questione. La Regione, però, si mette di traverso. Ancora. Denuncia al Tar "violazione di legge, incompetenza ed eccesso di potere per difetto di istruttoria, mancanza di presupposti e manifesta illogicità". Si deve ripartire dall'assemblea perché, secondo il ricorso, la decisione dei giudici ha riportato le cose alla data della domanda fatta dalla ditta (13 luglio 2005). Il Tribunale è stato dello stesso avviso. Ora, il bivio. Tutto dipende da quello che la Regione dirà alla prossima riunione. Se optasse per il "sì", l'ok all'azienda arriverebbe nel giro di pochissimi mesi. Il problema è legato a un eventuale "niet" (dovrà avere comunque motivazioni diverse rispetto a quello disintegrato dal Tribunale), che aggroviglierebbe ancora la matassa. "Dipende da quale coniglio - dice l'avvocato di Scarpe&Scarpe, Piercarlo Carnelli - tireranno fuori dal cilindro".

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Dalla (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima pagina dalla Provate ad andare a vedere i quadri nella scuola superiore frequentata da vostro figlio, piuttosto che da vostro nipote o dall'amico dell'amico e vi accorgerete che, salvo rare eccezioni, gli studenti in stato di "sospensione di giudizio" (così la burocrazia etichetta chi avrà l'estate rovinata dai corsi di recupero e dal relativo esame di verifica) si aggirano tra il 20 e il 30%. L'anno scorso gli "ammessi con debito" alla classe successiva erano il 41%. Vuol dire che gli "asini" si sono dimezzati o che gli studenti sono stati colti da un attacco di "secchionite"? Improbabile. Qualcuno contesterà che per il 2007 si parla di risultati definitivi, mentre quelli odierni sono delle proiezioni. Ma non occorre essere Renato Mannheimer per prevedere che non verranno smentite come alle elezioni americane. Basta fare due chiacchiere in amicizia, e anonimato, con qualche insegnante. "Corsi di recupero? Io non ne farò", mi diceva il papà di un amico di mio figlio alla festa dell'ultimo giorno di scuola. Una certezza che non derivava da capacità divinatorie, essendo gli scrutini agli inizi, bensì dal tacito accordo preso con i colleghi di "tirare su" chi ha due insufficienze non gravi. "Interessante - gli ho risposto con appena un pizzico di ironia - ritorna il sei politico". E lui ha annuito, senza scomporsi più di tanto. Per chi lavora dentro la scuola, o la segue da esterno, è difficile scandalizzarsi per quel mezzo voto "regalato", conoscendo le difficoltà con sui si devono confrontare ogni giorno gli insegnanti e i loro alunni. Già, chi glielo fa fare, a un professore, di rovinare l'estate a un ragazzo al quale, se va bene, potrà al massimo assicurare un ripasso di 15 ore, sempre ammesso che il preside trovi i soldi per pagarlo? E per di più, se fai il duro e rimandi il malcapitato alunno, a fine agosto rischi di trovarti con un ricorso al Tar tra capo e collo, qualora l'insufficienza fosse confermata dall'esamino. Perché non è difficile immaginare che le famiglie faticheranno a digerire un figlio bocciato a pochi giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico, dopo le vacanze sacrificate e i soldi spesi per "rinforzarlo" con qualche lezione privata. Oggi, davanti ai quadri con i risultati finali, desta meno scandalo anche il preside di Perugia che, alla fine del primo quadrimestre, redarguì con una circolare i suoi docenti, accusandoli di essere stati di manica stretta per "spartirsi la torta" dei corsi di recupero, quando il ministero prometteva 50 euro all'ora. "Vedrete - disse - che in realtà saranno solo briciole". Ma il vero bilancio si potrà fare solo quando i beneficiari del sei politico arriveranno all'università: si rischia che continuino a scambiare i plebei con i playboy, come è accaduto a qualche esame di Giurisprudenza. Pietro Berra 14/06/2008.

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Berlusconi e il Carroccio torna la <sindrome dell'imbrigliato> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sette giorni Berlusconi e il Carroccio torna la "sindrome dell'imbrigliato" Il caso di Napoli e "gli intralci al mio tentativo di governare" Siccome raccontare è anche un modo di condividere il proprio stato d'animo, dagli ultimi racconti del premier emerge un senso di cupezza. È come se il Cavaliere si rendesse conto che il suo decisionismo si è impigliato. Proprio così. Silvio Berlusconi sembra essersi impigliato nelle maglie della burocrazia, negli atti della magistratura, nelle manovre politiche degli alleati, in special modo della Lega. Perciò racconta, come a volersi sfogare. E non è un caso se ieri ha raccontato un episodio che - a suo avviso - è la testimonianza degli "intralci al mio tentativo di governare". Il problema dei rifiuti in Campania vuole risolverlo, anzi deve. "Bene, sono andato a Napoli. Ho tenuto la conferenza stampa, detto che verrà completato il termovalorizzatore di Acerra, annunciato il nome della società che porterà l'opera a compimento. E la mattina dopo cos'è accaduto? Che la procura è andata negli uffici di quell'azienda e ha sequestrato tutte le carte. Vi è chiaro? Hanno sequestrato tutto. L'amministratore delegato della società mi ha fatto sapere che volevano rinunciare. È dovuto intervenire Letta per farlo tornare sui suoi passi. Diglielo, Gianni". E "Gianni" ha ammesso di aver dovuto "faticare": "La società voleva mollare, andarsene addirittura all'estero". Ma il racconto legato all'"ennesimo episodio di intromissione della giustizia", serve a celare un'irritazione che si estende alle "direttive da applicare " da parte degli apparati dello Stato, e ai veti, agli scontri, alle faticose mediazioni che sono proprie della politica. Perché non c'è dubbio che "dopo una prima fase di gestione commissariale di Berlusconi, qualcosa è cambiato", lo ammette un fedelissimo del premier come il ministro Gianfranco Rotondi: "Ora Berlusconi deve fare i conti con le regole del gioco, che sono le stesse di sempre". Ed è la vischiosità che frena ogni sua decisione a far infuriare il Cavaliere, lui che durante la campagna elettorale aveva scaricato sull'Udc le colpe per gli errori e i ritardi del precedente governo, ed aveva motivato così la rottura dai centristi: "Non avverrà più". "Ma in politica - spiega Rotondi - ci sarà sempre qualcuno che farà la parte di Pier Ferdinando Casini". Ed è nei leghisti che il premier rivede al momento le movenze dei centristi, è in quel suo "ne ho fin qui" che si riassume la fatica degli ultimi passaggi. Perché la legge sulle intercettazioni varata dal governo, non è la stessa che aveva in mente. L'avvocato-deputato Consolo del Pdl, l'ha pubblicamente sottolineato: "Berlusconi sette giorni fa aveva detto cose diverse. Forse avrà dovuto piegarsi alle richieste del Carroccio. Comunque si vede che il suo decisionismo va a corrente alternata". Sarebbe però un errore voler sovrapporre l'immagine del Senatùr a quella di Casini, e lo stesso Francesco Cossiga spiega perché "è un errore": "Tra Berlusconi e Bossi i rapporti sono eccellenti. Fosse per l'Umberto non sorgerebbero certi problemi. Sono invece i colonnelli leghisti a lavorare sotto traccia. Sanno di essere forti e usano la loro forza per centrare gli obiettivi che si sono prefissi. Ma non somigliano ai centristi, bensì a Rifondazione". È da verificare se l'ex capo dello Stato abbia davvero ragione, è certo però che l'intervista a Libero del titolare del Viminale, Roberto Maroni, non è piaciuta al Cavaliere, per il passaggio sul reato di clandestinità "che deve restare", e per quello sulle intercettazioni, dove "ha vinto il buonsenso". "Il gioco al ribasso su certi temi secondo Cossiga serve per ottenere di più su altri". Sarà. Certo Berlusconi è stufo di subire il lavorio ai fianchi, che va dalle questioni europee fino a quelle comunali. Ma un conto è la tradizionale posizione dei leghisti sull'Ue, altra cosa è che qualcuno tenti di sfruttare le difficoltà per destabilizzare il Pdl. Perché è stato abile il ministro dell'Interno alla conferenza Stato-Città, dove il sindaco di Milano ha fatto una sfuriata per i tagli: "Voglio capire. Togliete soldi a noi per darli a Roma? Io non sono disposta a pagar pedaggio per chi non è stato efficiente e virtuoso nella gestione". E Maroni: "Hai ragione, Letizia...". Come non sapesse che il premier deve evitare il collasso del Campidoglio, che si è impegnato con Gianfranco Fini su questo. Come non sapesse che Giulio Tremonti cerca risorse, "altrimenti - spiegava giorni fa il ministro Altero Matteoli a un amico - senza finanziamenti per le infrastrutture e lo sviluppo, Silvio si può far benedire ogni giorno dal Papa...". E dire che "Silvio" aveva offerto del suo governo un'immagine diversa all'amico Bush: "È un mix di esperienza e gioventù. Ed è anche pieno di belle donne". Risposta del presidente americano: "Perché non le hai invitate qui a cena? ". Francesco Verderami stampa |.

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Edilizia in crisi: aumentano le ditte nelle gare d'appalto Prezzi anche troppo bassi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'appello di Ezio De Pra: "Controllare i lavori" Edilizia in crisi: aumentano le ditte nelle gare d'appalto "Prezzi anche troppo bassi" BELLUNO. Imprese edilizie in crisi in provincia di Belluno. A dimostrarlo sono le gare di appalto che negli ultimi tempi vedono il concorrere di un numero sempre più elevato di imprese costruttrici, segno che c'è carenza di lavoro e di commesse. Ma quello che fa ancora più riflettere sulla difficoltà nel reperire committenze, è il prezzo che viene proposto: sempre più con una percentuale di ribasso che rasenta anche la sicurezza stessa della qualità dell'intervento. "Non essendoci lavoro, le imprese sono in cerca di spazi e lo fanno abbattendo i prezzi che diventano anche troppo bassi", dice il presidente degli edili di Assindustria, Ezio De Pra. "E qui, in situazioni come queste, entra in gioco la serietà della direzione lavori che dovrà verificare la correttezza dei lavori, dei materiali e dell'esecuzione". De Pra denuncia anche un aumento della litigiosità tra le imprese pronte a tutto per accapparrarsi una commessa. Ma perchè questa crisi del settore che interessa tutta l'Italia? "Sono calati i finanziamenti pubblici, e gli unici enti che hanno ancora qualche disponibilità, come il Bim o Veneto Strade, qui nel nostro teritorio, sono gli unici che possono indire le gare di appalto. La crisi", continua De Pra, "non è di oggi, ma è iniziata un paio di anni fa, tanto che gli interventi che si vedono in esecuzione in questi mesi sono stati appaltati 2-3 anni fa". Il presidente degli edili di Assindustria, punta il dito anche contro la troppa burocrazia che limita l'attività delle imprese. "E questo perchè anche i tempi delle gare e della consegna lavori, a causa della burocrazia sono troppo lunghi". Che la contrazione del settore ci sia, lo dimostra il fatto che negli ultimi sei mesi hanno chiuso 5-6 aziende edili in provincia di Belluno. "Temo che questo trend continuerà almeno per tutto l'anno in corso", anticipa il presidente degli edili, "ma mi auguro che dal 2009 le cose possano cambiare perchè altrimenti è la rovina". Ma se il mercato edilizio è bloccato in Italia, sono oggi i paesi dell'Est Europa a vivere il boom economico. "Alcune nostre imprese sono andate all'estero per cercare di accapparrarsi grandi commesse, però ci vuole oltre che coraggio, anche buoni fondi alle spalle altrimenti si rischia di uscirne triturati". (p.d.a.).

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Poca trasparenza sull'acquisto (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Poca trasparenza sull'acquisto" Minoranza polemica sull'operazione del terreno a Cadelverzo L'assessore Verocai ribatte: "Era scritto anche sul notiziario" CORTINA. L'acquisto, da parte del Comune, del terreno a Cadelverzo di sopra per creare case per i residenti non ha trovato il pieno plauso da parte dei consiglieri di minoranza del gruppo di "Cortina Dolomiti". L'amministrazione, tramite trattativa privata, ha infatti acquistato un terreno da una famiglia di residenti per 449 mila euro. L'area è verde e ora si cambierà destinazione rendendola residenziale ai fini dell'edilizia pubblica, cioè per creare una trentina di appartamenti che verrano dati in affitto ai residenti. Il fine, ossia quello di offrire nuove abitazioni per i residenti, non è stato contestato dall'opposizione, tuttavia sono state molte le perplessità che dalle file della minoranza i consiglieri hanno fatto emergere in merito al metodo utilizzato per l'acquisto del terreno. "Sono tanti i residenti che possiedono dei terreni vincolati ad essere parti o pascoli", ha dichiarato infatti Roberto Gaspari nel corso dell'ultimo consiglio comunale, "e che magari avrebbero tutta l'intenzione di venderlo. In molti però non erano a conoscenza del fatto che il Comune volesse acquistare terreni. Se ci fosse stato un bando pubblico la gente sarebbe stata opportunamente informata e magari avrebbero partecipato anche in molti, inoltre anche il prezzo avrebbe potuto avere dei ribassi". Idea che ha fatto sorridere l'assessore all'edilizia e all'urbanistica, Stefano Verocai. "Se per una volta si può evitare di perdere tempo con la burocrazia", ha replicato infatti Verocai, "e agire senza un bando mi sembra una buona cosa e voler fare un bando quando non serve mi sembra invece un bel passo indietro. Noi abbiamo pubblicizzato la nostra idea di voler acquistare terreni da destinare ad abitazioni per residente in svariati modi e credo che chiunque lo sappia. Già durante la campagna elettorale l'avevamo detto. Poi abbiamo diffuso la notizia tramite la stampa locale e lo abbiamo scritto sul nostro notiziario che viene recapitato in tutte le case dei cortinesi". "Inoltre", ha sottolineato Verocai, "non è stato il privato a fare l'offerta in denaro, ma è stato il nostro ufficio tecnico e ha agito a tutto vantaggio del Comune e quindi dei cittadini. In Comune erano arrivate tre offerte, ma due le abbiamo dovute scartare. Una perché si trattava di un terreno ad alto rischio idrogeologico, sul quale quindi non potevamo costruire case, e l'altra non era in zona verde, quindi costava molto di più". Il gruppo di Cortina dolomiti non è comunque rimasto soddisfatto. "I bilanci si fanno al consuntivo", ha detto Gianpietro Ghedina, "per noi resta l'idea che la procedura adotta non sia stata delle più trasparenti. Credo che nessuna amministrazione sia mai andata ad acquistare in terreno in trattativa privata tramite articoli sui giornali o dichiarazioni sui giornalini". Per il gruppo capitanato da Andrea Franceschi il problema comunque non sussiste. "Abbiamo scelto il terreno con un criterio", ha ribadito il sindaco, "dettato dal fattore economico, dall'urbanizzazione della zona che già c'è a da altri fattori. Se arriveranno in Comune altre proposte le analizzeremo. Questo è solo il primo passo e il primo terreno comprato. Magari con 30 appartamenti sistemassimo il problema casa a Cortina. Ne serviranno di certo altri e quindi altre aree sui quali edificarli". (a.s.).

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Consulenze necessarie, basta demagogia (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente del Consorzio: Comuni sempre più poveri di personale ma pieni di burocrazia "Consulenze necessarie, basta demagogia" Anderle: non sono sinonimo di clientele e inefficenza, il ministro si è fatto pubblicità "L'importante è che gli incarichi esterni siano trasparenti" TRENTO. Consulenza non significa in automatico clientelismo e inefficienza. Anzi, è lo strumento per evitare la paralisi, visto che i Comuni sono sempre più poveri di personale ma sommersi di burocrazia. Il presidente del Consorzio dei Comuni Renzo Anderle mette in guardia: "Attenti alla demagogia". L'elenco delle consulenze pubblicate on line gli sembra "una buona campagna autopromozionale del nuovo ministro": "Non è così che si migliora l'efficienza. Piuttosto è stato un errore abolire l'Ici, la leva fiscale più forte in mano ai Comuni, uno strumento di responsabilità". Presidente Anderle, che idea si è fatto della scelta di pubblicare le consulenze su internet? Credo che dal punto di vista della trasparenza abbiamo poco da imparare da Roma, perché abbiamo un apparato di controllo consolidato e diffuso. I Comuni, almeno quelli di una certa dimensione, hanno ormai il loro sito internet dove pubblicano le delibere e gli atti dei dirigenti. E questo non perché ce l'ha detto il ministro. Nel mio Comune, Pergine, da qualche anno si pubblicano tutti gli atti, dalla consulenza al più piccolo acquisto. Nell'elenco pubblicato figurano solo 52 dei 223 Comuni trentini. Difficile pensare che tre quarti non abbiano affidato neanche un incarico... Mi dicono che sono dati abbastanza disomogenei. Penso che una parte dei Comuni effettivamente non abbia dato consulenze. Bisogna poi capire di cosa stiamo parlando: a volte la consulenza finisce sotto altri capitoli, per esempio la progettazione se a questa segue l'investimento. D'accordo con Dellai, dunque? Una perdita di tempo e energie? Mi sembra una buona campagna autopromozionale all'insegna della visibilità da parte del ministro nuovo arrivato. Se si vuole costruire qualcosa la strada è comunque in salita per tutti, non ha bisogno della platealità. Tra questi milioni di euro spesi in consulenze ci sarà qualcosa che si può sfrondare... L'eccesso a incarichi esterni non è la spia di una cattiva organizzazione? Io dico attenti a non fare demagogia. Pare che consulenza uguale clientelismo, inefficienza dell'amministrazione. Non è così. Da un lato i cittadini chiedono interventi sul territorio, strade, marciapiedi, asili, e la Provincia fortunatamente è in grado di finanziare molte opere con una massa notevole di risorse. Sull'altro fronte ci ritroviamo Comuni sempre più impoveriti rispetto al personale, perché non si può assumere e perché la spesa è sottoposta al patto di stabilità. Le consulenze sono la via d'uscita? Delle due l'una: o si rallenta, e non credo sia la risposta, oppure si accetta di coinvolgere anche il settore privato, progettisti, professionisti. Enti locali un po' imprenditori, insomma. Non mi scandalizza che vengano attribuiti incarichi esterni, purché ciò avvenga nella massima trasparenza, nel rispetto delle regole, attivando concorsi quando si supera un certo importo. Questa è una garanzia anche sull'uso delle risorse. Se qualcuno sbaglia, lo si punisca. Al di là delle consulenze, il rapporto del governo Berlusconi con i Comuni è stato fin qui contrassegnato dall'abolizione dell'Ici. Cosa ne pensa? Quello che mi lascia perplesso è l'atteggiamento un po' da caccia alle streghe. L'Ici è uno strumento forte in mano ai Comuni, di responsabilità. La voce di entrata più consistente, mi preoccupa che si vada a toccare questa leva. Si comincia con la prima casa, si va a finire dove? Oggi lo stato garantisce la copertura, tra due anni chissà. Questo non va bene. Il problema va affrontato in modo strutturale, non con interventi spot.

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In 170 di corsa, sino al mitico Faudo (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ATLETICA LEGGERA PARTENZA STAMANE ALLE 9 DI FRONTE AL COMUNE, ARRIVO A QUOTA 1149 Marciatrice di Albisola prima tra le Promesse In 170 di corsa, sino al mitico Faudo Il record da battere è del keniano Paul Kipkemeikogo registrato nel 2006 Federica Ferraro campionessa [FIRMA]LUCA AMORETTI IMPERIA "Nel cuore degli imperiesi sarà sempre la Maratona, anche se la burocrazia ha voluto trasformare il nome. La Corsa al Monte Faudo fa parte del patrimonio della città e il fatto di essere arrivati alla 40ª edizione ne è la conferma". Il sindaco di Impera, Luigi Sappa, presenta così l'ennesimo appuntamento con la gara podistica più amata dagli imperiesi, in programma stamane con partenza alle 9 da viale Matteotti, proprio davanti al portone del Palazzo comunale. Sappa non nasconde il suo personale apprezzamento per la manifestazione, che seguirà con l'inseparabile bicicletta: "La Corsa al Monte Faudo è per Imperia il via alla stagione estiva, anche quando, come in questi giorni, il clima è instabile. Il rischio-maltempo, alla fine, è però un motivo d'emozione in più, che può determinare vittorie impreviste o clamorosi scivoloni. Anche questo è il fascino del Faudo, una corsa unica per caratteristiche e percorso". Il tracciato sarà quello tradizionale, 24 km e 900 metri, dal livello del mare a quota 1149. Al via ci saranno oltre 170 atleti, pronti a darsi battaglia su un primo tratto tipicamente da "maratona", da Imperia fino a Dolcedo, caratterizzato da piccoli strappi, e frazioni pianeggianti. Poi la gara entrerà nel vivo, trasformandosi in vera a prorpia corsa per gli specialisti della montagna quando si affronterà la salita che porta a Santa Brigida. Da sempre, le rampe di Bellissimi costituiscono la prima importante selezione per i candidati al successo che comunque dovranno poi ancora faticare, lungo lo sterrato che porta alla vetta, sfidando, spesso con le ultime energie, le massacranti pendenze della salita dei Frati e dell'ultimo strappo prima del traguardo. Aggiunge Roberto Fontana, presidente della Maurina Olio Carli che organizza la manifestazione: "Confidiamo in condizioni meteo clementi, perchè il maltempo potrebbe rovinare il lavoro di preparazione svolto in questi mesi e penalizzare quegli atleti che possono puntare a risultati importanti". Il presidente non lo dice, ma il suo sogno è che venga nuovamente limato il record della manifestazione, fissato nel 2006 dal keniano Paul Kipkemeikogo in 1h29'21''. L'ipotesi di un nuovo primato è invece sottolineata da Luciano Acquarone, direttore di corsa e alfiere dell'atletica imperiese: "Le premesse per tempi di grande valore ci sono tutte. non fa caldo e soprattutto tra i partecipanti ci sono atleti di grandissimo valore, in forma e molto motivati". Il programma della 40ª Corsa al Monte Faudo prevede il ritrovo dei partecipanti alle 7,45, con partenza alle 9. Dopo l'arrivo in vetta, gli atleti saranno trasferiti a S. Brigida dove l'organizzazione offrirà il pranzo al sacco. Federica Ferraro non finisce più di stupire. La marciatrice dell'Universale Alba Docilia si è infatti laureata a Torino campionessa italiana Promesse. L'atleta albisolese, che ha indossato la nuova maglia dell'Aeronautica Militare, si è imposta con autorevolezza nella competizione sui cinque chilometri chiudendo con il primato personale di 23'24"20. Le avversarie non sono mai state in gara considerato che Federica è partita in maniera decisa creando subito il vuoto. Poi negli ultimi due chilometri, cercando anche di realizzare un ottimo tempo, l'albisolese ha ulteriormente accelerato l'andatura. Con questa splendida vittoria la Ferraro ha ottenuto un duplice importante risultato ottenendo, come primo obiettivo, la convocazione nella nazionale assoluta per la coppa del mondo. Secondo obiettivo centrato è stato quello di vincere tutti i titoli italiani di categoria programmati per questa intensa stagione. Prossimo appuntamento sono i campionati Assoluti in programma a Cagliari a fine agosto.\.

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Calderoli: "trattato da stracciare è ora di andare tutti al referendum" - paolo berizzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La lettura Il ministro per la Semplificazione (Lega): "Quello di Lisbona ormai non vale più" Calderoli: "Trattato da stracciare è ora di andare tutti al referendum" Non so in Italia quanti se lo siano letto. Io sì, chiunque lo faccia diventa riccio anche se pelato PAOLO BERIZZI DAL NOSTRO INVIATO BERGAMO - "Sono stato io a comunicare al consiglio dei ministri che l'Irlanda aveva fatto questa bella sorpresa". Mentre a Milano la Lega festeggiava con le bandiere del paese degli elfi e fiumi di birra Guinness, il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli se la rideva nella sua villa sulle colline di Bergamo. "Anche Bossi è molto goduto. Alla faccia dell'Europa dei burocrati", dice. "Il trattato di Lisbona non vale più. Chi l'ha messo giù ha stabilito che ci voleva l'unanimità: e l'unanimità, grazie a quella grande nazione che è l'Irlanda, non c'è. Ergo?". Ministro, ma Barroso, Merkel e Sarkozy dicono che si va avanti lo stesso con le ratifiche. "Contraddicono il referendum di Maastricht e la logica stessa del trattato. Non so come siano le loro costituzioni. Di certo, rispetto alla nostra Carta, le loro affermazioni dopo il voto di Dublino sono anticostituzionali". E' proprio convinto che il trattato è morto e che non entrerà in vigore? "Allora, è molto semplice: Lisbona prevedeva il sì di tutti i 27 stati membri. Se ce n'è anche uno solo che si oppone, anche un minuscolo Stato con 100 abitanti bisogna pensare a qualcos'altro". Per esempio a cosa? "Un nuovo contratto. Un'idea nuova di Europa, un'Europa che non sia fatta, com'è stato finora, dai burocrati. E' assurdo che ci sia un organismo dove a decidere non sono gli eletti ma i nominati. E' chiaramente antidemocratico. Così com'è, l'Unione europea è solo una macchina gestita dalla burocrazia. E in più, essendo sempre in ritardo di una legislatura, non rappresenta nemmeno la maggioranza del governo, a prescindere da quale sia. Che roba è un organismo dove tu non sei rappresentato e che però decide per te?". E secondo lei è per questo che gli irlandesi hanno votato contro? "Ogni volta che a scegliere è il popolo e non i palazzi arrivano le bocciature. All'inizio tutti avevano votato sì, pensavano che l'Unione europea sarebbe stata una cosa buona per tutti, che avrebbe portato sviluppo. E invece non è stato così. A vedere il rapporto tra Pil e debito pubblico, l'entrata in Europa ha portato esiti disastrosi per la nostra economia. Prima della moneta unica il debito era stato diminuito, poi è di nuovo cresciuto". E però nel '98 eravate state voi a chiedere che a entrare nell'area dell'euro fosse solo la Padania... "Certo, perché allora c'erano parametri, dettati da Maastricht, perfettamente in linea con questa area geografica e, viceversa, non con il resto del Paese. La teoria era quella dell'Europa delle regioni. Oggi i parametri sono radicalmente cambiati. Si pensa che la Lega sia contraria all'Europa a prescindere. Non è così. Noi diciamo solo che è irragionevole eleggere una struttura che dovrebbe essere un'espressione democratica e invece non decide niente". Come si esce da questa situazione? "Se la gente dice che non si riconosce più in questo modello d'Europa, bisogna cambiare. Un tempo si facevano le guerre per difendere la sovranità di un popolo. Oggi per fortuna ci sono altri mezzi. Ogni Stato europeo deve fare come si è fatto in Irlanda: un referendum in cui i cittadini dicono la loro. Ma non più sul trattato di Lisbona, che verrebbe bocciato. Piuttosto su un altro contratto, che abbia come obiettivo il benessere dei cittadini degli Stati membri. Io me lo sono letto il trattato: sono qualcosa come 450 articoli, ci vuole un ingegnere nucleare per districarsi in mezzo a tutte quelle carte. Non so in Italia in quanti lo abbiano letto, ma chiunque lo faccia diventa riccio anche se è pelato". Dice Prodi: basta coi veti. Chi non ci sta esca dalla Ue. "Sorrido. Prima di scegliere se uscire o no dall'Europa bisogna crearla. E poi scusi, la possibilità di uscire è prevista dal Trattato, ma se non viene approvato chi non ci sta non può nemmeno uscire". L'entusiasmo della Lega ha messo in imbarazzo il Governo, che ora sembra diviso. Che succederà adesso? "Non vedo grandi preoccupazioni negli altri, né nel centrodestra né nel centrosinistra. Mi sembra che questo sia un tema che sta a cuore solo alla Lega. Sento in giro applausi un po' stanchi alla favoletta dell'Europa, dettati più che altro dal politicamente corretto. E sa cosa penso? Che tutti gli strilli di questi giorni, ufficiali e pubblici, corrispondano in realtà ad un pensiero diffuso: "meno male che ci ha pensato l'Irlanda a risolvere il problema"".

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BREVI (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Guardia costiera Al via in Liguria Mare Sicuro Genova. Parte oggi l'operazione "Mare sicuro 2008" della Capitaneria di porto - Guardia Costiera di Genova. Le capitaneria di porto di Genova e di Santa Margherita ligure hanno predisposto un piano di vigilanza e di controllo in mare lungo i litorali da Cogoleto a Moneglia. Saranno attivate sette basi nautiche della Guardia costiera e interessati uomini e mezzi nautici nelle sedi di Arenzano, Genova, Portofino, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Lavagna-Chiavari e Sestri Levante-Riva Trigoso. autostrade Chiude quattro notti il casello di Recco Recco. Autostrade per l'Italia informa che il casello di Recco, sull'autostrada A12 Genova?Sestri Levante, sarà chiuso per lavori di nuova pavimentazione in entrata verso Sestri Levante ed in uscita da Genova per quattro notti, secondo il seguente programma: dalle 21 di domani alle 6 di martedì 17 giugno; dalle 21 di martedì 17 alle ore 6 di mercoledì 18 giugno; dalle ore 21 di mercoledì 18 alle 6 di giovedì 19 giugno; dalle ore 21 di giovedì 19 alle ore 6 di venerdì 20 giugno. seminario in regione I costi della burocrazia sul commercio ligure Genova.L'incidenza, in termini di tempo e di costi, degli oneri amministrativi. Èâ??argomento di un convegno in programma domani alle 10 nella sede della Regione in via Fieschi, 15 (sala 11° piano, torre A). L'indagine regionale ha riguardato il settore del commercio, in particolare i pubblici esercizi (bar e ristoranti). 15/06/2008.

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Multe, torri-nido e sterilizzazione il comune alla guerra dei piccioni - teresa monestiroli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Milano Multe, torri-nido e sterilizzazione Il Comune alla guerra dei piccioni Inasprite le sanzioni per chi dà becchime Landi: "Sono troppi e portano malattie" TERESA MONESTIROLI Dopo Venezia, anche a Milano parte la battaglia contro i piccioni. "Troppi" secondo l'assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna che rispolvera un'ordinanza comunale del 1996 aggravandone le sanzioni. Da oggi infatti chi verrà sorpreso dai vigili a dare da mangiare ai volatili che abitano indisturbati sulle grondaie di molti palazzi della città verrà sanzionato con una multa che va da 25 a 500 euro. Non solo. Nei piani dell'assessore c'è anche la costruzione di torrette "antipiccioni" per attrarre i volatili fuori dal centro, riducendone la presenza. La nuova ordinanza, firmata dal sindaco, prevede però anche un richiamo agli amministratori di condominio, e ai cittadini proprietari di casa, a cui il Comune chiede "di provvedere a risanare locali e anfratti, chiudere aperture di aerazione e accessi ai volatili e porre dissuasori per impedire la sosta su terrazzi, davanzali e cortili". "In questi giorni abbiamo inviato 1700 lettere agli amministratori di condominio per informarli del nuovo regolamento che sarà anche affisso in giro per la città. Confido nella responsabilità dei cittadini ad aiutare l'amministrazione a combattere questo problema" spiega Landi di Chiavenna. Che aggiunge: "A Milano i piccioni sono troppi e recano danni sia perché possono essere veicolo di trasmissione di malattie infettive e parassitarie sia perché contribuiscono al degrado dei monumenti danneggiati dagli escrementi. Riducendo la loro presenza, oggi stimata intorno ai 100 mila volatili, vogliamo anche ridurre gli interventi dell'Amsa sulle facciate dei palazzi pubblici. Denaro che potrebbe essere destinato ad altri servizi". Per far rispettare il nuovo provvedimento l'assessore ha chiesto aiuto ai vigili urbani. "Ci vogliono più controlli - dice - , almeno nelle piazze in cui c'è una concentrazione maggiore di volatili, come piazza Duomo, Cadorna, San Fedele e piazza Scala. Le sanzioni sono importanti deterrenti e saranno applicate non solo a chi alimenta i piccioni ma anche a chi vende il mangime, e a chi trascura la manutenzione degli stabili". Ma l'assessore ha nel cassetto anche un progetto più ambizioso. "Sto studiando insieme a un gruppo di ricerca dell'università Bicocca e al Garante per la tutela degli animali del Comune la possibilità di costruire dieci torrette antipiccione in zone periferiche, ma lontano dalle abitazioni". Vere e proprie torri costruite apposta per attirare i piccioni con il cibo. "Il progetto dovrebbe non solo spostare gli animali fuori dalla città, ma anche diminuirne il numero grazie al lavoro di un gruppo di operatori ecologici che andrebbero a sostituire le uova depositate nei nidi con uova finte - conclude Landi di Chiavenna - . Se i tempi della burocrazia lo permetteranno, conto di realizzare le prime tre entro la fine dell'anno". Ogni torre, secondo un primo bilancio, dovrebbe costare 30-35 mila euro.

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La regione: lo studio dentistico in attesa del certificato comunale - paolo russo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Bari La polemica Il laboratorio nel rione San Pio fu inaugurato in pompa magna ma mai aperto La Regione: lo studio dentistico in attesa del certificato comunale Gli odontoiatri dichiarano di aver presentato richiesta il giorno dell'annuncio PAOLO RUSSO Il nemico numero uno dei denti, a Enziteto, non si chiama carie. Ma burocrazia. E' il cambio di destinazione d'uso dei locali che da 14 mesi tiene chiuso lo studio odontoiatrico in cui i migliori dentisti di Puglia avrebbero dovuto prestare servizio volontario gratuito. Non un documento qualunque ma una certificazione che il Comune dovrebbe emettere sullo stato di un locale messo a disposizione proprio dalla stessa amministrazione pubblica. Un paradosso che i dentisti non sono più disposti a tollerare. Per questo ieri hanno fatto sapere che, in ogni caso, l'ambulatorio aprirà per i bambini di Enziteto non più tardi del prossimo 15 settembre. Con o senza le necessarie autorizzazioni. Dopo la denuncia di Repubblica, la Regione spiega di essere pronta sin dal primo momento al rilascio della autorizzazione sanitaria necessaria a far funzionare il centro inaugurato il 17 aprile del 2007 da Nichi Vendola. La sua fu una presenza di rappresentanza: il laboratorio non aveva nessun collegamento con la Asl, ma era nato per iniziativa dell'Andi (l'Associazione nazionale dei dentisti italiani). La Regione, tramite la Asl, avrebbe dovuto rilasciare soltanto l'autorizzazione sanitaria. "E noi siamo pronti a farlo anche oggi - spiegano dall'ufficio di gabinetto - ma è necessario che il Comune certifichi il cambio di destinazione d'uso specifico del locale. Certificazione che è ancora assente". Anche la sezione barese dell'Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) ha puntato il dito contro la burocrazia e i rimpalli di responsabilità tra Comune e Regione che dall'aprile 2007 tengono bloccate le preziose poltrone dei dentisti. "Noi - specificano gli odontoiatri in una nota - abbiamo presentato richiesta di autorizzazione sanitaria il giorno stesso dell'inaugurazione, dopo aver ricevuto la concessione del locale adibito a studio dall'assessorato al Patrimonio del Comune di Bari e dopo un sopralluogo favorevole del funzionario dell'ufficio d'igiene dell'Ausl di Bari". Eppure ancora a Enziteto non si è potuto presentare un solo dentista. "Purtroppo, la nostra legge sull'autorizzazione sanitaria è un delirio di carte, permessi e concessioni, indipendenti dai dentisti - specifica l'Andi - che hanno manifestato ripetutamente all'assessore regionale alla Sanità, Alberto Tedesco, la necessità di rimodulare l'impatto di questa normativa regionale". Eppure, nonostante le rassicurazioni l'autorizzazione sanitaria non è stata ancora rilasciata per colpa di un certificato di agibilità che il Comune ancora non ha emesso. "Noi dentisti, siamo vittime di zelanti funzionari comunali, che ci chiedono, ad esempio, per un locale concesso dallo stesso comune, l'agibilità".

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Tondo alle imprese: meno burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ALL'ASSEMBLEA BCC Tondo alle imprese: meno burocrazia Il governatore: incontro il 4 luglio con le categorie PORDENONE Il presidente del Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo terrà un incontro il 4 luglio con il mondo dell'impresa e delle cooperative per capire quali leggi rallentano lo sviluppo. Lo ha annunciato lo stesso Tondo intervenendo all'assemblea delle Banche di Credito Cooperativo a San Giorgio della Richinvelda (Pordenone). Il presidente ha così confermato di voler avviare quel processo di "sburocratizzazione" che è uno dei punti del suo programma. "Dobbiamo rafforzare - ha spiegato Tondo - le nostre imprese non con la delocalizzazione, ma aiutandole a trovare nuovi mercati e fare innovazione, non con fiere come Innovaction, su cui ho i miei dubbi - ha puntualizzato - ma attraverso la ricerca di talenti e piccole aziende ricche di potenziali". In questa ricerca, secondo Tondo, è importante il ruolo della Federazione delle Bcc. "Con 212 sportelli sul territorio di cui 30 in località che non hanno nessun altro sportello bancario -ha sottolineato - potete aiutarci a scoprire queste realtà".

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Caro ministro gelmini conosce i prof precari? - elena la gioia (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Bari CARO MINISTRO GELMINI CONOSCE I PROF PRECARI? Non posso battermi per la frequenza e la costanza dei miei alunni ELENA LA GIOIA Caro ministro Gelmini, mi presento. Sono l'ossimoro della Pubblica Istruzione, cioè una docente precaria ma stabile, storica per le cronache. Liquida, mi definisco io, e questa volta scelgo una metafora, perché mi adatto ad ogni scuola-contenitore come l'acqua. Viaggio con un bagaglio leggero, sempre pronta al trasloco, senza pensare mai che quel posto, quella cattedra, è mia. Scelgo libri di testo per alunni che non conoscerò e per colleghi che dovranno usarli senza averli scelti, infliggo debiti che non vedrò saldati, semino concetti che non raccoglierò, mento di continuo, saluto con arrivederci che in realtà sono addii. Quando ero giovane, ora ho 48 anni, ho scelto di fare l'insegnante perché volevo impegnarmi in qualcosa di costruttivo per la società. In verità a volte ci sono riuscita, mi è parso pure di costruire castelli, ma sono sempre stati castelli di sabbia, con la prima mareggiata di settembre sono andati giù, e io lì, ancora oggi, a ricostruire, anno scolastico dopo anno scolastico, in una scuola diversa. Da due anni ho avuto una spezzone di cattedra in un Istituto superiore di quelli definiti a rischio, cioè con una utenza difficile. Le utenze difficili sono il pane di noi precari, insisto con le figure retoriche, chi sceglie le cattedre prima di noi se ne tiene lontano. Qui i ragazzi sono stati traditi dalla società, dagli adulti. Anche io li tradirò. Dopo l'estate prenderò altre strade che porteranno ad altre scuole solo perché va rispettata la burocrazia e la graduatoria, e chi se ne importa della continuità didattica, dei sentimenti che tanto, quelli, non si segnano sul registro. Ecco che allora la supplenza annuale diventa un purgatorio, lungo, come il tempo delle espiazioni: il paradiso (cioè il ruolo) è lì, ma prima devi scontare, ma ancora per quanto, signor ministro? Come faccio ad avere il coraggio, ogni anno, di dire ai miei alunni che non ci sarò, con loro, il prossimo anno? Che ne sanno loro di punteggi, di contenimento della spesa pubblica, di contrazione delle cattedre? Come glielo faccio capire che non dipende da me perché la scuola viene discussa e modificata e stabilita nelle finanziarie, e non nei dipartimenti appositi della conoscenza? Negli ultimi mesi noi precari siamo come la polvere che tutti cercano di nascondere sotto il tappeto. Ma, inevitabilmente, come la polvere siamo tenaci, e concedetemi la similitudine. Siamo abitualmente concentrati in tutte le scuole, un insegnante su sei è precario, soprattutto in quelle di frontiera, e così la precarietà esistenziale degli studenti più problematici si salda con la nostra precarietà lavorativa, privando i primi dei necessari punti di riferimento e i secondi della possibilità di calibrare interventi didattici a lungo termine. In una situazione del genere, inevitabilmente, diventano precarie le nostre parole, le azioni, i rapporti con gli alunni sempre nuovi e le intenzioni che li accompagnano, quando tutto va per il meglio, per otto mesi all'anno. In noi traspare la precarietà come unica e sola certezza, precari ma per sempre, quella che il ragazzo percepisce come legame effimero. E' questa la scuola che vogliamo? E che dire della dispersione scolastica? Permettetemi di rilevare un paradosso: come pretendo io di essere credibile se mi sento una campionessa di peregrinazioni? Come faccio a battermi per la frequenza e la costanza dei miei alunni se io stessa mi disperdo in continuazione? E come finisce l'anno scolastico mi ritrovo subito a pensare al prossimo. Il mio contratto di lavoro comincia il 1° settembre e scade il 30 giugno, ogni anno. Da più di 10 anni a questa parte. E trascorrerò l'estate, l'ennesima, con la sindrome della cattedra vuota, fino al giorno delle nomine, a quando guarderò la lista delle disponibilità e anche questa volta dovrò scegliere una scuola diversa. responsabile CIP Puglia.

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Antiche carte - federico rampini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura Antiche carte Qualcosa, in una mostra di preziose mappe geografiche del Sei-Settecento, ha indispettito le autorità di Pechino al punto da spingerle a chiedere di non esporre alcune tavole. Il fatto è che i cartografi del passato contraddicono l'odierna storiografia ufficiale: le loro raffigurazioni dimostrano che il Tibet fu a lungo un regno indipendente FEDERICO RAMPINI PECHINO Nel 1584 il gesuita-scienziato Matteo Ricci, che già da due anni viveva in Cina, vi realizzò un planisfero disegnato secondo la tradizione cartografica europea: con il nostro continente al centro e il Celeste Impero relegato sul bordo orientale della mappa. L'opera fu accolta dal gelo. Già per i cinesi era un trauma dover accettare il ridimensionamento del loro impero, in un mondo improvvisamente affollato da altre terre vaste e lontane. Vedersi per di più confinati alla periferia era una mancanza di rispetto, una raffigurazione offensiva. Ricci capì di aver commesso un errore. Duttilità culturale e tatto diplomatico non gli mancavano. Nei sedici anni successivi si ingegnò a ridisegnare un planisfero, altrettanto accurato, ma basato su una prospettiva completamente diversa: con il Celeste Impero collocato sul meridiano centrale, l'Europa schiacciata sulla sinistra e l'America a destra. Intitolato Carta geografica completa dei monti e dei mari, il mappamondo del 1600 ebbe un successo straordinario, venne replicato in numerose edizioni, e fu adottato da potenti notabili locali come il governatore di Guizhou, il letterato Guo Qingluo. Sono passati quattrocento anni ma i cinesi del XXI secolo non sono meno suscettibili, anzi. Se n'è accorto il sinologo Riccardo Scartezzini, che dirige il Centro studi Martino Martini di Trento. Lo studioso italiano ha portato in Cina una pregevole esposizione di carte antiche, intitolata Visioni del Celeste Iimpero. è riuscito a farla esporre, prima a Pechino e in questi giorni a Hangzhou, offrendo al pubblico cinese un'opportunità straordinaria: riscoprire l'immagine della Cina nella cartografia occidentale, un'immagine che dal Seicento in poi contribuì anche alla conoscenza che i cinesi hanno del proprio Paese. Ma questa mostra ha rischiato di non aprirsi mai. I fulmini della censura di Stato stavano per abbattersi sui pregevoli documenti storici. La ragione? In quelle magnifiche carte antiche c'è la prova inconfutabile che il Tibet e altre regioni della Repubblica popolare come il Xinjiang islamico furono a lungo indipendenti. "Nel clima teso dopo la rivolta del Tibet e le contestazioni alla fiaccola olimpica", racconta Scartezzini, "abbiamo avuto la richiesta di non esporre alcune tavole". Anche se vecchie di secoli, gli hanno spiegato i suoi interlocutori locali, quelle rappresentazioni potevano "dare luogo a malintesi". Potevano cioè rivelare all'ignaro visitatore di Pechino e Hangzhou la mistificazione della storia ufficiale: nei manuali contemporanei infatti l'appartenenza del Tibet alla Cina viene fatta risalire molto più indietro, nientemeno che a Gengis Khan (XIII secolo). Per salvare l'esposizione Scartezzini ha dovuto fare ricorso alla stessa flessibilità di Matteo Ricci. Alcune carte "oscene" sono state rimosse. L'incidente politico è stato scongiurato. I curatori locali della mostra sono stati messi al riparo dalle sanzioni del regime. Scartezzini ha avuto ragione a piegarsi. è importante che i cinesi possano vedere questa esposizione, sia pure senza le mappe-tabù. Anche dopo questo sacrificio di alcuni pezzi, Visioni del Celeste Impero rimane un'esposizione di straordinario valore. Per l'affascinante bellezza delle carte antiche, e per la storia che c'è dietro. è il ricordo di un'epoca felice - e troppo breve - in cui il confronto tra "noi" e "loro" avvenne in un clima di straordinaria apertura e tolleranza: una parentesi di contaminazione reciproca, quando l'Europa si liberò dai suoi pregiudizi, e la Cina dal suo orgoglioso senso di superiorità. Questi reperti rivelano l'eccezionale ruolo che svolsero i gesuiti - prima di essere a loro volta censurati dalla Chiesa romana - come mediatori culturali fra l'Occidente e la Terra di Mezzo. Furono quei missionari a farci conoscere per la prima volta una Cina reale, depurata dalle leggende dell'antichità greco-romana o dai racconti un po' troppo favolosi di Marco Polo. E furono sempre loro, i gesuiti, a far conoscere ai cinesi una rappresentazione oggettiva del resto del mondo. La loro maestria consisteva nel fondere le metodologie scientifiche più avanzate dell'Europa, insieme con lo straordinario bagaglio di conoscenze che la Cina aveva sviluppato per conto suo. Massimo Quaini, geografo italiano dell'università di Genova, nell'introduzione al catalogo della mostra ricorda quale fu il vantaggio competitivo dei gesuiti, basato sulla loro capacità di dialogo con la cultura confuciana che gli aveva spalancato le porte dell'Impero celeste. "I gesuiti", scrive Quaini, "poterono beneficiare di circostanze eccezionali e del favore dell'imperatore Kangxi, che aprì ai missionari gli archivi di tutte le provincie e fece collaborare localmente i mandarini e i letterati". I religiosi applicarono da un capo all'altro dell'impero le tecniche di triangolazione e di calcolo delle longitudini per mezzo dell'osservazione dei satelliti di Giove, messe a punto dall'Osservatorio astronomico di Parigi e dallo scienziato italiano Gian Domenico Cassini. Il loro lavoro gli valse l'ammirazione di un filosofo non particolarmente tenero verso la Chiesa: Voltaire. Nella voce Geografia del suo Dizionario filosofico, Voltaire scrisse: "La Cina è il solo paese dell'Asia di cui si abbia una misura geografica, perché l'imperatore Kangxi impiegò i gesuiti astronomi per costruire delle carte esatte; ed è ciò che i gesuiti hanno saputo fare di meglio. Se si fossero limitati a misurare la Terra, non sarebbero stati proscritti sulla Terra". (L'avventura in Estremo Oriente dei gesuiti si concluse con una cocente sconfitta quando il Vaticano condannò la loro tolleranza per i "riti cinesi", una liturgia troppo liberamente adattata ai costumi del luogo). Quelle carte ebbero un ruolo cruciale in Europa. Divennero strumenti di lavoro indispensabili nelle grandi spedizioni marittime del Settecento. Aiutarono i mercanti inglesi, olandesi e francesi a orientarsi nelle terre che offrivano nuove opportunità di arricchimento. Contribuirono al dilagare di una vera e propria "sinomania", di cui sono rimaste tracce ben visibili nel gusto rococò per le cineserie. A partire dall'Illuminismo si diffuse nei nostri Paesi la convinzione che la Cina era una civiltà di grande valore. Voltaire la considerava superiore nell'arte del buongoverno, visto che l'Impero Celeste aveva creato la prima burocrazia statale selezionata con esami di Stato, secondo criteri meritrocratici. I capolavori della cartografia non nascono per caso, sono il frutto di un metodo che contraddistingue i gesuiti dell'epoca. Consapevoli di avere a che fare con una società molto avanzata, e piuttosto refrattaria al proselitismo religioso, i missionari puntano a conquistarsi il rispetto della élite intellettuale che governa l'impero offrendo il meglio della cultura scientifica occidentale. Al tempo stesso fanno tesoro del patrimonio di conoscenze cinesi. Verso la cartografia infatti i Figli del Cielo hanno un grande rispetto. La considerano uno strumento essenziale per una buona amministrazione pubblica. Lo attesta il Documento sui riti della dinastia Zhou: "I direttori delle regioni sono incaricati delle carte dell'impero, sulla cui base sovrintendono alle terre dei diversi distretti. Il geografo reale ha la responsabilità delle carte dei circuiti provinciali. Quando l'imperatore compie un giro d'ispezione, il geografo cavalca accanto al veicolo imperiale per fornire spiegazioni sulle caratteristiche del Paese e sui suoi prodotti". Il pioniere Matteo Ricci è il primo scienziato europeo a realizzare un planisfero del mondo con spiegazioni e didascalie in lingua cinese, una svolta storica che rappresenta un ponte fra le culture d'Occidente e d'Oriente. Dopo Ricci l'autore più importante per la nuova visione geo-cartografica del Celeste Impero è Martino Martini, gesuita di Trento che sbarca nella provincia dello Zhejiang nel 1643, in un'epoca di conflitto tra le dinastie Ming e Qing. Nel 1655 fa pubblicare ad Amsterdam il Novus Atlas Sinensis: 170 pagine di testo, 17 tavole, con le coordinate di 2.100 località cinesi. è un salto formidabile nella conoscenza della Terra di Mezzo. è Martini che corregge per la prima volta gli errori dei cartografi europei che collocavano la Grande Muraglia e Pechino sul 50° di latitudine nord, anziché al 39° 59'. Il Novus Atlas Sinensis calcola le distanze tra le città cinesi con una tale precisione, che in larga parte coincide con le mappe di oggi. L'opera di Martini confluisce poi nell'Atlas Maior, la più grande impresa editoriale del Seicento (dodici volumi, tremila pagine di testo e seicento tavole), strumento indispensabile per generazioni di mercanti e viaggiatori in Estremo Oriente. è uno choc per la coscienza europea: fa piazza pulita di tante leggende e mitologie che avevano condizionato l'approccio alla Cina. Martini conclude il suo lavoro monumentale solo dopo avere perlustrato personalmente diverse regioni dell'Impero Celeste. Ma ha l'umiltà necessaria per riconoscere i suoi debiti verso le fonti locali: "Né alcuno deve pensare che queste cose siano state partorite dal mio cervello o addirittura inventate; infatti io dichiaro sinceramente e con germanica onestà che ho attinto tutte queste notizie dai libri di geografia e dalle mappe cinesi, per ciascuna provincia dai cinesi stessi decorati, composti e stampati, che ho ancora con me, e che sono pronto a esibire davanti a chiunque sia interessato a queste cose". La modestia - e la prudenza diplomatica - gli consiglia di sorvolare sul fatto che la sua opera ha rivoluzionato la visione della realtà degli stessi cinesi. Tradizionalmente essi avevano raffigurato un mondo piatto sovrastato da un universo ricurvo. La superiorità della Terra di Mezzo (la loro) derivava proprio dal fatto che essa era fisicamente la più vicina alla convessità del cielo, ricavandone tutte le influenze benefiche, mentre i barbari delle periferie non avevano questo privilegio. L'epoca felice in cui i Figli del Cielo erano interessati al dialogo con i gesuiti è l'ultimo periodo di feconda apertura della Cina verso il mondo esterno. Poi verrà una lenta decadenza, alimentata da un senso di autosufficienza e di presuntuoso disinteresse verso i progressi dell'Occidente. Le stupende carte antiche delle Visioni del Celeste Impero - nella versione integrale e non censurata - contraddicono la propaganda del regime comunista. A dispetto della versione ufficiale, i confini odierni della Repubblica popolare sono il frutto di conquiste territoriali imperialiste. Contrariamente a quel che dicono i dirigenti attuali di Pechino, anche la Cina ha avuto un espansionismo aggressivo e una politica di annessione di altre nazioni. Il perimetro attuale dei suoi confini è il risultato di guerre coloniali non diverse da quelle di cui si macchiò l'Occidente. La Repubblica popolare racchiude dentro le sue frontiere l'ultimo impero multietnico dell'èra contemporanea. Nella China Illustrata di Athanasius Kircher (ispirata ai lavori di Martini) è ben visibile nel 1667 un "Tibet Regnum" separato e indipendente. Nell'Atlas Nouveau di Guillaume Delisle del 1730 l'estensione del Tibet è ancora più vasta, ancorché lo si chiami "Tartarie Indépendante". Nel 1735 le ricerche dei gesuiti vengono incluse e aggiornate in un'altra opera grandiosa, la Description géographique de l'Empire de la Chine di Jean-Baptiste du Halde. Un'opera così voluminosa e costosa che in Europa a quei tempi ne vengono prodotte numerose edizioni-pirata. Viene citata nella Encyclopédie dell'Illuminismo. Servirà a guidare le missioni diplomatiche inglesi in Cina dell'ammiraglio Anson e dell'ambasciatore Macartney. Du Halde parla esplicitamente del "Regno del Tibet" come di un'entità ben distinta. In questo e in molti altri atlanti fino ai primi del Novecento appaiono come Stati indipendenti anche la Mongolia interna e il Turkestan orientale oggi ribattezzato Xinjiang: tutti ormai ridotti al rango di provincie della Repubblica popolare. I cui manuali di storia sono stati opportunamente riscritti per dimostrare la continuità della Cina nelle sue dimensioni "allargate" da tempi immemorabili. Quelle che furono autentiche civiltà, con storie e culture ben distinte, oggi devono accontentarsi dello statuto di minoranze etniche. A loro Pechino offre spazi vigilati di folclore locale come fossero concessioni magnanime. La verità è nascosta nelle carte maledette che i cinesi non possono vedere.

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Haider: è uno schiaffo ai burocrati (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Ora si può sperare in un'Europa migliore" L'opinione pubblica ritiene Bruxelles responsabile di tutte le difficoltà economiche del paese Haider: è uno schiaffo ai burocrati L'antieuropeismo del leader carinziano è condiviso da 2 austriaci su 3 LE REAZIONI KLAGENFURT. C'era da aspettarselo. L'Irlanda boccia il Trattato di Lisbona e Jörg Haider esulta. "Questa è una grande vittoria del popolo sottomesso all'establishment e ai casinisti di Bruxelles - ha dichiarato il governatore della Carinzia - e una chance per un'altra, migliore Europa". Quale migliore Europa Haider non lo spiega. Si può supporre che egli voglia intendere un'Europa più democratica e meno condizionata dalla "burocrazia di Bruxelles", da sempre bersaglio dei suoi attacchi. Ma se così fosse, non avrebbe ragione di esultare per il "no" irlandese, perché proprio il Trattato di Lisbona avrebbe reso più democratica e funzionale la macchina europea In realtà l'antieuropeismo di Haider riflette l'antieuropeismo della gran parte dei cittadini austriaci. Due terzi dei quali, secondo recenti sondaggi, sono critici nei confronti di Bruxelles, cui a torto o a ragione attribuiscono gran parte dei mali di cui oggi soffre l'Austria, dall'inflazione crescente alla precarietà del lavoro, dalla stagnazione economica all'immigrazione fuori controllo, dall'inquinamento causato ai Tir che attraversano il Paese (l'ingresso nell'Ue ha posto fine al regime degli ecopunti) all'introduzione di prodotti agricoli geneticamente modificati. Se a tutto questo aggiungiamo le sanzioni che 8 anni fa gli altri partner dell'Unione europea inflissero all'Austria dopo la costituzione del primo governo di centrodestra con la partecipazione del partito di Haider - sanzioni percepite dall'intera opinione pubblica come illegittime e ingiustificate - si può ben capire tutto l'astio della gente comune, che trova spazio nelle pagine delle lettere dei giornali. Sul sito web della Kleine Zeitung (il più diffuso quotidiano della Carinzia e della Stiria) erano apparsi fino a ieri sera 35 interventi di lettori soddisfatti per l'esito del referendum in Irlanda e soltanto 7 dispiaciuti. Haider è un animale politico dotato di una straordinaria sensibilità per gli umori della gente e il suo atteggiamento nei confronti dell'Ue gli consente ergersi a paladino dei "patrioti austriaci" contro i "potenti dell'Spö e dell'Övp che hanno eliminato la democrazia (Haider chiedeva che anche in Austria il Trattato fosse sottoposto a referendum e non a ratifica parlamentare), a cominciare dall'arrogante ministra degli esteri al presidente della Repubblica vigliacco". Così Haider e, come lui, anche il Partito liberale (espressione della destra nazionalista da cui Haider si è distaccato). Tutte le altre forze politiche hanno espresso costernazione per il voto di Dublino, ma anche cautela sul da farsi. Soltanto Franz Fischler, ex commissario europeo, ha espresso subito un'opinione molto chiara: la bocciatura del Trattato fa crescere le probabilità di un'Europa a due velocità, che lascerà ai margini quei Paesi come l'Irlanda sfavorevoli a una maggiore integrazione. Marco Di Blas.

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Riparbella in lutto per bulano fantini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per anni responsabile unico dell'ufficio ragioneria Riparbella in lutto per "Bulano" Fantini RIPARBELLA. Tutti lo ricordano per il carattere mite e l'impagabile spirito di servizio con cui svolgeva il lavoro di impiegato, un modello per i colleghi. Franco Fantini (nella foto)riposa da ieri nel cimitero di Riparbella. E' morto venerdì a 88 anni, molti passati in Comune come responsabile unico dell'ufficio ragioneria. Amatissimo, era conosciuto da tutti come "Bulano". Nel tracciarne il profilo, il sindaco Ghero Fontanelli si commuove. Perché questo signore - padre di Renzo, sindaco dal 1990 al '95 e di Mauro, ragioniere in Comune - è stato un modello di efficienza. Gioviale, gentile, a Riparbella lo adoravano perchè "lavorava con scrupolosità e infinito impegno, preoccupandosi di chi aveva bisogno di un servizio o un chiarimento", ricorda Fontanelli. "Bulano", il nome che il nonno gli aveva lasciato in eredità, era un esempio di altruismo. Agli anziani, spesso in difficoltà con la burocrazia, riempiva con pazienza i documenti. E lo stesso faceva con i cittadini che gli chiedevano consigli. Se il lavoro gli regalava fior di soddisfazioni, la vita di tutti i giorni lo riempiva di gioia. Tra le sue passioni, la presenza costante nella banda musicale del paese, con il fidato clarino, diretta dal maestro Romolo Melani. Ieri don Bruno Chiavacci ha officiato il rito funebre nella chiesa di San Giovanni Evangelista, prima che la salma fosse accompagnata al camposanto. "Per ricordare questa persona esemplare - ha concluso il sindaco - non ci sono aggettivi, tanto è l'impegno profuso e il senso del dovere che lo hanno animato. Era e resta un esempio inimitabile, anche per i giovani di oggi. Condoglianze alla famiglia". Michele Falorni.

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Vertice il 4 luglio per ridurre la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia "Vertice il 4 luglio per ridurre la burocrazia" IL PRESIDENTE TONDO COSA. Regione e Bcc unite per la valorizzazione del territorio del Friuli Vg, soprattutto per quanto riguarda l'innovazione. È questa la volontà del presidente Tondo, intervenuto all'assemblea annuale della Federazione delle Bcc regionali, che ha sottolineato il ruolo da "talent-scout" delle banche per raccogliere e segnalare alla Regione idee innovative dei propri clienti. A dare il la al discorso del governatore la consapevolezza che "dobbiamo dare segni importanti alla comunità in termini di sobrietà, concretezza e operatività, rimuovendo la percezione di casta. Ma anche per quanto riguarda la coesione territoriale, la semplificazione e la sburocratizzazione". Tondo ha infatti ribadito l'appuntamento fissato per il 4 luglio con i rappresentanti delle categorie alle quali chiederà, uno per uno, "quale legge, comma, articolo vorrebbero cambiare. Non voglio risposte generiche e mi aspetto forte collaborazione". Se l'innovazione è importante per lo sviluppo del Friuli Vg, non sono da meno internazionalizzazione del sistema e implementazione delle infrastrutture: e su questi temi Tondo si è soffermato dichiarando che "dobbiamo rafforzare il ruolo delle nostre imprese non delocalizzando ma aiutandole a trovare nuovi mercati e a fare innovazione. Non con fiere come Innovaction, su cui ho i miei dubbi, ma attraverso la ricerca di talenti e piccole aziende ricche di potenziali che non riescono ad accedere ai fondi per l'innovazione". Ed è proprio qui che interverrebbero le competenze delle Bcc, presenti in Regione con oltre 200 sportelli di cui 30 situati in Comuni dei quali rappresentano l'unica realtà bancaria. "Attorno alla vostra dinamicità mi auguro di creare forti sinergie: dobbiamo fornire ai cittadini elementi che ci consentano di recuperare fiducia", ha affermato Tondo, sostenuto dal presidente della Federazione Bcc del Friuli Vg Italo Del Negro. Il governatore ha poi dichiarato di condividere con l'amministrazione Illy "l'inserimento nel Testo unico sulla Cooperazione, approvato l'anno scorso, il riconoscimento formale del ruolo della cooperazione di credito per la sua azione a favore dello sviluppo locale". Tondo si è invece chiesto se la cooperazione di consumo sia ancora cooperazione ora: "Se il sistema cooperativistico della nostra regione dev'esser considerato particolare rispetto ad altri sistemi economici dobbiamo porci il problema - ha continuato - di cosa dà di più, o di diverso; ritengo che la cooperazione di consumo possa trovare altri ruoli, rafforzando, ad esempio, la sua presenza là dove non c'è mercato e dove è più difficile fare impresa e cooperazione". E per quanto riguarda l'implementazione delle infrastrutture, il presidente si è augurato di poter "fare sistema con Venezia e perché no, anche con Lubiana". Il presidente ha poi ricordato che fra i suoi impegni più urgenti c'è l'estinzione del debito regionale, che affronterà stanziando i 151 milioni di euro di avanzo (eccetto 40 destinanti a Sanità) per la copertura del debito. (g.sc.).

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Apre lo sportello dei consumatori (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Empoli Apre lo sportello dei consumatori In città sbarca il Codacons, servirà tutto il circondario "Un aiuto contro i problemi quotidiani dei cittadini" FUCECCHIO. Chiude il pronto soccorso del San Pietro Igneo? Da qualche giorno ne è aperto un altro, molto utile ai cittadini (sebbene da un altro punto di vista). Il paragone è sicuramente azzardato vista l'importanza del presidio medico di Fucecchio, ma i membri del Codacons ci tengono ad offrirsi ai fucecchiesi proprio nelle vesti di "pronto soccorso per i consumatori". Per aiutarli a combattere e magari a vincere le piccole battaglie quotidiane contro burocrazia e ingiustizia: dalle bollette esose con voci di spesa non dovute, ai ritardi nell'attivazione delle utenze, alla riparazione dei guasti. Tutto quello insomma che riguarda le difficoltà della vita quotidiana di tutti i noi. Il motto è chiaro: "Non ingoiare il rospo, vieni a trovarci". Da qui in avanti insomma a Fucecchio ci sarà qualcuno che potrà aiutare i cittadini a sputare qualche rospo. La sede Codacons - che è la prima in assoluto nel circondario - è stata aperta in corso Matteotti al civico 30 dove ha sede la Misericordia. "Al nostro sportello i consumatori potranno rivolgersi per esporre e ricevere assistenza qualificata sui piccoli e grandi problemi che angustiano la vita quotidiana di tutti noi: le contestazioni in materia telefonica, e pubblici servizi in generale, i dubbi inerenti la garanzia sui beni di consumo, le vacanze rovinate, come esercitare il diritto di recesso, problemi con la tintolavanderia e negli acquisti in generale, problemi con banche (mutui, interessi anatocistici) e assicurazioni e molto altro ancora", afferma la presidente del Codacons Toscana, l'avvocato Silvia Bartolini. "Le nostre sedi - prosegue Bartolini - sono una sorta di "pronto soccorso" per il cittadino in difficoltà, ove si cerca di offrire, oltre che assistenza legale, anche un servizio di educazione e di orientamento al consumo consapevole, consigli, spiegazioni e informazioni sulle attuali normative e sulle novità più importanti previste nel "Codice del Consumo" e non solo". Lo sportello funzionerà anche come centro raccolta di segnalazioni per clausole contrattuali vessatorie, contrattualistica in generale e per pubblicità ingannevoli. I cittadini potranno sottoporre all'associazione anche semplici domande ed ottenere consigli ogni volta che si sentiranno lesi nei propri diritti. Lo sportello sarà aperto il lunedì dalle 16 alle 19 e il responsabile è l'avvocato Sabrina Ramello.

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Petizione per una maestra (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

BORORE Petizione per una maestra Gli alunni vogliono la stessa insegnante per un altro anno BORORE. "Se è possibile, lasciate che anche nel prossimo anno scolastico i nostri figli abbiano la stessa maestra di quest'anno". A chiederlo sono i genitori degli alunni che hanno frequentato la terza elementare di Borore, undici bambini innamorati di una maestra che oltre alla didattica ha saputo curare il rapporto umano. Non è facile incontrare tutte e due le qualità in un docente. A volte sono carenti entrambe. A Borore, invece, un'insegnante è riuscita a dare tutto agli alunni che le erano stati affidati, purtroppo per un solo anno scolastico. In occasione del saggio di fine anno, quando la maestra ha salutato le famiglie e quelli che ormai sono gli ex alunni, non sono mancati i momenti di commozione. Qualche genitore, anche a nome degli altri, si è fatto carico di chiedere che a settembre, quando riprenderanno le lezioni, la maestra venga assegnata alla scuola elementare di Borore per riprendere nella classe quarta gli alunni che ha lasciato in terza. Accogliere la richiesta significa dare continutà alla didattica, come prevedono certe regole e come vorrebbe il buon senso, sul quale spesso prevalgono però altre norme applicate con cieca burocrazia. La maestra è una supplente annuale, uno dei tanti precari la cui carriera di insegnante è ferma da sempre al precariato. "La maestra Patrizia Sanna - spiega Beatrice Porcu, mamma di un alunno che ha frequentato la terza elementare con la maestra, - viene da Nuoro. Con i nostri figli ha fatto un ottimo lavoro. Con loro è stata un po' maestra e poco mamma. Colgo l'occasione per ringraziarla di tutto ciò che ha fatto, anche a nome delle altre mamme, ma anche per lanciare un'appello. Se chi deve decidere ha la possibilità di farlo, che la maestra Patrizia Sanna sia assegnata alla classe dei nostri figli anche per il prossimo anno scolastico. Lasciatela fino al completamento del ciclo didattico. Quando un'insegnante ha lavorato bene è giusto che porti gli alunni fino al compimento del ciclo di studi. Ne guadagnerebbero tutti, in primo luogo gli alunni, che sono poi i destinatari del servizio scolastico". Accade di rado che le famiglie spezzino una lancia a favore di un docente. Alle scuole elementari di Borore un insegnante ha coniugato impegno e professionalità che hanno conquistato gli alunni e i genitori. "Patrizia Sanna ha lavorato come i maestri di una volta - conclude Beatrice Porcu -, ha portato metodi nuovi e aria nuova che hanno motivato gli alunni. Perché non confermarla per il prossimo anno?".(t.g.t.).

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Industriali: somma modesta alle pmi per la sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prato Industriali: "Somma modesta alle pmi per la sicurezza" PRATO. Il nuovo Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro: alcuni aspetti positivi, ma ancora scarsa chiarezza ed insufficiente orientamento alla prevenzione. Questo il parere degli industriali pratesi. "Alla luce delle ultime tragedie avvenute sui luoghi di lavoro - scrivono - appare urgente riorientare le scelte normative in materia di sicurezza nel senso di investire di più in prevenzione, cultura della sicurezza e fornire agli operatori un impianto normativo chiaro, piuttosto che vessare le imprese con la burocrazia e focalizzare sugli aspetti sanzionatori posteriori. Del nuovo testo, molto complesso, sono apprezzabili sia lo sforzo di conferire organicità a un quadro legislativo frammentato, sia l'insieme degli indirizzi volti a garantire l'uniformità delle tutele e degli adempimenti sull'intero territorio nazionale nonché il riordino delle funzioni degli enti e organismi di assistenza e controllo. Permangono tuttavia molti punti deboli". "In particolare è deludente il sostegno finanziario alle Pmi e agli organismi paritetici per le azioni di prevenzione. Non sono previste risorse aggiuntive rispetto alla modesta somma stanziata dalla Finanziaria 2008; le risorse derivanti dai sistematici e cospicui avanzi di gestione dell'Inail che potrebbero e dovrebbero essere assegnati a questo scopo rimangono inutilizzate", commenta Riccardo Matteini, Vicepresidente dell'Unione Industriale Pratese "Sul piano sanzionatorio, poi, vengono colpite indiscriminatamente inadempienze formali e sostanziali, senza proporzione tra l'entità della sanzione e la gravità dell'inadempienza in termini di potenziale incidenza sulla incolumità dei lavoratori". Venerdì scorso si è tenuto all'Unione il primo di una serie di incontri per illustrare le principali novità del Testo Unico dove erano presenti più di 200 persone tra rappresentanti di imprese e professionisti. L'Unione Industriale continuerà nell'azione di sensibilizzazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro e proporrà, anche alla luce delle prime esperienze applicative, modifiche al Testo Unico che vadano nel senso di una più efficace prevenzione in un quadro di certezze, semplicità, coerenza ed equilibrio.

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<Noi radicali tra la gente per avere via Tortora> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 142 del 2008-06-15 pagina 2 "Noi radicali tra la gente per avere via Tortora" di Redazione Alla vigilia dell'inaugurazione della targa, altre testimonianze di una lunga battaglia (...) del fatto che la città natale di Enzo Dechi una strada alla sua memoria e soprattutto alla sua storia. Questo appare strano visto che recentemente, proprio da queste pagine, è stato in parte ricostruito il "calvario" per arrivare al punto in cui siamo giunti oggi e, come è constatabile da tutti siamo stati pressoché gli unici (quando siamo stati presenti nelle istituzioni locali con Vittorio Pezzuto ed altri) a fare di questa richiesta una vera e propria battaglia politica sulla quale coinvolgere i genovesi. Accanto a questa storia più nota c'è anche tutto il nostro impegno e la nostra militanza fuori dalle istituzioni ma pervicacemente sui marciapiedi, tra la gente, per la raccolta delle firme a sostegno di "via Tortora", con solleciti, lettere ed appelli. Quando poi siamo riusciti ad entrare nelle istituzioni, ospiti di liste altrui, come nel caso della Lista Castellaneta, dove ad un certo punto avemmo come eletti 2 consiglieri provinciali: Marco Fallabrini e Sergio Ottonello e soprattutto un consigliere circoscrizionale, Pietro Bellantone non abbiamo mai dimenticato il nostro impegno. Proprio Bellantone, durante la sua legislatura, operò, nel silenzio dei media ma con costanza e cocciutaggine, per questo obiettivo affrontando burocrazie varie, disinteresse o vera e propria ostilità politica. Grazie a lui, sarà proprio il "suo" Municipio (Centro-Est) ad ospitare "Passo Enzo Tortora" ovvero quel tratto di strada che unisce via Roma e Galleria Mazzini. Infine, quando durante le ultime elezioni amministrative alcuni militanti radicali come me, scelsero di correre all'interno delle liste Verdi inserimmo tra i punti programmatici, e ai primissimi posti, la richiesta di dedicare una via ad Enzo Tortora. E anche se nessuno di noi è stato eletto abbiamo lavorato con il consigliere Dallorto affinché si accelerasse l'iter di un procedimento che come Radicali avevamo avviato da tempo. Certo, tutti noi radicali avremmo preferito che il sito fosse piazzale Marassi vista la presenza del principale carcere cittadino o via Pastrengo dove era nato, ma siamo certi che più che lamentarsi per la scelta del posto bisognerà adesso adoperarsi affinché la vicenda di Enzo Tortora non resti una lapide sotto cui si passa con indifferenza ma divenga spunto per quelle battaglie per la Giustizia giusta che Tortora, morendo precocemente, ci ha lasciato: la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere, la vergogna della carcerazione preventiva e l'indecenza delle condizioni carcerarie. Questo è lo spirito con cui dovremo arrivare alla data in cui verrà scoperta la targa: non pensare che si sia arrivati ad una conclusione di una storia vergognosamente lunga che questa Giunta e questa Sindaco hanno fortunatamente concluso ma prendere in mano quel testimone pesante che Tortora ha lasciato a noi Radicali, alla sua città e all'Italia tutta. Un cordiale saluto. Comitato Nazionale Radicali Italiani Ass. Radicale Adelaide Aglietta © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pisanu: subito la ratifica (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 142 del 2008-06-15 pagina 6 Pisanu: subito la ratifica di Redazione Roma. "La ratifica immediata del Trattato è la sola risposta che si può dare al voto tanto rispettabile quanto ingrato di 800mila irlandesi. Se questa è ancora l'Italia di De Gasperi e Spinelli, il Parlamento non può avere la benchè minima esitazione". È questo il giudizio del senatore del Pdl ed ex ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu dopo il no dell'Irlanda al Trattato di Lisbona. Luca Volonté dell'Udc sottolinea invece "il distacco grave tra le Istituzioni e la burocrazia europea e i popoli. Immaginare di proseguire come se negli ultimi anni non fosse accaduto nulla sarebbe la tomba finale della stessa Europa. Il solco tra le istituzioni e i loro elaborati maquillage e i cittadini europei rischia di trasformarsi in baratro". Il leader democratico Walter Veltroni preferisce da parte sua sottolineare le divisioni del governo: "Chiarisca in Parlamento se c'è una posizione comune al proprio interno o se invece, come appare leggendo le molte dichiarazioni di questi giorni, vi sono due linee contrapposte su un punto di programma fondamentale come l'Europa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Soppressa una linea (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Livorno Soppressa una linea Soppressa una linea Atl a Quercianella Di male in peggio. Dopo le polemiche sorte con l'Atl per i pochi collegamenti tra Livorno e Quercia- nella ora c'è un'altra novità, anzi due. Il tanto atteso 2R per Chioma, che incrementava il servizio estivo, è stato soppresso. Il pulman da Cecina a Livorno ha cambiato percorso per cui chi deve rcarsi in centro (via Marradi-Attias) è costretto a scendere ai cimiteri ed attendere altro mezzo; diversamente si ritrova in Viale Italia o piazza Grande. In entrambi i casi con perdita di tempo e rischio che i 75 minuti del biglietto scadano. Mi rivolgo io, anziana, all'artefice di tutto questo; gli autobus, che sicuramente questo signore non usa, sono frequentati da anziani, ragazzi e da chi non usa auto o moto. Queste persone, secondo me, dovrebbero essere favorite e non danneggiate. Conto pertanto sul buonsenso di chi ha l'autorità perchè almeno ci lascino il 2R. Liliana Candela SCIOPERO IPERCOOP Grazie Palmira per la solidarietà Gentilissima Signora Palmira, sono una dipendente Coop nonché socia-consumatrice della stessa, una dei tanti lavoratori che, a fine mese, vedrà "sfumare" ogni aspettativa di continuare ad essere tale. Tutto questo mi sconvolge e rammarica perché dopo anni di dedizione alla cooperativa e di disponibilità, ci vediamo trattare come numeri e non veniamo ritenuti più "necessari". Ma fino ad oggi anche noi abbiamo contribuito alla crescita dell'azienda, adattandoci ad ogni tipo di contratto, adattandoci a lavorare in qualsiasi periodo e reparto. è con gioia che le comunico che abbiamo avuto una grande solidarietà da parenti, amici e conoscenti che stanno per protesta facendo la spesa ovunque ma non in Coop. Un grazie a tutti i soci che come la signora Palmira, ci sostengono. S.I. GRIDA E ALCOL All'Attias è tutto peggio di prima A quest'ora, 1.23, da piazza Attias arrivano urla e schiamazzi impossibili, come tutte le notti del fine settimana. L'anno scorso dopo l'assalto ai carabinieri c'erano pattuglie di controllo e almeno potevamo riposare, ma ora? Cosa si aspetta, sono ubriachi e forse anche fatti di droga, ma in che città viviamo? Un manipolo di imbecilli impedisce anche alle auto di passare liberamente, si sentono cori da stadio e ci vorrebbe almeno qualcuno che li controlli, perchè poi si mettono al volante e vanno a finire la serata in qualche altro locale. Spesso avete segnalato questa situazione di disagio, vi saremmo grati per un ulteriore approfondimento, possiamo mettervi a disposizione le nostre finestre. Ne vedreste e sentireste delle belle. Susi DOPO VIALE ALFIERI Via i parcheggi in via Accademia Labronica Il dalli all'untore, di manzoniana memoria, dovrebbe essere sostituito, a Livorno, con il dalli all'automobilista. Infatti, dopo la sopressione del parcheggio sul viale Alfieri, (senza soluzioni alternative per chi debba recarsi all'ospedale), è continuata la campagna per l'abolizione di altri punti di sosta. Infatti, il giorno 11, (con la ufficiosa motivazione che i Viglili del Fuoco avrebbero difficoltà di accesso con i loro automezzi), sono stati affissi, sui due controviali di via dell'Accademia Labronica, i cartelli di divieto con l'avviso di rimozione obbligatoria per gli inadempienti. Un divieto drammatico in un quartiere già carente di parcheggi, nonostante le mai rispettate promesse di un'area di sosta sul viale Boccaccio. Possibile, mi son chiesto, che tanti funzionari, preposti al traffico, non avessero presente tale difficoltà di transito quando, alcuni anni fa, provvidero a ripristinare i giardinetti centrali senza l'allargamento, contemporaneo, della strada? Perchè, se giudicata fuori legge, la sosta non fu vietata subito? Gran mistero della solita inefficiente burocrazia che, ora, parallelamente alla decisione di divieto di sosta, dovrebbe essere perseguita per "omissione in atti d'ufficio", (per il rischio corso, dagli abitanti del quartiere, in questi anni, per la presunta impossibilità di accesso dei vigili del fuoco). Possibile che nella città, ove si ha la più bassa percentuale di parcheggi, (con intere zone riservate ai soli residenti), si debba pensare, soltanto, ad accanirsi contro chi, malaguratamente, possiede un automobile? Possibile che si pensi, soltanto, "far cassa" con le multe senza progettare adeguati spazi di sosta e di parcheggio? Il tutto, (compreso il ritardo nella realizzazione dei parcheggi di piazza Magenta, della Bellana, dell'area Atam, della Stazione e dell'Ospedale, per non parlare dell'ex Odeon), appare non come frutto del caso ma della posizione preconcetta, dei nostri amministratori, contro le automobili, se non blu di rappresentanza. Andrea Jardella E I VIGILI? Bici abbandonate in via Indipendenza Oltre due mesi fa ho telefonato ai vigili urbani per un groviglio di biciclette da rottamare che si trovano in via Indipendenza davanti al civico 65. Mi è stato risposto che stavano monitorando le zone per questi problemi, però ad oggi la situazione è la stessa. Ho provato a ricontattare i vigili, però per questo problema ti danno il numero di telefono dei vigili di quartiere dove rispondono a determinate ore cioè quasi mai. Mi sembra strano che i suddetti vigili non siano mai passati dalla via sopracitata perchè la cosa è li da più di sei mesi. Spero che chi di dovere legga questo articolo e si adoperi per risolvere questo piccolo caso. Faccio inoltre presente che in via Medaglie d'oro dopo tre settimane dalla pulizia delle bocche ai marciapiedi, sono ancora presenti su tutta la via i cartelli di divieto di sosta. Marconi Fernando.

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Poche opere pubbliche, edilizia ko (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Aquila, l'assemblea regionale dei costruttori edili dell'Ance. Del Turco: guardiamo ai fondi europei Poche opere pubbliche, edilizia ko La denuncia di Strever: in Abruzzo bloccati 800 milioni L'assessore Srour bacchetta i Comuni "Non sanno spendere" L'AQUILA. L'edilizia nel 2007 ha mosso in Abruzzo un giro d'affari di circa 7 miliardi di euro, dando lavoro a 47.000 persone. Ma proprio dallo scorso anno si è chiuso un lungo periodo di crescita, anche per il blocco delle opere pubbliche: nei primi cinque mesi del 2008 l'andamento di questo settore è sceso del 15%. Nel frattempo, le ingenti risorse disponibili non vengono spese. Dati che fanno discutere, quelli presentati dai costruttori abruzzesi dell'Ance al presidente Ottaviano Del Turco. 8L'occasione è stata l'assise regionale dell'Ance che si è svolta ieri all'Aquila. "Non un euro di contributi per l'edilizia", ha chiesto il presidente regionale Ance Gennaro Strever, "ma leggi chiare, procedure snelle e burocrazia efficiente". E poi subito la legge quadro del settore, "approvata in giunta e ferma da quasi due anni in commissione consiliare, nonostante un processo di concertazione lungo e condiviso". Le previsioni non certo rosee impongono scelte concertate, secondo i costruttori, pronti a mettersi in gioco anche con investimenti propri. I nodi da affrontare partono dalla capacità di spesa: "Nei prossimi anni", ha sottolineato Strever nella sua relazione, "le risorse disponibili nel settore edile subiranno una forte flessione nel nostro Paese e quindi anche in Abruzzo, L'assurdo è che ci troviamo di fronte ad un paradosso: ingenti risorse per le opere pubbliche che non vengono spese. Si stima che nella nostra regione ammontano a circa 800 milioni di euro". L'Ance riconosce lo sforzo della Regione che, tramite l'assessore Mimmo Srour, ha già rilanciato l'attività del Ceremoco, il centro regionale di monitoraggio delle costruzioni. Ben venga, ora, aggiungono i costruttori, l'istituzione di una "struttura di supporto", per dare dare sostegno alle amministrazioni che incontrano difficoltà nella spesa dei fondi assegnati. Ma va anche redatto un prezzario adeguato nelle voci, "per portare chiarezze nei contratti e garantire opere realizzate al meglio e senza contestazioni". Nella sua risposta l'assessore regionale ai lavori pubblici Mimmo Srour ha ammesso che non "non è più tollerabile che molti Comuni, grandi e piccoli, non siamo in grado di spendere, per incompetenza o superficialità. E' giunto il momento di distribuire le risorse a chi si dimostrerà più meritevole. Abbiamo fatto un programma di massima che prevede l'appalto per lavori pubblici di 91 milioni di euro entro il 2008, altrimenti si provvederà alla redistribuzione delle quote. Il presidente Ance ha parlato di 800 milioni non spesi, ma io credo che siano di più, oltre il miliardo". L'assessore al Territorio Fernando Fabbiani ha invece assicurato che la nuova legge urbanistica arriverà in consiglio regionale prima della pausa estiva. Per il presidente Ottaviano Del Turco, "in Abruzzo si sta manifestando un clima nuovo e lo si vede anche dalle dinamiche politiche in seno al parlamento regionale. A voi imprenditori dico che affronteremo la nuova fase sui presupposti di partneriato pubblico-privato e sulla definizione di progettualità condivise. Possiamo spendere 3 miliardi di fondi comunitari entro il 2013, di cui almeno un miliardo nei prossimi due anni". Romana Scopano.

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Le Ferrovie ammettono i problemi e parlano di inconvenienti tecnici <Ma ci stiamo lavorando> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

NOGARA. Esasperati dalle ripetute soppressioni del treno delle 6.33 Poggio Rusco-Verona La rivolta dei pendolari "Bloccheremo i binari" Le Ferrovie ammettono i problemi e parlano di inconvenienti tecnici "Ma ci stiamo lavorando"     Lino Fontana Pendolari in rivolta a Nogara. Al punto che sono pronti a scendere sui binari per bloccare il traffico lungo la direttrice Verona-Bologna. Ad esasperarli sono le continue soppressioni del treno regionale 2940 Poggio Rusco-Verona che dovrebbe fermare a Nogara alle 6.33 ed arrivare poi a Porta Nuova alle 7.01. Il condizionale è d'obbligo visto che ad una media di tre volte a settimana questo non accade. Tanto che la Regione Veneto è poi costretta a rimborsare con dei bonus, spendibili per comprare altri abbonamenti a prezzi ridotti, i pendolari rimasti a piedi. "Ma noi non vogliamo i bonus: esigiamo invece che il nostro treno passi puntale per portarci al lavoro" dice un'arrabbiatissima Oriella Leardini, impiegata a Verona e residente a Nogara: una delle vittime delle soppressioni. "Spesso e volentieri il treno viene soppresso ma noi lo sappiamo solo all'ultimo momento, verso le 6.30, e dobbiamo aspettare quello delle 7, arrivando in ritardo al lavoro", aggiunge Silvano Panzarini, impiegato all'Agenzia delle entrate di Verona. "Spesso il treno soppresso non viene sostituito con autobus", gli fa eco un maresciallo dell'esercito. "Così capita che arriviamo a Verona non prima delle 8". In tanti hanno firmato lettere e fax di protesta indirizzati alla direzione regionale delle Ferrovie: "Ma nessuno ha mai risposto". I pendolari si lamentano anche per l'annuncio della soppressione che avviene solo pochi minti prima dell'arrivo del treno fantasma "previsto in orario ma che alla fine circola a giorni alterni", aggiunge una viaggiatrice, "mentre, ironia della sorte, circola regolarmente sia di sabato sia di domenica". Oriella Leardini, che si fa da portavoce per altri viaggiatori, lamenta anche il fatto di pagare un abbonamento mensile di oltre 49 euro per usare un servizio che di fatto non viene fornito. "Mi alzo presto, consulto il sito internet delle Ferrovie che dà in tempo reale la situazione della circolazione di tutti i treni, e, puntualmente, il mio non risulta soppresso. Poi vado in stazione e scopro che il treno non c'è più. È una beffa". Come una beffa diventa il rimborso per il mancato utilizzo dell'abbonamento. Che spetta ai viaggiatori residenti nel Veneto ma non a quelli che salgono nelle due stazioni lombarde di Poggio Rusco e Ostiglia. Questo perché la tratta è di competenza della Regione Veneto, la quale "copre" i suoi cittadini ma non quelli di altre regioni. Misteri della burocrazia, al pari dei motivi che portano alle continue soppressioni del treno. Ad annunciarle è lo stesso capostazione di Nogara, dalla voce metallica dell'altoparlante: "Per guasto al materiale rotabile" o "per variazioni turno personale" le giustificazioni puù usate. "Negli ultimi tempi si sono verificati degli inconvenienti tecnici", ammette Donatella Castioni, dell'ufficio stampa delle Ferrovie. "Stiamo monitorando la situazione di quel treno per risolvere il problema ed evitare il ripetersi delle soppressioni".

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NOGARA. Esasperati dalle ripetute soppressioni del treno delle 6.33 Poggio Rusco-Verona (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La rivolta dei pendolari "Bloccheremo i binari" Le Ferrovie ammettono i problemi e parlano di inconvenienti tecnici "Ma ci stiamo lavorando"     Lino Fontana Pendolari in rivolta a Nogara. Al punto che sono pronti a scendere sui binari per bloccare il traffico lungo la direttrice Verona-Bologna. Ad esasperarli sono le continue soppressioni del treno regionale 2940 Poggio Rusco-Verona che dovrebbe fermare a Nogara alle 6.33 ed arrivare poi a Porta Nuova alle 7.01. Il condizionale è d'obbligo visto che ad una media di tre volte a settimana questo non accade. Tanto che la Regione Veneto è poi costretta a rimborsare con dei bonus, spendibili per comprare altri abbonamenti a prezzi ridotti, i pendolari rimasti a piedi. "Ma noi non vogliamo i bonus: esigiamo invece che il nostro treno passi puntale per portarci al lavoro" dice un'arrabbiatissima Oriella Leardini, impiegata a Verona e residente a Nogara: una delle vittime delle soppressioni. "Spesso e volentieri il treno viene soppresso ma noi lo sappiamo solo all'ultimo momento, verso le 6.30, e dobbiamo aspettare quello delle 7, arrivando in ritardo al lavoro", aggiunge Silvano Panzarini, impiegato all'Agenzia delle entrate di Verona. "Spesso il treno soppresso non viene sostituito con autobus", gli fa eco un maresciallo dell'esercito. "Così capita che arriviamo a Verona non prima delle 8". In tanti hanno firmato lettere e fax di protesta indirizzati alla direzione regionale delle Ferrovie: "Ma nessuno ha mai risposto". I pendolari si lamentano anche per l'annuncio della soppressione che avviene solo pochi minti prima dell'arrivo del treno fantasma "previsto in orario ma che alla fine circola a giorni alterni", aggiunge una viaggiatrice, "mentre, ironia della sorte, circola regolarmente sia di sabato sia di domenica". Oriella Leardini, che si fa da portavoce per altri viaggiatori, lamenta anche il fatto di pagare un abbonamento mensile di oltre 49 euro per usare un servizio che di fatto non viene fornito. "Mi alzo presto, consulto il sito internet delle Ferrovie che dà in tempo reale la situazione della circolazione di tutti i treni, e, puntualmente, il mio non risulta soppresso. Poi vado in stazione e scopro che il treno non c'è più. È una beffa". Come una beffa diventa il rimborso per il mancato utilizzo dell'abbonamento. Che spetta ai viaggiatori residenti nel Veneto ma non a quelli che salgono nelle due stazioni lombarde di Poggio Rusco e Ostiglia. Questo perché la tratta è di competenza della Regione Veneto, la quale "copre" i suoi cittadini ma non quelli di altre regioni. Misteri della burocrazia, al pari dei motivi che portano alle continue soppressioni del treno. Ad annunciarle è lo stesso capostazione di Nogara, dalla voce metallica dell'altoparlante: "Per guasto al materiale rotabile" o "per variazioni turno personale" le giustificazioni puù usate. "Negli ultimi tempi si sono verificati degli inconvenienti tecnici", ammette Donatella Castioni, dell'ufficio stampa delle Ferrovie. "Stiamo monitorando la situazione di quel treno per risolvere il problema ed evitare il ripetersi delle soppressioni".

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Indagine sui costi della burocrazia per i commercianti genovesi, seminario in via Fieschi (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

(15/6/2008 12:24) | (Sesto Potere) - Genova - 15 giugno 2008 - Quanto incidono, in termini di tempo e di costi, gli oneri amministrativi riguardanti la galassia di informazioni richiesta attraverso moduli, pratiche, comunicazioni web alle imprese da stato, regioni, enti locali in genere? Se lo chiede la Regione Liguria che, in previsione di una attesa semplificazione, con la riduzione del 25% di questi obblighi entro il 2012 decisa dalla Commissione Europea, ha promosso un convegno ad hoc in programma lunedì 16 giugno, alle 10, nella sede di Via Fieschi, 15 (sala 11' piano, torre A). Verrà presentata una Misurazione degli oneri amministrativi (Moa) che in questo caso riguarderà una rilevazione nel Comune di Genova .L'indagine regionale ha riguardato il settore del commercio, in particolare i pubblici esercizi (bar e ristoranti). Al convegno parteciperanno l'assessore alle Finanze della Regione Liguria Giovanni Battista Pittaluga, Mario Martelli della presidenza del Consiglio dei Ministri, Silvia Barbieri e Valeria De Magistris del Formez, gli autori della ricerca Guido Audasso e Micaela Ferrera, le associazioni di categoria, Giovanni Battista Poggi, direttore Programmazione e Pianificazione Strategica della Regione Liguria.

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Redditi bassi, turisti a casa (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Pagina 216 Parla il numero uno di Confcommercio Sangalli: "Nuovo sviluppo a La Maddalena" Redditi bassi, turisti a casa Parla il numero uno di Confcommercio Sangalli: "Nuovo sviluppo a La Maddalena" Niente vacanze per 21 milioni di italiani --> Niente vacanze per 21 milioni di italiani Si avvicina la partenza per le vacanze, ma molti italiani resteranno a casa: colpa dei redditi bassi. Se non si interviene sui redditi delle famiglie, ne risentiranno non solo i comparti manifatturieri ma anche quelli del terziario, a partire dal turismo. L'allarme viene lanciato da Carlo Sangalli, numero uno della Confcommercio nazionale, associazione che raggruppa oltre 700 mila imprese. Partiamo dai prezzi: il petrolio vola e l'inflazione non si ferma. Dove intervenire? "Se a monte aumentano materie prime e petrolio, non si può certo imputare al commercio la responsabilità dei rincari. La realtà è che siamo di fronte a un'inflazione importata e questo è un fenomeno comune a tutti i Paesi europei. Occorre agire tanto sul prelievo fiscale, quanto sulla diversificazione del mix energetico attuando i necessari investimenti infrastrutturali. Le ricordo che abbiamo una bolletta energetica che ha superato ormai i 70 miliardi con un aumento negli ultimi due anni di oltre 20 miliardi". L'Istat segnala una piccola ripresa del Pil a inizio 2008, ma solo grazie alle richieste dall'estero? "Nonostante sia migliore del previsto, c'è da dire che si tratta sempre di un dato che viene dopo il peggior trimestre degli ultimi otto anni al quale si aggiungono le previsioni per un secondo trimestre tutt'altro che rosee, e quindi l'ipotesi di una crescita zero è sempre in agguato". Confcommercio ha rilevato un forte calo dei consumi: colpa dei prezzi alti o dei redditi bassi? "Il vero problema del nostro Paese è la bassa crescita e oggi ci troviamo di fronte a una domanda per consumi che, per la prima volta negli ultimi due anni, registra un segno negativo anche per i servizi. Una vera e propria emergenza è il peggioramento dei consumi delle famiglie, strette tra l'eccessivo livello di tasse e l'aumento delle spese fisse: tocca indistintamente tutti i settori". Basterà il taglio dell'Ici? "È una misura condivisibile che, insieme alla detassazione degli straordinari e degli incentivi, consentirà di ridare un po' di fiato ai consumi ma per consolidare la fiducia di famiglie e imprese non è certo sufficiente. Occorrono interventi strutturali a partire dalla riduzione della spesa pubblica, della pressione fiscale sui redditi da lavoro e vere liberalizzazioni". L'Antitrust dice che le chiusure festive obbligatorie limitano la concorrenza. "Va favorita la concorrenza, a tutto vantaggio del consumatore, ma si dovrà tenere conto della vocazione più o meno turistica delle città, delle specificità dei centri urbani e soprattutto del mantenimento di un equilibrio distributivo in cui ci sia spazio per tutti, piccole, medie e grandi superfici". Brunetta ha dichiarato guerra a fannulloni e dirigenti burocrati: è la strada giusta per snellire i rapporti tra pubblico e privato? "Bene ogni iniziativa che miri a contrastare ed eliminare sacche di improduttività diffuse che generano solo inefficienze e sprechi. E auspichiamo interventi per una maggiore semplificazione a favore delle imprese per eliminare la "tassa" della burocrazia che, tra tempi di risposta e oneri amministrativi, genera un costo per le imprese pari all'1% del Pil". Turismo: il caro-petrolio avrà un impatto negativo anche su questo settore? O sono i redditi bassi a limitare le vacanze? "La prossima estate oltre 21 milioni di persone non andranno in vacanza e questo è certamente un sintomo di come il calo dei consumi vada a colpire settori tradizionalmente vivaci. Certamente l'adeguamento di alcune tariffe nei trasporti a causa del caro-petrolio farà la sua parte ma il vero problema della scarsa competitività e attrattività del turismo italiano è la mancanza di una politica di sistema, forte, integrata e coordinata a tutti i livelli istituzionali". Confcommercio ed Ente fiera di Milano stanno promuovendo la scuola di formazione turistica a La Maddalena. "La realizzazione, anche con il supporto dell'Università di Sassari e della Scuola superiore del commercio e del turismo, servizi e professioni di Milano, di un centro per la formazione e la ricerca di figure innovative del terziario e dei settori come la moda, i centri benessere e naturalmente il turismo, rappresenta certamente una valorizzazione dell'economia della Maddalena e di tutto il contesto sardo". GIUSEPPE DEIANA.

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Referendum per riscattare il parco (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 15-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Provincia di Sassari Pagina 7049 L'Asinara. Comitato cittadino per portare l'ex isola carcere sotto la Regione Referendum per riscattare il parco L'Asinara.. Comitato cittadino per portare l'ex isola carcere sotto la Regione --> Un referendum finalizzato a spazzare via il parco nazionale. L'Asinara in mano agli enti locali: questo è il "credo" del comitato promotore costituito da cittadini ed esponenti delle attività produttive. L'obiettivo è portare l'ex isola carcere sotto la sfera protettiva e unica della Regione. Un'iniziativa che potrebbe incontrare il favore anche del governatore Renato Soru, da sempre ostile al meccanismo dei parchi nazionali della Sardegna, definiti dal deus ex machina di viale Trento, durante una conferenza a Paulilatino nello scorso mese di ottobre, dei semplici "stipendifici". "Nel 1998, al momento della costituzione del parco nazionale, si crearono grandi aspettative che non si sono mai concretizzate", spiega Benedetto Sechi, rappresentante del comitato per il riscatto del parco. La complessità dell'ente di gestione non ha mai garantito buoni risultati, mentre una gestione regionale, in un periodo in cui nel Paese si discute di federalismo, è un'occasione formidabile, suggeriscono. Il comitato promotore parte da un punto fermo: per tornare a parlare di sviluppo, nell'isola bisogna prendere casa e residenza. Difficile però che lo Stato lasci di sua spontanea volontà gli immobili agli enti locali o a privati cittadini. "L'isola deve tornare ad essere ciò che era, abitata da persone legate all'attività del parco. Bisogna porre fine a questo mercato delle autorizzazioni avviato dall'ente di gestione che ha inibito qualsiasi iniziativa privata". Chiaro il riferimento ai pescatori, che denunciano l'esistenza di un rapporto controverso con il parco, fatto di burocrazia e costi eccessivi, con troppi divieti e senza nessun incentivo. I tre quesiti mirano ad annullare l'effetto della legge 394/91, quella secondo cui vengono istituiti i parchi nazionali: si chiederà ai cittadini di Porto Torres di tracciare una croce sul "sì" per trasformare l'Asinara in parco regionale, inserire i borghi storici di Cala d'Oliva e Cala Reale fuori dalla perimetrazione e farli amministrare dal Comune di Porto Torres, così come l'area marina protetta. Da domani partirà quindi la caccia alla firma (c'è bisogno di almeno un decimo degli aventi diritto al voto per dare il là al referendum consultivo) e i membri del comitato chiederanno ufficialmente alla Regione di aprire un tavolo di confronto con lo Stato. Nei prossimi giorni sarà anche attivato un blog dove i cittadini potranno condividere le informazioni sull'iniziativa popolare. SAMUELE SCHIRRA.

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<Questo paese è sempre esposto al pericolo di un'alluvione> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

TAIBON "Questo paese è sempre esposto al pericolo di un'alluvione" Taibon(mm) Il paese di Taibon è ancora a rischio alluvione. Nel 1966 il ponte in località Strapont venne strappato dalla furia del torrente Cordevole, mentre quello in centro (Pont de Togna), riuscì a resistere all'onda d'urto e l'acqua vi passò semplicemente sopra. Negli ultimi 40 anni il ponte crollato è stato ricostruito (senza piloni centrali) sullo stesso luogo del precedente. Genio Civile e Regione hanno lavorato invece negli alvei dei torrenti: il Cordevole infatti scende da nord e il Tegnas attraversa tutta la valle di San Lucano. I due corsi d'acqua s'incontrano proprio nel centro del paese, davanti al Municipio."Il torrente Tegnas -dice il sindaco Loretta Ben- presenta un alveo che non ha raggiunto standard di sicurezza sufficienti per la tranquillità di un paese. Per questo sollecito le autorità competenti ad attivarsi con gli interventi necessari in caso di eventuali e gravi avversità meteorologiche".Come dire che 42 anni non sono stati sufficienti per mettere un paese al riparo dai disastri idrogeologici."Bisogna ridurre -continua il sindaco- lo scollamento che c'è tra ciò che emerge e viene studiato nei laboratori di ricerca e l'effettiva gestione del territorio. C'è troppa burocrazia, disinteresse e superficialità".Il problema ben si inserisce nell'ambito di un 2008 che è "anno internazionale del pianeta terra"."Un motivo in più per darci da fare e predisporre gli alvei affinché il deflusso idrico non trovi impedimenti, evitando lutti e danni".Il sindaco chiede quindi di anticipare i tempi di intervento, ma anche di riflettere sul futuro."Sono certa -conclude Loretta Ben- che questi appelli non cadranno nel vuoto. Peraltro non voglio creare allarme; sono soltanto convinta che rappresentare un territorio significhi anche rendere partecipi gli altri delle preoccupazioni connesse a certi rischi, come quello idraulico".

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<Diventare preti non è eroismo> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Diventare preti non è eroismo" Parlano i giovani che saranno sacerdoti: "A disposizione ogni volta che il campanello suona" Strade diverse, ma la stessa meta: il sacerdozio. Da spendersi nelle relazioni, a costo di lasciar indietro piani pastorali e burocrazie che pur incombono nelle canoniche. Vocazioni in cui un peso determinante l'ha avuto il "contagio" della testimonianza di persone che, nella loro quotidianità, raccontavano di una vita piena e realizzata.Sono i tratti caratterizzanti le storie dei giovani friulani che saranno consacrati preti in giugno. Domenica 29, in cattedrale a Udine, monsignor Pietro Brollo, presiederà il rito solenne in cui prenderanno l'ordine tre chierici del Seminario interdiocesano di Castellerio, destinati a rimanere in diocesi, e sei salesiani (di cui uno originario di Vergnacco). Una settimana prima, il 21 giugno, a Roma diventerà prete un altro friulano di Tricesimo, appartenente alla Fraternità sacerdotale dei missionari di San Carlo Borromeo.Per Paolo Budai, 40 anni, della parrocchia udinese delle Grazie e ora in servizio a Mortegliano, la strada è iniziata molti anni fa quando, incontratosi con l'arcivescovo di allora, mons. Alfredo Battisti, questi gli disse: "Hai bisogno di farti leggere nel cuore. Ti mando per una settimana a Castelmonte". Lì, la frequentazione dei frati cappuccini fino a diventare uno di loro e poi la decisione di essere prete. Perché? "Cristo al centro della propria vita è libertà e serenità - risponde - e la fede è come un bel paio d'occhiali, con cui riesci a mettere a fuoco e affrontare le questioni della vita con speranza". È per questo che si augura che i "giovani siano avvinti dal Vangelo e dalla Chiesa, qualunque sia il progetto per cui si spenderanno".Oscar Pinaffo, il venticinquenne di Rualis di Cividale ora attivo a Gemona, vuole essere il prete "che fa sentire le persone a casa propria. Come lo è stato per me quando frequentavo don Mario e la mia parrocchia". Nei suoi progetti, piuttosto che programmi, il desiderio "di far percepire la nostalgia di Dio, toccando il cuore delle persone e 'colorando' la Chiesa di accoglienza. Come diceva Escrivà de Balaguer, mi sono fatto prete perché Cristo è la persona più bella che ho incontrato. Spero anch'io di farlo capire a qualcuno".Una laurea in Economia e commercio, un percorso professionale promettente e poi la scelta di dedicarsi ad una vita dove "entrate, uscite e indici di redditività" non li applicherà come li ha studiati. Ma per Nicola Degano, 32 di Pasian di Prato e attivo nella parrocchia di San Marco in Chiavris, non c'è stato verso, la sua serenità l'ha trovata entrando in seminario, "per spendersi per qualcosa che valeva la pena. Quasi una questione affettiva, la volontà di far capire anche agli altri quanto il Signore ti vuole bene e non ti abbandona, nonostante lo si possa pensare". Non lo preoccupa di essere prete in un'epoca in cui le chiese non sono gremite e i parroci sono oberati dalle contingenze : "È uno stimolo ulteriore ad andare incontro con maggior freschezza ai veri bisogni della gente, che oggi chiede innanzitutto di essere ascoltata". Questione di priorità: "Prima le relazioni, nell'assoluta gratuità. A disposizione ogni volta che il campanello suona".È friulano anche uno dei sei salesiani che saranno consacrati in cattedrale a Udine. Luca Della Bianca è nato e cresciuto ad Adegliacco e la sua chiamata è maturata nel mentre frequentava il gruppo scout che ha sede al Bearzi. Si è irrobustita a contatto con il movimento "Rinnovamento dello spirito" e si è definitivamente consolidata nel percorso formativo salesiano.Il volto di sacerdoti friulani, quelli di don Carlo Gervasi e don Cesare Scarbolo, la "causa" dell'ordinazione di Stefano Don, originario di Tricesimo, che diventerà prete a Roma e dirà la sua prima messa a Tricesimo il 29 giugno. Una laurea in ingegneria meccanica a Milano, un'esperienza affettiva importante e poi la scelta del sacerdozio "non perché qualcosa fosse andato storto, ma per il desiderio di diventare come quei sacerdoti che avevo incontrato" e far crescere la passione per la Chiesa che il nonno e la mamma prima e poi Cl gli avevano trasmesso. Quando se ne andò dalla Pittini, dove lavorava dai sei mesi, il cavaliere salutandolo gli disse: "Un gesto eroico il suo ha tutta la nostra stima". Per Stefano, però, la convinzione che non vi è nulla di eroico: "Non c'è nulla da aver paura - afferma - Cristo non toglie nulla e dà tutto".Antonella Lanfrit.

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Pozza entusiasta del Governo: <Ora ci siamo> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pozza entusiasta del Governo: "Ora ci siamo" Il Presidente degli Artigiani soddisfatto degli impegni presi da Berlusconi di fronte all'assemblea della categoria Di rado Mario Pozza e gli altri rappresentanti della Confartigianato della Marca sono tornati da un viaggio nei palazzi romani così entusiasti. Certo, giovedì giocavano "in casa", all'assemblea nazionale della loro organizzazione, ma le parole degli uomini del governo, ospiti dell'assise, sono stati motivo di soddisfazione e d'orgoglio.In particolare quanto detto da Maurizio Sacconi: "Il ministro si è dimostrato persona competente - conferma Pozza -, con le idee chiare e soprattutto che conosce le problematiche del nostro mondo". Il titolare del dicastero del Lavoro ha indicato alcune linee guida che intende seguire e che sono in perfetta sintonia con le proposte sostenute proprio dalla Confartigianato nostrana: dall'abolizione di una serie di adempimenti burocratici che gravano oltremodo sulle aziende alla valorizzazione degli enti bilaterali, anche nell'ambito degli ammortizzatori da utilizzare nei momenti di crisi. Ma l'aspetto che più ha fatto piacere agli artigiani è stato "il riconoscimento del ruolo della piccola impresa nel sistema economico italiano: una cosa non da poco".Anche il premier Silvio Berlusconi si è preso la sua dose di applausi. Ad esempio quando ha assicurato che il suo sarà "un governo artigiano" e che occorre "liberare l'impresa". I primi segnali positivi i "confartigiani" li avevano colti già nei giorni scorsi, quando il governo aveva ritirato la norma che stabiliva una responsabilità solidale tra appaltatore e sub-appaltatore: ovvero, l'impresa che affidava dei lavori ad un'altra ditta doveva rispondere di eventuali irregolarità commesse da quest'ultima. "Un primo, significativo passo che va nella direzione di eliminare burocrazia e costi per le aziende - aveva spiegato il leader della Confartigianato provinciale -. Perchè questa disposizione avrebbe comportato pesanti oneri amministrativi fino a bloccare l'attività di più di un'impresa".Ora gli esponenti dell'esecutivo hanno ribadito che è finita l'era della contrattazione a tre, governo - sindacati - Confindustria. "E a riprova che non si tratta solo di promesse propagandistiche, si sono assunti questo impegno davanti a Bonanni e Marcegaglia (segretario della Cisl e presidente degli industriali, ndr), anch'essi in prima fila alla nostra assemblea".Insomma, "una giornata da mettere agli annali", per usare l'espressione dello stesso Pozza: "Siamo sulla strada giusta. Siamo contenti soprattutto perché i temi sollevati nell'assemblea e le indicazioni arrivate dal governo - sottolinea il presidente - dimostrano che le battaglie che abbiamo portato avanti a Treviso nei mesi scorsi, anche con mobilitazioni di piazza, non erano proteste fini a sè stesse, ma avevano motivazioni concrete".Mattia Zanardo.

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I mass media stanno dando in questi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

I mass media stanno dando in questi giorni notevole risalto al caso dell'Istituto Clinico Santa Rita di Milano che si è risolto, per il momento, con l'arresto di 14 persone e avvisi di garanzia per altre 19 con accuse che vedono una quindicina di persone accusate di reati efferati, dall'omicidio volontario alle lesioni gravi e gravissime, a truffa e falso ai danni della Regione Lombardia.La dis-cultura dell'avidità, la mercificazione degli esseri umani ridotti ad assemblaggio di "pezzi" da togliere o aggiungere purché fruttino soldi, ci lasciano annichiliti. Non solo per i medici che in cambio di denaro hanno stracciato il giuramento di Ippocrate ed ogni valore etico, ma anche per l'organizzazione che stava alle loro spalle e che ingrassava il proprio portafoglio imbrogliando e saccheggiando il sistema sanitario nazionale.Ci piacerebbe, certo, che quest'inchiesta fosse un clamoroso abbaglio. Tuttavia le intercettazioni si impongono con agghiacciante evidenza.Dobbiamo tutti vergognarci per quanto è successo a Milano. Ci auguriamo che i colpevoli - se accertati - scontino una condanna durissima ed ancora più i loro mandanti. Nessuno può chiamarsi fuori, se con il silenzio e l'ignavia, perseguendo il proprio interesse particolare, si è reso complice dell'accaduto.Tuttavia, anziché riflettere sull'abominio del Santa Rita e pensare a mettere in atto correttivi e controlli che ne impediscano il ripetersi, da più parti si è colta l'occasione per spostare il tiro, contestando il sistema dei Drg (tariffe erogate dallo Stato a fronte di prestazioni fornite dalle strutture sanitarie), sostenendo che il fatto stesso di aver fissato delle tariffe corrisponderebbe, in qualche modo, alla commercializzazione della sanità.Un tempo il problema delle comunità era l'alto indice di mortalità di bambini e adulti non curati. Oggi il fenomeno che affligge tutto il mondo occidentale è l'invecchiamento ad oltranza della popolazione. Ne consegue che la sanità costa sempre di più e funziona nel complesso talmente bene che l'aumento della vita media è salito in modo considerevole. Entro 20 anni negli Stati Uniti la Sanità coprirà il Prodotto interno lordo dell'intero Paese. E' vero che la salute non ha prezzo, è vero anche che tutti siamo tenuti in qualche modo a "misurare" in termini economici quanto possiamo effettivamente distribuire per la cura della salute pubblica senza mandare gli Stati in bancarotta.Mi è anche sembrato di cogliere qua e là nelle reazioni allo scandalo Santa Rita una non larvata colpevolizzazione del privato, in quanto portatore per definizione di soli interessi economici. Mi sembra una forzatura, viziata da una vecchia ideologia.Abbiamo in Italia esempi luminosi di un privato capace ed efficiente che dà ottimi risultati (penso all'Istituto oncologico europeo del professor Umberto Veronesi), così come abbiamo a volte un pubblico costoso ed inefficiente.Capita di trovare nel pubblico persone straordinarie capaci di grande dedizione, impegno e professionalità, e nel privato manager che tendono solo al risultato prefissato del budget. Compete dunque al Ministero ed alle Regioni l'arduo compito di indirizzare, programmare, controllare, autorizzare, premiare e punire. C'è bisogno di mutamenti in un coerente e virtuoso circolo di emulazione e corretta competizione. Ed in questa ottica il privato può muoversi con maggiore sollecitudine col solo vincolo del risultato.Il Veneto, che è una delle aree al mondo con la sanità migliore, per efficienza e qualità, non sembra presentare situazioni quali quelle riscontrate a Milano. Di questo risultato dobbiamo ringraziare coloro che per lungimiranza politica ed amministrativa lo hanno reso possibile. L'esperienza maturata in otto anni di direzione di un'azienda sanitaria mi inducono ad alcune riflessioni. Quando, appena arrivato all'Ulss di Venezia, feci fare alcune verifiche sull'appropriatezza (cioè sulla correttezza) delle richieste di rimborso dei privati ottenni come risultato che la burocrazia regionale, a fronte della mia denuncia degli "errori" scoperti, tolse alla Ulss il potere ispettivo sulla base del ragionamento che la verifica competesse ad una struttura "terza" tra Ulss e Privato. Ora fortunatamente questa norma è stata abrogata.Quando mi è capitato di rilevare errori, manchevolezze, procedure non corrette, ipotesi di comportamento dubbio da parte di privati, ho constatato l'immediato atto d'accusa da parte di alcuni amministratori e il silenzio dei rimanenti.Atto d'accusa spesso non preceduto neppure da un tentativo di conoscenza dei fatti. In queste circostanze, curiosamente ho notato che l'atteggiamento di buona parte dell'opinione pubblica e dei mass media è stato tendenzialmente favorevole al privato, sia perché questo si è fatto scudo dei comprensibili timori dei famigliari, sia perché si è eretto a difensore dei lavoratori e dei loro ovviamente legittimi interessi.La conclusione non può che essere amara: medici che sanno e tacciono, la burocrazia che non sempre interviene, i mass media che preferiscono gli scandali alle inchieste, i politici che per un pugno di voti difendono ogni causa. L'unica speranza è cercare davvero di abbattere il muro di ipocrisia, di lassismo, di avidità che ci sta soffocando. Forse siamo ancora in tempo.*Direttore generaleUlss 12 Veneziana.

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FORSE NON C'è LA VOLONTà DI VENDERE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

POLEMICI I GEMELLI DI MORRA " Forse non c'è la volontà di vendere" LUIGI PISANO I Carino insistono ma il dialogo è destinato a interrompersi. Ieri sera l'ultima telefonata con Pugliese nel corso della quale il divario tra i fratelli di Morra e il patron Massimo Pugliese si è ulteriormente allargato. Pugliese vuole passare dalle parole ai fatti e chiede immediatamente le fideiussioni, i Carino tirano, invece, per le lunghe. "Sappiamo che per il 20 giugno non è possibile il trasferimento delle quote - spiega Francesco Carino -. Ma a me interessa che il curatore fallimentare ci attesti che ci sarà il passaggio dell'intero pacchetto azionario, anche se bisognerà aspettare i tempi della burocrazia italiana. In sostanza, non vogliamo ritrovarci come socio qualche presidente del passato. Siamo disposti ad attendere pure fino a gennaio del 2009, ma puntiamo alla piena titolarità delle azioni dell'Avellino calcio. Poi, fino al 26 giugno visioneremo tutti i bilanci". Ma Pugliese non intende affatto aspettare. Nella telefonata ha praticamente detto che solo l'invio delle garanzie economiche richieste può far riaprire la trattativa che, per il momento, appare praticamente chiusa. "Le banche degli editori Costa e Candelaresi sono tutte italiane, nessuno ha mai parlato di istitui di credito stranieri - insistono i Carino - Nel momento in cui avremo la certificazione della piena titolarità delle azioni daremo le garanzie economiche. Probabilmente Pugliese non vuole affatto vendere". Alla luce dell'ultimo contatto i Carino sono destinati, come nel passato, a uscire di scena dopo la solita settimana di visibilità.

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LO SCALO CASERTANO RESTA IL FULCRO DEL PIANO DI RILANCIO E POTENZIAMENTO DEL SISTEMA AEROPORTUALE CA (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo scalo casertano resta il fulcro del piano di rilancio e potenziamento del sistema aeroportuale campano voluto e finanziato dalla Regione, con l'ipotesi di delocalizzarvi entro dieci anni gran parte dell'attività di Capodichino. Ma Pontecagnano, che di quel sistema era e rimane il terzo polo, con una "mission" diversa e un bacino di utenza non del tutto assimilabile a quello degli altri due, ha fatto più in fretta. Sfruttando la dotazione logistica (a partire da una pista corta ma in grado di garantire il decollo e l'atterraggio di charter di media capienza) e la concretezza dello spirito imprenditoriale, ha trasformato la speranza in realtà. E anche se la compagnia che effettuerà i primi voli non è il vettore ufficiale dello scalo, che la società di gestione indicherà tra breve, i conti tornano: la sinergia tra i finanziamenti della Regione e il capitale privato permette a Pontecagnano di essere a tutti gli effetti il secondo aeroporto campano, un traguardo che nessuno aveva immaginato. Per anni si è continuato a ripetere che questo ruolo spettava a Grazzanise. Desolante e improduttivo il tormentone iniziato alla fine degli anni Sessanta: Grazzanise nuovo scalo di Napoli, una volta superata la concorrenza di Lago Patria. Fiumi di parole e un colossale equivoco, venuto a galla solo da poco: lo scalo militare che avrebbe dovuto ospitare anche quello civile in un'ottica di "couso" sbandierata a ogni livello, non è più disponibile. Resterà alla forza armata: tutta "colpa" dell'attentato alle torri gemelle del 2001 e delle mutate esigenze di difesa degli spazi aerei. Niente passeggeri, niente charters e voli internazionali. L'attuale aeroporto continuerà ad essere utilizzato solo dai caccia intercettori dello stormo Baracca cui è affidato il controllo dell'area centrale dei cieli italiani. La Regione è dovuta correre ai ripari localizzando un'area attigua per progettare, attraverso la Gesac (la società che gestisce Capodichino), il nuovo scalo civile. Quello, per intenderci, destinato a potenziare e al tempo stesso a decongestionare Napoli. In cinque anni lo staff guidato dall'assessore Ennio Cascetta ha prodotto atti e garantito i primi finanziamenti: ma l'aeroporto ancora non c'è. Arriverà solo se anche il governo centrale assicurerà i fondi di sua competenza: e anche questi per ora mancano all'appello. Cascetta tornerà a bussare nei prossimi giorni sperando che le assicurazioni ricevute dall'ex ministro dei trasporti Bianchi siano ribadite dal successore, Matteoli. Missione quasi impossibile visto che proprio di recente il governo ha fatto capire che molte delle priorità previste al capitolo "grandi opere" rischiano di restare a secco. L'aeroporto di Grazzanise è tra queste. E che non si tratti solo di pessimismo lo confermano i tagli alla spesa annunciati dal ministro Tremonti per la prossima Finanziaria. "Grazzanise due" condannata all'incertezza, altro che sinonimo di vendetta sui ritardi della burocrazia e sulle incertezze decennali di un'intera classe politica. Nando Santonastaso.

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SALVATORE NON PUò RIENTRARE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

RESPINTA LA RICHIESTA DEL SEGRETARIO Salvatore non può rientrare SABATO LEO L'ex segretario generale del comune di Salerno, Fausto Salvatore, non potrà rientrare al vertice della burocrazia di Palazzo di Città, dove voleva rimanere in servizio fino al compimento del 70° anno. A sentenziarlo é stato il Giudice del Lavoro, Lia De Benedetto, che ha respinto, in sede di merito, il ricorso di Salvatore, in pensione dal 1° settembre del 2007, contro l'Agenzia autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali. Il magistrato ha anche condannato il ricorrente a pagare le spese processuali (3.500 euro) a favore dell'Agenzia, ente datore di lavoro dei segretari. Con il deposito della sentenza, il sindaco Vincenzo De Luca ha l'obbligo di scegliere il nuovo segretario, perché ogni comune ne deve avere uno. Perfezionata la designazione, un adempimento che é di esclusiva competenza del primo cittadino, dovrà lasciare il segretario generale della Provincia, Gennaro Caliendo, che svolge l'incarico di sola assistenza agli organi (giunta e consiglio comunale). Salvatore aveva impugnato la determinazione dell'Agenzia che lo aveva autorizzato a rimanere in servizio, oltre il 65° anno di età ,per un ulteriore biennio, dal 1° settembre del 2005, ma non fino a 70 anni. A dicembre del 2004, anche la giunta-De Biase si era espressa favorevolmente. Già il Giudice del Lavoro aveva dato torto a Salvatore. Nella causa sono intervenuti gli avvocati Claudio Preziosi ed Antonello Scuderi (ricorrente), Nicola Scarpa (Agenzia) e Giuseppe Spagnuolo e Sabino Di Blasi (comune Salerno). Salvatore, intanto, conserva alcuni importanti incarichi a Palazzo di Città. E' presidente del Nucleo di controllo strategico e del Nucleo di valutazione dei dirigenti, incarichi sui quali il consigliere di opposizione Fausto Morrone ha presentato un'interrogazione al sindaco.

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BOCCIATA L'UNIONE DEI BUROCRATI, IL RILANCIO CON SARKOZY (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Bocciata l'Unione dei burocrati, il rilancio con Sarkozy" TERESA BARTOLI Roma. "È stata bocciata un'Europa che non lascia spazio ai sogni, che non ha più una missione. Prima c'è stato il sogno della pace, poi quello riunificazione. E ora? La burocrazia": dopo il no di Dublino al Trattato di Lisbona Andrea Ronchi, ministro delle Politiche comunitarie, esponente di An, chiede all'Italia di convogliare le energie dei padri fondatori dell'Unione verso una rifondazione ideale e culturale. Come risponderà il governo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che chiede "scelte coraggiose" dopo il no dell'Irlanda al trattato di Lisbona? "La scelta coraggiosa più che di dimensione politica deve essere culturale e ideale. Quella che è stata sconfitta è l'Europa della burocrazia, che dà la sensazione di non avere una tradizione condivisa, di non avere dei valori da difendere, che non ha senso di appartenenza. Perché vogliamo dimenticare che quando Fini, alla Commissione europea, voleva inserire un richiamo alle radici cristiane dell'Europa, la sua iniziativa fu di fatto impedita? Una Europa simile è destinata ad essere avulsa dal destino quotidiano delle persone". Questa offensiva culturale vuol dire rinviare la ratifica del Trattato di Lisbona? "Non si tratta di rinviare ma di prendere atto del fatto che l'Europa è in empasse. L'Italia deve fare la sua parte, chiamando gli altri paesi fondatori dell'Unione ad un impegno forte di rilancio dell'Europa su altre basi. Non si tratta di ratificare o bocciare un Trattato". Il leader del Pd Walter Veltroni invece chiede di votare il più presto possibile il Trattato per dare un segnale. "Questo lo deciderà collegialmente il governo. Voglio ricordare che prima Fini nel suo discorso di insediamento come presidente della Camera, poi il governo, collegialmente, dissero sì a quel documento. Quindi sulla posizione dell'Italia non ci sono dubbi. Il punto è che questo voto è una battuta di arresto su un concetto di Europa e l'Europa va rilanciata su altre basi". Quali? "Per esempio quella delle grandi emergenze. Serve una risposta comunitaria a temi come quelli ambientali, della sicurezza o delle infrastrutture, il dibattito sulle nuove povertà o sull'immigrazione. Per questo sono d'accordo con Sarkozy nel pensare che il semestre di presidenza francese può essere un'occasione non per fare un direttorio ma per riprendere un cammino basato sui temi concreti della vita dei cittadini europei. Sono queste le grandi sfide cui rispondere, altrimenti si va a sbattere un'altra volta. Il problema che appassiona gli europei non è certo quello del peso medio dei pomodori". Allora è d'accordo con la Lega che sottolinea come, ogni volta che hanno potuto pronunciarsi, i cittadini europei si sono pronunciati contro Bruxelles? "Il punto non è essere o meno daccordo con la Lega. Il fatto è che una Europa di burocrati, fredda e senz'anima, non è quella per la quale lavorarono i nostri padri e che noi sogniamo". Ha provato imbarazzo nel vedere la Lega brindare al voto irlandese? "L'ho già detto prima: il governo ha detto sì all'unanimità - lo ripeto, all'unanimità - alla ratifica del Trattato di Lisbona. Io sto agli atti ed ai comportamenti concreti dei nostri alleati".

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Bonazzi confermato presidente di Agriturist Emilia-Romagna (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 15-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

(15/6/2008 20:00) | (Sesto Potere) - Bologna - 15 giugno 2008 -Lorenzo Bonazzi è stato confermato presidente di Agriturist Emilia-Romagna e rimarrà in carica per tre anni. Nel ringraziare i soci per la fiducia rinnovata, il presidente ha sottolineato “l'importanza di consolidare e rafforzare sul territorio regionale le sezioni Agriturist Provinciali”. “Solo attraverso un'adeguata operatività degli sportelli provinciali – ha detto - l'associazione regionale è in grado di cogliere le esigenze degli agriturismi e portare nelle sedi opportune le istanze da sostenere a favore degli operatori che sono sempre più in difficoltà per i problemi legati ai bilanci delle aziende agricole e alla burocrazia imperante”. Sul fronte legislativo Bonazzi ha richiamato l'attenzione sull'urgenza di adeguare la legge regionale attraverso una nuova normativa che “pur garantendo lo stretto ancoraggio della attività agrituristica all'azienda agricola in termini di spazi e di produzioni, consenta quella flessibilità applicativa tesa alla valorizzazione del territorio inteso come un unico contenitore in grado do offrire storia, cultura, ambiente e prodotti agricoli”. “Attraverso la ristorazione e la vendita diretta – ha detto il presidente di Agriturist Emilia-Romagna - vengono veicolati all'ospite-consumatore non solo i prodotti tipici ma anche una cucina strettamente ancorata alla migliore tradizione enogastronomica emiliano-romagnola”. Bonazzi ha infine rinnovato l'impegno a favore della promozione dell'offerta agrituristica. “Le azioni promozionali dell'ospitalità devono intercettare quel potenziale di domanda di alloggio turistico rappresentato dal flusso di turisti stranieri che transitano nella nostra regione per raggiungere le parti più meridionali del nostro paese”. L'Emilia-Romagna, infatti, “oltre ad essere una ricchezza per il turista in termini di ambiente e di tradizioni rappresenta una tappa strategica per raggiungere in non più di due ore di auto, luoghi famosi in tutto il mondo come Firenze, Venezia, Verona, le Cinque Terre e il lago di Garda”.

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La Lega brinda. Veltroni incalza: Avanti con la ratifica (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL TRATTATO Calderoli: è morto, inutile impegnare il parlamento. Il Pd: il governo dica in aula da che parte sta La Lega brinda. Veltroni incalza: "Avanti con la ratifica" ROMA Il trattato di Lisbona "è morto", meglio fargli subito il funerale e ripartire dai "principi di Maastricht" piuttosto che dalle "lobbies economiche e dalla burocrazia". Il leghista Roberto Calderoli insiste, il no irlandese al referendum sulla Ue è benzina nel motore per i padani, visto che era stato proprio il ministro per la semplificazione a complicare le cose al suo governo, al momento dei sì del consiglio dei ministri al trattato, chiedendo un referendum anche in Italia, previa approvazione di un disegno di legge costituzionale che lo rendesse possibile. E ora, le camicie verdi brindando a Milano con lattine di Guinness, "perché non si può far votare un paese e poi contestare il risultato che ha visto uniti cattolici e indipendentisti dello Sinn Fein", reclama il deputato leghista Matteo Salvini. Lattine di birra la mattina, e nota del ministro Calderoli la sera, a formalizzare i commenti a caldo: "Il voto dell'Irlanda, che segue quelli già negativi di Francia e Olanda degli anni scorsi, non deve portare a un accanimento terapeutico di un Trattato che è già morto. Il Trattato in questione può essere approvato solo con il sì di tutti, e sottolineo tutti, i 27 Stati membri. Chiunque sostenga la necessità di dover procedere comunque, si assume la responsabilità di impegnare il parlamento per mesi, con i relativi costi a carico del cittadino, per l'approvazione di un Trattato che ormai non può avere alcun valore". Così Claderoli. Se la Lega è netta, il resto della maggioranza cerca a fatica di tenere la barra dritta. Il ministro dell'economia, il forzista Giulio Tremonti, invita a riflettere: "Soffriamo di un problema di consenso democratico, il voto negativo in Irlanda è un messaggio del popolo", dice. Mentre dall'opposizione, Walter Veltroni si attesta senza esitare sulla posizione del presidente della repubblica Giorgio Napolitano (avanti con chi ci sta, "è impensabile che il voto irlandese blocchi il percorso dell'Europa", ha affermato venerdì il capo dello stato) e incalza: "Il voto irlandese deve spingere l'Italia a una accelerazione nella discussione e nell'approvazione del trattato di Lisbona", sostiene il segretario del Pd. E chiama allo scoperto: "Tra quindici giorni in senato inizierà il dibattito che dovrà procedere con rapidità. Noi siamo in prima linea per affermare posizioni europeiste, il governo invece appare incerto e diviso. Chiarisca in parlamento se c'è una posizione comune al proprio interno o se vi sono due linee contrapposte su un punto di programma fondamentale". Il Pdl si barcamena, in attesa di capire meglio: sì alla ratifica del Trattato, ma immaginando "condizioni aggiuntive" per rispondere al messaggio dell'Irlanda, dice ad esempio il vicecapogruppo alla camera Osvaldo Napoli. E per il coordinatore forzista Denis Verdini "indietro non si torna", ma "serve una riflessione netta sulle istituzioni, che non devono gravare sul cittadino. Bisogna che la politica si adegui e trovi le giuste soluzioni".(mi. b.).

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Turismo da incentivare ma non basta (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Turismo da incentivare ma non basta" La ricetta delle associazioni locali per l'economia carpigiana "E' necessario sostenere le imprese con strumenti di cui dispone il Comune" Quale scenario economico futuro attende Carpi? La Giunta Campedelli si sta muovendo bene per preparare la città alla competizione globale? Abbiamo posto i quesiti ai rappresentanti delle associazioni imprenditoriali locali. Cna, Confcommercio, Lapam e Confesercenti hanno risposto con una serie di valutazioni sulle prospettive economiche di Carpi. "Speriamo che non abbiano ragione quegli economisti inglesi che prevedono che le uniche attività economiche di successo nel nostro Paese saranno limitate all'alimentare di qualità e al turismo. Anche in un scenario così pessimistico comunque Carpi avrebbe le sue carte da giocare, e bene fa l'amministrazione comunale ad impegnarsi in questi settori". E' questa la conclusione di Cna, Confcommercio, Lapam e Confesercenti sulle prospettive economiche della città. Ma è sufficiente aprire la città al turismo per garantire uno sviluppo economico a Carpi? Quella di incentivare il turismo sembra la linea scelta dall'attuale amministrazione, è da condividere a pieno? "Alcuni anni fa a Carpi si faceva un gran parlare di diversificazione produttiva. Molti gli studi compiuti, i seminari fatti: non ne uscì nessun vero progetto ma nei fatti un processo di diversificazione c'è stato, se è vero che nel 1985 circa il 70% del PIL carpigiano era prodotto dal settore tessile-abbigliamento ed oggi l'incidenza di tale comparto è scesa sotto il 50%. E' cresciuto il peso di importanti comparti quali la meccanica, il packaging, la plastica, i servizi specialistici alle imprese. Questo a testimonianza del fatto che il mercato è libero", ricordano le associazioni. "Le possibilità di intervento del Comune sono limitate poiché non può certo condizionare le tendenze economiche globali. Può però accompagnare e sostenere le imprese nelle loro dinamiche evolutive - rimarcano le associazioni che non tralasciano di sottolineare l'importanza anche di progetti di formazione molto avanzata - utilizzando gli strumenti a disposizione: norme urbanistiche ed edilizie semplificate, riduzione della burocrazia, sviluppo degli insediamenti produttivi, servizi sociali, promozione delle eccellenze del territorio e, perché no, valorizzazione delle potenzialità turistiche della città, perché anche il turismo può creare opportunità e vantaggi per l'intera economia locale". Ma ecco una voce contro: per Roberto Andreoli, capogruppo forzista in consiglio comunale: "Non è sufficiente aprire la città al turismo per garantire uno sviluppo economico. Non lo è perché Carpi non offre attrattive peculiari. Non si creda che sia sufficiente avere una piazza grande o il Percorso della Memoria per essere centro di richiamo. Sono cose positive ma non sufficienti, come non lo sono grandi eventi spot come il Giro d'Italia o il Festival della Filosofia. Mancano i contenuti mentre ci sono nuovi, assai costosi contenitori (Palazzo Pio è l'ultimo esempio) che sono vuoti. Uno strumento fondamentale per dare gambe alla gestione del Palazzo e del centro storico come la Fondazione A. Pio (struttura mista pubblico-privata che metteva assieme diversi soggetti per gestire l'esistente) deve ancora nascere dopo quattro anni dalla sua ideazione. Non esiste quindi un progetto complessivo ma solo interventi slegati tra loro. L'Amministrazione pare non voglia sottrarsi dal controllare direttamente ogni evento. Altre esperienze in altre città, hanno affidato anche ad agenzie private l'utilizzo e la gestione degli spazi museali - importanti e frequentissime mostre tematiche a Brescia come a Treviso sono lì a dimostrarlo". "Buttarsi sul turismo - prosegue Andreoli (FI) - crediamo sia una visione un po' miope. Allora quale settore privilegiare? Non credo sia una scelta che spetti a un'amministrazione. Quelle che hanno amministrato Carpi da decenni hanno puntato solo su tessile-abbigliamento, non fornendo ad altri settori le medesime attenzioni. Oggi ci troviamo nella situazione in cui ci sono per la prima volta più aziende edili che di tessile-abbigliamento, ma il mercato immobiliare ha subito negli ultimi mesi un repentino rallentamento e ora è fermo". "E' compito di un'amministrazione - conclude - fornire alle imprese indistintamente del suo territorio servizi agili e snelli, risposte rapide, lotti edificabili a prezzi contenuti, infrastrutture viarie adeguate. Molti aspetti che attraggono un turista sono gli stessi che attraggono un'azienda". (daniela lo conte).

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Regolarizzare gli immigrati (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Regolarizzare gli immigrati" Pontecagnano, la rabbia degli imprenditori agricoli " PONTECAGNANO. Regolarizzazione degli immigrati, è caos a Pontecagnano Faiano. Contrariamente a quanto sta accadendo in questi giorni nella piana del Sele, ove controlli serrati da parte dell'autoritá competente hanno portato alla luce l'impiego di manodopera di clandestini non regolarizzati, dal comune picentino si solleva una singolare protesta. Ma di che cosa si tratta esattamente? " A puntare il dito contro un sistema lento e farraginoso sono alcuni imprenditori agricoli locali alle prese con le "scartoffie" per regolare gli immigrati che lavorano le terre di loro proprietá. " "Per la definizione di una pratica - esordiscono - occorre attendere degli anni". La burocrazia lumaca, dunque, fa parlare ancora di sé. Alla base della denuncia l'impossibilitá degli imprenditori di legalizzare la presenza degli immigrati nelle loro campagne. " "Non solo non ci permettono di lavorare con tranquillitá - continuano - ma dobbiamo anche essere accusati di alimentare il lavoro nero. Sicuramente ci sará qualcuno avvezzo a tale pratica ma non per questo dobbiamo essere tutti etichettati. Anche se al punto in cui siamo - dichiarano - l'incentivo ad assumere personale senza una regolare posizione proviene proprio da chi dovrebbe adoperarsi per definire le pratiche e che, invece, non lo fa". " Il paradosso è evidente: da una parte l'ente che si affanna a scovare gli imprenditori che si servono di manodopera non dichiarata ai fini del permesso di soggiorno e contributiva, dall'altra gli stessi datori di lavoro che si lamentano dell'inefficienza di chi dovrebbe mettere in atto tutte le procedure per risolvere le questioni e in tempi brevi. " "Subiamo danno su danno - ribadiscono infuriati - perché gli imprenditori onesti che non se la sentono di rischiare sono costretti ad abbandonare le colture giá avviate con una perdita economica notevole, oltre alla paralisi del comparto agricolo". " Altri invece, esasperati dalla situazione, si affidano alla sorte scongiurando eventuali controlli dei militari. La rabbia è tanta e per avallare quanto asserito producono una dettagliata documentazione. " "Queste sono le ricevute delle raccomandate - evidenziano - che sono state inoltrate tra febbraio ed aprile di due anni fa all'ente preposto per avviare le pratiche di assunzione di tre immigrati e per le quali non abbiamo mai ricevuto risposta". Ma a chi bisogna addossare le responsabilitá di tutto ciò? "Di certo al sistema - denunciano - ma ancor di più ai dipendenti di questi enti che tutto fanno tranne che lavorare. E si sono rivelati inutili anche i solleciti da parte nostra. Questa gente è sorda come una campana". " Insomma, un altro aspetto della giá difficile situazione nella quale si trovano a versare gli immigrati e i datori di lavoro in una zona difficile e complessa quale è da sempre la Piana del Sele. Teresa Erra.

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A proposito dell'esultanza con cui la Lega ha accolto il risultato irlandese (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta del Sud" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il ministro-ombra Fassino incalza "Berlusconi dica da che parte sta" ROMA "Il governo informi nelle prossime ore il Parlamento sugli orientamenti con cui l'Italia si presenterà, a fine settimana, al Consiglio Europeo che discuterà sulle conseguenze del referendum irlandese". È la richiesta avanzata da Piero Fassino, titolare degli Affari esteri del governo ombra del Pd. "Sarebbe altresì essenziale ha aggiunto Fassino che il governo confermasse di voler sottoporre al Parlamento la ratifica del trattato di Lisbona nelle prossime settimane, secondo il calendario previsto. Sono chiarimenti essenziali ha sottolineato l'esponente del governo ombra perché sconcerta il silenzio reticente e imbarazzato del Presidente del Consiglio e di gran parte del governo di fronte alle esternazioni del ministro Calderoli e di esponenti leghisti, che danno fiato a umori antieuropei dannosi per l'Italia e la sua credibilità. Vorremmo essere sicuri ha concluso Fassino che i buoni propositi del ministro Frattini corrispondessero non solo a convincimenti personali, ma all'effettivo orientamento del governo". A proposito dell'esultanza leghista dopo il "no" irlandese il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, commenta: "È vero, c'è troppa burocrazia, ma brindare come ha fatto la Lega è irresponsabile. Come avevamo detto in campagna elettorale, la golden share del governo è in mano a una forza antieuropea". Secondo Casini, il risultato irlandese rappresenta "un brutto segno, ma aggiunge non dobbiamo scoraggiarci, bisogna andare avanti. Su temi come la sicurezza, l'immigrazione e l'energia, i Paesi che sono pronti conclude vadano avanti, anche in gruppi ristretti. I cittadini capiranno". Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo vicario del PdL al Senato, replica alle critiche che arrivano da sinistra: "Non importa se per opportunismo o per giacobinismo, da quella parte non si vuol vedere la realtà: la richiesta della Lega di coinvolgere il popolo non ha nulla di scandaloso". E spiega: "Che il Trattato di Lisbona sia stato bocciato in un referendum popolare in Irlanda è un fatto, e che il Trattato stesso preveda che l'unica forma di entrata in vigore possa essere all'unanimità è un altro fatto. E da questi fatti, piaccia o meno, non si può sfuggire. Di fronte a tale situazione è necessario ponderare i propri comportamenti e coordinarli con quelli degli altri partner. Quando questo avverrà prosegue l'Italia non si tirerà indietro dal fare la sua parte. Ma, insisto, non c'è nulla di grave nella richiesta della Lega di coinvolgere il popolo nei processi di costruzione europea. Essa piuttosto secondo Quagliariello evidenzia l'obiettivo aspetto di debolezza della costruzione dell'Europa che il risultato irlandese ha confermato".

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Mille volontari per la lunga carovana (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Duecentocinquanta le donne che hanno sfidato il vento, il freddo e la neve, ad alzare le braccia al cielo in piazza Maggiore è Monica Bandini Mille volontari per la lunga carovana Impressionanti i numeri della macchina organizzativa, ottanta i sanitari GRANFONDO CAMPAGNOLO RAFFAELE SCOTTINI FELTRE. Il ciclismo è passione e sofferenza. Ti chiede sacrificio e sudore, ma ti regala tante gioie e soddisfazioni. Lo sanno benissimo le atlete che hanno tagliato il traguardo con le braccia al cielo e la felicità nel cuore per l'impresa compiuta. E' finita in gloria per Monica Bandini del team Sintesi, che ha completato il percorso lungo dopo 8 ore, 19 minuti e 47 secondi, pedalando ad una media oraria di 25,93 chilometri. Al secondo posto si è classificata Anna Corona della squadra Armistizio hard service, con il cronometro bloccato a 8 ore, 46 primi e 49 secondi, coperte alla velocità di 24,61 chilometri all'ora. Per chiudere il podio, Gabriella Emaldi del Pedale bianconero ha conquistato la piazza d'onore dopo 9 ore, 3 minuti e 6 secondi, viaggiando a 23,87 chilometri orari. In tutto, le donne al via della corsa ciclistica su strada della Granfondo Campagnolo sono state 250, sul totale di 3300 partenti (ma gli iscritti erano 3800). Tra questi poi, erano quasi 400 gli stranieri provenienti da tutto il mondo che hanno arricchito la manifestazione sportiva con la loro partecipazione. Addirittura un gruppetto di dieci corridori brasiliani. Dietro di loro, un esercito di volontari. I numeri parlano di 1000 persone che si sono impegnate a dare una mano. La macchina dell'organizzazione si è mossa con 470 addetti al controllo delle strade, specialmente nei punti più pericolosi come gli incroci. Sei motociclette hanno seguito l'andamento della viabilità per evitare situazioni a rischio, dodici ambulanze erano pronte ad intervenire in qualsiasi momento, più altre due in coda alla gara e sempre in movimento. Ottanta tra medici ed infermieri. Senza dimenticare gli uomini del radio club feltrino, con le frequenze costantemente sintonizzate con gli operatori per dare gli aggiornamenti della gara in tempo reale. Comunicarli al pubblico spettava poi alla voce del commentatore Paolo Mutton, preciso e instancabile. E poi 250 persone nei gazebi di ristoro, pieni di roba da mangiare e da bere, e il pasta party per concludere in bellezza sedendosi a tavola in compagnia. Al vertice della piramide il comitato organizzatore formato da 17 responsabili, ognuno con un compito diverso e specifico. Due segretarie che si occupavano di gestire le iscrizioni e la burocrazia. Un dietro le quinte infinito che quest'anno più che mai non avrebe potuto fare a meno dei ciquanta volontari a bordo dei camion scopa. Perchè il passo del Valles era coperto da un'imprevedibile nevicata. I ciclisti sono partiti col sole e sono arrivati con la pioggia, attraversando il vento delle montagne e appunto la neve. In ogni condizione climatica sono transitati con la sicurezza che qualcuno gli stesse guardando le spalle. La quattordicesima edizione della Granfondo internazionale Campagnolo si è conclusa da poche ore, ma resta l'eco di quella che dai corridori e dagli addetti ai lavori è considerata a tutti gli effetti un'impresa umana e sportiva. Come contorno per rendere la manifestazione più divertente e curiosa, tante iniziative curiose. Per la serie "il giornalismo in sella", due membri accreditati di testate sportive concorrenti hanno scommesso su chi sarebbe arrivato prima. L'ha spuntata Filippo Lorenzon su Maurizio Coccia, che almeno per un anno si vedrà rinfacciata amichevolmente la debacle ciclistica. E' finita una gara unica, terribile nella sua bellezza e mai banale. Perchè quello che conta è non arrendersi.

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L'esigenza di sicurezza (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'esigenza di sicurezza e le intercettazioni Con la rimozione dei tabù e il prorompere degli istinti, l'animalità dell'uomo ha preso il sopravvento e noi vediamo ogni giorno di più l'estendersi e l'acuirsi della criminalità. L'immigrazione non è determinante, ma certo ha portato una certa intensificazione del fenomeno. Che cosa chiediamo noi, popolo pacifico, per acquietare le nostre paure? Un po' di sorveglianza nelle strade, di giorno e di notte, da parte delle forze dell'ordine, più attenzione nel far rispettare le regole e maggior fermezza nel punire. Per questo serve un'ordinaria operazione politica, condotta con serietà e pacatezza. Ed ecco, inopportunamente, arriva il nostro potente di turno, determinato a proseguire il suo programma, iniziato e portato avanti (ma non del tutto) nel suo precedente mandato, per esautorare e depotenziare la macchina della Giustizia. Ora si tratta di togliere ai magistrati lo strumento delle intercettazioni. In un'intervista, il signor Vittorio Emanuele di Savoia già intercettato per i suoi illeciti, sospira: "Speriamo che ci pensi Lui a fare di noi un paese libero...!" Libero, intendiamoci dalla galera. Maria Grazia Leonardi TRENTO Anche noi alla veglia del compianto Micheli Sulla veglia funebre al feretro del compianto Walter Micheli, intendo segnalare che in quella giornata si sono susseguite a rendere omaggio alla salma le delegazioni dell'Associazione Provinciale Partigiani (con il Presidente Ugo Tartarotti, Luciano Baroni, Mario Cossali, Ballardini, Vittorio Vivaldi, Alberta Maistri, Mario Zandonai, Paolo Mirandola) e dell'Associazione Perseguitati Politici Antifascisti (con il presidente Ferdinando Tonon, Vittorio Endrizzi, Vincenzo Beberi, Bia Ferrandi), alle quali Valter era iscritto. Mi meraviglio che, altresì, sia sfuggita la lunga veglia da parte della Associazione degli ex Consiglieri Regionali ed ex parlamentari del Trentino Alto Adige (con Giorgio Grigolli, Flavio Mengoni, Claudia Piccoli, Armando Paris, Enrico Bolognani, Antonio a Beccara, Sergio de Carneri, Sergio Chiesa, Alberto Ferrandi, Ferruccio Pisoni, Tarcisio Andreolli). E, tra tutti questi, il sottoscritto nella sua funzione di Presidente oltre che di amico e compagno di tante battaglie politiche e ideali condotte assieme dal Partito Socialista e dal Partitto Comunista negli anni 1960-1980 nel Trentino. Mi sono permesso questa nota per testimoniare della stima di cui godeva Walter Micheli tra i suoi compagni dell'Anpi e dell'antifascismo, come dei suoi colleghi ex Consiglieri regionali e provinciali ed ex parlamentari. on. Biagio Virgili TRENTO La sfida dei cristiani nella "nuova" Europa Sono soprattutto due le domande che l'Europa pone ai cristiani e alle chiese di questo tempo. La prima è quella della convivenza tra i popoli e del dialogo tra culture, etnie e religioni diverse. è la questione grande e prioritaria della "Pace", dono incomparabile di Dio Padre di tutti. è l'interrogativo attuale ed impegnativo di come costruire una "casa europea", capace di ospitare e di far convivere popoli diversi per storia, civiltà e tradizioni, evitando da un lato il rischio di soffocare o di annientare le singole identità culturali e dall'altro quello di una conflittualità cieca e distruttiva, che facilmente ingenera fenomeni di intolleranza esasperata, sfociando spesso anche nel terrorismo. Mai come oggi c'è necessità di creare legami di comunicazione, scambio di idee ed esperienze, di comunione e di dialogo, avendo presenti le situazioni difficilissime di alcune regioni, soprattutto nel Mediterraneo, lacerate dalla guerra, dall'ingiustizia, dalla povertà, dall'emigrazione etc. La seconda domanda, ancora più radicale, investe la "ricerca di senso" che segna l'esistenza e il cammino degli uomini adesso. A fronte dell'affievolirsi della solidarietà interpersonale, della condizione, del crescente e scoraggiante senso d'impotenza per superare i conflitti che la società multietnica sembra non essere in grado di comporre si fa strada faticosamente un processo di migliore comunicazione e di più equa distribuzione delle risorse. Tutto ciò rallenterebbe alquanto il triste fenomeno dell'emigrazione. Va inoltre corretto il fenomeno dell'attuale globalizzazione che tende ad emarginare sempre di più i poveri e i deboli del pianeta. Va diminuito infine il divario tra Nord e Sud del mondo che dilata il numero degli "afflitti" dalle vecchie e nuove povertà. I cristiani cercano di essere "i pionieri della nuova civiltà dell'amore". diac. Fiorenzo Dorigoni TRENTO Ma cosa è rimasto della bella Rovereto? Cosa è mai rimasto di tutta quella bella e comoda cittadina di Rovereto? Il teatro distrutto, la collina prospiciente che frana caricata dalla mole del Mart, tutte le scuole divenute licei con un sacco di debiti culturali, un'università che non si capisce, arzigogolature culturali che fanno ridere i polli! Non una pasticceria: già i dolci fanno male allora meglio un panino con l'insalata, qualche gelato anche buono al palato ma poi ti lascia in gola quel maledetto sapore di conservante! Distrutto l'ex Albergo Vittoria "il Danieli roveretano", il Corso Rosmini lungo mille metri esatti un tempo luogo di passeggio (le vasche) divenuto un eterno cantiere... Alberi tagliati anche se sani! E dove sono finite quelle "bele botegote" dove si vendeva di tutto e di più? Le macellerie o beccarie se ne vanno: solo supermercati freddi dove si deve comperare quello che si trova: carne dell'Alasca, olio delle Tre cime di Lavaredo (Dolomiti), banane che provengono dalla Siberia, polli alla varechina etc. La burocrazia moderna impone di recarsi spesso negli uffici comunali ora dislocati a destra e a manca: inaccessibili alle persone anziane specialmente quelli della Cecenia (ex Cartiera) sia per la lontananza sia per il labirinto del caseggiato con scale e scalette. Non parliamo della viabilità perché c'è da mettersi le mani nei capelli! Persino il ponte di S.Maria che ha sopportato tante piene del Leno se n'è accorto... e poi fabbriche chiuse e operai senza lavoro, il tribunale che "tira gli ultimi", la stazione ferroviaria moribonda etc. Meno male che è rimasto in piedi l'ospedale! E poi rotonde stradali ogni dove: dovremo imparare a fare il "girotondo" o forse potremo dimostrare la rotondità della terra! Morale della favola: non potevano lasciare Rovereto com'era e limitarsi a fare l'ordinaria manutenzione? Clara Rizzi ROVERETO Ma quale arte moderna? la rana a Bolzano indigna Scandalo al nuovissimo "Museion" di Bolzano per l'esposizione volutamente più sfacciata nell'atrio della "Rana crocifissa" in luogo di Gesù Cristo Salvatore e spacciandola come "opera d'arte" similmente a quanto si fa da decenni in un'enormità di casi mentre non può essere altro, come si diceva una volta, che una "boiata" e una "porcata" come si dice adesso. Anzi e probabilmente potrebbe configurarsi, oltre che nel gusto più ripugnante, nel reato di "vilipendio della religione". Colà si opina pure di raffigurazioni sessuali, oscene, e depravate, pure punibili per legge. Ciò non pertanto si definiscono "artistici" nonché "artisti" gli autori di tanti lavori pittorici e scultorei quali quel famoso (mi sfugge il nome) che dipingeva le persone con teste di bestia oppure l'altro (idem) che raffigurava seni, sederi, gambe di donne come tanti palloni, l'ancor più celebre Picasso con le sue figure mostruose e il nostro Depero, per gambe e braccia a forma di matita. Cosicché miliardari, gallerie, ed enti acquistano tali stramberie, schifezze, imbecillità, e chi più ne ha più ne metta, gli autori arricchendosi e gloriandosi dello schizofrenico successo economico e mediatico. Anche l'arte moderna è esaurita e per far soldi e clamore si ricorre all'impossibile in produzione ed esposizioni come quella di Bolzano, aggiungiamo Rovereto, e chissà quante altre parti solo per far colpo e commercio in ogni modo. Alberto Petrolli ROVERETO Nomadi: il caso di Mestre e la situazione trentina Ho seguito con interesse e sofferenza anche la questione sollevata dalla Lega veneziana in difesa del proprio territorio. E nello specifico la mobilitazione di numerosi leghisti incatenati per non permettere l'avvio dei lavori del nuovo campo nomadi di Mestre. Lavori voluti dal Sindaco Cacciari e dalla sua giunta di sinistra per un costo complessivo di 3 milioni di euro. Qualcuno potrebbe pensare che quello che succede a Venezia non debba interessarci perché problema di altra provincia, ma io rispondo che il problema è anche nostro perché, anche se in sordina, lo stiano subendo anche noi. Sono convinto che la solidarietà sociale stia alla base di uno stato democratico legato a dei valori umani. Però allo stesso momento mi chiedo: "Che cosa hanno dato e che cosa stanno dando ora questi zingari in cambio di così tanti privilegi?" (alloggi, sussidi, servizi, istruzione). In trent'anni che osservo questa situazione nulla è cambiato. è ora di dire basta al buonismo di questa nostra amministrazione di sinistra che ha voluto addirittura allargare ad altri soggetti: vedi l'assegnazione di un alloggio ad un nucleo rom solo per il fatto di aver scalato la statua di Dante e di aver minacciato il suicidio. è ora che l'amministrazione prenda in considerazione le priorità del cittadino trentino che ha sempre contribuito alla crescita di questa terra. E soprattutto che lo ascolti e accolga il suo grido di giustizia. Una giustizia che questa sinistra ha calpestato a favore di chi merita solo di essere espulso. Paolo Serafini Lega Nord TRENTO.

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Pannelli fotovoltaici, meno burocrazia: battaglia in Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Atalmi, primo firmatario dell'iniziativa: "Rimedio necessario al caro-carburante" "E' necessario un rimedio al caro-carburante". E' da questo slogan che è partita la nuova battaglia in Regione. Un progetto di legge è stato presentato in consiglio regionale per incentivare lo sfruttamento dell'energia solare, semplificando i passaggi burocratici relativi all'installazione dei pannelli fotovoltaici. Il primo firmatario dell'iniziativa è il consigliere dei Comunisti italiani Nicola Atalmi, al quale si sono aggiunti altri consiglieri della Sinistra l'Arcobaleno e del Pd, oltre ai capigruppo di Forza Italia, Lega, Progetto NordEst e "Veneto con Carraro". Una sorta di richiesta bipartisan per convertire il Veneto all'energia solare, con uno sguardo incuriosito al comune di Chiarano, che dovrebbe essere il primo, nella Marca, a dotarsi degli impianti fotovoltaici. La proposta di legge prevede che gli impianti solari di piccola taglia (potenza inferiore o pari a 5 kwp) integrati o parzialmente integrati (quegli impianti sia termici che fotovoltaici che rispondano ai requisiti indicati dal decreto ministeriale denominato "nuovo conto energia") siano esentati dalla presnetaizone della Dia (dichiarazione di inizia attività) presso il comune di competenza. Da tale obbligo sono esentati anche gli impianti solari di piccola taglia non integrati installati in aree rurali. Il progetto prevede, inoltre, l'erogazioni di contributi per l'installazione di pannelli con modalità che verrà stabilita dalla giunta regionale. Potranno beneficiarne tutti i cittadini residenti in Veneto, le aziende e gli enti pubblici. "In questo modo - spiega Atalmi - si ridurranno costi e burocrazia lasciando al cittadino che installa l'impianto solo l'obbligo di comunicare al termine dei lavori il luogo dell'avvenuta installazione e delle caratteristiche dell'impianto. Ci sembra un buon sistema per incoraggiare e rendere accessibili a tutti forme di risparmio energetico rispettose dell'ambiente", conclude Nicola Atalmi. Un sistema che dovrà comunque venir testato, e che necessita di approfondimenti prima di diventare realtà. Ma da più parti la richiesta d'aiuto è costante: sono proprio i piccoli comuni a chiedere con insistenza fondi e finanziamenti per il fotovoltaico. Basti pensare al progetto nato a Chiarano, nell'ex base Nato, presentato la scorsa settimana, che fornirà energia a tutto il circondario. (m.g.).

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Da Savona può partire una politica nuova (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Marco Bertolotto Il terremoto nella politica savonese - piccolo o grande che sia (ma io non credo vada sottovalutato) - può fornirci indicazioni per qualche considerazione generale. Innanzi tutto ci parla di una società in movimento, cui politiche al rallentatore non sono più in grado di stare dietro. In sostanza - è questo il problema che ho posto al Pd e alla maggioranza di centrosinistra nella Provincia di Savona - ricevendo come unica risposta il più sconsolante dei "non disturbare il manovratore". Ossia gli apparati che monopolizzano la discussione democratica, svilita ai riti "coperti" per pochi intimi. Un criterio che poteva andare bene (se mai è andato bene) nel passato, quanto suicida nel mondo di oggi. Un mondo dove tutte le strutture centralistiche sono diventate puri e semplici reperti giurassici: dalla grande fabbrica integrata alla burocrazia guardiana, al partito verticistico. Capisco che una nomenklatura gramsciano-togliattiana, come quella ligure, sia terrorizzata dalla messa in discussione delle proprie consolidate credenze. Mi rendo conto che un partito come il Pd, nato per la sopravvivenza nazionale di tali nomenklature, preferisca mantenere la testa sotto la sabbia e cercare improbabili mediazioni collusive. Questo mi è chiaro. Non per questo sono pronto ad accettare di imprigionare una società al solo scopo di assecondare la sopravvivenza di un personale di partito a evidente rischio di estinzione. Se la politica vuole davvero servire le donne e gli uomini concreti deve trasformarsi in qualcosa di profondamente diverso, che tenga conto dei bisogni e delle trasformazioni; sia a misura di una società lontana da quella semplice di prima. Qualcuno parla di "società liquida", io preferisco dire "complessa". Una società in cui nessuno ha in tasca le ricette definitive. Mentre ognuno "sa qualcosa". Primo compito della politica è mettere insieme le tessere del mosaico. Per questo deve fare un bagno di umiltà imparando ad ascoltare, sapendo poi integrare le varie posizioni (idee, informazioni e sensibilità) in una proposta complessiva. Dunque una politica che nasce dal basso, dai luoghi della vita. Prendiamo il caso del territorio savonese. Stiamo assistendo a una ripresa dello sviluppo che nasce dal porto e si estende all'entroterra. Lungo la costa, da ponente a levante, assistiamo a un creativo sforzo della imprenditorialità per lo sviluppo di un turismo moderno e di qualità. Una vecchia politica pretenderebbe di "mettere le braghe" a tale sviluppo, soffocandolo con le sue esigenze di "primato". La politica attuale se ne disinteressa, concentrata solo nei propri, sterili e autoreferenziali, giochi di potere. Una nuova politica, capace di ascoltare e indirizzare, dovrebbe svolgere una funzione di accompagnamento delle libere forze del lavoro e del mercato indirizzandole verso obiettivi di interesse generale. Ma quello che sta avvenendo a Savona lo possiamo ritrovare esattamente anche nel quadro nazionale. C'è un estremo bisogno di innovazione politica, perché c'è bisogno di politica. C'è un estremo bisogno di sviluppo, purché al servizio di politiche della vita (dare a tutti le possibilità materiali di realizzare personali progetti di vita). Il "caso Savona" deve trasformarsi in un vero e proprio "laboratorio Savona", per contribuire a individuare le logiche e i modi dell'agire pubblico a misura dei tempi in cui viviamo. Lasciando perdere le interessate invettive contro un mostro immaginario chiamato antipolitica: le donne e gli uomini sono inviperiti per i comportamenti di politici, non per un'idea astratta di politica. Azzardo che queste potrebbero essere le considerazioni preliminari di un manifesto per la rifondazione della democrazia nel nostro Paese. Dal basso e, per quanto ci riguarda, dai luoghi del nostro Nord Ovest. Marco Bertolotto è presidente della Provincia di Savona. 16/06/2008.

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Se la scuola è in crisi è anche colpa dei genitori - massimo onofri (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura e Spettacoli Se la scuola è in crisi è anche colpa dei genitori MASSIMO ONOFRI La notizia merita sicuramente qualche considerazione. La dichiarazione preoccupata è del preside del Liceo Scientifico Kennedy di Roma: "Tra dicembre e febbraio ha lasciato la scuola il doppio degli studenti rispetto all'anno preedente". Destinazione? Ovvio: fuga verso scuole private e diplomifici, per evitare la verifica obbligatoria dei debiti, quella imposta - una specie di ritorno, seppur blando, agli esami di riparazione - dall'ex ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni. La scuola è in drammatica crisi: lo sappiamo. Il neoministro Mariastella Gelmini chiede "uno sforzo unanime nel far sì che gli stipendi degli insegnanti siano adeguati alla media Ocse". Bene. La scrittrice e docente Paola Mastrocola, sul Corriere della sera dell'11 giugno, fa giustamente notare che il problema non è soltanto di stipendi - anche, certo -, ma di dignità: "Abbiamo bisogno di maggiore autonomia e autorità, non essere in balia delle lamentele dei genitori e della burocrazia". La scuola è in drammatica crisi, insomma. E gli italiani, in quanto genitori di figli impreparati e inadeguati a tutto, come si comportano? Di fronte al molto timido tentativo di riportare un po' di rigore e serietà nello studio, la reazione è una ed una sola: difendere la propria inetta prole ad ogni costo. Quando si dice, in Italia, della superiorità della società civile su quella politica.

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Toiano, tarda il bando riqualificazione più lontana (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Comitato: di questo passo il borgo finirà per franare Toiano, tarda il bando riqualificazione più lontana TOIANO (Palaia). Di questo passo pure il ponte di accesso crollerà definitivamente. Proprio come i tanti tetti e solai già franati all'interno del borgo medievale di Toiano. Si tratta di un grappolo di case - alcune disabitate, altre sono seconde abitazioni - che aspettano da mesi la pubblicazione di un bando per uno studio geologico ad hoc per stabilire la fattibilità degli interventi di messa in sicurezza del paese. Gli stessi amici del Comitato di Toiano, un gruppo di persone che hanno acquistato strutture della frazione - attendono dal gennaio scorso questo studio. "Il Comune ci ha garantito che dopo tale perizia comincerà a mettere le mani sui cedimenti strutturali del borgo. Il bando è gia finanziato dalla Regione, doveva uscire a gennaio. Ancora una volta la burocrazia delle istituzioni sta rallentando tutto", commenta uno degli "Amici". E rincara la dose: "Senza contare che in passato tante sono le perizie fatte su Toiano dove si dichiara che il borgo non ha alcun problema di cedimenti geologici. Il finanziamento del bando poteva essere utilizzato per qualche intervento più urgente", continua. Non sono dello stesso avviso i tecnici del Comune di Palaia. Che non mancano di ricordare che l'autorità di bacino ha dichiarato il borgo di Toiano a "pericolosità di frana molto elevato". "Tanto che è stato inserito nella categoria Pf4", sottolinea il sindaco Alberto Falchi. "Per questo gli interventi urbanistici fattibili sono molto limitati e condizionati dalla precaria situazione generale. Quindi lo studio geologico è fondamentale per programmare i lavori". Il sindaco non nega i ritardi sulla pubblicazione del bando. "Il bando è pronto - spiega - ma abbiamo dovuto aspettare di fare il regolamento degli incarichi esterni per il 2008. Entro fine mese sarà pubblicizzato secondo i canali previsti". (f.s.).

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Alexandre - antonio gnoli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cultura ALEXANDRE a quarant'anni dalla morte escono una biografia e un suo libro un ateo alla corte di dio kojève Morì nel giugno del 1968 a Bruxelles. Aveva visto e vissuto la rivoluzione bolscevica, e la rivolta studentesca gli parve un gioco da ragazzi Decretò la fine della storia "Il filosofo della domenica" e "L'ateismo" saranno presentati questa sera a Roma è stato una delle grandi menti del '900. Per Bataille e Queneau fu una guida spirituale ANTONIO GNOLI Durante una delle rare conferenze, che con piglio snobistico amava ancora tenere, malgrado gli impegni da alto funzionario dello Stato francese, Alexandre Kojève fu colto da una crisi cardiaca. Era il 1968. Morì nel pieno della contestazione studentesca, alla quale aveva guardato con somma ironia. Morì a Bruxelles, ai primi di giugno. Morì, come muore un enigma. Alcuni infatti si chiesero chi fosse stato veramente quell'uomo ricco di sottigliezze e di humour, refrattario alle luci della ribalta e da qualcuno rimpianto come una delle grandi teste filosofiche del Novecento. Pochi allora seppero fornire una risposta decente o semplicemente adeguata. In vita non aveva pubblicato quasi nulla e su quel leggendario seminario tenuto all'école pratique des Haute études tra il 1933 e il 1939, da tempo era sceso il silenzio. Chi ricordava più quel russo dall'aria dolcemente tagliente mentre affilava il pensiero sul metallo della Fenomenologia di Hegel? Certo Georges Bataille e Raymond Queneau conservavano di lui l'idea che fosse la loro guida spirituale. Indiscutibilmente Aron lo considerava un genio della parola. Leo Strauss si divertiva a spedire i suoi allievi americani a far conoscenza a Parigi di questo strano intellettuale, che andando via da Mosca, dove era nato nel 1902, aveva scelto la Francia come patria di elezione. Ma per il resto, solo l'alta burocrazia francese, nella quale era entrato dal 1945, poteva delibare la versatilità e l'acribia spirituale di questo insolito dotto. Altrove, negli ambienti dell'esistenzialismo e dell'impegno, c'era stata la rimozione. Quasi che la statura del personaggio fosse troppo ingombrante e, in definitiva, provocatoria per essere assimilata a qualche docile parrocchia, magari dall'odore sartriano. Da quei quarant'anni dalla sua scomparsa il fantasma Kojève ha preso forma e colore sorprendenti. Si pubblicano i suoi libri (molti dei quali postumi), l'ultimo in ordine di apparizione è dedicato all'ateismo e su di lui escono saggi, e ricostruzioni a metà strada tra il profilo intellettuale e biografico. Bella e documentatissima quella che Marco Filoni gli ha dedicato (Il filosofo della domenica, edito da Bollati Boringhieri, pagg. 259, euro 19). Sia de L'ateismo (curato da Elettra Stimilli e Marco Filoni, tradotto dal russo da Claudia Zonghetti, edizioni Quodilibet, pagg 182, Euro 22) che de Il filosofo della domenica, ne parleranno stasera alle 18 nella libreria romana di Bibli Roberto Esposito, Giacomo Marramao, insieme ai curatori. Per tutta la vita quest'uomo raffinato e oziosamente determinato a convincere i suoi uditori che davanti avevano semplicemente la reincarnazione dell'ultimo grande hegeliano, cercò nella paradossalità la forma più efficace del suo pensiero. Qualunque gesto, ipotesi, scelta, ossessione, risultato marciava sotto le insegne del paradosso. Paradossale, infatti, che si paragonasse a Dio, che considerava, come ci ricorda Filoni, un collega. Paradossale che da quel grande incantatore filosofico di serpenti che si era dimostrato, avesse chiuso con le Università, le écoles, i Collèges, le Accademie e si fosse dato alla grigia arte del funzionariato statale. Paradossale che egli fosse uno stalinista al servizio della democrazia. Paradossale che avesse scritto di fisica quantistica per parlare di religione. Paradossale che avesse sentenziato che la storia (quell'impasto di violenza e politica, di nazione e impero) era finita. Paradossale che un uomo mondanamente raffinato - come poteva esserlo un russo della buona borghesia postzarista - avesse preferito vivere nel sobborgo di Vanves piuttosto che nella scintillante Parigi. Ma questo era Kojève: uno che se ne infischiava delle conclusioni comuni. Un sofista allenatissimo a smontare le ovvietà del pensiero. C'è una foto che risale alla metà degli anni Venti e che lo ritrae come parte di un singolare e affascinante terzetto. Kojève è seduto a una tavola imbandita insieme all'amante, Cecile Leonidovda Soutak e allo zio, il pittore Vasilij Kandinskij. Sopra alla tovaglia bianca si vedono tra l'altro bicchieri, piatti, una bottiglia di Champagne. Cecile è protesa verso l'aristocratica figura di Kandinskij che sembra intenzionato ad accogliere le confidenze della donna, la quale trattiene un braccio sulle spalle di Kojève che, leggermente chino, sta bevendo, forse della birra. La mano che gli sfiora la nuca è in quel momento il solo serio legame tra il filosofo e gli altri due. Per il resto, concentrato com'è sulla coppa, appare estraneo alla conversazione e agli sguardi incrociati della donna e dello zio. Non è solo una scena colma di artificio cinematografico. Nella quale ci si poteva imbattere nella Berlino del 1925. Non è solo un perfetto fotogramma di un possibile Harold Lloyd mentre prepara la gag dello Champagne versandoselo sulla camicia. è che quella foto ci mostra esattamente il modo di Kojève di stare contemporaneamente dentro e fuori dalla piena vita. Ne è ai margini per meglio conoscerne i segreti del centro. E anche questo in fondo era uno dei tanti paradossi che amava interpretare: essere invisibile, come del resto era Dio. Per questo russo cresciuto con il pane dell'apocalisse (assai efficace la ricostruzione che ne fa Filoni), Dio diventò un'ossessione talmente forte da rovesciarsi paradossalmente nel suo contrario, cioè in una forma di radicale ateismo. Al tema in questione Kojève dedicò un testo del 1931. La posizione del giovane filosofo, che da qualche anno si era trasferito a Parigi, è netta: "Per l'ateo non esiste nulla al di fuori del mondo". Per il teista, figura che si contrappone in un certo senso all'ateo, "Dio è solamente un qualcosa, ma è un qualcosa "d'altro" dall'"uomo nel mondo"". Il guaio, osserva Kojève, è che il teista non riesce a dimostrare che cosa sia questo "altro" senza in qualche modo riportarlo alla datità del nostro mondo. L'ateo, insomma, avrebbe la meglio se non fosse che anche nel suo ragionamento si nasconde il paradosso. Se non esiste nulla al di fuori del mondo è in quel "nulla" che si dovrebbe collocare Dio. "E il nulla non può essere dato, ma noi ne parliamo, foss'anche solo per dire che non se ne può parlare". Questo paradosso non è specifico del ragionamento dell'ateo. Tanto è vero, che in un testo del 1929 di Heidegger, Che cos'è la metafisica, che Kojève ha letto e apprezzato, viene posta la questione filosofica fondamentale (come rileva opportunamente Elettra Stimilli nella postfazione) del problema del negativo, ovvero della creazione del nulla. Non è il caso qui di addentrarci in sottigliezze concettuali. Il testo sull'ateismo precede di due anni il corso sulla Fenomenologia dello Spirito di Hegel, dove verrà riaffermata con forza l'idea che l'intero sistema filosofico messo in piedi da Hegel è ateo. Sono molti i punti di contatto fra lo scritto del 1931 e l'Introduction à la lecture de Hegel, che vedrà la luce grazie alla cura di Queneau nel 1947. Basti pensare alla ripresa dei temi dell'angoscia e della paura della morte per coglierne la continuità di pensiero. Ma è soprattutto nella declinazione del concetto di "desiderio" non già o non semplicemente come desiderio di qualcosa ma soprattutto come "desiderio del desiderio" che si individua lo stretto nesso tra il desiderio come assenza e il nulla da cui esso ha origine. Kojève immaginò che l'ateismo non fosse la pura e semplice banalizzazione della questione divina, ma la sua più complessa realizzazione filosofica. Non parlava da laico, ma da teologo senza Dio. E tuttavia ossessionato dal suo fantasma. Ma se fosse stata solo l'ossessione a guidarne il pensiero ci troveremmo davanti a un caso di rilevanza psichiatrica. La verità è che nella testa di questo filosofo, che finì col preferire le geishe alle signore parigine, c'era l'ambizione di ricollocare l'uomo nel mondo senza più quelle scissioni, tragedie, lacerazioni che l'idea stessa di Dio provoca. Ambiva a una "vita piena", che oggi, con qualche azzardo, chiameremmo "post-umana", dove il dolore e la pesantezza sono soppiantati dall'ironia e dalla saggezza.

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OGGI SEMINARIO: INDAGINE SUI COSTI DELLA BUROCRAZIA PER I COMMERCIANTI GENOVESI (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Genova, 16 giugno 2008 - Quanto incidono, in termini di tempo e di costi, gli oneri amministrativi riguardanti la galassia di informazioni richiesta attraverso moduli, pratiche, comunicazioni web alle imprese da stato, regioni, enti locali in genere? Se lo chiede la Regione Liguria che, in previsione di una attesa semplificazione, con la riduzione del 25% di questi obblighi entro il 2012 decisa dalla Commissione Europea, ha promosso un convegno ad hoc in programma lunedì 16 giugno, alle 10, nella sede di Via Fieschi, 15 (sala 11' piano, torre A). Verrà presentata una Misurazione degli oneri amministrativi (Moa) che in questo caso riguarderà una rilevazione nel Comune di Genova . L'indagine regionale ha riguardato il settore del commercio, in particolare i pubblici esercizi (bar e ristoranti). Al convegno parteciperanno l'assessore alle Finanze della Regione Liguria Giovanni Battista Pittaluga, Mario Martelli della presidenza del Consiglio dei Ministri, Silvia Barbieri e Valeria De Magistris del Formez, gli autori della ricerca Guido Audasso e Micaela Ferrera, le associazioni di categoria, Giovanni Battista Poggi, direttore Programmazione e Pianificazione Strategica della Regione Liguria. . <

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<Più attenzione per la psichiatria> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Più attenzione per la psichiatria" "Ho il timore che le istituzioni non prestino più la dovuta attenzione all'assistenza psichiatrica. Ciò si traduce in una riduzione degli stanziamenti che rischia di compromettere la qualità delle cure per i nostri ospiti". Questa la preoccupazione di Pier Giacomo Lucchini, presidente della fondazione Emilia Bosis che, a Castel Gabbiano (Cremona), ha festeggiato i suoi dieci anni. L'ente privato senza scopi di lucro, che conta tre strutture residenziali e due centri riabilitativi a Verdello e Bergamo, si occupa della cura e della riabilitazione di persone con disturbi mentali. I suo ospiti sono più di cento, molti dei quali hanno partecipato alla redazione della nuova pubblicazione della fondazione "Mi chiamo Emilia e sono...", presentata in occasione del decennale. Proprio la presentazione del libro fotografico che ha visto la partecipazione di Graziano Valent, responsabile del centro psicosociale di Orzinuovi (Brescia), ha rappresentato l'occasione per una discussione sullo stato dell'assistenza psichiatrica in Lombardia e nella provincia di Bergamo. "Rileviamo da parte delle istituzioni il tentativo di "aziendalizzare" sempre di più strutture come la nostra, imponendoci, senza prima consultarci, tagli agli stanziamenti che rischiano di limitare la nostra libertà di curare e riabilitare dal punto di vista sociale i nostri ospiti". "Trent'anni fa ? ha affermato Valent ? grazie alla chiusura dei manicomi, i malati psichiatrici sono potuti tornare a quella libertà fondamentale per la loro cura. Ora non possiamo permettere che i tagli e la troppa burocrazia limitino di nuovo il loro diritto a essere curati". Da qui l'invito di Lucchini a tutti gli enti che si occupano di malattie psichiatriche a unire le forze nella richiesta di maggiori fondi alle istituzioni. Per la Regione, dove la fondazione Emilia Bosis è accreditata, era presente il consigliere Carlo Saffioti (Forza Italia): "Vi è ancora purtroppo una certa predisposizione a vedere quasi con paura la psichiatria e i problemi di cui si occupa. Ciò si riflette nella tendenza delle istituzioni a non rivolgerle l'attenzione che invece viene riservata ad altri rami della medicina". Saffioti ha poi ringraziato la fondazione Emilia Bosis per quanto fatto in questi dieci anni, per i suoi ospiti ma anche per i parenti, la cui sofferenza viene spesso sottovalutata. Sofferenza che secondo Lucchini deve essere trasformata in coraggio. "Avere un parente con problemi psichiatrici non è una vergogna. Dobbiamo quindi con grinta riaffermare continuamente i loro diritti a essere curati nel miglior modo possibile". Patrik Pozzi.

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Pd, identità e programma per la rivincita - (segue dalla prima pagina) (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina III - Genova PD, IDENTITà E PROGRAMMA PER LA RIVINCITA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) Non sarà facile. Anche i concetti stessi di modernità e di giustizia sono insidiosi e possono essere declinati in molti modi. Potremmo anche scoprire che una parte del nostro attuale elettorato, soprattutto la numerosa componente del pubblico impiego, vuole forse più giustizia (tutele) ma non più modernità (efficienza e meritocrazia). Potremmo doverci rendere conto che un elettorato interessato alla modernità intesa come meno burocrazia, più elevata qualità di servizi e ampiezza di diritti degli utenti, dovrebbe essere cercato anche altrove, all'esterno dei serbatoi elettorali tradizionali della sinistra. Dovremmo anche verificare fino a che punto i nostri aderenti sensibili all'insegnamento della Chiesa Cattolica potranno spingersi nel perseguire non solo la giustizia (solidarietà verso gli immigrati, sostegno alla famiglia, etc.) ma anche la modernità nel campo dei diritti civili (riconoscimento di diritti ai conviventi di fatto, autonomia della donna, rispetto della volontà dell'individuo nelle opzioni terapeutiche, etc.). E quanto alla sicurezza, siamo sicuri che un paese più giusto sia un paese che accoglie tutti (onesti lavoratori e delinquenti) senza riuscire a discernere, cioè senza proteggere i primi e senza espellere i secondi? Sono queste solo alcune delle questioni che il Pd - e bene ha fatto la redazione genovese di Repubblica a parlarne a più riprese - dovrebbe approfondire in fretta, dandosi velocemente una identità programmatica, e lasciando da parte le chiacchiere autocelebrative sulla storia dell'incontro tra le culture socialista e cattolica (quella laica e liberaldemocratica per lo più viene dimenticata).

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Il <lavoro> dei parlamentari: anomalia con superstipendio (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 24 del 2008-06-16 pagina 42 Il "lavoro" dei parlamentari: anomalia con superstipendio di Paolo Granzotto Caro Granzotto, mentre Brunetta cerca di fare in modo che i dipendenti statali lavorino un po' di più, il "beneamato" presidente della Camera propone la riduzione dei giorni lavorativi dei nostri "beneamati" deputati. Giorni lavorativi già ridottissimi per ferie e assenteismo. Basta seguire in tv le sedute del "question time" per vedere la Camera praticamente deserta. Questa riduzione di orario di lavoro, inoltre, si applicherà sicuramente anche alla numerosa burocrazia della Camera. Ma scusi, caro Imperia, e quand'anche fosse stabilito che l'orario di lavoro di deputati e senatori debba essere di otto ore al giorno, per quattro settimane al mese e per undici mesi all'anno? Per tutto quel tempo non potrebbero far altro che girarsi i pollici. Per usare un termine molto alla moda, il presidente Fini s'è limitato a ottimizzare (concentrandolo in tre settimane al mese) quel poco di impegno al quale gli onorevoli sono chiamati. Non è poco edificante che in Parlamento si lavori poco - se non ce n'è di lavoro, non ce n'è -, ma che per quel pochissimo che fanno gli inquilini beneficino di un trattamento economico, pensionistico e, diciamo così, ambientale che forse poteva andare bene nella Bisanzio di Basilio il Bulgaroctono. Lei, caro Imperia, si stupisce perché nelle sedute riservate alle interrogazioni a risposta immediata - question time - l'emiciclo sia pressoché deserto? Prendiamone una a caso: una settimana fa l'onorevole Aurelio Misiti, Italia dei Valori, pose una "question" su quali fossero "gli orientamenti del governo in merito alla questione Alitalia". Se mi telefonava gli rispondevo io, perché basta leggere i giornali per sapere ciò che l'onorevole dipietrista apparentemente ignora. Ed infatti il ministro - mi pare fosse Elio Vito - nulla ha risposto che non fosse noto e stranoto. Anche e forse soprattutto ai restanti 629 colleghi di Misiti, i quali hanno pensato bene di disertare l'aula e andare al Bar Giolitti a prendersi un gelato. Nelle democrazie compiute al Parlamento appartiene il potere legislativo (anche se parte della Magistratura non sembra volerglielo riconoscere, arrogandosi diritti di veto che gridano vendetta al cospetto dei princìpi democratici) e noi di leggi ne abbiamo tante che non riusciamo nemmeno più a contarle (suppergiù 150mila, quando la Germania ne ha 5mila e la Francia 15mila). Che si fa, caro Imperia, li mettiamo sotto, i parlamentari, perché lavorino di più sfornando altre leggi a rotta di collo? Per far quel che sono chiamati a fare, tre settimane di quattro giorni per, mediamente, dieci mesi all'anno bastano e avanzano, creda. Anche perché il grosso, ma diciamo pure il grossissimo, del lavoro viene svolto nelle segreterie dei partiti. Resta, su questo non ci piove, il ruolo simbolico del Parlamento nel quale una nazione, nel bene o nel male, si riconosce. Un ufficio, quello di rappresentanza, di alta, dirò di più: di altissima levatura, seppure non comporti l'ammazzarsi di lavoro. Stando così le cose, quell'ufficio andrebbe al massimo retribuito non a pioggia d'oro, ma giustappunto con un compenso simbolico. La paga di un professore di liceo secondo me sarebbe il giusto (anche perché, ancorandolo a quel ruolo, i professori vedrebbero nel breve tempo lievitare il proprio compenso, come accade ai presidenti di Corte di Cassazione alla cui retribuzione è attualmente collegata quella dei parlamentari. Per cui, quando questi vogliono rimpolparsi il proprio - e lo fanno ogni due per tre - devono prima rimpolpare il portafogli di quelli). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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No tav, in 1400 comprano la terra del cantiere - paolo griseri (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca No Tav, in 1400 comprano la terra del cantiere I comitati: ora come faranno a espropriarci tutti? E nel 2009 creiamo un partito Tra gli acquirenti anche un giudice del Csm. Il comitato: non temiamo Matteoli, bloccheremo i lavori PAOLO GRISERI DAL NOSTRO INVIATO VENAUS (TO) - C'è anche un giudice del Csm, Livio Pepino, nella coda che si snoda sul prato di Venaus per comperare i terreni del futuro cantiere del super tunnel della Torino-Lione. Pepino preferisce non rilasciare dichiarazioni ma è qui, sotto il cielo scuro di pioggia, a dare il suo contributo concreto alla causa No Tav. Come già a fine marzo il popolo degli irriducibili, lo zoccolo duro della protesta, acquista terreni e cucina polenta contro "le mafie che vorrebbero imporre un'opera da 78 milioni di euro a chilometro", contro "il ministro Matteoli che ha scelto la linea morbida mentre qui per noi non deve passare nessuna linea". Lo stratagemma è semplice: chi compra oggi un pezzettino minimo di terreno avrà diritto domani a bloccare le ruspe del supertreno facendo valere i suoi diritti di proprietario. Perché, annuncia lo striscione montato tra le tende, bisogna essere "fuori dai giochi, fuori dai partiti, liberi di essere No Tav". Sulla strada che conduce all'abbazia benedettina di Novalesa il tempo non sembra passare mai. Tutto è fermo all'inverno del 2005, al tempo delle cariche notturne della polizia contro il presidio di chi si oppone alla nuova ferrovia. Ieri in 1.400 (tra i quali Vittorio Agnoletto) hanno risposto all'appello dei No Tav. Altrettanti avevano comperato il terreno a marzo, sul versante sud della stessa montagna a Chiomonte. Arrivano dalla valle ma anche da Torino, Milano, Bologna, Padova, dalla Sicilia. Si mettono in fila di fronte al notaio sotto il tendone della "Pro loco" di Venaus e accettano le condizioni del contratto: 15 euro per una strisciolina di terreno, la tessera di un gigantesco mosaico di 2.349 metri quadrati. In teoria ognuno dei 1.400 nuovi proprietari ha il diritto di essere presente sul suo terreno il giorno dell'esproprio per l'avvio dei lavori. Una gigantesca partita a scacchi tra i proprietari terrieri e gli uomini della ferrovia: "Perché ciascun proprietario può delegare quante persone vuole ad essere presente sul posto", dice Alberto Perino, il leader dei Comitati. Insomma, il giorno fatidico decine di migliaia di persone potrebbero legittimamente mettersi sul prato e bloccare tutto. "Non so immaginare - aggiunge Perino - cosa potrebbe capitare se uno dei nuovi proprietari avesse qualche rata di mutuo non pagato. La banca metterebbe l'ipoteca sulla sua particella di terreno e la burocrazia inchioderebbe l'Alta velocità: chi è in grado di espropriare un terreno ipotecato?". Giochi d'astuzia, iniziative per tenere alta la mobilitazione del movimento in un momento difficile. Non è tanto il cambio di governo a spaventare i No Tav: "è vero - dice Perino - che la volta scorsa era stato il governo Berlusconi a scatenarci contro la polizia. Ma questa volta non saranno così ingenui. Non abbiamo paura di Matteoli, ci ha fatto molti più danni Virano". L'architetto Mario Virano, presidente dell'Osservatorio tecnico sulla Torino-Lione, è riuscito a ricucire un rapporto tra i sindaci e il governo. A far passare l'idea che sulla Tav si può discutere. Tanto che domani mattina gli amministratori valsusini presenteranno ai giornali una loro proposta. Così nell'assemblea che si svolge nel tendone sotto la pioggia, c'è chi va al microfono per dire: "Siamo un po' incazzati, ultimamente anche con i sindaci". Quei sindaci che due anni fa, su questo stesso prato, indossavano la fascia tricolore per fronteggiare i caschi azzurri della polizia difendendo le bandiere No Tav. Oggi, in gran parte, quei sindaci non sono qui. Il presidio di Venaus compie tre anni senza di loro. C'è la solidarietà, è vero, di chi è arrivato dal Mugello portando "un pezzetto di cemento per augurare alla val di Susa di non fare la nostra stessa fine". Ma manca il megafono di Antonio Ferrentino, il presidente della Comunità montana e manca la fascia di Nilo Durbiano, il sindaco di Venaus. Ci sono nomi importanti venuti da fuori come il presidente mondiale del Forum dell'acqua, Riccardo Petrella. Arrivano al microfono i promotori della tv di contro informazione promossa da Giulietto Chiesa. Il vicesindaco del paesino di San Didero, uno degli amministratori contrari al dialogo con l'Osservatorio, lancia l'idea di un partito No Tav da presentare alle elezioni comunali del 2009: "Dobbiamo prepararci in tempo". A dare il carburante politico al movimento ci pensa il sociologo Marco Revelli: "Tornare qui tra di voi - scandisce al microfono - è come tornare alla realtà dopo un brutto sogno. Giù in città si vive nella falsa coscienza prodotta da un racconto collettivo calato dall'alto, in un mondo alla rovescia che considera residuali esperienze come questa. Una giornata su questo prato di Venaus fa tornare tutti con i piedi per terra". A luglio a Roma il governo dovrà decidere sulla Torino-Lione. Oggi le bandiere No Tav e le fasce tricolore dei sindaci sembrano sempre più distanti.

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Cura Antitrust in farmacia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-06-16 - pag: 19 autore: Liberalizzazioni. L'Authority ha chiesto al Governo di abolire le restrizioni alla riserva di titolarità Cura Antitrust in farmacia Solo il 3% dei medicinali senza ricetta è controllato dai "corner" Sara Todaro Meno burocrazia, meno adempimenti, meno ostacoli alla diffusione di canali distributivi alternativi alle farmacie. E niente massimali per i medici di famiglia. Puntuale come una cambiale (l'unica variante è il riferimento ai camici convenzionati con il Ssn, ndr) il verbo dell'Antitrust è tornato a farsi sentire con una segnalazione a Governo e Parlamento appena ha ricominciato a soffiare il vento delle liberalizzazioni. La cura consigliata per le farmacie è quella di sempre: stop alla riserva di titolarità del presidio per farmacisti e società di farmacisti; via il limite massimo delle quattro licenze in capo a uno stesso soggetto; revisione della pianta organica, prevedendo un numero minimo di farmacie, anziché un numero massimo. Un puntello in più all'intenzione – manifestata dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi – di rimetter mano al pianeta farmacie. La boutade sibillina di Sacconi sui corner senza farmacista ha riacceso polemiche e aspettative dei protagonisti del mercato "senza ricetta", che oggi vale 1,3 miliardi (ricavi dell'industria),di cui solo 50 milioni (4% circa) derivano dalla vendita di generici. Una torta che – nonostante la liberalizzazione – è rimasta per il 97% concentrata sulle farmacie. Proprio queste ultime si sono affrettate a chiedere un incontro a Sacconi per fare un bilancio dell'operazione varata dal Governo Prodi. "Di sicuro c'èstato un impulso verso la flessibilità degli orari d'apertura degli esercizi", riconosce la presidente Federfarma (titolari), Anna Rosa Racca, che resta tiepida sull'ipotesi dei corner senza farmacisti: "Almeno i Sop (i farmaci senza ricetta non ammessi alla pubblicità ndr) dovrebbero restare in farmacia". Tiepida, ma più che possibili-sta, anche la reazione di Aldo Soldi, presidente Ancc–Coop, dove si smercia il 54% dei senza ricetta acquistati fuori farmacia e dove da meno di un mese è in vendita una nuova aspirina con vitamina C a prezzi stracciati. "Le liberalizzazioni – spiega Soldi – sono rimaste a metà strada: abbiamo chiesto un tavolo di confronto aperto a tutti i protagonisti per vedere come andare avanti". La problematica Coop va al nocciolo del problema: "Per essere redditizia l'apertura del corner con il farmacista deve poter contare su uno spazio ampio, dove abbinare alla vendita di Sop e Otc anche il parafarmaco ". In altri termini oggi i corner Coop sono 80, ma potrebbero salire a 120-150 prevedendo la modalità "meno referenze– nessun farmacista", come già accade in qualche caso all'estero.Ipotesi plausibile,ma tutta da disciplinare sul piano normativo e destinata nel caso a innervosire non poco i liberi farmacisti, che si sono giocati il futuro sull'apertura delle parafarmacie (esercizi di vicinato), sperando di riuscire ad accaparrarsi anche i farmaci su ricetta non rimborsati dal Ssn: l'uscita di Sacconi, dicono "è di una gravità senza precedenti". Tra rabbie e malumori, merita d'essere citata l'esperienza di chi vende farmaci on the road: fa testo il gruppo Autogrill, che ha aperto da tempo un "Sosta salute" nell'area di servizio Chianti, sulla Roma-Firenze: 2.500 prodotti, due farmacisti che si alternano durante il giorno, 9 mq di superficie e porte aperte dalle 7.30 alle 22.00."E un'esperienza positiva, soprattutto per l'alto gradimento dimostrato dai clienti per il servizio offerto", commenta il direttore generale, Giuseppe Cerroni. Al corner Autogrill si misura la pressione e il peso, si rende disponibile l'elenco delle farmacie più vicine in zona, con le indicazioni stradali per raggiungerle in caso di necessità. "C'è voglia di estendere il servizio", dice Cerroni. Se sarà con o senza farmacista lo deciderà (forse) il nuovo corso delle liberalizzazioni. Che dovrà necessariamente fare i conti anche con i legittimi desideri delle aziende di settore: "Ben vengano le liberalizzazioni – dice il presidente Anifa, Sergio Daniotti – purché non si perda di vista il fatto che stiamo parlando di farmaci e non di prodotti di largo consumo. Finora questo è stato fatto, ad esempio, prevedendo la presenza del farmacista anche fuori farmacia". Il rischio della banalizzazione, insomma, è dietro l'angolo. LA NOVITà La "deregulation" non ha prodotto grandi variazioni nelle quote di mercato, ma ha reso più flessibili gli orari dei negozi.

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ROMA - Li chiamano "matrimoni di comodo", ma quelli ci sono sempre stat (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di VALENTINA ERRANTE ROMA - Li chiamano "matrimoni di comodo", ma quelli ci sono sempre stati. Le statistiche più recenti e le inchieste della magistratura invece raccontano un'altra storia: quella dei matrimoni fasulli, messi in commercio per qualche migliaio di euro e acquistati da extracomunitari per ottenere prima il permesso di soggiorno e poi la cittadinanza. Nozze mai consumate e sposi che si incontrano una sola volta nella vita, quasi sempre davanti a un ufficiale di stato civile, anche se poi dovranno risiedere sotto lo stesso tetto, almeno per l'anagrafe. Ma si tratta appena di ventiquattro settimane. E se il costume all'estero dilaga da almeno trent'anni, in Italia è una novità degli ultimi due lustri. Così il governo prova ad arginare il fenomeno: non basteranno più sei mesi di matrimonio con un italiano per chiedere e poi ottenere la cittadinanza. Tempi quadruplicati: saranno necessari due anni di nozze e convivenza. Il disegno di legge, collegato al "decreto sicurezza", è approdato in commissione Giustizia a Palazzo Madama. L'obiettivo è bloccare il commercio delle nozze. Nuovo strumento degli immigrati irregolari per ottenere lo status di cittadini italiani. Le statistiche parlano chiaro: le coppie miste, 58 mila nel 1991, nel 2005 erano già più di 200 mila. Adesso invece crescono di oltre 6 mila all'anno. E anche se il fenomeno riguarda solo una minima parte, il problema esiste. Perché l'80 per cento delle nozze con uno straniero si chiude con un divorzio. Differenze culturali ma non solo. I precedenti illustri esistono, ma non sempre l'abito da sposa lo indossa Rosa Luxemburg. Negli Usa è un costume così diffuso che, per bloccare i finti matrimoni, i coniugi vengono sottoposti a serratissimi interrogatori incrociati su gusti, abitudini, e storia familiare. Ma anche a visite improvvise dei "controllori". Procedura che precede il rilascio della "Green card" allo straniero. Per la cittadinanza i tempi sono biblici. In Italia il fenomeno è appena emergente: non ci sono controlli. Il permesso di soggiorno arriva subito e bastano sei mesi dal matrimonio e una fedina penale immacolata per chiedere la cittadinanza. La burocrazia poi è più complessa: difficilmente l'iter della pratica si conclude prima di quattro anni. "Le nozze per interesse ci sono sempre state - commenta Filippo Berselli, presidente della Commissione Giustizia del Senato - ma queste nozze di comodo sono fittizie e, oltre ad aggirare la legge sull'immigrazione clandestina, finscono anche per svilire l'istituto del matrimonio". Il disegno, firmato dal presidente del Consiglio Berlusconi, dal ministro dell'Interno Maroni e da quello di Giustizia Alfano, renderà però la vita più difficile anche alle coppie miste che abbiano figli. Pure in questo caso, infatti, i tempi si allungheranno. Se il disegno di legge passerà l'esame delle Camere senza modifiche, i papà e le mamme stranieri di bimbi italiani, per chiedere la cittadinanza dovranno aspettare un anno dal matrimonio. I tempi per ottenerla, poi, saranno invariati. Un aspetto che anche Berselli ritiene "modificabile". Spiega: "L'obiettivo è ostacolare i finti matrimoni. Si tratta di coppie che si sono incontrate una sola volta o due. Non sono vere unioni, la presenza dei figli mi sembra che certifichi invece una situazione opposta. E' ancora un disegno di legge, passibile di modifiche". E così, mentre i dati Istat raccontano un Paese che sta cambiando, le inchieste della magistratura descrivono un nuovo tipo di reato, non ancora contemplato dal codice penale. Perché se nel matrimonio interrotto qualche anno fa a Livorno tra una procace nigeriana e e un cinquantenne invalido con problemi psichici, si poteva profilare la circonvenzione di incapace, le nozze fasulle, contratte in pieno accordo tra i due futuri sposi, restano valide e possono solo rientrare in una forma di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Secondo il codice civile, solo uno dei due coniugi può chiedere al tribunale l'annullamento del matrimonio, entro un anno dalla celebrazione. E nessuno dei due, nel caso delle cosiddette "nozze di comodo", dovrebbe avere interesse a farlo. Le pene crescono nel caso di associazioni a delinquere che lavorino per fare incontrare domande e offerte: cittadini italiani disposti a vendere il proprio stato civile e immigrati in cerca di una "regolarizzazione". Come a Napoli, dove, alcuni anni fa, in venticinque sono finiti in manette: i nostri connazionali, tutti uomini, sposavano prostitute albanesi costrette al marciapiede. L'organizzazione che gestiva i "mariage" otteneva così due risultati: le ragazze, con tanto di permesso di soggiorno in tasca, non potevano più essere espulse garantendo profitti costanti agli sfruttatori. E il valore delle donne sul mercato delle schiave saliva: in regola con la legge, potevano essere rivendute a un prezzo maggiore. Quello è stato il primo caso: gli sposi erano per lo più tossicodipendenti o handicappati. Da allora è trascorso molto tempo, il codice non è cambiato e di associazioni per delinquere con italiani e italiane pronti a convolare a nozze in cambio di lauto compenso ne sono state sventate tante, da Roma a Varese. Adesso il mercato si è allargato, anche i romeni, dopo l'ingresso in Europa, sono entrati su piazza. E da gennaio dell'anno scorso, le nozze tra romeni e maghrebini sono aumentate. La cronaca ha già registrato il fenomeno: lo scorso maggio, a Sanremo, la polizia ha fatto irruzione nella sede comunale qualche istante prima del fatidico sì. Un ignaro assessore stava celebrando le nozze. Lui, tunisino, 33 anni, è stato arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale, lei romena, 30 anni, è stata denunciata per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

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Mugabe: Siamo pronti a prendere le armi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-06-15 - pag: 6 autore: Zimbabwe. Nuove minacce a 15 giorni dalle elezioni Mugabe: "Siamo pronti a prendere le armi" Arianna Garavaglia HARARE A oltre trent'anni di distanza dalla guerra di indipendenza che l'ha visto protagonista, ieri Robert Mugabe, presidente dello Zimbabwe, ha minacciato di indossare di nuovo la divisa. Ha richiamato i vecchi compagni di battaglia e, a 84 anni, si è detto pronto a impugnare le armi per impedire che "il Paese cada nelle mani dei traditori". I traditori naturalmente sono Morgan Tsvangirai e i suoi colleghi del Movimento per il cambiamento democratico (Mcd), principale partito di opposizione e avversario del dittatore al secondo turno delle elezioni presidenziali del 27 giugno. A meno di due settimane dall'appuntamento elettorale la campagna di intimidazioni si fa sempre più violenta. Ieri il numero due del Mcd, Tendai Biti, arrestato mercoledì scorso, è comparso in tribunale. Biti è accusato di tradimento per aver proclamato la vittoria di Tsvangirai, poi negata da fonti ufficiali, alle presidenziali del 29 marzo. Ieri anche Tsvangirai è stato rilasciato insieme a altri 11 candidati del Mcd. Si tratta del quinto fermo e del quinto rilascio in dieci giorni. L'intensificarsi della repressione risale proprio alle elezioni che il 29 marzo dovevano rinnovare il Parlamento e eleggere il presidente. Ci si aspettava il solito plebiscito per Mugabe e per il suo partito (Zanu Pf), che controlla l'esercito, i media e la burocrazia. Ma qualcosa ha iniziato a scricchiolare. Mugabe ha perso, per la prima volta dal 1980, la maggioranza in Parlamento andata all'Mcd. E soprattutto non è riuscito a ottenere la rielezione al primo turno. L'opposizione ha denunciato brogli sostenendo la vittoria di Tsvangirai con il 50,3% delle preferenze. Da allora le milizie di Mugabe si sono scatenate, l'opposizione ha lamentato l'uccisione di 60 suoi simpatizzanti. Le cronache delle violenze hanno allarmato anche i leader africani. Venerdì scorso 40 di loro, tra cui gli ex Segretari generali dell'Onu Kofi Annan e Boutros Boutros-Ghali, hanno scritto una lettera aperta per chiedere la fine delle aggressioni. Ma Mugabe non fa passi indietro. Anzi. "Finche sarò in vita l'opposizione non governerà lo Zimbabwe. Siamo pronti a morire per questo Paese", ha detto. Per adesso a morire sono i suoi concittadini. Con un'altissima diffusione dell'Aids, la disoccupazione all'80%, la crisi economica, l'aspettativa di vita supera di poco i 30 anni. La settimana scorsa il dittatore ha anche cacciato dal Paese l'Unicef e altre associazioni non governative che danno assistenza a mezzo milione di bambini. L'accusa? Sostegno all'opposizione. SALE LA TENSIONE Il leader del principale partito d'opposizione arrestato per la quinta volta, il numero due è in prigione da mercoledì scorso.

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A Chiaiano ultimi test: si avvicina la riapertura (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-06-15 - pag: 19 autore: La crisi in Campania. Da ieri pienamente operativa la discarica di Savignano A Chiaiano ultimi test: si avvicina la riapertura Entro dieci giorni il sindaco deciderà sul nuovo inceneritore Jacopo Giliberto NAPOLI. Dal nostro inviato Nuove analisi, e i risultati definitivi dei tecnici sulla futura discarica di Chiaiano, una cava di tufo che taglia una collina alla periferia di Napoli, arriveranno nel giro di una settimana;nel volgere diuna decina di giorni il sottosegretario all'emergenza rifiuti, Guido Bertolaso, avrà tutti gli strumenti tecnici e scientifici per decidere se Napoli avrà la sua discarica. In una decina di giorni il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, dovrà anche dare a Bertolaso l'indicazione sul luogo in cui costruire l'inceneritore ( con ogni probabilità la vecchia raffineria abbandonata a Napoli Est), e se non lo farà per tempo l'incarico di decidere spetterà al Governo: la lentezza del Comune può nascondere la vecchia voglia di delegare altrui, in questo caso a Palazzo Chigi, la decisione politicamente scomoda. Su questi impianti, la discarica e il termovalorizzatore, si gioca molto, perché le altre province della Campania sono stanche di dover subire l'emergenza spazzatura di Napoli, ma le premesse sembrano far presagire che Chiaiano abbia tutte le carte in regola. Il fondo della cava è roccioso per uno spessore di decine di metri, e sotto la roccia lavicac'è uno strato di argilla impermeabile alto altre decine di metri. In tutto, uno scudo spesso un centinaio di metri. La legge prescrive almeno due metri di strato impermeabile. Insomma, il "percolato" (cioè lo scolare dell'acqua piovana che intride i rifiuti) non dovrebbe penetrare. A ogni buon conto, i pompieri hanno allagato il terreno per vedere il tempo in cui si assorbe l'acqua. L'obiettivo di Bertolaso è dare tutte le garanzie possibili agli abitanti di Chiaiano e dei pa-esi confinanti, Mugnano e Marano. La discarica sarà un disturbo, è evidente, ma deve essere realizzata nel modo migliore in assoluto, a differenza delle discariche rabberciate e pericolose cui sono stati abituati per decenni gli abitanti della Campania. Dopo i primi quattro camion "di inaugurazione" venerdì sera, accompagnati dall'apertura di un'amarissima bottiglia di spumante da parte dei comitati di protesta, ieri hanno cominciato ad arrivare nella nuova discarica di Savignano Irpino alcune decine di camion, incolonnati e scortati da polizia e carabinieri muniti di mascherine come modesta difesa dall'odore penetrante dell'immondizia. I soldati dell'esercito, con le attrezzature Nbc (nucleare-batteriologico- chimico) che rilevano i raggi alfa, beta e gamma, controllano il carico e dirottano verso un compattatore i rifiuti speciali o ingombranti, come ospedalieri, elettrodomestici, pneumatici, rottami di metallo. Così cominciano a calare a Napoli i rifiuti che si accumulano ai bordi delle strade: venerdì si stimavano 2.700 tonnellate, ieri erano 2.300. L'azienda napoletana di nettezza urbana Asìa, guidata da Daniele Fortini arrivato da poco in Campania, ha un lavoro difficile, ma sta già riuscendo a diffondere nelle case dei napoletani i primi bidoni della raccolta differenziata. "Ma stiamo combattendo da settimane la battaglia silenziosa contro la burocrazia", afferma l'assessore regionale all'Ambiente, l'emiliano Walter Ganapini. "è una burocrazia deresponsabilizzata dopo anni di abusi, che non sa usare per il bene collettivo gli strumenti di cui dispone ", afferma. Sono viscosità che penalizzano i molti campani che vogliono accelerare l'uscita dalla crisi. "Più di trenta sindaci sono disponibili ad accogliere gli impianti, e la Regione ha completato l'analisi sui Comuni per la raccolta differenziata: da settimane – afferma Ganapini – siamo pronti a finanziare 40 Comuni della Campania che non vedono l'ora di partire ma poi tutto si ferma di fronte ai problemi del personale e della capacità di spesa". Discarica a pieno regime. Militari al lavoro per le ultime sistemazioni dell'area di raccolta di Savignano Irpino.

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Fannulloni italiani all'estero (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COPERTINA data: 2008-06-15 - pag: 31 autore: Contrappunto Fannulloni italiani all'estero di Riccardo Chiaberge S e rischiamo di essere estromessi dagli europei di calcio, come ci piazzeremo nelle Olimpiadi dell'arte e della creatività?L'equivalente della squadra azzurra, in questi campi, è la rete degli Istituti italiani di cultura. Sono ben 88 sparsi in altrettante città di tuttii continenti, da Tirana a Caracas. Dovrebbero essere un punto di riferimento per i nostri connazionali all'estero e una piattaforma di lancio per scrittori, artisti, cantanti. Ma non fanno bene né l'uno né l'altro mestiere. I dieci istituti più importanti, come Londra, New York o Parigi, sono retti da direttori "di chiara fama" che restano in carica da due a quattro anni. Alcuni si mostrano all'altezza della loro fama,altri no. Ma procurano comunque un danno limitato. Il vero problema è il personale, gli "addetti culturali" e i "contrattisti" che lavorano (o dovrebbero lavorare) alle loro dipendenze. Gli addetti culturali (dueo quattro per ogni sede, di cui molti ex-professori d'inglese o tedesco delle scuole medie in soprannumero, presi in carico dalla Farnesina e spediti nel mondo), per lo più sanno poco della cultura del loro paesee meno ancora del paese in cui si trovano, ma vengono pagati come superesperti (otto-diecimila euro al mese) e si comportano da impiegati statali. Il direttore di un importante istituto racconta di aver convocato una riunione un pomeriggio alle 16,30 con due suoi "addetti" e questi dopo 25 minuti si sono alzati, perché era finito il loro orario giornaliero: "Se no facciamo straordinari e poi ce li deve dare come recupero". Il contratto prevede 36 ore e 17 minuti la settimana di presenza. Ogni minuto in più va a sommarsi La rete dei nostri istituti di cultura è piena di gente superpagata che lavora poco. E i direttori bravi non hanno poteri al già cospicuo "monte ferie" (42 giorni se la sede è "disagiata", cioè extraeuropea: come se stare a Tokio o a New York comportasse disagi tremendi). Alcuni di questi signori girano il mondo da vent'anni,cinque anni a Londra, cinque a Buenos Aires, e magari non parlano nemmeno la lingua del posto. Sono i Rom della cultura, un'emergenza per l'erario che il ministro Brunetta dovrebbe affrontare con la stessa "tolleranza zero" che si usa peri campi nomadi. Poi ci sono gli stanziali, legati indissolubilmente a una sede finché morte non li separi: chiamati "contrattisti", sono impiegati che guadagnano circa la metà degli "addetti". Molti sposano indigeni o indigene e si fanno una famiglia in loco, perdendo ogni legame con la lingua e la cultura d'origine.Se gli nomini Ozpetek, Savianoo Cattelan, sgranano gli occhi: loro sono rimasti fermi ai tempi di Pavese e Sofia Loren. Molti non si prestano nemmeno più a fare gli interpreti, ruolo che cedono volentieri ai giovani locali, disposti a lavorare 10-12 ore al giorno per mille euro mensili. Ci sono per fortuna le eccezioni, funzionari coltie volonterosi, che fanno onore al Paese. Ma devono remare controcorrente in un oceano di mediocrità e di fannullaggine. Ei direttori non hanno nessun potere di promuoverli, come non ne hanno di licenziare gli ignoranti. Così, invece di esportare il made in Italy artistico e letterario, diffondiamo nel mondo due prodotti tipicamente nostrani: la burocrazia e l'incultura. http://riccardochiaberge. blog.ilsole24ore.com/.

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La vita lussuriosa di un campione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Carlo Genta Manu Petit era un gran bel centrocampista di cappa e spada, di bastone e di governo (più di bastone, per la verità). Un numero 8 completo e atletico, facilmente riconoscibile con quella coda di cavallo bionda, molto francese. Un campione del Mondo ('98) e poi d'Europa (2000) da titolare fisso e da guardaspalle di sua maestà Zidane. Nella vita di club ha prestato cuore e polmoni a top club come Monaco, Arsenal, Barcellona e Chelsea. Insomma, un calciatore che conta. E che adesso scrive. Scrive di come se fai lo sportivo ad alto livello ti si aprono un sacco di porte, di quelle che poi richiuderle senza ficcarci il naso dentro è davvero difficile. Oscar Wilde diceva di saper resistere a tutto, salvo che alle tentazioni. E per chi gioca nel calcio che conta, le tentazioni sono ogni santo giorno, proprio come e più di quanto immaginiamo. Solo chi vive nel paese di Babbo Natale, pertanto, farà un paio di occhi così leggendo "A Fleur de Peau" ("A fior di pelle"), la biografia con la quale Petit ha raccontato come si passava (e si passa, perché dovrebbe essere diverso?) il tempo tra una partita e l'altra. Dopo la conquista della coppa più bella del Mondo, racconta Manu di come una Parigi lussuriosa di velluto blu, gli abbia spalancato le braccia. Le gambe. "Spesso andavamo in lussuosissimi appartamenti di cui non conoscevo i proprietari. Ma loro riconoscevano noi e ci facevano trovare di tutto". Donne e coca, che vi credevate. Inutile volare di fantasia. E' questa la colazione dei campioni. Di molti campioni, che poi quando li beccano fanno i perseguitati. Se sei così, è facile: schiocchi le dita, ovunque ti trovi e tutto arriva a te. Che tu sia in Francia o in Inghilterra, magari nel ritiro dell'Arsenal a St.Albans, nell'Hertshire. "C'era una ragazza molto carina che veniva tutti i giorni agli allenamenti e una volta ho fatto sesso con lei nella sala biliardo. La mattina dopo il direttore dell'albergo e tutto lo staff mi hanno accolto con un applauso, spiegandomi che la stanza aveva le telecamere. Mi assicurarono, però, che da bravi tifosi dei Gunners, non avrebbero usato quelle immagini". Utilizzo ad uso interno, insomma. Appartamenti di lusso, alberghi dei ritiri. E yacht, come quello di un ricco arabo a Capodanno, con la neve che non cadeva fuori, ma stava a mucchi sui tavoli. "Dove c'erano prostitute, modelle e cocaina ovunque. Io non ne ho presa, ma ho visto quelle ragazze venire umiliate in ogni modo possibile". A qualcuno salirà l'acquolina alla bocca, ad altri un po' di tristezza. Non saremo mai noi a fare i giudici, perché sacro è il rispetto delle scelte individuali. Anche di quelle di Max Mosley. L'importante è che poi non ci vengano a pigliare per il naso. O che, peggio ancora, vadano in giro a dispensare benedizioni ai bimbi. Sarebbe poi il caso uno di questi giorni, se non fossimo tutti quanti una banda di pigri e bugiardi, di rivedere un po' il vocabolario dello sport. Perché gli eroi sono altri. Gli idoli anche. Leggiamo poi da qualche parte un'altra storia di segno opposto. L'altro polo forse di questa calamita. Quella di una certa Sara che avrebbe voluto, vorrebbe forse ancora fare la volontaria alle Olimpiadi. I volontari olimpici sono un esercito di ragazzi che vanno dove si svolgono i Giochi, si fanno un mazzo così dalla mattina presto alla notte, magari presidiando una porta o un cancello, o dando indicazioni agli spettatori, o trasportando scatoloni di qua e di là. Insomma manovalanza e sacco a pelo, panini e spirito di servizio, spesso senza manco vedere una corsetta. Arrivano da tutto il mondo. All'inizio li vedi entusiasti e felici, alla fine stanchi morti e ancora più felici. La campagna per reclutare i 100 mila volontari previsti dal Comitato organizzatore dei Giochi (Bocog), di cui 70 mila per le Olimpiadi e 30 mila per le Paralimpiadi, è stata ufficialmente lanciata il 28 agosto 2006. Ma i potenziali volontari stranieri - che il Bocog invita calorosamente a iscriversi compilando l'apposito modulo nella versione inglese del sito - si sono scontrati con la vera muraglia cinese. O se si preferisce, con la Cina vera. Non solo è richiesta la conoscenza del cinese, ma si dà la priorità (nell'ordine) agli studenti, lavoratori di Pechino e residenti della provincia di Pechino, cinesi, cittadini di Hong Kong e Taiwan, cinesi di nazionalità straniera. Il colpo di grazia lo dà il pesante giro di vite voluto dalle autorità negli ultimi mesi sul rilascio dei visti di ingresso e permanenza in Cina. Un modo come un altro per dire: ve lo spieghiamo col sorriso, siete i benvenuti, ma state alle larga. Dovessimo aver bisogno, chiamiamo noi magari due giorni prima dei Giochi e chi riesce viene. Come dite? Atteggiamento cinese? Ma chi volete prendere in giro? Comportamento che più italiano non si può. Non ci stupiremmo se si riuscisse a fare qualche euro con il copyright tricolore. Tanto che comprendiamo al volo e incassiamo senza scomporci un filo. "Anche il sito Aspettando Pechino 2008 (www.pechino2008.blogosfere.it), che aveva informalmente promesso di dare una mano agli aspiranti volontari, alla fine non ha mosso un dito. Ma è ancora più grave il silenzio (o l'approvazione) del Cio'', dice Sara. La cosa un po' più complicata è far passare il concetto in Paesi e qualcuno c'è ancora nei quali la burocrazia non è una scalata tra i ghiacci e il lavoro, specie quando volontario, un'elemosina. Intanto nessuno riesce a levarci la voglia di fare un po'di tifo contro a questa Olimpiade a mandorla. 13 giugno 2008.

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Primo, semplificare (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI data: 2008-06-15 - pag: 8 autore: ... FISCALITà DI DISTRETTO Primo, semplificare P er le reti d'impresa il Governo potrà presto chiarire un orizzonte finora rimasto assai nebuloso. Innanzitutto con la specificazione del concetto di distretto, all'interno del quale si dovranno operare le compensazioni fiscali e le semplificazioni nei rapporti con la burocrazia che già erano state promesse nella Finanziaria 2006 (l'ultima del precedente Governo Berlusconi). Il ministro Giulio Tremonti sembra orientato a rilanciare quella norma, ma con "paletti" più stringenti per definire i beneficiari, visto che nel 2006 subito si accodarono i distretti agricoli, quelli dell'hi-tech e gli altri "immateriali" legati alle reti informatiche. Nel contempo, sempre per stare ai temi della fiscalità di distretto, il Governo dovrà dare un'indicazione chiara anche su quale sarà il destino delle "zone franche ". Dal Governo Prodi è arrivata in eredità una norma-cornice che ha lasciato al Cipe la scelta finale delle aree da destinare alle misure di vantaggio fiscale per gli investimenti. Le città del Sud (e non solo) che si sono candidate sono molte e molto superiori all'effettiva "capienza" della norma. Urge chiarimento.

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Il Puma amico degli Azzurri (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: EUROPEI DI CALCIO data: 2008-06-15 - pag: 12 autore: Il Puma amico degli Azzurri Il gruppo sportivo tedesco ha un contratto da 11,5 milioni l'anno Luca Veronese BASILEA. Dal nostro inviato "Non ci penso nemmeno. L'obiettivo per noi non è raggiungere Nike e Adidas per volume di vendite. Ma essere innovativi, stare sempre un passo avanti agli altri ". Jochen Zeitz, è da 15 anni alla guida di Puma: nel 1993 venne chiamato a risollevare un marchio storico, dello sportsware e dell'industria tedesca,che da tempo non riusciva a uscire dal rosso di bilancio. Presidente e amministratore delegato, quando non aveva ancora trent'anni,il più giovane di sempre in una società quotata in Germania, è riuscito prima a mettere in ordine i conti gruppo e poi a cambiare nel profondo il mercato dell'abbigliamento sportivo: spingendolo verso il fashion, chiamando stilisti acclamati a disegnare scarpe da ginnastica che diventano sneakers, magliette che entrano nella vita metropolitana di mezzo mondo. Puma ha chiuso il 2007 con un fatturato di circa 2,5 miliardi di euro, il giro d'affari di Nike e Adidas vale quasi cinque volte tanto: "Ma questo non ci interessa –ribadisce Zeitz– vogliamo che il nostro brand sia il più richiesto, il più cercato, il più cool. Il fatturato complessivo conta poco, essere primi, secondi o terzi ancora meno. Porsche nell'automotive,Apple nell'informatica, certo non sono i gruppi più grandi per volumi: ma sono brand incredibili, marchi che vengono scelti perché hanno qualcosa in più". Nato a Mannheim, nel BadenWÜrttemberg, nel 1963, Zeitz, ha deciso presto di non seguire la tradizione medica di famiglia per studiare marketing e finanza. Ha fatto la gavetta tra New York e Amburgo alla ColgatePalmolive, e nel 1990 ha preso al volo la possibilità di lavorare alla Puma, nel marketing delle calzature. Per poi balzare in soli tre anni al vertice del gruppo fondato nel 1924 a Herzogenaurach da Rudolf Dassler, fratello di Adolf "Adi" Dassler, fondatore dell'Adidas. Ascolta i Rolling Stones, legge Heminghway, pilota aerei da turismo; ama l'Africa e ha una casa in Kenya. Parla cinque lingue (italiano incluso). Dorme sette mesi su dodici in hotel e fa poche vacanze: ogni settimana vede almeno due continenti.Guadagna più di 10 milioni di euro all'anno. In questi giorni si muove tra Austria e Svizzera. Seduto sul divano bianco, in un loft organizzato da Puma per Euro 2008 a Basilea, sfoggia camicia bianca, senza cravatta, e scarpe della collezione Dassler: il massimo del fashion Puma. A tratti sembra annoiarsi, ma lui nega: "è che penso mentre parlo", dice. Alto, biondo, occhi chiari, fisico da atleta; parla di calcio e di business, a cominciare dalla Nazionale italiana con la quale ha un contratto fino al 2014 per 11,5 milioni di euro all'anno (premi esclusi). "Tutto è ancora aperto – dice con ottimismo - contro la Romania all'Italia sono mancati i gol e la buona sorte ma ha dimostrato di esserci. Quello azzurro è un gruppo solido: ho incontrato Buffon e compagni nei giorni scorsi. Li ho visti concentrati e decisi, come al Mondiale di due anni fa. Ho ancora fiducia, gli Azzurri possono battere la Francia e poi chissà". Zeitz non si arrende, non è nel suo carattere, non fa parte del suo modo di affrontare la vita e gli affari. E anche lo sport. "Nel 2006 – spiega – abbiamo scelto l'Italia e abbiamo vinto, ci siamo presi delle grandi soddisfazioni e altre, ne sono certo, arriveranno. La sponsorizzazione dell'Italia è stata importante per il nostro sviluppo. Con gli Azzurri si è creato un rapporto coerente con la nostra immagine e con i nostri obiettivi". Dopo l'Europeo di calcio ci saranno le Olimpiadi di Pechino, un appuntamento decisivo per la crescita dello sportsware in Asia, al quale Puma si presenterà con il primatista dei 100 metri piani, il giamaicano Usain Bolt. "La Cina, l'Asia, ma anche l'Africa sono mercati con potenzialità enormi. La concorrenza è meno forte, c'è ancora spazio per tutti". Nel modo il gruppo vende in 80 Paesi con 116 flagship store e altri 400 outlet: "Fino a due anni fa – spiega il grande capo della Puma - in Cina avevamo solo un semplice accordo di licenza. Stiamo facendo un passo dopo l'altro ". In Europa e nel Nord America invece la strategia d'attacco di Puma ha costretto anche i giganti all'inseguimento: "Siamo stati i primi con Alexander McQueen, a portare il fashion nell'abbigliamento sportivo, abbiamo cambiato la formula del business. Puma stava attraversando un momento difficile, bisognava reagire, fare qualcosa di diverso. L'immagine di grandi giocatori-testimonial – i più grandi, a ben vedere, da Pelè a Maradona – non bastavaa salvare il bilancio e a garantite un futuro al brand. Abbiamo scelto di innovare: Puma che era solo una sports company e si è trasformata in una lifestyle company". Nel 1994 Zeitz ha riportato in utile il bilancio di Puma. I tagli e la riorganizzazione sono stati pesanti ma accompagnati da significativi investimenti: "Il gruppo era pieno di burocrazia, lento, tutto centrato sulla Germania: serviva una struttura, anche finanziaria, più solida e una svolta verso i mercati internazionali ", afferma Zeitz. Poi la crescita è stata continua con solo alcuni rallentamenti dovuti alle fasi dell'economia mondiale e alla crisi dei consumi negli Stati Uniti: le vendite consolidate sono aumentate nel 2007 per il tredicesimo anno consecutivo con margini del 16%, "mentre la concorrenza si ferma intorno al 10% ", sottolinea. I dipendenti di Puma sono passati in 15 anni da 700 a 9mila. Nel 2007 il gruppo francese Ppr lo stesso che controlla marchi come Gucci, Yves Saint Laurent,Bottega Veneta – ha acquisito la maggioranza di Puma (oggi ha il 64,34% del capitale) in un'operazione che ha valutato la società tedesca circa 5,3 miliardi di dollari: il doppio del fatturato. FranÇoisHenri Pinault è andato a presiedere il board di supervisione. Ma a Zeitz è rimasta completa autonomia e piena fiducia. Chi vincerà l'Europeo? "Non ci saranno sorprese – sostiene – il titolo andrà a Germania, Portogallo o all'Italia ". GIOVANE MANAGER Il presidente Zeitz: nella squadra che ha giocato contro la Romania ho rivisto il carattere dei mondiali, sono fiducioso.

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A VERONA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-16 num: - pag: 31 categoria: BREVI A VERONA I costi della politica Caro Romano, qui a Verona la diminuzione dei costi della politica è una chimera. Il Governo Prodi aveva avviato un percorso virtuoso tendente alla riduzione dell'incidenza del costo della politica sulle casse statali con una diminuzione del numero dei consiglieri nei vari Consigli di amministrazione delle società "pubbliche". Non ha però previsto il blocco delle prebende, cosicché a Verona, di fronte alla diminuzione dei consiglieri c'è stato un aumento dei compensi vanificando quasi totalmente il disegno originario. Speriamo che il nuovo Governo continui la strada intrapresa e, magari, preveda l'azzeramento degli aumenti così da avere un vero risparmio per le casse statali. E che il percorso preveda, naturalmente, anche l'eliminazione delle Province, così come promesso in campagna elettorale e, aggiungerei, anche delle prefetture, che a me sembrano del tutto inutili. Pierluigi Ziliotto Verona Condivido le sue preoccupazioni. Ma che cosa rimarrà del federalismo se il governo centrale e il parlamento decideranno quanti debbano essere i consiglieri delle aziende comunali e le loro prebende? A STRASBURGO Candidati e simboli Caro Romano, è quasi certo che gli eletti al Partito democratico di Walter Veltroni se sono oggi uniti a Roma non lo saranno domani a Strasburgo. Nell'Europarlamento sembra ormai concretizzarsi la divisione delle due anime del partito che vedrà i già Ds con i socialisti e gli ex-Dl con i liberaldemocratici. Il capogruppo del Pse Martin Schulz non è infatti disposto a cambiare l'identità del partito per fare un favore ai compagni italiani. E questa divisa prospettiva accomunerà anche gli attuali alleati della Pdl. Ma al di là della endemica peculiarità della classe politica italiana di farsi riconoscere dividendosi, è sulle modalità di voto delle elezioni europee che mi permetto di scriverle. Come noto in queste votazioni il sistema è proporzionale con possibilità di esprimere preferenze. In ogni macrocircoscrizione avremo quindi il ritorno di molti dei vecchi simboli che le scorse votazioni politiche italiane hanno escluso dal parlamento romano. Quello che mi chiedo, e soprattutto chiedo a lei, è come mai non si ritenga equivoco che nelle schede anziché quelli europei vi siano i simboli nazionali? Perché la scelta di appartenenza a un gruppo dell'europarlamento viene fatta dopo il risultato delle elezioni e non prima? Le chiedo questo perché sono sinceramente convinto che l'Europa, come istituzione, ultimamente si stia identificando più con il termine burocrazia che con quello di "identità"! Mario Taliani Noceto (Pr) Lei ha ragione. Piacerebbe anche a me che in tutti i Paesi dell'Unione (non soltanto in Italia) i candidati al Parlamento di Strasburgo si presentassero agli elettori con simboli corrispondenti a quelli dei gruppi parlamentari di cui faranno parte quando saranno eletti. Malauguratamente, tuttavia, questa formula, se applicata all'Italia, spaccherebbe il Partito democratico e renderebbe forse non tutti egualmente graditi al Partito popolare europeo i candidati del Popolo della Libertà. ESAMI DI STATO Procedura complessa Caro Romano, il mese prossimo ci saranno gli esami di Stato in tutte le classi "finali" della scuola italiana. Per avere le tracce delle prove ogni scuola deve attenersi alla seguente procedura: il dirigente scolastico (o un suo delegato) si reca all'Ufficio scolastico provinciale, ritira la busta sigillata e la porta, con tutti i rischi del caso, al più vicino Comando di Polizia. Lì la busta giace fino al mattino della prima prova, quando una pattuglia si reca alla scuola e consegna il plico al Dirigente. In buona sostanza: il ministero dell'Istruzione consegna al dirigente un plico, il dirigente lo deve dare alla polizia che poi lo porterà alla stessa persona. Saremmo curiosi conoscere il motivo di tale procedura: complicata, dispendiosa, financo un po' grottesca. Il ministro per la Semplificazione è a conoscenza di tutto ciò? Roberto Pozzi, Pavia Paolo Rezzonico, Milano PRIVATE E PUBBLICHE Scuole e normative Durante quest'anno scolastico, per evitare la verifica obbligatoria dei debiti formativi, sembra che numerosissimi studenti abbiano abbandonato la frequenza dalle varie scuole statali medie superiori, per iscriversi alle scuole private equiparate, dove non sono state prese in considerazione le nuove regolamentazioni ministeriali. Ma se lo Stato italiano finanzia gli istituti scolastici pubblici e privati, le norme impartite dovrebbero valere per tutti i tipi di scuole. Giovanni Papandrea Ardore Marina (Rc) ESERCITO Senso di sicurezza Non capisco davvero tutto il polverone in merito all'utilizzo dell'esercito per la sicurezza dei cittadini. La scorsa settimana sono stato a Parigi e assicuro che vedere coppie di soldati di pattuglia nelle stazioni della metro oppure nei paraggi della torre Eiffel e nel perimetro del Louvre dà al visitatore occasionale e al cittadino un senso di grande sicurezza. Dino Torrone, Salerno BRUNETTA Iniziativa meritoria è meritoria l'iniziativa del ministro Brunetta contro i fannulloni, le consulenze inutili, ecc... Ma io sarei partito dall'alto come si fa quando si demolisce un palazzo: si parte dal tetto. L'alto del palazzo in questione è il Parlamento, giù giù sino ai costruttori abusivi di cucce per cani in un deposito di tram. Angelo Cambieri angelo.cambieri@ fastwebnet.it CIBI BIOTECH La demonizzazione Vi è la tendenza a demonizzare i cibi biotech, ma in realtà essi sono più ecologici e più economici, in quanto i frutti della ricerca oggi consentono di isolare anche un singolo gene per coltivare un'altra pianta con specifiche caratteristiche (produzione di vitamine, resistenza a virus e funghi ed alla siccità). I prodotti Ogm possono essere sicuri, di ottima qualità, coltivati con meno fitofarmaci e costare meno al consumatore finale: ma purtroppo, come spesso avviene in Italia, tutto ciò che potrebbe essere utile per il cittadino viene ostacolato. Mauro Luglio Monfalcone (Go) SUPERMERCATI BELGI I sacchetti per la spesa In un supermercato in Belgio ho avuto la sorpresa, una volta alla cassa, di non trovare più i famosi sacchetti di plastica dove mettere gli acquisti. Da qualche mese, infatti, i clienti si portano i sacchetti o la borsa da casa; per gli sprovveduti come i turisti è possibile acquistare una o più borse di plastica molto resistenti, con i manici, cuciture di rinforzo laterali (quindi riusabili più volte) e del costo di 0,10 euro ciascuna. A quanto una tale innovazione ecologica anche in Italia? Roberto M. Minarini Vicenza.

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Messaggio di fuoco per il mediatore (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prov Ogliastra Pagina 6020 Barisardo. Mohammed Armas, commerciante marocchino, lavora per la Provincia Messaggio di fuoco per il mediatore Barisardo.. Mohammed Armas, commerciante marocchino, lavora per la Provincia Bruciate auto e il furgone del responsabile sportello emigrati --> Bruciate auto e il furgone del responsabile sportello emigrati Attentato incendiario ai danni del mediatore culturale marocchino Mohammed Armas, responsabile dello sportello emigrati della Provincia. Fra le lamiere annerite Mohammed Armas cerca risposte difficile da trovare. Quarantasei anni, originario di Marrakesh, in Marocco, da vent'anni vive a Barisardo e da quattro è responsabile dello sportello immigrati per la Provincia. All'alba di venerdì qualcuno ha cosparso di benzina e dato alle fiamme le sue due auto, una vecchia Renault 19 e un furgone, parcheggiate sotto la sua casa di via Mazzini. AUTO IN CENERE Nel rogo le macchine sono andate completamente distrutte. Rottami ormai inservibili e non assicurati contro gli incendiari. Armas era in casa, l'hanno svegliato i vicini di casa, allarmati dalle fiamme. Con lui si sono precipitati in strada per cercare di spegnere le fiamme. Ma non hanno potuto far nulla. Solo i vigili del fuoco di Tortolì hanno avuto ragione del rogo e ne hanno poi certificato la natura dolosa. Cosparse di benzina e date alle fiamme. Ma perché? Armas dice di non aver nemici, di non avere mai subito intimidazioni. "Fra mille difficoltà ho sempre cercato di fare il mio lavoro, che è quello di aiutare gli altri, quelli che arrivano qui per la prima volta. Cerco di spiegare loro come funziona la vostra burocrazia, di aiutarli a inserirsi". Compito che svolge con entusiasmo. Fra le ultime iniziative quella di avviare dei corsi per far apprendere a dieci extracomunitari i segreti della lavorazione del formaggio. Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri che hanno avviato le indagini. Quello ai danni del mediatore culturale Mohammed Armas è solo l'ultimo di una lunghissima serie di attentati ad extracomunitari. LE INDAGINI L'ipotesi di episodi a matrice razzista non è mai stata presa in seria considerazione dagli inquirenti. Guerra per il commercio tra ambulanti, dissapori nella stessa comunità marocchina. Queste le ipotesi investigative che non hanno tuttavia trovato riscontri. Ma questa volta gli attentatori hanno puntato al bersagli grosso. Armas è benvoluto e stimato. Ma lui stesso non esclude che il suo ruolo gli abbia procurato qualche antipatia. "Eppure qui ho tanti amici, persone che mi conoscono da una vita". Da vent'anni, quando è arrivato in Ogliastra, dove ha trovato una nuova casa. La notizia ha destato sconcerto in paese. La comunità marocchina è ben integrata e tutti conoscono Mohammed Armas come una persona laboriosa. ( si.l. ).

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Serve la crescita. Anche degli imprenditori (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

EDITORIALE Serve la crescita. Anche degli imprenditori. MAURIZIO BELPIETRO I governi non hanno fatto molto per lo sviluppo, i sindacati hanno fatto troppo, ma contro. E gli industriali hanno qualche responsabilità. Quindi Emma Marcegaglia... Non conosco Emma Marcegaglia. Mi dicono che sia tosta, determinata e ottimista, animata da molta voglia di fare. Nelle sue prime settimane da presidente della Confindustria ha parlato di come far ripartire la crescita economica, di interventi antiburocrazia, di riforma della contrattazione aziendale. Discorsi sacrosanti e sottoscrivibili: la politica deve muoversi, il sindacato non deve rimanere fermo al passato. C'è però una questione che mi pare rimasta un po' in ombra, non so se per distrazione dei cronisti o per scelta della nuova leader degli industriali, ed è ciò che deve fare l'impresa. Perché in tema di sviluppo del Paese, se è vero che i governi non hanno fatto molto e le organizzazioni confederali hanno fatto fin troppo ma per frenarlo, bisogna riconoscere che anche gli imprenditori hanno qualche responsabilità. Non parlo solo delle imprese andate male, ma anche di quelle andate bene: talvolta, invece di credere nella propria azienda, gli azionisti hanno dirottato altrove gli investimenti, preferendo la finanza all'industria, la rendita alla sfida. So di avventurarmi in un campo minato, ma credo che sia ora di fare un discorso sulla qualità della nostra classe imprenditoriale, o almeno di una non piccola parte di essa. La politica, il sindacato, la burocrazia e il sistema bancario hanno colpe enormi. Il nostro è il paese occidentale col minor tasso di libertà economica, dove più si ostacola chi vuole avviare un'attività, ma è anche quello dove le imprese troppo spesso chiedono aiuti allo stato. Da noi abbondano i capitalisti senza capitale e gli imprenditori sembrano più preoccupati di ottenere sgravi fiscali e cunei che di fare buoni prodotti. Se si dà uno sguardo agli incentivi pubblici versati alle imprese, si scopre che rappresentano lo 0,44 per cento del pil (anno 2003, esclusi trasporti e agricoltura), mentre in Gran Bretagna raggiungono appena lo 0,19. Una ragione c'è: a Londra ancora echeggiano le parole di Margaret Thatcher, che non furono solo rivolte contro il sindacato, ma anche contro gli aiuti alle imprese. "Se non siete capaci di vendere buoni prodotti, dovete fallire" disse la Lady di ferro annunciando ai manager la chiusura dei rubinetti. In Italia si è convinti che tocchi allo Stato aiutare le aziende a essere competitive. Uno dei refrain più ascoltati riguarda la ricerca e sviluppo: siamo tra gli ultimi, e non per colpa dei governi (o perlomeno non solo) quanto piuttosto delle imprese. Nel 2003 neanche metà dei fondi investiti in ricerca e sviluppo proveniva da privati e la quota era in discesa. Un'anomalia nel confronto con l'Europa, dove le imprese finanziano più del 60 per cento della spesa in innovazione, con punte che raggiungono il 70 nei paesi nordici. Ci siamo cullati con l'idea che piccolo è bello, perché la moneta svalutata e la flessibilità delle aziende con pochi operai consentivano di essere competitivi. Ora che servono soldi per investire in grande scopriamo che piccolo è senza fondi. I minimprenditori fanno miracoli anche senza soldi e quelli grandi con i soldi, specie se pubblici o di terzi, troppe volte fanno disastri. È di qualche anno fa un libro del giornalista Massimo Mucchetti in cui si calcolava quanto denaro avessero bruciato i grandi gruppi dal 1993 al 2001: quasi 142 miliardi di euro. Lo stato e il sindacato con questa enorme distruzione di ricchezza hanno poco a che fare: le colpe sono quasi tutte degli industriali. Parlarne aiuterebbe a non fare altri errori. Sarebbe un buon inizio per una giovane presidente che dice di voler cambiare per contribuire a far crescere il Paese. Probabilmente aiuterebbe a far crescere anche gli imprenditori.  .

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La Lega brinda. Veltroni incalza: <Avanti con la ratifica> (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL TRATTATO La Lega brinda. Veltroni incalza: "Avanti con la ratifica" Calderoli: è morto, inutile impegnare il parlamento. Il Pd: il governo dica in aula da che parte sta mi. b. ROMA Il trattato di Lisbona "è morto", meglio fargli subito il funerale e ripartire dai "principi di Maastricht" piuttosto che dalle "lobbies economiche e dalla burocrazia". Il leghista Roberto Calderoli insiste, il no irlandese al referendum sulla Ue è benzina nel motore per i padani, visto che era stato proprio il ministro per la semplificazione a complicare le cose al suo governo, al momento dei sì del consiglio dei ministri al trattato, chiedendo un referendum anche in Italia, previa approvazione di un disegno di legge costituzionale che lo rendesse possibile. E ora, le camicie verdi brindando a Milano con lattine di Guinness, "perché non si può far votare un paese e poi contestare il risultato che ha visto uniti cattolici e indipendentisti dello Sinn Fein", reclama il deputato leghista Matteo Salvini. Lattine di birra la mattina, e nota del ministro Calderoli la sera, a formalizzare i commenti a caldo: "Il voto dell'Irlanda, che segue quelli già negativi di Francia e Olanda degli anni scorsi, non deve portare a un accanimento terapeutico di un Trattato che è già morto. Il Trattato in questione può essere approvato solo con il sì di tutti, e sottolineo tutti, i 27 Stati membri. Chiunque sostenga la necessità di dover procedere comunque, si assume la responsabilità di impegnare il parlamento per mesi, con i relativi costi a carico del cittadino, per l'approvazione di un Trattato che ormai non può avere alcun valore". Così Claderoli. Se la Lega è netta, il resto della maggioranza cerca a fatica di tenere la barra dritta. Il ministro dell'economia, il forzista Giulio Tremonti, invita a riflettere: "Soffriamo di un problema di consenso democratico, il voto negativo in Irlanda è un messaggio del popolo", dice. Mentre dall'opposizione, Walter Veltroni si attesta senza esitare sulla posizione del presidente della repubblica Giorgio Napolitano (avanti con chi ci sta, "è impensabile che il voto irlandese blocchi il percorso dell'Europa", ha affermato venerdì il capo dello stato) e incalza: "Il voto irlandese deve spingere l'Italia a una accelerazione nella discussione e nell'approvazione del trattato di Lisbona", sostiene il segretario del Pd. E chiama allo scoperto: "Tra quindici giorni in senato inizierà il dibattito che dovrà procedere con rapidità. Noi siamo in prima linea per affermare posizioni europeiste, il governo invece appare incerto e diviso. Chiarisca in parlamento se c'è una posizione comune al proprio interno o se vi sono due linee contrapposte su un punto di programma fondamentale". Il Pdl si barcamena, in attesa di capire meglio: sì alla ratifica del Trattato, ma immaginando "condizioni aggiuntive" per rispondere al messaggio dell'Irlanda, dice ad esempio il vicecapogruppo alla camera Osvaldo Napoli. E per il coordinatore forzista Denis Verdini "indietro non si torna", ma "serve una riflessione netta sulle istituzioni, che non devono gravare sul cittadino. Bisogna che la politica si adegui e trovi le giuste soluzioni".

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Irlanda, l'Ue corre ai ripari alla disperata ricerca di un piano alternativo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 24 del 2008-06-16 pagina 16 Irlanda, l'Ue corre ai ripari alla disperata ricerca di un piano alternativo di Alessandro M. Caprettini L'alternativa è tra un braccio di ferro con Dublino e il difficile lancio dell'Europa "a più velocità" da Roma Far finta di niente e obbligare gli irlandesi a ricontarsi? Ricominciare tutto da capo o, in ultimo, scegliere quelle "cooperazioni rafforzate" previste dal trattato di Nizza che, di fatto, cancellerebbero la Ue a 27 per dar vita a qualcosa di nuovo ma anche di assolutamente imprevedibile? L'Europa cerca di correre ai ripari dopo il no del venerdì nero di Dublino e si prepara ad una settimana di fuoco. Già quest'oggi, i ministri degli Esteri dei 27 s'incrociano a Lussemburgo. Mercoledì Barroso, che nel frattempo ha detto cercherà di mettersi in contatto con capi di Stato e di governo, riferirà al Parlamento europeo. Poi, giovedì e venerdì gran finale con il consiglio europeo a Bruxelles (per il consueto summit estivo) che si aspettava di conoscere le proposte di Sarkozy per il semestre di guida francese, ma che dovrà chiedersi prima come procedere per evitare di finire in panne. E sempre venerdì, vertice a Lisbona dei presidenti di Camere e Senati dei 27 (per noi ci saranno Schifani e Fini) che era stato programmato in vista di quello che si pensava fosse il via libera al trattato, e che ora diviene stanza di meditazione sul da farsi per evitare lo stallo. Già. Perchè se le emergenze premono - e proprio il presidente francese ha indicato la questione dell'immigrazione e il caro-petrolio come urgenze cui occorre dare al più presto risposte valide per tutti - la bocciatura del trattato di Lisbona riporta la Ue alle possibili "non decisioni". Con la carta approvata in riva al Tago, infatti, non ci si sarebbe più dovuti sottomettere all'unanimità per il varo di provvedimenti importanti: sarebbe bastata una maggioranza qualificata del 55% dei paesi con il 65% dei cittadini europei per decidere. Il "no" irlandese ci fa ripartire da capo. Serve il "sì" di tutti. Che è un problema non da poco, specie se uno dei soci lo fa per ottenere un qualche vantaggio in altri campi. Serve un piano B, insomma. Ma quale? La maggioranza dei tecnici in servizio a Bruxelles, crede che la soluzione possa essere quella di procedere rapidamente alla ratifica del trattato (lo hanno già fatto 18 paesi su 27) per poi andare ad un braccio di ferro con Dublino. In fondo l'Eire già disse no a Nizza nel 2001, salvo ripensarci (avendo ottenuto la garanzia di poter mantenere la sua neutralità in caso di guerra) l'anno dopo ripetendo il referendum. Ma l'An Taoiseach (premier) Brian Cowen non vuol sentir parlare di un nuovo voto: troppo pericoloso. E non è detto che altri siano d'accordo per il braccio di ferro con gli irlandesi. L'euroscettico presidente ceco Vaclav Klaus (che Sarkozy incontra oggi a Praga) ha già detto che il "trattato è morto ed una ratifica di quel testo, impossibile". Ricominciare tutto da capo, allora? Lo si esclude decisamente. Già troppa acqua è passata sotto i ponti con la Costituente prima, e le modifiche seguite ai referendum francese e olandese, poi. È vero che in molti reclamano un testo "dal basso", e non piovuto dai cieli dell'eurocrazia, ma in molti dicono serva ora una decisa virata di rotta. Per potere decidere su questioni delicatissime ed urgenti. Non si possono aspettare altri 4-6 anni per decidere. Non resta allora che l'idea delle "cooperazioni rafforzate". Due, tre, cinque o anche dieci paesi decidono di unire le loro forze sulla politica di difesa, o su quella energentica o estera. Proprio Sarkozy (con la sua unione euro-mediterranea ad esempio), sgomita molto in questa direzione. Ma la Germania nicchia, la Gran Bretagna è scettica, i nordici sono contrari. Questo porterebbe alla creazione di "noccioli duri" che necessariamente costringerebbero l'Europa a marciare a più velocità. E di fatto a sparire, almeno per come si era vista fin qui. Resta da dire dell'atteggiamento italiano. La maggior parte delle forze politiche si muove in sintonia con le ipotesi prevalenti a Bruxelles, Parigi, Londra e Berlino (procedere con le ratifiche, poi si vedrà). Ma la Lega non pare voler cedere alla sua lotta contro l'iper-burocrazia Ue. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Ma senza regole l'impresa soffre" L'ANALISI (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 16 Giugno 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO/GIOCHI E SCOMMESSE Affari & Finanza > RAPPORTO/RISPARMIO GESTITO --> PRIMO PIANO pag. 6 "Ma senza regole l'impresa soffre" L'ANALISI Le regole, quelle maledette le regole. Gli industriali sono da sempre in prima fila a protestare contro le disposizioni, le troppe norme che vessano l'attività produttiva, quella burocrazia che strangola le imprese e che viene indicata, nei documenti confindustriali, come la responsabile di milioni di euro persi all'anno. Ma c'è anche un costo, salato, per un sistema Paese che non dà regole, rifiuta le normative o che le dà e non le fa rispettare. Di che si tratta? Provate a chiederlo a Corrado Giacomini, presidente dell'omonima industria, 200 milioni di fatturato consolidato, 800 dipendenti e un'azienda che progetta in tutto il mondo impianti integrati per il riscaldamento e raffrescamento cercando soluzioni tecnologiche d'avanguardia. Con un programma di ricerca durato quattro anni, e che si è avvalso della collaborazione di diversi atenei, dal Politecnico di Milano all'università di Zurigo, è stato studiato, sviluppato e realizzato un generatore catalitico di calore ad idrogeno. Detto in termini spicci e per i profani, è una caldaia, che può essere anche usata per le case e che, partendo dai pannelli fotovoltaici, arriva a riscaldare o raffreddare un ambiente senza alcuna emissione dannosa. Il valore della scoperta è, per la parte che interessa gli utenti, economico: se si realizza la copertura fotovoltaica, come fatto dalla Giacomini, di circa 49kwp, si può riscaldare un'area di 500 metri quadri con un risparmio di circa 11 mila euro all' anno. E poi c'è il vantaggio per la collettività: nessuna emissione dannosa di alcun genere, si tratta di energia totalmente pulita. Ovviamente il costo per ora è proibitivo. Ma mano mano che che i tetti fotovoltaici e tutto il resto crescono di numero anche i costi di produzione potrebbero scendere. "Ma chi si mette a produrre se in Italia non c'è alcuna regolamentazione del settore?", dice amaro Giacomini. Chi rischia insomma la pelle se non sa neanche con quali armi deve andare in battaglia? E il bello è che sono gli altri Paesi ad approfittare dell'occasione. Perché a richiedere cinque di queste caldaie, commissionandole nell'ambito di una ricerca a tappeto su come affrontare il problema energetico, è stato proprio il governo francese. "Ci si sente profeti fuori patria, si fanno degli sforzi, si ricerca con le Università, e dovrebbe essere poi lo Stato a spingere perché si adottino prodotti innovativi, visto che consentono anche grandi risparmi energetici: ma c'è spesso da restare perplessi", dice. Qualcuno potrebbe pensare che si tratta di casi eccezionali. Ma il caos delle norme è davvero la norma, anche quando lo Stato fa le leggi. Ne sa qualcosa la Cimberio, altro "big" del settore delle valvole che, diciamo, così, si è " fidata" delle leggi italiane. Nel settore del gas, infatti, regole e normative sono all'ordine del giorno, in primis per ragioni di sicurezza. Bene. All'indomani del doloroso episodio del terremoto in Molise, nell'autunno del 2002, lo Stato decise una riclassificazione delle zone sismiche è emanò una serie di disposizioni. Tra le altre una norma che, per gli impianti a gas superiori ad una certa portata, stabilisce l'obbligo di valvole di sicurezza volte a bloccare il flusso del gas in caso di sisma. Il perché è ovvio: si evitano danni peggiori dovuti a esplosioni per il gas che fuoriesce da tubi danneggiati. Cimberio così progetta una valvola che ha nel meccanismo una specie di piano dondolante che, se viene troppo scosso, chiude con una saracinesca il tubo. "Ad ogni comune italiano abbiamo mandato la mappatura del territorio, le norme che erano scritte nel decreto del presidente del Consiglio, e così via. Pochissimi hanno risposto, se non i grandi gruppi per questioni di vincoli assicurativi", dice Roberto Cimberio amministratore delegato dell'azienda. Insomma un'altra spia delle norme fatte apposta per restare sulla carta. Magari fino al prossimo terremoto quando qualcuno, forse un magistrato, chiederà conto di un disastro e del perché, pur essendoci le norme e in questo caso anche le valvole, nessuno abbia provveduto a farle rispettare. Casi isolati? Forse. Ma se si va esplorare il vasto tema della concorrenza cinese, dei danni che fa l'assenza di norme o dei controlli su norme che restano così lettera morta, si trova davvero l'imbarazzo su che cosa scegliere come esempio. La stessa Cimberio sollevò il caso qualche anno fa, trovandosi uno stand con le sue valvole con in bella vista il suo marchio, in una fiera dove non era mai stata. Ma si arriva fino agli scaltri importatori che mettono il marchio Made in Italy su prodotti fatti altrove e che oltre al danno economico alle aziende rischiano anche di provocare danni alla salute visto che quasi sempre le valvole imitate hanno una presenza di piombo fuori dalla norma e possono essere destinate ad acqua potabile. C'è anche l'esempio, opposto, in positivo: cioè di Paesi che, facendo rispettare le norme, costituiscono anche una certezza per le imprese. "Ad esempio in Australia dice Alberto Nobili amministratore delegato dell'omonima industria di rubinetteria c'è un controllo severo su tutti i materiali dei prodotti importati, cosa che per noi rappresenta un fattore di certezza". E di fatto sono proprio i produttori di valvole che fanno pressioni sul governo e sulle istituzioni UE chiedendo di imporre la regola che i prodotti che vengono da fuori siano marchiati con il paese d'origine. Ma almeno in questo settore finora hanno vinto i paesi del Nord Europa, che non hanno alcun interesse in questo, e che anzi usano spesso la Cina come subfornitore occulto. La battaglia per avere delle regole continua. (a.car.).

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Cna, banche poco amiche delle imprese (sezione: Burocrazia)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

SUPPLEMENTO AFFARI E FINANZA ultimo aggiornamento 16 Giugno 2008 Affari & Finanza > RAPPORTO/GIOCHI E SCOMMESSE Affari & Finanza > RAPPORTO/RISPARMIO GESTITO --> ECONOMIA ITALIANA pag. 16 Cna, banche poco amiche delle imprese il caso "Ilmaggior problema per le piccole aziende sostiene Ivan Malavasi Presidente Nazionale della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa sono le eccessive richieste di garanzie, l'inadeguatezza degli Istituti di Credito a valutare l'effettivo valore del progetto su cui l'impresa chiede l'intervento della banca, l'eccessiva burocrazia e la lunghezza dei temi di risposta. Tutto ciò alimenta la convinzione, nelle aziende, che la banca, anziché un partner, sia una vera e propria controparte". La strada delle relazioni tra piccole imprese artigiane e istituti di credito è insomma ancora in salita. Anche se negli ultimi anni sono stati fatti molti passi in avanti. A partire dallo sviluppo dei Consorzi Fidi: i finanziamenti in essere delle piccole imprese, garantiti dai Confidi aderenti a Fedart, la loro Federazione Nazionale Unitaria, hanno superato i 10 miliardi di euro. Il livello delle sofferenze è al di sotto del 2% rispetto ad una media nazionale del settore artigiano di oltre il 7%".

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Storia (a lieto fine) di Angela, rapita dalla giustizia (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 16-06-2008)

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Italia - http://blog.panorama.it/italia - Storia (a lieto fine) di Angela, rapita dalla giustizia Posted By giacomo.amadori On 15/6/2008 @ 11:29 In Headlines | No Comments [1] Angela ha 19 anni e due genitori che adora. Ricambiata. Vivono sotto lo stesso tetto, in una bella villetta gialla alle porte di Milano. Angela vuole aprire un negozio di abbigliamento, guarda i programmi di Maria De Filippi e non le dispiacerebbe sedersi nel suo salotto televisivo. I genitori, Salvatore, piccolo imprenditore edile calabrese, e Raffaella la coccolano con gli occhi e le hanno fatto fare un calendario (castissimo) che è appeso in sala. Ma questa famiglia nasconde un segreto. Quando aprono le loro carte di identità scopri che i tre hanno cognomi diversi. È la cicatrice lasciata da un'odissea durata oltre 12 anni, dal maggio 1994 al dicembre 2006. Perché la burocrazia in Italia va più lenta della ragione e, persino, del buon senso. "Lo Stato mi ha rubato l'infanzia e l'adolescenza. E ora non mi vuole restituire neppure il mio vecchio cognome" si lamenta Angela. Nel 1995 è stata "rapita" da un magistrato zelante che ha ritenuto di salvarla dagli abusi del padre. Peccato che 6 anni dopo la Cassazione abbia sentenziato che quelle violenze non sono mai avvenute. Ma ormai la vita della famiglia L. era distrutta. Centoventisei mesi dopo Angela è tornata a casa. E ora, dopo essersi goduta un po' di serenità, ha accettato di raccontare la sua storia. L'inferno inizia quando una ragazza di 14 anni, Antonella M., denuncia per abusi il fratello. La famiglia è scettica e allora lei, particolarmente fragile (finirà in un ospedale psichiatrico), chiama in causa altri parenti, persino uno zio d'America che nei giorni dei presunti incontri risulterà oltreoceano. Racconta di orchi e di orge. Il pubblico ministero Pietro Forno annota e aggiunge nomi sul registro degli indagati. Tra le persone che dubitano della versione di Antonella c'è suo cugino, Salvatore L., che finisce sul banco degli imputati. Avrebbe violentato sia Antonella sia sua figlia Angela. L'accusa crede alla giovane, anche se è ancora vergine. E così, il 24 novembre 1995, due carabinieri, come nella favola di Pinocchio, insieme con un'assistente sociale, prelevano Angela a scuola. "Devi venire con noi" le dicono. Quindi la portano via dal padre, ma anche dalla madre. Cominciano a questo punto le vite parallele di Angela e della sua famiglia, che non si incroceranno più, sino al 2005. Dei primi giorni di separazione la ragazza, oggi, ricorda la vetrata nel centro di assistenza familiare, un parente dall'altra parte, lei che cerca di raggiungerlo. E poi tante persone, forse dieci, che la placcano, la riportano dentro. Ricorda le notti passate a piangere, le punizioni, le serate con la faccia rivolta all'angolo della camerata. "Non dimentico gli schiaffoni della signora Virgilia. Per castigarci ci faceva fare 100 piegamenti sulle gambe". A bambini di 6-7 anni. "Là dentro mi dicevano che la mia famiglia mi aveva abbandonata, che mi dovevo rassegnare". Un giorno Angela con cinque compagne organizza un'evasione, ma sei bambine che girano da sole per la città non passano inosservate. E rifiniscono dentro. Durante le indagini la bambina può vedere solo la cugina Antonella, testimone come lei. "Gli operatori del centro mi assicuravano che era l'unica che mi voleva bene". I giudici d'appello, 4 anni dopo, annotano che Angela potrebbe essere stata "influenzata" da quegli incontri. La ragazzina, nelle stesse settimane, subisce molte altre pressioni. "Ero piccola, ma ricordo che l'assistente sociale mi diceva che se confermavo certe cose sul papà avrei rivisto la mamma. Una volta sbottai: "Così non vale"". La verità è che Angela non conosce il significato della parola abuso, si limita a ripetere che il padre l'ha trattata male, per poter tornare tra le braccia materne. Secondo l'accusa, le prove sarebbero almeno due: una testimonianza videoregistrata che, durante il processo, va perduta e i fantasmi disegnati dalla bambina. Per gli strizzacervelli, un simbolo fallico. I periti del giudice nel processo d'appello sono durissimi: gli schizzi fatti dopo gli incontri con la psicologa non "rappresentano in alcun modo una spontanea e libera espressione figurativa". Una poliziotta appunta: "La bambina vuole disegnare tante bambole e la verbalizzante la invita a smettere. La verbalizzante le chiede di disegnare i letti. le bambole non mi interessano, mi interessano i letti e i fantasmi". Nel 1997 la corte d'appello infine assolve Salvatore, sottolineando gli errori di consulenti e inquirenti. Sbagli che hanno trasformato in un incubo la vita di una famiglia unita. Salvatore è quello a cui è toccata l'esperienza peggiore: 2 anni e 4 mesi in carcere, nel girone degli infami, accusato di incesto e pedofilia. "Stavo in una cella con tre albanesi, un marocchino e moltissimi scarafaggi" ricorda. Un giorno prende carta e penna e scrive all'avvocato Guido Bomparola: "Oltre all'accusa, io ho il pensiero quotidiano di mia figlia piccola allontanata dalla mamma (.), di un ragazzo che si trova tutti i giorni a convivere con l'idea di un padre che sta a San Vittore. (.) Non sai quante volte ho la tentazione di farla finita. Sembra assurdo, ma se ti uccidi ti ascoltano. (.) Allora a tutti quanti viene il dubbio che il mostro poteva essere innocente". Ma Salvatore resiste. Organizza una piccola cooperativa per fare lo spesino per i detenuti più poveri e, da bravo muratore, ristruttura tutte le celle del piano e nella sua costruisce una nicchia in cui mette una madonnina luminosa. La moglie non sta meglio: "Il momento più brutto della mia vita è stato quando sono andata alla fermata dello scuolabus e non ho trovato mia figlia". I primi mesi, per la vergogna e l'assurdità della vicenda, non esce di casa, quindi tira fuori la rabbia che ha dentro e reagisce: "Avevo un figlio da crescere, ho iniziato a lavorare nella tintoria di mia sorella". Non sono facili neppure le 40 udienze dei processi, con il marito che arriva in manette: "Lo potevo incontrare solo lì. In aula ho portato anche Francesco, che voleva vedere suo padre". Nel 2001 c'è l'assoluzione definitiva, ma il tribunale per i minorenni, sordo a tutto, conferma l'adottabilità di Angela, "per incapacità genitoriale" di Raffaella e Salvatore. La ragazza, nel frattempo, è stata affidata a una famiglia di ricchi imprenditori dell'hinterland milanese. Hanno altri tre figli, due adottivi e una naturale, la più piccola. Angela non conserva un buon ricordo di quegli anni, forse per la severità dei nuovi genitori: "Litigavamo spesso. Non gli assomigliavo e mi imponevano regole ferree: potevo uscire solo la domenica pomeriggio dalle 14.30 alle 17.30, gli altri giorni sbrigavo spesso le faccende domestiche, stiravo per ore". Ad Angela manca l'infanzia rubata e, quando può, gioca di nascosto con le bambole della sorella più piccola ("A me regalavano solo gioielli che finivano in cassaforte"). In famiglia le fanno pesare il confronto con quella che il padre chiama "figlia figlia". A scuola va male, anche se tra i banchi è l'unico momento in cui si sente libera: "Ci andavo con il sorriso e quando tornavo a casa mi deprimevo". Angela passa ore a scrivere sul diario pensieri sulla vecchia famiglia: "I miei genitori adottivi mi dicevano che quelli naturali mi avevano abbandonato, poi che mia madre era morta di parto. Però io mi ricordavo perfettamente i suoi riccioli". Alle medie impara il significato della parola abuso e si convince di non averlo mai subito: "Con i grandi non parlavo di queste cose per non finire di nuovo all'orfanotrofio". Tace, sino a quando, dopo anni di ricerche, Salvatore e Raffaella la ritrovano su una spiaggia di Alassio, dove è in vacanza: "Era il 31 luglio 2005 e la riconobbi subito" si illumina Salvatore. Con la moglie Raffaella per 8 mesi si accontenta di seguirla da lontano, di vederla uscire dalla messa. Poi, nel marzo 2006, il fratello Francesco le consegna una lettera in cui le racconta la verità: che loro non l'avevano mai abbandonata e che anzi la cercavano da anni. Angela decide di tornare dai suoi. Quando bussa la prima volta, dopo oltre 10 anni, è sera. Raffaella spalanca la porta e quasi sviene. Madre e figlia parlano tutta la notte, piangono, ridono. A questo punto lo Stato mostra, per l'ultima volta, il volto più duro. "Poco prima di tornare a casa definitivamente, un pm ci ha provato ancora. Mi ha detto che se fuggivo di nuovo dalla mia famiglia adottiva mi avrebbero rispedito in un istituto" ricorda Angela. "Io gli ho risposto che potevano mandarmi dove volevano, ma che mio padre non aveva mai abusato di me e che, alla fine, sarei tornata dai miei genitori naturali". I giudici si arrendono. Angela torna a casa, per sempre. Il 24 dicembre 2006 festeggia il diciottesimo compleanno in un ristorante con 115 invitati. In paese sparano i fuochi d'artificio, i regali si accumulano all'ingresso come un bottino di guerra. Una cameriera guarda stupita e papà Salvatore le sussurra: "Questo non è un compleanno, è un miracolo". Ora manca l'ultimo prodigio. "Rivoglio il mio cognome" reclama la fu Angela L., che un giudice ha battezzato Angela C.

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Trattato, avanti con le ratifiche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ma il messaggio politico è quello di un'Europa più vicina ai cittadinie più attentaalle loro richieste Al summit di Lussemburgo la posizione italiana sarà espressa dal ministro Frattini Trattato, avanti con le ratifiche Oggi la prima occasione di analisi dopo il no dell'Irlanda LUSSEMBURGO - Il "no" dell'Irlanda non può arrestare l'integrazione europea. Bisogna andare avanti nel processo di ratifica del Trattato di Lisbona e ripartire con "slancio nuovo", nella costruzione di un'Europa capace di "agganciare la risposta europea alle domande concrete dei cittadini". Questa, in linea con quella di alcuni tra i grandi Paesi europei, la posizione che il ministro degli Esteri Franco Frattini porterà oggi a Lussemburgo alla riunione dei ministri degli Esteri Ue. Per i 27 sarà la prima occasione di analisi comune del voto di Dublino, anche in vista dell'appuntamento di giovedì e venerdì a Bruxelles, quando si riuniranno i capi di Stato e di Governo per il Consiglio Europeo. L'appuntamento in Lussemburgo potrebbe segnare anche una prima valutazione della missione in Iran dell'Alto rappresentante per la politica estera Ue, Javier Solana, che sabato ha portato a Teheran le proposte del gruppo "'5+1" per avviare una trattativa. Tornando in Europa e anche alla luce della lettera che il governo irlandese ha inviato ai partner in cui, rammaricato per l'esito del referendum, auspica che non si arrivi a conclusioni affrettate, la posizione dell'Italia è chiara: massimo rispetto per la volontà popolare, ma avanti con decisione con le ratifiche parlamentari del Trattato nei 7 Paesi che ancora devono farle, a cominciare dall'Italia, pronta a tenere fede all'impegno di approvare il testo prima della pausa estiva delle Camere. Poi, quando i quattro quinti dei Paesi membri avrà detto sì, sarà il Consiglio Ue a stabilire cosa fare, senza escludere la possibilità di un ritorno dell'Irlanda alle urne. Insomma: sintonia con gli altri "grandi" dell'Ue (il presidente francese Nicolas Sarozy ha parlato di "un incidente" da superare in fretta). Ma il messaggio politico di Frattini è quello di un'Europa più vicina ai cittadini, più attenta alle loro domande, alle loro richieste. E se non è facile stimolare l'interesse popolare su un testo complesso che vorrebbe riformare gli assetti istituzionali dell'Ue, e che anzi corre il rischio di essere visto come l'ennesima carta polverosa che legittima un'euro-burocrazia inutile e distante, ecco allora che - secondo Frattini - è necessario tornare alla politica, ai suoi temi forti, quelli che, sulla vita degli europei, incidono davvero: alla crescita economica che segna il passo, con la sua ricaduta negativa su prezzi e salari; alla sicurezza, sempre più legata alle difficoltà di gestione del fenomeno immigrazione; alla politica energetica, che i continui record del prezzo del petrolio, le tensioni politiche internazionali e i cambiamenti climatici rendono argomento di pressante attualità. Dopo la riunione dei ministri Ue, Frattini sarà impegnato in un incontro con la collega israeliana Tzipi Livni: in cui - fanno sapere fonti diplomatiche - si parlerà degli sviluppi delle trattative anche alla luce della missione odierna del segretario di Stato Usa Condoleezza Rice nella regione. E, ovviamente, del ruolo dell'Italia nel processo di pace. ANDREA LINARES,.

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L'Europa allargata, grande opportunità per le Pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Le piccole e medie imprese all'interno dell'Unione costituiscono la maggioranza assoluta delle aziende e sono in costante crescita L'Europa allargata, grande opportunità per le Pmi Numerosi programmi sono stati avviati dalla Ue per finanziare progetti di sviluppo nella Comunità Esistono dei programmi di finanziamenti comunitari che meritano di essere presi in esame dalle PMI che intendono ampliare il loro raggio di azione, e interessi, oltre i confini nazionali. Ciascun programma gestito dalla Commissione si pone obiettivi specifici, pertanto presenta modalità di partecipazione variabili, da vagliare caso per caso. Innanzitutto, è possibile usufruire di una assistenza on-line, al fine di comprendere al meglio la legislazione comunitaria, le politiche e le iniziative di interesse specifico.Le PMI costituiscono la maggioranza assoluta di tutte le imprese europee, contribuendo pertanto in modo massiccio alla creazione di nuovi posti di lavoro e al raggiungimento degli obiettivi comunitari, fra i quali un incremento continuo del mercato dell'occupazione.Il problema delle PMI è quello del reperimento di risorse e, fattore non trascurabile, la scarsa incisività nei poteri decisionali economici e politici, a differenza dell'influenza spesso notevole di alcune grandi aziende. Per ovviare, almeno in parte, a tale divario, e assicurare che le esigenze delle PMI siano tenute in maggior conto nell'elaborazione delle politiche strategiche, la Commissione europea ha designato un rappresentante per le PMI (SME Envoy), che funge da intermediario con la comunità delle piccole aziende e interviene in difesa dei loro interessi. Ovviamente, lavorando su esigenze settoriali diverse, che equivalgono alla necessità di risoluzioni mirate.Utile, può risultare un breve glossario, per comodità in ordine alfabetico, relativo al rapporto tra Unione Europea e piccole e medie imprese.Carta europea per le PMI. L'Unione europea e i suoi Stati membri si sono dotati di una Carta europea per le piccole imprese, a sottolineare il comune impegno ad agire per migliorare l'ambiente imprenditoriale e agevolare la nascita e lo sviluppo delle piccole aziende.Competitività. L'avvio di una piccola media impresa è solo l'inizio di un'avventura che, se punta alla conquista di mercati europei, deve poter crescere in modo adeguato, assumere un cospicuo numero di dipendenti (anche con competenze supplementari), espandere la propria gamma di prodotti e conquistare nuovi spazi di vendita, utilizzare al meglio le nuove tecnologie. Requisito indispensabile, ovviamente, rimangono gli investimenti finanziari.Difficoltà. Donne, giovani e appartenenti a minoranze etniche possono incontrare maggiori difficoltà al momento di avviare e gestire un'azienda, come pure alcune forme di imprese cooperative o artigiane, e devono quindi ricevere speciali attenzioni.Innovazione. È ormai universalmente riconosciuta come la forza trainante della crescita economica e si manifesta nella promozione di nuovi prodotti e servizi, nonché in nuovi metodi di produzione o fornitura degli stessi. Imprenditori ed aziende sono i due attori chiave, verso i quali la Commissione ha concentrato i suoi sforzi, incrementando in particolare la consapevolezza sui reali benefici dell'innovazione, non relegata unicamente nei settori di produzione high-tech. Inoltre, obiettivo della politica dell'innovazione dell'UE è incoraggiare governi ed enti pubblici degli Stati membri a creare un tessuto condiviso di accettazione e sostegno delle necessità di azione rapida (velocizzando pratiche burocratiche) e condivisione di idee. Esiste anche una innovazione che arreca i minori danni possibili all'ambiente, e fa uso di una quantità minore di energia: l'ecoinnovazione. Conformarsi alle normative già introdotte dall'UE al fine di salvaguardare l'ambiente è già un ottimo inizio.Espansione. Uno dei risultati conseguiti dall'Unione Europea, è la creazione di un mercato unico che conta circa 500 milioni di consumatori. Un mercato che può aprirsi a ciascuna azienda, purché il prodotto rispetti le normative necessarie per essere commercializzato. Se lo è nel Paese d'origine, non dovrà essere sottoposto a ulteriori certificazioni prima di poter essere venduto in un altro paese UE, agevolando in tal mondo moltissimo le piccole medie aziende che desiderino affacciarsi a mercati esteri, già da tempo frequentati dalle realtà imprenditoriali più grandi. Compito della Commissione, inoltre, è anche quello di vigilare su segnalazioni di eventuali discriminazioni subite da aziende e prodotti di altri Stati. Per le aziende che hanno già una solida base nel mercato unico, esistono opportunità di ampliare il proprio raggio a tutto il mondo. In particolare, sono stati studiati programmi e reti di consulenza, sostegno e formazione per i manager delle imprese interessate a tale possibilità.Mercato unico. Le PMI registrate negli Stati membri dell'Unione europea godono di un facile accesso al mercato unico comunitario: procedure standard e norme comuni hanno infatti sostituito un gran numero di barriere al commercio fra cui, in primis, le differenze legislative fra paesi. Per garantire un trattamento equo a tutte le imprese europee, in molte aree fondamentali l'UE ha stabilito una serie di norme comuni, che seguono il principio generale per cui un'impresa che è risultata conforme in uno Stato membro non deve ripetere le certificazioni altrove. Si tratta di un principio decisamente favorevole alle PMI: infatti, mentre per le aziende di grandi dimensioni sostenere i costi relativi all'adeguamento dei prodotti alle diverse normative nazionali non era un problema, per le PMI tale esborso poteva significare l'impossibilità di affacciarsi su nuovi mercati. Questo, però, comporta anche la necessità di maggiori forme di tutela da concorrenza sleale, e la necessità di assicurare ai lavoratori la possibilità di impiego in tutta l'UE senza pericolo di discriminazione, o di minori standard sanitari e di sicurezza.Pensare(anzitutto, in piccolo). La nuova strategia della Commissione a favore delle PMI applica il principio Pensare anzitutto in piccolo (Think small first) per agevolarne l'esistenza nell'ambiente imprenditoriale: gli obiettivi sono riduzione dei costi amministrativi, semplificazione ed accelerazione per le procedure, miglioramento dell'accesso al mercato e aumento di competitività. Con l'adozione della Carta europea per le piccole imprese, gli Stati membri hanno preso l'impegno di sviluppare un contesto imprenditoriale favorevole: riduzione della burocrazia e revisione dei requisiti amministrativi superflui (che generano anche costi per gli enti pubblici) sono due degli obiettivi.Promozione dell'imprenditorialità. L'assunzione del rischio d'impresa, elementi burocratici lenti e vincolanti e difficoltà ad accedere a finanziamenti, sono i principali elementi spesso dissuasori per chi intende avviare una attività propria. L'UE prevede alcune iniziative per incoraggiare attitudini imprenditoriali già dalla scuola, con gli esempi delle mini-aziende, imprese gestite da professori e soprattutto alunni, al fine di maturare un'esperienza del mondo degli affari.Sostegno.L'Unione europea offre alle PMI un'ampia rosa di opportunità, per superare incertezze iniziali dovute alle insufficienti conoscenze di possibilità offerte, o a fattori quali la barriera linguistica. Esistono appositi servizi di sostegno che si servono di professionisti esperti, con contatti in tutta Europa e che rivestono un ruolo determinante nell'aiutare le PMI a crescere e a sviluppare nuovi prodotti e mercati. L'Enterprise Europe Network può rappresentare in tal senso un punto di riferimento per le PMI, una rete in grado di fornire informazioni su tutti gli aspetti delle politiche, dei programmi e della legislazione dell'UE.

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Non si vive di solo turismo! (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.it, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

San Benedetto del Tronto | Incontro tra Confindustria e Sindacati per far fronte al bisogno di incentivare e creare nuove imprese per far risorgere l'economia teritoriale che non può più contare solo sul turismo. di Francesca Poli A sinistra i rappresentanti di CGIL, CISL e UIL, a destra Caroselli e Vizioli in rappresentanza delle industrie Discussione a tavolino oggi pomeriggio tra Confindustria e Sindacati per aiutare ad incentivare lo sviluppo delle imprese nel territorio Piceno. E' solo uno dei primi incontri tra le due associazioni per far fronte alla necessità di agevolare l'economia del territorio che non può più solo contare sul turismo, in quanto purtroppo vige tre soli mesi all'anno e interessa solo discretamente un numero ristretto di alberghi, chalet ecc.. e purtroppo rappresenta solo una minima percentuale dell'economia provinciale. Il punto in accordo che si vuole trovare tra le industrie e i sindacati è di venire incontro alle nuove esigenze di mercato e far fronte ad una nuova richiesta occupazionale cercando di riorganizzare una burocrazia complicata e antiquata tipica (ahimé!) della società italiana. "Se non è possibile cambiare a livello nazionale la burocrazia e le amministrazioni - afferma Tommaso Caroselli, presidente delle piccole industrie e presidente delegato delle problematiche sambenedettesi - allora è bene cominciare a cambiarle a livello locale cercando di discutere a tavolino con industria, sindacati e Provincia". "Qualche anno fa l'assessore Spacca accusò una grave emergenza dell'industria nel Piceno - puntualizza il presidente di Confcommercio Luciano Vizioli - che a mio avviso non era poi così grave, tuttaltro, ma non si fece nulla e a distanza di sei mesi il tutto è passato al nuovo assessore Marcolini che non solo non conosce il nostro territorio ma probabilmente non è a conoscenza delle nuove esigenze economiche territoriali che noi vogliamo apportare e che abbiamo già fatto passare al vaglio nel 2004 con un protocollo di intenti per lo sviluppo dell'area di Ascoli e Fermo. Il nostro scopo ora è quello di trovare un confronto con lui e cercare di proporre le nuove idee e proposte che stiamo valutando insieme a CGIL CISL e UIL". Il problema fondamentale è che il settore industriale nel Piceno e in tutto il territorio Italiano è bloccato a causa di protocolli e leggi "antiche", di una burocrazia lunga e assurda e di costi di manutenzione ai limiti dell'impossibile.. risultato: le aziende si trasferiscono all'estero. Bisogna cercare di invertire la tendenza cercando di far capire che il prodotto "made estero" non è meglio del prodotto "made in Italy", anzi. Inoltre il territorio Piceno non è solo gastronomia e turismo: bisogna puntare su altri settori economici cercando di venire incontro anche finanziariamente ai giovani imprenditori con un accordo tra provincia e settore bancario. Si preannunciano dunque lunghe riunioni, discussioni e compromessi tra Confindustria e sindacati, in modo da proporre nuove idee cercando di invertire le tendenze mantenendo e creando nuove imprese nel territorio. 16/06/2008.

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Piva e Vecchioni all'Assemblea della Libera di Cremona: "Serve una politica nazionale forte" (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

(16/6/2008 20:13) | (Sesto Potere) - Cremona - 16 giugno 2008 - Con un forte richiamo alla vocazione sindacale e alla necessità di consolidare i legami con il territorio e gli associati, Antonio Piva ha aperto ieri in Fiera l'assemblea nella nuova veste di presidente della Libera associazione agricoltori. In primo piano la battaglia del latte e la crisi del settore suinicolo. Il presidente di Confagricoltura Federico Vecchioni ha chiesto "una politica nazionale forte". Un'esaustiva cronaca sull'evento è stato dedicata dal quotidiano "La Provincia" di Cremona. "La morale di questa storia è che bisogna far convivere il progetto europeo con politiche e strategie nazionali forti", ha detto Vecchioni. "Una scelta ribadita anche di recente da Usa, Brasile e Argentina; bisogna seguire il loro esempio. Come abbiamo ribadito al premier Berlusconi ed al ministro Zaia. La riforma della Pac deve venire incontro alle necessità dei produttori, e non essere solo lo strumento di una burocrazia occhiuta ed oppressiva che allontana le istituzioni dai cittadini". Tra gli altri temi caldi affrontati da Vecchioni, il sostegno alle produzioni di qualità, la battaglia per i marchi, la lotta alle contraffazioni. E l'auspicato 'scongelamento' di 50 milioni destinati alla promozione ma bloccati da due anni su un contro corrente del Mipaf. L'ultimo affondo è per la necessità di semplificare sistemi di concertazione e rappresentanza estranei ad ogni logica di buon senso: "Ai tavoli col governo si presentano 130 diverse sigle, che possono contare su tre minuti a testa. E'solo una perdita di tempo, e noi d'ora in avanti li diserteremo, promuovendo invece approfonditi forum di confronto con i ministri competenti". Con un forte richiamo alla vocazione sindacale e alla necessità di consolidare i legami con il territorio e gli associati, Antonio Piva ha aperto la sua prima assemblea nella nuova veste di presidente della Libera associazione agricoltori cremonesi. In primo piano, nella sua relazione, la battaglia del latte e la crisi del settore suinicolo. "Siamo fieri di rappresentare degli imprenditori e vogliamo prendere le distanze da una politica sindacale tutta orientata alla tutela del consumatore più che del produttore".

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"Ottenuti risultati eccezionali" (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 16-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lo ha detto il generale della Gdf Piccinni che il 6 agosto lascia la Calabria nel suo saluto alla stampa cosentina COSENZA. "Il motivo principale per il quale sono qui oggi è quello di salutare i miei uomini. E poi ho ritenuto opportuno salutare la stampa cosentina, che è stata molto vicina al Corpo, documentandone l'attività nel tempo". Lo ha detto il generale Riccardo Piccinni, comandante regionale della Guardia di Finanza, ieri mattina in visita a Cosenza, dove ha incontrato alcune personalità istituzionali e ha tenuto una conferenza stampa. Piccinni ha annunciato che il 6 agosto lascerà la Calabria, perché trasferito a Roma al Comando della Tutela della Finanza Pubblica, uno dei reparti speciali del Corpo. "Ma sarò pienamente comandante fino al 6 agosto", ha detto. "Con le istituzioni calabresi ho avuto un rapporto di collaborazione vera e di rispetto", ha aggiunto Piccinni, sottolineando che "forse la burocrazia non è stata altrettanto collaborativa". Piccinni ha anche fatto un breve bilancio di quanto si è realizzato in questi 4 anni. "Sono stati risultati eccezionali in ogni settore di servizio", ha detto Piccinni, che ha sottolineato i successi contro le truffe legate alla Legge 488. Ma la Guardia di Finanza si è mossa in ogni campo. Per esempio, si è ricordato che con un sequestro di armi nel paolano, probabilmente si sono evitati due omicidi di 'ndranghita. Piccinni ha anche commentato l'uso delle intercettazioni. "Strumento essenziale per le investigazioni, ma bisogna evitare gli abusi e si devono rispettare i diritti di tutti", ha detto il generale. Una operazione-simbolo che ricorderà per sempre? "Nepetia", dice senza indugio, ricordando i fatti di Amantea. "Abbiamo inferto alla criminalità un duro colpo, anche attraverso il sequestro di una struttura portuale, ed è la prima volta che questo accade". "Il motivo principale per il quale sono qui oggi è quello di salutare i miei uomini. E poi ho ritenuto opportuno salutare la stampa cosentina, che è stata molto vicina al Corpo, documentandone l'attività nel tempo". Lo ha detto il generale Riccardo Piccinni, comandante regionale della Guardia di Finanza, questa mattina in visita a Cosenza, dove ha incontrato alcune personalità istituzionali e ha tenuto una conferenza stampa. Piccinni ha annunciato che il 6 agosto lascerà la Calabria, perché trasferito a Roma al Comando della Tutela della Finanza Pubblica, uno dei reparti speciali del Corpo. "Ma sarò pienamente comandante fino al 6 agosto", ha detto. "Con le istituzioni calabresi ho avuto un rapporto di collaborazione vera e di rispetto", ha aggiunto Piccinni, sottolineando che "forse la burocrazia non è stata altrettanto collaborativa". Piccinni ha anche fatto un breve bilancio di quanto si è realizzato in questi 4 anni. "Sono stati risultati eccezionali in ogni settore di servizio", ha detto Piccinni, che ha sottolineato i successi contro le truffe legate alla Legge 488. Ma la Guardia di Finanza si è mossa in ogni campo. Per esempio, si è ricordato che con un sequestro di armi nel paolano, probabilmente si sono evitati due omicidi di 'ndrangheta. Piccinni ha anche commentato l'uso delle intercettazioni. "Strumento essenziale per le investigazioni, ma bisogna evitare gli abusi e si devono rispettare i diritti di tutti", ha detto il generale. Una operazione-simbolo che ricorderà per sempre? "Nepetia", dice senza indugio, ricordando i fatti di Amantea. "Abbiamo inferto alla criminalità un duro colpo, anche attraverso il sequestro di una struttura portuale, ed è la prima volta che questo accade".

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Essere dolomitici? Io ci provo ma sono troppo deluso (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'INTERVENTO Essere dolomitici? Io ci provo ma sono troppo deluso VITTORE BASSANI Caro presidente Reolon, chi ti scrive è Vittore, formatore professionale agricolo, vent'anni di esperienza e tanti corsi alle mie spalle. Tante le aziende che conosco, alle quali ho fornito consulenze, consigli ed aiuti. Tanti gli agricoltori con i quali ho mangiato insieme, gioito insieme, sofferto insieme. Forse troppo di tutto ciò. Troppo, perché ora non riesco più capire, non riesco a comprendere, non riesco a condividere. Alla mattina mi alzo e sento alla radio che dobbiamo "essere dolomitici", offrire il sorriso e l'accoglienza, mortificare il nostro orgoglio montanaro ed aprire il nostro cuore, le nostre case, le nostre mense (le nostre casse) all'ospite. Provo ad essere "dolomitico" Presidente, ma non ci riesco. Non ci riesco. Non ci riesco perché dopo vent'anni d'insegnamento in agricoltura ho avuto un licenziamento a motivo della chiusura dell'ente di formazione per il quale operavo, per il quale ho dato vita, ideali e salute. "C'erano problemi di bilancio, avevamo il dovere di chiudere", così ha detto uno che si sente più "dolomitico" di me. Avevamo il dovere di chiudere? Di fronte all'approvazione di un Piano di sviluppo rurale, di fronte ad una continua emergenza in tema di sicurezza nelle aziende agricole, di fronte all'impossibilità di giovani ad aprire aziende a meno di non transitare per la formazione professionale, di fronte a molti altri problemi che qui ti risparmio e che sono comunque riconducibili ad incapacità professionale mi sento dire "... avevamo il dovere di chiudere". Provo ad essere "dolomitico" Presidente, ma non ci riesco. Non ci riesco. Non ce la faccio proprio perché dopo approvazione del Psr e del conseguente Dgr 199/2008 ho iniziato le istruttorie per i progetti di finanziamento delle aziende agricole esistenti e per l'insediamento dei giovani in agricoltura, incontrando così Avepa alla stregua dell'incontro del Titanic con l'Iceberg. E come per il Titanic, l'Iceberg non lasciò appello, uguale trattamento ricevetti per i miei errori di trascrizione sulle pratiche. Nessuna possibilità di appello. Pratica sbagliata, pratica cassata. Anche agli assassini viene riconosciuto il terzo grado in giudizio, a me nemmeno il primo. Dirai tu "qui non si parla di delitti". Ma è forse meno delittuoso togliere le speranze ad un trentenne di perseguire il proprio sogno di attività professionale in contatto diretto con la natura? Credimi Presidente, ci provo. Provo ad imitare la vertiginosa parete del Burel, piuttosto che l'asprezza della Val Falcina, i tenebrosi abissi dei Piani Eterni e la dolcezza del Lago di Misurina che alla sera richiama alla mente la storia di una principessa vanitosa, un padre forse troppo severo ed una maga astuta quanto approfittatrice (ogni riferimento a figure istituzionali é puramente casuale! n.d.r.). Luoghi che, in qualità di alpinista e speleologo ho frequentato per tempo e dai quali ho tratto molti insegnamenti; insegnamenti utili come un lavoro, belli come un'arte e nobili come una fede, parafrasando colui che ha dato vita all'alpinismo moderno e che, sicuramente, si sentiva più "dolomitico" di me. Comunque continuo a non capire. A non capire perché a fronte di problemi di veste lapalissiana ci si nasconda e, come diceva il grande Blaise Pascal, "si corra verso il precipizio dopo esserci bendati il volto per impedire di vederlo". Abbiamo bisogno di assistenza tecnica alle aziende, di formazione professionale, di attività di ricerca e sperimentazione, di metodi di organizzazione aziendale, fattori questi che ci rendano non dico competitivi, ma almeno rispondenti alle normative europee. Abbiamo bisogno che nulla osti all'accesso al credito, piccolo o grande che sia, qualora questo sia espressione di una volontà istituzionale. Abbiamo bisogno che questo credito sia efficace e che si traduca, non sulla carta ma nelle aziende, in una ricaduta ed in un indotto seguendo le semplici leggi dell'economia fordiana. Denaro dato ad imprenditore formato, o se preferisci boni pastoris esse pecus tondere, non deglubere. Abbiamo bisogno di risposte rapide, sicure e concrete a tutte le richieste d'inserimento, mantenimento ed ampliamento dell'attività d'impresa. Se il progetto richiede un sì o viene respinto con un no, questo deve essere un SignorSì o un SignorNo e non un "... se la sua azienda risponde ai requisiti di cui all'articolo 4 della legge 11, se la sua azienda dimostra che non sussistono effetti negativi per ambiente ai sensi della direttiva 92/43/CEE, se...., se..., se...,allora può essere che...". Qui sì che la burocrazia esprime il massimo della sua "dolomiticità". Questa mia lettera Presidente verte su argomenti pesanti.... Non per amarezza mia, non per scontento di un formatore che ama il suo lavoro nonostante qualcuno voglia eclissarlo. Una lettera pesante per dirti che l'ospitalità non è uno spot ma conoscenza, che per avere conoscenza ci vuole volontà e desiderio di migliorare, che burocrazia e fiscalità in meno, sono 40 anni in più di vita per un padre di famiglia, che chi lavora da tanti anni nell'amministrazione in un certo modo può' sempre lavorare in un modo migliore..... Poiché per chi fa il mio mestiere con coscienza ogni giorno è una lotta contro l'ignoranza e la stupidità intese in quanto tali e che non possono essere usate come arma propria per difendersi dalle novità, ogni giorno è una partita con la vita di altri che deve essere vinta, per forza. Poiché il singolo, per quanto motivato, non è nulla senza gli altri, perché per fare accoglienza tutti, proprietari e proletari, datori di lavoro e lavoratori, tipici e atipici, consulenti e dipendenti, funzionari e sottoposti, tutti, devono dare una mano e provarci, a lavorare bene, a lavorare con la regola di quel ormai defunto buon senso, che da sempre è stato fonte di buona condotta per gli abitanti delle Dolomiti.... Perché ci sono ancora tante persone con la mentalità del "appena volta le spalle....faccio quello che mi pare".... Perché abbiamo una evoluzione ed adeguamento delle imprese tra le più basse in Europa. Perché in giornate come questa, le persone che pensano se essere o no "dolomitici" sono di più di quelle che credi.

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"Il tessile può farcela" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'assemblea Evento La presidente di Confindustria ospite dell'Unione "Il tessile può farcela" Donatelli: sarai la testimonial dei nostri prodotti GIUSEPPE BUFFA E STEFANIA ZORIO BIELLA Il tessile? "La congiuntura è piuttosto preoccupante, per la debolezza del dollaro e per le regole internazionali poco "fair"". E' schietta Emma Marcegaglia, prima presidente donna di Confindustria, ieri a Biella per l'assemblea dell'Unione industriale. Schietta ma non pessimista: "Il tessile lo davano per morto, e invece esiste ancora e ha ripreso ad esportare. Noi italiani siamo gli unici, in Europa, ad avere in esso un settore forte e competitivo". Tutt'altro che bollito, insomma. E per il quale Confindustria, anche grazie al vicepresidente Paolo Zegna, si batterà. Emma la grintosa, in tailleur pantalone gessato, spiega che la battaglia passerà per la tutela del "Made In": "Biella ha molto lavorato su questo - anticipa ai giornalisti, e ripeterà poco più tardi in assemblea, aperta eccezionalmente al pubblico -. La Commissione ha varato la norma, ma ora non c'è una maggioranza a favore nel Consiglio. I Paesi del Nord, ormai, hanno rinunciato ad avere un'industria manifatturiera". Ospite coccolata e accolta con riguardo, lei che è donna e mamma, Emma Marcegaglia ha parlato della situazione generale: "La debolezza del dollaro è molto sentita, specialmente qui da voi. Un euro così forte sta creando problemi seri alle esportazioni". L'integrazione europea, comunque, deve andare avanti: ad esempio per le norme anti-dumping. E comunque, "con regole uguali per tutti". Sia in materia doganale, sia per battere le contraffazioni: "Ci dev'essere reciprocità con India, Cina, Brasile". Sui guai dell'Italia, poi, pochi dubbi: "Sulla diagnosi siamo tutti d'accordo: un serio problema di crescita, che è molto inferiore, ad esempio, a quello della Germania. Ma ora è il momento di trovare le soluzioni, e il governo deve fare subito scelte chiare". Confindustria, le sue condizioni, le ha dettate: burocrazia più semplice e liberalizzazioni (anche nel settore dei servizi pubblici). "Speriamo che già domani il Consiglio dei ministri dia segnali incoraggianti". Poi c'è da colmare il "gap" delle infrastrutture. E Biella, che non ha mai avuto l'autostrada, lo conosce bene. Di qui la speranza "che non ci siano tagli sui finanziamenti, e che i tempi siano veloci": c'è l'Expo di Milano alle porte, ed è "un'occasione per tutto il Nord". Emma Marcegaglia, come aveva già fatto il mattino all'assemblea di Federchimica, ha ribadito che l'Italia ha bisogno di centrali nucleari, di "4-5 rigassificatori", di un piano di risparmio energetico, di una liberalizzazione vera dell'elettricità. Quanto alle fonti rinnovabili, non sono da buttare, ma sembrano avere il fiato corto, così come "irrealistici" sono gli obiettivi del Protocollo di Kyoto per ridurre le emissioni di anidride carbonica.Un twin-set color panna e una cravatta con le iniziali, ribattezzata "cravatto" dal presidente Luciano Donatelli. Con questi doni gli industriali biellesi hanno congedato la leader di Confindustria, davanti all'affollata platea dell'auditorium di Città Studi. Se Donatelli non era riuscito a regalare una cravatta a Sergio Marchionne, perché non le porta, stavolta s'è rifatto con la Marcegaglia, che ha riso e ha apprezzato il dono scherzoso: "La indosserò di sicuro". Prima del gran finale, il presidente dell'Uib ha elogiato il discorso della sua invitata speciale: "Hai colto la radice della politica che perseguiamo da anni". E così ha arruolato la Marcegaglia come "testimonial del prodotto biellese": "Abbiamo studiato la tua taglia, e ora ti consegnamo questi omaggi".

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Comuni, l'assessore srour sbaglia (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione "Comuni, l'assessore Srour sbaglia" Centi: la burocrazia frena gli appalti. Lattanzio: i soldi dove sono? L'AQUILA. Botta e risposta sulla capacità di spesa dei Comuni nell'ambito delle opere pubbliche. Ieri l'assessore regionale Mimmo Srour che aveva detto che i comuni non sono in grado di gestire al meglio i fondi, è stato al centro di critiche, alle quali ha poi risposto in serata. "Non dovrebbe essere nell'interesse di nessuno sostenere che i Comuni non sarebbero capaci di spendere per le Opere Pubbliche. I problemi devono essere affrontati con azioni concrete di solidarietà istituzionale tra Regione e Comuni", osserva critico il presidente dell'Associazione nazionale comuni italiani (ANCI)-Abruzzo, Antonio Centi. "Nella nostra Regione", commenta Centi, "i Comuni che hanno difficoltà ad attivare le procedure per gli appalti pubblici non sono la maggioranza e, viceversa, per quegli Enti locali che accusano inceppamenti operativi, c'é da considerare che tali procedure in Italia sono identiche sia per un Comune come Roma, che per un piccolo comune di montagna". Alla polemica si associa anche Alleanza Nazionale. "Le dichiarazioni dell'assessore Srour sull'incapacità di spesa dei Comuni", osserva il capogruppo di An in Consiglio regionale, Alfredo Castiglione, "sono a dir poco sconcertanti; questa giunta regionale, il cui fallimento è sotto gli occhi di tutti, non é nella condizione di dare lezioni a nessuno". Nel pomeriggio di ieri è arrivata anche la replica dell'assessore Srour. "La Regione non vuole in nessun modo accusare i Comuni, né colpevolizzarli. La nostra intenzione è quella di aiutare gli Enti a spendere le risorse disponibili", spiega lassessore regionale ai Lavori pubblici, Mimmo Srour, nel rispondere a Castiglione. "Noi siamo il primo governo regionale", prosegue Srour, "ad aver applicato il criterio demografico per la ripartizione dei fondi. I 55 milioni di euro destinati allo sviluppo edilizio dei Comuni sono stati così ripartiti: 80.000 euro per i Comuni con meno di mille abitanti; 110.000 euro per quelli tra mille e cinquemila abitanti; il restante a bando tra i Comuni medi e grandi. Ci sono alcune amministrazioni in Abruzzo", conclude Srour "in serie difficoltà per diversi motivi e noi andremo in soccorso proprio di queste". E anche i sindaci sono tornati a polemizzare. "Come sindaci provincia di Pescara non ci stiamo a subire critiche ingiustificate", sottolinea Francesco Lattanzio, sindaco di Catignano, "se l'assessore Srour pensa che non riusciamo a spendere soldi, dica chi, ma non mi sembra corretto parlare genericamente. La nostra realtà di piccoli comuni è difficile, nella nostra battaglia in difesa dei cittadini non abbiamo avuto la solidarietà del presidente Del Turco e dell'assessore Srour, abbiamo avuto vicino a noi solo il presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli. Come sindaci noi abbiamo a cuore i nostri territori e con il sindaco di Giuliano Teatino, Dora Di Ciano ci siamo mobilitati sempre in difesa delle nostre comunità". (m.p.).

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La società civile antidoto all'assolutismo - lucio iaccarino (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina X - Napoli LA SOCIETà CIVILE ANTIDOTO ALL'ASSOLUTISMO LUCIO IACCARINO a polemica giornalistica sembra stia seguendo la dialettica hegeliana, tanto da concedere al filosofo di professione l'ultima parola. Un veloce riassunto delle puntate precedenti potrebbe suonare più o meno come segue: la tesi è la società civile non esiste; l'antitesi è la società civile esiste; la sintesi: la società è incivile. Ma l'importanza della dibattuta nozione va ben oltre le ingenti energie degli intellettuali e delle scuole che continuano a studiarla o a negarla. Anzi, la sua capacità simbolica rivolta al riscatto della nostra città merita un ulteriore affondo interpretativo. Già perché la società civile, nella sua lunga evoluzione concettuale, è andata assumendo le sembianze di un termine ricco di connotazioni valoriali, ottimistiche proprio rispetto alla magica integrazione che dovrebbe ispirare il funzionamento delle società complesse. Mauro Magatti, tra i maggiori esperti italiani dell'argomento, ha mostrato quanto essa possa essere assimilata a "una specie di regno incontaminato costituito dal mondo delle professioni, dalla libera iniziativa, dal volontariato, dal lavoro, dalla famiglia, nel quale sarebbero depositate tutte le virtù collettive". Ma tale ottimismo non è diffuso in modo omogeneo nella comunità scientifica, né corrisponde alle preoccupazioni dei padri fondatori del concetto, più inclini al pessimismo della ragione. Proprio in una delle accezioni fondative molto richiamate in letteratura, ciò che connota l'aggettivo civile è la "civiltas" e non la "civitas". è proprio Rousseau a ricordare come questa società civilizzata più che essere celebrata nei suoi aspetti benefici, ricordi più da vicino la barbarie dello stato di natura. Come a dire che il mondo a lui contemporaneo, come quello che ci circonda, a dispetto delle etichette, continui a connotarsi per le "usurpazioni dei ricchi, il brigantaggio dei poveri, le passioni sfrenate di tutti". Può capitare di non incontrare la società civile in strada? Può darsi! Ma sembra davvero difficile non andarci a sbattere contro, in molte della Facoltà umanistiche italiane. Norberto Bobbio ne curò personalmente la voce nel Dizionario di Politica, restituendone grande attualità, proprio attraverso la rilettura di classici come: Gramsci, Hegel, Hobbes, Kant, Locke, Marx, Rousseau. E in fondo, a Bobbio si deve anche la formula più chiara del termine, come "sfera dei rapporti tra individuo, tra gruppi, tra classi sociali, che si svolgono al di fuori dei rapporti di potere che caratterizzano le istituzioni statali". Così la società civile, più che un vago riferimento alla teoria, assume le sembianze di una costruzione drammaticamente reale, "come il terreno dei conflitti economici, ideologici, sociali, religiosi che lo Stato ha il dovere di risolvere o mediandoli o sopprimendoli". Allo stesso tempo, proprio gli approcci scientifici alla politica hanno finito per sopravvalutare il ruolo della società civile, idealizzandola come il luogo dal quale nascono le domande a cui i governanti devono rispondere. Ancora oggi molti studenti apprendono che nel sistema politico gli input vengono dalla società civile e gli output dalle istituzioni di governo (come prescrive il modello dello statunitense Easton). E invece, molte delle richieste che si traducono in decisioni, più che germogliare tra le fratture sociali, nascono nelle burocrazie o all'interno di ristrette élite di governo. Perché a distanziare la realtà dai modelli ci sono spesso distorsioni e patologie non sempre evidenti. E la tanto richiamata autoreferenzialità della classe politica significa proprio questo. Vale a dire che chi governa, lungi dall'affannarsi nell'ascolto delle domande che provengono dal basso, si interroga da solo sulle questioni a cui finisce per rispondere, senza starsi troppo a preoccupare del consenso. O meglio, più che con il consenso, il governante confonde il controllo sociale con la legittimità ostentata nelle decisioni che prende. In questo senso, negare l'esistenza della società civile può significare voler rimuovere l'ostacolo più ingombrante, lasciando campo aperto alle logiche della conservazione. Come si vede, abbiamo a che fare con un concetto plurale non universale. Non stiamo parlando di cittadinanza o di diritti, ma di potere e della geografia dei gruppi sociali che popolano il nostro tempo. Certo, può succedere di frequentare strade poco battute da gruppi che pongono domande alla politica, proprio mentre questi cercano di fare un grande baccano, promuovendo istanze sistematicamente eluse. Così come si può essere a tal punto meritevoli da frequentare soltanto i circuiti che contano, tanto che ogni domanda posta incontri quantomeno una cordiale risposta (negativa o positiva: poco importa). Ma negarne addirittura l'esistenza, sembra proprio un eccesso, un segno di sconforto. Come quando nel quotidiano, dinanzi al perdurare dell'emergenza, finiamo per tirare avanti mettendo da parte le evidenze o quando nel cassonetto buttiamo persino le speranze. Nessuno disconosce le radici della politica assoluta, ma predicare l'assolutismo proprio no.

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<L'Italia è poco appetibile per gli stranieri> (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"L'Italia è poco appetibile per gli stranieri" (i.m.) L'Italia non piace agli imprenditori stranieri: troppi problemi con i trasporti e una burocrazia capace di ingessare ogni slancio imprenditoriale. Parola di chi è abituato a trattare i problemi legali delle imprese d'oltralpe. Anna Massutti dello Studio legale AS&T (specializzato nei settori dello shipping, diritto aeronautico e dei trasporti, commercio internazionale e diritto comunitario) ieri ha aperto la tavola rotonda di ChainLog. "L'Italia risulta poco appetibile alle imprese straniere per lo scarso sviluppo infrastrutturale e la lentezza burocratica che ci contraddistingue", ha detto. Peccato, perché le ricadute positive a seguito di un'adeguata espansione delle infrastrutture sarebbero di rilievo. "Si potrebbero incentivare i processi di delocalizzazione produttiva e, soprattutto, i prodotti di alta qualità notoriamente ne trarrebbero grosso vantaggio", ha ricordato l'esperta. Seppur con qualche rischio, tra cui un'aumentata concorrenza tra le imprese della zona, visto che i consumatori potrebbero scegliere tra prodotti in arrivo da aree diverse. L'auspicio dell'esperta è che si arrivi ad una programmazione complessiva dello sviluppo infrastrutturale facendo in modo che si valorizzi quanto è già esistente. 17/06/2008.

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"Mille aziende alleate affrontano i mercati" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

NODI DA SCIOGLIERE Intervista Mauro Gola "Mille aziende alleate affrontano i mercati" "Troppa burocrazia e difficoltà d'accesso al credito" LORENZO BORATTO CUNEO "Sono anni difficili: le piccole e medie imprese, il vero tessuto produttivo della ''Granda'' e d'Italia, hanno però continuato a investire e rischiare. Ma se fino a ieri erano viste come un sistema vincente, oggi cominciano ad accusare difficoltà". Mauro Gola, 42 anni, è il nuovo presidente del Comitato della piccola impresa di Confindustria Cuneo. È amministratore delegato della "Micro-consulting", azienda di Cuneo specializzata in consulenze informatiche e gestionali (53 dipendenti). Nell'associazione degli industriali, per i prossimi 3 anni, rappresenterà oltre mille aziende, divise in 30 sezioni, 21 mila addetti. Quali sono le difficoltà della piccola e media impresa? "Il mercato non aspetta. Le difficoltà restano burocrazia e accesso al credito. Le Pmi assumono e creano ricchezza, ma oggi, di fronte a una concorrenza più aggressiva e all'internazionalizzazione, cominciano a perdere il passo. È chiaro che la competizione internazionale deve essere trasferita sul piano dell'innovazione e della qualità assoluta". Cosa è necessario fare? "Il solo imprenditore non basta più, serve anche il sistema Paese, occorrono riforme. Per continuare a crescere e creare ricchezza, devono aumentare le dimensioni e gli investimenti in tecnologia. In una parola: innovare. Un approccio che richiede un salto culturale, non solo da parte degli imprenditori. Abbiamo perso capacità di competere perché la maggior parte delle aziende sono troppo piccole. Si deve migliorare la pianificazione degli investimenti aziendali, ma la finanza e le banche aiutino di più le imprese". Si parla da tempo di rapporti più stretti tra atenei e aziende, dalla ricerca alla formazione di laureati che trovino sbocchi lavorativi. Cosa hanno fatto e faranno le Pmi? "Confindustria Cuneo ha delegato al suo Gruppo giovani imprenditori la gestione dei rapporti con università e scuola. Ci sono diverse attività, dallo sportello stage al job placement, poi incontri e dibattiti. La formazione è una priorità e l'Italia è ancora distante dagli standard europei. Abbiamo aperto una collaborazione con il Politecnico di Mondovì e premiamo con borse di studio gli studenti che approfondiscono temi collegati alla realtà industriale. Se l'innovazione tecnologica è necessaria alla crescita, allora l'università rappresenta l'interlocutore privilegiato. Ma sono centinai i giovani che in questi anni, appena laureati, hanno fatto stage nelle piccole imprese della ''Granda''. Stage poi conclusi con assunzioni a tempo indeterminato". La sfida dell'innovazione. "Alla ''Granda'' servono competenze spendibili subito, su progetti concreti. Le aziende cuneesi non possono permettersi di pagare la ricerca pura: servono innovazioni di prodotto, di processo, di gestione". La sicurezza sul lavoro, tema delicato. "La tragedia del molino Cordero è stata un episodio isolato. Le piccole e medie aziende hanno sempre avuto numeri molto bassi di incidenti sul lavoro. Continueremo a formare gli imprenditori, ma ognuno deve fare la sua parte".

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<Consulenze, si risparmi> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMA - data: 2008-06-17 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Elenchi online IMPRESE E SINDACATI "Consulenze, si risparmi" BOLZANO - Sindacalisti e industriali concordano: ridurre le consulenze e gli sprechi della Provincia si può e si deve. Dodo Detassis della Uil avverte: "L'amministrazione usa le consulenze perché i dipendenti pubblici non vogliono le responsabilità che comportano certi progetti". Fernanda Brasolin del Gs: "Tagli agli incarichi sì, ma prima si riordinino gli uffici". Assoimprenditori attacca: "Meno burocrazia, risparmieremmo il 25%". A PAGINA 7 Vezzosi.

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Doccia fredda per Sirma: Vesuvius dice no (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2008-06-17 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Chimica Alla multinazionale non interessa l'intero complesso. Comune preoccupato Doccia fredda per Sirma: Vesuvius dice no MESTRE - Doccia fredda per la Sirma, arriva il no di Vesuvius. La multinazionale ha sciolto le sue riserve sulla possibile acquisizione della fabbrica di Malcontenta in liquidazione: "L'intero complesso non ci interessa, saremmo disponibili a valitare l'acquisto di alcune linee, ma di acquisizione completa non se ne parla". è questo, in sintesi, il contenuto della missiva che il gruppo belga ha inviato alle istituzioni e agli industriali veneziani. Le speranze per la ripresa dell'attività produttiva nella fabbrica si fanno sempre più flebili: sul tappeto restano poche altre opzioni - l'interessamento di una azienda ceca e di una indiana - ma nessuna delle quali riguarderebbe l'acquisto dell'intera fabbrica. E sembra sempre più lontana l'ipotesi di un consorzio tra aziende diverse. Tra qualche giorno verrà riconvocato un tavolo tra tutti i soggetti coinvolti, ma le prospettive sono negative. Al danno, si aggiunge anche la beffa: i documenti con cui è stata richiesta la cassa integrazione per i 180 lavoratori di Sirma contengono degli errori, e vanno rifatti. Una crisi che si inserisce nella già difficile situazione della chimica di Porto Marghera: dopo l'autorizzazione per il bilanciamento pvc/cvm, il dialogo tra Eni e Ineos si è arenato, e la lettera che il sindaco Massimo Cacciari ha inviato al governo il 23 maggio scorso è ancora senza risposta. Nei prossimi giorni il Comune riallaccerà ai massimi livelli i rapporti con le due aziende, per capire se ci sono i margini per l'avvio degli investimenti, anche alla luce delle dichiarazioni del ministro per le Attività Produttive Claudio Scajola, che ieri, all'assemblea di Federchimica, ha annunciato "misure dirette al contenimento del prezzo dell'energia e alla riduzione della burocrazia". Il ministro sarà a Venezia il 26 giugno, e potrebbe essere l'occasione per capire le intenzioni del governo riguardo Porto Marghera. Giuliano Gargano.

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Il nuovo codice dei beni culturali (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per garantire la conservazione del patrimonio di GIAN PAOLO BULLA* Nell'agosto del 2004 su queste pagine commentavo i principi del Nuovo Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (D.lgs 42/2004 o Codice Urbani) nato per definire il quadro normativo in materia alla luce delle modificazioni della Costituzione come pure delle competenze e dei compiti in carico allo Stato e agli enti locali. Mi lamentavo anche dell'eccessiva burocrazia e della penuria di risorse che angustiavano l'azione di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Ora a quattro anni di distanza, non potendo che ribadire malinconicamente quest'ultima lagnanza, è accaduto che, nel corso del 2006 e di questo 2008, quattro provvedimenti (D.lgs 156 e 157 del 2006, 62 e 63 del 2008) hanno integrato e corretto il Codice. Beninteso, si tratta di un tessuto normativo molto complesso che gli aggiornamenti tentano di ordinare, ma secondo me persiste la sensazione di ridondanza, di uso eccessivo di commi e perifrasi che appaiono di dubbia o insufficienza applicabilità. Tra le disposizioni generali della parte prima si possono citare alcune significative modificazioni. All'art. 1 tra i soggetti obbligati a garantire la conservazione del patrimonio culturale sono espressamente introdotti "gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti". Per quanto riguarda il concetto di valorizzazione contenuto nell'art. 6 viene affermato che essa "comprende altresì la riqualificazione degli immobili e delle aree sottoposti a tutela compromessi o degradati, ovvero la realizzazione di nuovi valori paesaggistici coerenti ed integrati". Si tratta di una tutela ampia che oltrepassa il semplice recupero o ripristino del patrimonio monumentale e paesaggistico. Dopo l'art. 7 è stato aggiunto un 7 bis nel quale ci si occupa delle cd. "espressioni di identità culturale collettiva" le quali devono però essere rappresentate da "testimonianze materiali". Si parla in definitiva del P.C.I. ovvero del Patrimonio Culturale Intangibile riconosciuto dall'Unesco; ad esso appartengono tradizioni, espressioni, pratiche sociali, mestieri, riti, feste, ecc. che testimoniano fra l'altro la diversità delle manifestazioni culturali e sociali dei popoli. Esauriti i fondamenti, i cambiamenti toccano sia la parte seconda dedicata ai beni culturali (art. 10-130) sia la terza dei beni paesaggistici (art. 131-159), sia le altre delle sanzioni e delle disposizioni transitorie e abrogative. All'art. 10, che elenca i beni culturali, si riconsidera ai fini della tutela il concetto e la rilevanza pubblica della locuzione "collezione". Ora tutte le collezioni o serie di oggetti che presentano "come complesso un eccezionale interesse", anche se non appartengono ad enti pubblici, possono rivestire carattere di bene culturale. Nel successivo articolo è sottoposta a tutela, anche ai fini dell'esportazione, tutta una serie di cose, esposte o no alla vista, a cui il semplice cittadino di solito non bada, come lapidi, iscrizioni o tabernacoli, quindi i mezzi di trasporto aventi più di 75 anni, le foto e gli audiovisivi con più di 25 anni, gli strumenti d'interesse per la storia della scienza con più di 50 anni. Infine le opere d'autore defunto la cui esecuzione oltrepassi i 50 anni possono essere riconosciute d'interesse culturale, d'ufficio o a richiesta, secondo l'art. 12. Lo stesso articolo è toccato da una delle modificazioni più salienti al Codice Urbani il quale prevedeva, nella sostanza, l'applicabilità del cd. silenzio-assenso al procedimento di verifica dell'interesse culturale da parte della Soprintendenza competente. Ora, considerata la delicatezza della materia che può contemplare anche la vendita di immobili pubblici, è stato deciso che tale criterio non può addirsi agli atti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico; perciò il silenzio può configurarsi solo come inadempimento a seguito dell'apertura del procedimento, della durata di 120 giorni, di verifica. Rispetto al Codice Urbani viene ripristinata la maggiore tutela, prevista nel Decreto Melandri n. 283/2000, racchiusa nella concessione d'uso dei beni solo tramite la preliminare autorizzazione del Ministero dei Beni Culturali. Come in precedenza sono "soggetti ad autorizzazione" (art. 21) molti interventi sui beni immobili o mobili, dalla loro demolizione al loro spostamento, dallo smembramento allo scarto come nel caso di raccolte o archivi. Per quanto riguarda questi ultimi, devono essere autorizzati gli spostamenti degli archivi storici e di deposito degli enti locali e pubblici, mentre quello degli archivi correnti comporta l'obbligo della comunicazione. Tra le misure relative alla conservazione, acquista un ulteriore riconoscimento professionale il restauratore, il quale deve possedere una precisa qualifica, equivalente a un diploma di laurea specialistica o magistrale, rilasciata da scuole di alta formazione o da enti accreditati (art. 29). Dato il mio ruolo mi sento di accennare alle variazioni riguardanti i beni archivistici e in particolare gli Archivi di Stato. Tra gli obblighi conservativi generali, di cui all'art. 30, lo Stato, tutti gli enti pubblici, "le persone giuridiche private senza fine di lucro, ivi compresi gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, fissano i beni culturali di loro appartenenza, ad eccezione degli archivi correnti, nel luogo di loro destinazione nel modo indicato dal soprintendente". Quindi è il soprintendente a stabilire il luogo idoneo alla conservazione degli archivi storici pubblici, di quelli privati notificati nonché di quelli ecclesiastici. Nell'art. 41, un'altra integrazione intende venire incontro a quelle amministrazioni dello Stato che sono in gravi difficoltà, organizzative e logistiche per non parlare di negligenza, nella tenuta degli archivi di deposito. Esse, in base ad "appositi accordi" possono versare agli Archivi di Stato "documenti più recenti" entro il quarantennio di prammatica. Come sempre ogni spesa di inventariazione, di scarto e di trasloco sono a carico "delle amministrazioni versanti" (sic!). A questo punto, il proseguimento dell'analisi è affidato a un successivo intervento. *Direttore dell'Archivio di Stato di Piacenza 17/06/2008.

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Segue dalla prima veltronismo (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segue dalla prima veltronismo I più accorti fra i dirigenti del Pd temono lo scioglimento e la scissione, gli altri stanno a guardare, tutti hanno vendette contro tutti, una classe dirigente affollata di portaborse tira a campare. Gli ex popolari trionfano a piazza del Nazareno e piangono in periferia. Per gli ex Ds accade il contrario. Lungimirante Sposetti, che non ha disperso il prezioso patrimonio post-comunista. Il 20 può accadere tutto e niente. Lo spettro del socialismo europeo agita i sonni di Rutelli e Bindi. Il Veltroni, che ieri ha lamentato gli "strappi" del governo su giustizia e sicurezza, lascia presagire che l'unica novità dell'assemblea sarà il ritorno all'opposizione pura e dura, favorita dalle norme rinvia-processi decise dal Cavaliere. Walter tornerà al correntone e Massimo al dialogo? Andremo e ve lo racconteremo. La verità è che siamo a un anno di veltronismo e sembra già un secolo. Dodici mesi fa si erano appena conclusi i congressi Ds e Margherita, trionfalmente pilotati verso la nascita del Pd. L'opposizione interna ai Ds si preparava a fuoriuscire. Appena partita, la locomotiva del Pd si bloccò. La stella di Prodi declinava giorno dopo giorno e le candidature di Fassino, Finocchiaro, Rutelli, della coppia Bersani-Letta, di Bindi, sembravano poco adatte a sanare le guerre intestine e a far ripartire il convoglio. In questa empasse il nucleo storico Ds-Margherita elaborò la soluzione Veltroni, superando antichi veti. La svolta, lungamente preparata da incontri segreti, conciliaboli e indiscrezioni giornalistiche, avvenne il 20 giugno, data anniversaria scelta oggi per la Terza Assemblea del Pd, quando Fassino e D'Alema si dichiararono pronti ad accettare (o subire) Veltroni come leader. Il sindaco di Roma accettò l'investitura col discorso pronunciato al Lingotto di Torino il 27 giugno. Chi incontrava Veltroni in quei giorni traeva l'immagine di un uomo politico nuovo, determinato, pronto ad una scommessa che avrebbe cambiato il sistema politico italiano. In un tripudio generale, che troverà consensi di massa nelle primarie del 14 ottobre, Veltroni iniziò il suo breve viaggio alla guida della sinistra. Oggi, un anno dopo, la stella di Veltroni sembra declinare velocemente. Il Veltroni vecchio si è mangiato quello nuovo. Nei giorni dell'ascesa il nuovo leader colpì per la forza con cui inglobava nella sinistra temi considerati ostici: la sicurezza, il primato dell'impresa, l'occidentalismo, il bipartitismo perfetto e rispettoso dell'avversario. Dal Lingotto in poi fu un susseguirsi di impegnative affermazioni che definirono il profilo di una formazione riformista ma non di sinistra, che sta accanto e non nella socialdemocrazia, che è severa con chi delinque, fa la faccia feroce agli immigrati clandestini, sposa le tesi di Ichino e di Nicola Rossi. L'autoriforma del sistema politico è stato il culmine di questo processo. Bipartitismo imposto dall'alto con il rifiuto delle vecchie coalizioni, messa in soffitta dell'antiberlusconismo. Il Cavaliere si entusiasmò per il nuovo competitor e lo preferì a D'Alema. Il dopo-Bolognina sembrava compiersi con l'erede naturale di Achille Occhetto. La partita si gioca e si perde nelle poche settimane impegnate a sventare le elezioni anticipate. Mentre Veltroni sgombera il campo da vecchie burocrazie e ne inventa di nuove, il governo Prodi agonizza e viene assassinato dal caso Mastella. Che fare? La soluzione sembra semplice. Prima di tutto viene la legge elettorale. Berlusconi sembra disponibile al punto da sposare la proposta "spagnola" elaborata dallo spin doctor principale di Walter, il professor Vassallo. Veltroni potrebbe sfidare l'avversario interno (D'Alema), favorevole al sistema tedesco, e quello esterno (da Tremonti alla sinistra). Ma per farlo deve strutturare l'asse con Berlusconi immaginando in concreto un nuovo governo bipartisan. Qui Veltroni si arrende e trasforma il dialogo con l'allora opposizione in una specie di gioco del cerino acceso che Berlusconi gli lascia, infine, tra le mani. La campagna elettorale è tradizionalmente veltroniana. Candidati civetta a far da richiamo mentre le burocrazie selezionano i propri laudatores, programma fotocopia di quello della destra, protagonismo del leader democratico in un paese che sogna solo la guida berlusconiana. Infine l'asse con Di Pietro che punisce tutte le antiche sinistre e premia il vero nemico del processo di rinnovamento del centro-sinistra, il partito giustizialista. Il veltronismo finisce qui e, come nel gioco dell'oca, ritorna alla casella di partenza. Il resto è cronaca di un'opposizione ombra, di un dibattito che torna al pre-giugno 2007, di un partito mai nato. Sparisce il partito liquido, resta il dissenso sull'affiliazione internazionale, si strutturano le correnti. Crescono gli apolidi di sinistra. Un Pd solo e diviso, tentato dal neo-giustizialismo per contenere Di Pietro e contrastare le norme ad personam di Berlusconi, si sfarina. Il 20 giugno di questo si dovrebbe parlare. Peppino Caldarola 17/06/2008.

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Un grosso plauso a Maroni, l'esercito stia in caserma (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - I commenti Numero 143, pag. 2 del 17/6/2008 Autore: di Pierluigi Magnaschi Visualizza la pagina in PDF       L'analisi Un grosso plauso a Maroni, l'esercito stia in caserma Sabato mattina, 14 giugno, ad Omnibus su La7, mentre tutti i giornali registravano, senza fare una piega, la decisione del governo di schierare 2.500 soldati per presidiare, assieme alle forze dell'ordine, i gangli più esposti delle grandi città, presi risolutamente posizione contro questa misura che altera anche le funzioni di corpi importanti dello stato. Uno stato che funzioni non solo deve essere dotato di pesi e di contrappesi ma deve anche attribuire, ai suoi vari corpi, compiti esattamente definiti e perimetrati. Ora, mentre la polizia ha, istituzionalmente, il compito di vegliare sull'ordine pubblico e sul rispetto delle leggi, i soldati vengono preparati per essere nelle condizioni di far fronte a un non augurabile (ma certo, purtroppo, mai escludibile) attacco da parte di forze armate avversarie. Di conseguenza, mentre le forze di polizia, sono addestrate per contenere i disordini e di arrestare i delinquenti per consegnarli alla giustizia, le forze armate hanno come compito, anche se le anime belle tendono a nasconderselo, di annientare l'avversario. Di conseguenza, le forze armate sono datate di armi micidiali che hanno lo scopo di far fuori l'avversario, non di neutralizzarlo come fa e deve fare la polizia. E, per non farsi far fuori prima di aver sparato un solo colpo, i soldati sono addestrati a sparare prima del nemico. Almeno una frazione di secondo prima. L'addestramento dei soldati quindi deve puntare a creare in loro dei meccanismi automatici di offesa-difesa. Quindi i soldati, se sono stati addestrati bene, non sono assolutamente adatti a svolgere servizi di ordine pubblico. Essi pertanto debbono restare nelle caserme ad addestrarsi e possono intervenire in emergenze sociali (come alluvioni e terremoti) non in quanto forza armata (non a caso, quando operano in questa situazioni, sono disarmati) ma come specialisti nelle operazioni di emergenza, con i mezzi che servono per muoversi in un terreno di guerra come grandi camion, scavatrici, benne, ponti mobili. Lasciamo quindi i soldati ai loro compiti e le forze dell'ordine ai loro. Oggi invece alle forze di polizia sono affidati imponenti compiti burocratici che, se fossero svolti dalle burocrazie degli enti locali liberate dal massiccio ricorso alle procedure elettroniche, potrebbero dedicarsi in pieno e con molte più forze ai loro compiti che sono quelli investigativi e di controllo del territorio. Meno male, quindi, che Maroni abbia resistito alle proposte del ministro della difesa. Un eversivo (o troppo a lungo dipinto come tale, come Maroni), mettendo i puntini sulle i, ha ristabilito dei confini operativi di cui quest'Italia pasticciona ha più che mai di bisogno. pmagnaschi@class.it.

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Un patto con le banche per le pmi (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Economia e Impresa Numero 143, pag. 15 del 17/6/2008 Autore: di Agnese Tommasi Visualizza la pagina in PDF       La proposta del segretario generale della Cna Sergio Silvestrini al convegno di Fidimpresa Un patto con le banche per le pmi Dalla regione Marche 5 mln per i confidi artigiani e industriali Le piccole imprese faticano talvolta a trovare finanziamenti, ma dalla regione Marche arriva un aiuto. Cinque milioni di euro ai confidi artigiani e industriali per incrementare la capacità di garanzia e agevolare l'accesso al credito a breve e medio termine delle aziende, con priorità per gli interventi volti all'aggregazione dei consorzi fidi esistenti. Il presidente regionale Cna, Giuliano Drudi, ha annunciato la nuova misura durante un convegno su Fidimpresa e sul sistema del credito regionale a Cupra Marittima. "Il finanziamento regionale", ha spiegato Drudi, "è il risultato di un forte impegno della Cna che ha chiesto alla regione di valorizzare il sistema dei consorzi fidi sia attraverso contributi per la loro capitalizzazione sia affidando loro la gestione di fondi di garanzia pubblici sia attraverso strumenti di riassicurazione dei rischi". Un sistema, quello dei confidi, che nelle Marche coinvolge 37.249 imprese artigiane su un totale di 52.038 aziende iscritte all'albo, pari al 72%. Una percentuale che pone la regione dietro alla sola Umbria, dove ben l'83% degli artigiani è iscritto ai confidi, mentre la percentuale nazionale si ferma al 42%. Secondo l'indagine Fedart Fidi, presentata a Cupra Marittima, degli oltre 800 milioni di euro dei finanziamenti garantiti dai confidi marchigiani lo scorso anno (di cui oltre 200 milioni soltanto da Fidimpresa), quasi il 10% è destinato a nuove imprese, l'11% a imprese non artigiane, il 9% a imprese dirette da donne e quasi il 3% ad aziende con titolari extracomunitari. Il bilancio 2007 di Fidimpresa Marche, illustrato dal presidente Marco Tiranti, è stato approvato con la conferma dell'impegno della regione per favorire l'accesso al credito delle piccole e medie imprese. Il segretario generale della Cna Sergio Silvestrini ha voluto ricordare che "il tasso d'insolvenza delle imprese iscritte ai confidi artigiani è stato lo scorso anno in Italia del 2,1%, ma nelle Marche è sceso sotto l'1,6%. Un livello nettamente inferiore a quello registrato dalla Banca d'Italia per tutte le imprese e che è stato del 6,7%". Silvestrini ha poi proposto agli istituti di credito presenti, tra cui le Banche di credito cooperativo, Banca Marche e Banca popolare di Ancona, di sottoscrivere con la Cna un vero e proprio "patto per il sostegno e il rilancio competitivo delle imprese", che vada oltre le convenzioni esistenti e si presenti come una vera e propria partnership tra banche, Cna e imprese. "Le aziende artigiane", ha aggiunto Silvestrini, "soffrono le eccessive richieste di garanzie, l'inadeguatezza degli istituti di credito a valutare l'effettivo valore del progetto su cui l'impresa chiede l'intervento della banca, l'eccessiva burocrazia e la lunghezza dei tempi di risposta. Tutto ciò determina", ha concluso il segretario Cna, "e al tempo stesso alimenta la convinzione negli operatori economici che la banca, anziché un partner, rappresenti una vera e propria controparte con tutti i limiti che ne derivano. Il patto dovrà servire a superare queste problematiche e favorire lo sviluppo del sistema economico".

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Nel parco del molgoratra fabbriche e cascine (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Monza" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Qui c'era l'impero delle automobiline NEL PARCO DEL MOLGORATRA FABBRICHE E CASCINE richiedi la foto Asvsb BURAGO - "Quand'ero piccolo si contavano circa mille anime, comprese le galline, e mia mamma, che veniva da Ruginello di Vimercate, era per tutti "la forestiera". Poi è arrivata la tangenziale e sono arrivati i milanesi. Oggi, secondo le previsioni urbanistiche, andiamo verso i seimila abitanti. C'è meno verde, nonostante il Parco del Molgora, e questo mi dispiace, ma nel confronto con quelli che venivano da fuori abbiamo imparato ad aprirci". Walter Casiraghi descrive così, in poche battute, il cambiamento del suo paese, quello in cui è nato e cresciuto, in un cortile vicino alla chiesa. Ora è il presidente dell'Asvsb (Associazione servizio di volontariato sociale buraghese), che arriva nelle case degli ammalati e anima il Centro anziani, in quella piazza Matteotti su cui affaccia anche il Municipio. Uno spazio che esiste da pochi anni ma che ha contribuito anch'esso a cambiare le abitudini dei buraghesi, soprattutto delle vecchie generazioni. "Questo era un tipico borgo brianzolo - racconta - con abitanti un po' chiusi e diffidenti e tre cascine: la Magana, che oggi è un agriturismo, la Baraggia, oggetto di un intervento di ristrutturazione, ed un'altra ormai scomparsa, che sorgeva dove ora c'è il vivaio dell'"Antologia". Negli anni del boom economico il paese si è sviluppato verso nord, si sono costruite case e strade ed è arrivata qualche fabbrica. C'erano la "Sacchi", che produceva vernici, sostituita dalla "Basf" e la "Bburago", che purtroppo è fallita. Di buraghesi ne saran rimasti un migliaio, gli altri sono venuti da fuori e, nel bene o nel male, hanno cambiato la mentalità". Nuove trasformazioni si sono verificate in tempi più recenti, per esempio con l'apertura dello spazio polifunzionale di piazza Matteotti che oggi ospita, oltre al Centro anziani e alla sede dell'Asvsb, anche un punto per prelievi e analisi di laboratorio. "L'associazione esiste da dodici anni e dal 1999 è aperto questo centro - spiega il presidente insieme ad un volontario, Claudio Casiraghi - Il gruppo era nato sotto l'egida del Comune, perchè c'era l'esigenza di arrivare laddove il pubblico non riusciva ad arrivare. Ventitrè persone si sono unite e hanno fondato questa associazione: sono partiti dal nulla e pian piano hanno aggiunto altri servizi, convenzionandosi con il Comune". Attualmente l'Asvsb opera in diversi settori: cura l'assistenza domiciliare ad anziani e malati, "un servizio a cui teniamo molto", sottolinea Casiraghi; si occupa di trasportare chi ne ha bisogno presso strutture ospedaliere ed altri servizi, grazie ad un'auto donata dalla Banca di Credito cooperativo di Carugate; gestisce l'area ecologica, aperta tre giorni alla settimana; infine fa funzionare il centro anziani, a disposizione dei "nonni" del paese tutti i giorni, festivi inclusi. Tutto questo grazie a una sessantina di volontari. "Il Centro anziani è quello che ci porta via più tempo, perchè organizziamo giochi, attività culturali, soggiorni climatici - sottolinea il presidente - ma abbiamo risposto a un vuoto che c'era creando un luogo di ritrovo". I buraghesi, insomma, sanno fare da sè, e senza risparmiarsi. Sarà anche per questo che la nuova Provincia, a quanto pare, non raccoglie grandi consensi: "Non so dire se sia meglio Monza o Milano ma per me le Province sono tutte da abolire - commenta Walter Casiraghi - Non danno nulla e creano burocrazia, sono un affare solo per certi politici... Qui per esempio abbiamo una strada provinciale che attraversa il paese: si sono verificati diversi incidenti, alcuni anche mortali, e stiamo ancora aspettando che la Provincia realizzi una rotatoria". "Non solo - gli fa eco Claudio Casiraghi - io su quella strada ci abito e ogni volta che piove il controviale su cui affacciano le nostre case si allaga. Abbiamo fatto una petizione e l'abbiamo portata in Provincia: ci è stato risposto che l'ente ha competenza solo per il taglio dell'erba e per le asfaltatura. Se è a questo che servono le Province, siamo proprio sicuri di volere anche un doppione?". Articolo pubblicato il 17/06/08.

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È arrivata finalmente l'ufficialità della fusione tra Ac Vimercate e Oreno Ausonia (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vimercate" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL PRESIDENTE LATELLA: "ABBIAMO UNITO LE FORZE PERCHE' VOGLIAMO MIGLIORARE" È ARRIVATA FINALMENTE L'UFFICIALITÀ DELLA FUSIONE TRA AC VIMERCATE E ORENO AUSONIA Saverio Latella (Ac Vimercate) Vimercate - "È ufficiale, abbiamo trovato l'accordo per la fusione con l'Oreno Ausonia". Con queste poche e semplici parole il presidente dell'Ac Vimercate, Saverio Latella, ha messo la parola fine al tormentone primaverile pronunciando il fatidico "sì" che sancisce il matrimonio tra le due compagini vimercatesi. Dopo tante fumate nere e grigie arriva, quindi, in città la vociferata fumata bianca, tanto scontata nei mesi scorsi quanto messa in discussione nelle ultime settimane a causa di una burocrazia puntigliosa. Alla fine ha trionfato la volontà comune di arrivare ad una conclusione, un'altra settimana d'attesa avrebbe potuto essere fatale, il mercato brianzolo sta già impazzendo ed i pezzi pregiati stanno per accasarsi, nessuno spazio per i tentennamenti, o chiudere la trattativa o romperla. Tutto ha avuto, però, un lieto fine e finalmente Vimercate potrà avere la squadra che merita visto il potenziale bacino d'utenza. È presto per parlare di obiettivi e ambizioni, ma sicuramente un'operazione di tale portata ha un preciso fine: poter competere con le maggiori compagini della zona. Questo si traduce con "raggiungere l'Eccellenza", come fa trasparire il presidente Latella: "Se abbiamo unito le nostre forze è perché vogliamo migliorare la nostra posizione, valuteremo tutti insieme le mosse da fare e tutti i dettagli saranno comunicati in seguito". Giorgio Rovelli, presidente dell'Oreno Ausonia, è invece più restio del suo collega, anche se ormai non può più nascondersi, e commenta così la situazione: "Attualmente c'è in atto un discorso di collaborazione con l'Ac Vimercate, a giorni andremo a definire gli ultimi particolari per poi presentare ufficialmente il nostro progetto". Particolari più, particolari meno, la cosa importante è che ormai il progetto è avviato e la nuova squadra partirà dalla Promozione, probabilmente, con il nome di Oreno Ausonia, categoria dove già militava la compagine della frazione, mentre i settori giovanili dovrebbero rimanere separati almeno per questa stagione. Il diesse Saverio Caprioli si era già mosso sul mercato, portando con sé dalla Dipo lo scattante Serafini, l'ariete Zandonà ed il difensore-goleador Perego. Ma il bello deve ancora venire: la priorità sarà la ricerca di qualche giovane del 1990 da inserire in rosa per puntellare la squadra del confermato mister Alessandro Paleari, che sarà subito in corsa per illustri obiettivi. Vimercate attende. Articolo pubblicato il 17/06/08.

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Calderoli batte cassa con l'Europa: "Ci dia almeno la metà dei soldi" (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.net" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il ministro spiega: "L'Italia èun ponte naturale verso l'Europa. E l'Europa deve contribuire a tenerlo sgombro". E sulla Ue: "Se non si riscopre al servizio dei popoli è pura burocrazia"

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Noi possiamo arrivare alla metà della somma necessaria. Il resto deve venire da altri". Per fermare i flussi di immigrazione ''e' indispensabile un'energica politica anti immigrazione. Poi - aggiunge l'esponente del Carroccio - ci vuole il dialogo con gli altri Paesi, in primo luogo la Libia''. E proprio per sostenere l'Italia nel controllo della frontiera libica Calderoli chiede la partecipazione della Ue: ''Noi possiamo arrivare alla meta' della somma necessaria. Il resto - dice - deve venire da altri''. E sul futuro dell'Ue Calderoli e' netto: ''O l'Unione si riscopre al servizio dei popoli o e' pura burocrazia e muore. O affronta i temi veri, energia, politiche alimentari, difesa, o non serve a nessuno: io ho proposto a Berlusconi di farsi portavoce della necessita' di cambiamento, di lanciare questo tema - conclude - con tutta l'energia necessaria''. L'ULTIMA TRAGEDIA Barcone si ribalta: 40 morti, 100 dispersi - NUOVI SBARCHI Salvati 72 clandestini, altri due Sos Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Alludo all'emendamento "blocca processi".[...] Bloccato il processo Berlusconi-Mills Il premier: Pm di sinistra contro di me Giostra in piedi, senza tribuna, cosa ne pensi?Il deposito gas si deve fare?Romano Amadei venderà il Modena?Il ministero dell'Interno apre una sede a Milano: sei d'accordo?Crociata di Brunetta contro gli abusi dei distacchi sindacali: sei d'accordo?Occhi elettronici, sei d'accordo?Temi una combine tra Olanda e Romania?Caro benzina, giusto ridare il tesoretto delle accise agli automobilisti?A che età è giusto dare il cellulare ai figli?Gli stranieri sono avvantaggiati?Sicurezza e rifiuti, giusto impiegare l'esercito per queste emergenze?Modifiche alle norme sul commercio, sei d'accordo?Seno rifatto, cosa ne pensi?S'infiamma il dibattito sul trasferimento del luna park a Sant'AgostinoIl governo italiano deve partecipare alla cerimonia olimpica? LA FOTO DEL GIORNO Due metri di pizza Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec >.

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Trattato Ue, Frattini avverte il Carroccio (sezione: Burocrazia)

( da "Campanile, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lea Vendramel Trattato Ue, Frattini avverte il Carroccio Il ministro degli Esteri frena Calderoli: "Politicamente impossibile fermare la ratifica, ammettiamo che serve ripensare a come l'Europa si fa capire, è un messaggio che i leghisti dovrebbero apprezzare". Dura la reazione di Veltroni: "Il governo deve decidere il ruolo dell'Italia in Europa, può Calderoli restare ministro?" I Ventisette studiano una via d'uscita per l'impasse in cui è finito il Trattato di Lisbona dopo la bocciatura da parte degli irlandesi. La riunione dei ministri degli Esteri europei di ieri ha dato il via ad una settimana fitta di incontri preparatori in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì prossimi. Ma la questione è decisamente spinosa. Come salvare un Trattato che per entrare in vigore richiede la ratifica di tutti i ventisette Stati membri? Il ministro degli Esteri irlandese, Micheal Martin, non vede molte soluzioni possibili. "A nostro parere è decisamente troppo presto per iniziare a proporre soluzioni", sostiene arrivando a Lussemburgo. A suo avviso, sarebbe più opportuno iniziare effettuando "un'analisi complessiva delle questioni che stanno dietro al voto" e, soprattutto, senza trascurare il futuro "delle nostre relazioni con l'Ue". Su questi due punti, chiosa il ministro irlandese, è indispensabile avviare "un'ampia consultazione con i colleghi in Europa e bisognerà cercare un modo per procedere". Il ministro degli Esteri italiano, Franco Frattini, ammette che la bocciatura irlandese è stata una vera e propria "doccia fredda", ma a questo punto è indispensabile non "inventare soluzioni improvvisate" o cadere nell'errore di parlare di "Europa a due velocità", perché "sarebbe controproducente". No, quindi, "ad anticipare oggi opzioni preferenziali per l'Irlanda", perché, spiega il capo della Farnesina a margine del Consiglio Affari generali e relazioni esterne in Lussemburgo, "sarebbe un segnale sbagliato per gli altri Paesi che come il nostro stanno andando avanti con la ratifica parlamentare". E questa è la via su cui procedere, raccomanda Frattini, gli altri Paesi europei devono procedere con la ratifica del Trattato di Lisbona. "Dobbiamo continuare il processo di ratifica, anche se non possiamo ignorare il no irlandese e la difficoltà dell'Europa a reagire". Un no che affonderebbe le sue radici nell'insufficiente comunicazione. "L'Europa deve essere comunicata, altrimenti sembra che costruiamo solo una burocrazia ? insiste il ministro italiano ? è chiaro che rispettiamo la decisione democratica dei cittadini irlandesi, ma io penso che loro abbiano detto di no perché non hanno ben compreso". Insomma, ora è il momento dell'ascolto e dell'analisi. E non c'è spazio per le reazioni emotive ed eclatanti, come quelle leghiste che invitano a stracciare il Trattato di Lisbona. Per l'Italia, chiarisce Frattini, "è politicamente impossibile fermare il processo di ratifica, abbiamo detto chiaramente che quello che è accaduto impone un riesame profondo di come l'Europa si fa capire e si dimostra attraente per i cittadini e questo è un messaggio che la Lega dovrebbe apprezzare". Ma se il ministro degli Esteri risponde con diplomazia alle parole del suo collega di governo, Roberto Calderoli, che ha già dato per morto il Trattato, il leader del Partito democratico, Walter Veltroni, non è disposto a tollerare tali esternazioni. "Come può rimanere ministro della Repubblica uno che dice che il Trattato europeo deve essere stracciato?", si chiede polemicamente il segretario democratico. E chiama in causa l'intero esecutivo: "Il governo deve decidere che ruolo vuole avere l'Italia, può essere ministro un uomo che dice che il Trattato è da stracciare, che è roba da pompe funebri? L'Europa non è un tema secondario, ma identitario di una maggioranza di governo e di un clima parlamentare". (17-06-2008).

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Chiude i battenti Marostica in jazz (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

MUSICA. La celebre manifestazione stroncata dalla burocrazia Chiude i battenti Marostica in jazz     Lorenzo Parolin Cala il sipario, dopo una storia durata quasi dieci anni (la prima edizione è datata 1999) su "Marostica in jazz" la rassegna musicale promossa ogni estate dal Panic club come naturale prosecuzione della stagione jazz invernale. "L'eccesso di burocrazia e le continue difficoltà nel trovare le risorse necessarie ad allestire una manifestazione così importante ci hanno indotto ad alzare bandiera bianca - è il commento degli organizzatori che non nascondono l'amarezza - Desideriamo comunque ringraziare le persone che fino in fondo hanno lavorato perché anche quest'anno Marostica potesse avere il suo festival, in particolare il vicesindaco Lorenzo Bertacco che ci ha sempre appoggiato". Sono le cifre e la qualità della proposta a parlare in favore di Marostica in jazz: 25.000 spettatori di media per edizione, artisti internazionali quali Steve Turré, Kenny Barlow, il duo Rava-Bollani e, per il 2008, Antonella Ruggiero con il progetto "Sudamerica". Oltre all'aspetto specificamente musicale, nelle ultime edizioni c'è stato anche il sostegno a iniziative benefiche promosse dalle associazioni "Cometa Asm" (che lotta contro la sclerosi multipla) e "Plaza" (che combatte la leucemia) e in generale la possibilità per i marosticensi, ma non solo, di vedere la piazza e il centro storico trasformarsi in uno splendido palcoscenico da gustare per una settimana: una ricchezza della quale il territorio (questo il pensiero dei promotori) sente già la mancanza. "Viste le difficoltà di organizzarci secondo gli standard consueti - spiega il titolare del Panic, Luca Berton - pensavamo ad un'edizione più raccolta, per la quale valorizzare la scalinata dei Carmini. Avremmo contenuto le spese senza perdere in qualità, e la suggestione di uno degli angoli più belli di Marostica avrebbe ulteriormente arricchito di magia l'intera manifestazione. Purtroppo però non è stato possibile". L'immancabile burocrazia ha messo il proprio zampino e, come spiegano gli organizzatori, nel capire a chi, tra parrocchia e Comune, ci si dovesse rivolgere per avere il nulla osta ai concerti, il tempo utile per autorizzazioni e permessi è scaduto, sigillando con la parola "fine" la storia di Marostica in jazz. L'équipe del festival, tuttavia, non demorde e dà appuntamento agli appassionati il 4, 5, 6 luglio al "Kurkuma" di Vallonara per un minifestival in collina, in attesa di tempi migliori.

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Recupero del centro, premiate le migliori ideeL'iniziativa (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Si aggiudica la vittoria il progetto di riqualifica dell'area compresa fra la Cala e piazza XIII Vittime comune. Bando per rappresentanti in enti e società L'Amministrazione comunale cerca soggetti interessati a ricoprire incarichi di rappresentanti del Comune in Enti, Società ed Istituzioni da esso dipendenti o controllati. Gli interessati alla nomina e/o designazione di componente sindaco effettivo o supplente devono essere iscritti, prosegue la nota, nel registro dei revisori contabili istituito con D.Lgs. 88/92 e successive modifiche ed integrazioni. Il bando in versione integrale è consultabile neo sito internet del Comune all'indirizzo www.comune.palermo.it. agricoltura. Emergenza settore, riunione palermitana Grido d'allarme per l'agricoltura. A lanciarlo è la Cia regionale che ogg, alle 10 in un albergo del Foro Italico, si riunirà in assemblea. Le difficoltà del comparto saranno affrontate in assemblea alla presenza dell'assessore regionale all'Agricoltura, Giovanni La Via. Al Consiglio regionale della Cia si parlerà anche di criminalità e di burocrazia. termini. Presentazione domande per servizio civile Al via le domande per svolgere servizio civile in provincia di Palermo e Messina. Le domande dovranno essere inviate alla sede di Aress Fabiola Onlus, piazza delle Terme, 16/A - 90018 Termini Imerese, entro le ore 14.00 del 7 luglio. evasione. Arrestato dai carabinieri giovane detenuto Detenuto agli arresti domiciliari si allontanava da casa per mettere a segno furti. A scoprirlo sono stati i carabinieri che hanno riportato in carcere un ragazzo di 28 anni. Il giovane è sospettato di essere l'autore di diversi furti di auto e di autoradio di ultima generazione. I militari hanno accertato che, per ben tre volte, si sarebbe allontanato dalla propria abitazione senza l'autorizzazione dell'autorità giudiziaria. criminalità. Due rumeni sorpresi a bordo di auto rubata Arrestati dalla polizia due rumeni di 53 e 28 anni sorpresi a bordo di un'auto rubata. Dovranno rispondere di ricettazione in concorso e porto ingiustificato di arnesi per lo scasso. Inoltre il più anziano dei due è stato denunciato per guida senza patente. I poliziotti li hanno intercettati, la notte scorsa, mentre a bordo di una Fiat 600 percorrevano piazza Scaffa, in direzione via Buon Riposo. L'auto, a bordo della quale viaggiavano, è risultata rubata mercoledì scorsa. via monti iblei. Ladro tenta la fuga e viene bloccato Arrestato dalla polizia un pregiudicato sorpreso a rubare un portapacchi dal tettuccio di un'auto in sosta. In manette è finito un uomo di 46 anni. Il ladro è stato bloccato in via Monti Iblei dove aveva poco prima messo a segno il furto. ordine d'arresto. Rapina con sequestro in Veneto Un palermitano è stato arrestato dalla polizia per rapina e sequestro di persona. In manette, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dal tribunale di Venezia, è finito Michele Di Mariano, di 33 anni. L'uomo è accusato di far parte della banda che il 10 gennaio dello scorso anno rapinò la Banca di Credito Cooperativo del Veneziano a Concordia Sagittaria. sferracavallo. Assalto pomeridiano all'ufficio postale Ieri pomeriggio tre banditi che indossavano passamontagna e non armati hanno rapinato l'Ufficio Postale di Sferracavallo che si trova nell'omonima piazza. Il bottino ammonta a 50.000 euro circa. Ad attenderli fuori un quarto uomo che fungeva da palo. Indagano i carabinieri.

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<Aim, Zanguio dica quanto prende> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Dopo il "buco di bilancio" sulla multiutility di contra' San Biagio si apre un nuovo caso: il compenso effettivo dell'amministratore unico. Interrogazione di Impegno a 360° "Aim, Zanguio dica quanto prende" Cicero: "Si parla di 66mila euro al mese. Servono chiarimenti". Prudenza a Palazzo Trissino: "Il capitolo parcelle è allo studio" Vicenza "Girano voci incontrollate secondo cui l'amministratore unico di Aim, a fronte di un compenso personale assai basso, farebbe fatturare a favore del suo studio professionale una parcella di 66mila euro mensili". Claudio Cicero e Domenico Pigato, consiglieri comunali di "Impegno a 360 gradi", hanno presentato un'interrogazione in Comune in cui chiedono una risposta scritta su un sospetto destinato a sollevare molte polemiche. Nel mirino, gli emolumenti del dottor Mauro Zanguio, amministratore dell'ex municipalizzata di contra' Pedemuro San Biagio. Da Palazzo Trissino parola d'ordine è prudenza: "Il capitolo dei compensi è in corso di approfondimento. L'obiettivo è conoscere le cifre il prima possibile". Insomma, dopo i dubbi sul buco di bilancio, ecco quelli sui compensi. Non si placa la disputa sul "caso Aim". Cicero e Pigato, entrambi all'opposione, questa volta accendono i fari sulla parcella di Zanguio. "Quanto percepisce realmente?", chiedono. "Onde evitare che tali notizie, probabilmente diffuse ad arte, discreditino il lavoro del dottor Zanguio, con danno di immagine per l'azienda e l'amministrazione, chiediamo che la giunta comunichi ufficialmente gli importi che Aim conferisce all'amministratore unico". I due consiglieri si spingono oltre, e invocano chiarezza sui compensi di altri tre manager: "Intendiamo conoscere anche gli emolumenti dei collaboratori di Zanguio, cioè il dottor Cera, il dottor Anfossi e il dottor Bottio". Quanto ai vertici dell'azienda, per l'ex assessore Cicero è giunto il momento di pensare a un consiglio di amministrazione (cda) ridotto: "Sarebbe utile un cda con professionalità manageriali. Aim è un'industria. Dimentichiamoci che appartiene al Comune". E poi attacca l'ex municipalizzata sul fronte della burocrazia: "Ho un'esperienza personale negativa con l'azienda. Il 12 maggio ho chiuso il quartier generale alllestito in campagna elettorale. Ma finora non ho pagato le bollette perché la fattura non è arrivata. Mi hanno detto di aspettare. Ma aspettare che cosa? Contratti del genere si chiudono in pochi giorni".Roberto Cervellin.

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Morning note: economia e finanza dai quotidiani (sezione: Burocrazia)

( da "Radiocor" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 giu - GOVERNO: concordato veloce su mini-debiti fiscali. (Il Sole 24 Ore, pagg.1-2) Ok al cumulo (retroattivo) pensioni-salari. Province addio in nove metropoli. Caro benzina, arrivano gli sgravi. Class action bloccata: consumatori in rivolta. (dai giornali) PETROLIO: nuovo record, vicino a 140 dollari. Inflazione Ue al 3,7%. (dai giornali) Ma la stagflazione e' lontana, di Nouriel Roubini (Il Sole 24 Ore, pag.1-28) RCS: Perricone, "Cosi' mettero' a dieta il gruppo". (IL sole 24 Ore, pagg.1-39). Vara un piano tagli da 50 milioni di euro. (La Stampa, pag.30) MEDIOBANCA: Doris (Mediolanum), quota "strategica". (Corriere della Sera, pag.26) AIG: licenzia Sullivan dopo perdite e scandali (dai giornali) ASSICURAZIONI: allarme Isvap sulle polizze mutui. (dai giornali) RISANAMENTO: l'area Falck in pegno a Intesa.(dai giornali) Cartello "vendesi" per l'area ex Falck e Barney's (La Stampa 30) TLC: Anatel separa la rete brasiliana. La decisione avvantaggia Telecom Italia. (Il Sole 24 Ore, pag.45) ALIMENTARE: "Pernod, e' l'ora dei manager" Parla il presidente Patrick Ricard (Il Sole 24 Ore, pag.43) TECHNOGYM: guarda a Life Fitness (Il Sole 24 Ore, pag.41) CAVALLI: cinque fondi internazionali al rush finale. (Il Messaggero, pag.19) CHIMICA: "La burocrazia nemico da abbattere". Intervista al presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi (Il Sole 24 Ore, pag.19) Tmm (RADIOCOR) 17-06-08 08:21:47 (0026)news 5 NNNN.

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Calderoli: "La Ue ci aiuti economicamente" (sezione: Burocrazia)

( da "Quotidiano.net" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il ministro per la semplificazione: "L'Italia èun ponte naturale verso l'Europa. E l'Europa deve contribuire a tenerlo sgombro". E sulla Ue: "Se non si riscopre al servizio dei popoli è pura burocrazia"

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Il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, ha affermato che la Libia non è in grado di chiudere le sue frontiere al massiccio arrivo di immigrati dall'Africa e per questo bisogna aiutarla a migliorare i propri controlli, anche attraverso accordi bilaterali. Per La Russa la tragedia dei giorni scorsi nel Mediterraneo "deve farci riflettere sulla sorte di questi migranti che vedono l'Italia come una meta per mettere fine alla loro disperazione". Anche per il presidente del Senato, Renato Schifani, quello dell'arrivo dei barconi di migranti è "un problema drammatico che va valutato in modo concertato coinvolgendo i Paesi europei e i Paesi dell'altra sponda del Mediterraneo. è un problema che non può essere affrontato come un caso isolato", ha avvertito Schifani, che ha fatto osservare un minuto di silenzio in aula per le ultime vittime dei viaggi della speranza. Sulla stessa lunghezza d'onda il titolare della Farnesina, Franco Frattini, che sollecita l'approvazione di un patto Ue sull'immigrazione entro la fine dell'anno e un rafforzamento della collaborazione con i Paesi d'origine. Per il ministro leghista Roberto Calderoli "l'Italia èun ponte naturale verso l'Europa e l'Europa deve contribuire a tenerlo sgombro con una energica politica anti-immigrazione". Proprio dall'Europa ci si aspetta un'importante decisione con la direttiva sui rimpatri che domani satrà al voto del Parlamento europeo. Il provvedimento, che prevede la possibilità di detenere fino a 18 mesi un migrante in attesa di espulsione, viene illustrato oggi a Strasburgo dal neocommissario alla Giustizia Jacques Barrot. MINUTO DI SILENZIO "Siamo di fronte ad un problema drammatico che va valutato in modo concertato coinvolgendo i Paesi europei ed i Paesi dell'altra sponda del Mediterraneo. è un problema che non può essere affrontato come un caso isolato", ha detto il Presidente del Senato, Renato Schifani, chiedendo in Aula un minuto di silenzio sui clandestini morti in mare nel tentativo di raggiungere le nostre coste. GRAFICO Le rotte dall'Africa - L'ULTIMA TRAGEDIA Barcone si ribalta: 40 morti, 100 dispersi - NUOVI SBARCHI Salvati 72 clandestini, altri due Sos - CLASS ACTION La legge slitta a gennaio Commenti Invia commento Segnala ad un amico 17/06/2008 10:07 gierre un cavolo ben detto, calderoli, ben detto: o l'unione europea è al servizio dei popoli, e affronta i temi veri, energia, politiche alimentari, scuola, sanità, difesa, o è soltanto squallida burocrazia, come in effetti sembra che sia, e allora non serve a nessuno e muore. anzi no, serve solo e soprattutto a dare feroci, indegne e insultanti ed alquanto anacronistiche reprimende all'italia, offendendone la popolazione attiva, che si potrebbe anche stancare (ma ormai si fatica sempre più a crederlo) di una amministrazione politico-finanziaria che, in nome di una mai raggiunta e quindi fantomatica unità, ha saputo partorire e purtroppo concretizzare soltanto la scellerata e mostruosa idea dell'euro, la cui dilettantistica ed improvvida adozione ha inginocchiato l'economia nazionale e recato incalcolabili danni all'economia delle famiglie, di fatto dimezzandone il potere d'acquisto... tutto il resto è aria fritta, anzi putrida... quo usque tandem? 17/06/2008 10:40 ivan dio, come godrei se valesse nell'aldilà la legge del contrappasso! 17/06/2008 11:40 pier E' incredibile che il rappresentante di un paese che dovrebbe ringraziare l'Europa per starci dentro e che nel mondo globalizzato non esisterebbe se non fosse nella EU (figurarsi la Padania...) continui a lanciare questi proclami...si decidesse Bruxelles a lasciare finalmente fuori quelli a cui non sta bene e vedremo Calderoli trasformato in agnellino belante!! 17/06/2008 11:53 inqbo nel frattempo, mentre l'europa decide, si potrebbero impiegare le nostre scarse risorse a fare un 'corridoio' che porti velocemente nel resto di europa i nostri temporanei ospiti....aiutiamoli a cercare un futuro migliore. mi sa che nel momento in cui il problema diventasse 'europeo' a bruxelles cercherebbero delle soluzioni, invece di gingillarsi ocn le misure delle banane o l'angolo di curvatura ammesso nei cetrioli... 17/06/2008 12:00 Finalmente uno con le palle !!!! Avanti Calderoli, bravo, continua così, non ti proccupare di chi dice il contrario. Del resto si conosce quel proverbio, ... la madre degli stupidi è sempre incinta, ... per cui hai voglia!!, impossibile liberarsi di loro, ... vengono partoriti in continuazione. 17/06/2008 13:28 Antonio Ben detto Calderoli, avanti senza ripensamenti. Gli italiani chiedono sicurezza una volta per tutte, non demagogia e buonismo che, a breve termine, si traducono nella trasformazione del Nostro Paese in un bivacco legalizzato di balordi, criminali, disperati inutili, parassiti. Non vedo perchè, con tutti i problemi che abbiamo, dobbiamo impegnare risorse e denaro (prodotti e pagati da noi,mica cascano dal cielo) per coccolare marmaglia senza vergogna ne'rispetto che ci invade, scrocca quanto più possibile, insudicia il Paese e poi (forse) se ne va. 17/06/2008 13:54 vikingo sinistro Dai vari blog non fanno altro che scrivere cose vergognose contro quella povera gente, ma lo sapete com'è l'agonia dell'annegato? Sono poveri cristi e noi che inneggiamo alle radici cristiane ingiuriamo quelle povere vittime. Che dio vi salvi dalla morte di annegamneto, è una delle piùterribili. 17/06/2008 14:53 jetset Bravo Calderoli, l'UE è un carrozzone che chiede solo sacrifici a raffica e protegge gli interessi di Germania e Francia! Siamo stufi dell'Europa così costituita, facciamo un referendum anche noi come l'Irlanda per annullare quell'idiozia del trattato di Lisbona! Sono presenti 8 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! 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Grazie, dottore" L'orrore della clinica Santa Rita (17 commenti) 15:23:51 - dovrebbe pensare a governare, non a sovvertire lo stato evidentemente per la maggiorparte degli ital[...] Il premier: 'Toghe rosse contro di me' Pd, Idv, Udc: 'Faccia un passo indietro' 15:23:30 - Sinistra svegliati e non perderti dietro ai mancati processi contro Berlusconi che quasi sempre fini[...] Il premier: 'Toghe rosse contro di me' Pd, Idv, Udc: 'Faccia un passo indietro' 15:22:11 - è già tanto che li hanno fatti entrare al pronto soccorso!!!Razzista io? son loro che sono zingari.[...] "Non ti curo, voi rom mi fate schifo" Interrogazione su un medico Asl15:14:45 - Una magistratura che pende a volte a destra altre a sinistra non è sicuramente degna di gestire alcu[...] Il premier: 'Toghe rosse contro di me' Pd, Idv, Udc: 'Faccia un passo indietro' 15:14:08 - Caro Mario Banti da Firenze se c'è qualcuno che si deve vergognare quello sei tu, perchè hai votato [...] Il premier: 'Toghe rosse contro di me' Pd, Idv, Udc: 'Faccia un passo indietro' 15:13:42 - mi vergogno ad eseere italiana...pensare che gli italiani per l'ennesima volta siano riuscti a rivot[...] Il premier: 'Toghe rosse contro di me' Pd, Idv, Udc: 'Faccia un passo indietro' 15:12:46 - gli italiani hanno capito bene, certa gente forse ancora no, la sinistra non ha ancora capito che su[...] Il premier: 'Toghe rosse contro di me' Pd, Idv, Udc: 'Faccia un passo indietro' Giostra in piedi, senza tribuna, cosa ne pensi?Il deposito gas si deve fare?Romano Amadei venderà il Modena?Il ministero dell'Interno apre una sede a Milano: sei d'accordo?Crociata di Brunetta contro gli abusi dei distacchi sindacali: sei d'accordo?Occhi elettronici, sei d'accordo?Temi una combine tra Olanda e Romania?Caro benzina, giusto ridare il tesoretto delle accise agli automobilisti?A che età è giusto dare il cellulare ai figli?Gli stranieri sono avvantaggiati?Sicurezza e rifiuti, giusto impiegare l'esercito per queste emergenze?Modifiche alle norme sul commercio, sei d'accordo?Seno rifatto, cosa ne pensi?S'infiamma il dibattito sul trasferimento del luna park a Sant'AgostinoIl governo italiano deve partecipare alla cerimonia olimpica? LA FOTO DEL GIORNO Due metri di pizza Il pizzaiolo siciliano Pasqualino Barbasso si prepara per lo show di pizza acrobatica, riuscendo a far roteare un 'disco' di pasta del diametro di due metri. Barbasso, che ha vinto il titolo nel 2002, gira il mondo con il suo show. Qui è a Ostrava, nella repubblica RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Atenei, Gelmini punta su competitività, autonomia, valutazione (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

SCUOLA 16.5017/06/2008 Atenei, Gelmini punta su competitività, autonomia, valutazione Roma - Autonomia, competitivita' (dando anche piu' spazio alle iniziative private), valutazione. Sono le parole chiave dell'Universita' Mariastella Gelmini, che ha presentato stamattina in commissione Cultura alla Camera (e poi, nel pomeriggio, nella commissione corrispondente del Senato) le sue linee guida per gli atenei. Sul fronte della valutazione sono previste alcune novita'. Innanzitutto il neo ministro boccia l'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione voluta dal suo predecessore Fabio Mussi, concepita, secondo Gelmini "come una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia". Per il ministro servira' qualcosa di piu' "snello", un "sistema integrato di valutazione che vincoli il finanziamento ai risultati, incentivando l'efficacia dei programmi di ricerca, la qualita' della didattica". Nel frattempo, saranno prorogati gli istituti di valutazione esistente, sia per l'universita' che per la ricerca. Gli atenei dovranno poi mettere on line i dati sui risultati annuali della loro ricerca e sul destino dei loro laureati (entro quanto tempo e in che settore trovano lavoro) per consentire una "valutazione dal basso" da parte di famiglie e studenti nella ricerca degli atenei migliori. Quanto al sistema normativo, Gelmini vuole "snellire" ed entro 5 anni promette di "dare regole certe e condivise al mondo dell'universita' e della ricerca, testi unici che non siano la sommatoria di norme gia' esistenti". Sara' poi effettuato un "monitoraggio" sul 3+2 e continuera' la "razionalizzazione dei corsi" che in Italia, ricorda Gelmini, sono "3.200 contro gli 800 della Germania". Altra parola chiave, la "competitivita'". Ma per un sistema che sia veramente competitivo, secondo Gelmini, "l'approdo da auspicare e' la parita' di condizioni finanziarie delle strutture pubbliche e private che rispettino alcuni severi requisiti". L'iniziattiva privata non deve essere relegata in "spazi residuali, destinati magari alla creazione di aree di eccellenza, ma anche di privilegio sociale". Contro gli "esamifici", comunque, ci sara' "assoluto rigore". Poi c'e' il capitolo reclutamento. Per professori e ricercatori ci sara' un doppio "filtro": l'assunzione passera' prima attraverso una verifica nazionale, per garantire il controllo della comunita' scientifica sulla qualita' dei candidati, poi le universita' sceglieranno chi e' piu' adatto, all'interno di una lista nazionale di idonei. Porte aperte anche ai candidati stranieri, e le universita' potranno chiamare a insegnare anche docenti che non vengono dal mondo accademico. Intanto, saranno emanati entro fine mese i bandi per l'assunzione di nuovi ricercatori e saranno prorogati a fine novembre quelli per il reclutamento di ordinari e associati. Quanto al diritto allo studio, il ministro pensa di creare con l'aiuto degli Enti locali nuovi collegi per fuori sede e stranieri, ma anche di incentivare i prestiti d'onore e differire il pagamento di parte delle tasse universitarie nelle prima dichiarazioni dei redditi. (DIRE).

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L'Europa non sa più decidere: su Irlanda e Cuba prende tempo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 17-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 143 del 2008-06-17 pagina 16 L'Europa non sa più decidere: su Irlanda e Cuba prende tempo di Alessandro M. Caprettini E sul delicato tema delle sanzioni contro Teheran la scelta più bizzarra: le definirà il consiglio dei ministri dell'Agricoltura la prossima settimana nostro inviato a Strasburgo Hai dubbi? Prendi tempo. Potrebbe essere la parola d'ordine di questa Europa politically correct fino all'inverosimile, ma impastoiata di fatto ormai da centinaia di problemi. Da quello del nucleare iraniano a quello della bocciatura del referendum, passando per altre mille questioni. Sia chiaro: ottenere l'unanimità dei consensi, coabitando in ventisette sotto lo stesso tetto, non è che sia facilissimo. Ma sempre più spesso davanti a temi spinosi la burocrazia Ue si rimpannuccia in un "dopo" che spesso lascia sgomenti proprio gli europei. Che in tempi di crisi come questi, preferirebbero interventi immediati. Eppure è accaduto anche ieri. Mentre a Lussemburgo i ministri degli Esteri dei Ventisette avevano in programma un summit sulle relazioni con Cuba e Iran (su cui era intanto piombato come un macigno il no irlandese al trattato di Lisbona), dall'Air Force One di George Bush pioveva un intervento del suo consigliere Stephen Hadley che annunciava che i capi della diplomazia europea, in poche ore, avrebbero reso note le loro nuove e dure sanzioni contro Teheran. A Lussemburgo cadevano dalle nuvole, o almeno facevano finta di farlo. Il portavoce di Solana negava di brutto: "Non se n'è discusso né se n'è deciso!". Altri confermavano. E ci voleva Frattini per ammettere che Solana, di rientro dal suo blitz in Iran, aveva in effetti relazionato i colleghi europei, suggerendo però di dare almeno sette giorni di tempo a Teheran per una risposta alle offerte fatte pervenire ad Ahmadinejad. Insomma niente interventi immediati. Né (a quanto si è capito) un breve rinvio al più autorevole consiglio dei capi di Stato e di governo che si tiene a fine settimana a Bruxelles. Bensì delega a decidere al consiglio dei ministri. dell'Agricoltura, che si terrà il 23 e 24 giugno prossimi. Dicono nei palazzi comunitari che le sanzioni andranno oltre le aspettative Onu che si dipanano nella risoluzione 1803 del 30 marzo scorso. Che cioè la Ue potrebbe anche aumentare le personalità iraniane da interdire e bloccare ogni canale finanziario che porti a Teheran, compresa quella Melli Bank che ha sedi importanti a Londra, Amburgo e Parigi. Resta il fatto che a lanciare le sanzioni sarà un consiglio dei ministri dell'Agricoltura, che con la politica estera e il nucleare non c'azzeccano. E che fa (poco) da foglia di fico di una Ue che evidentemente non vuole inimicarsi troppo il regime degli ayatollah. E rinvio chiama rinvio. Non solo su Cuba (se ne parlerà a Bruxelles) ma anche e soprattutto sulla vicenda istituzionale. Un po' perché "non ci sono soluzioni" alle viste, come ha tristemente ammesso il presidente di turno dei ministri degli Esteri, lo sloveno Rupel. Un po' perché i governanti irlandesi non possono smentire un voto popolare a pochi giorni dal suo esito, ancora perché la "doccia fredda", come l'ha chiamata Frattini, ha bisogno di essere compresa meglio, visto che in molti Paesi cresce l'euroscetticismo. Che fare, allora? L'idea che sta prendendo piede in queste ore, sorretta da Brown, Merkel, Sarkozy è quella di procedere comunque alla ratifica dei rimanenti 26 Paesi firmatari del trattato. Sarkozy in particolare, volato a Praga per discutere dei prossimi passi da intraprendere, ha detto che dopo la bocciatura del referendum irlandese "nessuno deve sentirsi in trappola". Occorre "valutare con calma e sangue freddo" la situazione, ha aggiunto il presidente francese, evitando in tutti i modi di "ripiombare nelle decennali discussioni istituzionali". Anche Berlusconi deve pensarla allo stesso modo, visto che Frattini, pur trovando motivate alcune osservazioni leghiste, si è spinto a chiarire come sia "politicamente impossibile frenare il processo di ratifica" in Italia. Si vuole insomma che tutti, tranne l'Irlanda, approvino entro ottobre, novembre. Dando così modo a Sarkozy in chiusura di semestre francese, di chiedere all'Irlanda di tornare a votare. Magari accompagnando l'idea a un promemoria che rassicuri gli isolani che non verrà toccata la loro identità nazionale e ottenendo in cambio, da Dublino, una dichiarazione favorevole ai "meccanismi" introdotti da Lisbona. Rinviare, sopire, sanare. Un po' poco. Ma nei gangli direttivi della Ue, per ora, non c'è altro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pinerolo: il Comune si improvvisa agente teatrale (sezione: Burocrazia)

( da "Eco del Chisone" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mentre si complica l'iter che assegnerà la gestione del Pinerolo: il Comune si improvvisa agente teatrale L'affidamento slitta al 2009 - Problemi per la direzione artistica e tecnica "Della programmazione se ne occuperà il Comune, della parte tecnico-organizzativa "Nonsoloteatro" di Guido Castiglia". "Provvisoriamente" precisa Paolo Pivaro, alle prese con la faticosa stesura del bando che assegnerà, "non prima di gennaio-febbraio 2009", la gestione del teatro Sociale, centro congressi e saletta mostre comprese. La convenzione che detterà le condizioni di gara sarà pronta, ben che vada, a luglio; troppo tardi per impostare un cartellone decente, "i contatti andrebbero presi ora". Dunque l'assessore alla Cultura ed il suo staff si accolleranno, loro malgrado, la direzione artistica nella speranza, eccola l'altra faccia del problema, di riuscire prima o poi ad assegnarla ad un qualificato addetto ai lavori. Se nulla impedisce di "incaricare" ("lo si può fare direttamente") "Nonsoloteatro", coinvolgendolo in una sorta di conduzione a termine, il ruolo di direttore artistico rientrerebbe invece nell'ambito degli accordi di consulenza da regolare, come legge finanziaria impone, con dettagliati regolamenti. La condivisibile precauzione, volta a frenare la spesa pubblica, non avrebbe però motivo d'essere nello specifico, visto che un esperto tra i più autorevoli, Sergio Santiano, docente universitario e pinerolese doc, si è proposto a costo zero. Ma la gratuità della prestazione non taglierebbe la testa al toro, sostengono gli uffici comunali: un'eventuale istanza di ricorso potrebbe sostenere che il professionista (già sufficientemente "medagliato", vorremmo precisare) ne trarrebbe comunque un vantaggio, non fosse altro d'immagine. "Eviteremo dunque il seppur minimo rischio - spiega Pivaro - portando in Consiglio i nuovi regolamenti, che non riguarderanno solo il settore cultura, ma i lavori pubblici, l'urbanistica, il commercio e via discorrendo". La delibera, inserita all'ordine del giorno "ma non ancora discussa", autorizzerà, vogliamo sperare, una nomina che non è un capriccio ma una necessità. Come lo sarà individuare il responsabile tecnico (oggi Giorgio Romano della ditta Gr si occupa unicamente delle luci) per garantire il funzionamento della sofisticata "macchina teatro". La persona giusta ci sarebbe: Claudio Cantele, torinese ora residente ad Abbadia Alpina. Si è offerto, come Santiano, a costo zero e dato che stiamo parlando del responsabile degli allestimenti scenici dello Stabile, "accusarlo" di "cavalcare la tigre" ci sembrerebbe inopportuno. Da qui la domanda. Sono da considerare "consulenti", o no, i curatori dei civici musei? Se tocca al sindaco nominarli come riteniamo accada, sfugge la linea di demarcazione che separa il loro impegno gratuito da quello, gratuito anch'esso, proposto da Santiano e Cantele. Senza sponsorizzare nessuno, considerare che lassù qualcuno ci ama (fosse normale una simile duplice candidatura!) non guasterebbe. "Tra le pieghe della burocrazia individueremo la giusta procedura" smorza i toni l'assessore, nel frattempo alle prese con un cartellone da costruire. E da raccordare con un punto fermo come il teatro Incontro. "Lo considero un valore aggiunto, un arricchimento. Continuerà a proporre la sua programmazione, ma sarà importante evitare sovrapposizioni e contemporaneità di generi". Ha preso contatto con il Regio, con lo Stabile e con altre compagnie locali. "Raccolgo proposte da confrontare con le disponibilità economiche, che non sono certo infinite. Sgombriamo il campo: inutile sperare negli incassi in mancanza di una preventiva copertura. La convenzione in fase di stesura annuncerà un impegno comunale annuo di 100mila euro che potrebbe anche ridursi, anzi ci conterei. Farà punteggio la progettualità e dunque si avvantaggeranno i concorrenti che proporranno iniziative finanziabili, consentendoci di abbattere la spesa a carico dell'Amministrazione". Ne sapremo di più tra sette-otto mesi. La marcia di avvicinamento, che si articolerà su "otto-nove spettacoli", porterà al Sociale "Arcipelago estate", tra cui le serate di cabaret, alcuni appuntamenti della rassegna dedicata ai burattini (l'hanno già fatto giovedì 12 e domenica 15) e le rappresentazioni abbinate all'"Artigianato", "per costruire un feeling sempre più stretto con la città". Se la prima affidata ad Enzo Arbore ha riscosso un successo per certi versi scontato, il rovescio della medaglia (come non tenerne conto?) l'hanno mostrato gli appuntamenti successivi, quando 100 spettatori sembravano venti in una sala capace di ospitarne 500. C'è molto da lavorare e Pivaro lo sa. Immagina una stagione 2009 impostata su tre principali direttrici: "Prosa, concerti (si esibirà, tra le altre, l'orchestra del Regio), danza con il "Nuovo" ed in parallelo una rassegna di teatro ragazzi". Tra i sogni nel cassetto ("ci stiamo lavorando") anche una scuola di recitazione, "in collegamento con lo Stabile". Mirko Maggia.

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Uno sportello dedicato agli agricoltori (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Un'idea di Frusciante Uno sportello dedicato agli agricoltori " Nasce a Battipaglia lo "sportello per l'agricoltura". L'idea è di Elia Frusciante, imprenditore del rione Aversana nonché presidente di uno dei Circoli della Libertá di Battipaglia. Si tratta di un vero e proprio ente a disposizione degli agricoltori, categoria troppo spesso trascurata e da anni in una profonda crisi. Allo sportello per l'agricoltura sará possibile avere consulenza legale e fiscale, nonché sostegno nel settore della comunicazione. " Tra i promotori dell'iniziativa c'è anche Pino Cuozzo, responsabile cittadino dei Circoli della Libertá e dirigente del Pdl. "Lo sportello si occuperá del rafforzamento dei legami tra l'agricoltura e le altre attivitá economiche connesse - afferma Cuozzo - soprattutto dovrebbe portare alla realizzazione di importanti strutture ricettive per la valorizzazione e lo sviluppo delle aziende agricole locali. Inoltre offrirá anche specifiche consulenze a livello fiscale, legale, tecnico, snellendo la giá complessa burocrazia delle aziende". " Frusciante spiega invece i primi passi: "Cominceremo con una consulenza legale fornita dall'avvocato Marco Stanzione e la collaborazione di Giovanna Lettieri. In seguito cercheremo di realizzare progetti più impegnativi e concreti. Ringrazio gli altri promotori del progetto che hanno contribuito alla realizzazione: Francesco Napoli, Luigi Caso, Raffaele Frusciante, il dottore Tosto, Gambale e Marco Campione". (f.p.).

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Alcol di notte, via libera della Regione (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Approvata a tempo di record la delibera che consente la deroga ai comuni Priorità ai piani di sicurezza stradale presentati dalle città turistiche Un gruppo tecnico esaminerà le richieste e i progetti necessari per ottenere la deroga oraria SIMONETTA ZANETTI VENEZIA. La giunta regionale preme sull'acceleratore. Ieri in tempo record a palazzo Balbi è stata approvata la delibera - presentata fuori sacco - sulla sicurezza stradale. Ovvero la chiave di volta che permette di derogare al divieto di somministrazione degli alcolici dopo le due di notte chiesto a gran voce dai titolari dei pubblici esercizi delle località turistiche. Tanta urgenza, pur in assenza di Fabio Gava, titolare del provvedimento assieme a Massimo Giorgetti, è riconducibile alla necessità di assorbire il ritardo accumulato dalla giunta stessa nella presentazione delle linee guida previste per poter arginare il divieto di somministrazione di bevande alcoliche in piena notte all'alba della stagione estiva. Una manovra fondamentale per garantire un po' di "tono" alle torride serate nelle zone turistiche del Veneto che, senza la garanzia dello scorrere di fiumi di alcol, sembrano destinate a soccombere. Per chiudere la questione senza suscitare ulteriori sollevazioni popolari, la giunta ha quindi scelto di imboccare la strada del compromesso, tenendo in parte conto delle valutazioni della commissione Attività produttive che solo qualche giorno fa aveva espresso perplessità sulla legittimità del primo provvedimento varato in fretta e furia dalla giunta. Rispedendo la delibera al mittente, la Commissione presieduta da Giuliana Fontanella aveva chiesto infatti un maggior rigore nella concessione delle deroghe che non la semplice presentazione di un qualunque programma di sicurezza che in prima battuta era stata ritenuta invece condizione sufficiente. Quindi, pur confermando la necessità di attenersi alle linee guida - che ieri hanno ottenuto il via libera ufficiale senza modifiche - queste non saranno ritenute un parametro vincolante, almeno per l'estate 2008. In cambio la Regione si assume tuttavia la responsabilità di vagliare ed approvare i programmi presentati dai singoli enti. La delibera, malgrado una terminologia un po' oscura e farraginosa infatti prevede che i programmi presentati dagli Enti Locali interessati siano "prioritariamente valutati e approvati dalla giunta regionale nel merito". Un sistema che consente di non invalidare le domande già presentate dai comuni rivieraschi, i più coinvolti nella partita, risparmiando tempo prezioso. I programmi di controllo e le relative domande di cofinanziamento dovranno essere presentati entro 60 giorni dalla pubblicazione della delibera sul bollettino Ufficiale della Regione. L'eventuale cofinanziamento regionale non potrà superare il 70% del costo totale preventivato (al lordo dell'Iva) per un importo non superiore ai 150 mila euro e sarà valutato successivamente nell'ambito dell'approvazione della specifica graduatoria prevista. Il che, in questo caso, significa tempi lunghi. Non solo, data la complessità degli adempimenti previsti e la celerità richiesta per l'attuazione della normativa, la giunta ha deciso quindi di istituire un Gruppo tecnico di valutazione dei programmi, che sarà composto da esperti dell'Unità di progetto sicurezza urbana e polizia locale, della direzione Commercio, della direzione Infrastrutture e della direzione Servizi Sociali. Il gruppo sarà costituito dal segretario generale della Programmazione Adriano Rasi Caldogno. Infine, già predisposti i moduli di domanda e schema di "Programma di controlli sulla sicurezza stradale". Ecco un esempio di burocrazia rapida ed efficiente. Giusto un tantino strumentale. Prosit.

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La mia università competitiva (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 18/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:INTERNO Il ministro bresciano Gelmini ha illustrato le direttive del suo Dicastero sulla ricerca "La mia università competitiva" Tra le novità, docenti scelti su base nazionale e 230 euro in più al mese ai ricercatori Il ministro all'Istruzione e all'Università, la bresciana Mariastella Gelmini ROMA "Lavorerò per un sistema competitivo". È la promessa-premessa che ispira le linee guida per l'università presentate ieri dal ministro bresciano Mariastella Gelmini alle commissioni di Camera e Senato. La nuova titolare del dicastero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca intende muoversi per affermare il trinomio merito-autonomia-valutazione. Un percorso che taglierà l'Anvur, che prevede nuove regole per il reclutamento dei professori, la creazione di campus universitari e, per gli studenti, aiuti che vanno dal prestito d'onore al posticipo del pagamento delle tasse. LA SITUAZIONE. Per la Gelmini ormai "La ricerca è sottofinanziata. La percentuale di investimento in Ricerca è in Italia pari all'1,09% rispetto al Pil contro una media Ocse del 2,26%. La percentuale di incremento annuo è del 2,70%. In Grecia è al 16,70%. In Estonia al 13%. Con queste cifre per l'Italia, è difficilissimo, se non impossibile, competere". AIUTI A UNIVERSITÀ. Alcuni atenei versano in una situazione di avanzata esposizione finanziaria. Il ministro è pronta ad aiutarli, secondo piani pluriennali concordati di rientro dall'indebitamento, vincolandoli però a "una gestione responsabile e virtuosa della spesa". SFOLTIRE I CORSI. Sul 3+2 si intende proseguire una "rigorosa attività di monitoraggio" e continuare sulla strada di una razionalizzazione dei corsi: in Italia ce ne sono 3.200 di primo livello contro gli 800 della Germania e "troppo spesso - ha osservato Gelmini - sono a misura di professore e non di studente". Va messa mano anche a dottorati e master "troppo spesso una sorta di area di parcheggio da cui pescare mano d'opera accademica a basso costo". L'ANVUR. L'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione, come è stata pensata non va: "È una struttura costosissima ad alto tasso di burocrazia" ha detto la Gelmini. DOCENTI. Nei prossimi 5 anni è previsto un ricambio del 47% del corpo docente (soltanto l'8% degli associati e l'1% degli ordinari ha meno di 40 anni), ma servono nuove regole. Il reclutamento dovrà passare attraverso una verifica nazionale per garantire il controllo della comunità scientifica sulla qualità dei candidati. All'interno di una lista nazionale di idonei, le Università sceglieranno chi è più adatto. Non solo: "È mia intenzione - ha aggiunto il ministro - lasciare le Università libere di chiamare, nei propri ranghi, anche docenti che non provengano strettamente dal mondo accademico e le cui caratteristiche rappresentino un valore aggiunto per gli atenei". RICERCATORI. Il ministro ha anche annunciato un aumento di 240 euro mensili per le borse di dottorato. "Poiché la retribuzione dei ricercatori è troppo bassa rispetto alla media europea e alla media Ocse - ha detto la politica bresciana - ciò rende il ruolo meno appetibile da parte dei giovani di talento. Da pochi giorni abbiamo reso operante l'emendamento del senatore Valditara che prevede l'aumento di 240 euro mensili per le borse di dottorato". GLI STUDENTI. Secondo il ministro l'Università non va vissuta come un esamificio. Perché diventi una vera comunità vanno creati, con l'aiuto degli enti locali, nuovi collegi per i fuori sede e per gli stranieri. L'idea è quella dei Campus. Vanno pure incentivati i prestiti d'onore (rendendo l'erogazione più facile) e si pensa a differire il pagamento di parte delle tasse universitarie nelle prime dichiarazioni dei redditi. "PAR CONDICIO". L'approdo è la parità delle condizioni finanziarie delle strutture pubbliche e private che rispettino alcuni severi requisiti. Per fare questo occorre elevare i criteri di accreditamento delle strutture universitarie sulla base di parametri oggettivi: "Esigenze del territorio, capacità di autofinanziamento, adeguatezza dei corsi rispetto agli obiettivi formativi, composizione del corpo docente".

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Gli autori di cinema e televisione pronti a bloccare film e programmi (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 18/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:SPETTACOLI PER I DIRITTI DI CHI SCRIVE Gli autori di cinema e televisione pronti a bloccare film e programmi ROMA - Anche gli autori italiani, di cinema e tv, così come hanno fatto (con successo finale) per mesi quelli americani, sono sul piede di guerra per rivendicare i loro diritti professionali e di remunerazione. Pensano anche di fondare un sindacato unico, e non escludono uno sciopero che porterebbe alla paralisi il mondo dello spettacolo e certamente la tv italiana. Gli autori televisivi - quelli che stanno dietro le quinte degli show televisivi - ma anche gli sceneggiatori cinematografici e più in generale dei prodotti audiovisivi.Ieri a Roma, alla Biblioteca del Burcardo, si è svolta una sorta di assemblea che ne ha visti riuniti più o meno duecento, tutti molto decisi a far valere le proprie istanze nei confronti della case di produzione cine-televisivie e delle reti. A dare la carica è stato all'inizio il presidente della Siae, l'avv. Giorgio Assumma che li ospitava e che ha dato loro una notizia attesa da tempo: un progetto di legge che tutelerà la creazione dei format, un punto dolente da anni. E se approvato, porrà l'Italia al primo posto nel mondo per la protezione di questo genere di produzione intellettuale. Era ciò che volevano sentirsi dire Ugo Porcelli, Vincenzo Cerami, Flavio Andreini, Andrea Purgatori, Marco Posani, Michele Mirabella, Linda Brunetta, Alessandro Occhipinto, Massimo Cinque, Biagio Proietti e tanti altri. L'Anart, l'associazione degli autori radio-tv e teatro, aveva chiamato a raccolta tutti e anche i "cugini" della Sact, gli scrittori di cinema e tv. "È l'inizio - dice un entusiasta Vincenzo Cerami - di una nuova era: daremo voce comune alle nostre rivendicazioni che sono poi quella di ottenere il riconoscimento dell'autore come lavoratore, con diritti e tutele. Occorre riconquistare dignità per una categoria che è centrale nella cultura italiana, ma che troppo spesso è ostaggio di funzionari televisivi e burocrazie". Anche il movimento Centoautori è d'accordo: "È ora - ha detto lo sceneggiatore Purgatori - che tutti contribuiscano a una nuova associazione che rappresenti tutti gli autori di cinema, di fiction e di tv".

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Vezzola, dove l' inerte è in movimento (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 18/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA Per la società di Lonato che raccoglie e commercializza terre d'acciaieria positivo anche il quinto esercizio con il bilancio certificato Vezzola, dove l'"inerte" è in movimento Fatturato in crescita del 15% a 53,7 milioni. Tre milioni di flusso di cassa - Patrimonio in aumento Egidio Bonomi LONATO Per il quinto anno, bilancio certificato per la Vezzola Spa, di Lonato, attiva nella commercializzazione e nel trattamento degli inerti, impresa ormai di riferimento nel panorama di settore del Bresciano. Costante la crescita dei volumi produttivi e dell'impresa stessa, con l'apertura di un nuovo impianto a Sabbio Chiese e d'un grande stabilimento a Montichiari, "fabbrica dell'inerte", unica a livello nazionale. Per questo si collabora con l'Università di Brescia alla ricerca di materiali alternativi alla cava (terre d'acciaieria, da poco in utilizzazione anche nel Bresciano). Il bilancio 2007 ha attestato il valore della produzione (ricavi) per 53, 738 milioni, con una crescita del 15,71% rispetto al 2006 (46,443 milioni di euro) ed un miglioramento del margine operativo lordo da 1,458 milioni del 2006, a 2,052 del 2007. Cash flow a 3,067 milioni, contro i 4,540 dell'anno precedente. Il bilancio rivela ammortamenti per 2,172 milioni di euro. L'utile ante imposte è stato di 724.374 euro. L'utile netto 20mila euro, in contrasto col 2006, quando l'utile è stato di 2,740 milioni, ma dovuto soprattutto alla plusvalenza da vendita immobiliare. Gli oneri finanziari sono passati dagli 833mila euro del 2006, a 1,329 milioni nel 2007 e si attestano su un molto contenuto 2%. Il patrimonio netto raggiunge i 20,811 milioni di euro con un incremento di 223mila euro rispetto all'esercizio precedente. La Vezzola Spa è azienda familiare guidata da Giovanni Vezzola - tra l'altro presidente nazionale dell'Anepla, l'associazione che raggruppa i cavatori italiani - ben coadiuvato dal figlio, Stefano e dalla nuora Elena Maruti . "In questi ultimi sei anni il giro d'affari è raddoppiato - informa Stefano Vezzola -. Gli utili sono reinvestiti perché vogliamo essere e siamo un'azienda moderna, rispettosa di tutte le complesse regole, adeguatamente organizzata. Basti ricordare che abbiamo fatto un massiccio investimento nello stabilimento di Montichiari, unico nel suo genere, dove trattiamo gli inerti, li selezioniamo, li studiamo unitamente all'Università di Brescia, dando vita ad un nuovo misto-cemento con terre d'acciaieria. Molte le energie spese per l'ambiente, con impianti d'ultimissima generazione. Il nostro parco macchine, fra camion, escavatori, ruspe ha raggiunto quota cento unità. Siamo in possesso della certificazione ambientale Uni En Iso 14001 anche nel nuovo impianto di Montichiari. Abbiamo molta cura nell'aggiornamento del personale: i corsi interni ed esterni nel 2007 hanno toccato le 1.400 ore di formazione aziendale". Il futuro? "Non è di facile previsione - osserva il presidente Giovanni Vezzola - perché i recenti provvedimenti della legge finanziaria non lasciano margini evidenti. Prevediamo livelli produttivi stazionari, anche per un'ulteriore flessione nell'edilizia abitativa. Continueranno invece ad essere stimolati gli interventi di manutenzione dalle rinnovate facilitazioni fiscali. Preoccupa molto il costo energetico. Nei nostri impianti siamo passati al metano, ma le macchine consumano gasolio. Poi le difficoltà delle autorizzazioni, con rigidità non sempre giustificate ed una burocrazia quanto mai complessa. La strada nostra resta sempre quella dell'aggiornamento e degli investimenti, la stessa che ha permesso la crescita costante di questi anni". Nel gennaio 2008, infine, la Vezzola Spa ha acquisito un ulteriore 15% della società Pegognaga Asfalti Spa, portando la sua quota al 65% del capitale. Non solo attività estrattiva, dunque.

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Sassari-olbia subito nel pacchetto g8 - guido piga (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il commissario straordinario Bertolaso inserisce la nuova strada tra le 24 opere finanziate con i fondi del G8 che si terrà il prossimo anno Sassari-Olbia subito nel pacchetto G8 E, a sorpresa, sarà appaltata anche la due corsie Olbia-Arzachena L'intesa sottoscritta sarà inappellabile davanti al Tar, l'opera avrà la priorità su ogni progetto GUIDO PIGA LA MADDALENA. La strada è tracciata e andrà avanti senza intoppi. Ci sarà una gara d'appalto con procedura d'urgenza, quattro lotti e altrettante aziende che li portano avanti, nessuna possibilità di ricorso al Tar. La Olbia-Sassari è ufficialmente dentro il pacchetto del G8, a giorni un'ordinanza del commissario Guido Bertolaso sbloccherà l'opera. L'intesa è stata sottoscritta ieri mattina a Roma da Bertolaso e dal responsabile degli appalti Angelo Balducci da una parte e dal presidente della Regione Renato Soru e dall'assessore ai Lavori pubblici Carlo Mannoni dall'altra. In due distini incontri, hanno messo a punto l'elenco degli interventi collaterali al G8 che si terrà alla Maddalena nel 2009. Una lista composta da 24 progetti e che, a giorni, finirà sulla Gazzetta ufficiale: Bertolaso metterà nero su bianco, grazie ai suoi poteri straordinari, che le opere saranno appaltate dalla struttura di missione della protezione civile e dunque in deroga alle leggi ordinarie. La quattro corsie Olbia-Sassari avrà priorità assoluta e godrà dello stesso trattamento riservato alla riconversione dell'arsenale e dell'ospedale militare. La gara d'appalto sarà fatta da Bertolaso e da Balducci in modo informale: il commissario potrà - se vorrà - scegliere le aziende senza una selezione pubblica. Ma, soprattutto, incontrerà pochi ostacoli burocratici: ci sarà una conferenza di servizi, tutti i soggetti chiamati a raccolta dovranno dire sì o no. Se si opporranno, avranno quindici giorni di tempo per motivare il dissenso che Bertolaso potrà ricevere o respingere. Non saranno possibili i ricorsi ai tribunali amministrativi. Questo vuol dire che la realizzazione della Olbia-Sassari - la cui lunga gestazione è stata determinata in fase progettuale proprio da una serie infinita di pronunciamenti dei giudici amministrativi - andrà spedita, senza intoppi. Tuttavia, Bertolaso eviterà di ricorrere alle deroghe e, sulla falsariga di quanto fatto per i progetti della Maddalena, cercherà di avere l'adesione di tutti sulla validità del progetto. Non a caso, ha da poco ottenuto dal governo Berlusconi il coordinamento di tutti gli enti statali, come il Genio civile, per fare un esempio: sarà lui ad avere il rapporto diretto con i dirigenti, senza passaggi intermedi, il che snellirà ancora di più le procedure. I soldi per la Olbia-Sassari ci sono, nonostante la Regione abbia fatto sapere che il budget iniziale andrà integrato. Ora manca solo l'ordinanza e in tempi brevi il grande cantiere potrà essere aperto. Su proposta di Soru, per accelerare ulteriormente i tempi, la strada sarà divisa in almeno quattro lotti, con altrettante aziende (o associazioni di imprese, è il caso di quelle sarde) che li porteranno avanti. Venticinque chilometri a testa per mettere fine a una vergogna, l'attuale Olbia-Sassari, l'arteria che tante, troppe vite ha stroncato. La data di conclusione dei lavori, ovviamente, non è stata stabilita. Ma la Olbia-Sassari non è l'unica opera che sarà portata avanti dal commissario. C'è anche, un po' a sorpresa, la Olbia-Arzachena. A due corsie, come vuole la Regione. L'intervento sarà appaltato dalla struttura di missione: a giorni riceverà il sì della giunta regionale, che approverà la valutazione d'impatto ambientale. Identico discorso fatto per la Olbia-Sassari: gara informale, burocrazia tagliata fuori. E' impossibile che l'intervento sia portato a termine per la primavera del 2009. Ma, come per la quattro corsie tra i due capoluoghi, l'importante è partire. Così come si sblocca l'allungamento della pista dell'aeroporto di Olbia. In un vertice pomeridiano con il presidente dell'Enac Vito Riggio, Bertolaso e Soru hanno definito di mettere insieme Stato e Regione: un accordo quadro, con relativo finanziamento, servirà a costruire 250 metri in più in direzione est e spostare la statale nel tratto delle foci del Padrongianus. Il progetto sarà inserito nell'imminente ordinanza. Infine, Bertolaso ha chiarito a Soru che, per gli interventi alla Maddalena, i fondi non sono necessari. Il governatore si è detto disposto a sbloccare altri soldi statali, a patto che Roma dia l'assenso. Berlusconi non potrà dire di no, è ovvio.

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Firme contro l'autovelox sulla circonvallazione (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il comitato si riunisce in via Cecchi Firme contro l'autovelox sulla circonvallazione FUCECCHIO. Va avanti il comitato contro gli autovelox. "Siamo già una decina di aderenti, tra cui due sindacalisti, uno della Uil e uno dell'Ugl - dice il promotore Stefano Cartocci -. Ma molte più persone mi hanno chiamato per chiedermi consigli riguardo a ricorsi". Lunedì prossimo, alle 21,15 in via Cecchi (presso la sede Uil), andrà in scena la prima riunione ufficiale. Si parlerà di una serie di iniziative da realizzare. Tra cui potrebbe emergere quella della raccolta di firme per far spegnere alcune macchinette nel territorio fucecchiese (la più contestata quella nuova sulla circonvallazione). "Ma lo scopo è anche quello di costituire un gruppo di ascolto e di primo aiuto a chi pensa di aver subito vessazioni da questi strumenti che vengono usati dalle amministrazioni comunali anche nel nostro territorio dove vi sono state proteste in tutti i Comuni. è necessirio organizzarsi perché il singolo cittadino di fronte alla burocrazia e al potere di chi comanda è debole (si deve difendere inoltre a spese sue) finanziariamentee e politicamente". Chiunque vorrà avere informazioni o aderire al comitato può farlo telefonando al 339/4375143, 0571/260990. Chiaramente la riunione di lunedì è aperta a tutti.

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Gli sportelli per persone disabili non chiuderanno (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Avezzano Gli sportelli per persone disabili non chiuderanno Comuni e Comunità montane si impegnano a finanziare il progetto CIVITELLA. Gli sportelli sociali istituiti nell'ambito del progetto comunitario Pass, non chiuderanno. A deciderlo sono stati ieri il comune di Avezzano e le comunità montane Valle Roveto, Valle del Giovenco e Marsica 1 che hanno siglato, nella sede della comunità montana Valle Roveto, un protocollo di rete con il quale si impegnano a finanziare gli sportelli. Il progetto era infatti giunto al termine, ma l'utilità di queste filiali del sociale hanno spinto gli amministratori ad impegnarsi per farli continuare a vivere. Ogni giorno gli operatori sociali sono a disposizione negli sportelli del comune di Avezzano, di Carsoli, della comunità montana Valle Roveto e Valle del Giovenco. Questo servizio è fondamentale per i cittadini disabili che spesso non sanno come orientarsi nella burocrazia italiana. "Un ottimo traguardo per il sociale", ha dichiarato Domenico Mancini, assessore alle politiche sociali di Avezzano, "ma non dobbiamo fermarci qui. Il nostro obiettivo deve essere quello di formare una rete permanente di sportelli unici per soddisfare al meglio le richieste dei cittadini". Prestando quotidianamente un servizio socio-sanitario, gli sportelli unici, riescono ad intercettare i bisogni sociali dei cittadini e a comunicarli poi alle istituzioni competenti in materia. "Abbiamo investito su questi servizi", ha dichiarato il presidente della Comunità montana Valle Roveto, Marcello Di Cesare, "perché sappiamo quanto sono importanti per i cittadini. Noi ascoltiamo i bisogni del prossimo e cerchiamo di aiutare tutti per quanto ci è possibile. Chiudere degli enti come il nostro significherebbe uccidere un cavallo che traina un carro pieno di solidarietà e altruismo". Eleonora Berardinetti.

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Meno corsi di laurea e stipendi legati al merito (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il ministro Maria Stella Gelmini presenta le linee guida della nuova università: "Lavoro per un sistema competitivo" Meno corsi di laurea e stipendi legati al merito ROMA. Nuovo sistema di reclutamento docenti, stipendi legati al merito, sfoltimento dei corsi di laurea, più soldi ai dottorandi, più collegi, più prestiti d'onore per gli studenti. Sono all'insegna del trinomio "merito-autonomia-valutazione" le linee guida della nuova università italiana presentate dal ministro Maria Stella Gelmini alle commissioni di Camera e Senato. "Lavorerò per un sistema competitivo" ha detto il ministro illustrando un percorso che farà a meno dell'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione dell'Università e della ricerca voluta dal suo predecessore Mussi, perchè è "una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia e rigidità" e "non è ciò di cui abbiamo bisogno". Il reclutamento dei docenti avrà un "doppio filtro": prima una verifica nazionale di idoneità, poi le università sceglieranno i propri prof dalla lista nazionale di idonei (in cui potranno essere inclusi anche studiosi che lavorano all'estero, italiani o stranieri) e potranno chiamare anche docenti che non provengano dal mondo accademico. Il merito e la responsabilità dovranno inoltre concorrere a determinare una parte della retribuzione del professore e del ricercatore e "il contratto nazionale fisserà solo la retribuzione di base". Merito che varrà anche per i finanziamenti pubblici agli atenei: una parte sarà legata ai risultati e alla qualità di ricerca e didattica. Il ministro si è poi detta pronta ad aiutare le università indebitate con piani pluriennali di rientro, vincolandoli però a "una gestione responsabile e virtuosa della spesa". Inoltre si punterà alla parità delle condizioni finanziarie delle strutture pubbliche e private che rispettino severi requisiti. Per quanto riguarda i corsi di laurea, saranno sfoltiti perché ce ne sono 3.200 di primo livello contro gli 800 della Germania e "troppo spesso sono a misura di professore e non di studente". Va poi messa mano anche a dottorati e master "troppo spesso aree di parcheggio da cui pescare mano d'opera a basso costo". E ci saranno da subito 240 euro mensili in più per le borse di studio al fine di "valorizzare" il dottorato di ricerca. Per gli studenti fuorisede saranno creati, con l'aiuto degli enti locali, nuovi collegi-campus. Sarà anche resa più facile l'erogazione dei prestiti d'onore e si pensa di differire il pagamento di parte delle tasse universitarie nelle prime dichiarazioni dei redditi. Sul fronte della ricerca, il ministro incentiverà il finanziamento privato con agevolazioni per le piccole e medie imprese, avviare un'indagine sugli enti di ricerca per "individuare i rami secchi" e "spoliticizzarli": per questo i vertici saranno nominati in una rosa proposta da "search commitee" composti da esperti. (m.v.).

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Quelle strade sono vitali (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino di Padova, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Altre Quelle strade sono vitali Dopo la tornata elettorale e l'insediamento del nuovo Governo ci sembra opportuno tornare a parlare di infrastrutture ed in particolare di quelle padovane e venete. Ora non ci sono più alibi, visto e considerato che c'è un Governo che ha dichiarato le medesime parte integrante del programma. Ed è anche giunto il tempo di mitigare le polemiche politiche, attizzate recentemente dal libro-intervista del governatore Galan, che pur possedendo indubbie qualità di governance dovrebbe smorzare certi suoi atteggiamenti di fustigatore dei politici. E' visibile a tutti che le nuove infrastrutture regionali sono in sofferenza, vuoi per i "paletti" degli ambientalisti estremi, vuoi per le difficoltà interposte dai Ministeri e per le lungaggini burocratiche di Palazzo Balbi. D'altra parte è slittata anche l'ultima data per l'apertura del Passante di Mestre, che doveva essere inaugurato il 2 maggio e chissà se sarà rispettata la nuova scadenza del 31 dicembre 2008. E per gli automobilisti una spiacevole sorpresa: un aumento di 0.50 euro per ogni tratto autostradale. Non tutte le colpe sono della Regione, ma una maggiore attenzione doveva essere riservata all'iter dell'importante opera infrastrutturale, che anche per colpa del Ministero dell'Ambiente del Governo Prodi, ha dovuto subire forzati rallentamenti. Esiste poi il "buco nero" della A28, che a causa di un tratto di 4 km. è ferma da oltre 10 anni. Un altro elemento negativo sono gli stop della Pedemontana veneta, che forse non vedrà l'inizio dei lavori nemmeno nel 2009. Anche la Valdastico Sud subisce continui stop e rallentamenti che ne impediscono l'avanzamento. E altre importanti arterie subiscono rallentamenti o blocchi e per diversi motivi - contestazioni ambientali, mancanza di fondi, diatribe tra le imprese partecipanti e lentezza della burocrazia regionale. Ciò è grave se pensiamo che la viabilità esistente è al collasso, l'inquinamento è insopportabile e gli incidenti in progressivo aumento. E le ferrovie, così importanti per ridurre l'inquinamento, sono in uno stallo totale. La Tav procede a rilento, tra contestazioni e boicottaggi; la Gronda Sud non decolla. perché fortemente contestata da Comitati e Amministrazioni comunali. Essa sarebbe un'opera indispensabile per baypassare il tratto ferroviario Padova-Abano-Montegrotto. Esiste poi un inspiegabile rallentamento nella ristrutturazione dei tratti ferroviari necessari alla Sfmr - metropolitana di superficie - per decollare. Insomma c'è ancora molto da fare, se vogliamo aggiornare e migliorare la nostra rete stradale e ferroviaria. E la Provincia di Padova ha un ruolo importante in questa ragnatela di nuove infrastrutture progettate o in fase di progettazione esecutiva. Queste sono alcune strade o superstrade che la Provincia reputa necessarie e urgenti: il Gra e le relative "bretelle"; la Nogara-Chioggia; il completamento della Regionale 10 e della Valdastico. E inoltre l'Intermodale di Padova, la tangenziale Abano-Montegrotto, la circonvallazione sud-ovest di Camposampiero, quella di Piove di Sacco, la complanare di Monselice e la Strada dei Vivai ecc. Quale dovrebbe essere il ruolo delle nuove infrastrutture stradali? Dovrebbero ridurre i tempi di percorso, fluidificare il traffico, aggirare i centri abitati, ridurre l'incidentalità e diminuire l'inquinamento. Questo è il momento per dimostrare che un nuova stagione è arrivata: quella del fare senza se e senza ma. Gianni Genghini Ass. Ambiente e Società.

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Trasparenza? solo a parole (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pontedera. Si assicura una via preferenziale ai consiglieri. Da Fauglia la smentita: per noi 30 giorni di attesa Trasparenza? Solo a parole I Comuni garantiscono copie di delibere in pochi giorni PONTEDERA. Delibere. Atti pubblici per eccellenza. In alcuni Comuni basta un click sul sito per trovarle e scaricarle. In altri garantiscono al cittadino la visione immediata e la consegna di una copia su richiesta formale in pochi giorni. Oppure subito. Via preferenziale assicurata ai consiglieri comunali, in virtù del loro incarico. Ma a Fauglia, gli amministratori di opposizione giurano il contrario: "Da noi l'attesa è di 30 giorni". E burocrazia sia. In cronaca SEGUE A PAGINA 1.

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Delibere del comune dispobili solo a parole (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pontedera Delibere del Comune dispobili solo a parole Gli enti: copie in pochi giorni. Ma qualcuno assicura: non è così Tante amministrazioni hanno messo gli atti sul proprio sito web Tutte garantiscono la visione immediata PONTEDERA. A Capannoli e Castelfranco basta un click sul sito per trovare e scaricare una qualsiasi delibera di giunta e di consiglio. Al Comune di Volterra è sufficiente una richiesta orale per averne la copia immediata. "Noi non abbiamo una grossa mole di domande, quindi tendiamo a soddisfarle subito". Al massimo due o tre giorni di attesa, puntualizzano dalle amministrazioni di Pontedera e Ponsacco. Da Calcinaia aggiungono che il modello di richiesta può essere scaricato dal sito istituzionale. Così, un Comune dopo l'altro, le 25 segreterie intervistate garantiscono che nessun cittadino arriva ad aspettare la sua delibera in copia i 30 giorni previsti dalla legge per l'accesso agli atti nelle amministrazioni pubbliche del Testo unico degli Enti locali. Sulla medesima linea di disponibilità anche Fauglia, dove si sottolinea la via preferenziale garantita ai consiglieri comunali, per l'incarico che rivestono. Ma Alberto Rossi e Paolo Pandolfi, capogruppo l'uno della Campana e l'altro della lista Unitaria per Fauglia giurano il contrario: "Lo viviamo sulla nostra pelle. Per avere un atto ci fanno aspettare lo scadere dei 30 giorni, semplice delibera o altro documento che sia". Da San Miniato e da Lari spiegano: "Più l'atto richiesto è semplice, facilmente reperibile e maggiore è la velocità con cui andiamo incontro alle persone". "Se si tratta di un documento recente - aggiungono da Buti - cerchiamo di consegnare subito la copia; se va cercato in archivio, possono trascorrere 2-3 giorni". Così quantomeno a parole, almeno per atti pubblici basici come le delibere di giunta, niente burocrazie e attese interminabili per il comune cittadino. Che ovunque può consultare e prendere visione immediata dei documenti. Strada spianatissima in ogni Palazzo - o quasi - per i consiglieri comunali, in virtù del loro ruolo. "Quello di accedere agli atti immediatamente e prenderne anche copia non è solo un diritto, bensì un dovere che hanno verso i cittadini. Ovviamente loro non devono compilare nessuna richiesta scritta e non devono pagare il costo della copia", continuano da Santa Maria a Monte. Francesco Turchi e Francesca Suggi.

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L'esercito sulle stradeè un segnale fortedella decadenza italiana (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Giorgio oldoini La democrazia non è una formula dogmatica, ma una realtà storica che corrisponde all'evoluzione politica di un popolo. Con buona pace dei giuristi, non è il diritto a determinare il grado di civiltà di un popolo, ma il livello d'adeguamento alle leggi da parte dei cittadini. Il compito delle istituzioni è proprio quello di garantire la certezza del diritto; in caso contrario, esse sono inutili e dannose. Gli esempi del divario esistente in Italia tra Paese legale e Paese reale, sono infiniti. L'abrogazione della preferenza doveva evitare il voto di scambio: si è così rafforzato il potere delle segreterie di partito, che possono oggi proporre gli attivisti più inetti. Per contrastare l'azione di qualche cricca mafiosa, il legislatore ha aumentato il potere delle camorre partitiche. Grazie alla rivoluzione liberale, le minoranze hanno il diritto di esistere, di organizzarsi e di esprimersi politicamente. Ma se un piccolo gruppo si prefigge di attuare azioni continue di disturbo, allo scopo di contare di più, alla maggioranza non resta che difendersi introducendo una soglia di sbarramento. Nessun sistema sociale può fondarsi sull'individualismo anarchico; il deputato che viene eletto in un partito e pretende di essere sempre libero di votare "secondo coscienza", alla lunga finisce per ledere la credibilità dell'intero Parlamento. A Hong Kong, città di sette milioni di abitanti, il potere è nelle mani di circa mille persone suddivise in classi gelose delle rispettive zone d'influenza. Questo tipo di potere concentrato e senza mediazioni, l'esatta negazione della democrazia, rende più agevole assumere le decisioni giuste. All'assenza di democrazia si deve l'esplosione improvvisa di ricchezza selvaggia in quella parte del mondo, entrata con noi in diretta competizione. I sindacati sono sorti per difendere i lavoratori dai padroni che li mettevano in concorrenza esasperata per poterli pagare di meno. Alla fine, i sindacati hanno preferito raggiungere la posizione classica del gruppo privilegiato, permettendo abusi diffusi nella sfera dei diritti tutelati, favoriti da una giurisprudenza lavoristica che non aveva uguali nei tribunali europei. I più modesti sindacati di base che occupano gangli vitali delle burocrazie o controllano servizi pubblici, tengono sotto schiaffo l'intera nazione. Il nostro Testo Unico sulle imposte fa invidia a tanti Paesi europei; tuttavia, il livello del "sommerso" giustifica i metodi sbrigativi d'indagine dei controllori tributari. Tutti riconoscono, a parole, la validità di un sistema economico basato sulla libera concorrenza: un complesso potente di forze agisce incessantemente per aggirarla, perché gli imprenditori la vogliono a spese degli "altri" concorrenti. Le Autorità che dovrebbero tutelare il mercato azionario e concorrenziale, si limitano ad una produzione cartacea inutile, che impone gravose corvè ai cittadini più rispettosi. Mani Pulite aveva delegittimato un'intera generazione di politici, i quali si sono vendicati approvando leggi che hanno aumentato l'inefficienza della magistratura, la quale ha finito per raggiungere indici d'impopolarità senza precedenti. A Napoli un Pm dai dichiarati connotati rosso-verdi ha richiesto e ottenuto l'arresto di decine di funzionari pubblici che cercavano di liberare le strade dalla spazzatura. Il presidente del Consiglio in carica, arriva a delegittimare pubblicamente magistrati "comunisti" che lo stanno processando, nell'apparente consenso di una vasta parte dell'opinione pubblica. Il problema delle intercettazioni telefoniche è affrontato secondo gli interessi in gioco (pubblici ministeri, politici, media); le vittime degli abusi, numerosi e sistematici, hanno trovato voce solo dopo che alcuni potenti sono incappati in quel meccanismo. Possiamo ancora pensare di vivere in un sistema democratico? La lotta per la democrazia, per lo Stato degli uomini liberi è innanzi tutto la ricerca di un'etica sociale, di un'etica individuale. La crisi del parlamentarismo, la decadenza delle istituzioni e il loro cattivo funzionamento, la mediocrità dei capi, il sordido materialismo tanto dei ricchi che dei diseredati, spingono al pessimismo sul futuro del nostro sistema di libertà. Non c'è dunque da stupirsi per la decisione di utilizzare l'esercito allo scopo di tenere un minimo d'ordine: la cittadinanza, riconoscente, applaude. giorgio oldoini è manager di impresa. 18/06/2008 La democrazia non è una formula dogmatica, indica l'evoluzione politica di un popolo 18/06/2008.

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Padova, targa per le vittime delle br i condomini: e se imbrattano il muro? - concetto vecchio (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Il caso Per 34 anni la lapide bloccata dagli inquilini: "Erano del Msi". Il sindaco: quel no era una vergogna Padova, targa per le vittime delle Br I condomini: e se imbrattano il muro? Ieri inaugurazione tra le polemiche. Ma in comune già si aspettano un ricorso al Tar CONCETTO VECCHIO DAL NOSTRO INVIATO PADOVA - Per 34 anni ha trionfato la burocrazia: niente lapide al muro del palazzo dove nel 1974 furono uccisi dalle Brigate Rosse Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci. Gli inquilini temevano che gli autonomi avrebbero imbrattato la facciata, essendo le vittime due militanti del Msi. Nei giorni scorsi il sindaco democratico Flavio Zanonato, stufo di una trattativa senza sbocchi, ha firmato un'ordinanza in cui intima l'affissione di una targa in quanto "opera di pubblica utilità". Da ieri la memoria è onorata. Via Zabanella 24, nel ventre di Padova, è una via cruciale nella storia del terrorismo in Italia. Qui alle 10 del mattino del 17 giugno 1974 le Br fecero le loro prime vittime. A sparare materialmente fu un ragazzo di Reggio Emilia, Fabrizio Pelli, 22 anni, che cinque anni dopo sarebbe spirato in cella di leucemia, spalleggiato da Roberto Ognibene, che si fece 18 anni di galera e oggi s'è rifatto una vita a Bologna. Susanna Ronconi era "il palo". Su un'auto, lungo la strada, aspettavano Martino Serafini e Giorgio Semeria. Mazzola era un bell'uomo di sessant'anni, prestato al Msi dal movimento monarchico: teneva la contabilità del partito. Giralucci, agente di commercio, aveva appena 29 anni e una figlia di tre, Silvia, che non serba alcun ricordo diretto del papà. I terroristi cercavano documenti, e una visibilità politica, ma trovarono due uomini. Li uccisero. Silvia Giralucci non è di destra, ma in questi anni ha cercato di salvare la memoria del padre, perché le vittime della violenza non hanno colore. Battaglia a lungo persa. Nel 1998 il condominio negò la lapide, senza mai motivare ufficialmente il motivo. Nel giugno del 2002 si trovò un penoso compromesso: attaccare una targa ad un palo posto accanto al portone, in cui si rammentavano asciuttamente le due "vittime del terrorismo". Quel montante fotografava bene il sentimento della città. Uno stato d'animo d'irresolutezza. Quando il consiglio comunale nel dicembre 2001 aveva deciso d'inserire il 17 giugno tra le date da commemorare. il centrosinistra abbandonò l'aula: tutti salvo uno, il professor Armando Balduino, dei Ds. L'anno scorso Zanonato fece autocritica per quel "falso pudore" che aveva impedito di vedere "fino in fondo ciò che era necessario fare. Ovvero, le istituzioni hanno il compito di ricordare le vittime del terrorismo, tutte le vittime". Così questa primavera è tornato alla carica con gli inquilini, aggiungendo che il Comune si sarebbe accollato le spese di eventuali imbrattamenti. "No", ha spiegato il rappresentante dei condomini al capo di gabinetto. Allora Zanonato ha firmato l'ordinanza e ieri alle 13 gli operai municipali hanno attaccato la lapide al muro. Il palo è stato segato. Soprattutto si legge finalmente il nome delle Brigate Rosse. Ieri la città ha ricordato i suoi morti, davanti a Silvia Giralucci, sua madre, Piero Mazzola, e la vedova di Giuseppe, Giuditta Caccia. Dal discorso di Silvia: "Quando un giovane passerà da via Zabanella saprà che la memoria non è sospesa a un palo e che un sindaco di sinistra ha sfidato l'ignavia di un'assemblea di condominio perché in democrazia non ci devono essere nemici, ma solo avversari con cui confrontarsi". In Comune s'attendono un ricorso al Tar da parte degli inquilini. SEGUE A PAGINA 5.

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Petizione e risposta sconcertante (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

GORO Petizione e risposta sconcertante Dopo anni finalmente si è posto rimedio almeno in parte al problema legato alla viabilità nella centrale Via Gorino (frazione) con l'installazione dei passaggi pedonali rialzati (dissuasori), che obbligano i veicoli specialmente quelli pesanti a limitare la velocità e di conseguenza il pericolo. Purtroppo come spesso succede c'è chi ha studiato il modo di eludere i dissuasori, (pullman, turistici, e altri mezzi pesanti), infatti all'entrata del paese invece di percorrere la via Gorino, svoltano nella vicina e parallela via Paesanti Ellis, una strada stretta già pericolosa, immagiamoci percorsa da mezzi pesanti. Al che i cittadini di quella via sono giustamente insorti promuovendo una petizione popolare, nella quale lamentano: la nuova situazione della via aggravata dallo smog, dal disagio e dalla pericolosità creata dai mezzi pesanti, i danni provocati alle abitazioni, e i continui rumori accentuati dallo spazio limitato della cerreggiata. La petizione (che anche il sottoscritto ha firmato avendo abitato in quella via fino a qualche anno fa), firmata da centinaia di cittadini, è stata inviata al Comune. Credevo come del resto tutti i firmatari che l'Ammnistrazione Comunale una volta venuta in possesso della petizione procedesse ad una verifica di quanto esposto "come da normalità". Invece è stato ordinato con un lavoro durato giorni di rintracciare gli indirizzi dei firmatari i quali sono stati raggiunti da una missiva a dir poco strana, nella quale si chiede di comunicare quali siano i tipi di veicoli che percorrono la strada, se la strada è la via di residenza, e se coloro che hanno firmato sono in possesso di perizie tecniche sullo stato degli edifici. Qundo ho ricevuto la lettera sono rimasto sconcertato come del resto tutti coloro che hanno firmato, non pensavo mai per aver semplicemente firmato una petizione che pone un problema serio e reale di trovarmi dalla parte dell'imputato. Non riesco a capire come una amministrazione comunale che dovrebbe essere al servizio di tutti i cittadini sia prigioniera della burocrazia lontanissima dai problemi della gente... Odino Passarella.

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La macchina legislativa testa la semplificazione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: La macchina legislativa testa la semplificazione Dal 1971 a oggi 7.412 norme approvate, la metà abrogate Mariangela Latella Non confluiscono in progetti organici finalizzati allo snellimento dell'apparato normativo regionale, gli occasionali tentativi di semplificazione legislativa messi in atto, da un decennio a questa parte, dalle Regioni del Centro-Nord. Eccetto che in Toscana, dove è attualmente al vaglio del Consiglio un disegno di legge di semplificazione legislativa e amministrativa, le azioni delle altre assemblee in questo senso sono state sporadiche e non coordinate da un piano specifico con il risultato che la produzione legislativa nell'area negli ultimi cinque anni ha continuato a crescere: +18% nelle Marche, +10% in Toscana, +8% in Emilia-Romagna, +2,8% in Umbria. Dal 1971 a oggi nel Centro Nord sono state promulgate 7.412 leggi e oltre la metà di queste sono state abrogate. La più prolifica è stata la Regione Toscana che ha varato 2.770 leggi regionali (una media di 61 l'anno) abrogandone l'80%,per arrivare alle 545 leggi vigenti. Segue l'Umbria che in 37 anni di attività ha promulgato 1.618 leggi, abrogandone il 39% per un totale di 975 leggi vigenti; quindi l'Emilia-Romagna dove vigono 678 leggi a fronte di un totale di 1.546 leggi promulgate (di cui il 40,5% abrogate). Infine le Marche, dove le leggi in vigore sono 783 a fronte di 1.478 leggi varate nel periodo considerato e 695 abrogazioni (il 47% del totale). "Le regioni hanno male interpretato il loro ruolo che doveva essere di coordinamento e di traduzione di alcune leggi nazionali in regolamenti (pochi) e non in leggi – spiega il politologo Gianfranco Pasquino –. Oggi avrebbe senso parlare di semplificazione legislativa se oltre alla riduzione del numero delle leggi se ne riducesse anche il contenuto prescrittivo. Viceversa non avrebbe senso avere poche leggi con centinaia di articoli. Meno leggi deve significare meno contenuti ". Emilia-Romagna Dopo un periodo caratterizzato da un sistema legislativo che arrivava a promulgare fino a 49 leggi l'anno (come nel 1996), la Regione si è attestata su una produzione di circa una ventina di leggi l'anno. La strada verso un progetto organico di semplificazione sembra però ancora lontana. "Si fa fatica a fare la semplificazione legislativa – ammette Luigi Gilli, vicepresidente del Consiglio regionale –. La proliferazione legislativa è nella natura della burocrazia che vuole sempre poter regolare tutto. Sarebbe preferibile fare atti operativi e concreti di volta in volta, piuttosto che elaborare un piano ". Come quello che dovrà andare in aula entro giugno, ad esempio, per razionalizzare la vigente normativa su trasporti, ambiente e autonomie locali o come i testi unici sul riordino istituzionale e sul governo del territorio da varare entro il 2010. Tra i fattori che ostano alla semplificazione, segnala Gilli, "la carenza di adeguata formazione dei dipendenti della Regione che faticano ad adeguarsi alle nuove norme". Toscana Sono circa 1.300 le leggi che la regione Toscana ha abrogato con una serie di interventi di semplificazione normativa (nel 1999, 2000 e 2002) che hanno condotto al progetto di legge, attualmente al vaglio del Consiglio regionale che abrogherà ulteriori 200 norme e ben 209 regolamenti. "Il Pdl – spiega il primo firmatario Federico Gelli, vicepresidente della Toscana – punta da un lato alla semplificazione amministrativa a favore dei cittadini e delle imprese e alla riduzione dei tempi di espletamento dei procedimenti amministrativi (con la previsione di un indennizzo in caso di ritardi) e, dall'altro, alla riduzione dell'apparato legislativo regionale. Questa riforma va ad aggiungersi al lavoro di accorpamento normativo in testi unici svolto negli ultimi anni che ha portato all'approvazione di quello sul turismo, sul commercio,sull'istruzione, sul territorio e sulla gestione faunistica". Marche Sostanzialmente due i provvedimenti che, negli ultimi anni, hanno determinato nelle Marche l'abrogazione di 301 leggi regionali: la Lr 10 del 2001 e la 7 del 2003 che se da un lato prevede la soppressione del Comitato regionale di controllo e delegificazione in materia di organismi regionali, dall'altro abroga 95 leggi. "Negli ultimi anni abbiamo abrogato quasi 700 leggi. Circa il 60% – spiega Paolo Londrillo, dirigente Attività istituzionali legislative e legali della Regione – erano modifiche a disposizioni precedenti, norme costituite da uno o due articoli". Umbria Con un totale di quasi mille leggi vigenti, l'Umbria è la regione con l'apparato normativo più corposo dell'area, tuttavia nel corso del 2007 è intervenuta una riforma di riordino di tutto il sistema amministrativo regionale, che si dovrebbe concludere tra la il 2009 e il 2010 attraverso la redazione dei testi unici per materia. "Qui il fenomeno della legislazione regionale si è sviluppato senza razionalità tecnica – spiega Vincenzo Riommi, assessore agli Affari istituzionali, riforma della Pa, programmazione e organizzazione della Regione –. Abbiamo un sedimentato di leggi, leggine e norme che rende necessario più che semplificare, ripulire le norme esistenti. Come nel caso della riforma di delegificazione dell'organizzazione regionale varata nel 2005 per superare la logica della legislazione di dettaglio che determinava un irrigidimento nella struttura e un meccanismo perverso di proliferazione legislativa". LA PROLIFERAZIONE Negli ultimi cinque anni la produzione di leggi è cresciuta del 18% ad Ancona, sei volte il trend registrato a Perugia.

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Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle coopPalermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo Batte la francia 2 a 0: qualificataCaso Mills, Berlusconi ricusa il giudice L'Anm: "Non può denigrare le toghe" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? 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Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle coopPalermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo Batte la francia 2 a 0: qualificataCaso Mills, Berlusconi ricusa il giudice L'Anm: "Non può denigrare le toghe" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Così le tecnologie ci cambiano la vita Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? 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Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La Sapienza e il rito dell'intolleranza (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... 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E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle coopPalermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo Batte la francia 2 a 0: qualificataCaso Mills, Berlusconi ricusa il giudice L'Anm: "Non può denigrare le toghe" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. 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Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle coopPalermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo Batte la francia 2 a 0: qualificataCaso Mills, Berlusconi ricusa il giudice L'Anm: "Non può denigrare le toghe" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Racconta anche tu la partita della tua vita (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (17 votes, average: 3.06 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 75 ) " (39 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 93 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 23Apr 08 Racconta anche tu la partita della tua vita Nelle pagine dello sport del "Giornale", otto firme del nostro quotidiano (direttore Mario Giordano incluso) raccontano la loro partita della vita, l'incontro di calcio, quell'attimo fuggente fatto di emozione e di stupore, che ha segnato i loro ricordi legati allo sport più bello e più popolare del mondo (leggi gli articoli). E voi? Qual è la partita della vostra vita? Provate a raccontarla diventando per un momento giornalisti sportivi. Non scrivete troppe righe e buon divertimento. In fondo il mio blog ha, come sottotitolo, "Cronache di ordinaria quotidianità (ma non troppo)". Così possiamo per una volta divagare. A proposito, sapete qua è la mia partita della vita? Inter-Pisa, campionato 1983. Lavoravo a "il Tirreno" di Livorno e fui inviato a Milano, con il collega Marco Barabotti a seguire la partita. Rientro in redazione col primo aereo, scrittura di articoli per lo sport e per l'edizione di Pisa fino a mezzanotte. Poi, all 5 del mattino presi un treno per Milano e alle 11 firmai il contratto per lavorare al "Giornale". Grande partita. A proposito, sono interista, ma quel giorno vinse il Pisa. Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (131 votes, average: 1.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (38) Ultime discussioni roberto: 2008 milano dopo anni che non la frequentavo a prima vista mi sembrava vecchia, fuori moda,obsoleta. per le... Marco De Vivo: Da elettore di destra.destra provo anche un po' di pena per Veltroni. Vorreidargli qualche... marcella trevi: Lorenza Bonaccorsi, della serie: "mio nipote di 2 anni è piu' preparato!" Se le... tarantini loretta: ho 66 anni percepisco una pensione di 400euro al mese quando ho pagato le bollette ditemi voi cosa... ENIO TERRACCIANO: Non è Walterino a sbagliare sono gli italiani che cominciano a capire almeno dopo 60 anni che... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News C'ERA UNA VOLTA IL DIALOGOIran, Frattini frena: "Un attacco aereo? Sarebbe catastrofe"La Ue: l'Italia chiarisca sgravi fiscali alle coopPalermo, un accordo tra mafiosi e massoni per ritardare i processiE l'Italia fa "l'impresa" a Zurigo Batte la francia 2 a 0: qualificataCaso Mills, Berlusconi ricusa il giudice L'Anm: "Non può denigrare le toghe" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (1) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali La Sapienza e il rito dell'intolleranza Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo E Walter diventa il "premier ombra" Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra Racconta anche tu la partita della tua vita Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La primavera dell'industria (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-18 - pag: 5 autore: DALLA PRIMA La primavera dell'industria Infatti queste imprese, che con i distretti generano gran parte del surplus commerciale italiano, si sono razionalmente specializzate in prodotti di alta qualità e prezzo, collocati in nicchie di mercati mondiali che esse stesse hanno costruito. Così sono diventate anche "multinazionali leggere", avvantaggiandosi competitivamente sia rispetto a Paesi con basso costo del lavoro sia rispetto alle "multinazionali pesanti" con economie di scala. Una realtà diversa dall'analisi del Fondo monetario internazionale ( Il Sole 24 ore del 12 giugno) che, pur riconoscendo il nostro successo nelle esportazioni manifatturiere ad alta qualità con prezzi crescenti, non riesce a spiegarlo con gli indicatori standard di produttività e competitività e perciò finisce per classificarlo come "materia oscura". Gli analisti dell'Fmi si dicono sorpresi dal successo della nostra manifattura e, pur ridimensionando il loro pessimismo sull'Italia, concludono che rimane il nostro divario di competitività, causato sia dalla nostra specializzazione produttiva in settori industriali a bassa crescita e tecnologia sia dalla nostra debolezza nei servizi e nell'attrazione di investimenti esteri. Speriamo che da ciò non discendano affermazioni rituali sul fatto che la nostra manifattura non durerà a causa delle "imprese famigliari" e dei "prodotti maturi" accompagnate da prescrizioni astratte come quella di abbandonare l'industria passando ai servizi. Crediamo invece che ci sia un futuro per un'Italia industriale, forte per i suoi distretti e meta-distretti (aree con elevata interazione tra distretti corrispondenti a Comuni, anche distanti tra loro, in cui si concentrano imprese di una stessa filiera strategica) di piccole e medie imprese (Pmi) e per le sue colonne manifatturiere. Gli imprenditori italiani, ormai abituati alla concorrenza internazionale, ragionano infatti su parametri oggettivi di produttività e competitività e chiedono coerenza razionale alla politica economica e più efficienza al sistema-Paese, dove ci vorrebbero subito alcune riforme a costo zero, tante volte promesse, qualche volta tentate, mai attuate. Questa è anche la linea di fondo della relazione tenuta lunedì scorso da Giorgio Squinzi all'assemblea annuale di Federchimica. è un parere che conta perché la chimica italiana ha riconquistato con le Pmi e con le multinazionali flessibili, malgrado tante avversità e tanti avversari, nicchie internazionali caratterizzate alti e riconosciuti standard qualitativi, di ricerca e ambientali. La prima richiesta di Squinzi alla politica è quella di alleggerire i gravami burocratici e normativi che costano alle imprese italiane l' 1% del Pil: una riforma che ridurrebbe la spesa pubblica,migliorando l'efficienza di un sistema da governare con una regolamentazione snella e con controlli efficaci, come richiesto anche dal progetto della Commissione europea sulla "Better regulation". L'Italia farebbe subito un bel passo avanti con una normativa , una burocrazia e una fiscalità da efficiente "back office" in linea con i migliori standard europei, da non confondere con i "bad office" dove l'impresa e il cittadino diventano sudditi. In questo timore sta anche una causa della scarsaattrattività italiana per gli investimenti esteri che, al contrario, sarebbero ben lieti di entrare in un Paese dove la creatività imprenditoriale e la capacità delle maestranze e della manifattura matura sono alte. Alberto Quadrio Curzio MULTINAZIONALI "LEGGERE" Le nostre aziende sono sempre più competitive nei loro mercati di nicchia, ma chiedono una maggiore assistenza al sistema-Paese.

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La competitività entra in ateneo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-06-18 - pag: 15 autore: La competitività entra in ateneo Gelmini: autonomia, valutazione e merito per università e ricerca di Alessia Tripodi M inistero aperto ai giovani, docenti scelti dagli atenei e una valutazione che venga anche dal basso, cioè dagli studenti e dai genitori. Un "sistema competitivo" con più internazionalizzazione, nuovi collegiper i fuori sede e incentivi al finanziamento privato della ricerca. è la strategia del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che ieri ha presentato alle commissioni di Camera e Senato le linee programmatiche del suo dicastero per il settore dell'università e della ricerca.Annunciando anche l'arrivo degli aumenti per le borse di studio dei dottorandi di ricerca,una misura proposta dal senatore Giuseppe Valditara e già contenuta nella Finanziaria per il 2008, che garantirà agli studiosi un aumento di 240 euro mensili. Così come per la scuola, anche per università e ricerca l'azione di Viale Trastevere sarà incentrata su "autonomia, valutazione e merito". E per fare questo, Gelmini intende "spalancare le porte del ministero ai giovani docenti e ricercatori" e "favorire l'ingresso di nuove leve nelle università " visto che "oggi in Italia solo il 15% dei dirigenti, l'8% dei professori associati e l'1% degli ordinari ha meno di 40 anni". No all'Anvur L'autonomia degli atenei deve diventare più responsabile. Da qui bisogna partire, secondo il ministro, per garantire a famiglie e aziende la possibilità di scegliere le università con i risultati migliori. Per questo gli atenei saranno chiamati a pubblicare online dati sugli sbocchi professionali dei loro studenti e sulla produzione scientifica realizzata anno per anno. Un nuovo livello di valutazione, dunque, che si affiancherà a quella dall'alto, il quale dovrà "legare una parte dei finanziamenti pubblici ai risultati ottenuti dalle università". E per il ministro, l'Anvur, l'Agenzia nazionale per la valutazione di università e ricerca, "non è ciò di cui abbiamo bisogno", perché "è una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia e rigidità". Sarà necessario, dunque, rivedere la struttura dell'Agenzia, per mettere in campo un sistema di valutazione "integrato", che tenga conto anche della capacità degli atenei di attrarre finanziamenti europei e privati, del numero dei brevetti, dei corsi in lingua inglese, del tasso di occupazione dei laureati coerente con il titolo di studio. Criteri di accreditamento così severi potranno "garantire pari condizioni finanziarie per le strutture pubbliche e private che li rispetteranno". Nel frattempo, il ministro assicura che "è allo studio una proroga" del Comitato dati, indagini e ricerche (Cnvsu) e del Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr). Nuovo reclutamento Il reclutamento dei docenti dovrà prevedere due fasi. Una prima verifica nazionale, con la quale la comunità scientifica metterà a punto una lista di idonei, e una seconda fase, dove saranno gli atenei a scegliere tra gli idonei i professori che ritengono più adatti. Un meccanismo che, secondo il ministro, "indurrà gli atenei a scelte responsabili". Per favorire l'internazionalizzazione, nella lista dovranno essere compresi anche studiosi che lavorano all'estero, italiani o stranieri. Il merito e la responsabilità, poi, peseranno anche sulla retribuzione dei prof. "Questo sistema si richiama all'impostazione della riforma di Letizia Moratti – spiega Gelmini – che non ha purtroppo avuto attuazione e che ritengo opportuno, invece, applicare". Il ministro ha poi annunciato la proroga fino al 30 novembre dei bandi per i concorsi da ordinario e associato e ha assicurato "interventi urgenti" per scongiurare il congelamento dei 40 milioni di euro per il 2008 e degli 80 per il 2009 che la Finanziaria del 2007 aveva previsto per l'assunzione dei ricercatori, subordinandoli, però, all'emanazione del regolamento sui nuovi concorsi voluto dall'ex ministro Mussi e bocciato dalla Corte dei conti. Una misura che farà aumentare il numero dei ricercatori, attualmente molto simile a quello di ordinari e associati (23mila ricercatori contro un totale di 38mila tra ordinari e associati), che fa assomigliare il sistema "a un cilindro - dice il ministro - più che a una piramide". Aiuti agli atenei Per gli atenei in difficoltà finanziaria arriverà l'aiuto del ministero, che prevede piani di rientro del debito vincolati, però, a "una gestione responsabile e virtuosa della spesa". Sul tema delle risorse, il ministro punta soprattutto sulla ricerca, che è "sottofinanziata ", visto che l'Italia investe solo l'1,09% del Pil, contro la media Ocse del 2,26%, e rispetto alla quale vanno "incentivati gli investimenti privati ", operando, allo stesso tempo, una "spoliticizzazione dei centri di ricerca ". Gli interventi di razionalizzazione riguarderanno anche il "3+2", che ha prodotto, secondo il ministro, troppi corsi (3.200 solo di primo livello, contro gli 800 della Germania), "spesso - spiega Gelmini - a misura di professore e non di studente". Giro di vite anche per dottorati e master, "in molti casi un'area di parcheggio da cui pescare manodopera accademica a basso costo". Revisione in vista anche per i test a numero chiuso sui quali "chiederò un parere alle commissioni di Camera e Senato - ha detto - per migliorarli e renderli più meritocratici". Per aiutare poi gli studenti a vivere l'università non come "un esamificio" ma come una comunità, il ministro punta alla creazione di nuovi campus, ma anche a rendere più facile l'erogazione dei prestiti d'onore per gli studenti, ai quali sarà offerta la possibilità di differire il pagamento di parte delle tasse nelle prime dichiarazioni dei redditi. Intanto, ieri il Cun, il Consiglio universitario nazionale, ha presentato il suo programma di lavoro sul rilancio dell'università. Finanziamenti alla ricerca, costi dell'insegnamento, età e invecchiamento dei vari livelli della docenza, attuazione della riforma, proposte di revisione e agenzia di valutazione sono alcuni dei temi di cui si discuterà nel convegno nazionale in programma oggi e doma-ni a Roma e rispetto ai quali il presidente, Andrea Lenzi, ha verificato "grandissima sintonia di vedute con il ministro ". PROFESSORI E RICERCATORI Il reclutamento sarà in due fasi: le facoltà sceglieranno i docenti da una graduatoria nazionale Verso la proroga dei concorsi per gli ordinari e gli associati Il ministro Mariastella Gelmini IMAGOECONOMICA.

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Università, si punta sul merito (sezione: Burocrazia)

( da "Libertà" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Più soldi ai dottorandi e prestiti d'onore agli studenti: è la ricetta Gelmini roma - Nuovo sistema di reclutamento docenti, stipendi legati al merito, sfoltimento dei corsi di laurea, più soldi ai dottorandi, più collegi, più prestiti d'onore per gli studenti. Sono all'insegna del trinomio "merito-autonomia-valutazione" le linee guida della nuova università italiana presentate dal ministro Maria Stella Gelmini alle commissioni di Camera e Senato. "Lavorerò per un sistema competitivo" ha detto il ministro illustrando un percorso che farà a meno dell'Anvur, l'Agenzia nazionale di valutazione dell'Università e della ricerca voluta dal suo predecessore Mussi, perchè è "una costosissima struttura ad alto tasso di burocrazia e rigidità" e "non è ciò di cui abbiamo bisogno". Innanzitutto il reclutamento dei docenti avrà un "doppio filtro": prima ci sarà una verifica nazionale di idoneità, poi le università sceglieranno i propri prof dalla lista nazionale di idonei (in cui potranno essere inclusi anche studiosi che lavorano all'estero, italiani o stranieri). Il merito e la responsabilità dovranno inoltre concorrere a determinare una parte della retribuzione del professore e del ricercatore e "il contratto nazionale fisserà solo la retribuzione di base". Merito che varrà anche per i finanziamenti pubblici agli atenei: una parte sarà legata ai risultati e alla qualità di ricerca e didattica. Il ministro si è poi detta pronta ad aiutare le università indebitate con piani pluriennali di rientro, vincolandoli però a "una gestione responsabile e virtuosa della spesa". E ci saranno da subito 240 euro mensili in più per le borse di studio al fine di "valorizzare" il dottorato di ricerca. Per gli studenti fuorisede saranno creati, con l'aiuto degli enti locali, nuovi collegi-campus. 18/06/2008.

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La corsa della semplificazione (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: La corsa della semplificazione In Veneto dal 1970 a oggi abrogate 1.158 leggi - Sono 726 i provvedimenti vigenti Erminia della Frattina VENEZIA Imprenditori, professionisti e in generale cittadini, tutti a rischio "inquinamento legislativo". Sommersi da carte e burocrazia, ma soprattutto da un'inflazione normativa che ingolfa l'attività delle imprese e arriva a bloccare persino la macchina della giustizia, e che richiede uno snellimento immediato. Così le Regioni, chiamate a svolgere questa complicata "cura dimagrante", che in gergo tecnico si chiama semplificazione normativa, hanno organizzato, scegliendo strade diverse, un riordino dell'assetto legislativo attraverso abrogazioni, redazione di leggi organiche di settore o Testi Unici. In Veneto, dove un ufficio legislativo è addetto anche alla semplificazione delle norme in eccesso, risultano complessivamente 1.922 le leggi approvate dal 1970 fino a oggi. Di queste, 726 sono attualmente vigenti, di cui 170 sono di novellazione (quelle che modificano una legge precedente ma non hanno una loro autonomia); 1.158 le leggi abrogate, 25 sono leggi di bilancio, 13 sono ad effetto esaurito (cioè che hanno esaurito la loro funzione o che prevedevano un termine, come le leggi di proroga). Questa la situazione del Veneto aggiornata al 31 dicembre 2007, dalla quale emerge appunto l'alto numero di leggi abrogate (1.158), segno evidente secondo i tecnici dell'ufficio legislativo di una consolidata best practice della Regione: quella di procedere periodicamente ad abolizioni espresse. Analizzando poi nel dettaglio la produzione legislativa dal 1970 ad oggi suddivisa per macrosettori, la fetta più ampia di interventi normativi risulta quella relativa allo sviluppo economico e alle attività produttive (443 leggi approvate); seguono i servizi alla persona e alla comunità (440 leggi),l'ordinamento istituzionale (368), il territorio, l'ambiente e le infrastrutture (362) e la finanza regionale (237). D'altro canto, anche l'andamento stesso della produzione normativa è mutato di legislatura in legislatura, spostandosi da una produzione di 388 leggi approvate durante la seconda legislatura alle 80 dell'ottava legislatura, quella attualmente in corso. La produzione legislativa è decisamente diminuita quindi, ma c'è anche una attenzione forte da parte del legislatore regionale a "fare pulizia", semplificando e abrogando norme sostituite da altre o accorpandole in Testi unici. Una recente proposta di legge, la n.307 del 26 marzo 2008, che sta ora cominciando il suo iter in Consiglio, intende diventare una nuova legge di abrogazione, nel solco delle tante iniziative di semplificazione portate avanti fino ad oggi dalla Regione Veneto e dal suo ufficio legislativo. Ora questo progetto di legge, di iniziativa dell'ufficio di Presidenza (segno importante di quanto l'organo di indirizzo del Consiglio si muova nella linea della semplificazione) e costituito da un unico articolo, intende ridurre ulteriormente, attraverso un'abrogazione espressa, alcune leggi regionali non più operanti. Il Pdl propone infatti l'eliminazione di 45 leggi regionali e di due regolamenti. Ma è solo l'ultimo (in ordine di tempo) dei tanti strumenti utilizzati dagli organi regionali preposti per attuare l'obiettivo di snellire l'apparato normativo. Tra le tante iniziative di "pulizia", la prima è stata la Legge Finanziaria del 1995, che conteneva un allegato con 178 leggi abrogate. In seguito la Finanziaria di due anni dopo abrogava altre 58 norme regionali. Per arrivare alla prima legge regionale di abrogazione, la n.15/2000, con la quale sono state cancellate espressamente 127 leggi fino allora in vigore. Qualche anno dopo arriva la seconda legge regionale di abrogazione, la n.3/2004, con la quale si è anche ritenuto di procedere alla cancellazione delle leggi di bilancio e di rendiconto delle precedenti legislature, cassando complessivamente ben 255 leggi regionali, di cui 129 di bilancio. "Si tratta di leggi non più operative, e per questo andrebbero classificate come leggi ad effetto esaurito – si legge nel Pdl – o come leggi di novellazione, o di proroga".Infine l'ufficio di Presidenza del Consiglio regionaleha dato mandato all'ufficio legislativo di produrre quest'anno due bozze di testi unici non innovativi di coordinamento, su materie ancora da definire. "Il Veneto non possiede ancora uno Statuto – sottolinea Mirella Gallinaro, responsabile dell'ufficio legislativo – quindi non esiste una programmazione che stabilisce chiaramente delle linee guida. Nonostante questo, il Consiglio regionale dimostra un'enorme attenzione per la questione, tanto che si è fatto carico del lavoro di semplificazione, che in altre regioni spetta alla Giunta". erminia.dellafrattina@ilsole24ore.com LE MATERIE La maggior parte delle norme emanate riguarda il settore delle attività produttive con 443 testi IN PROGRAMMA è già approdata all'esame del Consiglio una Pdl che intende abrogare 45 atti territoriali e due regolamenti.

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Vendemmia, un registro ad hoc per gli stagionali (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-06-18 - pag: 12 autore: Bolzano. Assunzioni più veloci Vendemmia, un registro ad hoc per gli stagionali Massimiliano Bona BOLZANO Grazie a una convenzione ad hoc con Inps e Inail la Provincia di Bolzano ha varato una serie di modifiche per regolamentare il lavoro occasionale, in particolare quello legato alla vendemmia e, per ora, con durata fino al novembre 2008. Questo tipo di accordo, reso possibile dal decreto legislativo 276/2003 e in piena sintonia con il decreto ministeriale del marzo 2008, dovrebbe aiutare in particolare giovani e pensionati. "è difficile quantificare a priori il fabbisogno – spiega la vicepresidente della giunta provinciale e assessore al lavoro Luisa Gnecchi –ma l'intento della convenzione è quello di snellire le pratiche e ridurre la burocrazia di questo settore". Le modifiche prevedono la creazione di un registro separato presso l'ufficio del lavoro, l'Inps e l'Inail, dove saranno iscritte tutte le persone che daranno la loro disponibilità. Il datore di lavoro potrà rivolgersi all'ufficio del lavoro per avere i nominativi e potenziare il proprio organico soprattutto nel periodo di maggior bisogno. Semplici anche le modalità di pagamento, definite d'intesa con il direttore dell'Inps Antonio Giuseppe Morciano e il direttore dell'Inail Robert Pfeifer. Il datore di lavoro che vuole ricorrere a prestazioni di lavoro occasionale di tipo accessorio, nel caso specifico il coltivatore diretto o l'imprenditore agricolo, deve acquistare presso le rivendite autorizzate uno o più libretti di buoni, il cui valore nominaleè stato fissato in 10 euro ciascuno. I buoni saranno utilizzati per pagare il lavoratore che, a sua volta, li riscuoterà direttamente presso il concessionario del servizio. "Il concessionario – spiega l'assessore Gnecchi – paga le spettanze, che sono esenti da imposizione fiscale, registra dati e codice fiscale della persona che presenta il buono ed effettua il versamento dei contributi previdenziali, pari al 13%, alla gestione separata Inps. Sono previsti anche contributi a fini assicurativi contro gli infortuni nella misura del 7% e viene trattenuto anche l'importo per il rimborso delle spese, pari al 5% del valore nominale del buono". Non cambierà nulla, invece, per le imprese familiari, alle quali si applica la normale disciplina contributiva e assicurativa del lavoro subordinato. L'iniziativa, come conferma l'assessore all'agricoltura Hans Berger, ha riscosso particolari consensi anche in seno al Bauernbund, l'associazione dei contadini altoatesini. "La reputo una proposta intelligente – spiega Berger –, destinata ad avere buoni riscontri. L'obiettivo della sperimentazione è duplice: si mira da un lato a verificare l'efficacia della nuova tipologia di rapporto di lavoro, anche con riferimento all'emersione del lavoro nero, e dall'altro ad ottimizzare le procedure per l'avviodi prestazioni di lavoro occasionale". La Provincia punta quindi a sperimentare l'applicazione di un particolare modello di servizio e a verificare, dati alla mano, le dinamiche legate ai flussi informativi tra i soggetti coinvolti nella sperimentazione e nella gestione di un sistema integrato. LA RICHIESTA Gli imprenditori potranno consultare l'elenco dei lavoratori candidati presso l'ufficio del lavoro e quelli di Inps e Inail.

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Patto politico per salvare l'aeroporto (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sarà costituita una commissione permanente formata da esperti di entrambi gli schieramenti per monitorare la situazione e affrontare i problemi più urgenti Patto politico per salvare l'aeroporto Maggioranza e opposizione si alleano al fine di evitare che le associazioni che operano al "Duca d'Aosta" cessino l'attività Alcune società costrette ad abbandonare gli hangar e a costruirne uno nuovo a proprie spese Un patto politico trasversale per far uscire l'aeroporto "Duca d'Aosta" dall'impasse e cercare di salvare le attività presenti nella struttura. È questo l'esito dell'incontro fra i capigruppo del consiglio comunale e le associazioni attive all'interno dello scalo di via Trieste. Illustrati non soltanto lo stato di degrado in cui versa l'aeroporto, ma anche le maggiori difficoltà, per chi ci opera, a proseguire con le attività. Al punto che, a breve, alcune di queste realtà saranno costrette ad abbandonare gli attuali hangar in cui sono ricoverati gli aerei, ce ne sono circa 25, e costruirne uno nuovo a proprie spese. Ma la questione di fondo, al di là dei pur pesanti problemi contingenti, riguarda il futuro del "Duca d'Aosta", un futuro su cui non c'è, a tutt'oggi, alcuna chiarezza. Sia gli esponenti politici presenti, in rappresentanza di tutti i gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione, sia i dirigenti delle associazioni, in rappresentanza di Aeroclub giuliano, associazione Volo Isonzo, associazione IV stormo, Arma dell'Aeronautica, 115º club delle Frecce tricolori e artigiani che stanno costruendo un nuovo prototipo di aereo si sono trovati d'accordo su un punto, ovvero sul fatto che l'aeroporto deve mantenere l'attuale destinazione: rimanere, cioè, un'area di volo. Nel corso del confronto sono emerse diverse proposte, fra le quali l'istituzione di una commissione permanente formata da esponenti di maggioranza e di opposizione e da rappresentanti delle associazioni per monitorare la situazione e affrontare i vari problemi sul tappeto. Unanime è stata l'opinione che i componenti del prossimo vertice della società di gestione della struttura, in fase di rinnovo, debbano avere "competenza sull'argomento, passione e capacità di portare avanti i progetti di sviluppo". Adesso il presidente del consiglio, Rinaldo Roldo, che ha promosso l'incontro, chiederà un appuntamento al sindaco, Ettore Romoli, per illustrargli le proposte emerse in questa occasione, mettendo in evidenza il fatto che i rappresentanti di maggioranza e di opposizione hanno concordato sulla strategia da intraprendere per avviare un nuovo processo di rilancio dell'importante struttura. "L'obiettivo è quello di arrivare a una visione condivisa dei progetti di sviluppo dell'aeroporto - rimarca Roldo -, per far sì che il sindaco Romoli possa poi portare all'attenzione della Regione, che oltre ad avere la maggioranza nella società di gestione dello scale è anche l'ente che dovrebbe finanziare parte degli interventi, un programma che abbia alle spalle tutto il consiglio comunale". Soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti delle associazioni. "È stata indubbiamente una riunione positiva - sottolinea il comandante Fulvio Chianese, presidente dell'associazione IV stormo -, perché abbiamo avuto la possibilità di far conoscere agli esponenti politici di maggioranza e opposizione l'attuale situazione dell'aeroporto, partendo dagli aspetti normativi che sono fortemente vincolanti per le attività che si svolgono in quest'area. Basti pensare che non soltanto c'è l'obbligo di dotarsi di personale specializzato per la sicurezza, ma che per ottemperare a tutti gli obblighi ci sono incombenze burocratiche incredibili. I volontari della sicurezza devono effettuare gli obbligatori esami del sangue a Roma perché se li fanno in una struttura della nostra regione essi non hanno validità. La burocrazia - conclude Chianese - rischia di bloccare tutto". Patrizia Artico.

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Processi ritardati, otto agli arresti (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

GIUSTIZIA. Anche un gesuita nell'indagine sulle cosche trapanesi Processi ritardati, otto agli arresti L'organizzazione puntava su aspetti della burocrazia per arrivare alla prescrizione   ROMA Un patto tra mafiosi e massoni per ritardare i processi in Cassazione in cui erano imputati affiliati alle cosche di Trapani e Agrigento. Boss di "altissimo livello", come hanno confermato il capo della procura di Palermo Francesco Messineo e il procuratore aggiunto Roberto Scarpinato, "molto preoccupati" di un eventuale fallimento perché dovevano riferire a "quelli di Castelvetrano": uomini del boss Matteo Messina Danaro. A scoprire il sistema carabinieri e Dda di Palermo, che hanno arrestato in alcune città otto persone: imprenditori legati ad ambienti mafiosi, un medico condannato per violenza sessuale, un faccendiere in contatto con senatori e deputati, un impiegato del ministero della Giustizia addetto alla cancelleria della Cassazione, dove pm e carabinieri hanno perquisito alcuni uffici, una poliziotta in servizio alla Direzione anticrimine centrale, accusata di aver effettuato un accesso alla banca dati per controllare la posizione di un coimputato. La sua posizione è stata stralciata e gli atti inviati a Roma. Nel provvedimento firmato dal gip di Palermo Roberto Conti gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio. Il faccendiere, Rodolfo Grancini, è ritenuto figura centrale dell'inchiesta, partita da accertamenti su famiglie mafiose di Mazara del Vallo e Castelvetrano e accelerata grazie ad alcune intercettazioni di Michele Accomando, massone e mafioso hanno spiegato i pm, finito in carcere nel 2007 per una vicenda di appalti pilotati e condannato per mafia a 9 anni e 4 mesi. Lui, avvalendosi della collaborazione di personaggi prezzolati alla Cassazione, aveva organizzato il sistema ottenendo, dietro pagamento, notizie riservate sullo stato dei procedimenti riguardanti i mafiosi e, di conseguenza, di pilotare la trattazione dei ricorsi. L'organizzazione non si incideva sui ricorsi per distorcere la decisione finale, ma su aspetti burocratici per ritardare l'iter e arrivare alla prescrizione. Del sistema si sarebbero avvalsi professionisti, come il ginecologo palermitano Renato Gioacchino Giovanni De Gregorio, condannato anche in appello per violenza sessuale. "Abbiamo scoperto la punta di un iceberg perché il sistema era molto ben rodato", ha dichiarato Messineo sottolineando che indagini e accertamenti sono ancora in corso. Al momento restano solo indagati il gran maestro Stefano De Carolis, esponente della Serenissima Gran Loggia Unita d'Italia, che per l'accusa era a conoscenza, grazie ad Accomando, del piano per pilotare il procedimento in Cassazione riguardante il boss Giovambattista Agate, fratello del capomafia di Trapani, Mariano e padre Ferruccio Romanin, gesuita, rettore della chiesa di Sant'Ignazio a Roma. Al sacerdote, sarebbero state fatte scrivere lettere da Grancini "previo pagamento di Michele Accomando", per "raccomandare alcuni imputati di mafia". Messineo ha escluso per il momento il coinvolgimento di politici legati a Grancini: "Al momento non abbiamo riscontri".

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The Kingdom, lotta ai terroristi (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL FILM DELLA SETTIMANA. UN'OPERA ANOMALA MA STIMOLANTE FIRMATA DA PETER BERG CON JAMES FOXX The Kingdom, lotta ai terroristi Americani e attentatori parlano lo stesso linguaggio Nei titoli di testa un'ottima sintesi dei rapporti tra Arabia e Stati Uniti   E' un film anomalo "The Kingdom" (2007) di Peter Berg, uscito lo scorso inverno senza fortuna, in cui la solita retorica americanista (sfuggente ma sempre presente anche ne "Nella valle di Elah" di Paul Haggis) si mescola con altri punti di vista e allude alla complessità di quel fenomeno che è il terrorismo internazionale dopo l'11 settembre. A Riyadh, Arabia Saudita, un devastante attentato provoca la morte di circa cento americani che lavorano per una società petrolifera, tra cui anche un agente dei federali. Contravvenendo agli ordini del governo americano, interessato solo a mantenere intatti i rapporti diplomatici, l'agente speciale dell'Fbi Ronald Fleury (James Foxx), ultimo campione dell'individualismo eroico che combatte la burocrazia del sistema, ottiene il mandato speciale per andare sul posto a compiere un'indagine: sarà una missione segreta di cinque giorni in territorio saudita, con alcuni tra i suoi migliori agenti. LE AUTORITÀ del posto sottopongono gli agenti a un rigido protocollo da seguire, ostacolando, di fatto, il loro lavoro. L'unico a collaborare è il colonnello Al Ghazi che, non a caso, ad aver avuto in gioventù un assaggio, se pur minimo, di cultura americana. FIN QUI nulla di nuovo, ma non può passare inosservato il finale in cui si scopre che americani e terroristi parlano in definitiva lo stesso linguaggio, hanno gli stessi obbiettivi. Entrambi convinti di avere ragione e di combattere per la libertà. In realtà entrambi perdono questa guerra sporca fatta di certezze. Una nota di merito spetta ai titoli di testa, un'ottima sintesi di quasi settant'anni di rapporti tra Arabia Saudita e Usa che ci ricorda perché, nonostante 15 dei 19 attentatori dell'11 settembre fossero sauditi, l'America abbia diretto invece la sua ansia di vendetta e di esportazione di democrazia in Iraq e Afghanistan. La risposta è semplice: i sauditi sono i primi venditori di petrolio, motore del mondo "libero" i cui i primi acquirenti, ovviamente, sono gli yankees. E anche nei momenti cruciali della storia il mercato non si tocca, nè lo si vuole toccare. "The Kingdom" è un action-movie che non manca certo di stereotipi, ma bisogna riconoscere che è girato benissimo, che la fredda fotografia dell'italiano Mario Fiore è eccellente e che la presenza di Michael Mann, qui solo produttore (sappiamo però tutti che fior di regista è) è una specie sigillo di qualità. ULTIMA NOTA in calce: il copione è stato scritto da Matthew Michael Carnahan, sceneggiatore del recente "Leoni per agnelli", esempio di un cinema di impegno civile.

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ESAME DI STATO. Oggi alle 8.30, le forze dell'ordine consegnano alle scuole le buste con i temi provenienti da Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Maturità, in seimila alla prima prova scritta Scatta l'ora del compito di Italiano, un tema comune a tutti gli indirizzi Tra gli argomenti attesi dagli studenti ci sono Moravia, Calvino e Pascoli     Emma Cerpelloni Questa mattina, tra le 7 e mezza e le 8, se nel traffico troverete tante "gazzelle" della Polizia e dei carabinieri non pensante a qualche drammatico fatto di cronaca nera: sono le volanti che stanno andando a consegnare nelle scuole superiori di città e provincia la "busta" con i compiti dell'esame di Stato 2008. L'ora ufficiale d'inizio dell'esame sono le 8.30. Le auto della polizia sono sempre molto puntuali, così come in perfetto orario saranno i 6.009 studenti di città e provincia che ritorneranno in classe per il primo scritto, la prova di italiano. Ai 6.227 iscritti ufficiali vanno tolti i 218 non ammessi all'esame, dunque restano poco più di sei mila. Dopo la burocrazia di rito (firma e documento di riconoscimento), viene aperta la prima busta, dentro la quale ce ne sono altre due. Non un gioco di scatole cinesi, ma la necessaria modalità per contenere entrambi i compiti che arrivano da Roma: quello di italiano, che verrà svolto questa mattina e quello della seconda prova (diversa fra i vari tipi di diploma superiore)di domani. Solo la busta di Italiano verrà aperta questa mattina. Poi i presidenti provvederanno alle fotocopie delle tracce: quando tutti gli studenti avranno il plico, si iniziano a contare le sei ore previste. Quindi, in genere, c'è tempo fino alle tre del pomeriggio. Ieri pomeriggio, nei siti degli studenti vi erano mille suggerimenti di toto-temi: in pole-position, Moravia e Calvino, ma c'è chi suggerisce anche Pascoli, Svevo o Verga. Intanto, ieri mattina, si è conclusa la prova per gli 8.300 scolaretti veronesi impegnati per gli esami di licenza media, la prova scritta di italiano e matematica, uguale per tutta Italia, come per l'esame di Stato. Un lungo quiz, che ha costituito la novità 2008 per questo grado di istruzione. In tutta Italia il compito doveva essere concluso per mezzogiorno: a quell'ora, le commissioni, attraverso una password riservata potevano accedere al sito dell'Invalsi, l'Istituto per il sistema nazionale di valutazione, che ha preparato il compito, per conoscere le risposte. Dalle tre del pomeriggio di ieri, il "quizzone" è stato messo in rete. Nessuna fuga di notizie su Internet, fino alla comunicazione ufficiale dell'Invalsi, come invece accade con l'Esame di Stato. Va ricordato, comunque, che di questo compito si terrà conto solo se sarà svolto bene, per alzare il giudizio. "Non penalizzerà i candidati, ma servirà a valorizzare i bravi", ha ricordato il dirigente scolastico provinciale Giovanni Pontara. Non è finita però la fatica per gli scolaretti delle medie: nei prossimi giorni, inizieranno i colloqui, la cui valutazione sarà fondamentale per tutti.

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Scatta l'ora del compito di Italiano, un tema comune a tutti gli indirizzi Tra gli argomenti attesi dagli studenti ci sono Moravia, Calvino e Pascoli (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ESAME DI STATO. Oggi alle 8.30, le forze dell'ordine consegnano alle scuole le buste con i temi provenienti da Roma Maturità, in seimila alla prima prova scritta Scatta l'ora del compito di Italiano, un tema comune a tutti gli indirizzi Tra gli argomenti attesi dagli studenti ci sono Moravia, Calvino e Pascoli     Emma Cerpelloni Questa mattina, tra le 7 e mezza e le 8, se nel traffico troverete tante "gazzelle" della Polizia e dei carabinieri non pensante a qualche drammatico fatto di cronaca nera: sono le volanti che stanno andando a consegnare nelle scuole superiori di città e provincia la "busta" con i compiti dell'esame di Stato 2008. L'ora ufficiale d'inizio dell'esame sono le 8.30. Le auto della polizia sono sempre molto puntuali, così come in perfetto orario saranno i 6.009 studenti di città e provincia che ritorneranno in classe per il primo scritto, la prova di italiano. Ai 6.227 iscritti ufficiali vanno tolti i 218 non ammessi all'esame, dunque restano poco più di sei mila. Dopo la burocrazia di rito (firma e documento di riconoscimento), viene aperta la prima busta, dentro la quale ce ne sono altre due. Non un gioco di scatole cinesi, ma la necessaria modalità per contenere entrambi i compiti che arrivano da Roma: quello di italiano, che verrà svolto questa mattina e quello della seconda prova (diversa fra i vari tipi di diploma superiore)di domani. Solo la busta di Italiano verrà aperta questa mattina. Poi i presidenti provvederanno alle fotocopie delle tracce: quando tutti gli studenti avranno il plico, si iniziano a contare le sei ore previste. Quindi, in genere, c'è tempo fino alle tre del pomeriggio. Ieri pomeriggio, nei siti degli studenti vi erano mille suggerimenti di toto-temi: in pole-position, Moravia e Calvino, ma c'è chi suggerisce anche Pascoli, Svevo o Verga. Intanto, ieri mattina, si è conclusa la prova per gli 8.300 scolaretti veronesi impegnati per gli esami di licenza media, la prova scritta di italiano e matematica, uguale per tutta Italia, come per l'esame di Stato. Un lungo quiz, che ha costituito la novità 2008 per questo grado di istruzione. In tutta Italia il compito doveva essere concluso per mezzogiorno: a quell'ora, le commissioni, attraverso una password riservata potevano accedere al sito dell'Invalsi, l'Istituto per il sistema nazionale di valutazione, che ha preparato il compito, per conoscere le risposte. Dalle tre del pomeriggio di ieri, il "quizzone" è stato messo in rete. Nessuna fuga di notizie su Internet, fino alla comunicazione ufficiale dell'Invalsi, come invece accade con l'Esame di Stato. Va ricordato, comunque, che di questo compito si terrà conto solo se sarà svolto bene, per alzare il giudizio. "Non penalizzerà i candidati, ma servirà a valorizzare i bravi", ha ricordato il dirigente scolastico provinciale Giovanni Pontara. Non è finita però la fatica per gli scolaretti delle medie: nei prossimi giorni, inizieranno i colloqui, la cui valutazione sarà fondamentale per tutti.

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<Le ferie? Le faccio in municipio> (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

VILLAFRANCA. Il primo cittadino illustra le iniziative per la città. Tra i suoi prossimi obiettivi ci sono il progetto del teatro e le visite nelle aziende e nelle scuole "Le ferie? Le faccio in municipio" "Mia figlia di 2 anni non me lo perdona" Nei primi due mesi da sindaco, Faccioli ha lavorato anche al piano regolatore Annuncia pure che porterà a termine il suo mandato in Provincia "Poi però basta"     Fabio Tomelleri Sabato scorso ha portato la famiglia al mare. Lui invece se ne starà qui, a risolvere i problemi della città. La prossima sarà un'estate di lavoro per il sindaco Mario Faccioli. A due mesi dalle elezioni che gli hanno permesso di conquistare la poltrona di primo cittadino, "Super Mario" non vuol smentire la sua fama di politico dinamico e "tuttofare". "Mia moglie", dice, "con le figlie, la suocera e le zie staranno quindici giorni a Lignano Sabbiadoro. Io starò in ufficio e mi dedicherò, come sto già facendo, all'amministrazione della città". Gli impegni da seguire sono tanti. Ha assunto la carica due mesi fa. "Oggi più che mai dobbiamo premere l'acceleratore. Abbiamo aperto tanti fronti su tanti temi. Approfitteremo dell'estate per concludere i progetti per cui abbiamo lavorato in questi giorni". Tra le cose che dovranno essere risolte nei prossimi mesi, Faccioli ricorda "il teatro, la sistemazione del castello e di Palazzo Bottagisio, le problematiche delle frazioni con particolare riguardo a Dossobuono. Ma anche a Alpo e Rizza". Un altro lavoro a cui sindaco e giunta si dedicheranno sarà la pianificazione del territorio. "Per il nuovo piano regolatore siamo già stati in Regione", dice, "per definire i piani di recupero urbanistico e ambientale più importanti. Sulle cave e discariche stiamo lavorando a una variante meno generale di quella precedentemente annullata, limitata alle zone agricole". Sessanta giorni con la fascia tricolore indosso hanno cambiato pure le abitudini della famiglia del sindaco. "Vedo mia moglie e le mie bambine per poche ore al giorno. Alla mattina esco presto e la sera rientro tardi. Era una cosa che avevamo preventivato. Camilla, che ha nove anni ed è la figlia più grande, sembra aver capito. Rachele, che ne compirà due a settembre, mi bacchetta per il mio assenteismo". Ma Faccioli non è soltanto assenteista in famiglia. Non può essere onnipresente ed è pure consigliere provinciale. E proprio lì, nella sede della Provincia a Verona, ha maturato le altre assenze. Non ha più partecipato alle riunioni delle commissioni, proprio lui che era componente di sei organismi su otto. "Ma ho saltato solo una seduta del consiglio provinciale", si giustifica, "e anche se non partecipo alle commissioni mi tengo aggiornato sui vari argomenti. Non intendo dimettermi, ma di arrivare alla scadenza naturale del mio mandato provinciale perché ci sono tanti temi, dalle scuole alla viabilità, che mi sento di portare fino in fondo. Poi non mi ricandiderò più. Prolungare il doppio ruolo non sarebbe capito dagli elettori". Altre assenze? Sì. Tutto questo lavoro ha comportato la rinuncia a diversi svaghi. "Basta serate a divertirmi con gli amici", dice, "e credo nella politica a servizio dei cittadini". In questi mesi Faccioli e i suoi assessori hanno cominciato a presentarsi alle varie realtà del paese, cominciando dalle scuole. "Abbiamo già visitato la scuola elementare di Rosegaferro e partecipato alle manifestazioni di chiusura delle scuole materne. Da settembre effettueremo un tour in tutte le altre scuole elementari". Il sindaco si presenterà anche alle imprese. "Ho contattato", dice Faccioli, "il presidente dell'Associazione imprenditori villafranchesi (Aiv), Fortunato Serpelloni per dare il via, dopo l'estate, a visite che effettueremo in aziende locali ogni venerdì mattina, prima della riunione di giunta". Faccioli è convinto che i suoi assessori e gli uffici possano tenere testa a tanti impegni. "I membri della giunta sono tutti giovani e sono contento di come stanno agendo, mi sento un po' come il loro allenatore. Soffro un po' per i tempi della burocrazia, tanti progetti li vorrei vedere realizzati già il giorno dopo, ma credo che con una velocità costante potremo risolvere tante cosein poco tempo. Anche i gruppi consiliari di maggioranza ci stanno supportando con la loro esperienza". A proposito di partiti, le segreterie hanno già cominciato a fare pressioni, anche tramite gli assessori? "Assolutamente no", risponde il sindaco, "le nostre riunioni sono come una tavola rotonda dove non ci sono sindaco e assessori ma otto persone che discutono di come arrivare a soluzioni possibili sui vari temi".

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Lupus in fabula da una coppia felice Piccole cantine grandi progetti Tenute Olbios cerca nuove frontiere Daniela Pinna, impegno e successo con l'arte del vino (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 18-06-2008)
Pubblicato anche in: (Unione Sarda, L' (Nazionale))

Argomenti: Burocrazia

Cultura Estate Pagina 309 Lupus in fabula da una coppia felice Piccole cantine grandi progetti Tenute Olbios cerca nuove frontiere Daniela Pinna, impegno e successo con l'arte del vino --> Capaci di sognare e soffrire insieme. Non solo perché sono marito e moglie (con due bambine). Daniela Pinna, agronoma e Davide Mele, imprenditore nel settore ambientale, hanno creato un'azienda vinicola chiamata Olbios, sinonimo di felicità. A Venafiorita, due passi da Olbia, coi jet che sfrecciano sopra i filari. Prima vendemmia nel 2005. Una sfida puntare sul vino in anni come questi, ma Daniela voleva fortissimamente questo progetto. Per una scelta di vita, il bagaglio culturale accumulato seguendo i corsi del professor Antonio Farris nella facoltà di Agraria, il desiderio di non lasciar morire una tradizione familiare. Quei 50 ettari di vigne li aveva piantati, trent'anni fa, suo padre, venderli sarebbe stato quasi uno sgarbo alla memoria. Il progetto non ha trovato molti estimatori: fredde le banche, scettici gli altri produttori, "tranne uno: "Vada avanti, si ricordi che per il vino buono c'è sempre spazio" mi ha detto mentre sceglieva le uve da comprare nel mio vigneto". Ma l'imput decisivo è arrivato dal marito, "il suo incoraggiamento è stato importantissimo, oggi puoi anche avere idee brillanti, nessuno ti dà una mano". Davide le vuole bene, si vede da come la guarda, ma la sua è stata una valutazione da imprenditore: "E' raro trovare qualcuno capace di mandare avanti un progetto con una competenza eccezionale. Ce l'avevo in casa, non potevo farmela scappare". Daniela è una giovane, elegante signora, capelli e occhi scuri, sguardo deciso di chi sa cosa vuole. Porta con disinvoltura i tacchi alti, più spesso scarpacce da campagna. Nel vigneto fa di tutto, senza paura di sporcarsi le mani. E pure in cantina. Nessuna delega. Segue personalmente ogni fase tecnica. Concentratissima "perché anche spostare un vino è un'operazione delicata. Bisogna tenere sotto controllo l'ossigeno, la temperatura, la pulizia dei serbatoi". Parla nella sala degustazione dello stazzo di famiglia, base operativa dell'azienda. Muri in granito a vista, travi in legno nel soffitto, parquet di olivo. Su un tavolo di cristallo, in bell'ordine i calici illuminati da faretti. La signora fa le cose per bene. "Procediamo un po' alla volta, contiamo solo sui nostri mezzi, ma in cantina ho voluto impianti al massimo livello". Anche il vino deve essere di eccellenza. Ne produce uno solo. "Uno, ma veramente buono. Profumato, morbido, come piace a me". Vermentino in purezza. Esordio con la vendemmia 2005: 18 mila bottiglie vendute in un attimo "prima nel resto della Sardegna, in Italia e all'estero, poi a Olbia. Oggi la domanda è superiore all'offerta. Segno che stiamo vincendo la sfida". Si chiama Lupus in fabula il figlio unico delle Tenute Olbios. Rimando classico in controetichetta: "...così come il lupo della fiaba, arriva silenzioso ma inesorabile. Austero e importante, intrigante e accattivante per la sua finezza aromatica e complessità gustativa". Ma c'è qualcosa di più, "una dedica velata a mia madre, di cognome Lupacciolu, che dopo la morte di mio padre ha voluto tenere i vigneti". Quei vigneti, per capire il personaggio, che Daniela non ha avuto in regalo. Li ha voluti comprare. Perché il suo non è l'hobby di una dama annoiata, ma un lavoro. A tempo pieno. La famiglia sta a Sassari, lei viaggia ogni giorno su una strada difficile. Coerente con una scelta: "Fa parte della mia vita, passo la maggior parte del tempo fra vigna e cantina. Credo si nasca con la passione per la natura, gli animali, le piante. E' bellissimo vedere la vite che dorme d'inverno, pian piano germoglia, fa i frutti che tu stai curando e sceglierai per fare il vino. E quando arriva il successo, che soddisfazione". Davide la guarda, sorride complice ma non le risparmia una punta di ironia sassarese: "Nei rari momenti di relax io leggo un romanzo, per lei un testo sulle nuove tecniche di aratura è meglio di un triller". La conosce bene ma non si stupisce per le intuizioni di questa moglie un po' speciale: "Quando le chiedo: come fai a ottenere un vino invece di un altro, mi risponde: "Il vino non lo faccio io. E' come un bambino, lui cresce col suo carattere di base, io posso solo educarlo. Alla fine, avrà il suo carattere e la mia educazione. Se non lo segui a dovere, crescerà lo stesso, per conto suo. Magari un po' malandrino"". Lupus in fabula fa parte della famiglia e come tutti i figli crea problemi. "Il vigneto suscita ansia- spiega Daniela - si dorme male con l'altalena pioggia - sole - pioggia. Perché io cerco di fare alle viti meno trattamenti possibili per evitare muffe e malattie, ma almeno due sono indispensabili. Pure in cantina soffro, perché, sul piano tecnico, sono portata a osare molto. Per carità, non ho inventato niente di nuovo, applico solo ciò che ho studiato. Mi piace sperimentare e sono fortunata". La spericolatezza, sia pure in piccole dosi, però si paga. Daniela sfida la burocrazia del ministero Agricoltura ma è costretta a declassare il suo vino come Vermentino di Sardegna Doc. Non può scrivere in etichetta "Vermentino di Gallura superiore a denominazione di origine controllata e garantita" perché usa tappi di vetro, non di sughero. La legge non lo consente, lei si indigna. E' andata sino a Worms, in Germania, per studiare i tappi di vetro prodotti da un'azienda della multinazionale Alcoa, è convinta che assicurino "la massima protezione del vino, senza muffe né contaminazioni, ma non li posso usare. Assurdo, ma non mi arrendo. I tappi alternativi sono ormai una realtà". Daniela protesta, ma cerca nuove frontiere. Prima tappa, un fratellino rosso per il Lupus in fabula "a base di Bovale, Cannonau e Cabernet. Sarà un vinaggio, unione di vini già definiti, non un uvaggio. Morbido, senza l'aggressività di certi rossi sardi invecchiati". Ma la sorpresa più clamorosa dorme in una piccola cantina con una splendida volta a vele in tocchi di granito. E' uno spumante di Vermentino al cento per cento ottenuto col metodo Champenois, (quello dello champagne) che in Italia è obbligatorio chiamare Metodo classico. Le bottiglia scure riposano da circa due anni nelle pupitres, le classiche rastrelliere in cui matura lo spumante. Fra poco saranno pronte. Una nuova sfida. Ma ne vale la pena, non teme il flop? "Amo le bollicine, il perlage finissimo. Lo spumante di Vermentino fa parte delle antiche tradizioni di Gallura. Il mio punto di riferimento sono il Ferrari Perle' e i Franciacorta". Una nuova sfida, a rischio, per Daniela. Senza un pizzico di azzardo che gusto c'è?.

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Domanda bocciata per 15 centesimi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Protagonista un uomo di San Severino che aveva chiesto l'autorizzazione a prelevare acqua dal Potenza per irrigare l'ortoLa differenza era scaturita da un aumento disposto dalla Regione Un'assurda storia di burocrazia. Quasi tre mesi di attesa per la risposta Domanda bocciata per 15 centesimi SAN SEVERINO - Il primo nemico è la burocrazia. Ne sa qualcosa Umberto Ferroni, di San Severino, protagonista (o vittma?) suo malgrado di una vicenda che ha i connotati dell'assurdo. Infatti, per sentirsi dire che la sua richiesta era da considerarsi respinta, ha dovuto attendere la bellezza di 77 giorni. Motivo? Il mancato pagamento di 15 centesimi. Si trattava di un semplice documento con cui il settempedano chiedeva di poter attingere acqua dal fiume Potenza per irrigare il proprio orto. Oltre due mesi d'attesa, dunque, ed altri da attendere dopo il pagamento dei 15 centesimi non corrisposti. Il signor Ferroni, se non potrà provvedere in altro modo, dovrà rinunciare al suo orto, visto che manca l'acqua per innaffiare. Ma il settempedano sembra essersene fatta una ragione. E la butta a ridere. "Non mi si dica che alcuni enti pubblici non funzionano o funzionano male ha commentato con sarcasmo Sono solo critiche messe in giro da invidiosi che non ne possono fare parte. Nel mio caso, ad esempio, sono bastati solo 77 giorni, compresi i festivi, considerando la distanza chilometrica tra San Severino e Macerata. Non mi sembra un tempo eccessivo. E' andata bene e alla fine il verdetto: la domanda è mancante della somma di 0.15 euro". Pare che tale somma, dovuta al Genio Civile, sia frutto di una serie di modifiche alla normativa, con il signor Ferroni che aggiunge: "Questa cifra è scaturita da un aumento di prezzo dell'acqua deliberato in Regione, forse per risanare il deficit pubblico della Provincia, della Regione e dello Stato, con una spettanza par condicio di 5 centesimi per Ente". Sembra assurdo, ma è una storia vera. Il settempedano si è realmente, dopo 77 giorni, sentito rispondere che la sua domanda non poteva essere presa in considerazione prima del pagamento della somma di 15 centesimi dovuti all'aumento di prezzo dell'acqua. Una comunicazione, quella ricevuta da Umberto Ferroni, a cui faceva seguito la richiesta di provvedere al pagamento per poter prendere in considerazione la richiesta. Ma, considerando i tempi, forse Ferroni avrebbe fatto bene a rinunciare al suo orto. Anche perché la stagione si annuncia piovosa, almeno a sentire gli esperti, e ad innaffiare l'appezzamento di terreno potrebbe pensarci direttamente il cielo. Invece, da bravo cittadino, ha deciso di pagare, ma adesso teme per il futuro. "Mi sono affrettato a sanare l'ammanco ha proseguito con la speranza che non occorrano altri 77 giorni per avere il nulla osta, correndo il rischio di cadere nel periodo di ferie in cui le istituzioni e la burocrazia sono completamente assenti con buona possibilità che l'autorizzazione arrivi l'inverno venturo. Dopodiché si troverà chi paga i danni". EMANUELE PIERONI,.

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San Biagio I commercianti del (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

San BiagioI commercianti del centro sono infuriati: da alcuni giorni hanno deciso di coalizzarsi e di oscurare le insegne che reclamizzano i loro esercizi. I Vigili Urbani hanno censito recentemente circa 500 cartelli pubblicitari e hanno rilevato che non tutti hanno rispettato le norme previste dall'articolo 23 del Codice della Strada, il quale prevede che ogni insegna deve possedere il nulla osta rilasciato dall'ente proprietaria della strada stessa.Nello specifico, i negozianti che si affacciano sulla Postumia devono richiedere questo nulla osta alla Veneto Strade. Proprio questa richiesta ha creato uno sciame di polemiche, poiché prevede la presentazione di una serie di documenti allegati obbligatori: estratto catastale, documentazione fotografica, bozzetto colorato, 2 marche da bollo e, soprattutto, il pagamento di 155 . Trafila da rifare ogni tre anni, pena una multa salata, nonostante in quel lasso di tempo l'insegna non sia stata modificata di una virgola. I Vigili ricordano che si tratta di una legge dello Stato dalla quale non si può scappare, i commercianti si sentono martoriati dalla burocrazia e dall'aumento delle spese. Spese che si assommano a quelle pubblicitarie ordinarie, pagate sempre regolarmente: "Si tratta di negozi storici del paese, nati negli anni '70, abbiamo paura che prima o poi saremo costretti a chiudere, perché con tutti questi balzelli non ce la facciamo proprio a tirare avanti".Da qui, dunque, la decisione estrema di oscurare le insegne pubblicitarie: un po' per rendere visibile la loro protesta, e un po' per aggirare la legge, che ha già 16 anni, ma che in effetti viene fatta rispettare solo da qualche tempo.Federica Spricigo.

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UNIVERSITà CHIAMATA DIRETTA PER I PROFESSORI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ANNUNCIO DEL MINISTRO GELMINI Università chiamata diretta per i professori Roma. "Lavorerò per un sistema competitivo" annuncia il ministro Mariastella Gelmini presentando la sua "riforma" dell'Università e della Ricerca alle commissioni di Camera e Senato. La Gelmini intende, infatti, muoversi per affermare il trinomio merito-autonomia-valutazione facendo a meno dell'Agenzia per la valutazione pensata da Mussi ("struttura costosa ad alto tasso di burocrazia"), e prevedendo nuove regole per il reclutamento dei prof, campus e, per gli studenti, aiuti che vanno dal prestito d'onore al posticipo del pagamento delle tasse. E se alcuni atenei sono con i conti in rosso, il ministro è pronta ad aiutarli: ma i piani pluriennali concordati per il rientro dall'indebitamento saranno vincolati a "una gestione - dice - responsabile e virtuosa della spesa". La rivoluzione inizierà dallo sfoltire i corsi di laurea: in Italia ce ne sono 3200 di primo livello contro gli 800 della Germania e "spesso - osserva Gelmini - sono a misura di professore e non di studente". Sul 3+2, dottorati e master quindi ci sarà un "rigoroso monitoraggio". Ci vuole per il ministro un sistema integrato di valutazione che vincoli il finanziamento al merito, incentivando l'efficacia dei programmi di ricerca, la qualità della didattica, la capacità di intercettare fondi privati. E i professori? Il reclutamento passerà attraverso una verifica nazionale, ma nella lista degli idonei gli atenei potranno chiamare chi vorranno. Gli stipendi, secondo la Gelmini, saranno stabiliti in base a merito e responsabilità. E, dalla parte degli studenti, arrivano Campus per fuori sede e stranieri, incentivi per i prestiti d'onore e pagamento differito delle tasse. Inoltre, pari condizioni per strutture pubbliche e private elevando i criteri di accreditamento. Cambia loook anche la Ricerca: agroalimentare e fonti rinnovabili, settori di punta. E ancora: più fondi (a partire da un aumento di 240 euro mensili per le borse di studio di dottorato); "spoliticizzazione" dei vertici degli enti; razionalizzazione delle risorse favorendo gli investimenti privati ma anche tagliando gli enti "doppione, inutili, superflui". "La priorità - dice Gelmini - favorire la meritocrazia mettendo i ricercatori nelle condizioni dei colleghi stranieri". da. li.

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Artigiani, la responsabilità dei (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Artigiani,la responsabilitàdei fallimentiRitengo che la considerazione avanzata dal responsabile del servizio "Mestiere Genitore" Enrico Vettore: "Da un nostro studio del 2003 abbiamo visto come spesso le aziende chiudono perché non riescono ad affrontare il passaggio generazionale" non sia una giustificazione attendibile.A parer mio, la causa di questi fallimenti è da attribuire a chi non ha saputo difendere i veri interessi della categoria, in quanto l'artigiano deve concentrarsi sulla produzione e vendita e non sulla burocrazia necessaria per lavorare.Secondo me i problemi familiari derivano proprio dalle difficoltà economiche, situazioni in cui gli artigiani si trovano frequentemente per vari motivi.Questi problemi, sommati alla routine lavorativa quotidiana (vendite, incassi, spedizioni, materie prime difettate, imballi) certo non contribuiscono a permettere di lavorare serenamente: condizione necessaria per ottenere maggior qualità del prodotto creato e quindi facilitarne la vendita.Queste incombenze, indispensabili per lavorare, comportano una diminuzione della produzione e il logico aumento del prezzo del prodotto, che lo rende inaccessibile all'acquisto del ceto medio.Ritornando alle considerazioni del signor Vettore, credo non sia il caso di individuare nel "ricambio generazionale" la responsabilità dei fallimenti delle ditte artigianali. Ritengo che molte di esse non hanno seguito attraverso i figli degli imprenditori perché gli stessi eredi, non vedendo futuro in questi lavori, carichi di dispendio di tempo ed energia e senza ricavi dignitosi, abbandonano il settore. Perciò ritengo inopportuno l'intervento.Massimo Parravicinipresidente del Gruppo Consiliare di Alleanza Nazionale della Provincia di VeneziaLe contraddizionidella nuovatessera ImobSono un cittadino veneziano, amante di Venezia e rispettoso della propria città natale che cerca nei limiti del possibile di rispettare le regole imposte dal senso civico e dal rispetto verso gli altri e verso se stesso.Mia moglie è spagnola, ma vive a Venezia da sette anni e anche lei rispetta e ama questa città se è possibile più di me, tanto è vero che mi ha "costretto" a fare la raccolta differenziata già da molto tempo, visto che nel suo paese è obbligatoria da quasi un ventennio.Essendo stata in Spagna per vari motivi negli ultimi mesi non ha avuto la possibilità di richiedere la nuova tessera di abbonamento Imob. Ebbene, domenica pomeriggio, essendo tornata in Italia carica di bagagli, pur munita della vecchia tessera di abbonamento (validità fino a tutto il 2009) non ha avuto modo di prendere il vaporetto, poiché la zelante signorina le diceva che dal 31 maggio oramai era necessario avere la nuova tessera. Senza stare tanto a discutere mia moglie richiedeva quindi di poter attivare la nuova tessera. Risposta: "Certamente signora, però sappia che le costerà Euro 30,00 e, in ogni caso la validità del foglio provvisorio sarà a partire da domani e quindi adesso dovrà in ogni caso pagare il biglietto da 6,00 (mi domando tra l'altro se lei abbia diritto a richiedere il rimborso per l'anno e mezzo di abbonamento che le è stato univocamente annullato e se inoltre tale comportamento sia legittimo da parte dell'azienda che ha il monopolio sul trasporto pubblico delle persone in una città lagunare).Io di contro, essendo restato a Venezia, ho provveduto a richiedere per tempo la nuova scheda Imob. Purtroppo avendola richiesta a Piazzale Roma e non al Tronchetto mi è stato dato un foglio sostitutivo del mio nuovo abbonamento che dovrebbe arrivare trascorso un mese dalla data di richiesta. Niente di così grave, se non fosse per il fatto che Actv ha praticamente sospeso la fornitura dei biglietti cartacei sia ai tabaccai che ai marinai stessi! Conseguenza: io, veneziano, abbonato da una vita e che chiedo solamente di essere in regola, mi vedo costretto spesse volte o a non usufruire dei trasporti pubblici o a pagare 6,00, per fare il traghetto! E il bello viene adesso: la sera, quando termina il turno dei lavoratori dipendenti Actv, allora spuntano tutti i "portoghesi", compresi gli ambulanti con le borse a cui la sera nessuno ha mai chiesto di esibire il biglietto, figuriamoci l'Imob. Vi invito tutti ad andare la sera dalle 18 in poi per esempio a S. Angelo: andate a vedere quanti strisciano il biglietto e soprattutto la qualità e quantità dei controlli.Mi domando quindi se dovrà sempre essere così, cioè che le conseguenze dei dissesti dei conti pubblici debbano sempre gravare sui quei cittadini che lavorano onestamente e se questi ultimi saranno sempre quelli che dovranno pagare il prezzo anche per chi non paga.Mi domando inoltre se invece che cambiare le tessere non fosse il caso di cambiare la classe dirigente dell'azienda in questione e di mettere qualche controllore anche di notte, dimodochè veramente tutti siano costretti (a ragione) a pagare il servizio di cui usufruiscono. Tra l'altro un'azienda seria le tessere nuove agli abbonati avrebbe dovuto spedirle direttamente a casa. Mi complimento infine per la nuova linea per i veneziani: talmente assurda nelle sue limitazioni che è sempre vuota, provare per credere...Andrea RonconiVeneziaLa necessitàdi un presidiosanitario in centroSi apre il nuovo ospedale ed è un fato importante per la vita della città e di tutto il suo retroterra. Ma si pone subito una serie di problemi. Da un lato il destino dell'area dell'ex Umberto I, uno spazio prezioso per lo sviluppo di Mestre, dove non si deve assolutamente lasciare via libera agli appetiti famelici della speculazione. Occorre che siano conservati gli edifici storici, le alberature e gli spazi verdi, la sponda del Marzenego: siamo in un centro città già ampiamente cementificato, che non ha bisogno certo di eccessivi spazi costruiti. Inoltre poniamo il problema dell'accesso di altre automobili nel centro cittadino: occorre che si definiscano bene i percorsi e le modalità per fare in modo che entri il minor numero di auto possibile. Questo deve valere anche per la fase del cantiere.Ultima ma attualmente più importante questione: la necessità che, finchè dureranno i problemi nella tangenziale, l'Asl organizzi un posto di primo soccorso in funzione delle problematiche di Marghera, Portomarghera, e dei quartieri sud ed est di Mestre (Piave, Viale San Marco, Altobello), tutti luoghi che si trovano ad una distanza chilometrica significativa dall'ospedale. Va considerato il bisogno di un filtro delle situazioni meno gravi, a fronte della presenza di un pronto soccorso aperto a tutta la provincia (e quindi inevitabilmente condizionato dalle urgenze). Ma anche, contemporaneamente la necessità di disporre uno spazio per l'elisoccorso nel caso in cui le code in tangenziale impediscano un accesso rapido all'Ospedale dell'Angelo. È evidente che una riflessione di questo tipo fa riferimento anche ai rischi di inquinamento ed agli infortuni sul lavoro che possono toccare la zona industriale di Portomarghera.Lorenzo PecunioI Verdi di MestreTagli di organici,Istituto "Parolari"in difficoltàIl Consiglio dell'Istituto comprensivo "Parolari" di Zelarino (5 scuole elementari e 2 medie anche nelle sedi di Trivignano, Cipressina e Marocco) esprime forte preoccupazione per la formazione delle classi prime per il prossimo anno scolastico, considerando che le richieste di organico e di numero delle classi non hanno ottenuto risposte positive dall'Ufficio scolastico provinciale. Eppure erano indispensabili per garantire l'attuazione degli obiettivi formativi. In particolare: per la scuola primaria i tagli in organico ridurranno in modo significativo il numero delle ore di co-presenza in tutte le classi compromettendo la possibilità di attuare percorsi didattici per l'integrazione degli alunni stranieri (in continuo aumento); la mancata istituzione di classi a tempo pieno costringe poi a garantire la copertura del tempo scuola richiesto dalle famiglie ridistribuendo l'organico di istituto a scapito della qualità didattica.Per la scuola media (Secondaria): l'istituzione di una classe in meno costringe, nel rispetto dei vincoli strutturali, a distribuire gli alunni nelle 4 realtà in deroga al numero massimo di alunni previsto e alla "territorialità". Questo soprattutto in presenza di alunni con handicap e di stranieri.L'Istituto, preso atto dell'organico per l'anno scolastico 2008/09, evidenzia ancora una volta la difformità delle risorse assegnate alle condizioni necessarie per rispondere ai bisogni del territorio, ma ritiene però importante ricercare condizioni che garantiscano qualità e attenzione ai bisogni formativi degli alunni e delle famiglie, rispetto dei diritti.Pertanto ribadisce le proprie richieste per non creare situazioni difficili che possano ripresentarsi e rinnovarsi creando condizioni di disagio e difficoltà.Consiglio d'Istituto dell'Ist. comprensivo ParolariZelarino.

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Segue elettore (sezione: Burocrazia)

( da "Riformista, Il" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Segue elettore Tuttavia, questa non è una buona ragione per mandare in malora la prima opportunità concreta in molti anni per metter mano ai numerosi interventi che sono necessari per rimettere in piedi un paese catatonico. Chi crede nella possibilità di una sinistra liberale e riformista che faccia l'opposizione, candidandosi a governare in futuro, deve criticare con fermezza la norma surrettiziamente inserita nel decreto sicurezza, ma senza farsi suggestionare dalla fervida immaginazione di chi comincia a gridare al pericolo del "regime". Impiegare i militari come supporto - se necessario - alle forze dell'ordine, o porre il problema di una revisione dell'irragionevole finzione dell'obbligatorietà dell'azione penale, sono interventi che non minacciano la libertà di una democrazia matura come quella italiana. Al contrario. Se, come ci sono buone ragioni per pensare, questi sono provvedimenti indispensabili per risolvere emergenze di ordine pubblico o per correggere distorsioni nell'amministrazione della giustizia, bisogna portarli avanti. Mettendo il governo di fronte alla responsabilità di adempiere alla propria missione, che non è risolvere i problemi giudiziari di Silvio Berlusconi ma affrontare quelli del paese. La seconda osservazione riguarda il Pdl. La credibilità, e la capacità di incidere, di questa maggioranza dipende dalla chiara percezione di un fatto. Stavolta la vittoria elettorale non può essere attribuita alla paura degli eccessi della magistratura, agli effetti di un'abile propaganda, o alle doti - indiscutibili - di simpatia di un grande comunicatore. Gli italiani hanno votato in grande maggioranza Pdl, e hanno continuato a farlo ancora nei giorni scorsi, perché sono stanchi, impauriti, umiliati. Perché non vogliono sentirsi dire che pagare le tasse è bellissimo mentre lottano per ottenere ciò che sarebbe loro diritto da una burocrazia inefficiente e ottusa. Hanno perfino finto di credere che Silvio Berlusconi abbia i capelli corvini, sperando che avesse almeno la tempra morale sufficiente per chiudere con dignità la propria esperienza politica. Che volesse entrare nei libri di storia come un riformatore e non come uno che fu attento solo al proprio tornaconto. Ciò che è bene per Berlusconi non è necessariamente bene per il paese. A questa massima dovrebbe ispirarsi una maggioranza che non voglia tradire la fiducia dell'elettorato. Su questa premessa, l'opposizione riformista può dire i sì che sono indispensabili, senza esporsi all'accusa di essere incapace di svolgere il proprio ruolo. Mario Ricciardi 18/06/2008.

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Tremonti ai sindacati: manovra da 13 mld. Gli enti locali: un terzo sulle nostre spalle (sezione: Burocrazia)

( da "Rai News 24" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma | 18 giugno 2008 Tremonti ai sindacati: manovra da 13 mld. Gli enti locali: un terzo sulle nostre spalle Giulio Tremonti La manovra per il 2009 sarà di 13 miliardi, nel 2010 di 7,1 e nel 2011 di 14,6. Lo avrebbe detto in occasione dell'incontro con le parti sociali, oggi, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, annunciando che la manovra triennale sarà di 34,8 miliardi. Il deficit del 2008 si attesta al 2,5% tendenziale mentre la crescita del Pil è allo 0,5%, avrebbe detto sempre Tremonti nell'incontro con le parti sociali. Tremonti avrebbe detto che "non esiste risanamento senza sviluppo economico. Occorre concentrazione dei fondi pubblici in un'unica cabina di regia presso il Cipe presieduta da Berlusconi". Gli obiettivi del Governo, ha aggiunto Tremonti, sono il ritorno al nucleare, la banda larga, la riduzione della burocrazia, la riforma del processo civile con l'introduzione del fascicolo elettronico. "Avremmo preferito trovare i conti in discesa e non in salita", avrebbe detto il ministro dell'Economia illustrando la manovra alle parti sociali. Dei 13,1 miliardi, 4 sono da entrate fiscali e il resto da riduzione della spesa pubblica. Le entrate deriveranno da interventi su banche, assicurazioni ed energia. Per il vice presidente di Confindustria, Alberto Bombassei, il giudizio di Confindustria sulla manovra economica del governo "è positivo". Questa mattina nella sede della Conferenza delle regioni un via vai di presidenti, assessori, tecnici e soprattutto carte continua idealmente lavori che si sono protratti per quasi tutta la notte. I presidenti di regione si sbottonano poco ma, tuttavia, da ambienti tecnici filtrano le prime cifre di dettaglio, che dovrebbero essere quelle definitive. Dopo il lavoro delle diplomazie e le innumerevoli limature, ci sarebbero per alcuni capitoli "sensibili aggiustamenti" di tiro a favore degli enti locali ma, fanno sapere che "la manovra si annuncia comunque molto robusta". Le ultime cifre parlano di sacrifici che alla fine peseranno su regioni e altre autonomie, per un terzo del complesso della manovra. Solo per il 2009, su un totale di 13,1 miliardi, 3,4 sarebbero i tagli, ai quali si deve però aggiungere un miliardo sottratto alla sanità. Complessivamente regioni, province, comuni e comunità montane, si troveranno a pagare un conto di 4,4 miliardi di euro solo per il prossimo anno. Una cifra che peserà per il 33,6%. Insomma, "un terzo della manovra complessiva sarà sulle spalle degli enti locali". Per il triennio "si assisterà - fanno sapere sempre da ambienti tecnici - a un trend di tagli progressivamente in ascesa e che toccherà, nel 2011 la cifra di 9,2 miliardi ai quali si devono però aggiungere 3 miliardi per la sanità (1 sul 2011 e 2 di trascinamento dagli anni passati) confermando per il triennio 2009-2011 la media del 34,9% di riduzione sul totale complessivo della manovra che si attesterà alla fine a 23,8 miliardi di euro".

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Tartufo d'Alba tutelato da una legge (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

REGIONE. APPROVATA LA PROPOSTA DI CIRIO E SIBILLE Tartufo d'Alba tutelato da una legge [FIRMA]ROBERTO FIORI ALBA Tutti uniti, in nome del tartufo. Con un voto unanime degno delle cause più nobili, ieri il Consiglio regionale ha approvato la nuova legge "in materia di raccolta e coltivazione dei tartufi e di valorizzazione del patrimonio tartufigeno regionale", frutto dell'unificazione del disegno di legge presentato dalla Giunta regionale con l'assessore Bruna Sibille e della proposta di legge presentata dai consiglieri Alberto Cirio e Bruno Rutallo. Un atto normativo molto atteso da tutto il settore, che promette di regolamentare il complicato mondo del pregiato fungo ipogeo, in vista del 15 settembre, avvio dela raccolta del tartufo bianco d'Alba. Semplificazione burocratica per il rinnovo delle abilitazioni ai cercatori; introduzione di una norma specifica per la diffusione della coltivazione del tartufo nero; apertura a nuovi sistemi di finanziamento per la tutela dei territori a vocazione tartufigena; approvazione di uno specifico provvedimento attuativo. Sono queste le principali novità del testo, che ha anche "salvato" la possibilità di effettuare la tradizionale ricerca notturna. Più in generale, gli obiettivi principali della legge sono: promuovere la tutela dei tartufi e dell'ambiente naturale in cui si riproducono; migliorare e sviluppare la tartuficoltura sul territorio regionale. Poiché la trifola è uno dei prodotti più raffinati e preziosi del Piemonte, un vero e proprio volano per il commercio degli altri prodotti piemontesi e per il turismo, in Regione hanno pensato di tutelare e valorizzare al meglio gli ecosistemi tartufigeni, promuovendo la conservazione e la diffusione delle provenienze autoctone e delle piante ospiti, nonché il miglioramento e lo sviluppo della tartuficoltura, ispirandosi a criteri di qualità, di eccellenza e di tutela dei consumatori. In concreto, gli interventi che si intendono realizzare e finanziare riguardano la programmazione concertata e strategica tra Regione, enti, associazioni, consorzi, istituti scientifici e di ricerca, diversificando gli strumenti di gestione e finanziamento per consentire la massima flessibilità. I destinatari del provvedimento sono gli enti territoriali (Province, Comunità collinari, Comunità montane e Comuni), le associazioni di cercatori del tartufo, i consorzi tra titolari o conduttori di aziende agricole e forestali, gli istituti scientifici e di ricerca, i consumatori. "Questa legge - spiega l'assessore Bruna Sibille - è positiva perchè va verso la valorizzazione del territorio, lo snellimento delle procedure burocratiche e la salvaguardia ambientale di zone che vanno protette e tutelate per garantire un prodotto fondamentale. Motivo di soddisfazione è anche il largo consenso coagulatosi intorno alla proposta portata in aula dai relatori Rutallo e Cirio". Parole di approvazione arrivano sia dalla maggioranza, sia dall'opposizione. Il consigliere regionale Cirio esprime "grande soddisfazione per una legge che rinnova, pur nel rispetto della tradizione, snellisce la burocrazia e incrementa le risorse per la tutela del tartufo. Sono particolarmente orgoglioso, in quanto albese, di essere stato primo firmatario e relatore di questa legge".

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Unioni collinari (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

PICCOLI COMUNI. PROPOSTA DI ACCORPAMENTO Unioni collinari [FIRMA]ENRICA CERRATO MONTIGLIO MONFERRATO Continua a far discutere la proposta dei ministri Brunetta e Tremonti di accorpare i Comuni fino a 5 mila abitanti. A contestarla (o comunque a manifestare perplessità), sono sindaci e amministratori di vario colore politico. Nell'Astigiano un esempio di unione c'è già. E' Montiglio Monferrato (1736 abitanti), nato dieci anni fa dalla fusione con Colcavagno e Scandeluzza. Allora era sindaco l'attuale vice, Dimitri Tasso, in questi giorni eletto vicepresidente regionale dell'Anci. Un osservatorio privilegiato per valutare la proposta del Governo. Tasso è fortemente dubbioso: "Partiamo dalla nostra esperienza - racconta - i primi tre anni sono stati veramente difficili, tre catasti da unificare, cambi di indirizzo per gli abitanti, burocrazia infinita, banche dati che sulla carta esistono, ma non funzionano. Doppie e triple via Roma o via Torino. E c'è ancora gente che riceve cartelle esattoriali sbagliate a dieci anni di distanza dalla fusione". Un esempio per tutti: i contributi agli agricoltori vengono calcolati sulla base dei dati castastali. Se un contadino ha terreni a Scandeluzza, non risulta in Montiglio Monferrato, e la pratica torna indietro. "Poi si risolve, ma ci passa un anno e i soldi non arrivano". Secondo Tasso, il risparmio va affrontato in altro modo: "Ci sono servizi che possono benissimo essere centralizzati, nell'unione collinare con un unico ruolo gestiamo i rifiuti. Ed è più semplice, meno costoso e non intacca il servizio ai cittadini". Dimitri Tasso proprio su questo punta, anche alla luce del nuovo incarico all'Anci, per il quale sta organizzando un ciclo di incontri a settembre con le unioni collinari per capire dove funzionano e dove ci sono carenze: "Le comunità possono dare un validissimo e risparmioso supporto dietro le quinte, ad esempio su ruoli, tasse, contabilità, ma il cittadino di un paese deve trovare comunque un riferimento". Quanto al risparmio che ci potrebbe essere sui costi del personale, Tasso si dice dubbioso: "Si creerebbe una sorta di piramide impiegatizia dove c'è un coordinatore e altri sotto, con il risultato che lavora chi è allo sportello e sul resto..". Ad esempio porta la storia degli uffici dell'Agricoltura decentrati. "Una volta c'era l'ispettorato in piazza Astesano che dipendeva dal ministero con una quarantina di addetti, poi è passato sotto la Regione è diventato Sda ma era uguale e infine adesso è sotto la Provincia e ha cambiato sede, ma il tipo di lavoro che svolge è lo stesso". Quale potrebbe essere la ricetta giusta? "Se si dovesse usare uno slogan, potremmo dire che è utile migliorare il servizio, ma senza sguarnire il territorio".

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Donne imprenditrici:+1% in Sardegna (sezione: Burocrazia)

( da "Sardegna oggi" del 18-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'imprenditoria femminile cresce in Sardegna, anche se permangono difficoltà legate all'accesso al credito, al rapporto con la burocrazia ed alla conciliazione tra lavoro e famiglia. Secondo i dati semestrali dell'Osservatorio sull'imprenditoria femminile, illustrati in occasione della presentazione alla stampa del "Primo Giro d'Italia delle donne che fanno impresa", nel 2007 le attività femminili nell'Isola rappresentavano un quarto del totale delle imprese attive (36.649 rispetto a 150.145,) con un tasso del 24,4%. -->CAGLIARI - Rispetto al 2006, quando si contavano 36.279 imprese femminili rispetto alle 149.375 totali, si registra un incremento dell'1,02% che in termini assoluti significa 370 nuove imprese al femminile. Per la presidente del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Cagliari, Maria Cocco, si tratta di una "vera sorpresa a fronte del pericoloso arretramento del sistema imprenditoriale regionale nel suo complesso, per per la prima volta dal 2001 segna un valore negativo (-0,5%) nel saldo 2006/2007, fra apertura e chiusura di attività". Le donne che hanno deciso di aprire un'impresa in Sardegna sono impegnate soprattutto nel commercio (12.260 tra ingrosso, dettaglio e beni per la casa), nell'agricoltura (8.922), nelle attività manifatturiere (3.423), in quelle immobiliari, noleggio, informatica e ricerca (3.084) e nei servizi pubblici, sociali e personali (2.801). Sono, comunque, in aumento settori tradizionalmente meno riservati alle donne come nel caso delle costruzioni (+10,32%) e nell'intermediazione monetaria e finanziaria ( +7,26%). Delle 36.649 imprese in rosa il 74,18% (75,31% nel 2006) è rappresentato da attività individuali (micromiprese) ed il 16,2% (15,85% nel 2006) da società di persone anche se si assiste ad un incremento, tra il 2006 e 2007, del numero delle società di capitali (+11,46%) delle cooperative (+7,14%) e dei Consorzi (+5,88%). In massima le donne guidano le proprie imprese come titolari (35,3%) o come amministratrici (33,4%), mentre è bassa la quota delle socie (20,4%). La maggior parte delle imprese femminili, come anche di quelle totali, si colloca nei bacini territoriali di Cagliari (15.780 nel 2007 e 15.669 nel 2006) e di Sassari (10.851 nel 2007 e 10.706 nel 2006); seguono il Nuorese (6.717 nel 2007 e 6.615 nel 2006) e l'Oristenese ( 3.301 nel 2007 e 3.259 nel 2006). "La Regione ha messo a disposizione nell'ultima Finanziaria delle risorse importanti, 500 mila euro, per garantire chi garantisce le imprese femminili - ha ricordato l'assessore regionale del Lavoro, Romina Congera, - entro giugno, un po' in ritardo, faremo partire il bando per l'assegnazione di queste risorse". I contributi regionali vanno ad affiancarsi ai 50 mila euro stanziati dalla Camera di Commercio ed ai 150 mila della Provincia di Cagliari. -->.

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La pesca europea riparte dal "Patto di Venezia" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ministri responsabili del comparto riuniti in Laguna. A fare da sfondo l'emergenza per il prezzo dei carburanti per tutte le marinerie La pesca europea riparte dal "Patto di Venezia" L'eurocommissario Borg: il 24 giugno presenterò il pacchetto completo. Zaia: pronto il decreto per la modernizzazione del settore Il più agguerrito ieri era il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, che ha ospitato a Venezia un vertice d'emergenza sulla crisi della pesca. In Italia e in Europa. L'Europa ha risposto a ranghi ridotti, dimostrando ancora una volta le divisioni carsiche che attraversano un'Unione che fatica a trovare voce e strategie comuni.Con il nostro ministro c'erano i colleghi responsabili per la pesca di Slovenia, Iztok Jarc, (che è anche presidente di turno a livello comunitario) e quello francese, Michel Barnier (la Francia dal 1. luglio prenderà la presidenza semestrale della Ue); Jaime Silva (Portogallo), Elena Espinosa Mangana (Spagna) oltre a a due segretari generali per la Grecia e Malta.Un vertice informale, dice la burocrazia, ma la crisi è tutto fuorchè informale e l'iniziativa di Zaia è solo un primo passo per arrivare a una nuova e più organica politica per l'intero settore. E se Bruxelles pensa di essere il "padrone del vapore" si sbaglia di grosso, "Per quel che mi riguarda -ha sottolineato il ministro- in commissione agricoltura non sarà così".Parole dure ma condivise, con il ministro francese che ha spiegato come i sette punti del "Documento" scaturito dal vertice veneziano -destinato a diventare un appuntamento strutturale- sono altrettante proposte indirizzate all'eurocommissario all'Agricoltura e Pesca Joe Borg in previsione del Consiglio dei ministri europei competenti del 23 e 24 giugno.All'iniziativa di Zaia e al "Documento" ha replicato immediatamente Borg. L'eurocommissario al Cdm europeo del 24 presenterà un pacchetto di misure per affrontare la difficile situazione nel settore a causa del caro-petrolio. Un'ipotesi di intervento che si configura come "piuttosto completo", con proposte di breve termine per quanto riguarda un sostegno immediato a livello economico e sociale per affrontare la situazione "molto preoccupante" del settore, e un pacchetto di misure più a medio e lungo termine per rimettere in moto l'industria della pesca e garantirle un avvenire "sostenibile e duraturo".Se questo è un dribbling di Borg, certamente quanto anticipato riprende elementi del vertice dai ministri "mediterranei" che hanno sottolineato l'assoluta inadeguatezza degli stanziamenti attualmente disponibili rispetto alle esigenze della pesca. Zaia: "Ci muoviamo su più livelli esattamente come è stato pensato il decreto di modernizzazione del settore che il governo italiano si appresta ad approvare e che prevede: fermo pesca temporaneo, fermo definitivo e ammortizzatori sociali assieme ad incentivi per chi vuole lasciare il settore".Incentivi che si traducono in "rottamazione" dei pescherecci considerato anche che il 30\% della flotta da pesca nazionale (circa 14.000 barche) ha un'età media di 28 anni ed è largamente inadeguato.La copertura per l'intera operazione, assicura Zaia, è garantita dal fondo per la pesca capace di una disponibilità di 157 milioni di euro.L'Italia allora può essere un modello anche per l'Europa se non altro per l'importanza del settore (88mila addetti) e dimensioni della sua flotta, seconda numericamente e quarta per tonnellaggio in ambito Ue. Infatti, una delle prime richieste avanzate dal summit lagunare è l'aumento della dotazione del Fondo europeo per la pesca (Fep) da ridistribuire agli Stati membri, ma anche l'autorizzazione al varo di strumenti nazionali destinati a stabilizzare il prezzo del gasolio per le marinerie e ancora l'aumento dei massimali fissati per la concessione di aiuti di Stato de minimis, che Zaia in particolare vuole alzare da 30 ad almeno 100mila euro. Obiettivo non facile da raggiungere: per sfuggire all'Antitrust di Bruxelles l'eventuale provvedimento dovrà essere adottato in sede comunitaria e riguardare tutti gli Stati dell'Unione.Agostino Buda.

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Il pionere della radiofonia che ha fatto scuola a Salerno (sezione: Burocrazia)

( da "Citta' di Salerno, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL PERSONAGGIO/Teodoro Maffia Il 63enne patron di Radio Bussola è stato anche insignito del premio giornalistico cittá di Taormina "Ho unito la passione per il giornalismo con la musica" E' stato il pioniere della radiofonia quando ancora cellulari e computer erano perfetti sconosciuti. Eppure, da oltre trent'anni, è in "pista" senza alcuna voglia di andare in pensione. Diodoro Maffia, per tutti Teodoro (il nome è un errore da "ghirigoro" anagraficoÉ) è il patron di Radio Bussola 24, l'emittente storica della cittá, la più ascoltata con un bacino di utenza che abbraccia anche Basilicata e Calabria. " Ma come inizia la passione per la radio? " "Prima che per la radio la mia vera passione è per il giornalismo. Ho sempre avuto il pallino della notizia. Da giovanissimo iniziai a collaborare con quotidiani locali, il Plaza News diretto da Franco Simonetti, "Il Mensile" di Demetrio Cuzzola, il Corriere di Salerno, Il Mezzogiorno". " Poi la folgorazione della radio. " "Prima ancora della televisione. Ancora giovanissimo, collaboravo con l'emittente Telesud, all'epoca guidata da Peppe Abbondanza. Nel '76 con gli amici Gino Sarli e Lino Senatore decidemmo di aprire una radio e una televisione. La Tv si chiamava "Telecity", aveva gli studi negli interrati della chiesa di Torrione. Le leggi erano a nostro favore, con poco e senza troppa burocrazia potevi accendere un segnale. Quella era una tv completamente diversa da adesso, in bianco e nero, senza palinsesti né telecamere esterne, spesso improvvisata. All'epoca il direttore era Attilio Reggiani. Per mandare in onda una trasmissione si impiegavano giornate intere, spesso si lavorava anche di notte. A noi piaceva perché ci permetteva di stare vicini alla gente, alle esigenze dei cittadini. I politici non ci pensavano proprio, ancora non avevano capito l'importanza della comunicazione televisiva. Nell'80, poi, la tv fu rilevata dalla famiglia Lambiase che ancora guida Tv Oggi". " Insomma, rimase solo la radio. " "Esatto. Mi dedicai totalmente alla radiofonia. Mi piaceva, perchè la radio mi consentiva di unire le mie due più grandi passioni: il giornalismo e la musica. Il primo programma si chiamava "Caffè dello sport", andava in onda il lunedì e con ospiti in studio si parlava della giornata calcistica appena trascorsa". " Un altro programma al quale sei particolarmente legato? " "Si chiamava "Blu Notte", andava in onda dalle 22.00 all'una, era un contenitore in cui si ascoltava musica ma si parlava con ospiti e radioascoltatori. Per questo programma fui anche premiato da "Tv Sorrisi e Canzoni" per la mia voce "calda". " Che anni erano per la radiofonia salernitana? " "Di grandissimo fermento, basti pensare che negli anni '80 le radio, a Salerno, erano 22. Oggi non è rimasto praticamente nulla. L'unica ad operare ancora è proprio Radio Bussola, per me un vanto. Siamo stati i primi a trasmettere 24 ore su 24, i primi ad allargare gli orizzonti di copertura, ad operare continui investimenti strutturali, con un'impiantistica ad alta tecnologia digitale. E oggi, secondo Audiradio, l'emittente risulta essere la radio di Salerno e provincia con la più forte penetrazione di ascolto". " Un ricordo brutto? " "Forse proprio il conflitto con le altre radio. Nei momenti più importanti non era difficile che venisse oscurato il segnale, tagliati i cavi, staccata la corrente durante le dirette, bloccati i telefoni. Era quella concorrenza "sleale" che metteva un po' di "pepe" al nostro lavoro. Ma quante arrabbiature". " A Radio Bussola hanno lavorato in tantissimi. " "Qui sono nati e cresciuti professionalmente nomi come Pippo Pelo di radio Kiss Kiss, Davide Giordano di Radio Italia Network, Massimo Adinolfi di Rtl, Walter Festa di One One. E tantissimi giornalisti, solo per ricordare qualche nome, Ivano Montano, Eugenio Marotta, Pasquale Tallarino, Marcello Festa, Monica Di Mauro, Franco Esposito, Peppe Iannicelli, Carmine Pecoraro, Alfredo Boccia". " Teodoro, ti senti un po' vecchio? " "Vecchio no, ma ho fatto tante esperienze. La passione, però, non tramonta mai. Il giornalismo è una missione che senti dentro, un lavoro che ti porta a scendere in strada anche quando potresti stare comodamente seduto dietro la scrivania". " Quanto è cambiato il giornalismo radiofonico negli ultimi anni? " "Radicalmente. Io ricordo che durante il terremoto dell'80, per mandare in onda i servizi, facevamo veri e propri salti mortali, la spola da uno studio all'altro. Le radiocronache, poi, erano imprese impossibili. Al Vestuti, usufruivamo dei palazzi e della disponibilitá della gente per allungare fili da un balcone all'altro e consentire la trasmissione delle partite. Oggi con la tecnologia è tutto cambiato. Basti pensare che la radio è completamente informatizzata. Tutto si fa con il computer e la rete". " Il ricordo più bello della carriera? " "Tutto, tant'è che ancora sono qua. Ma sono felice perché in trent'anni ho prodotto ricchezza, nuovi posti di lavoro e tante idee. E voglio ancora continuare, ho ancora molto da dare". " Alla "pensione" ci pensi mai? " "Quasi mai. Anche se sono sicuro che la mia strada sará percorsa con successo da mio figlio Fabrizio, giornalista, ingegnere informatico, dj, che lavora in radio e continuerá a portare avanti il nome di Radio Bussola". " Ma qual è il tuo elisir di lunga vita? " "Bisogna rinnovarsi giorno dopo giorno, mettersi continuamente in gioco. Se ci si siede è finita. Io non mi arrendo e ho una grande voglia di continuare a fare questo meraviglioso mestiere". Caterina La Bella.

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Albergatori, un manifesto per il governo (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Asat-Federalberghi: più lavoro stagionale, meno burocrazia e tasse TRENTO. Semaforo verde per le proposte di rilancio del turismo elaborate dall'Asat, l'associazione degli albergatori trentini. Fatte proprie da Federalberghi nazionale, sembrano essere in buona sintonia con l'azione del governo. Trovano già alcuni riconoscimenti nella manovra varata ieri dal ministro Tremonti e piacciono al ministro per la semplificazione Roberto Calderoli. I punti principali: reintroduzione del lavoro a chiamata e dell'apprendistato stagionale, semplificazione fiscale, detassazione e decontribuzione del lavoro straordinario. "Meno tasse, meno burocrazia, sopratutto una gestione del lavoro più flessibile": erano le parole d'ordine del presidente Natale Rigotti per l'assemblea annuale degli albergatori. Era la risposta al disagio espresso dalla categoria. L'Asat lo ha saputo tradurre in un documento che, discusso ed integrato, Federalbeghi ha fatto proprio. "Nodo fiscale a parte, la richiesta più forte riguarda la semplificazione burocratica" dice il direttore Asat Roberto Pallanch che ha coordinato il testo. "Significa che gli albergatori trentini sanno interpretare anche le tendenze di tutta la categoria" commenta Rigotti. Due i temi centrali, lavoro e fisco. La prima richiesta è di ripristinare nel turismo il lavoro a chiamata, ossia la possibilità di assumere personale temporaneamente, anche in giorni e periodi diversi dai fine settimana e dalle vacanze ed anche se sotto i 25 o sopra i 45 anni. Si chiede anche di abolire i limiti (36 mesi) dei contratti a termine e ripristinare il contratto stagionale (oggi triennale) e di consentire all'azienda di comunicare le assunzioni non più 24 ore prima dell'ingresso del lavoratore, ma all'Inail il giorno stesso ed agli altri enti entro 5 giorni. Con la richiesta che una sola denuncia valga per tutte: ci pensino gli istituti ad aggiornarsi. Sul piano fiscale gli albergatori chiedono la riduzione dell'Iva alla media europea del settore (il 4% in Spagna, il 5% in Francia, il 7% in Croazia contro il 10% dell'Italia), e la detassazione e la decontribuzione sia del lavoro straordinario, sia di quello a chiamata. Seguono poi la (rituale) richiesta di abolire Irap ed Ici sugli alberghi ("Siamo gli unici che le paghiamo" protesta Rigotti), il mantenimento delle agevolazioni sul gasolio, il prolungamento dei termini per i documenti di valutazione dei rischi (scadono il 28 luglio 2008) e dell'antincendio (30 giugno 2009). Insomma, un bel pacchetto di rivendicazioni che, dopo aver trovato l'assenso dei colleghi altoatesini, è diventato un "manifesto" nazionale. Le consonanze con i progetti di semplificazione annunciati dal governo ci sono. Per le tasse, con l'aria che tira, sarà più dura. Ma già l'alleggerimento burocratico sarebbe un buon risultato. Poi toccherà agli albergatori sedersi al tavolo con i sindacati: per dimostrare che meno regole, per l'Asat, non significa niente regole.

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Così a Vicenza il latte diventa più Centrale (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LO STABILIMENTO. Lo stato maggiore della società torinese ha presentato ieri in anteprima il sito di via Faedo che sarà inaugurato sabato Così a Vicenza il latte diventa più Centrale RICCARDO POZZOLI di Marino Smiderle "Ci credete adesso?". Sì, Vicenza ci crede, i torinesi sono stati di parola. Magari con un po' di ritardo ("la colpa è della pazzesca burocrazia") ma il risultato è da circoletto rosso. Uno stabilimento di prim'ordine, all'avanguardia da tutti i punti di vista, estetica compresa, e pronto a produrre 900 quintali di latte fresco, 160 quintali di panna, 400 quintali di latte Uht e 200 quintali di yogurt al giorno. Benvenuti alla Centrale del latte di Vicenza, nuova di zecca, bella ed efficiente. "Spero che adesso non si ripeta più il ritornello di Torino che si porta via lo storico marchio vicentino - attacca Luigi Luzzati, presidente del gruppo Centrale del latte di Torino - e che nessuno pensi che la città abbia un nuovo teatro solo perché ha venduto la Centrale del latte. Il vantaggio dei vicentini è palpabile: sei anni dopo hanno sia il teatro che la centrale del latte nuovi. Meglio di così...". Come dar torto a Luzzati. Il giro istruttivo all'interno dello stabilimento di via Alessandro Faedo (12 mila metri quadrati coperti su un'area di 60 mila metri), aperitivo dell'inaugurazione ufficiale prevista per sabato 21 giugno, aiuta a capire lo sforzo fatto dall'azionista di riferimento e il percorso compiuto dal 2002, l'anno in cui venne perfezionata la cessione della Centrale del latte da parte del Comune di Vicenza, ad oggi. "L'idea di questo stabilimento - spiega Luzzati - nasce dall'esigenza dell'amministrazione comunale di Vicenza di liberare l'area di via Medici. Noi abbiamo colto questa opportunità investendo 30 milioni di euro e spostando qui in via Faedo l'attività produttiva di tre siti produttivi: quella di via Medici, appunto, quello di Valdagno e quello di Carmagnola (Torino)". Eppure l'idea di fare una sede di questo tipo nasce molto prima, verso la fine degli anni '80, quando ancora l'acquisto della Centrale del latte di Vicenza era di là da venire. "Andai a visitare un paio di stabilimenti in Svezia - racconta Riccardo Pozzoli, presidente della Centrale del latte di Vicenza, oltre che vicepresidente esecutivo e amministratore delegato del gruppo torinese - e rimasi impressionato per la localizzazione e la funzionalità. Per questo quando ho parlato con lo studio Forma di Milano ho chiesto un progetto che ricordasse quei siti svedesi, immersi nel verde. Ed eccolo qua". Lo stabilimento, realizzato dalla Maltauro, ha infatti un bel polmone verde proprio nella zona dove parcheggeranno l'auto i 60 addetti. Più che un parcheggio, in effetti, è un giardino, con tanto di laghetto, di alberelli e fiori, più o meno come sognava Pozzoli ai tempi dei viaggi in Svezia. Al di là di questa gradevole apparenza, c'è una sostanza fatta di impianti modernissimi, di laboratori efficienti, di uffici accoglienti. Si comincia da quando arriva il latte dal produttore, che si ferma un momento all'ingresso previsto, scarica una piccola dose di latte che viene testata dai tecnici di laboratorio i quali daranno poi l'ok definitivo per svuotare il carico. Da quel momento in poi, attraverso un'altra sfilza di controlli interni, il latte finisce in uno dei tanti serbatoi in acciaio inossidabile sistemati all'esterno. "Ne abbiamo messi tanti di dimensione non eccessiva - spiega Pozzoli - perché in questo modo è agevole procedere alla tracciabilità del prodotto". Poi si passa alla fase produttiva vera e propria, che con le varie strumentazioni convoglia il latte verso il settore latte fresco, Uht, yogurt o panna. "Con questo stabilimento - conclude Nicola Codispoti, amministratore delegato della Centrale del latte di Vicenza - noi vorremmo costituire una sorta di polo di aggregazione per il settore e produrre anche per altre realtà e per altri marchi. Oggi non è facile per nessuno trovare le risorse per fare un sito del genere".

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Sì dei comuni agli uffici aperti il sabato (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il capo dell'esecutivo incassa l'ok dei municipi e conferma per il 4 luglio il giorno della sburocratizzazione. Saro: bene la lotta ai fannulloni Sì dei Comuni agli uffici aperti il sabato L'Anci accoglie la proposta del presidente, ma chiede che valga per tutti gli enti locali UDINE. "Siamo piú che disponibili ad accogliere questa come qualsiasi altra sollecitazione del presidente Tondo e dei suoi assessori. Poniamo solo una condizione, di carattere generale e cioè che ogni ragionamento, ogni ipotesi, ogni provvedimento riguardi tutto il sistema: dal più piccolo comune alla Regione. La specialità del Fvg non deve e non può riguardare solo la Regione, ma il sistema degli enti locali nel suo complesso". Così, con grande disponibilità al dialogo e al confronto, risponde il presidente dell'Anci Gianfranco Pizzolitto alla sollecitazione del presidente della Regione Tondo relativamente alle aperture dei comuni anche al sabato. La risposta è emersa nel corso della riunione del comitato esecutivo dell'Anci che si è svolto ieri a Udine e nel corso del quale i sindaci presenti, da Nerio Belfanti, sindaco di Prata di Pordenone e vice presidente vicario dell'Anci a Paolo Dean, sindaco di Fiumicello, vice presidente dell'Anci, dal sindaco di Gemona Gabriele Marini a quello di Campolongo Giovanni Cumin che evidenziavano come nella stragrande parte dei comuni i servizi dell'anagrafe ed altri servizi ancora sono già disponibili al sabato. Incassato l'ok condizionato dei comuni, ieri Tondo ha confermato per il 4 luglio la giornata della sburocratizzazione del sistema regionale. Lo ha fatto intervenndo ieri al seminario su "La misurazione degli oneri amministrativi per la riduzione dei costi sostenuti dalle imprese", tenuto a Trieste. Il 4 luglio, infatti, Tondo riceverà singolarmente, assieme agli assessori competenti, i rappresentanti delle diverse categorie (industriali, artigiani, agricoltori, commercianti, liberi professionisti) per chiedere loro quali siano le norme ed i regolamenti che andrebbero modificati, valutare le loro proposte. "Il sistema pubblico del Paese costa in media 4500 euro a cittadino contro i 3000 euro a persona spesi dalla Spagna", ha ricordato Tondo, evidenziando così l'importanza di una riduzione dei costi della burocrazia e della politica. Anche il senatore Ferruccio Saro (Pdl) ieri ha reso merito a Renzo Tondo: "Si sta muovendo bene" in particolare nei confronti degli Enti locali "che a fronte dell'impegno regionale dovranno organizzarsi in modo da offrire maggiori servizi ai cittadini, come le aperture al sabato. Una mossa più che intelligente, direi quasi strategica - ha detto Saro - che rientra nella logica di colpire non solo i fannulloni, ma anche la burocrazia di per sé "fannullona"".

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Cresce l'impresa al femminile (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Sabrina Zedda Cresce l'impresa al femminile Indagine della Camera di commercio: l'aumento è stato dell'uno per cento La provincia di Cagliari è al secondo posto Il problema del credito CAGLIARI. Il piccolo miracolo dell'imprenditoria isolana veste di rosa e viaggia a un tasso di crescita dell'uno per cento all'anno. Come dire: se non fosse per le donne, il sistema economico crollerebbe a picco, anche se le difficoltà, soprattutto per quel che riguarda l'accesso al credito, non mancano e pesano sul futuro. è questa una delle più interessanti conclusioni a cui giunge l'indagine del Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio, in occasione della prima tappa (in contemporanea a Cagliari e a Roma) del "Primo giro d'Italia delle donne che fanno impresa". I dati, elaborati dall'Osservatorio dell'ente camerale, parlano chiaro: al 31 dicembre 2007 in Sardegna le imprese formate da donne erano 36.649 contro le 36.279 del 2006. Significa che in un anno le imprese femminili sono aumentate dell'1,02 per cento. Ma a stupire ancor di più è che questi numeri invertono la tendenza negativa sull'imprenditoria in Sardegna illustrata nelle scorse settimane, in occasione della Giornata dell'economia quando è stato portato all'attenzione di tutti il fatto che per la prima volta dal 2001 il sistema sardo ha segnato un arretramento: -0,5 per cento. Disgregando il dato regionale per provincia (secondo la vecchia ripartizione territoriale) sulle imprese in rosa emerge come l'aumento abbia interessato soprattutto Oristano, dove quello che in gergo tecnico è chiamato "tasso di femminilizzazione delle imprese" è aumentato dell'1,8 per cento. Seguono Cagliari e Nuoro con un più 0,4 per cento, mentre a Sassari le imprese al femminile sono passate dalle 10.706 del 2006 alle 10.851 dell'anno scorso. In soldoni, dice non poco soddisfatta Maria Cocco, presidente del Cif (l'unico in Sardegna e uno dei 100 sparsi per l'Italia), "ci troviamo davanti a un dato che dal 2003 è in aumento costante di circa un punto percentuale ogni dodici mesi".. Un dato che, aggiunge Cocco, ??va puntualizzato e valorizzato perché significa che se la vitalità delle imprese sarde non ha tutti segni negativi è perché ci sono le donne??. La crescita ha riguardato soprattutto il settore delle costruzioni (+10,32 per cento), dell'intermediazione finanziaria (+7,26 per cento), della sanità e dei servizi sociali (+3,57 per cento), seguita dalla pesca, dalla itticoltura e servizi annessi e dal settore alberghiero e della ristorazione. A fronte di numeri tanto incoraggianti, tuttavia, le donne si scontrano ancora con troppe difficoltà: la burocrazia, certo, ma anche, e soprattutto, l'accesso al credito, per il quale la Camera di commercio ha cercato di fare qualcosa con l'istituzione di un fondo di garanzia a favore dei consorzi fidi di 50 mila euro. Il problema è stato recepito anche dalla Regione che, pungolata dall'assessore al Lavoro, Romina Congera, nell'ultima Finanziaria ha previsto un fondo di controgaranzia di 500 mila euro a favore delle imprese femminili. ??Entro giugno - dice l'assessore - speriamo che il fondo diventi realtà: deve però essere frutto di una sinergia e non di un lavoro unilaterale dell'assessorato??. Il "Giro d'Italia", promosso da Unioncamere e Comitati per l'imprenditoria femminile per sostenere le donne che fanno impresa, prosegue sino a martedì con altre quattro tappe nella penisola.

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Anci: anche la regione lavori al sabato (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Regione Anci: anche la Regione lavori al sabato I sindacati al governatore: pronti a discutere, no alle imposizioni UDINE I Comuni aperti il sabato? La proposta-provocazione di Renzo Tondo trova, se non condivisione, almeno apertura. Anci e sindacati si dichiarano "disponibili a parlarne". Anche perché, sottolineano, non sarebbe una novità: più di un Comune apre gli sportelli (ad esempio l'anagrafe) nel giorno prefestivo. Se però dovesse trattarsi di una norma, osserva il presidente dell'Anci Gianfranco Pizzolitto, "dovrà riguardare tutto il sistema: dal più piccolo Comune alla Regione". "L'apertura al sabato è già messa in atto da varie amministrazioni comunali - sottolinea il vice di Pizzolitto, Paolo Dean -, nulla vieta di ragionare assieme per verificare se l'estensione dell'iniziativa possa migliorare la qualità dei servizi: la legge di comparto nasce proprio per questo. Ma, se la riforma è appunto di comparto, la riflessione andrà fatta anche da Regione e amministrazioni provinciali". "La specialità del Friuli Venezia Giulia - aggiunge Pizzolitto - non deve e non può riguardare solo la Regione ma il sistema degli enti locali nel suo complesso". Nel corso della riunione del comitato esecutivo dell'Anci, ieri a Udine, alcuni sindaci presenti hanno a loro volta ricordato che in gran parte dei Comuni alcuni servizi, come quello dell'anagrafe, sono già disponibili dal lunedì al sabato. Lo rileva anche il sindacato. "La proposta di Tondo non è innovativa - dice Giancarlo Valent (Cgil) -. Estendere l'apertura a tutti? Imporla non mi pare una buona soluzione. Preferibile che siano i Comuni a valutare costi e benefici e a decidere, in piena autonomia, che cosa conviene loro fare. Il presidente dice che il comparto unico costa troppo? Una valutazione più compiuta andrà fatta tra due-tre anni". Dalla Uil arriva un'apertura più convinta. "Se non è una sparata strumentale siamo pronti al confronto - dichiara il segretario regionale Carlo Viel -. La prima cosa da fare è verificare se ai cittadini il servizio è gradito". Secondo Ferruccio Saro, infine, la proposta di Tondo è "un'ottima iniziativa anti-fannulloni. Gli uffici - sostiene il senatore azzurro - devono lavorare, produrre, aiutare il cittadino, essere sempre a sua disposizione". L'apertura prefestiva "è una mossa più che intelligente, quasi strategica, nella logica di colpire non solo i fannulloni, ma anche la burocrazia di per sé fannullona". (m.b.).

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L'ex rettore: saranno cinque anni memorabili (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine L'ex rettore: saranno cinque anni memorabili "Ringrazio tutti per i contributi, credo che potranno essere cinque anni memorabili". Dopo quasi sette ore di dibattito, nonostante i segni di stanchezza e la richiesta rigettata dall'assemblea di sospendere la seduta per riprendere fiato, il sindaco Furio Honsell, ha replicato invitando maggioranza e opposizione alla collaborazione. Tant'è che ha chiesto di poter avere gli interventi scritti per leggerli con calma. Rassicurato Natale Zaccuri (Pdl) sulle sorti del museo del Risorgimento, Honsell ha ammesso: "Non mi aspettavo che i consiglieri di maggioranza intervenissero così numerosi". E a chi lo accusava di aver scritto il libro dei sogni, il professore ha fatto notare che si tratta "dei principi su cui la maggioranza si ispira per fare le sue proposte". Alla leghista Barbara Zelè, invece, che aveva evidenziato l'assenza dell'assessorato alle Pari opportunità, Honsell ha ricordato che quella delega non l'ha prevista perché la considera una forma di ghettizzazione. Anche perché a palazzo D'Aronco la commissione Pari opportunità è operativa da anni. Chiarito che la delega alla sicurezza resta in mano sua, il sindaco ha ribadito di aver incaricato il consigliere dell'opposizione, Diego Volpe Pasini, a tenere i rapporti con i cittadini sulla sicurezza perché "in campagna elettorale è stato un oppositore leale". È stato allora che il primo cittadino si è detto preoccupato per la norma blocca-processi del governo Berlusconi: "La certezza della pena - ha sottolineato Honsell - serve per combattere la microcriminalità". Allo stesso modo si è soffermato sui costi della politica che tanti consiglieri d'opposizione temono di veder lievitare con la nomina dei consiglieri delegati e aggiunto al quale Honsell vuole affidare le tematiche sull'immigrazione. "Per risparmiare - ha suggerito il sindaco - riduciamo i gruppi consiliari, abbiamo verificato che nella precedente legislatura l'ipertrofia dei gruppi ha fatto raddoppiare i costi dei consigli comunali". Ma non basta perché Honsell si è detto pronto a ridurre pure il numero degli assessori non appena entrerà in vigole la legge regionale sugli enti locali. Rassicurato Piergiorgio Bertoli (Pdl) che i consiglieri delegati non saranno dei ras di quartiere, Honsell ha ricordato a Stefano Arpino che poco prima si era soffermato sulla volontà del centro-destra, qualora avesse vinto le elezioni, di istituire l'assessore alla Trasparenza, che lui quella delega l'ha già assegnata. Meno riuscita la risposta alle tesi leghiste in materia di sicurezza e immigrazione di Luca Dordolo: dopo un primo tentativo mal riuscito di comprensione, Honsell è stato costretto ad ammettere di non condividerle, ma di apprezzarle comunque. Come ha apprezzato l'analisi dell'ex assessore Luciano Gallerini, che ha parlato di una città immobilizzata dalla burocrazia soprattutto sul piano urbanistico visto che il nuovo Piano regolatore è ancora nella penna del progettista. Anche il vicesindaco, Vincenzo Martines, ha chiarito i dati di bilancio snocciolati da Gianni Ortis: "Non c'è alcun disavanzo, il documento contabile chiude con 6 milioni di utile". (g.p.).

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Non solo Erasmus (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Con gli accordi di mobilità Non solo Erasmus Oltre agli studenti regolarmente iscritti, che provengono da 51 paesi diversi, la Libera Università di Bolzano ospita studenti iscritti ad altri atenei che giungono a Bolzano grazie a programmi di scambio. Il più famoso di questi è senz'altro il programma Erasmus, il più importante programma europeo nel settore dell'istruzione universitaria. Il suo obiettivo è quello di migliorare la qualità e la dimensione europea degli studi universitari. Grazie al progetto Erasmus l'Unione Europea finanzia vari tipi di iniziative, le più importanti delle quali sono la cooperazione fra università dei paesi europei e la mobilità di studenti e docenti. La Libera Università di Bolzano ha inoltre sottoscritto accordi di mobilità con quattro Università d'oltreoceano. L'accordo riguarda gli studenti della Facoltà di Economia, che possono scegliere tra California State Polytechnic University (Pomona, USA), National sun Yat-sen University (Kaohsiung, Taiwan), University of Tasmania (Australia) e College of Charleston (South Carolina, USA). Quest'ultimo è aperto anche per gli studenti della Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche. I nuovi accordi alleggeriscono sia la burocrazia che le spese: lo studente in mobilità paga le tasse universitarie solo all'Ateneo di origine (tranne a Pomona, dove è prevista un'integrazione) e riceve una borsa di studio. Può inoltre accedere come gli studenti del posto ai servizi dell'Università ospite quali la biblioteca, la mensa o i corsi di lingua. Si tratta di un privilegio, se si considera che alcuni di questi atenei sono molto costosi (per esempio quasi 8 mila dollari a semestre presso il College of Charleston). Per ottenere la borsa di studio è necessario soddisfare alcune condizioni: gli studenti devono far approvare il piano di studi dalla propria Facoltà prima di partire e sostenere presso l'Università ospitante un numero minimo di esami. La mobilità degli studenti è favorita anche da Erasmus Mundus, programma che mira a promuovere nel mondo l'immagine dell'Unione Europea come luogo d'eccellenza nella formazione e a rafforzare la visibilità e l'attrattiva dell'istruzione superiore europea nei paesi terzi. La facoltà di Scienze e Tecnologie Informatiche offre attualmente 3 European Masters Programs come corsi di laurea specialistica internazionali: European Masters Program in Computational Logic, European Masters Program in Language and Communication Technologies, European Masters Program in Software Engineering. La Facoltà di Scienze e Tecnologie informatiche è coinvolta anche nell'accordo BIT, che rende fluido e semplice lo spostamento tra le Università di Bolzano, Trento e Innsbruck.

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I lituani: <È come la svastica al bando la falce e martello> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 145 del 2008-06-19 pagina 17 I lituani: "È come la svastica al bando la falce e martello" di Redazione La rivincita di un Paese invaso da nazisti e sovietici. Ma in Italia è impensabile imitarlo La decisione del Parlamento lituano di mettere al bando falce, martello e stella rossa non è né "triste" né "offensiva", come ha dichiarato Liudmila Alexeieva, responsabile moscovita del gruppo di Helsinki per i diritti umani. Il piccolo Paese baltico, annesso militarmente all'Unione Sovietica nel 1940, per quasi mezzo secolo è stato sottoposto al dominio russo e comunista senza essere né russo né comunista. La classe dirigente venne estromessa, perseguitata e sostituita con funzionari di partito; gli oppositori subirono tutta la sequenza dell'oppressione staliniana, incarcerati, spediti nei gulag, uccisi. Il popolo subì tutti i danni della collettivizzazione forzata, della burocrazia centralizzata, della totale mancanza di libertà. "Eravamo uno Stato totalitario, autoritario, ma non fascista", ha aggiunto la Alexeieva, seguita da parte della stampa russa: trascurando di ricordare che il comunismo ha provocato, nel mondo, centinaia di milioni di morti. A partire da quello sovietico. Certo, i lituani - come gli altri popoli che ebbero uguale sorte - non hanno mai dimenticato i tre feroci anni di occupazione nazista (1941-44), che fra l'altro portarono allo sterminio di duecentomila ebrei locali. Ma è significativo che oggi mettano sullo stesso piano svastica, falce e martello: anche se pure da noi c'è chi può fare fatica a capirlo. In Italia abbiamo avuto il più potente Partito comunista dell'Occidente, che però non è mai riuscito ad arrivare al potere, o alla dittatura, grazie non tanto alle virtù della nostra democrazia quanto al patto di Yalta, che nel 1945 ci destinò al mondo libero. Da noi, dunque, la falce e il martello non sono stati percepiti come simbolo di distruzione e di violenza tanto più cieca quanto lucida, come quella nazista. In Italia la memoria storica e collettiva di chi ancora crede nel marxismo, o se ne è distaccato da poco, è legata alle giuste lotte e ai sogni ottocenteschi di riscatto delle classi più povere; poi, falliti i tentativi insurrezionali del primo dopoguerra, il partito di Gramsci fu quello stroncato con la forza dal fascismo, e che contro il fascismo risorse vent'anni dopo. Oggi sappiamo che la Resistenza commise, oltre che subire, ferocie inaccettabili. E che moltissimi - troppi - partigiani aspiravano a fare dell'Italia un paradiso dell'Internazionale. I più non sapevano e non potevano sapere cosa ciò avrebbe significato: una dittatura che avrebbe portato miseria e isolamento, come negli altri Paesi satelliti dell'Unione Sovietica. Avendo avuto la fortuna - per loro e per tutti - di non arrivare al potere, i comunisti nostrani hanno potuto continuare a considerarsi i salvifici paladini degli umili, emendati dalle responsabilità storiche del comunismo sovietico per via di "strappi" sempre troppo parziali e tardivi: dopo Budapest nel 1956, dopo Praga nel 1968. Per tutti questi motivi è impensabile che da noi si segua l'esempio lituano, mettendo sullo stesso piano la croce uncinata e la falce con il martello. Non si dica, però, che i lituani hanno torto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Rinato il sentiero Digonera-Moè (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Severino Runger (Cai Caprile) spiega il lavoro dei volontari AMBIENTE Impegnativo il ripristino CAPRILE. "Il Cai non è solo gite o manifestazioni è pure cura del territorio e conoscenza dello stesso". Una considerazione apparentemente semplice quella che fa Severino Runger, reggente della Sottosezione Caprile/Marmolada del Cai, ma che offre lo spunto per evidenziare un lavoro spesso nascosto, taciuto, ma essenziale per la cura del nostro territorio. Come il sentiero che collega Col da Daut (Digonera) con Moè di Laste, aperto con grande impegno e dedizione negli ultimi anni dalla sottosezione di Caprile. "Si tratta del vecchio tracciato che collegava i due paesi" spiega Severino. Una carrareccia usata per il trasporto della legna e del legname lavorato nella segheria frazionale di Davedino, come pure della calce che veniva cucinata in una calchera a Col da Daut, colle tristemente famoso pure per i fatti avvenuti durante la guerra del 1915/1918. Il sito è raggiungibile da Digonera per una strada militare segnalata e rimessa in sesto in quei punti dove c'era bisogno dalla Forestale, come anche le gallerie di guerra. Un vero e proprio museo all'aperto. Da quest'estate sarà transitabile pure il collegamento dalla frazione di Ronch verso Rocca Pietore. Anche questo anticamente veniva percorso dalla popolazione per recarsi alle funzioni cristiane, dal medico, dalla "mamana" (l'ostetrica) o per le incombenze quotidiane. Il sentiero, particolarmente panoramico, è stato messo in sicurezza. Una raccomandazione per chi "ama guardare dove va": Appena entrati nel bosco si potrà scoprire una scritta su di un sasso. Ai più curiosi il compito di decifrarla. "Così facendo" spiega ancora Severino, abbiamo collegato la viabilità dei nostri avi da Digonera a Rocca Pietore segnalando pure un rientro a metà fra i due tragitti". La soddisfazione più grande per chi ha lavorato è stato però scoprire che il tratto Digonera - Moè, nonostante fosse ancora in via di ultimazione, era già inserito anche nel sentiero del Sinodo delle Dolomiti. Non va poi dimenticato la manutenzione ordinaria dei sentieri che decine di volontari prestano gratuitamente ogni anno per lo sfalcio dell'erba, ripristino di tabellazione e segnaletica, la messa in sicurezza e la sistemazione di tratti franati. Come pure la manutenzione e la pulizia dei bivacchi di competenza. "A loro va il mio sentito ringraziamento". Ma non tutto può essere gratis. "I contributi ci sono" dice Severino", basta sapere dove andare a cercarli. Certo ci vuole sempre tanto, troppo tempo e burocrazia. Bisogna avere persone che sanno dove andare a battere cassa". Lorenzo Soratroi.

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Sanità, il governo salva la Regione dal ticket (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 145 del 2008-06-19 pagina 3 Sanità, il governo salva la Regione dal ticket di Pietro Vernizzi La manovra delude Palazzo Marino: polemiche sul "favore" a Roma rispetto alla virtuosa Milano Sette anni di tempo per raddoppiare la lunghezza e il numero di linee della metropolitana milanese. Con una in particolare, la 6, che sarà realizzata utilizzando i fondi della società "Expo 2015". Sono gli obiettivi annunciati dall'assessore comunale alla Mobilità e ambiente, Edoardo Croci, nel corso del convegno di Aci sul tema "Infrastrutture e mobilità in Lombardia. Ma quanto resta da fare!". "Entro il 2015 saranno completate la metropolitana 5, in fase di realizzazione, la 4, di cui è pronto il progetto definitivo, e la 6, ancora in programmazione - ha osservato Croci -. In totale il sistema delle metropolitane milanesi passerà dagli attuali 74,6 chilometri a 142. Entro pochi mesi partiranno i lavori per la metrò 4, mentre quelli della 5 sono già iniziati nel 2007". E a proposito di comunicazioni si parla già di 15 stazioni della Mm1 comperta dalla rete cellulari; ed entro l'anno verrà collegata anche la linea "due", tra Udine e Abbiategrasso. Di particolare interesse è soprattutto il modo con cui saranno trovati i fondi per la linea 6, che collegherà direttamente le fermate della linea 1 di Bisceglie e Cadorna, per poi proseguire fino a Castelbarco passando per Missori. "A incaricarsi di realizzarla sarà la società Expo 2015", ha rivelato Croci. Non dunque il Comune in prima persona o una sua municipalizzata, ma una fondazione che darà vita a una Spa in grado di muoversi senza i vincoli normativi che rischierebbero di rallentare le società comunali. Anche se il sindaco Letizia Moratti, in quanto commissario straordinario per l'Expo, potrà intervenire sulla realizzazione dei lavori, velocizzandoli ulteriormente. Non a caso Croci ha commentato che "sarà proprio l'esposizione universale la leva che ci permetterà di raddoppiare le metropolitane. Sarà dunque la scadenza del 2015 che ci costringerà a completare le grandi opere, troppo spesso rallentate da un insieme di cause che vanno dalla difficoltà a ottenere il consenso dei residenti, ai lacci e laccioli della burocrazia, al problema dei finanziamenti". Anche se, come ha subito precisato l'assessore, "il dossier Expo indica anche delle priorità, in quanto i fondi per la manifestazione e le opere connesse saranno pari a 10,5 miliardi di euro. E dunque richiedono di essere focalizzati su quelli che sono gli interventi più importanti". Nel corso dell'incontro è stato anche illustrato uno studio sulle infrastrutture lombarde promosso dal comitato regionale di Aci e realizzato dal centro studi Pim. A presentarlo Gian Paolo Corda, componente della commissione Traffico e trasporti Aci. "In occasione dell'Expo - ha osservato - sono attesi 39 milioni di visitatori, 160mila in media ogni giorno e 250mila la domenica e i festivi. Occorrerà realizzare al più presto la stazione di Rho-Pero collegata con il passante ferroviario, per drenare sulle rotaie il 30% dell'afflusso previsto. Trovando una soluzione alternativa per le autostrade milanesi, dove transitano 300mila veicoli al giorno". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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I garanti danno il via a tre referendum (sezione: Burocrazia)

( da "Trentino" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La commissione giudica ammissibili i quesiti proposti dai "cittadini attivi" I garanti danno il via a tre referendum Ora cinque mesi di burocrazia e forse in primavera si andrà alle urne ROVERETO. I tre referendum promossi dal gruppo "Cittadini Rovereto" si possono fare. E, se lo stesso gruppo riuscirà a raccogliere 600 firme per ognuno dei quesiti (ultima condizione da soddisfare per andare alle urne), si faranno. Il placet lo ha dato ieri il Comitato dei garanti. Cosa si chiede con i tre referendum ammessi dal comitato garante presieduto da Benito Silvestri e composto anche da Elisa Sittoni e Marlene Soraperra? Con il primo, l'abolizione del quorum referendario, cioè la soglia (oggi al 50%), che è necessario raggiungere perchè il referendum stesso sia valido (la stessa soglia che, nel famoso referendum sull'area ex Alpe, finì per invalidare l'esito della consultazione popolare: perchè votò solo il 16% degli aventi diritto, anche il 98% di chi votò si espresse a favore del parco). Con il secondo e il terzo quesito invece il comitato promotore chiede di attivare una consulenza esterna, superpartes, in alcune scelte urbanistiche strategiche per la città. Nella fattispecie, quelle riguardanti il Prg e il destino dell'area ex stazione autocorriere: "Dall'analisi delle richieste - dice il presidente del comitato Benito Silvestri - e dal confronto tra queste e quanto prevedno statuto comunale e annesso regolamento non sono emerse sostanziali incompatibilità. I tre referendum sono stati giudicati legittimi, pur con qualche osservazione". Vizi di forma, che non dovrebbero in alcun modo cambiare l'attuale stato delle cose: "Questioni formali", spiega ancora Silvestri. Quali sono questi vizi? Nella richiesta di ammissibilità del primo referendum il comitato ha chiesto di esplicitare che la richiesta di cancellazione del quorum si riferisce ad un referendum di tipo propositivo e consultivo, e non abrogativo (sul quale infatti la competenza non è più locale, ma nazionale). Nel caso della richiesta di ammissibilità del secondo e terzo referendum invece, il comitato ha ammesso la possibilità di chiedere la nomina di un esperto, mentre non ha accettato quella di vincolare tale nomina al parere del comitato pro referendum: "Tale comitato - spiega Elisa Sittoni, una dei tre garanti - non può essere anche organo controllante delle scelte urbanistiche in alcune aree della città: si porrebbe un evidente conflitto". Per correggere tali vizi di forma il comitato promotore capeggiato da Michelotto si è riunito già ieri sera. Non appena saranno apportate le correzioni necessari, e i garanti scioglieranno le ultime riserve, l'iter per l'oorganizzazione dei referendum potrà partire. Non è un iter breve. In tutto ci vogliono 5 mesi. Novanta giorni per raccogliere le firme (ne servono almeno 600) tra gli eventi diritto, condizione sine qua non per chiedere di fare il referendum. Altri 60 giorni per accertare da parte prima del segretario comunale, poi ancora del comitato dei garanti, chiarezza e correttezza delle firme, che dovranno essere anche autenticate.

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Bettoni: Con questa pressione fiscale si soffocano le nostre aziende (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 19/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:ECONOMIA PRESENTATO IN CAMERA DI COMMERCIO IL RAPPORTO SULLA IMPOSIZIONE TRIBUTARIA DELLE IMPRESE Bettoni: "Con questa pressione fiscale si soffocano le nostre aziende" Panteghini, Bettoni e Piccinelli ieri in Camera di Commercio BRESCIA - Non è una questione meramente fiscale. Anche se si legge che con l'attuale pressione tributaria le imprese più piccole pagano un'onere d'imposta davvero elevato. Le aziende bresciane hanno bisogno di un sistema imprenditoriale più favorevole: con meno burocrazia, dove si riducono gli ostacoli di crescita, dove ci sono (e funzionano) le infrastrutture. Certo è che riscontrando la mancanza di questi tre "incentivi" il peso del carico tributario diventa ancora più insopportabile. "Addirittura capita che le imprese bresciane che denotano una particolare vitalità vengano appesantite da un carico tributario pari al 62% degli utili lordi. Un dato shoccante" ha commentato Franco Bettoni introducendo il "Rapporto sulla pressione tributaria delle imprese bresciane" promosso dall'Osservatorio fiscale della Camera di Commercio dove risulta che le imprese con un fatturato compreso tra i 2 e i 10 milioni di euro sono soggette ad un'imposta media proprio di questa percentuale. Uno studio dove sono state analizzate tutte le società di capitali della nostra provincia (obbligate a depositare il bilancio) e dove si è riusciti a calcolare il rapporto esistente tra imposte e utili lordi (tecnicamente detto tax rate). "Viaggiando per lavoro - ha spiegato Guido Piccinelli, coautore insieme a Paolo Panteghini e Maria Laura Parisi della ricerca - diventa più facile fare dei paragoni. In Italia è stato propagandata una diminuzione delle aliquote (ad esempio la riduzione dell'Ires dal 33 al 27,5%), ma in realtà è stata ampliata la base imponibile (ad esempio con l'indeducibilità degli interessi passivi)". A questo punto non è mancato un ulteriore intervento del presidente Bettoni che si fa portavoce di una maggiore fiscalità agevolata per le piccole imprese: "Mi auguro che l'attuale Governo ponga rimedio a questa situazione altrimenti si rischia di soffocare le nostre aziende. Direi che questo studio avviene nel momento più opportuno". Il giorno in cui il parlamento dovrebbe approvare il primo decreto fiscale. "Aspettiamo con ansia il decreto di oggi pomeriggio - ha lamentato dal canto suo il presidente dell'Osservatorio fiscale, Giuseppe Barbiero - e nel frattempo continueremo a proporre una semplificazione delle modalità di prelievo (fiscale, ndr), con conseguente riduzione dell'onere connesso agli adempimenti amministrativi. Più in generale, l'Osservatorio intende dare con l'apporto delle Associazioni di categoria e degli Ordini professionali, risposte concrete". Infine è stato Paolo Panteghini a chiudere il dibattito rimarcando la necessità di ulteriori incentivi, oltre alla già citata riduzione fiscale. "Se fosse solo una questione tributaria non si spiegherebbe perché le nostre società non crescono, nemmeno quando il legislatore garantisce loro benefici fiscali legati, ad esempio, a operazioni di fusione. E a questo va aggiunta la scarsa maturità del capitalismo italiano". Erminio Bissolotti.

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Decisione a tempo record: appena 9 minuti e mezzo (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 145 del 2008-06-19 pagina 4 Decisione a tempo record: appena 9 minuti e mezzo di Redazione Roma. Nessuno spogliarello, ma l'hanno già definita "la manovra da 9 minuti e 1/2". Già, perché tanto è durata la discussione nel Consiglio dei ministri sull'approvazione della Finanziaria: "È finito il tempo dei conciliaboli infiniti e dei testi sterminati - ha spiegato il titolare dell'Economia Giulio Tremonti in conferenza stampa -. Questa Finanziaria marca una discontinuità netta: la discussione con i ministri Scajola, Sacconi, Calderoli, Brunetta e Matteoli è durata davvero pochi minuti, io ne ho contati nove e mezzo". Davvero una dimostrazione di coesione, risolutezza e decisionismo, specie se paragonata alle riunioni-fiume tipiche della burocrazia politica all'italiana. Tempi brevi nonostante il testo consti "più o meno di cento articoli". Ma velocissima è stata nel complesso la riunione del cdm, risoltasi in soli 40 minuti. Altrettanto rapida si spera possa essere ora l'approvazione da parte del Parlamento, attesa secondo Tremonti "entro l'estate". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"Sono invalido e abbandonato a ventotto anni" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La storia Albanese vittima di un incidente e della burocrazia "Sono invalido e abbandonato a ventotto anni" ANDORA A volte il sogno di una vita migliore in Italia si trasforma in un incubo per molti immigrati stranieri. Utili alle imprese fino a quando lavorano, spesso in nero, dimenticati quando sono vittime di incidenti sul lavoro. L'albanese Ervin Malaj arriva in Italia dieci anni fa, su un gommone della speranza. Dopo tre anni di clandestinità, ottiene il permesso di soggiorno e nel 2002 comincia a lavorare in regola per l'impresa edile di Marco Morreale. Grazie ai primi risparmi, il muratore fa venire in Italia i genitori e il fratello Shkelzen, adesso impegnato a mantenere la famiglia. Per Malaj le spese aumentano e si rende necessario un altro lavoro. "A marzo, quando sono andato a pagare l'affitto alla mia padrona di casa, suo padre mi ha chiesto di pulirgli un terreno agricolo e ho accettato", racconta il ventottenne extracomunitario. Il sogno dell'operaio sta quasi per diventare realtà. Il giovane fissa il matrimonio con la fidanzata Elinda per domenica 3 agosto a Valona, sua città natale. Paga l'orchestra e il ristorante, invita amici e parenti allo sposalizio, che gli permetterà di portare in Italia la ragazza. La storia di Malaj si trasforma in un incubo giovedì 3 aprile. "Ho finito di lavorare in cantiere alle 17 e sono andato subito ad Andora per concludere l'opera in campagna. Improvvisamente la motozappa si è incastrata e, quando ho cercato di fare retromarcia, le mie gambe sono finite nelle pale", ricorda l'albanese. In ospedale, i medici sono costretti ad amputargli la gamba sinistra, mentre quella destra rimane danneggiata. Malaj, assistito dall'avvocato Alessandro Cibien, vive un "dramma nel dramma". Siccome l'impiego in campagna è in nero, le autorità faticano a riconoscergli l'incidente sul lavoro. Il proprietario del terreno sostiene addirittura l'inesistenza di un rapporto professionale con l'albanese. L'ex muratore è così costretto a pagarsi le stampelle e una carrozzella in affitto, in attesa che un medico lo visiti e gli riconosca l'invalidità. Malaj ha anche trovato qualche italiano disposto ad aiutarlo: "Marco Morreale ha pianto in ospedale e mi ha sostenuto economicamente. L'altro datore, invece, non si è neppure fatto sentire".\.

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Non solo geometri, ma tecnici di territorio e ambiente (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 19/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' Il bresciano Fausto Savoldi eletto alla presidenza del Consiglio nazionale della categoria che conta oltre 100mila iscritti in Italia "Non solo geometri, ma tecnici di territorio e ambiente" "Occorre formare e certificare professionisti capaci di rispondere alle nuove esigenti domande del mercato" Il bresciano Fausto Savoldi, presidente del Consiglio nazionale dei geometri "Fino a ieri avevo a cuore i tremila colleghi bresciani; da qualche settimana invece devo pensare ai centomila geometri liberi professionisti di tutt'Italia. In fondo, è solo una questione di numeri". Prova a cavarsela con una battuta Fausto Savoldi, eletto da un mese al vertice dei geometri italiani dopo essere stato la guida di quelli bresciani per vent'anni ed aver retto negli ultimi undici anche la presidenza nazionale della Cassa autonoma di previdenza della categoria. Ma proprio per la sua esperienza a Brescia - dove il Collegio, sotto il suo impulso, ha lasciato da tempo i comodi lidi della semplice gestione dell'Albo per entrare nel mare aperto della competizione professionale, promuovendo corsi, occasioni di formazione, iniziative d'ogni genere ed anche lavoro per tutti gli iscritti - dicevamo proprio per quanto la struttura di Brescia ha saputo fare in questi anni, la battuta ha un nocciolo di verità che l'analisi delle difficoltà della categoria mette subito in evidenza. "I geometri, come molte delle altre libere professioni italiane - dice infatti Savoldi - vivono oggi una stagione non facile, eppure ricca di opportunità. Una crisi che può risolversi molto positivamente solo a patto che i colleghi e l'intera categoria si rimettano completamente in gioco". Ma quali sono gli elementi principali di questa crisi? "In pratica ai geometri il mercato chiede oggi una serie nuova di servizi, di assistenze, di consulenze. C'è una domanda molto forte ed in gran parte nuova di servizio professionale: la società pone al tecnico esigenze fino a ieri sconosciute, solo apparentemente semplici, ma che sempre implicano una risposta competente, attrezzata, sicura. Anche l'edilizia non è più solo progettazione e realizzazione, disegno e burocrazia, ma impone temi come la sicurezza in cantiere e sui luoghi di lavoro, il risparmio e la certificazione energetica, l'ottimizzazione dell'uso di energia o il suo recupero da scarichi e reflui nell'agricoltura e nell'industria, la promozione e la difesa dell'ambiente, la valutazione dei rischi di danno generali per un'impresa, l'assetto urbanistico... Mille sfide quotidiane che significano certo per i geometri grandi opportunità di lavoro, e che danno fiducia piena sul futuro della categoria, ma che suggeriscono un ripensamento completo della professione. Al punto che penso sia oggi necessario persino cambiare il nome della categoria: non solo geometri, termine che certo non abbandoniamo, ma anche tecnici del territorio e dell'ambiente". Per questo lei, anche nel nuovo incarico, punta molto sulla formazione? "La questione è semplice: la società chiede e i geometri debbono rispondere perché diversamente saranno espulsi dal mercato. E per rispondere occorre essere più preparati, occorre far diventare la formazione permanente, certificata e garantita un dato costitutivo della professione. Io insisto da sempre sull'importanza della scuola, la necessità di adeguare programmi e livelli di istruzione al mutamento del mercato; ma questa è solo la prima parte del discorso, alla quale deve seguire l'aggiornamento e la formazione continua del libero professionista che i Collegi provinciali possono offrire ai colleghi e poi certificare a tutela del mercato, sia direttamente sia sfruttando convenzioni con istituti superiori e università. Inoltre, a collegare le varie iniziative e soprattutto a diffondere la cultura specifica ci saranno anche un periodico nazionale aggiornato che sostituirà le attuali pubblicazioni di Cassa e CN, nonchè un sito internet, che dialogherà da subito con i 60 mila iscritti che già navigano sul web" Ma la struttura di categoria, i Collegi, sono in grado di assolvere a questi compiti? "L'esperienza di Brescia e quella di altre realtà in Italia dimostra che questa strada non solo si può percorrere, ma si può esportare ovunque. Magari con l'aiuto della Cassa di previdenza che undici anni fa, quando fui nominato presidente, sembrava avere i giorni contati, mentre oggi, dopo una radicale operazione di risanamento, ha davanti quarant'anni di tranquillità economica sul versante dei piani attuariali (ovvero potrà pagare serenamente le pensioni che promette) e può essere uno dei motori più importanti della promozione e della difesa della professione. La mia elezione d'un mese fa ed il mio passaggio dalla Cassa al vertice del Consiglio nazionale hanno anche il significato di legare ancor di più le due strutture a servizio della categoria". Parlando di professioni si finisce quasi sempre per discutere di competenze, di normative, di regolamenti. "É inevitabile, anche perché la nostra professione è regolata da norme del 1929, francamente ormai fuori dal tempo. Ed uno dei miei primi atti è stato di scrivere al neoministro Guardasigilli Alfano per sollecitare un'iniziativa non più del Parlamento ma del Governo per il varo di un nuovo Regolamento professionale". Sarà un confronto lungo... "Non so, ma questa ormai è la strada obbligata e certo è meno lunga di quella dell'iniziativa parlamentare che si è arenata decine di volte negli ultimi trent'anni. Non esagero infatti quando dico che i geometri sono una categoria che conta 100 mila precari, ovvero 100 mila persone che ogni giorno debbono cercarsi il lavoro e non possono neppure contare su un quadro di riferimento certo e aggiornato". Quali i cardini del nuovo Regolamento? "Penso che si debba innanzitutto guardare a cosa il mercato premia e alle garanzie che chiede. Ecco allora che per svolgere una professione non basterà essere iscritti ad un Albo, ma si dovrà dimostrare periodicamente la propria abilità professionale, certificare la propria competenza, testimoniare la propria formazione permanente. Conseguentemente penso che un neodiplomato o un neolaureato possa essere accreditato di una competenza minima e gradualmente possa acquisire le nozioni e le esperienze che allarghino la sua professionalità". E per quanto concerne la polivalenza della vostra professione? "É un punto fermo irrinunciabile, ma non può significare che ogni professionista può fare tutto, perché oggi ci vuole una grande specializzazione. Via libera dunque anche ad elenchi specialistici, a valorizzazioni delle specifiche competenze all'interno del quadro più generale e polivalente della professione. Anche qui come per il nome della categoria non rinneghiamo nulla del passato, anzi lo confermiamo interamente, ma guardiamo alle nuove sfide del presente certi di costruire una strada sicura per il futuro". (g.f.b.).

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Comune, nuovi orari ad hoc per i cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Comune, nuovi orari ad hoc per i cittadini SAN GIULIANO. Nuovi orari e uffici per i cittadini. Un Comune amico della gente e nemico della burocrazia: questo uno degli obiettivi iscritti nel programma di mandato della giunta comunale guidata da Paolo Panattoni. Un obiettivo non semplice, un chiodo fisso che nel palazzo si è cercato di affrontare su diversi piani soprattutto riorganizzando la struttura e sfidando la vecchia idea di una macchina comunale regolata appunto da una burocrazia spesso avvilente, con l'intento invece di rendere più efficaci, efficente e vicino ai cittadini la macchina organizzativa. Molte cose sono state fatte, altre sono sulla strada che accompagnerà questo ultimo anno della legislatura. "Crediamo molto in questo impegno - hanno sottolineato ad una voce il sindaco e l'assessora Fortunata Dini - parlando dell'apertura del cosiddetto sportello unico al cittadino che rappresenterà un'altra azione concreta di sforzo non semplice. Lo sportello unico al cittadino è un unico sportello che raggruppa diversi uffici quali l'anagrafe, lo stato civile, l'elettorale, l'Urp, l'edilizia, l'ambiente, i tributi. Un grande front office che riceverà e risponderà su tutte le questioni inerenti l'attività di questi uffici. è prevista l'apertura non stop dalla mattina alla sera con personale altamente qualificato grazie anche alla formazione specifica a cui è stato sottoposto". "L'operazione - rimarca Dini - attualmente si trova nella prima fase di realizzazione e già dal 23 giugno i cittadini troveranno aperti tutti i servizi tutti i giorni dal lunedì al sabato, dalle 8.30 alle 13 con chiusura pomeridiana. La maggior parte degli uffici si trovano per ora al piano terra del palazzo comunale storico in via Niccolini 25. Stiamo lavorando, anche attraverso la formazione del personale, affinché a settembre lo sportello sia operante nella sua completezza con orari prolungati, spazi riorganizzati e servizi adeguati".

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Nasce la vecchiano del futuro (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa Nasce la Vecchiano del futuro Previsti nuove abitazioni, una piscina, un campo sportivo e parcheggi Il sindaco Pardini: vogliamo favorire la ristrutturazione del centro storico VECCHIANO. Nuovi parcheggi, una cittadella sportiva con campo di calcio e piscina, abitazioni residenziali e di edilizia popolare, ristrutturazione di molti edifici del centro storico, nuovi parcheggi sia nel capoluogo che nelle frazioni. Questa alcune delle linee guida del regolamento urbanistico redatto dall'amministrazione Pardini e che ha iniziato il suo iter attraverso le assemblee pubbliche nelle varie frazione. Un regolamento che dovrebbe ridisegnare il territorio per i prossimi cinque anni e che giunge dopo l'approvazione del piano strutturale. "Dopo il piano strutturale che ha tracciato le linee guida per la crescita del territorio - spiega il sindaco Rodolfo Pardini - abbiamo iniziato il percorso per l'approvazione del regolamento urbanistico che in pratica traccerà gli interventi per i prossimi cinque anni. Interventi che saranno azzerati se non realizzati entro questo termine. Il percorso prevede una serie di assemblee pubbliche e poi incontri con associazioni di categoria, sindacati. Dopo potranno essere presentate osservazioni alle quali il Comune è tenuto a controdedurre. Anche dopo l'approvazione c'è tempo 45 giorni per nuove osservazioni. Un cammino - aggiunge ancora il primo cittadino vecchianese - in cui la partecipazione della cittadinanza è garantita e costituisce un accrescimento al piano stesso". Ma veniamo ai principali interventi previsti. EDILIZIA PRIVATA. Favorire la rinascita del centro storico con facilitazioni per coloro che voglio ristrutturare l'esistente. Ecco una delle principali linee del regolamento urbanistico. Meno burocrazia anche per piccoli ampliamenti che possono aiutare le giovani coppie: sistemare la casa in cui si abita e meglio che acquistarne una nuova. Per quanto riguarda le nuove abitazioni, sono stati individuati alcuni comparti in cui il privato realizzerà tutto, dalla casa alle opere di urbanizzazione. Saranno consentite fino a venti abitazioni per comparto, con almeno quattro da destinare ad affitti concordati. Una area di edilizia per cooperative di residenti è prevista a Nodica, mentre sono previsti anche venti alloggi popolari che il Comune gestirà con le graduatorie. ATTIVITà PRODUTTIVE. L'area industriale di Migliarino verrà incentivata con nuovi insediamenti. Un'area che sta crescendo e che può vantare una invidiabile posizione logistica. Per non far morire il centro storico, il Comune sta studiando forme per mantenere alcune attività come ad esempio le piccole officine. Anche alcuni esercizi commerciali, sempre nel centro storico, potranno ottenere qualche deroga per mantenere la presenza. "Solo con la presenza di attività nel centro - spiega Pardini - è possibile frenare la desertificazione e quindi garantire anche una maggiore vivibilità del paese". Per le strutture di media distribuzione (sotto i 5mila mq) la pianificazione sarà obbligatoria. Infine per gli impianti di carburante non sono previsti nuove aperture; le attuali strutture nel territorio coprono infatti la richiesta dei residenti e non solo. SPORT. Una nuova area sportiva potrebbe nascere a Nodica di fronte alla palestra delle scuole medie. Qui è previsto un campo sportivo regolamentare ed una piscina. Nel regolamento urbanistico saranno individuate anche aree per le gare equestri (a Vecchiano c'è una buona tradizione) e per il motocross. SOCIALE. Previsto l'ampliamento dell'ospedaletto di Vecchiano e la realizzazione di un nuovo centro diurno per i disabili. PARCHEGGI. L'intervento principale è previsto a Vecchiano. Il vecchio campo sportivo nel centro del paese sarà trasformato in area a verde e parcheggio anche con alcune attività commerciali. Posti auto anche ad Avane e Filettole per venire incontro ad esigenze delle frazioni. CASERME. Il regolamento urbanistico prevede una nuova caserma dei carabinieri al posto di quella di Migliarino. In attesa il Comune sta stringendo per una soluzione temporanea. A tale proposito sono al vaglio dell'amministrazione alcune proposte interessanti tra le quali una nella zona industriale di Migliarino. Sarebbe sicuramente ideale visto che il presidio rimarrebbe nella frazione e soprattutto a ridosso di zone particolarmente calde soprattutto per la prostituzione.

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Lavoro, costituzione e donne in quei temi la rivincita del '900 - (segue dalla prima pagina) edmondo berselli (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cronaca Quasi un lascito del centrosinistra contro il post-moderno dei successori Lavoro, Costituzione e donne in quei temi la rivincita del '900 Il contemporaneo solo nella traccia sugli sms. E che peccato la gaffe su Ossi di Seppia (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) EDMONDO BERSELLI E dire che a prima vista le tracce di questi esami di maturità apparivano perfino commoventi, perché sembravano scelte in base a un'idea programmatica. Offrivano una celebrazione del Novecento, il "secolo breve" di Eric Hobsbawm. Come se l'inconscio collettivo del ministero avesse voluto lasciare un ultimo segno, un messaggio a futura memoria, come a dire: di qui passeranno i barbari, dell'Istruzione non resterà pietra su pietra, e quindi rimanga almeno l'eco di questa finale testimonianza di civiltà. Era forse l'estrema manifestazione di una burocrazia che prova a fissare un complesso di idee, in attesa che domani i feticci ideologici dell'impresa, del mercato e del pressappochismo spazzino via la filologia e il vecchiume. Ed ecco allora la canzone degli Ossi di seppia di Montale, con le sue inquadrature di edera e infiorescenze (per la precisione, "ellera" e "corimbi"), che mimano il simbolismo e in realtà avviano il realismo novecentesco: tuttavia, hanno avvisato subito gli esperti, al ministero hanno combinato un pasticcio, commentando e virando al femminile la poesia dedicata "a K.", un danzatore, che lo stesso Montale tradusse diligentemente in francese perché questo misterioso russo potesse comprenderlo. Eppure anche l'involontaria ambiguità montaliana, ricca di echi dannunziani e di rimembranze bacchiche, sembra quasi fare da proemio alle figure contemplate nelle tracce successive: lo Straniero, il Lavoro, la Costituzione, la Scienza, la Donna. Attraverso queste sostanze che trascolorano nel mito moderno, si sente scorrere un secolo; tanto che l'ultimo tema, quello di carattere generale, dà l'impressione di essere una concessione alla corrività tecnica degli anni Duemila, mentre suggerisce un confronto fra la scrittura epistolare e un'attualità corrente fatta di sms e di e-mail. Un contentino a tutti coloro che pensano che la scuola deve aprirsi alla contemporaneità: ma si capisce benissimo che il subcosciente ministeriale palpita per i temi duri e forti che il Novecento ha addensato intorno al lavoro, alle regole, alle istituzioni, alla cittadinanza. In altri tempi, si sarebbe detto che questi argomenti erano progressisti, legati sostanzialmente a un'idea di evoluzione positiva e democratica della società. Oggi rappresentano nuclei problematici impattati dal mutamento globale di clima. Lo specchio è in frantumi. Il lavoro si è disintegrato nei lavori, come spiegò bene Aris Accornero: mentre un tempo, sino a poco fa, costituiva la carta d'ingresso nella cittadinanza, ora è un arcipelago di precarietà. La donna rischia di essere trasformata in un riflesso delle mode. Gli stranieri sono stati trasfigurati un incubo pubblico, in quanto generatori di allarme, e in questo senso rappresenta una finezza stilistica la scelta di un racconto di Fredric Brown, scrittore di fantascienza, in cui la sentinella, lontana cinquantamila anni-luce da casa, che vigila sugli estranei ostili e li uccide a fucilate, non è uno dei nostri ma uno dei mostri: "Erano creature troppo schifose, con solo due braccia e due gambe, quella pelle d'un bianco nauseante, e senza squame", a dimostrazione che il relativismo e la diversità hanno confini più vasti di quelli che segnano il pianeta Terra. Se non ci fosse stato l'incidente montaliano, i temi della maturità potevano essere ascritti facilmente, dalla destra, alla categoria dell'esercizio reazionario. Una sostanziale rivendicazione della modernità e dei suoi pensieri forti contro la postmodernità al potere. Invece adesso, mentre i bravi docenti di italiano delle superiori segnalano spedendo lettere alle autorità e ai commentatori "la cialtroneria che presiede alla compilazione delle prove di un esame tanto ancora retorico e pomposo nella forma quanto becero nei contenuti culturali sigillati nelle buste ministeriali", una visione più adeguata ai tempi invita a riconoscere che il Montale tramutato in un'icona dell'incertezza sessuale, insieme ai riferimenti ai forestieri di Pirandello e alle entità stralunate di Brown, magari illuminano con una nuova ambiguità, non esente da un nuovo glamour, anche lo Straniero, la Donna, il Lavoro e la Costituzione. Chissà, grazie a quel fraintendimento gli autori delle tracce potrebbero non essere considerati degli sciocchi passatisti, ma semplicemente dei pressappochisti à la page, in linea con il trend, campioni impliciti della libertà d'interpretazione. Forse il ministeriale del nuovo millennio, nell'era dell'arbitrarietà totale, può ancora sperare che se la cava.

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I parchi finiscono tra gli enti inutili rischiano di saltare quattro su cinque - antonio cianciullo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia Insorgono le associazioni ambientaliste, possibile il ripensamento in extremis I parchi finiscono tra gli enti inutili rischiano di saltare quattro su cinque Gestione diretta del ministero saltando la mediazione degli enti locali ANTONIO CIANCIULLO ROMA - Il parco che ha curato lo straordinario recupero del paesaggio delle Cinque Terre e il Fondo bombole metano. Il parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il primo con strutture a impatto serra zero, e l'Istituto beata Lucia di Narni. Tutti enti inutili, tutti da buttare al macero. I tagli creativi proposti dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti gettano nel secchio della spazzatura burocratica sigle di fantasia assieme all'asse portante della conservazione della natura in Italia. Nello schema del decreto sulla manovra finanziaria preparato per il Consiglio dei ministri di ieri si prevedeva di eliminare 19 dei 23 parchi nazionali italiani, cioè di riportare l'orologio della storia all'inizio del Novecento, quando le aree protette rappresentavano una bizzarra eccezione. A tarda sera i tecnici del ministero dell'Ambiente assicuravano che il colpo al cuore della difesa della natura in Italia era stato fermato all'ultimo momento grazie all'aggiunta di un comma che esclude gli enti parco. La trappola si nascondeva nell'articolo che prevede la soppressione degli "enti pubblici non economici con una dotazione organica inferiore alle 50 unità": la categoria a cui appartengono 19 parchi nazionali su 23. Mentre per gli altri, cioè per gli enti pubblici non economici con più di 50 dipendenti, vale il principio del silenzio condanna: spariscono tutti quelli che non vengono graziati entro il 31 dicembre dalle rispettive amministrazioni. "E' l'anti federalismo ecologico", nota Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente. "Significherebbe far gestire i parchi direttamente dal ministero dell'Ambiente saltando la mediazione degli enti locali, cioè consegnare alla burocrazia romana l'equilibrio delicato che era stato trovato, territorio per territorio, tra conservazione e sviluppo economico. Significherebbe far sparire la capacità di protezione della natura e di difesa dei prodotti tipici che ha permesso al turismo nei parchi di raggiungere l'8 per cento del totale e di continuare a crescere 5 volte più velocemente della media nazionale". "Il governo Berlusconi è riuscito in poche settimane ad affossare l'ambiente nel nostro Paese: dopo il taglio di 800 milioni di euro per le politiche ambientali adesso si vuole azzerare gran parte dei parchi nazionali", ha commentato Angelo Bonelli, dei Verdi. "Mi auguro che sia stata una distrazione, ma se così non fosse ci troveremmo di fronte a un atto di una gravità inaudita", aggiunge Ermete Realacci, ministro ombra per l'ambiente. "E' una provocazione priva di senso perché i costi di gestione sono irrisori: i consiglieri degli enti parco non ricevono indennità e partecipano alle riunioni come atto di volontariato, fuori dall'orario di lavoro", precisa Matteo Fusilli, presidente di Federparchi. "Andando avanti su questa strada, da primi ci troveremmo ultimi: siamo stati noi italiani a inventare la gestione dei parchi allargata a scienziati, enti locali, imprenditori illuminati. L'Europa ci ha seguito su questa strada perché ha visto che funzionava e ora dovremmo fare marcia indietro?".

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Votato dal Consiglio documento che chiede di salvare solo i Comuni (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-06-2008)

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DRUOGNO.SOLO UN ASTENUTO Votato dal Consiglio documento che chiede di salvare solo i Comuni Un solo ente intermedio tra lo Stato ed i Comuni. Lo chiede il consiglio comunale di Druogno che ha approvato un ordine del giorno con il quale dice di voler "contribuire ad avviare un dibattito su riforme necessarie e indilazionabili". Così Druogno propone una più snella organizzazione delle strutture politico - amministrative in Italia. "La nostra è una piccola voce ma siamo convinti che una democrazia che non ascolta i cittadini e chi li rappresenta in loco, è una democrazia malata" dice Giovanni Francini, sindaco del comune vigezzino. Mentre con la finanziaria il Governo Berlusconi vuol cancellare le comunità montane e alcune province, l'amministrazione Francini lancia la sua proposta: un solo ente intermedio tra Stato e Comuni. Come i Cantoni in Svizzera. "Un ente autonomo - spiega Giuseppe Coffano, capogruppo di maggioranza - con ampi poteri legislativi, nominativi e fiscali, costituzionalmente stabiliti sul modello delle esistenti provibce e regioni autonome ed a statuto speciale. E' sempre più sentita una drastica riduzione dei costi della politica e della burocrazia anche eliminando enti inutili, costosi e improduttivi, riducendo il consistente numero di componenti le assemblee". La creazione di un ente internedio passa anche "dalla soppressione delle varie società per azioni, concorsi obbligatori e simili che operano in assoluto regime di monopolio contro ogni logica di libera concorrenza".

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Cura anti-deficit: rispunta il ticket (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-06-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-06-19 - pag: 2 autore: Cura anti-deficit: rispunta il ticket Per le visite specialistiche 10 euro - Rischio di altri rincari se non c'è la copertura Roberto Turno ROMA Un taglio secco di 6 miliardi dal 2009 al 2011. E il rischio di far rinascere fin dal prossimo anno i superticket da 10 euro su visite e analisi, ma in prospettiva anche l'obbligo per le Regioni con i conti in rosso di coprire i deficit con altri ticket regionali. Anche se il Governo frena: faremo un accordo con le Regioni, nessun nuovo superticket sulla specialistica. Cala la scure del Governo sulla spesa sanitaria e tra le Regioni scatta subito l'allarme: "I Patti vanno rispettati". Fatto sta che il "Patto sulla salute" in vigore, quello di Prodi, Tremonti lo vuole riscrivere daccapo. La ricettaè pronta: meno posti letto negli ospedali, riduzione dei costi del personale, nuove tariffe, massicci controlli delle cartelle cliniche. Misure che si accompagnano ad altre predisposte da Sacconi, a cominciare dalla stretta all'assistenza sanitaria agli immigrati neocomunitari che beneficiano di più servizi da parte del Ssn ripetto ai Paesi d'origine. Ma anche con la lotta alla burocrazia e riorganizzazione di enti e Agenzie sanitarie. Tra decreto legge, disegno di legge approvato ieri e prossimi collegati alla Finanziaria, il Governo conferma di voler mettere la museruola alla spesa di Asl e ospedali. Stop e sprechi e inefficienze, è la parola d'ordine. Che col federalismo fiscale imporrà sanzioni politiche agli amministratori "colpevoli" dei disavanzi. Intanto si parte dalla potatura secca nel triennio del Fondo sanitario nazionale. Che avrà questa scansione: 250 milioni in meno nel 2009 (ultimo anno del "Patto " in vigore), altri 2 miliardi nel 2010, e ancora 3 miliardi nel 2011. Ma attenzione: poiché il Governo al momento non rifinanzia la soppressione (vale 831 milioni) del ticket da 10 euro su visite e analisi varato nel 2007 da TurcoProdi e poi congelato fino a tutto il 2008, per evitarlo le Regioni dovrebbero comunque applicare per la stessa quota altre compartecipazioni alla spesa. Altrimenti il superticket riscatterebbe dal 1 gennaio 2009. Come dire, appunto, che il taglio triennale sul Ssn vale 6 miliardi. Soluzioni alternative al superticket, è stato poi concordato in serata a palazzo Chigi, saranno individuate in un apposito tavolo Stato–Regioni. Ma le Regioni attaccano comunque e tengono alta la guardia: la rinascita del ticket sulla specialistica è "insostenibile", ha detto Vasco Errani, ricordando l'impegno in vigore per la copertura di "risorse aggiuntive", come appunto il superticket. Ma la strategia di razionalizzazione della spesa sanitaria è affidata soprattutto agli interventi "strutturali" che l'Economia ha in serbo anche con le misure di monitoraggio e controllo della spesa contenute nel decreto di ieri con cui vengono stretti i freni sui bilanci di Asl e ospedali, in particolare nei confronti delle Regioni sottoposte al piano di rientro dal disavanzo. Per le Regioni che non raggiungono gli obiettivi scatterebbe automaticamente anche l'obbligo di inasprire i ticket. Il nuovo "Patto" di Tremonti – che le Regioni chiedono però di discutere contestualmente alle risorse future – prevede così: la riduzione dello standard di dotazione dei posti letto negli ospedali; la diminuzione della spesa per il personale; la revisione nazionale delle tariffe (i Drg); lo stop ai privati convenzionati senza contratto. E ancora: l'aumento dal 2 al 10% dei controlli sulle cartelle cliniche con punte fino al 100% per alcuni interventi come la cardiochirurgia per pazienti ultra 75enni; i controlli delle false esenzioni per reddito con la tessera sanitaria. Dal ministro del Welfare ecco poi altre misure specifiche che seguono due direttrici di marcia: la semplificazione burocratica e la riorganizzazione di enti e organismi (Aifa, Ispesl, Iss, Croce Rossa, Istituti zooprofilattici, Lega per la lotta ai tumori) controllati dal Welfare. Per le semplificazioni vengono così rispolverate le misure di alcuni Ddl di Livia Turco della scorsa legislatura: abolizione di centinaia di certificazinoi sanitarie, semplificazioni di autorizzazioni amministrative e altre ancora da individuare in accordo con le Regioni. Tra i costi da tagliare, spunta poi la stretta alle prestazioni destinate ai cittadini comunitari neo immigrati che usufruiscono di prestazioni più favorevoli rispetto a quelle di cui anno diritto nei Paesi di provenienza. IL TAGLIO –6 miliardi La "stretta" su Asl e ospedali è la riduzione di fondi prevista per la sanità nel triennio 2009-2011.

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Visite da prenotare al telefono, altre per cui occorre recarsi personalmente agli sportelli (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ALESSIA MARANI Visite da prenotare al telefono, altre per cui occorre recarsi personalmente agli sportelli in ospedale; se poi il complesso ospedaliero è suddiviso pure in padiglioni o cliniche esterne, come al Policlinico Umberto I o al San Camillo, allora c'è da diventare pazzi. Cronaca quotidiana di centinaia di utenti delle Asl romane, soprattutto anziani, pensionati, con poca disponibilità economica e di movimento, alle prese con liste d'attesa infinite e una burocrazia elefantiaca a cui fa gioco la scarsa informazione. Come accade alla signora Elena D. V., 67 anni, che ci scrive disperata: "Dopo diversi mesi di attesa per una visita endocrinologica, avendo un nodulo tiroideo che preme sulla trachea - dice - vengo consigliata ad effettuare un ago aspirato al fine di accertarne la natura benigna o maligna. Dopo tanti tentativi telefonici, mi sento rispondere che l'esame potrà essere effettuato solo nel mese di aprile 2009 (all'Umberto I, ndr). Una proposta indecente. È possibile che una cittadina italiana di modestissime possibilità economiche debba attendere quasi un anno per essere sottoposta a un esame più che urgente?". Proviamo anche noi, insieme a lei, a prenotare la visita. Innanzitutto, il carattere di "urgenza" dell'esame, se c'era, non è stato specificato nell'impegnativa. I medici di base, infatti, possono decretare la priorità di un'analisi o di un esame motivandone l'urgenza. La signora Elena chiama il suo medico di famiglia: "Non posso farlo - le risponde - ci doveva pensare lo specialista". Lo specialista che l'ha visitata al Nuovo Regina Margherita, a Trastevere il 16 giugno, non è reperibile prima di lunedì prossimo. Comunque Elena l'ha cercato telefonicamente in tutti i modi senza riuscire a rintracciarlo. Con la motivazione d'urgenza si può andare direttamente alla struttura (ma non prenotare telefonicamente), che provvede a erogare la prestazione entro 24-48 ore. Chiamiamo il Recup, il centro unico di prenotazione regionale al numero gratuito 803333. Più volte il risponditore automatico ci invita a richiamare perchè gli operatori sono occupati. "Ci ho provato tantissimo per conto mio - dice Elena - ma non sono mai riuscita a prendere la linea". Nel giro di 15 minuti riusciamo a parlare con un operatore. Il quale ci spiega che non tutti i centri in rete con il Cup erogano questo tipo di esame. Che l'appuntamento disponibile più vicino nel tempo è al Santo Spirito per il 29 settembre, quindi al Policlinico di Tor Vergata per il 7 ottobre, quindi al San Filippo Neri il 3 dicembre e, infine, l'11 maggio al poliambulatorio di Ostia. All'Umberto I? "Non c'è disponibilità", risponde. Alla signora Elena erano stati indicati dallo specialista alcuni centri ospedalieri da interpellare: Gemelli, Policlinico, Sant'Andrea, Tor Vergata. "È stata una sofferenza solo cercare i numeri di telefono giusti - racconta l'anziana - Quando chiedevo informazioni, mi sono sentita dire che dovevo girare un po' per ospedali. Assurdo. Al Policlinico non sapevo neppure quale fosse la clinica, quando alla fine mi sono sentita dire quella data, aprile 2009, mi è venuta una crisi di pianto". Non esiste, a livello regionale, una guida unica per tutti gli utenti, in modo che sappiano dove, come e quando potere prenotare visite ed esami. E ancora non tutte le Asl e strutture convenzionate hanno messo a disposizionde del Recup le loro agende, lasciando di fatto incompleto il programma regionale di unificazione dei dati. "Un lavoro che rientra nelle proprità immediate e per cui ci stiamo adoperando", fa sapere il presidente della Regione Piero Marrazzo. alessia.marani@ilmessaggero.it.

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Braccio di ferro tra Pichler Rolle e i <ribelli> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Alto Adige" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2008-06-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Stella alpina in ebollizione Il sindaco di Plaus: "Stop al centralismo provinciale". Fulmini su Mumelter e Oswald Egger Braccio di ferro tra Pichler Rolle e i "ribelli" Schuler e altri candidati chiedono un cambio di rotta. L'Obmann: niente autogol All'origine dei malumori il messaggio scelto per l'avvio della campagna in cui si guarda più al passato che al futuro BOLZANO - I "ribelli" alzano la testa, Durnwalder e Pichler Rolle li richiamano all'ordine. Dopo lo psicodramma delle ultime elezioni politiche, la campagna della Svp per le Provinciali di autunno parte all'insegna della tensione. Tre candidati, tra cui Arnold Schuler, invocano una svolta sul programma. Pronto l'intervento dell'Obmann, che ha richiamato gli scontenti chiedendo loro "più gioco di squadra". La spaccatura è stato il Dolomiten, nell'edizione di ieri, a parlare di "ribelli ". Il riferimento è ad Andreas Mumelter (capogruppo di Laives) e Oswald Egger (sindaco di San Genesio), entrambi candidati a ottobre, che hanno espresso riserve sul messaggio "negazionista" scelto dal partito per l'avvio della campagna elettorale. "Per risalire la china non basta elencare quanto di buono fatto e dire che va tutto bene": questa, in sintesi, la critica. Un rilievo che si aggiunge alla svolta invocata da Arnold Schuler, già costata al sindaco di Plaus una censura ufficiale del partito. Il Dolomiten riporta la dura replica di Luis Durnwalder, primo destinatario delle critiche: "Ma questi - si chiede - hanno la minima idea di cosa sia la politica?". Come se non bastasse, l'edizione di ieri della Tageszeitung parlava di Schuler come del nuovo anti-Durnwalder. Insomma, un bel temporale, proprio nel giorno che fa segnare l'addio di Pepi Dejaco alla Svp in favore della nuova lista ladina. La richiesta Schuler non pare intimorito dalle critiche e dal clamore suscitato. "A mio avviso - ribadisce il presidente del consorzio dei Comuni al telefono - siamo arrivati a un punto in cui dobbiamo fermarci e riflettere. Ogni crisi può trasformarsi in una occasione da cogliere. I temi classici, dalla famiglia al sociale, non bastano più per avere un buon programma: occorre una nuova mentalità per riformare il partito. Non è più accettabile, per dire, che prima si prende una decisone e poi si discute. E il confronto va aperto adesso, non in autunno: visto che mi candido per i prossimi 5 anni, devo sapere come la pensa il partito". Ma qual è, in concreto, il cambiamento più urgente secondo Schuler? "è tempo - risponde - di attuare anche in Alto Adige quella riforma federalista già approvata nella Costituzione. Oggi la Provincia è troppo forte, mentre il ruolo dei Comuni è debole: bisogna aumentarne non solo le competenze, ma soprattutto le risorse. Ciò consentirebbe di aumentare la partecipazione. Inoltre i Comuni hanno un orecchio più vicino ai cittadini, e il trasferimento di competenze eliminerebbe molta burocrazia ". Schuler fa un esempio. "Oggi un consiglio comunale può chiedere la costruzione di una nuova scuola, ma per cinque anni tutte le opere sono già fissate nel piano provinciale ". Ma Schuler si sente l'anti- Durnwalder? "Io non sono "anti", ma a favore delle cose per cui mi batto" è la risposta. L'Obmann Pichler Rolle nelle ultime ore ha chiamato tutti i "ribelli ": da Schuler a Egger e Mumelter. "Credo che tutto sia stato chiarito - assicura l'Obmann -. Occorre distinguere due piani: un conto è sostenere legittimamente le proprie idee, e la posizione di Schuler sui Comuni, per esempio, è nota. A questo proposito, faccio notare che qualcosa è stato giù fatto, per esempio con l'istituzione del fondo di rotazione per ridurre l'indebitamento. Altra cosa sono le critiche al partito per ottenere qualche foto sul giornale, o gli attacchi ai colleghi di lista". Pichler Rolle assicura che il confronto sul programma ci sarà. "In questi giorni stanno partendo 4mila lettere ad altrettanti funzionari di partito, in cui chiediamo idee per il programma. La campagna "fieri del SÜdtirol" è solo il primo passo, ma ne verranno molti altri: non sono così ingenuo da pensare a una campagna solo su ciò che abbiamo fatto. Ora dobbiamo fare squadra e remare assieme, discutendo anche animatamente tra noi ma rimanendo compatti verso l'esterno". Francesco Clementi Formazione I candidati Svp per le Provinciali: al centro Pichler Rolle, davanti a lui Andreas Mumelter (uno dei "ribelli").

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La Cina DEGLI UIGURI (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)

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LA FIACCOLA NELLO XINJIANG Michelangelo Cocco KASHGAR Il palco allestito sotto la statua di Mao, le luminarie ai piedi e alle spalle del Grande timoniere e le lanterne rosse nell'antistante Piazza del popolo non sono bastati a rendere più vera la festa. Perché soltanto poche decine di persone - scrupolosamente selezionate - hanno potuto vedere dal vivo la "sacra torcia" passare ieri mattina per le le strade velate di sabbia di Kashgar, la città-oasi del deserto del Taklamakan, all'estremità nord-occidentale della Cina. Tutti gli altri, come avevano deciso le autorità, ne hanno ammirato le immagini rimandate dai televisori di casa. Uomini coi doppa, i copricapo tradizionali, e donne dai capelli avvolti in colorati yaglik hanno danzato per celebrare la "condivisione del sogno" olimpico tra il popolo uiguro e gli han, l'etnia maggioritaria in Cina che negli ultimi anni è immigrata in massa nello Xinjiang, regione autonoma a maggioranza musulmana dove ha esportato lo sviluppo "made in Pechino". Ma le vie transennate, le centinaia di agenti mobilitati, i negozi chiusi e le misure di sicurezza eccezionali hanno reso evidente che dopo quasi sessanta anni di convivenza sotto la bandiera rossa, nemmeno il conto alla rovescia verso lo 08/08/'08 - scaramantica ora X scelta per l'inizio della competizione - riesce a nascondere la tensione, palpabile, tra le due comunità. Nelle scorse settimane il governo ha annunciato di aver sventato una serie di "complotti contro l'evento sportivo" ed effettuato "arresti di terroristi". Le organizzazioni uigure in esilio accusano le autorità di portare avanti un progetto di "assimilazione culturale e segregazione economica" del loro popolo. E il 21 maggio scorso su un sito internet jihadista è apparso un comunicato del Partito islamico del Turkestan che ha lanciato il "primo e ultimo avvertimento" ordinando agli "apostati cinesi occupanti" di "ritornare ai loro luoghi d'origine". Secondo Dru Gladney, presidente del Pacific Basin presso il Pomona College (California) e tra i massimi esperti di studi uiguri, non c'è all'orizzonte alcuna una rivolta organizzata, come quella scoppiata nel marzo scorso in Tibet: "La Cina ha ragione a temere elementi radicali wahabiti, che tuttavia non rappresentano una forza organizzata, piuttosto singoli religiosi che provano a diffondere il loro credo estremista". Per il sinologo statunitense è "altamente improbabile" che sommosse separatiste come quelle divampate nello Xinjiang tra la metà e la fine degli anni '90 possano ripetersi a breve. "È mutato il contesto internazionale - spiega il docente -: la lotta al terrorismo è divenuta una priorità dei governi; il controllo militare sull'area si è fatto più rigido; l'immigrazione han è aumentata considerevolmente". Pochi chilometri a est di Kashgar, all'ingresso del villaggio di Yekshembe, centinaia di giovani e anziani dissodano la terra da entrambi i lati della strada. Un piano statale di rimboschimento prevede che siano piantati decine di migliaia di pioppi bianchi, gli alberi alti e snelli che regalano ombra ai viali dell'Altisahar, le "sei città" del sud considerate la culla della cultura uigura. Poliziotti a piedi e in macchina pattugliano la via. Da anni le associazioni uigure denunciano la pratica del lavoro coatto, il prelievo di un membro per famiglia da utilizzare per la semina o la costruzione di infrastrutture. Musulmani turcofoni di etnia altaica, fino al 1949 gli uiguri erano di fatto padroni dello Xinjiang, la "nuova frontiera" conquistata dalla dinastia Qing già nel 1768, ma su cui, fino all'ascesa al potere del Partito comunista nel 1949, il controllo di Pechino si esercitò soltanto in maniera indiretta. Uno sviluppo diseguale La moschea Id Gah era sempre stata il cuore pulsante della Kashgar dell'antica Via della seta. Oggi il centro geografico è stato spostato in Piazza del Popolo e nel luogo di culto, come nelle strade principali della città, fervono lavori di ristrutturazione. Centinaia di case uigure di mattoni di fango vengono ricostruite con laterizi grazie a finanziamenti statali. Ma secondo l'ultimo rapporto di Human rights in China (Hric), la Strategia di sviluppo occidentale (Wds) varata contestualmente all'ingresso della Cina nell'Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) nel 2001 ha permesso di potenziare le infrastrutture regionali ma non ha contribuito a innalzare il livello di vita degli uiguri a causa "dell'estrazione di risorse dalla periferia per utilizzarle nelle aree urbane e costali del paese; della colonizzazione interna mediante l'afflusso di settlers in zone attualmente dominate dalla presenza delle minoranze; della militarizzazione dello Xinjiang". I nuovi alberghi, i centri commerciali e le "città del computer" che stanno trasformando antichi centri uiguri in tante piccole Pechino sono accolti con entusiasmo dagli han. Ma a Nazarbah, Shamalbah, Doletbah e Saman - i quattro grandi villaggi uiguri attorno a Kashgar - la cultura e le tradizioni si mantengono intatte: gli scambi si concentrano nel mercato settimanale, la moschea resta il fulcro della vita religiosa e sociale, il lavoro nei campi - praticato con strumenti rudimentali - è la principale fonte di sussistenza. Bingtuan uguale colonie Dang Le, un funzionario governativo, è fiero delle politiche di Pechino: "Insegniamo agli uiguri le nuove tecniche di allevamento, irrigazione, semina. Il loro livello di partenza è molto basso, ma stanno migliorando". "Ma - spiega Le - il motore dell'agricoltura dello Xinjiang è rappresentato dai bingtuan: 14 distretti produttivi che occupano una superficie di 74.000 chilometri quadrati". La maggior parte di quelli che la burocrazia chiama "Production and construcion corps" sorge in aree vicine alle frontiere, è dotata di un proprio corpo militare e si avvale quasi esclusivamente di manodopera immigrata: 2,5 milioni su una popolazione han che, in totale, ammonta a oltre 7 milioni e minaccia di far diventare presto minoranza gli uiguri, circa 8 milioni. Nel 2000 Chen Guangsheng ha lasciato la provincia dell'Hubei e si è trasferito nel bingtuan di Shihezi, due ore di autostrada da Urumqi, collegato al capoluogo regionale con autobus che partono ogni 20 minuti. "Sono emigrato perché non avevo terra da coltivare - racconta -. Qui ne ho ottenuti 4.500 metri quadrati. Ai privati posso vendere solo piccole parti del raccolto, il cotone sono obbligato cederlo allo stesso bingtuan, che lo commercializza". Il leader locale del partito comunista, Wang Leqan, ha annunciato all'agenzia Xinhua che per il 2008 si prevede un raccolto di 2,7 milioni di tonnellate di cotone, un incremento del 22,7% rispetto all'anno scorso. "A tutte le armate coraggiose che hanno distrutto completamente i ribelli e costruito il socialismo", recitano gli ideogrammi di uno stendardo dei primi coloni custodito nel museo dei bingtuan a Shihezi. Wang Zhen, nel 1949, fu il primo generale ad arrivare nel Xinjiang e a promuoverne la colonizzazione fondando i bingtuan nel 1954. Prima di allora gli uiguri avevano dato vita a due repubbliche indipendenti nel Xinjiang: dal 1933 al 1934 e dal 1944 al 1949. "Turkestan orientale" era il nome della loro patria, con riferimento all'est di quella grande regione, turcofona e islamica, che sotto l'Urss era chiamata Turkestan. La sua posizione - ai confini con India, Pakistan, Afghanistan, Tagikistan, Kirgizistan, Kazakhstan e Russia - rende "lo sviluppo e la stabilità del Xinjiang importante per lo sviluppo e la stabilità dell'intera Cina" ha dichiarato durante un'ispezione nella regione a fine gennaio Zhou Yongkang, membro del comitato centrale del Partito comunista. Ad accrescerne il valore è arrivata la scoperta, negli ultimi anni, d'ingenti riserve di petrolio e minerali. Le statistiche mostrano che nel 2007 il Xinjiang ha prodotto 26.4 milioni di tonnellate di greggio e 21.2 miliardi di metri cubi di gas naturali: con un totale di 43.3 milioni di tonnellate è diventata la prima area produttrice della Cina per quanto riguarda petrolio e gas. "Finiremo come i Maya" A Urumqi Memet, 25enne laureato all'università del Xinjiang, immagina il futuro del suo popolo "come quello dei Maya: saremo cancellati dallo sviluppo della Cina". Seduto in un tipico ristorante uiguro dagli arredi kitsch, Memet chiede che non sia citato il suo vero nome. È a conoscenza delle attività di Rebiya Kadeer, "voce degli uiguri" da Washington e presidente del World uyghur congress recentemente applaudita dal Parlamento europeo, dove ha spiegato le ragioni del suo popolo. Molti uiguri del Xinjiang non vedono di buon occhio la propaganda degli esiliati. "Le loro campagne all'estero hanno una ripercussione immediata su di noi, con l'aumento della repressione poliziesca" sostiene Memet. A farne le spese sono stati anche due figli della Kadeer, detenuti con l'accusa di "partecipazione e istigazione ad attività separatistiche". Oltre alla massiccia immigrazione han a cui - lamenta Memet - "viene riservata la maggior parte dei posti di lavoro qualificati" secondo il ragazzo sono due i fattori che "stanno cancellando il mio popolo". Gli attivisti puntano l'indice contro la progressiva scomparsa della lingua uigura. "Inoltre - spiega il giovane - ci sono le proibizioni nei confronti della pratica religiosa: imam scelti dallo stato, divieto per i minorenni di accedere alle moschee, niente muezzin che richiamano alla preghiera, proibito il velo nei posti di lavoro". Massima allerta a Gulja Gulja, come Urumqi, è separata dall'Altisahar dal deserto e dal massiccio del Tianshan, che percorre, da est a ovest, tutta la regione, dividendola in due parti. Nella città teatro nel 1997 di una rivolta domata nel sangue sono forti le minoranze kazaka e kirgiza il livello di allerta pre-olimpico è alto. Poliziotti a piedi con bastoni simili a mazze da baseball, reparti anti-sommossa a bordo di jeep, camion pieni di agenti pattugliano l'area uigura della città, quella oltre Sidalin donglu. Secondo Nicholas Bequelin si tratta della campagna "anti-separatista" in corso anche in questi giorni. "Operazioni - denuncia il ricercatore del programma Asia di Human rights watch - che non distinguono tra violenti e chi tenta legittimamente di affermare la propria identità culturale e religiosa e, invece di accrescere la lealtà verso lo stato, hanno l'effetto di aumentare l'alienazione e il risentimento nei suoi confronti". "Se mi va bene, a fine giornata riesco a guadagnare 30 quai (3 euro)" dice Dilxat, un 19enne che vende frutta nella parte più povera del mercato, quella dove decine di lustrascarpe bambini aspettano i clienti tra un andirivieni caotico di risciò, autobus e carretti montati su motociclette cinesi. Tutte le mattine Dilxat si sveglia alle 5 per sistemare il suo banchetto. Poi, alle 3 del pomeriggio, come tanti suoi coetanei, corre verso una scuola privata dove studia inglese e russo. Sogna a occhi aperti di commerciare con le repubbliche centro-asiatiche o di andare a studiare all'estero. Spera che le lingue siano il suo lasciapassare per fuggire da Gulja.

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De Rita: adesso è finita la stagione dell'ansia Con la formula bipartisan <camminiamo insieme> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-19 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'Intervista De Rita: adesso è finita la stagione dell'ansia Con la formula bipartisan "camminiamo insieme" ROMA - "Questa Finanziaria non drammatizza. Sembra voler quasi creare indifferenza. Lo slogan "Alzati Italia" diventa inadeguato. Anzi, stona ". E quale sarebbe la frase giusta? "Molto più colloquiale... magari un "ricominciamo a camminare insieme", oppure un "avviamo un nuovo percorso"". Giuseppe De Rita, dal timone del Censis, da anni comprende a fondo i caratteri degli italiani e intuisce le reazioni, sulla nostra società, di qualsiasi scelta del Palazzo. Cosa significa per l'italiano medio questa Finanziaria partita addirittura a giugno con un Tremonti che annuncia un progetto complessivo di tre anni? "è la presentazione di una cultura di governo consapevole di disporre dei propri tempi. L'impatto psicologico collettivo è ben diverso, per fare un esempio, da quello provocato dalla durissima Finanziaria di Amato del 1992. Lì fu tutto all'insegna dell'emergenza. Qui il clima è più rassicurante, non legato a una mobilitazione ". Partiamo alla Robin tax... "Qui c'è una forte contraddizione su un discorso di lungo periodo e una tassa temporanea sul gettito per una categoria. Noto sorridendo che non siamo lontani dal famoso titolo di "Liberazione" di due anni fa, cioè "anche i ricchi devono piangere". Messaggio comprensibile ma che non ha portato molta fortuna. Bisognerebbe pensarci due volte". A proposito: ma perché Robin Hood sarebbe una figura "un po' fascista ", secondo lei? "Attenzione. Non ho detto questo. Robin Hood interpretava in solitudine i bisogni della gente invece di lasciarli esprimere. Qui il ceto medio si sta impoverendo, non prepara più un conflitto ma ha bisogno di rassicurazioni economiche e sul piano della sicurezza collettiva. E quindi la politica torna a diventare supplente del conflitto sociale, a risolvere i problemi. Ed eccoci al vero parallelo: il fascismo interpretò bisogni che la società italiana quasi ignorava. Penso all'Opera nazionale maternità e infanzia, all'Ente assistenza degli orfani dei lavoratori...". Torniamo alla Legge finanziaria. Brunetta ha decretato la fine dell'intoccabilità degli statali. Ci sono tagli anche nel personale scolastico. Tutto questo che riflesso ha? "è la definitiva de-sublimazione dello Stato sovraordinato alla società, così sacrale da essere appunto "intoccabile" . Uno scossone ben più profondo di quanto lo stesso ministro Brunetta, con la sua notevole capacità mediatica, ha voluto comunicare". Perché, professor De Rita? "Perché questa Italia è culturalmente, intrinsecamente figlia della burocrazia pubblica. Penso alla pubblica ammini-strazione, alla scuola, alle poste, alle ferrovie. Ora tutti questi servizi si possono trovare sul mercato. Con tutti i rischi, attenzione!, che ciò comporta perché parliamo di un mercato imperfetto e spesso ambiguo". In quanto ai ticket sanitari? "Io sono sempre stato ostile. Si trasforma in un elemento di controllo. E poi gli effetti finanziari non sono mai stati così apprezzabili. Infatti la misura è sempre stata oscillante, una volta viene adottata e l'altra no....". Ma c'è un punto particolare che sta a cuore a De Rita. Il fondo speciale per la casa destinato alle fasce più deboli: "L'unica strada percorribile è riattivare un'edilizia residenziale pubblica, oggi al punto più basso della sua storia. In Francia l'anno scorso sono stati costruiti 40.000 alloggi contro i nostri 1.800. La fatica sarà enorme. Occorrerà mettere insieme piani regolatori, piani regionali, piani comunali per l'edilizia pubblica... Gli sfratti in dieci anni sono più che raddoppiati, gli italiani che non possono nemmeno sognare di pagarsi un mutuo aumentano, cresce dunque la fascia sociale di chi è senza casa. Si lasciano le città per vivere negli hinterland ma così totalizziamo nove milioni di pendolari quotidiani. Il problema, economico e sociale, è enorme. Urge trattarlo a parte..." Paolo Conti Giuseppe De Rita (Censis) \\ Questa Finanziaria non drammatizza. Qui il ceto medio non prepara più un conflitto ma ha bisogno di rassicurazioni.

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Bonus, 500 mila euro per 14 manager (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2008-06-19 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Bonus, 500 mila euro per 14 manager Provincia, premio produttività: una torta spartita tra pochi L'ammontare complessivo dei soldi da dividere tra i 450 dipendenti di Palazzo Nievo è di 900 mila euro VICENZA - Mezzo milione di euro in extra per i dirigenti della Provincia. Perché anche per loro c'è un bonus- produttività che lo scorso anno non ha scontentato nessuno: se lo sono aggiudicati tutti, dal primo all'ultimo. I quattordici dirigenti di Palazzo Nievo sono stati giudicati da un'apposita commissione con voti molto elevati, rientrando quindi nelle due categorie che prevedono i riconoscimenti più cospicui. Significa che ciascuno di loro ha percepito un premio che varia all'incirca tra i 14mila e i 18mila euro. Così, mentre perfino il presidente della Confidustria berica, Maurizio Zuccato, ha definito "un'assurdità " il fatto che tutti i 450 dipendenti della Provincia abbiano ottenuto il premio di produzione (pari circa a una mensilità), senza significative differenze di trattamento tra stacanovisti e fannulloni, si scopre che i dirigenti se la passano decisamente meglio. La retribuzione della qualifica dirigenziale comprende quattro voci: lo stipendio, la retribuzione individuale di anzianità, la retribuzione di posizione e la retribuzione di risultato. Queste ultime due voci, in particolare, fanno riferimento a un Fondo che attualmente, per i dirigenti della Provincia, ammonta a 510.950 euro. Di questi, circa il 70 per cento è destinato al pagamento della "retribuzione di posizione ", che di fatto è una cifra fissata in base a una serie di parametri che tengono conto dell'importanza del settore amministrato. Il restante 30 per cento è la "retribuzione di risultato", che varia in base al conseguimento degli obiettivi prefissati dai politici e che att ualmente è di circa 170mila euro. A valutare la bravura dei dirigenti è una Commissione composta dal segretario provinciale Angelo Macchia e da due elementi esterni. Ebbene, lo scorso anno tutti i dirigenti sono rientrati nelle due fasce di punteggio più elevate, assicurandosi quindi gli incentivi economici maggiori. Dalla Provincia precisano che "se il Fondo non viene speso per intero, l'avanzo serve a finanziare la retribuzione dell'anno successivo ". Ma resta il fatto che l'ammontare complessivo dei premi destinati ai lavoratori di Palazzo Nievo non supera i 954mila euro. Di conseguenza, facendo un paragone, significa che i quattordici dirigenti, annualmente, si spartiscono una torta che equivale ad oltre la metà di quella stanziata per accontentare tutti i loro 450 sottoposti. In proporzione, con un montepremi analogo al loro, si gratificano 240 lavoratori dello stesso ente. "Distribuire gli incentivi a pioggia è allucinante – aveva detto Zuccato – e finchè le cose continueranno a funzionare così negli enti pubblici, questa Italia continuerà ad andare male. I fannulloni sono un danno per tutti, aziende comprese, perché costituiscono l'ossatura della burocrazia e dell'inefficienza ". La presenza di due componenti esterni nella Commissione dovrebbe essere una garanzia. E i giudici hanno sentenziato che tutti i dirigenti sono riusciti a raggiungere livelli estremamente positivi. Nessuno di loro, a quanto pare, si è dimostrato meno bravo dei colleghi. Nessuno. Andrea Priante Dirigenti in ufficio Mezzo milione di euro extra in totale per i dirigenti della Provincia di Vicenza, è il bonus produttività.

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Secondo i redditi siamo tutti poveri di sicuro non c'è voglia di investire - giampaolo pighin * (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Venezia, La" del 19-06-2008)

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Altre Secondo i redditi siamo tutti poveri Di sicuro non c'è voglia di investire GIAMPAOLO PIGHIN * La pubblicazione sulla stampa delle "graduatorie" sulla dichiarazione dei redditi dei cittadini del Comune di Venezia anche per specifiche categorie ha dimostrato la scarsa ricchezza ufficiale di questa città. Dico ufficiale perché la situazione reale si fa intendere con buona probabilità un po' diversa. Comunque, soprattutto per Mestre viene confermato ciò che appare, cioè un progressivo e diffuso impoverimento. Certo vi sono situazioni di evidente stridore fra ciò che alcuni dichiarano e quanto sembra più probabile guadagnino. Ma questo ha scarsissima influenza sulla media complessiva e nella conseguente conferma del degrado economico in atto. Eppure, nonostante l'evidenza di questa tendenza ben poco viene fatto per ovviarvi. Gli investimenti sul nostro territorio sono pesantemente scoraggiati da una burocrazia ottusa e imperversante, da procedure amministrative intrise di assurdità e condite da una infinità di pareri da ottenere, spesso inutili. Burocrati che generano burocrazia impiegati sovente impreparati a svolgere il loro ruolo che con una buona dose di arroganza impongono la loro "interpretazione" della Legge applicando nella "traduzione" una filosofia tutta personale. Un mondo incredibile ed alienante. E così anche chi è spinto dalle migliori intenzioni si scoraggia e trasferisce altrove le proprie iniziative imprenditoriali. Persino la Pac, il Comune di Venezia, è troppo spesso bloccata dalla difficoltà di far funzionare i propri uffici. Decisioni politicamente assunte impiegano tempi biblici per tradursi in atti o fatti concreti oppresse da un petulante cavillare, da una incapacità di decidere, da uno stillicidio di problemi autogenerati. Tutto si complica, rallenta e spesso si ferma. Gli interventi non vengono attuati nei tempi necessari, gli imprenditori esasperati emigrano verso luoghi più attenti al benessere dei loro cittadini e Mestre soffre, si impoverisce sempre più. Un sacrilegio per un ambito territoriale dalle immense potenzialità che non trovano poi adeguata considerazione in un piano coerente e razionale di Città. Uno sperpero di possibilità prive di indirizzo, di un'idea forte che possa trasformarle in un vero progetto di Città, per una Mestre finalmente attraente e florida. * architetto, Mestre.

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Comune, 500 mila euro per le strade (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sfogo del primo cittadino: purtroppo non è sufficiente decidere di realizzare un'opera perché i tempi burocratici utili a completarla sono lunghissimi Comune, 500 mila euro per le strade I fondi serviranno a migliorare il volto di alcune delle vie più dissestate. Associazione di professionisti ha vinto la gara Il sindaco: "Situazione disastrosa, serve un altro consistente intervento entro la fine dell'anno" Nuovo progetto per la sistemazione di strade e marciapiedi. A realizzarlo sarà l'associazione di professionisti Fornasir, Del Pin, Crocetti, che ha vinto la gara di progettazione indetta dal Comune che prevede interventi per circa 500 mila euro, volti a migliorare il volto di alcune delle più rovinate vie cittadine. Considerando però l'elevata estensione del degrado, nonostante le opere già realizzate, la cifra stanziata per quest'ultima tranche di lavori rappresenta la classica goccia nel mare, come ammette lo stesso sindaco, Ettore Romoli, che annuncia, entro quest'anno, un altro consistente intervento. "La situazione è disastrosa - conferma -, anche per il fatto che per quarant'anni a Gorizia non si sono asfaltate strade se non con lavori abbastanza ridotti. Come ho detto fin dall'inizio del mio mandato uno degli obiettivi prioritari di questa amministrazione è quello di risanare urbanisticamente la città, cercando di vincere i mille impedimenti che rendono difficile la realizzazione di ogni progetto, anche del più piccolo. Ho già avviato la ricerca di notevoli finanziamenti e mi auguro di averli a disposizione a breve per poter realizzare, finalmente, un intervento radicale anche se, ovviamente, non risolutivo, di questo problema. È davvero avvilente girare per la città e vedere quasi ovunque strade e marciapiedi dissestati". Buone intenzioni ed eventuali finanziamenti, dunque, ci sono, ma il sindaco è ugualmente preoccupato. "Purtroppo, mi sto accorgendo ogni giorno di più che non basta decidere di realizzare un'opera e ottenere i finanziamenti per questo fine - sottolinea -, perché i tempi per la sua concretizzazione sono sempre lunghissimi, anche se si tratta di un intervento piccolissimo, magari un solo marciapiede. Anche per i lavori pubblici la burocrazia è devastante. Basta pensare che ci vogliono tre progetti, di fatto, per arrivare ad approvare in via definitiva, solo sulla carta, l'intervento. E ci vogliono mesi e mesi, se non anni, per ultimare questa procedura. Se a questo - prosegue Romoli -, associamo la scarsa produttività degli uffici si capisce che la realizzazione di qualsiasi progetto richiede una fatica immane. Ciò che mi auguro, quindi, se arriveranno i finanziamenti promessi per la sistemazione di strade e marciapiedi è che l'ufficio tecnico comunale sia all'altezza della situazione e riesca a realizzare gli interventi programmati e non solo a progettare". Il sindaco Romoli, dunque, è ancora fortemente deciso a mettere mano in modo consistente al degrado urbanistico a partire proprio da quest'anno. Va peraltro ricordato che, oltre al centro cittadino, ci sono i quartieri, alcuni dei quali attendono da anni interventi di risanamento delle strade e il piano complessivo elaborato a suo tempo dal Comune, prevede una spesa globale che supera abbondantemente i 10 milioni di euro per risanare adeguatamente la città. Senza contare che c'è anche la necessità di attuare una manutenzione ordinaria per evitare che il "consumo" del manto stradale si trasformi in poco tempo in dissesto. Patrizia Artico.

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L'allarme lanciato dalla Coldiretti: L'agricoltura ora rischia il tracollo (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Ferrara, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'allarme lanciato dalla Coldiretti: "L'agricoltura ora rischia il tracollo" Gravi problemi per grano e orticole e si temono malattie alle colture Montanari e Tagliani del Pd e Dragotto del Pdl hanno chiesto alla Regione un interessamento sollecito per lo stato di calamità FERRARA. Una situazione drammatica per l'agricoltura, a cui si aggiungono i danni a case, negozi, impianti. Il nubifragio di sabato e l'anomalo andamento climatico di questa fine primavera - con forti piogge anche tra martedì e ieri - hanno causato danni ingenti in vaste aree del Ferrarese. Se la Coldiretti lancia l'allarme per i campi, i consiglieri regionali ferraresi Roberto Montanari e Tiziano Tagliani del Pd e Giorgio Dragotto del Pdl chiedono alla giunta dell'Emilia Romagna un sollecito interessamento perchè siano stanziati fondi necessari a fronteggiare lo stato di calamità. L'ALLARME. La Coldiretti ferrarese lancia un vero e proprio allarme su quanto accade nelle campagne: "I problemi più evidenti sono per ciliegie e orticole, danneggiati dall'eccesso di umidità ed attaccate da malattie in modo grave - dichiara Mauro Tonello, presidente di Coldiretti Ferrara - nonché sul grano ormai prossimo alla raccolta ed in molte zone allettato dalle piogge pesanti che potrebbero favorire una germogliazione dei chicchi nella spiga, e sicuramente il proliferare di malattie che ridurranno la qualità del prodotto". Oltre ai danni diretti, che in queste ore sarà possibile quantificare con più precisione, auspicando che le precipitazioni atmosferiche siano finite, preoccupano i costi che si dovranno affrontare per salvare le produzioni, evitando il propagarsi di gravi infezioni fitopalogiche. I TIMORI. "In alcuni casi purtroppo si stanno costatando già danni irreparabili, ad esempio in coltivazioni di pomodori, attaccati da peronospora, e che dovranno essere distrutti in campo per prevenire focolai di infezione in altri campi - continua Tonello - aprendo un grosso problema per le aziende, oltre alla perdita del prodotto: a chi comunicare e come questa situazione per non perdere anche il contributo previsto per la produzione da avviare all'industria. Un problema che riguarda anche pere e pesche per la trasformazione e che ad oggi nessuno sa come affrontare, mettendo in crisi ulteriore le imprese agricole, impossibilitate a produrre, per cause di forza maggiore e circostanze eccezionali e nonostante ciò, vittime di una burocrazia che non ha ancora previsto le procedure da adottare". LE RICHIESTE. Coldiretti ha già avviato nei giorni scorsi le richieste di attivazione alla Regione ed agli enti competenti (Agrea e Agea) di queste procedure, evidenziandone l'urgenza, a fronte della necessità di prendere decisioni rapide da parte dei produttori, che non devono essere penalizzati anche sotto questo aspetto che è una delle tante conseguenze negative dell'applicazione del disaccoppiamento parziale dei contributi comunitari dell'Ocm ortofrutta. Per tutte le altre coltivazioni, stante la pesante situazione climatica, Coldiretti ha chiesto di poter attivare, dove necessario, eventuali deroghe ai disciplinari di produzione, per evitare danni maggiori in assenza della possibilità di curare sollecitamente le malattie favorite dalla continua umidità, che comunque comportano interventi straordinari. L'INTERROGAZIONE. Intanto ieri i consiglieri regionali del Montanari e Tagliani e quello del Pdl Dragotto, hanno firmato insieme una interrogazione in cui si chiede l'intervento regionale per il Ferrarese: evidenziando che i danni ammonterebbero ad oltre un milione di euro, i consiglieri ricostruiscono come siano state colpite in particolare le zone dei Comuni di Comacchio e Argenta e ingenti sono i danni per l'agricoltura.

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Ministero precisa: ''Nessun ticket sanitario aggiuntivo'' (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

SANITA' 11.3619/06/2008 Ministero precisa: ''Nessun ticket sanitario aggiuntivo'' Roma - La manovra sanitaria approvata ieri dal Consiglio dei ministri non prevede tickets aggiuntivi come riportato oggi dai quotidiani. Lo puntualizza oggi il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali. Gli obiettivi delle norme approvate in materia di sanita' sono quelli di "avviare la semplificazione del rapporto cittadino-strutture sanitarie per liberare la salute dalla burocrazia 'cartacea'" e di riorganizzare enti e organismi vigilati dal ministero "per favorire una maggiore efficacia della loro azione e una riduzione dei costi per il loro funzionamento". Appartengono al primo obiettivo "le semplificazioni in materia di certificazioni sanitarie per modificare le procedure divenute ormai obsolete ed eliminare certificazioni superate dalla evoluzione tecnico-scientifica". Sempre al primo scopo rispondono le "semplificazioni di procedure autorizzative sanitarie", come ad esempio, "l'abolizione di autorizzazioni sanitarie per le imprese alimentari". Sempre nella stessa direzione vanno le "ulteriori semplificazioni di certificazioni da individuare attraverso apposite intese sancite in sede di Conferenza unificata Stato, regioni e autonomie locali". Al secondo obiettivo, quello di riorganizzare enti e organismi punta l' "attribuzione di una delega al governo per la riorganizzazione degli enti e degli istituti vigilati dal ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (l'Aifa, l'Agenzia Nazionale per i servizi sanitari regionali, l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro, Ispesl, gli Istituti zooprofilattici sperimentali, la Croce Rossa Italiana, la Lega Italiana per la lotta ai tumori), allo scopo di "semplificare l'organizzazione amministrativa degli enti stessi e ottimizzare e razionalizzare i costi di gestione". Della manovra sanitaria fa parte anche una specifica disposizione finalizzata a ridurre il costo delle prestazioni sanitarie a favore dei cittadini neocomunitari che attualmente, in base alla vigente normativa (Testo Unico sull'Immigrazione), "usufruiscono di prestazioni piu' favorevoli rispetto a quelle utilizzabili nel Paese di provenienza, prestazioni peraltro riservate a cittadini extracomunitari, con conseguente, pesante incidenza sui costi del Ssn". Prevista infine la cancellazione o semplificazione di una serie di certificazioni di idoneita' al lavoro e vaccinali. Approvata, inoltre, in Cdm la soppressione del libretto sanitario per il personale addetto alle attivita' di produzione, preparazione, somministrazione, deposito, vendita o distribuzione di alimenti. Ed e' stato abolito anche il certificato medico che esclude il pericolo di contagio, ai fini della riammissione al lavoro degli alimentaristi summenzionati dopo un'assenza, di durata superiore ai cinque giorni, per malattia. Agli operatori addetti alla produzione, preparazione, somministrazione e distribuzione di alimenti devono essere garantiti un'adeguata preparazione igienico-sanitaria prima dell'inizio dello svolgimento dell'attivita' lavorativa ed "aggiornamenti periodici". (DIRE).

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PARTI SOCIALI E ENTI LOCALI. <Salve> le nove Province metropolitane, 500 milioni per Roma (sezione: Burocrazia)

( da "Arena.it, L'" del 19-06-2008)

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PARTI SOCIALI E ENTI LOCALI. "Salve" le nove Province metropolitane, 500 milioni per Roma Ticket sanitari? No delle Regioni E i sindacati premono perché si trovino risorse per il rinnovo dei contratti del settore pubblico   ROMA Preoccupano le Regioni i tagli alla sanità. "Il ticket è un'ipotesi non sostenibile, né dal punto di vista sociale né finanziario". Non poteva essere più negativo il giudizio sull'ipotesi, circolata in mattinata, di far sborsare ai cittadini 10 euro per accedere alle visite specialistiche e alla diagnostica. È stato espresso con forza da Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, che ha chiesto il rispetto del patto sulla salute nell'incontro di ieri con Berlusconi, Tremonti e il collega degli Affari regionali Raffaele Fitto. Per Roma, subito 500 milioni, lo sblocco di 1,4 miliardi di fondi regionali, il sindaco Alemanno nominato commissario per gestione del deficit fino al 30 settembre, e l'impegno che i poteri speciali per la capitale saranno inseriti nella riforma del federalismo fiscale. La manovra piace invece alla Confindustria, commercianti e artigiani. Molto meno ai sindacati: per Epifani della Cgil "è troppo concentrata sui tagli". L'incontro con il governo, che ha illustrato agli enti locali e alle parti sociali i contenuti della finanziaria del triennio 2009-2011 prima del Consiglio dei ministri, non ha modificato il giudizio di "totale insoddisfazione" di Epifani, secondo il quale con l'introduzione del ticket sanitario dal 2009 "spariscono le buone intenzioni del governo". D'accordo Raffaele Bonanni, leader della Cisl, contrario ai "tagli alla spesa che abbiano ripercussioni sugli enti locali costringendoli ad aumentare le tasse". Alberto Bombassei, vicepresidente delle relazioni industriali della Confindustria, invece apprezza soprattutto l'obiettivo del pareggio di bilancio nel triennio. "Bene i tagli a spese e burocrazia", dicono anche commercianti e artigiani. Tirato un respiro di sollievo le nove Province metropolitane che erano destinate a scomparire. E così pure le comunità montane. "È prevalso il buon senso", commenta il presidente della provincia di Venezia Davide Zoggia. "È una buona notizia la marcia indietro decisa dal governo dopo il flop dell'incontro di martedì tra l'esecutivo e gli enti locali". Il temuto "taglio" è rientrato: una boccata d'ossigeno per le province, che avranno modo di organizzarsi e valutare cosa bolle in pentola. Ma c'è un altro fronte caldo: quello dei contratti pubblici. I sindacati fanno pressing nella riunione a palazzo Chigi, e il governo tenta di rassicurarli impegnandosi a trovare i soldi. Secondo stime sindacali prudenziali, però, per rinnovare i contratti, che interessano circa 3,5 milioni di dipendenti, saranno necessari circa sette miliardi. Angeletti riferisce che "il governo ha risposto: li troviamo", e il segretario dell'Ugl Renata Polverini esprime apprezzamento per l'impegno di Brunetta. Ad allarmare i sindacati c'è anche la "ripubblicizzazione" (secondo una loro definizione) del rapporto di lavoro pubblico privatizzato dal decreto 29 del 1993. Netto il giudizio del segretario della Cgil Guglielmo Epifani: "Si torna", dice, "ai tempi in cui i partiti decidevano tutto, si torna al clientelismo". Intanto Brunetta e Sacconi ribadiscno l'obiettivo di estendere la detassazione degli straordinari agli statali, "a partire dai settori legati alla soddisfazione del cliente".  .

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La Cina DEGLI UIGURI LA FIACCOLA NELLO XINJIANG (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Michelangelo Cocco KASHGAR Il palco allestito sotto la statua di Mao, le luminarie ai piedi e alle spalle del Grande timoniere e le lanterne rosse nell'antistante Piazza del popolo non sono bastati a rendere più vera la festa. Perché soltanto poche decine di persone - scrupolosamente selezionate - hanno potuto vedere dal vivo la "sacra torcia" passare ieri mattina per le le strade velate di sabbia di Kashgar, la città-oasi del deserto del Taklamakan, all'estremità nord-occidentale della Cina. Tutti gli altri, come avevano deciso le autorità, ne hanno ammirato le immagini rimandate dai televisori di casa. Uomini coi doppa, i copricapo tradizionali, e donne dai capelli avvolti in colorati yaglik hanno danzato per celebrare la "condivisione del sogno" olimpico tra il popolo uiguro e gli han, l'etnia maggioritaria in Cina che negli ultimi anni è immigrata in massa nello Xinjiang, regione autonoma a maggioranza musulmana dove ha esportato lo sviluppo "made in Pechino". Ma le vie transennate, le centinaia di agenti mobilitati, i negozi chiusi e le misure di sicurezza eccezionali hanno reso evidente che dopo quasi sessanta anni di convivenza sotto la bandiera rossa, nemmeno il conto alla rovescia verso lo 08/08/'08 - scaramantica ora X scelta per l'inizio della competizione - riesce a nascondere la tensione, palpabile, tra le due comunità. Nelle scorse settimane il governo ha annunciato di aver sventato una serie di "complotti contro l'evento sportivo" ed effettuato "arresti di terroristi". Le organizzazioni uigure in esilio accusano le autorità di portare avanti un progetto di "assimilazione culturale e segregazione economica" del loro popolo. E il 21 maggio scorso su un sito internet jihadista è apparso un comunicato del Partito islamico del Turkestan che ha lanciato il "primo e ultimo avvertimento" ordinando agli "apostati cinesi occupanti" di "ritornare ai loro luoghi d'origine". Secondo Dru Gladney, presidente del Pacific Basin presso il Pomona College (California) e tra i massimi esperti di studi uiguri, non c'è all'orizzonte alcuna una rivolta organizzata, come quella scoppiata nel marzo scorso in Tibet: "La Cina ha ragione a temere elementi radicali wahabiti, che tuttavia non rappresentano una forza organizzata, piuttosto singoli religiosi che provano a diffondere il loro credo estremista". Per il sinologo statunitense è "altamente improbabile" che sommosse separatiste come quelle divampate nello Xinjiang tra la metà e la fine degli anni '90 possano ripetersi a breve. "È mutato il contesto internazionale - spiega il docente -: la lotta al terrorismo è divenuta una priorità dei governi; il controllo militare sull'area si è fatto più rigido; l'immigrazione han è aumentata considerevolmente". Pochi chilometri a est di Kashgar, all'ingresso del villaggio di Yekshembe, centinaia di giovani e anziani dissodano la terra da entrambi i lati della strada. Un piano statale di rimboschimento prevede che siano piantati decine di migliaia di pioppi bianchi, gli alberi alti e snelli che regalano ombra ai viali dell'Altisahar, le "sei città" del sud considerate la culla della cultura uigura. Poliziotti a piedi e in macchina pattugliano la via. Da anni le associazioni uigure denunciano la pratica del lavoro coatto, il prelievo di un membro per famiglia da utilizzare per la semina o la costruzione di infrastrutture. Musulmani turcofoni di etnia altaica, fino al 1949 gli uiguri erano di fatto padroni dello Xinjiang, la "nuova frontiera" conquistata dalla dinastia Qing già nel 1768, ma su cui, fino all'ascesa al potere del Partito comunista nel 1949, il controllo di Pechino si esercitò soltanto in maniera indiretta. Uno sviluppo diseguale La moschea Id Gah era sempre stata il cuore pulsante della Kashgar dell'antica Via della seta. Oggi il centro geografico è stato spostato in Piazza del Popolo e nel luogo di culto, come nelle strade principali della città, fervono lavori di ristrutturazione. Centinaia di case uigure di mattoni di fango vengono ricostruite con laterizi grazie a finanziamenti statali. Ma secondo l'ultimo rapporto di Human rights in China (Hric), la Strategia di sviluppo occidentale (Wds) varata contestualmente all'ingresso della Cina nell'Organizzazione mondiale per il commercio (Wto) nel 2001 ha permesso di potenziare le infrastrutture regionali ma non ha contribuito a innalzare il livello di vita degli uiguri a causa "dell'estrazione di risorse dalla periferia per utilizzarle nelle aree urbane e costali del paese; della colonizzazione interna mediante l'afflusso di settlers in zone attualmente dominate dalla presenza delle minoranze; della militarizzazione dello Xinjiang". I nuovi alberghi, i centri commerciali e le "città del computer" che stanno trasformando antichi centri uiguri in tante piccole Pechino sono accolti con entusiasmo dagli han. Ma a Nazarbah, Shamalbah, Doletbah e Saman - i quattro grandi villaggi uiguri attorno a Kashgar - la cultura e le tradizioni si mantengono intatte: gli scambi si concentrano nel mercato settimanale, la moschea resta il fulcro della vita religiosa e sociale, il lavoro nei campi - praticato con strumenti rudimentali - è la principale fonte di sussistenza. Bingtuan uguale colonie Dang Le, un funzionario governativo, è fiero delle politiche di Pechino: "Insegniamo agli uiguri le nuove tecniche di allevamento, irrigazione, semina. Il loro livello di partenza è molto basso, ma stanno migliorando". "Ma - spiega Le - il motore dell'agricoltura dello Xinjiang è rappresentato dai bingtuan: 14 distretti produttivi che occupano una superficie di 74.000 chilometri quadrati". La maggior parte di quelli che la burocrazia chiama "Production and construcion corps" sorge in aree vicine alle frontiere, è dotata di un proprio corpo militare e si avvale quasi esclusivamente di manodopera immigrata: 2,5 milioni su una popolazione han che, in totale, ammonta a oltre 7 milioni e minaccia di far diventare presto minoranza gli uiguri, circa 8 milioni. Nel 2000 Chen Guangsheng ha lasciato la provincia dell'Hubei e si è trasferito nel bingtuan di Shihezi, due ore di autostrada da Urumqi, collegato al capoluogo regionale con autobus che partono ogni 20 minuti. "Sono emigrato perché non avevo terra da coltivare - racconta -. Qui ne ho ottenuti 4.500 metri quadrati. Ai privati posso vendere solo piccole parti del raccolto, il cotone sono obbligato cederlo allo stesso bingtuan, che lo commercializza". Il leader locale del partito comunista, Wang Leqan, ha annunciato all'agenzia Xinhua che per il 2008 si prevede un raccolto di 2,7 milioni di tonnellate di cotone, un incremento del 22,7% rispetto all'anno scorso. "A tutte le armate coraggiose che hanno distrutto completamente i ribelli e costruito il socialismo", recitano gli ideogrammi di uno stendardo dei primi coloni custodito nel museo dei bingtuan a Shihezi. Wang Zhen, nel 1949, fu il primo generale ad arrivare nel Xinjiang e a promuoverne la colonizzazione fondando i bingtuan nel 1954. Prima di allora gli uiguri avevano dato vita a due repubbliche indipendenti nel Xinjiang: dal 1933 al 1934 e dal 1944 al 1949. "Turkestan orientale" era il nome della loro patria, con riferimento all'est di quella grande regione, turcofona e islamica, che sotto l'Urss era chiamata Turkestan. La sua posizione - ai confini con India, Pakistan, Afghanistan, Tagikistan, Kirgizistan, Kazakhstan e Russia - rende "lo sviluppo e la stabilità del Xinjiang importante per lo sviluppo e la stabilità dell'intera Cina" ha dichiarato durante un'ispezione nella regione a fine gennaio Zhou Yongkang, membro del comitato centrale del Partito comunista. Ad accrescerne il valore è arrivata la scoperta, negli ultimi anni, d'ingenti riserve di petrolio e minerali. Le statistiche mostrano che nel 2007 il Xinjiang ha prodotto 26.4 milioni di tonnellate di greggio e 21.2 miliardi di metri cubi di gas naturali: con un totale di 43.3 milioni di tonnellate è diventata la prima area produttrice della Cina per quanto riguarda petrolio e gas. "Finiremo come i Maya" A Urumqi Memet, 25enne laureato all'università del Xinjiang, immagina il futuro del suo popolo "come quello dei Maya: saremo cancellati dallo sviluppo della Cina". Seduto in un tipico ristorante uiguro dagli arredi kitsch, Memet chiede che non sia citato il suo vero nome. È a conoscenza delle attività di Rebiya Kadeer, "voce degli uiguri" da Washington e presidente del World uyghur congress recentemente applaudita dal Parlamento europeo, dove ha spiegato le ragioni del suo popolo. Molti uiguri del Xinjiang non vedono di buon occhio la propaganda degli esiliati. "Le loro campagne all'estero hanno una ripercussione immediata su di noi, con l'aumento della repressione poliziesca" sostiene Memet. A farne le spese sono stati anche due figli della Kadeer, detenuti con l'accusa di "partecipazione e istigazione ad attività separatistiche". Oltre alla massiccia immigrazione han a cui - lamenta Memet - "viene riservata la maggior parte dei posti di lavoro qualificati" secondo il ragazzo sono due i fattori che "stanno cancellando il mio popolo". Gli attivisti puntano l'indice contro la progressiva scomparsa della lingua uigura. "Inoltre - spiega il giovane - ci sono le proibizioni nei confronti della pratica religiosa: imam scelti dallo stato, divieto per i minorenni di accedere alle moschee, niente muezzin che richiamano alla preghiera, proibito il velo nei posti di lavoro". Massima allerta a Gulja Gulja, come Urumqi, è separata dall'Altisahar dal deserto e dal massiccio del Tianshan, che percorre, da est a ovest, tutta la regione, dividendola in due parti. Nella città teatro nel 1997 di una rivolta domata nel sangue sono forti le minoranze kazaka e kirgiza il livello di allerta pre-olimpico è alto. Poliziotti a piedi con bastoni simili a mazze da baseball, reparti anti-sommossa a bordo di jeep, camion pieni di agenti pattugliano l'area uigura della città, quella oltre Sidalin donglu. Secondo Nicholas Bequelin si tratta della campagna "anti-separatista" in corso anche in questi giorni. "Operazioni - denuncia il ricercatore del programma Asia di Human rights watch - che non distinguono tra violenti e chi tenta legittimamente di affermare la propria identità culturale e religiosa e, invece di accrescere la lealtà verso lo stato, hanno l'effetto di aumentare l'alienazione e il risentimento nei suoi confronti". "Se mi va bene, a fine giornata riesco a guadagnare 30 quai (3 euro)" dice Dilxat, un 19enne che vende frutta nella parte più povera del mercato, quella dove decine di lustrascarpe bambini aspettano i clienti tra un andirivieni caotico di risciò, autobus e carretti montati su motociclette cinesi. Tutte le mattine Dilxat si sveglia alle 5 per sistemare il suo banchetto. Poi, alle 3 del pomeriggio, come tanti suoi coetanei, corre verso una scuola privata dove studia inglese e russo. Sogna a occhi aperti di commerciare con le repubbliche centro-asiatiche o di andare a studiare all'estero. Spera che le lingue siano il suo lasciapassare per fuggire da Gulja.

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Berlusconi: avanti col Trattato di Lisbona (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 145 del 2008-06-19 pagina 0 Berlusconi: avanti col Trattato di Lisbona di Redazione Per il presidente del Consiglio è importante dare una sterzata e cambiare il volto "di un'Europa che non viene più vissuta come quella delle genti ma l'Europa delle burocrazie. Con il cambio di nomi il Vecchio Continente ha perso personalità, protagonismo e ha fatto dei passi indietro" Roma - "Da parte nostra ci sarà l' indicazione di approvare il trattato dell'Unione Europea da parte di tutti e 26 i Paesi che restano, oltre l'Islanda. Il ventisettesimo, l'Irlanda, dovrà dare una sua soluzione": lo dice il premier Silvio Berlusconi, parlando all'assemblea di Confcommercio. Per il presidente del Consiglio è importante dare una sterzata e cambiare il volto "di un'Europa che non viene più vissuta come quella delle genti ma l'Europa delle burocrazie". Per questo "il vecchio continente ha bisogno di un drizzone". "Linea comune sulla Difesa" "L'Europa - ha aggiunto il premier - non ha una politica comune sulla difesa. Ogni Stato ha un suo esercito che comporta delle spese enormi. Non c'è una politica comune sull'immigrazione e neanche una politica comune sull'energia. Così l'Europa si trova sottoposta alla speculazione anche per quanto riguarda le materie prime". Per il presidente del Consiglio inoltre sono stati fatti passi indietro anche nel campo delle procedure di decisione a seguito dell'allargamento dell'unione europea. Ciò non toglie, ha concluso Berlusconi, che "noi andremo a dare il nostro contributo per costruire l'Europa". "L'Europa ha perso personalità" "Vado in Europa dopo due anni e la trovo diversa rispetto a due anni fa quando c'erano persone come Tony Blair, Aznar, Chirac e io stesso. Con il cambio di nomi l'Europa ha perso personalità, protagonismo e ha fatto dei passi indietro. Anche grazie all'allargamento - prosegue - l'Europa appare un'istituzione che interviene con obblighi e restrizioni". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Il carico fiscale frena la crescita delle Pmi> (sezione: Burocrazia)

( da "Brescia Oggi" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LO STUDIO. Presentato in Cdc il rapporto "Tax Rate" realizzato su iniziativa dell'Osservatorio fiscale "Il carico fiscale frena la crescita delle Pmi" Bettoni: serve un'azione rapida, puntando anche a ridurre la burocrazia Pressing su Unioncamere  .

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"Troppe le comunità montane" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Per Tesei ne bastano cinque "Troppe le comunità montane" ANCONA - "Nove comunità montane sono troppe. Al massimo, nelle Marche, dovrebbero essere cinque: due nel Pesarese, una nel Maceratese, una nell'Anconetano e una nell'Ascolano". Parola di Aldo Tesei, esponente locale della Rosa Bianca che entra a gamba tesa nel dibattito in corso in questi giorni tra i consiglieri regionali. Attualmente nelle Marche ci sono 13 comunità montane. La proposta in discussione le ridurrebbe a nove ma per Tesei non basta. "Mi sembra un palliativo - spiega il centrista - invece servirebbe essere un po' più coraggiosi o semplicemente più realisti. Faccio dunque appello al Consiglio regionale, sperando che decida tenendo conto delle reali esigenze delle popolazioni montane e non dei politici che faticano a staccarsi dalle poltrone". Secondo Tesei, un taglio così netto di questi enti va nella direzione auspicata dai cittadini di quelle zone. Inoltre, "bisognerebbe interrogarsi sul ruolo di questi enti perché c'è un problema si di costi di gestione ma anche di funzionalità". Tradotto: c'è troppa burocrazia che spesso rallenta o addirittura rende del tutto inutile l'esistenza di un ente che poi non riesce a dare le risposte per cui è preposto nei tempi idonei. "Procedere ad un taglio che porti da 13 a 9 le comunità montane marchigiane - conclude Tesei - significa non dare la risposta giusta. E' il caso che la nostra classe dirigente regionale abbia più coraggio. E realismo".

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Patente da rifare, doppio ticket all'Ulss (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

MIRA Patente da rifare, doppio ticket all'Ulss Mira(G.D.C.) Non sempre chi prima arriva meglio alloggia, come dice l'antico detto popolare. Nel caso specifico, anzi, l'arrivare nei tempi stabiliti ha pure procurato un doppio esborso. La storia è tanto semplice quanto curiosa. A raccontarla è Fabio Poletto, che al suo servizio ha un ragazzo extracomunitario, con regolare permesso di soggiorno. Il 29 marzo scorso il giovane extracomunitario ha un incidente stradale. Nessuno rimane ferito in maniera grave, ma sottoposto ad alcol-test risulta che stava guidando in stato d'ebbrezza: la patente, quindi, gli viene ritirata, dovrà sottoporsi ad una serie di esami per poterla riavere. Il suo datore di lavoro, conoscendo i tempi biblici della burocrazia, cerca di prendersi per tempo, avendo tre mesi a disposizione per completare tutti gli accertamenti necessari.Accade che il 29 maggio l'uomo riesca a fissare la visita per l'idoneità del giovane. La data fissata dall'Ulss 12 di Venezia è il 18 giugno. Il giovane si sottopone al controllo e viene definito idoneo per tre mesi. Peccato che la sua patente sia sospesa fin ad ottobre. "E qui succede il bello - afferma Poletto - perché la visita è costata cento euro". Una cifra che l'uomo non contesta. "Ciò che contesto - spiega - è che tutte le carte fatte fino ad ora non serviranno a niente, perché il certificato scade a settembre e lui la patente la potrà riavere solo ad ottobre". Per questo dovrà sborsare altri cento euro: "È assurdo, l'Ulss sapeva che la patente non l'avrebbe riavuta fino ad ottobre, potevano fissarmi una data più lontana".

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<Aperti al sabato pure gli uffici regionali> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'Anci accoglie la proposta e rilancia "Aperti al sabato pure gli uffici regionali" "Ogni ente faccia la sua parte" Udine"Siamo più che disponibili ad accogliere questa come qualsiasi altra sollecitazione del presidente Renzo Tondo e dei suoi assessori. Poniamo solo una condizione, di carattere generale e cioè che ogni ragionamento, ogni ipotesi, ogni provvedimento riguardi tutto il sistema: dal più piccolo Comune alla Regione. La specialità del Fvg non deve e non può riguardare solo la Regione, ma il sistema degli enti locali nel suo complesso".Così, con grande disponibilità al dialogo e al confronto, risponde il presidente dell'Anci Gianfranco Pizzolitto alla sollecitazione del presidente della Regione relativamente alle aperture degli ufficili comunali anche al sabato. Una proposta, quella di Tondo, finalizzata a ottimizzare il costo economico del comparto unico del pubblico impiego regionale, trasformandolo anche in maggiori servizi per i cittadini. Ma che deve, a detta dell'Anci, vedere impegnata anche l'amministrazione regionale nell'aumentare il funzionamento della macchina burocratica pubblica. Quindi, sì dei sindaci a far lavorare i dipendenti il sabato mattina, a patto che questo impegno sia richiesto anche ai dipendenti regionali.La risposta è emersa nel corso della riunione del comitato esecutivo dell'Anci, ieri a Udine, e nel corso del quale i sindaci presenti, da Nerio Belfanti, sindaco di Prata di Pordenone e vice presidente vicario dell'Anci a Paolo Dean, sindaco di Fiumicello, vice presidente dell'Anci, dal sindaco di Gemona Gabriele Marini a quello di Campolongo Giovanni Cumin che evidenziavano come nella stragrande parte dei comuni i servizi dell'anagrafe ed altri servizi ancora sono già disponibili al sabato. Sulla proposta è intervenuto anche il senatore Ferruccio Saro (Pdl). "Quella di Tondo è una mossa più che intelligente, direi quasi strategica - ha detto Saro - che rientra nella logica di colpire non solo i fannulloni, ma anche la burocrazia di per sè 'fannullona' , perché troppo spesso ingarbuglia i cittadini e non si dimostra di certo 'dal volto umano'". Secondo il parlamentare, "la filosofia inaugurata da Tondo, che si basa sulla necessità di rendere servizi migliori alla cittadinanza e di non considerarla più, come è successo finora, un peso che bussa agli uffici, sarà uno dei segni tangibili della rivoluzione anti-fannulloni e di quella mentalità lassista che si concretizza in molte assenze, spesso ingiustificate, negli uffici e in una accoglienza non sempre buona da parte degli impiegati verso il cittadino".Anche il sindaco di Udine, Furio Honsell, si è detto disponibile ad accogliere e mettere in pratica la sollecitazione fatta dal presidente della Regione. "Finora gli uffici comunali non li hanno mai aperti il sabato. Per questo, dovremo ragionarci su. Ma posso dire che, a ragionamento concluso, certamente apriremo Palazzo D'Aronco anche di sabato".

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Il governo cancella gli enti parco nazionali (sezione: Burocrazia)

( da "Legambiente" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Comunicati stampa 18/06/2008 17:00 Il governo cancella gli enti parco nazionali Il decreto che abolisce gli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti fa sparire anche le aree protette. Legambiente lancia l'allarme: “In un solo colpo spariscono 19 parchi nazionali su 23” “In un solo colpo spariranno ben 19 parchi nazionali su 23 e l'Italia della natura, del paesaggio, delle produzioni tipiche e di qualità, tornerà di nuovo ostaggio della burocrazia ministeriale con la vecchia impostazione dei parchi storici degli anni 70”. E' preoccupato il commento del responsabile aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti, sul provvedimento annunciato dal ministro Tremonti, che prevede l'abolizione di tutti gli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti. Queste norme, per una dimenticanza dell'esecutivo o forse, addirittura, per una scelta deliberata, oltre a colpire comunità montane e province, nei fatti si estendono pericolosamente a tutto il sistema delle aree protette che sono appunto enti pubblici non economici. “Sia che si tratti di una svista che di una scelta volontaria – continua Nicoletti – è un atto gravissimo che cancella il rapporto degli enti parco con il territorio e vanifica l'intenso lavoro fatto negli ultimi 15 anni per strutturare in tutto il Paese un sistema ampio e diffuso di aree protette gestite d'intesa con le comunità locali”. Legambiente ricorda che oggi sono 23 gli Enti Parco che gestiscono e tutelano quasi 1.500.000 ettari di superficie in tutta Italia e se il provvedimento dovesse essere approvato rimarrebbero in vita solo gli e Enti Parco d'Abruzzo, quello del Cilento, quello del Gran Paradiso e del Pollino. L'ufficio stampa Legambiente (06.86268379-99-53) [Torna all'elenco delle notizie].

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Berlusconi preme su Ue e Lega: "Approvare subito la Carta" (sezione: Burocrazia)

( da "Panorama.it" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Berlusconi preme su Ue e Lega: "Approvare subito la Carta" Posted By vasco_pirri_ardizzone On 19/6/2008 @ 12:09 In Headlines, NotiziaHome | 2 Comments [1] Varata la [2] Finanziaria in nove minuti e mezzo, il Cavaliere oggi va in Europa, al [3] Consiglio Europeo per darle un "drizzone". Questa è la parola usata dal premier, Silvio Berlusconi, intervenendo all'assemblea annuale di [4] Confcommercio. Per il premier l'Europa "dove torno oggi dopo due anni ha fatto un passo indietro. È arretrata". Quindi ha spiegato le motivazioni che per lui sono di leadership: "C'era un gruppo di persone, Tony Blair, Aznar, Chirac, Schroeder". Che oggi non ci sono più: insomma, l'Europa rischia di essere quella dei burocrati. Ed è questa la motivazione ha aggiunto Berlusconi che ha portato [5] l'Irlanda a respingere il [6] Trattato di Lisbona a cui il premier ribadisce l'importanza: "Daremo indicazioni di approvare il Trattato di Lisbona" ha detto Berlusconi davanti all'Assemblea di Confcommercio "così avremo 26 approvazioni mentre l'Irlanda dovrà dare una sua diversa valutazione". Parole che potrebbero essere un [7] problema con l'alleato Lega che nei giorni scorsi aveva festeggiato per il no irlandese al trattato di Lisbona? Il senatore [8] Sergio Divina a proposito della Ue manda subito una nota: "La perdita di sovranità, che scaturisce dai trattati messi a punto dai tecnocrati di Bruxelles si potrebbe anche accettare, se come contraltare ci fosse una 'federazione europea' riconosciuta e in grado di rispondere efficacemente alle esigenze dei vari popoli. Ma - rileva il vicepresidente della commissione esteri - poiché così non è, non ci possiamo scagliare contro quei Paesi che col referendum hanno fatto sentire la loro vera opinione. Pertanto - aggiunge Divina - chi accusa la Lega di scarso senso europeista ha come risposta che la Lega sarà sempre dalla parte dei popoli". Un'Europa dei popoli che anche Berlusconi sostiene: "Con il referendum irlandese si è verificato quello che temevamo: l'Unione è sentita come l'Europa delle burocrazie. Per noi va approvato il Trattato di Lisbona da tutti e 26 i Paesi, ma poi bisogna andare verso un'Europa dei popoli e della gente, cosa che oggi non è assolutamente". Insomma il Cavaliere dopo lo slogan vincente della campagna elettorale di aprile, scende in campo per "Rialzati, Europa". Una mission che Berlusconi dice di poter svolgere tranquillo, visto che in Italia "c'è un governo, una squadra composta di persone giovani e competenti, che rappresenta la classe dirigente del futuro". Il VIDEO servizio:.

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Ue: Bossi spegne polemica, Lega voterà Trattato Lisbona (sezione: Burocrazia)

( da "KataWeb News" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Alle 19:28 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti "La Lega voterà" la ratifica del trattato europeo, 'parola' del leader Umberto Bossi, anche se il Carroccio non rinucia alla possibilità di approvare il Trattato di Lisbona con un referendum popolare. Rientra la polemica scoppiata questa mattina dopo le dichiarazioni di Berlusconi sulla necessità di procedere con la ratifica del Trattato Ue dopo la bocciatura da parte dell'Irlanda. Parlando a Montecitorio con i cronisti, Bossi ha sottolineato l'importanza del sì al Trattato da parte della Gran Bretagna ed ha affermato che sulla ratifica "è difficile votare contro, c'è Napolitano che preme e noi non vogliamo passare come quelli che ce l'hanno a morte con l'Europa, anche se la Ue ha fatto molti errori come le quote latte". Una decisione, quella leghista di votare la ratifica, arrivata dopo il sì della Gran Bretagna al Trattato: "Hanno rilanciato una cosa che sembrava morta". Ma Bossi insiste: "La Ue così non va bene, è l'Europa degli Stati e della burocrazia, non dei popoli". "Non ho mai dichiarato che avrei votato contro il Trattato di Lisbona, anche perché l'ho già votato, seppur con riserva, in Consiglio dei Ministri. Ho sempre ritenuto necessario, però, a fronte di una perdita di sovranità popolare, il ricorso ad una consultazione popolare e continuo a restare della stessa idea", ha spiegato in una nota il ministro per la Semplificazione normativa e coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli, che stamane aveva commentato le parole del premier favorevoli al sì al trattato con un secco "non esiste più". "Pertanto -- aggiunge il ministro leghista -- non ho nessuna difficoltà a seguire l'indicazione di voto favorevole espressa dal mio segretario Bossi, ancor di più alla luce della bocciatura da parte dell'Irlanda, per cui si esprimerà un voto nei confronti di una cosa che non c'è già più. A rispondere del tempo e dei soldi gettati al vento per l'esame parlamentare dell'aria fritta -- conclude Calderoli -- saranno coloro che, testardamente, insistono a voler rianimare un morto...". AGI.

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LECCO Gli artigiani incalzano il Governo, e chiedono più coraggio per rilanciare l'Italia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LECCO Gli artigiani incalzano il Governo, e chiedono più coraggio per rilanciare l'Italia. "Con la semplificazione e le riforme, un nuovo miracolo economico è possibile, ma serve coraggio nelle decisioni da parte del Governo". Questa la posizione del direttore di Confartigianato Lecco Paolo Galbiati, che fa eco al messaggio dell'assemblea di Confartigianato, lanciato a Roma lo scorso 12 giugno dal presidente nazionale Giorgio Guerrini di fronte a una platea gremita da oltre 1.200 persone tra delegati provenienti dalle Associazioni del sistema confederale, ministri, sottosegretari, parlamentari di maggioranza e di opposizione, leader delle forze economiche e sociali. In rappresentanza di Confartigianato Imprese Lecco erano presenti il presidente Arnaldo Redaelli (nella foto), il direttore Paolo Galbiati, i vicepresidenti Francesco Rotta, Vittorino Fenili, Dino Scola e Daniele Riva, il presidente del Gruppo Giovani Silvia Dozio, Gianpiero Conti, presidente regonale settore Legno, Giovanni Mazzoleni, vicepresidente Anap, Innocenzo Sartor, presidente nazionale Riparatori Elettrodomestici. "La nostra Confederazione ? spiega il direttore Galbiati - ha chiesto al Governo di allentare la pressione fiscale, che oggi è al 43,3% del Pil, e di eliminare la burocrazia superflua, che pesa per ben 11,4 miliardi di euro l'anno sulle piccole e micro imprese italiane, schiacciate anche dai costi dell'energia, superiori del 38% rispetto alla media europea, e da quelli della giustizia, che pesano per 2,3 miliardi di euro l'anno. In materia fiscale i piccoli imprenditori dicono sì al federalismo, che può contribuire a migliorare l'efficienza della spesa". Queste le richieste alla luce di una maggiore stabilità economica: "Oggi ? prosegue il presidente Redaelli - c'è la stabilità politica per avviare le riforme e per decidere, per far tornare l'Italia protagonista. Confartigianato è pronta a partecipare a un programma di riforme che, superata la fase elettorale, presentano sempre meno connotazioni di destra o di sinistra e sempre più legate a esigenze di modernizzazione e miglioramento della qualità del lavoro e dell'impresa. Gli artigiani sono pronti a fare la loro parte, ben consapevoli e orgogliosi del patrimonio economico e sociale che rappresentano, con le loro aziende e le loro famiglie". Il premier Silvio Berlusconi, intervenuto all'Assemblea, ha detto: "Ciò che va bene per le piccole imprese va bene per il Paese. Il nostro è un Governo di fatti e buonsenso, un Governo artigiano che vuole lavorare per cambiare l'Italia. Lasciateci lavorare, da noi avrete tutto il supporto possibile". Parole confermate dal Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Maurizio Sacconi che ha ribadito: "Vogliamo riuscire a costruire un clima più favorevole all'impresa e al lavoro". Ed ha annunciato una serie di interventi per liberare il mercato del lavoro dai troppi vincoli che lo ingessano e che soffocano l'attività d'impresa, senza però ridurre le tutele per i lavoratori. Il ministro ha poi illustrato il suo piano che propone tra l'altro di ripristinare la norma della legge Biagi per il lavoro intermittente e un maggiore ricorso ad arbitrato e conciliazione. Gloria Riva 19/06/2008.

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Una task-force per non perdere tutte le occasioni dell'Expo 2015 (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 19-06-2008)
Pubblicato anche in: (Stampa, La)

Argomenti: Burocrazia

LA PROPOSTA.DALLA CNA AI PARLAMENTARI Una task-force per non perdere tutte le occasioni dell'Expo 2015 Sfruttare le opportunità che potranno derivare per Novara dall'Expo di Milano facendo inserire nella legge-obiettivo i finanziamenti per il Novarese e creando una task force istituzionale con un professionista che segua tutte le opportunità per le aziende locali. L'idea è stata lanciata da Franco Biondo, presidente della Cna di Novara, e dal direttore dell'associazione, Elio Medina, ai parlamentari novaresi che hanno partecipato a un incontro sulle esigenze dell'artigianato, Maria Piera Pastore (Lega), Elisabetta Rampi (Partito Democratico), Gaetano Nastri e Gianni Mancuso ( Popolo della Libertà). "Chiedo ai nostri parlamentari - ha detto Biondo - che rispetto ad Expo 2015 facciano sistema, perchè si coinvolgano le nostre aziende in questo progetto". La Cna chiede la realizzazione delle grandi infrastrutture della viabilità, stazione in linea, collegamento con Malpensa. Accanto alle richieste "locali", quelle nazionali, come riduzione della spesa pubblica e della pressione fiscale, eliminazione della burocrazia. I parlamentari si sono impegnati a farsi portavoce delle richieste degli artigiani. Nastri ha sottolineato l'importanza dell'Expo come occasione di sviluppo, Rampi ha messo in evidenza la necessità di aumentare la formazione nella sicurezza sul lavoro, Mancuso ha chiesto il coinvolgimento costante dei parlamentari novaresi per ogni fabbisogno dell'artigianato e Pastore ha posto l'accento sul fatto che il Governo si sta già impegnando in direzione della semplificazione burocratica e della riduzione della pressione fiscale.

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Calderoli taglia seimila leggi Anche quelle contro l'evasione (sezione: Burocrazia)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 19-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roberto Calderoli tra i ministri Scajola e Alfano ROMA - "Sono un chirurgo, per quindici anni ho tagliato moltissimo ma mai come in questo mese, e con quanta soddisfazione, con il ministro Tremonti". Roberto Calderoli, ministro leghista per la Semplificazione, annuncia così il taglio di ben seimila leggi "perchè doppioni inutili e spesso dannosi". Peccato che tra le migliaia di leggi inutili e dannose ci siano anche quelle volute dal governo Prodi per la lotta all'evasione fiscale (tracciabilità degli assegni e vincoli nella vendita delle case). Calderoli la vede in modo un po' diverso, ad esempio che "torniamo proprietari delle nostre case alla faccia di Marx-Bersani". Il fatto è che tagliando-tagliando saltano anche le misure volute dall'ex ministro Visco sulla tracciabilità dei pagamenti. La più importante era quella che prevedeva il pagamento dei compensi mediante assegni non trasferibili, bonifici o bancomat. Un modo radicale per combattere la piccola ma costante evasione di chi paga servizi a nero con assegni "mio proprio". La polemica con "Marx-Bersani" ruota intorno alle case. "Questo governo - dice Calderoli - riconsegna il diritto di proprietà a chi deve goderne cancellando i requisiti richiesti da Bersani che avevano portato ad una forma di statalizzazione". La cancellazione di numerosi obblighi e adempimenti nei confronti delle imprese permetterà poi "agli imprenditori di poter lavorare e non di passare intere giornate a compilare moduli: è stato abolito l'elenco dei fornitori e dei clienti ed è stata modificata la legge sulla privacy per consentire più rapidità nelle decisioni". Un'altra corposa sforbiciata a norme e regolamenti arriva dallo sportello unico per le imprese: "Gli imprenditori potranno così svolgere più rapidamente e meglio i loro obblighi con la burocrazia". Tutto perfetto. Ma con quali controlli a controbilanciare tanta libertà? Per evitare polemiche, però, il governo propone anche una stretta per gli italiani che risiedono in paradisi fiscali: sarà chi vi risiede a dover provare la propria residenza all'estero e non in Italia altrimenti paga doppie tasse, in Italia e all'estero. "Un cittadino italiano che decide di andare a risiedere in un paradiso fiscale - spiega Tremonti - deve dimostrare di essere veramente residente fuori, ha l'onere della prova, altrimenti risulta risiedere anche fiscalmente in Italia". Seimila leggi in meno. Ed è solo l'inizio perchè, promette Calderoli, "ne possiamo tagliare almeno il trenta per cento di quelle esistenti". (c.fus.) 19/06/2008 - 21:15.

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Trattato Ue, Bossi richiama i suoi: <Lo voteremo anche la Lega> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere.it" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL PREMIER BERLUSCONI: "LA UE HA BISOGNO DI UN DRIZZONE" Trattato Ue, Bossi richiama i suoi: "Lo voteremo anche la Lega" Il Senatùr: "Il sì inglese dimostra che il trattato è ancora vivo". E Calderoli: "Lo voterò ma serve il referendum" Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi (Ansa) ROMA - "La Lega voterà il trattato di Lisbona". È di Umberto Bossi l'ultima parola nel braccio di ferro tra il Carroccio e Pdl sul trattato Ue. "Penso - ha detto il Senatùr - che lo voteremo. Se non l'avesse votato la Gran Bretagna sarebbe un trattato morto ma avendolo votato è vivo e penso che lo voteremo anche noi". Bossi si allinea così al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che intervenuto all'assemblea di Confcommercio, aveva sottolineato come bisogna "superare l'ostacolo" dovuto allo stop irlandese alla carta Ue trattato. E per questo, aveva annunciato il premier, "daremo indicazioni di approvare il Trattato di Lisbona, così avremo 26 approvazioni mentre l'Irlanda dovrà dare una sua diversa valutazione". CALDEROLI - Parole alle quali aveva replicato il ministro leghista della Semplificazione Roberto Calderoli "Il Trattato di Lisbona non esiste più, perché per il Trattato si richiede l'unanimità e quindi o l'Irlanda chiede di votare in favore della sua esclusione o il Trattato di Lisbona non esiste più". "Il gatto - ha spiegato l'esponente del Carroccio - si è morso la coda". Roberto Calderoli si è detto convinto che la bocciatura dell'Irlanda al Trattato di Lisbona è una conseguenza naturale della decisione di sottoporre la questione al voto della popolazione. "FARA' COME DICO IO" - E a proposito delle dichiarazioni di Calderoli, Bossi assicura che la Lega Nord sarà compatta sul voto a favore della ratifica del trattato europeo siglato a Lisbona. "Noi siamo uniti, dove vado io vanno tutti. Quello che io dico di votare, votano e se dico di votare sì, tutti votano sì". "Non ho mai dichiarato che avrei votato contro il Trattato di Lisbona, anche perchè l'ho già votato, seppur con riserva, in Consiglio dei Ministri - fa sapere Calderoli -. Ho sempre ritenuto necessario, però, a fronte di una perdita di sovranità popolare, il ricorso ad una consultazione popolare e continuo a restare della stessa idea". "EUROPA DEI POPOLI" - Il Carroccio è da sempre il più euroscettico tra i partiti del centrodestra e in più occasioni ha chiesto che siano i cittadini ad esprimersi con un referendum sull'eventuale adesione italiana. Dopo il no dell'Irlanda al trattato di Lisbona sulla Costituzione europea i leghisti hanno festeggiato a Milano sventolando bandiere col trifoglio e bevendo birra Guinness. Ma il premier sembra avere sposato una linea diversa, anche se ai leghisti tende idealmente una mano spiegando che il risultato irlandese è l'effetto di un sentimento negativo verso la Ue, percepita come "l'Europa delle burocrazie". E per questo la linea dell'Italia sarà per un sì al trattato Lisbona.. ma con l'impegno ad andare poi subito verso "un'Europa dei popoli e della gente", formula questa particolarmente cara al Senatur. "SERVE UN DRIZZONE!" - Il Cavaliere sembra mostrare nostalgia per il periodo in cui, nella sua precedente esperienza di governo, ha avuto su di sè la responsabilità della presidenza di turno. "Vado in Europa dopo due anni e la trovo diversa rispetto a due anni fa quando c'erano persone come Tony Blair, Aznar, Chirac e io stesso - ha detto . Con il cambio di nomi l'Europa ha perso personalità, protagonismo e ha fatto dei passi indietro". Anche per questo, ha annunciato, è necessario intervenire: la Ue, secondo Berlusconi, ha bisogno di un "drizzone". E sarà proprio lui, ha promesso, a darglielo. BONINO - Per Emma Bonino prima di tentare di assumere la leadership dell'Ue per superare lo stallo dopo il no irlandese al Trattato di Lisbona, Silvio Berlusconi dovrebbe capire qual è la posizione del suo governo sul tema, viste le obiezioni della Lega. "Berlusconi - ha commentato la vicepresidente del Senato - ha grandi chance di prendere la leadership se vuole, ammesso che riesca a capire con i suoi alleati più importanti, cioè la Lega Nord, qual è l'idea di Europa del governo". BARROSO: SE NE PARLA A OTTOBRE - Sul futuro del trattato è intervenuto in giornata anche il presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Durao Barroso. Il quale, al termine di un incontro con il premier irlandese Brian Cowen ha spiegato che il vertice Ue di ottobre sarà "l'occasione appropriata" per valutare la via di uscita alla stasi istituzionale provocata dal no di Dublino nel referendum sul trattato. In ogni caso, ha commentato il presidente, "sarà difficile avere dei cambiamenti a questo trattato" che "è stato negoziato per lungo tempo dai 27 stati membri e poi votato dai 27 premier e capi di stato". NAPOLITANO - Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è intervenuto sulle sorti del trattato europeo e il dibattito che si è aperto in Europa dopo il no irlandese. "Il voto con cui la Camera dei Lords ha concluso il processo di ratifica del Trattato di Lisbona da parte del Regno Unito costituisce un motivo di sollievo e di fiducia nel momento così difficile che attraversa l'Unione Europea" ha detto il capo dello Stato. . stampa |.

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La burocrazia blocca le opere (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Edilizia e Appalti Numero 146, pag. 13 del 20/6/2008 Autore: Visualizza la pagina in PDF       La fotografia delle infrastrutture in un rapporto Isae. Il ministro Matteoli: largo ai privati La burocrazia blocca le opere Pioggia di risorse sulle reti di trasporto, ma senza risultati L'Italia continua a scontare un grande ritardo sul fronte del sistema infrastrutturale del paese, una distanza rispetto agli altri paesi avanzati da attribuire a ostacoli di natura normativa più che finanziaria. Lo dice l'Isae, che oggi ha presentato il rapporto "Priorità nazionali. Infrastrutture materiali e immateriali". Secondo l'Isae, "l'aspetto della regolazione influisce non meno di quello finanziario sul ritardo infrastrutturale italiano e in diversi casi è addirittura predominante". Tra gli ostacoli maggiori gli economisti citano quelli di "ipernormazione, confusione normativa, mancanza di chiarezza nelle attribuzioni di responsabilità", ma soprattutto "le criticità più gravi risiedono nella mancanza di un enforcement efficiente", ovvero la messa in atto delle normativa, "il discostamento tra law in book e law in action". Nel primo quinquennio degli anni 2000 circa il 25% degli investimenti delle amministrazioni pubbliche è stato destinato a infrastrutture di trasporto, ricorda l'Isae, "tuttavia, alla destinazione di risorse non si è accompagnato un recupero di efficienza". Secondo i dati del World economic forum 2007, l'Italia si colloca al cinquantacinquesimo posto della classifica internazionale per dotazione infrastrutturale che vede al primo posto la Germania e al secondo posto la Francia. L'Isae focalizza la sua attenzione sulla situazione aeroporti nel paese. "Nel confronto europeo", scrive, "emergono due principali caratteristiche del mercato nazionale: da una parte, il ritardo dei principali aeroporti italiani rispetto ai maggiori scali europei (caratteristica che si rispecchia nella crescente congestione degli scali) e, dall'altra, la presenza di una rete di scali minori eterogenea (alcuni esibiscono una notevole dinamicità, altri, invece, risultano decisamente sottoutilizzati)"... Il traffico appare infatti geograficamente concentrato nella aree europee baricentriche: Germania, Francia, Belgio e Olanda, che, complessivamente, nel 2007 hanno assorbito oltre il 60% del movimento merci complessivo; il contributo delI'Italia si è assestato, invece, a poco più del 6%. L'Isae sottolinea anche l'assenza di un piano nazionale e di un'autorità di riferimento settoriale che provoca "sovrapposizione di responsabilità tra stato, regioni, Enac e i gestori degli scali". "L'Isae", conclude il rapporto, "ritiene che un maggior recupero di efficienza sarebbe possibile con una revisione della geografia giudiziaria volta ad accorpare gli uffici di minori dimensioni, ma è una riforma di non facile attuazione per le resistenze che puntualmente si manifestano quando essa viene proposta". Matteoli e le priorità. Per le infrastrutture "indispensabili" per il paese mancano le risorse, ma "sono convinto che si possano e si debbano realizzare coinvolgendo anche i privati, che si aggiungeranno ai fondi dello stato e a quelli dell'Europa, e con lo strumento del project financing". Lo ha affermato ieri il ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, ricordando che il ritardo infrastrutturale dell'Italia costa al paese ogni anno "19 miliardi di euro".

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Salute, sforbiciata antiburocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Italia Oggi" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - La manovra Numero 146, pag. 37 del 20/6/2008 Autore: di Silvana Saturno Visualizza la pagina in PDF       Semplificazioni per procedure obsolete e obblighi superati dall'evoluzione tecnico-scientifica Salute, sforbiciata antiburocrazia Stop a certificati di idoneità al lavoro e libretti sanitari Giudici onorari e aggregati, impiegati pubblici, farmacisti o maestri di sci: tutti diranno addio alle perdite di tempo per ottenere ormai datati certificati di idoneità psico-fisica al lavoro o certificati di sana e robusta costituzione. Altrettanto varrà per chi vorrà iscriversi a corsi per infermiere, chi chiederà sovvenzioni tramite cessione del quinto dello stipendio o per i responsabili della riparazione di veicoli. Sono alcune delle semplificazioni previste nella manovra per sfoltire la burocrazia di carta in sanità. Stop alle norme sulla tessera sanitaria per lavoratori domestici e sulle visite preventive per gli apprendisti; niente più certificati vaccinali per esami relativi alla scuola dell'obbligo (i dirigenti faranno comunicazioni all'Asl), iter agevolato per certificati di maternità (con ricorso anche al ginecologo di fiducia), soppressi gli obblighi sul libretto di idoneità sanitaria per gli addetti ad attività di produzione, distribuzione, preparazione ecc. degli alimenti.

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Berlusconi: Europa troppo lontana dai cittadini (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione: 20/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Berlusconi: Europa troppo lontana dai cittadini Il premier chiede un rilancio dell'Ue. Bossi zittisce le critiche di Calderoli: Lega favorevole al Trattato di Lisbona Silvio Berlusconi con il Cancelliere Angela Merkel BRUXELLES Silvio Berlusconi sbarca a Bruxelles e attacca a testa bassa i commissari europei e l'Unione, così "poco amata" perché troppo lontana dalle esigenze dei suoi cittadini. Una presa di posizione forte, quella del Cavaliere, proprio in occasione del suo rientro nel consesso dei capi di Stato e di governo dell'Ue. Il presidente del Consiglio partecipa al suo primo vertice europeo dal suo ritorno a Palazzo Chigi e, con un occhio vigile sui mal di pancia della politica nazionale, sfrutta il palcoscenico continentale per una dura critica alle eccessive esternazioni dei commissari Ue. Quindi, dà pienamente ragione al leader del Carroccio Umberto Bossi, che chiede un cambiamento radicale del "modus operandi" delle istituzioni europee. Insomma, mentre a Roma la Lega, con Roberto Calderoli, pone seri dubbi sul Trattato di Lisbona, ("non esiste più, perché per il Trattato si richiede l'unanimità"), il premier italiano fa sapere di concordare con il Senatur sulla necessità di un cambiamento di rotta di Bruxelles per dare spazio ai "popoli". Il tutto senza mai porre in dubbio il voto positivo del Parlamento italiano al Trattato, ma ponendo alcuni paletti pesanti sul futuro cammino dei 27. In primo luogo i commissari: "Si devono esprimere in modo diverso, riservato". Basta con le esternazioni, attacca il Cavaliere, che poi danno un gran da fare ai ministri degli stati nazionali, creando complicazioni di ogni tipo. Un appunto al quale i vertici comunitari rispondono per le rime, a cominciare dal presidente del Parlamento di Strasburgo, Poettering, che respinge le accuse del presidente del Consiglio ai membri dell'Esecutivo chiarendo, senza mezzi termini, che "i commissari hanno il dovere di parlare". Esattamente la risposta del portavoce della Commissione: "Devono parlare e dare la loro opinione sulle politiche comunitarie". Ma Berlusconi rilancia esprimendo tutta la sua delusione per un'Europa che ha perso uomini come Blair, Aznar e Chirac. Un impoverimento di uomini e di idee che "le ha fatto fare passi indietro". Da qui la necessità di "cambiare in fretta, in modo efficace e con vigore". Questo è il "drizzone" a cui pensa Berlusconi per smuovere un continente che non è più in grado di "incidere" nelle vicende mondiali e neanche di fare "il bene dei cittadini". Quei cittadini che per Bossi, sono troppo bistrattati e lasciati in balìa di se stessi. "Ci sono due categorie di europei - rincara il Cavaliere - quelli che hanno espresso il loro parere sul trattato di Lisbona e quelli che non lo hanno potuto esprimere". E chi ha potuto dire la sua con un referendum, "lo ha bocciato". Una spia chiara della criticità dei rapporti tra cittadini e istituzioni. La parola d'ordine è quindi "cambiamento" forte, radicale per una ripartenza decisa su questioni di grande interesse generale come la difesa, le politiche energetiche e quelle monetarie. L'Euro viene infatti considerato dal governo italiano un altro snodo nevralgico. E il Cavaliere accusa ancora Bruxelles di non aver fatto abbastanza per risolvere il problema di una divisa supervalutata, che ha portato alle stelle i prezzi dei beni di prima necessità. Dall'Italia Bossi deve aver letto, e sicuramente apprezzato, le esternazioni del Cavaliere, tanto che ha subito dichiarato: "La Lega voterà la ratifica del trattato europeo". Questo anche se il Carroccio non rinuncia alla possibilità di approvare il Trattato di Lisbona con un referendum popolare. Parlando a Montecitorio con i cronisti, Bossi ha sottolineato l'importanza del sì al Trattato da parte della Gran Bretagna ed ha affermato che sulla ratifica "è difficile votare contro, c'è Napolitano che preme e noi non vogliamo passare come quelli che ce l'hanno a morte con l'Europa, anche se la Ue ha fatto molti errori come le quote latte". Una decisione, quella leghista di votare la ratifica, arrivata dopo il sì della Gran Bretagna al Trattato: "Hanno rilanciato una cosa che sembrava morta". Ma Bossi insiste: "La Ue così non va bene, è l'Europa degli Stati e della burocrazia, non dei popoli". E anche Calderoli in serata ha corretto il tiro: "Non ho mai dichiarato che avrei votato contro il Trattato di Lisbona, anche perché l'ho già votato, seppur con riserva, in Consiglio dei Ministri. Ho sempre ritenuto necessario, però, a fronte di una perdita di sovranità popolare, il ricorso ad una consultazione popolare e continuo a restare della stessa idea".

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Contratto d'area, tre aziende sotto esame (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nazionale Contratto d'area, tre aziende sotto esame NUORO. Doppio vertice oggi a Nuoro nella sede della Provincia sulla situazione dell'area industriale di Ottana. Si comincia alle 9.30 con la riunione del comitato promotore del Contratto d'area, convocata dal responsabile unico Roberto Deriu. I responsabili di tre aziende dovranno dare spiegazioni sul futuro produttivo delle rispettive attività. La situazione della Ecofridge è difficile e paradossale. Il ministero per le Attività produttive ha revocato i finanziamenti pubblici per il mancato rispetto dei tempi dell'investimento. La revoca è giunta nonostante i ritardi siano stati giustificati con le lungaggini della burocrazia per spostare un traliccio dell'Enel che ha impedito i lavori per tre anni. A favore dell'azienda si sono espressi anche il comitato promotore del Contratto d'area, i sindacati e la Confindustria. Anche per Cartonsarda c'è stato l'avvio del procedimento di revoca perché l'azienda aveva usufruito di due strumenti di finanziamento pubblico: la legge 488 e il Contratto d'area. La società ha, però, presentato controdeduzioni. Sotto la lente del comitato c'è anche Edilsarda Costruzioni, piccola azienda che imbottiglia gas. Il vertice prosegue alle 10.30 con un incontro, convocato dall'assessore all'Energia, Rocco Celentano, per esaminare la situazione del comparto energetico nell'ambito del piano strategico di Ottana. Un punto, questo, particolarmente importante alla luce del braccio di ferro in corso tra i dirigenti del gruppo Clivati, titolare della centrale, e quelli di Equipolymers sui costi della bolletta elettrica e delle utilities. (f.s.).

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La protesta degli agricoltori: il caro-gasolio ci annienta - pinuccio saba (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sassari La protesta degli agricoltori: "Il caro-gasolio ci annienta" PINUCCIO SABA PORTO TORRES. Quando si parla di "caro gasolio" si pensa immediatamente agli autotrasportatori e ai pescatori. Ma ci si dimentica di un altro settore economico, quello che una volta veniva definito "primario", e cioè del settore agrozootecnico. E sono ancora tanti gli imprenditori agricoli che risiedono e operano sia in città sia nella Nurra che storicamente gravita su Porto Torres. Imprenditori e rappresentanti di categoria nelle scorse settimane hanno incontrato alcuni esponenti politici portotorresi ai quali hanno esposto i problemi del comparto. Problemi che hanno origini antiche, acuiti però dalla vertiginosa crescita del costo del gasolio che dallo scorso mese di dicembre ha fatto registrare un balzo in avanti di trenta punti percentuali. Un rincaro che, negli ultimi cinque mesi, è costato agli agricoltori italiani oltre 300 milioni di euro. "Il rincaro - sottolinea Salvatore Loriga, agronomo e dirigente provinciale del Centro Assistenza Agricola - non ha colpito solo settori come la pesca e trasporti, ma anche e specialmente l'agricoltura che in questo territorio è ampiamente presente. A tutto ciò si aggiunge l'immensa burocrazia regionale legata al rilascio dei libretti Uma, necessari per acquistare il carburante per l'agricoltura che viene conteggiato in base agli ettari di terreno coltivati e dei mezzi presenti in azienda. Burocrazia che, a tutt'oggi, costringe il 50 per cento delle aziende a rivolgersi alla pompa, pagando il gasolio agricolo a prezzo pieno, senza poter usufruire delle previste riduzioni sulle accise, comportando un ulteriore aggravio sul costo di gestione delle aziende". I problemi, spiega Salvatore Loriga, sono sorti quando è stato creato il Siar, Sportello informativo agricolo regionale, che dovrebbe provvedere al rilascio e agli aggiornamenti dei libretti Uma, ma il portale è sempre bloccato e gli utenti sono costretti a rivolgersi alla pompa "innescando un ciclo economico caratterizzato dai vertiginosi rialzi dei costi per le aziende agro-zootecniche. Agricoltori che, inoltre, registrano l'aumento di altri costi, come quelli per la materie prime (più 12 per cento), con il picco dei fertilizzanti e dei mangimi che hanno portato alla crescita dei costi di filiera che sfiorano il 35 per cento". Secondo gli agricoltori è necessario intervenire sull'Iva e, sul fronte regionale, sullo sportello Siar. Occorrono anche interventi congiunturali sulla falsariga di quanto sta studiando l'assessorato regionale all'Agricoltura per i pescatori, "ma - si chiede Salvatore Loriga - dove sono i sempre presenti sindacati agricoli. Forse impegnati in altre importanti attività, non di certo a sbloccare il portale Siar e permettere agli agricoltori di prelevare il gasolio al costo per loro previsto".

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Da sei anni mio figlio non ha giustizia (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il caso del bambino morto dopo un parto travagliato al Ca' Foncello: Fabrizio Sipione denuncia la lentezza del rito civile e accusa i giudici "Da sei anni mio figlio non ha giustizia" Ieri dodicesimo rinvio. La rabbia del papà: "E lo Stato paga il killer di Gorgo" "A questo punto penso che i tribunali siano a tutela delle assicurazioni" "Lo Stato dà 110.000 euro a uno dei killer di Gorgo e io non riesco ad avere giustizia per mio figlio che è stato ucciso ormai sei anni fa. A questo punto non mi resta che pensare che i giudici siano a tutela dei delinquenti e delle assicurazioni. Ad oggi siamo io e mia moglie gli unici condannati". Fabrizio Sipione, difeso dall'avvocato Donatella Agrizzi e papà del piccolo Andrea morto dopo un parto travagliato, accusa la giustizia lenta e le istituzioni insensibili. Da oltre cinque anni combatte contro le lungaggini della giustizia, civile e penale. Ma ora, dopo una carta sparita e l'ennesimo rinvio della causa civile (quella del prossimo 20 novembre sarà la tredicesima udienza), non ci vede più. "L'unica cosa buona in questo Paese sono la polizia e i carabinieri - dice alla fine del dodicesimo rinvio dell'udienza - per quanto riguarda la giustizia non c'è da aver fiducia. Il giudice sta facendo di tutto perché nessuno paghi per la morte di mio figlio. A questo punto inizio anche a credere che ai giudici vada bene così. Perché se la macchina iniziasse a funzionare come in tutti i Paesi civili, loro perderebbero grandissima parte del loro potere. Solo in Italia le assicurazioni vengono tutelate in questo modo". I fatti risalgono al 2002. Andrea pesava tre chili e ottocento grammi. Ma è morto nove giorni dopo essere venuto alla luce. A ucciderlo, sospettano i genitori, le lesioni riportate durante il parto. Un parto terrificante: la madre è entrata in sala travaglio un venerdì sera e il piccolo è nato domenica mattina, con il taglio cesareo, dopo che ventosa e forcipe si erano rivelati inefficaci. Morena Marini, 38 anni, impiegata in uno studio notarile, e Fabrizio Sipione, 39 anni, artigiano, non si danno per vinti. E intentano una causa penale ed una civile. Ma la giustizia-lumaca sta sfiancando le loro forze. "La causa civile è inchiodata - aggiunge Sipione - due anni e mezzo persi per la scelta dei periti e quattro rinvii chiesti dagli stessi in meno di un anno per la ricerca prima di documenti e poi per la perdita dei tracciati del mio bambino. A cosa devo credere? Chi mi dice che questo non è avvenuto solamente per ritardare il processo?". E sulla lentezza biblica della giustizia civile si esprime anche il presidente reggente del tribunale di Treviso, Francesco Pedoja. "I tempi - afferma - non corrispondono alle esigenze dei cittadini. Secondo alcuni studi nel 2012 il Veneto conterà un milione di abitanti e Treviso sarà la provincia più popolosa. Ma l'organico del tribunale sarà lo stesso di quando la Marca era prevalentemente agricola. Il problema ritengo sia che in questi anni il Veneto non ha avuto peso politico e infatti, come spesso accade in Italia, sono proprio i settori più produttivi a venire schiacciati dalla burocrazia". Il presidente del tribunale non vuole però entrare nel caso specifico, ma ricorda che la legge sul giusto processo prevede che un procedimento civile non dovrebbe durare più di quattro anni. (Giorgio Barbieri).

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Da 5 a 10 anni la validità della carta d'identità (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità Da 5 a 10 anni la validità della carta d'identità BUROCRAZIA Il periodo di validità della carta d'identità in formato cartaceo e della carta d'identità elettronica, rilasciate dai rispettivi Comuni di residenza, viene prolungato da cinque a dieci anni. Praticamente raddoppia, I Comuni hanno inoltre l'obbligo di informare i titolari della scadenza del documento.

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Norme e burocrazia pesano sul ritardo infrastrutturale (sezione: Burocrazia)

( da "Finanza e Mercati" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Norme e burocrazia pesano sul ritardo infrastrutturale" da Finanza&Mercati del 20-06-2008 Norme superflue, confusioni legislative e lungaggini burocratiche influiscono non meno dell'aspetto finanziario sul ritardo infrastrutturale che l'Italia lamenta rispetto agli altri paesi avanzati. Lo rileva il Rapporto 2008 dell'Isae "Priorità nazionali. Infrastrutture materiali e immateriali" secondo cui i principali problemi si annidano in ipernormazione, mancanza di chiarezza nelle attribuzioni di responsabilità e assenza di un enforcement efficiente. Per accelerare il recupero del ritardo infrastrutturale, sia materiale sia immateriale, il recupero di efficienza della giustizia civile risulta inoltre essere propedeutico al successo di ogni intervento progettato. "L'Italia - spiega il rapporto - soffre di un significativo ritardo infrastrutturale, che la pone come fanalino di coda rispetto ai principali paesi europei. Ciò è dovuto non solo alla particolare conformazione geografica e all'insufficiente livello di risorse destinate all'infrastrutturazione, ma soprattutto alla tipologia delle regole che ne disciplinano l'approntamento, producendo ostacoli: legislativi, autorizzativi, finanziari, giudiziari, politici e sociali. La regolamentazione pubblica italiana - unitamente alla disponibilità di risorse finanziare - ha dunque un ruolo di primo piano per la modernizzazione infrastrutturale". L'implementazione amministrativa della legge obiettivo 2001, osserva ancora l'Isae, tradisce i principi ispiratori alla base delle norme e ha prodotto per questo risultati inferiori a quelli attesi. C'è di fatto un significativo scostamento tra "law in books e law in action" in particolare a causa della lentezza nella procedure di progettazione delle opere e del dilatarsi dei costi nel corso della realizzazione. Riguardo al sistema aeroportuale nazionale, ad esempio, "la situazione appare caratterizzata da frammentazione, arretratezza di strutture e scarso livello di concorrenza". Il ritardo dei principali scali italiani rispetto a quelli europei è dovuto a "un assetto aeroportuale che combina un'inefficiente articolazione infrastrutturale (rispetto alle esigenze di sviluppo del nostro Paese) e un quadro regolatorio in parte incerto, in parte disatteso". Il rapporto dedica inoltre un capitolo intero alla questione giustizia: "Dalle analisi effettuate - sottolinea la relazione - emergono alcune inefficienze importanti legate a questioni di razionalizzazione degli uffici giudiziari: un maggiore recupero di efficienza sarebbe possibile con una revisione della geografia giudiziaria volta ad accorpare gli uffici di minori dimensioni, ma è una riforma di non facile attuazione per le resistenze che puntualmente si manifestano quando essa viene proposta". Altro elemento di particolare rilievo sui tempi di svolgimento dei processi civili deriva dalla formula di determinazione dell'onorario degli avvocati: la proposta di policy avanzata dall'Isae è quella di sostituire la formula attuale con una basata sul forfait (adottata in Germania). Il cliente potrebbe in tal caso disporre di un preventivo e capire in anticipo se la causa gli conviene economicamente o meno, con il risultato di disincentivare le cause di contenuto giuridico semplice e di valore economico modesto. Dal punto di vista della produttività, inoltre, l'Isae auspica maggiore attenzione sui criteri di meritocraticità nella progressione di carriera dei magistrati. Infine, il rapporto esamina anche l'esperienza dei brevetti, laddove l'Italia mostra un ritardo sia nell'ammontare di risorse finanziarie investite sia nel numero di addetti. "La bassa tutela legale - segnala il rapporto - comporta elevati valori delle infrazioni della proprietà intellettuale, scarsa premialità per gli sforzi innovativi delle imprese e dei ricercatori deprimendo l'attività di innovazione e perciò compromettendo il potenziale di crescita del nostro Paese".

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Un marciapiede inesistente (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

MORTEGLIANO Un marciapiede inesistente Parlare d'un marciapiede inesistente è davvero imbarazzante. Via Talmassons e parte di via Marconi ne sono sprovviste e attendono da tempo l'inizio dei lavori. Mortegliano è un'accogliente cittadina, ricca d'iniziative, come le simpatiche rievocazioni storiche e le belle esperienze culturali, organizzate con gusto e creatività. Eppure, a volte, pare proprio che le cose di maggiore rilevanza passino in secondo piano. Gli abitanti delle vie s'interrogano per comprendere le ragioni d'una situazione a dir poco singolare, perché concerne sia l'immagine delle paese sia l'incolumità delle persone. Mi soffermo su un episodio emblematico. Recentemente, stavo rientrando a casa e percorrevo, come di consueto, il tratto di strada che, attraverso le vie Marconi e Talmassons, conduce alla mia abitazione. All'altezza del distributore di benzina, dalla parte opposta, mi sono imbattuto in una signora che, in ginocchio, si copriva la faccia con le mani, assistita da un compaesano che le prestava soccorso. Mi sono fermato per vedere che cosa stesse succedendo e per dare una mano. La donna ha sollevato lo sguardo verso di me; aveva una ferita al naso e il volto insanguinato. Era scivolata in una delle tante buche nascoste dall'erba. Non è la prima volta che succedono fatti del genere; camminare sulla strada è pericoloso e muoversi sul ciglio erboso, senza marciapiede, può riservare sgradite sorprese perché le buche e gli avvallamenti sono sempre in agguato. Abbiamo cercato di soccorrere e rincuorare la sfortunata concittadina. Diverse sono le istanze, riguardanti il marciapiede, presentate dalla popolazione in Comune. A vero dire, l'Amministrazione dimostra sensibilità e attenzione ai problemi della comunità; anche in questo caso ha assicurato che è già stata deliberata la spesa e che ci sono le disponibilità finanziarie per effettuare i lavori in tempi brevi. Oggi tutto è complicato e anche i migliori amministratori devono fare i conti con gli imprevisti e la burocrazia che tutti, purtroppo, conosciamo. Gli abitanti delle vie auspicano che questa sia proprio la volta buona. Dottor Fernando Tirelli Mortegliano.

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Tosarelli aspetta a casa la sanzione disciplinare (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Grosseto Tosarelli aspetta a casa la sanzione disciplinare GROSSETO. "Al momento dell'arresto l'ispettorato provinciale del lavoro poteva soltanto decidere, cosa che ha fatto, la sospensione d'ufficio in attesa della risoluzione del procedimento penale. Attualmente Antonio Tosarelli risulta ancora sospeso". L'ispettorato provinciale del lavoro chiarisce il complicato iter burocratico della vicenda che vede coinvolto l'ispettore che ha patteggiato per la mazzetta per chiudere un occhio su presunte irregolarità. L'ispettorato provinciale afferma, inoltre, di aver fatto, anche in questo caso subito dopo il fatto, una segnalazione alla Corte dei Conti che ha aperto un fascicolo per gli eventuali danni subiti, e sottolinea che il procedimento sta andando avanti in quanto viaggia su binari diversi. E si arriva alla mancata costituzione di parte civile da parte dell'ufficio provinciale. La risposta è secca: "La costituzione di parte civile coinvolge direttamente il ministero". Sì, ma perché non c'è stata? Si chiedono tutti. Gli uffici chiariscono che non potendo decidere in proprio, hanno inviato una comunicazione al ministero del lavoro chiedendo come dovevano comportarsi. Così come da prassi, il ministero ha girato il quesito all'Avvocatura di Stato che, per emetterlo, deve chiedere l'autorizzazione alla presidenza del consiglio dei ministri. La burocrazia è andata avanti e il 5 giugno scorso è giunto il parere all'ispettorato provinciale: l'Avvocatura di Stato ha ritenuto sufficiente l'azione processuale del pubblico ministero, ossia niente costituzione di parte civile. A questo punto chi decide se l'ispettore può tornare a lavoro? Anche in questo caso - precisa l'ufficio provinciale - la decisione è del ministero del lavoro che dovrà decidere le eventuali sanzioni disciplinari (che possono arrivare anche al licenziamento del dipendente) e che non ci possono essere se non dopo la sentenza. Ossia d'ora in poi. Fino alla comunciazione della direzione generale del ministero in merito alla sanzione prevista - insiste l'ufficio provinciale - Tosarelli, quindi, resta sospeso. Sì, ma perché, al di là delle competenze, non c'è stata costituzione di parte civile? Ovviamente nessuno lo sa. L'ipotesi più probabile è che l'Avvocatura di Stato lo abbia ritenuto un fatto circoscritto.

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Cura dimagrante per le spa regionali in arrivo commissari al posto dei cda (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Palermo Il responsabile delle Finanze, Michele Cimino, porta in giunta il progetto Cura dimagrante per le spa regionali in arrivo commissari al posto dei cda Ipotesi fusione per le società che si occupano di servizi e di riscossione Verso la soppressione il Ciem, la Quarit e i mercati agroalimentari Commissari nelle società regionali popolate da trombati e alti burocrati in pensione. è uno dei provvedimenti previsti nel piano di riassetto delle spa pubbliche che ieri l'assessore al Bilancio Michele Cimino ha illustrato al governatore Raffaele Lombardo. Il piano, sul quale da mesi lavora il capo del dipartimento Enzo Emanuele, prevede la riduzione del numero delle società, dalle attuali 29 a dieci. Il principio è quello di mantenere una sola struttura per ciascun settore di competenza: informatica, sviluppo e ricerca, prestazioni di servizi amministrativi e strumentali, credito, valorizzazione dei beni demaniali, riscossione, acquedotti e gestione dei sistemi idrici, promozione dell'immagine della Sicilia, infrastrutture e trasporti. Le prime indiscrezioni includono nell'elenco delle società che saranno soppresse il Risem, ente di cui fino a qualche settimana fa il dipartimento Bilancio non conosceva neppure la sede, il Ciem, i Mercati agroalimentari, la Quarit. E, nel campo dell'informatica, è pressoché certo che due società, fra Sicilia servizi, Sicilia innovazione e Sicilia ricerca, sono di troppo. Così come, nel settore dei tributi, è probabile la fusione di Serit Sicilia e Riscossione sicilia. L'assessore Cimino annuncia che la prossima settimana porterà in giunta l'atto amministrativo che avvierà la cura dimagrante per le spa della Regione. In questi giorni, spiega Cimino, "studierò con il mio consulente, Andrea Parlato, la più corretta formula giuridica per giungere all'obiettivo, ma sarà inevitabile la nomina dei commissari liquidatori per le società che saranno sciolte. Non m'interessa - dice - garantire le poltrone, ma dare trasparenza ed efficienza, e soprattutto individuare un solo punto di riferimento per ogni settore, anche per convogliare senza sprechi le risorse comunitarie". Nomi illustri della politica e della burocrazia compaiono oggi nei cda delle società regionali: al vertice della Serit Sicilia è stato designato Silvio Lotta, ex parlamentare dell'Udc, e nel board della stessa società ci sono anche l'ex commissario della Fiera Stapino Greco e Giuseppe Catania, ex parlamentare forzista vicino a Dell'Utri. Presidente di Riscossione Sicilia spa, è un altro trombato eccellente: l'ex segretario regionale dell'Udc Domenico Sudano. La lista comprende anche Vincenzo Giambrone, già deputato regionale di Forza Italia, posto al timone dell'Ast, e due ex capi del governo siciliano come il democristiano Mario D'Acquisto, che presiede Italia Lavoro Sicilia e Matteo Graziano, oggi dirigente del Pd, amministratore delegato di Multiservizi. E fra i burocrati in pensione, le figure di maggior rilievo sono quelle dell'ex segretario generale di Palazzo d'Orleans Gaetano Scaravilli (presidente di Siciliacque) e Michele Sarrica, già capo di gabinetto di Cuffaro che è a capo di Sicilia e-ricerca. Molti di loro dovranno rinunciare agli incarichi e alle indennità che, seppur ridotte di recente, si aggirano di media sui trenta-quarantamila euro l'anno. Nel corso dell'incontro fra Cimino e Lombardo, cui hanno partecipato anche Emanuele, il dirigente generale delle Finanze Benedetto Mineo e il capo di gabinetto Rino Giglione, l'assessore ha ricevuto il mandato di predisporre tre disegni di legge: riguardano il credito d'imposta per le imprese che operano in Sicilia, la riforma della contabilità e la nuova mappa degli assessorati regionali. e. la.

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I cobas al governatore "non demonizzare i dipendenti" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Palermo La polemica I Cobas al governatore "Non demonizzare i dipendenti" "Le dichiarazioni programmatiche del presidente della Regione Raffaele Lombardo appaiono in massima parte condivisibili purché il tutto non si tramuti, ancora una volta, in una campagna mediatica contro gli incolpevoli dipendenti regionali tentando". Lo dicono i segretari generali del Cobas-Codir, Marcello Minio e Dario Matranga. "Ci aspettiamo per esempio che Lombardo inizi con l'abolizione delle auto blu per tutta la burocrazia".

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Iniziativa analoga in arrivo anche per le cause penali (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ANTI-BUROCRAZIA Iniziativa analoga in arrivo anche per le cause penali LUCCA. Oggi la rivoluzione informatica nel processo civile, domani quella per fronteggiare i gravi ritardi nel processo penale. Obiettivo principale: la drastica riduzione dei tempi della giustizia e la tutela delle parti. Al Ministero è in dirittura d'arrivo il completamento del nuovo programma del Registro degli Affari Generali sul web che consentirà una serie di adempimenti via computer. Per portare a termine un processo civile ci vogliono mediamente dai 4 ai 6 anni, per quello penale spesso non bastano i cinque anni nel primo grado. Dovrebbero scomparire, una volta ultimato il programma informatico, i tristemente noti invii in ritardo delle notifiche che causano lo slittamento dei processi sia davanti al giudice dell'udienza preliminare, sia davanti al tribunale o al giudice monocratico. Con un semplice clic e senza disguidi postali o impossibilità a recapitare gli avvisi da parte dei pochi ufficiali giudiziari presenti nei vari tribunali, testimoni, parte lese, avvocati e imputati saranno messi al corrente del giorno e dell'ora in cui è stato fissato il processo. E una volta partito l'invio non potranno accampare scuse o giustificazioni se non attraverso certificati medici. Allo studio anche le testimonianze scritte per evitare lunghi tempi d'attesa.

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POSTE E BUROCRAZIA Il conto non si trasferisce (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Lettere & Opinioni Pagina 316 POSTE E BUROCRAZIA Il conto non si trasferisce --> Mauro Lattanzio, responsabile comunicazione di Poste italiane, non immagina la mia sorpresa nello scoprire (attraverso la sua replica a una mia protesta) come il mio conto BancoPosta si trovi ancora radicato nell'ufficio di origine, nonostante sei anni fa avessi richiesto il cambiamento e ne avessi avuto la conferma. Ho scoperto poi che un conto BancoPosta non può essere trasferito, ma nasce e muore nell'ufficio postale in cui è stato creato (diversamente da qualsiasi conto bancario e da quanto mi era stato assicurato anni fa); solo la gestione ordinaria può essere spostata. Se io mi trasferissi, poniamo, da Milano a Roma, dovrei chiudere il conto e aprirne uno nuovo, o rassegnarmi a ritirare i nuovi bancomat nell'ufficio di origine. Il che conferma la fondatezza della mia lamentela: Poste Italiane ha fatto passi da gigante, ma certe procedure e certa burocrazia restano dure a morire. Lettera firmata.

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Manovra, quando Berlusconi getta la maschera (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Manovra, quando Berlusconi getta la maschera Laura Pennacchi C ome già con il decreto salva premier, con il DPF e il decreto finanziario, il duo Berlusconi-Tremonti getta la maschera. Il mix di populismo neoliberista e di decisionismo compassionevole ha di mira il Welfare, il lavoro e i servizi pubblici, per i quali saranno nefasti la deregulation, i tagli selvaggi ai Comuni e alle Regioni, il definanziamento della sanità, le privatizzazioni. Il Pd non riuscirà a rendere più incisivi il taglio e la natura della sua opposizione al governo Berlusconi se non farà emergere un modello alternativo di economia e di società. Giorgio Ruffolo ha individuato nelle mancate risposte al dilagare di edonismo, egoismo e consumismo la ragione fondamentale per cui il centrosinistra perde le elezioni. Il suo ragionamento è così riassumibile. Il capitalismo, grazie al progresso tecnologico, riduce lo sfruttamento sistematico del lavoro - anche se questo davvero non scompare e non solo nel Sud del mondo - e, al tempo stesso, produce masse enormi di beni di consumo, il che da una parte sposta quote di sfruttamento sulla natura, dilapidata e saccheggiata in modi senza precedenti, dall'altra, con la stimolazione dell'edonismo materialistico e dell'"incontinenza consumistica", fa emergere nuove contraddizioni, soprattutto culturali, ecologiche, morali, prima fra tutte l'incapacità di risolvere, a fronte dell'accumulazione di grandi profitti e grandi ricchezze, il problema della fame nel mondo. Sono queste le contraddizioni che il centrosinistra non riesce a mettere a fuoco, attardato com'è "nell'inseguire una rispettabilità politica basata sull'imitazione di un modo di produzione irresponsabile e di un modo di consumo immorale" ("la Repubblica" del 30 maggio). Sviluppare questa linea di ragionamento implica prendere molto sul serio non solo la questione del consumismo ma anche quella del "consumatore", figura ambigua ma sempre più spesso evocata in economia e in sociologia senza fare i conti con tutte le implicazioni che la sua generalizzazione ha sull'agenda politica, sulle istituzioni della responsabilità collettiva, sulla sfera pubblica. Come quella del contribuente la figura del consumatore è un'invenzione, secondo la quale il consumatore conosce perfettamente il proprio volere, fa scelte razionali e si aspetta che i produttori vi corrispondano. Eppure, nella retorica tipica del neoliberismo populista è l'identità collettiva dei cittadini che viene spezzata in tre differenziate figure: il contribuente, l'utente, il consumatore. Spezzare l'unità del cittadino rende possibile attribuire alle figure così differenziate interessi distinti e spesso divergenti. L'interesse del cittadino contribuente viene isolato dall'interesse del cittadino utente e questo dall'interesse del cittadino consumatore. In particolare, gli interessi dei cittadini contribuenti sono uguagliati ad avere servizi poco costosi con pratiche business like e questa equazione è posta alla base di progetti che sono un mix di decisionismo interventista (ma non di orientamento al bene comune) e di privatizzazione: fanno testo i propositi del centrodestra italiano in materia di Alitalia, di assetto delle Università, di trasformazione in spa degli ospedali pubblici. Non si tiene alcun conto del fatto che gli interessi del cittadino utente e quelli del cittadino consumatore potrebbero essere meno angusti e più convergenti, né che i cittadini potrebbero nutrire aspirazioni a servizi di qualità complessa, incorporante adeguato spirito relazionale e interattivo. Un'equivalenza ideologizzata taglia fuori ogni altro orientamento sociale e politico verso il pubblico e le istituzioni collettive. La costruzione ideologico-discorsiva è duplice: un calcolo economico per la valutazione dei servizi pubblici è naturalizzato e la sconnessione tra tasse e servizi è approfondita. Anche la figura del consumatore viene costruita mediante visualizzazione ideologica delle attitudini del singolo verso il pubblico, esaltando il suo presunto attivismo - a fronte della passività che sarebbe sempre indotta dall'iniziativa dell'operatore pubblico - e il suo desiderio di scelta libera, a fronte del paternalismo supposto tipico dell'azione pubblica volta a promuovere il bene comune. Contribuenti, utenti, consumatori vengono ad essere astrattizzati da ogni altro ruolo e posizione sociale. Così, però, vengono registrate diversità - nel consumo ciascuno manifesta differenti volontà - senza che si sia messi in grado di riconoscere le disuguaglianze connesse alla differenziazione sociale. E l'interesse pubblico viene smarrito entro una suddivisione "seriale", letteralmente una serie di scambi particolari e individualizzati, nella quale ciascun consumatore consuma una frazione di servizio, mentre il consumo collettivo dei servizi diventa invisibile e con esso la relazione tra "consumatori" e "produttori". La sfera pubblica è frantumata perché immaginata come un "campo di diversità" serializzate, irriflesse, giustapposte: contribuenti, utenti, consumatori, produttori, ma anche diverse comunità, diverse culture, diversi gruppi sociodemografici, tutti con interessi distinti. Il sociologo Clarke si chiede: "l'interesse pubblico può essere generato dalla sommatoria di campioni della popolazione per età, etnia, genere, orientamento sessuale o altre categorizzazioni sociodemografiche? Un pubblico così frammentato può essere adeguatamente consultato e rappresentato?" Esattamente come la società per la Thatcher, l'"interesse pubblico" non esiste, se non come "serialità". L'individualismo atomistico porta da un lato a considerare con molto sospetto un interesse pubblico considerato inafferrabile, dall'altro ad attribuire importanza solo alla scelte private per i beni di mercato (o da ricondurre al mercato). Il rafforzamento del consumatore, e della sua facoltà di scelta, viene rappresentato come la via con cui contrastare il Leviathano dell'autorità statale e delle istituzioni pubbliche, il paternalismo, le burocrazie, lo strapotere di gruppi organizzati, tra cui gli odiatissimi sindacati. Le conseguenze sono chiare. Innanzitutto la natura di ciò che viene scambiato e fornito passa del tutto in secondo piano, così come vengono oscurate le relazioni tra soggetti nel processo e il "contesto sociale" di tale fornitura. Inoltre il meccanismo della trasformazione sociale diventa l'exit, non la voice, né la loyalty, vale a dire l'esternalizzazione viene esaltata a detrimento della partecipazione e dell'azione collettiva così come dell'interdipendenza e del senso di cittadinanza. La fondazione teorica è data da quella che Supiot definisce una "antropologa grossolana": la società, ridotta alla somma delle utilità individuali, non ha più né spessore né architettura normativa, rimanendo in campo prevalentemente il diritto privato, strettamente necessario al rafforzamento di contratti privati, i quali diventano l'unica forma regolativa. Si spiega perché in questa prospettiva si erga a cifra dominante la privatizzazione di funzioni e servizi in precedenza pubblici. Un'avversione drastica e totale alla nozione di pubblico e di responsabilità collettiva fa della privatizzazione un totem al quale sacrificare ogni altra istanza. Nell'assunzione che il privato funzioni sempre più efficientemente del settore pubblico e offra più vaste possibilità di scelta al consumatore, il privato va sistematicamente favorito, magari foraggiato dal pubblico come quando, mediante l'acquisto di contratti di servizio, lo stato finanzia un'offerta privata di beni sociali e servizi. L'approccio privatizzatore oltranzistico crea le condizioni per uno slittamento anche della natura di ciò che viene offerto: poiché si punta a far esercitare ai cittadini la cosiddetta sovranità del consumatore consentendo loro di trarre maggiore guadagno dall'agire delle forze competitive del mercato, i trasferimenti di benessere sociale avvengono nella forma cash e mediante voucher piuttosto che nella forma in-kind tipica del servizio pubblico. Voucher e trasferimenti cash (sotto forma monetaria diretta o sotto forma indiretta di sgravi fiscali nei quali si traduce anche il quoziente familiare) sono considerati sostenere la scelta del consumatore e stimolare la competizione nel mercato, rendendo disponibili beni e servizi che il governo non deve più fornire direttamente ma acquistare attraverso contratti. L'estensione del contrattualismo bilaterale privatistico - invece dell'esercizio della terzietà della mediazione delle istituzioni pubbliche - si configura così come l'altra faccia di quel processo di commodification (mercificazione) che è la vera base della generalizzazione della figura del "consumatore". Ma su ciò varrà la pena ritornare più distesamente.

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Il giorno nero dell'Europa (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Il giorno nero dell'Europa Furio Colombo Segue dalla Prima S tiamo solo fronteggiando un momento difficile. Tipicamente si invoca l'emergenza che è sempre una condizione di cui si aspetta e si invoca la fine. Due esempi. Molti di noi che hanno sempre creduto nelle Nazioni Unite, hanno subìto delusioni pesanti, dall'inutilità dell'Unesco alla gravissima inadeguatezza della Fao. Per non parlare della strage di Srebrenica, una crudele operazione di pulizia etnica avvenuta sotto gli occhi di inerti soldati dell'Onu. Ma l'Onu si identifica per sempre con la Carta dei Diritti dell'uomo, che ha avuto un senso e un peso grandissimo nella storia del mondo contemporaneo. E con la Carta di San Francisco a protezione dei diritti dei bambini. In altre parole, l'Onu che pure ha vissuto brutte pagine (fino ad avere un segretario generale - Kurt Waldheim - con un passato nazista), ha posto al suo inizio principi, propositi, impegni così alti da costituire riferimenti e speranze che durano ancora. L'altro esempio, il più grande, è quello degli Stati Uniti. Si sono dati, alla nascita, una Costituzione e un "bill of rights" (carta dei diritti) talmente alti e nobili da ispirare, lungo i due secoli e mezzo della loro esistenza, tutte le azioni, iniziative e movimenti che si sono impegnati a migliorare il Paese e a correggere dislivelli gravi come il razzismo. Persino di fronte alle tragiche imprese del Ku klux Klan, Martin Luther King ha potuto invocare gli alti principi della Costituzione, ricevendo il sostegno dei tribunali e dei giudici chiamati a decidere sulla lunga sequenza del razzismo. Persino oggi, persino mentre il 70 per cento dei cittadini americani sono contro la politica del Presidente Bush e la tragedia in Iraq, ognuno di quei cittadini è orgoglioso di essere americano perché può vantare nel mondo la sua la sua Costituzione e la sua Carta dei Diritti che recita: "E' evidente e di immediata comprensione (self evident) che tutti gli uomini sono stati creati uguali". Quell'orgoglio di essere americano si manifesta oggi nel momento in cui un giovane senatore nero, figlio di immigrati, è candidato, con molto seguito, alla presidenza degli Stati Uniti. * * * Ecco qualcosa che non potrà mai accadere in una Europa gretta e spaventata, che inizia la sua esistenza politica con una serie di direttive sull'immigrazione dettate dal versante stupido della paura, un insieme di percezione ottusa e di cattiveria, magari non voluta ma che sventola come una bandiera nera su questo aggregato di Stati detto "Unione Europea". Avrebbe dovuto essere un nuovo futuro, il superamento e la cancellazione delle xenofobie dei singoli Stati, delle miserie dei confini e del continuo affermare, fino al ricorso alle armi, la superiorità di ognuno sugli altri. Partendo così in basso, con principi così barbari, che negano il diritto d'asilo, prevedono la cacciata dei bambini (l'esecuzione di un simile provvedimento violerà ogni principio della civiltà di cui ci vantiamo, oltre a tutte le leggi di tutti i Paesi membri) e mettono al centro della nuova Giustizia europea un anno e mezzo di carcere per il delitto di immigrazione. Niente poteva essere pensato in modo più vergognoso e umiliante. Impedisce fin dall'inizio che l'Europa diventi simbolo e riferimento di qualcosa di buono e di nuovo. L'Europa debutta sulla scena già triste del mondo con il volto indifferente e volgare della vecchia burocrazia. furiocolombo@unita.it.

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I Ventisette rimandano l'Irlanda a ottobre: Ora si torni a parlare di cose concrete L'ultima gaffe del premier italiano: Era meglio quando con me c'erano Blair, Aznar, Schroeder, C (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del I Ventisette rimandano l'Irlanda a ottobre: "Ora si torni a parlare di cose concrete" L'ultima gaffe del premier italiano: "Era meglio quando con me c'erano Blair, Aznar, Schroeder, Chirac". Zapatero, Brown, Merkel e Sarkozy avranno gradito di Gianni Marsilli / Bruxelles Intende ratificare il trattato di Lisbona, ma promuovendo le ragioni del no irlandese che l'ha invece respinto: "Questa è l'Europa della burocrazia, non della gente". Si esibisce in un gioioso surf sull'aria che tira, facendo l'occhiolino al referendum che vorrebbe Calderoli: "Ci sono due categorie di cittadini, quelli che hanno potuto esprimersi sul trattato di Lisbona, e gli altri. Quelli che hanno potuto esprimersi hanno bocciato il trattato, quindi hanno bocciato questa Europa". Bacchetta i commissari, a suo avviso troppo queruli: "Chiederò che la Commissione si esprima in modo diverso e riservato con i responsabili dei vari Stati. Non dobbiamo più sentire ogni settimana esternazioni dei commissari che danno un gran daffare ai vari ministri". Ma la Commissione gli risponde subito, sobria e secca: "È un dovere dei commissari, quello di esprimersi sulle politiche comunitarie". Accusa l'euro "ipervalutato", come se dal 2001 al 2006 fosse stato in vacanza ai Caraibi: "L'Europa deve intervenire e finora, colpevolmente, non ha saputo farlo". Annuncia di voler andare a Bruxelles "per dare il nostro contributo alla costruzione europea", anzi un vero e proprio "drizzone" all'Unione, insomma una correzione, un salutare scapaccione, ma arriva a gamba tesa su quattro o cinque caviglie in un sol colpo: "Troverò un'Europa arretrata rispetto a due anni fa, quando c'erano Tony Blair, Aznar, Schroeder, Chirac e il sottoscritto. Con il cambio di nomi l'Europa ha perso personalità e protagonismo, e ha fatto dei passi indietro". Gordon Brown, Zapatero, Angela Merkel, Nicolas Sarkozy avranno sicuramente apprezzato, e nella migliore delle ipotesi iscritto la battuta nel vasto repertorio delle "berlusconate". Insomma in Europa è tornato lui, e d'ora in poi nulla sarà come prima. Davanti a tale prospettiva il socialista Martin Schultz, lo stesso che si prese del "kapò" nell'aula di Strasburgo, ha scelto ieri la strada di un'ironica clemenza: "Vero, abbiamo bisogno di una leadership più forte in Europa". Ma ha aggiunto: "Penso che Berlusconi sia una personalità forte, peccato che vada nella direzione sbagliata". Ma malgrado questi fuochi d'artificio ad uso e beneficio di una platea tutta italiana, il summit che si chiude oggi a Bruxelles non ha Silvio Berlusconi al centro della sua attenzione. Alla vigilia si parlava di vertice di crisi, dopo il clamoroso no irlandese al trattato di Lisbona. Si è scelto invece di prendere un po' di tempo, ma non troppo. L'Irlanda, in sostanza, è stata rimandata ad ottobre, quando si terrà il primo vertice sotto presidenza francese. Così hanno concordato un po' tutti, a cominciare dal presidente della Commissione Barroso. Gli irlandesi sono sembrati presi in contropiede: "In ottobre - ha obiettato il ministro degli esteri Michael Martin - potremo presentare un rapporto provvisorio, ma non avremo ancora soluzioni da mettere sul tavolo". I pesi massimi - Merkel, Sarkozy, Brown - non sono dello stesso avviso. Interessa loro che la pausa di riflessione non si prolunghi, e che la questione istituzionale cominci a perdere la sua paralizzante centralità. Numerosi, nella riunione in serata, sono stati i richiami alle "questioni concrete": prezzi, energia, immigrazione. Quanto ad un'Europa a due o più velocità, il veto di Angela Merkel è netto: "La compattezza dell'Europa è un bene prezioso". Altrettanto netto il rifiuto di nuove concessioni agli irlandesi: "L'Europa non può trasformarsi in un mercato delle vacche". Su questo, e solo su questo, si sta delineando un consenso di massima: bisogna tornare rapidamente a discutere dei temi che toccano la gente. Lo dicono in tanti, da Sarkozy a Zapatero, ma senza sparare sull'ambulanza.

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Il doppio schiaffo di Berlusconi. Va in Europa e fa il leghista A Bruxelles critica l'Ue: qui si chiacchiera troppo. Poi gela la Lega: sì al trattato di Lisbona. E Bossi si piega (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Il doppio schiaffo di Berlusconi. Va in Europa e fa il leghista A Bruxelles critica l'Ue: qui si chiacchiera troppo. Poi gela la Lega: sì al trattato di Lisbona. E Bossi si piega di Natalia Lombardo inviata a Bruxelles IL DRIZZONE Silvio Berlusconi è volato a Bruxelles con un azzardato tuffo acrobatico, appesantito dalla zavorra anti-europeista della Lega, ma con la pretesa di rimettere in riga l'Unione europea. Anzi, dargli un "drizzone" perché cambi, termine padano col quale il presidente del Consiglio, ancora prima di lasciare Roma ieri mattina, si è annunciato a Bruxelles dove è iniziato il Consiglio Europeo. Come biglietto da visita ha presentato una raffica di critiche all'Europa "delle burocrazie" e "lontana dalla gente", perciò "non incontra le simpatie dei cittadini". E, "se non cambia, viene bocciata dai referendum". È ciò che declama da sempre Bossi, e forse proprio le pressioni del premier sulla Ue per far pesare queste tesi potrebbe aver convinto il Senatur a dare il via libera all'approvazione del Trattato di Lisbona, voto che ieri Berlusconi ha sollecitato. Ma Bossi ha prima dovuto zittire Calderoli, le cui sparate antieuropee sono una mina innescata sulla squadra di governo. Certo Berlusconi alle 10 di mattina alla Confcommercio ha rifilato un"rovescio" su Bruxelles, affermando che avrebbe trovato "un'Europa arretrata rispetto a due anni fa quando c'era un gruppo diverso". E fa i nomi di tutti gli ex leader: "Tony Blair, Chirac, Schroeder e il sottoscritto". Lo schiaffo arriva anche all'amico Sarkozy, che mostra di non essersela presa con Silviò, ma anche al cancelliere tedesco Angela Merkel, con la quale ha parlato al consueto summit del Ppe ce prima del Consiglio annuale. Quanto all' incontro bilaterale con il premier britannico, Gordon Brown, si è ridotto a un breve colloquio dopo "foto di famiglia" dei Ventisette paesi europei. Insomma, Berlusconi è arrivato col piglio del ghe pensi mi: "Vado in Europa a portare il nostro contributo alla sua costruzione", l'Unione avrebbe "perso di personalità" perché troppo allargata e "non riesce a prendere le decisioni". Ma il vero schiaffo è quello che il premier ha dato in due round a distanza di otto ore: "I commissari europei dovrebbero parlare di meno" (riferito a Jaques Barrot, commissario alla Giustizia che aveva criticato l'immigrazione clandestina come aggravante ai reati). Anche se è stato gelato dal presidente della Commissione, Barroso, ("è un dovere dei commissari parlare") Silvio insiste, e, prima della cena con i Capi di Stato nel palazzo Justus Liptius, ribadisce:"Non si può pretendere che l'Europa sia amata dai cittadini che la vedono invece come un'entità lontana che non risolve i problemi e che incombe con restrizioni e vincoli". E così giustifica gli egoismi dei paesi. Boccia l'Europa anche perché "colpevolmente non intervenuta" sui prezzi dell'energia e degli alimenti, e l'"ipervalutazione dell'euro". Berlusconi e Bossi su questo convergono: il cavaliere ha sempre recalcitrato di fronte alle regole (ma non se le imposte lui), e ancor più sulle normative europee. Insofferenza che il leader della Lega non ha mai nascosto parlando dei "popoli". Così Calderoli, che ha dato per "morto il Trattato di Lisbona". Ma Berlusconi ha annunciato che il Trattato dovrà essere approvato da Parlamento col rischi che esplodesse la contraddizione con il Carroccio, che invece mira al referendum. Allora Bossi ha imposto anche ai suoi la mediazione: "Penso che lo voteremo", ha detto, perché lo ha fatto la Gran Bretagna, che si è tenuta fuori dall'Euro. Sventato il pericolo, Berlusconi si vanta di essere stato "festeggiato dai colleghi del Ppe". Tanto per cancellare l'immagine di Prodi dichiara che "c'era molta attesa per la nuova presidenza del Consiglio italiana". Arrivato alle 14, per ultimo, al pranzo dei popolari nelle sale dell'Academie Royale, il premier ha scambiato qualche battuta con Pierferdinando Casini, che poco prima aveva lanciato una proposta-provocazione: "Se il governo ritira gli emendamenti al decreto giustizia -(il salva-premier, ndr), l'opposizione può dialogare". Ma nessuno avrebbe sollevato lo spinoso argomento dell'ingresso nel Ppe del Pld, con Gianfranco Fini e Ciarrapico, in Europa non del tutto sdoganati.

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Democratici battete un colpo - ivano russo (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XIV - Napoli DEMOCRATICI BATTETE UN COLPO IVANO RUSSO c he si tratti di federalismo fiscale o di nuova programmazione del ciclo di spesa legato alla politica di convergenza 2007-2013, di importanti dibattiti nazionali animati da illustri opinionisti sui limiti della classe dirigente meridionale o delle scelte del governo sulle grandi infrastrutture da finanziare nel prossimo triennio, dal Pd non viene fuori una idea strutturata, una proposta seria e articolata sul da farsi, una vision sul futuro del nostro territorio. E si potrebbero aggiungere tante e tante altre questioni - l'inefficienza e gli scandali della macchina amministrativa, le incertezze imbarazzanti sulla messa in liquidazione da parte degli enti locali di società miste ritenute inutili e improduttive, il tema assai delicato della ampia sovrapposizione creatasi tra società civile e potere a Napoli - senza mutare di una virgola il giudizio. Per carità di patria, meglio tacere su tutto il capitolo rifiuti: dal mancato coraggio di compiere scelte impopolari, alla totale assenza di modalità moderne per organizzare la partecipazione dei cittadini a complesse scelte di governo. Semplicemente, al netto di qualche scontata e prevedibile dichiarazione di circostanza, il Pd non esiste. Esistono i suoi esponenti nelle istituzioni, nelle assemblee rappresentative, nei vari livelli di governo locale e in Parlamento che, chi meglio chi peggio, si adoperano per le rispettive competenze e funzioni. Ma se si trattasse di tante personalità indipendenti, o magari appartenenti a forze politiche diverse, nessuno se ne accorgerebbe. Un partito dovrebbe contribuire alla costruzione, nell'opinione pubblica, di uno spirito collettivo positivo, dovrebbe rivendicare una propria intelligente autonomia dall'amministrazione e dal governo, dovrebbe alimentare quella feconda contaminazione tra politica e cultura che è l'unico antidoto alla degenerazione del governo in mero esercizio di un potere gestionale e autoconservativo. Senza una forza politica in grado di offrire l'orizzonte ideale delle grandi scelte e solidi ancoraggi di pensiero e competenze, qualunque azione di governo prima o poi tenderà a inaridirsi. La cultura politica influisce sulla formazione del senso comune e contribuisce a determinare l'ethos di una società: questo processo lento e costante finisce poi con l'orientare anche il consenso, ben al di là dei programmi di una campagna elettorale o degli uomini del momento. Tutto ciò, per i locali democrats, non è oggetto di interesse. Occorrerebbe che il Pd della più importante città del Sud sapesse raccogliere le giuste preoccupazioni da più parti avanzate nei confronti della clamorosa caduta di attenzione politica e culturale sulle questioni del Mezzogiorno. Ci sarebbe bisogno di un nuovo meridionalismo sganciato sia dal preconcetto propagandistico dell'assistenzialismo a oltranza, sia dalla sterile discussione sulle sorti della propria attuale classe dirigente. Un pensiero, quindi, fondato su di un approccio concreto e moderno ai temi dell'economia, dell'energia, della ricerca, dello sviluppo, dei diritti civili e della parità di genere, della tutela del lavoro, a partire dalla piaga della sicurezza e delle morti bianche. Un pensiero meridionale attuale, riformista, aperto alle innovazioni, all'Europa, al Mediterraneo, e autorevole perché in grado di elaborare anche consuntivi critici sulle esperienze di governo in corso. Un pensiero meridionale che non tema di mettere in discussione anche l'esperienza storica del regionalismo, così come introdotta in Italia negli anni Settanta, e che quindi rivolto all'intero Paese possa dire la propria, credibilmente e con fondate argomentazioni, sulle possibili prossime iniziative parlamentari legate all'attuazione dell'articolo 119 del Titolo V della Costituzione. Questo dovrebbe essere il lavoro cui sarebbe chiamato un partito serio, fatto di dirigenti colti e rappresentativi, aperto al lavoro di ricerca delle fondazioni e dei veri centri studi. E una forza politica con queste caratteristiche potrebbe offrire anche al Pd nazionale, che certamente ne avrebbe tanto bisogno, qualche solido contributo di idee e progetto, che ci si augura prima o poi prendano il posto degli sfortunati slogan infelici della campagna elettorale. Se Napoli è trattata come una prefettura dal governo, per dirla alla Tremonti, e lo stesso Pd locale è di fatto commissariato (leggi candidature alle ultime elezioni politiche) dal Loft veltroniano, una qualche ragione ci sarà. Chissà se almeno questo, forse, stimolerà una controffensiva politica e culturale che sfugga, in relazione alla scelta del prossimo segretario provinciale, all'ennesima ricerca del colpo a effetto: sia esso "l'illuminato" esponente della società civile o la giovane leva di turno, magari mai uscita dal recinto della burocrazia di partito né misuratasi mai né sul terreno delle competenze né su quello del consenso. Il deludente risultato del Pd alle ultime elezioni politiche, su questo terreno, potrebbe almeno aver insegnato qualcosa.

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Nel labirinto delle regole burocratiche (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Milano Norme Nel labirinto delle regole burocratiche Bisogna capirlo, il linguaggio della burocrazia. Sciogliere gli enigmi di classi, categorie e mappali. Milano è una serie di centri concentrici, le "zone censuarie" che corrispondono all'incirca alla cerchia dei Bastioni, a quella dei Navigli e al confine periferico. Più ci si avvicina al cuore, più l'immobile è di pregio. Oltre alla categoria, A1, A2, A3... per il calcolo dell'Ici si considerano le classi, una serie di numeri crescenti a seconda del pregio delle rifiniture, e il numero delle stanze. è così che si scopre che un A1 di classe 3 (la massima), del centro (la zona censuaria 1), di 7 vani, al netto della detrazione di 104 per la prima casa, anche quest'anno pagherà 1.591,26 euro. Una cifra diversa se la casa, sempre un A1, è un po' meno di lusso. Palazzo Marino fa un altro esempio: il proprietario di una A1 di classe 3 che abbia lo stesso numero di stanze, ma che si trovi in una zona semi-centrale (la zona censuaria 2), dovrà versare 722,77 euro. Ma c'è anche chi ha dovuto pagarla, Ici, a prescindere dal pregio del proprio indirizzo. Sono state tante le richieste di chiarimento arrivate al call center, lo 02.02.02, di Palazzo Marino o a una delle 5 linee dedicate appositamente dagli uffici. Tra le domande più frequenti: quelle legate ai garage lontano da casa e alle abitazioni date in uso gratuito, che non sono esentati.

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Più difficile nascondersi nei paradisi fiscali ma saltano le norme anti-evasione - luisa grion (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Economia I professionisti non dovranno essere più pagati con carta di credito o assegno Più difficile nascondersi nei paradisi fiscali ma saltano le norme anti-evasione Autonomi non più obbligati a usare conti correnti per le somme riscosse e per le tasse LUISA GRION ROMA - Meno burocrazia, meno registri da compilare, meno restrizioni da rispettare: nella Finanziaria appena presentata dal governo Berlusconi il fisco cambia faccia e la lotta all'evasione arriva ad una svolta. La parola d'ordine, per espressa volontà dell'esecutivo, è stata "semplificare", cancellare una serie di regole (introdotte dal viceministro Visco nel precedente governo con l'obiettivo di intensificare i controlli sulle piccole imprese) e varare, invece, norme più restrittive riguardo i possibili grandi evasori. Parte delle restrizioni che riguardavano i lavoratori autonomi, di fatto, scompaiono: la manovra presentata dal premier e dal ministro Tremonti prevede che commercianti e artigiani non sia più tenuti ad aprire uno o più conti correnti postali o bancari nei quali far confluire - obbligatoriamente - sia le somme riscosse grazie all'attività svolta, che i prelevamenti per far fronte alle spese. Un alto laccio che si scioglie è quello che prevedeva come i compensi "per l'esercizio di arti e professioni" superiori ai 100 euro dovessero essere versati tramite carta di credito, assegno non trasferibili o bonifico (un dettame che nelle intenzioni doveva servire a controllare meglio il "nero"). Modificate anche le norme antiriciclaggio: la soglia massima per i trasferimenti in contanti e per gli assegni non trasferibili fissati dall'esecutivo Prodi a 5 mila euro ritorna a 12.500 euro. Novità che - assieme alla cancellazione del libro paga e del libro matricola sostituiti da un unico libro del lavoro - le categorie interessate hanno accolto con entusiasmo: "Archiviamo quella stagione in cui, troppo spesso, si è ceduto alla tentazione illusoria di una lotta all'evasione e all'elusione condotta attraverso gogne mediatiche, sanzioni sproporzionate e crescita della burocrazia fiscale" aveva chiesto ieri al governo Carlo Sangalli, leader di Confcommercio nel corso dell' assemblea annuale della associazione. A fronte di queste semplificazioni a beneficio dei "piccoli" il ministro Tremonti punta la barra contro l'evasione dei "grandi". La manovra contiene infatti una fondamentale inversione di tendenza sulla legislazione riguardo i paradisi fiscali: "Chi decide di risiederci mantenendo la cittadinanza italiana - ha detto il titolare dell'Economia - dovrà ritenersi in tutto e per tutto, cittadino italiano, anche per gli obblighi verso il fisco, fino a prova contraria". In pratica, chi ha trasferito i capitali in uno dei paesi della famosa lista Ocse, se vorrà sfuggire alle regole del fisco italiano dovrà dimostrare l' effettiva residenza in quei luoghi. L'onere non spetterà, come finora avvenuto (si pensi al caso Valentino Rossi), allo Stato italiano. Detto questo, l'insieme delle nuove norme mette di fatto in crisi l'intero impianto delle regole anti-evasione applicato dal ministro Visco. Un sistema che, per quanto complesso, i suoi risultati li ha sicuramente prodotti. Ieri, infatti, la Guardia di Finanza ha comunicato che - nei primi cinque mesi di quest'anno - sono stati scoperti oltre 12 miliardi di euro di redditi occultati al fisco: il 40 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2007. Gli evasori totali scoperti sono stati circa tremila; l'Iva dovuta, non versata e ora portata alla luce ha superato il tetto dei 2 miliardi.

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Berlusconi striglia la ue "serve un drizzone o fallirà" - gianluca luzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Più riservatezza Opinioni doverose A Bruxelles il premier critica i commissari: troppo loquaci. Barroso ribatte: devono parlare Berlusconi striglia la Ue "Serve un drizzone o fallirà" Ma il senatùr mette in riga i suoi: approveremo il Trattato Calderoli insiste: Europa finita. Bossi interviene: convincerò anche lui a votare sì Non credo che i commissari debbano parlare sui giornali. Devono segnalare riservatamente quali traguardi devono essere raggiunti è un dovere dei commissari europei parlare e dare la loro opinione sulle politiche comunitarie. Fa parte dei compiti di un commissario GIANLUCA LUZI DAL NOSTRO INVIATO BRUXELLES - Un "drizzone". Ecco di cosa ha bisogno l'Europa secondo Berlusconi. E infatti, dopo due anni di purgatorio, il presidente del Consiglio è tornato al vertice europeo con intenzioni bellicose: attacca i commissari che "parlano troppo" attirandosi una secca risposta del presidente della Commissione europea Barroso e di Poettering, presidente dell'europarlamento, tutti e due del Ppe: "I commissari devono parlare". Rimpiange i bei vecchi tempi quando c'erano Blair, Schroeder, Aznar e Chirac (con cui per la verità Berlusconi non andava affatto d'accordo) e stronca l'euroburocrazia che provoca il rifiuto degli europei come dimostra la bocciatura dell'Irlanda al Trattato di Lisbona. In più se la prende con l'Unione europea "che colpevolmente non è intervenuta contro l'ipervalutazione dell'euro che danneggia le imprese". Ma nella sua crociata per raddrizzare le sorti dell'Europa, Berlusconi ha i suoi problemi anche in Italia, nella sua maggioranza. Infatti arriva a Bruxelles sull'onda di un duro botta e risposta tra lui e il ministro leghista Calderoli. "Proporremo di approvare il Trattato di Lisbona", aveva anticipato Berlusconi a Roma prima di partire per il Belgio. "Il Trattato di Lisbona non esiste più", aveva replicato Calderoli. Fortuna per il premier che Bossi ha zittito il ministro lumbard con un perentorio: "Il Trattato è ancora vivo. Penso che l'approveremo". Quanto al referendum che Calderoli comunque vorrebbe, Bossi cautamente rinvia: "Vedremo". A Berlusconi questa Europa non piace. "Ha bisogno di un drizzone e di maggiore concretezza". Oggi è "arretrata rispetto a due anni fa quando vi era un gruppo dirigente composto da personaggi come Aznar, Blair, Chirac, Schroeder, più il sottoscritto". Mentre invece, aggiunge Berlusconi con una considerazione che non farà piacere ai suoi attuali colleghi, "con il cambiamento di questi nomi l'Unione europea ha perso personalità e non è più protagonista sulla scena internazionale". Insomma, ci vuole il "drizzone", bisogna "cambiare in fretta perchè l'Europa così come funziona adesso non è l'Europa che può incidere nelle vicende mondiali, non è l'Europa che può fare il bene dei propri cittadini e non è in definitiva l'Europa che può piacere ai propri cittadini. E il risultato è il referendum irlandese". Il premier italiano non risparmia nemmeno i commissari europei per le "continue esternazioni sui giornali, che danno un gran da fare ai ministri di tutti i governi", ultimo in ordine di tempo il commissario alla Giustizia Jacques Barrot il cui intervento sull'immigrazione non è piaciuto per niente al Cavaliere. "Francamente - attacca Berlusconi - non credo che sia loro dovere parlare. Il loro dovere è segnalare agli Stati membri quali sono i traguardi che devono essere conseguiti e attenersi a ciò che l'Europa dispone attraverso le sue direttive e attraverso le decisioni della conferenza dei Capi di Stato e di governo". Se proprio vogliono dire la loro, lo devono fare "riservatamente, in un contesto diretto tra i commissari nei confronti dei ministri dei vari governi o addirittura da parte del presidente della Commissione con i presidenti del Consiglio dei vari paesi, il risultato si otterrebbe ugualmente e i governi non dovrebbero trovarsi ogni due o tre giorni esposti sulle pagine dei loro giornali a delle situazioni critiche che certamente non fanno che allontanare la simpatia dei vari cittadini nei confronti dell'istituto europeo". L'euroscetticismo di Berlusconi non si spinge fino a chiedere il referendum sul Trattato, come invece vorrebbe Calderoli. La Lega, comunque, voterà (l'appuntamento in Parlamento è a fine luglio). Lo garantisce Bossi: "Convincerò Calderoli, quando dico di votare qualcosa alla fine lo fanno tutti". E poi "è difficile votare contro, c'è Napolitano che preme e noi non vogliamo passare come quelli che ce l'hanno a morte con l'Europa, anche se la Ue ha fatto molti errori e così non va bene, è l'Europa degli Stati e della burocrazia, non dei popoli". Lo stesso giudizio di Berlusconi.

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Kosovo, il caos internazionale esplode all'Onu (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMMENTO Kosovo, il caos internazionale esplode all'Onu Tommaso Di Francesco È convocato oggi il Consiglio di sicurezza dell'Onu con all'ordine del giorno il Kosovo e il futuro della missione Unmik che, da oggi, vede la nomina come amministratore dell'italiano Leonardo Zannier. Ci saranno anche il presidente serbo Boris Tadic che ribadisce "il Kosovo è Serbia", e quello kosovaro Fatmir Sejdiu. La questione urge: domenica 15 gennaio è "entrata in vigore" la costituzione dell'indipendenza. Ma è "in vigore" solo per i 40 paesi che l'hanno riconosciuta, mentre la maggior parte degli Stati del mondo, giudicandola unilaterale e di scontro, non l'ha fatto. L'indipendenza divide la Ue, con Germania, Francia, Gran Bretagna e Italia che hanno approvato mentre Spagna, Grecia, Slovacchia, Romania e Cipro hanno detto no e ora si rifiutano di addestrare il nuovo "esercito" kosovaro. E spaccato resta il Consiglio di sicurezza Onu, con Russia e Cina che oppongono il veto, temendo che diventi l'anticamera per i loro indipendentismi e per gli altri che covano nel mondo, a partire dal Caucaso e dagli stessi irrisolti Balcani. Nel dramma c'è una responsabilità: è quella dell'Unmik, l'amministrazione locale dell'Onu che, con i suoi rappresentanti (Bernard Kouchner, Michael Steiner, Janses Soerensen e Joachim Ruecker) avrebbe dovuto rispettare la Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza Onu che riconosce la sovranità della Serbia. Invece ha avallato una feroce contropulizia etnica contro le minoranze serbe con migliaia di vittime e desaparecidos, la distruzione sistematica di ben 150 monasteri ortodossi, il blocco del rientro dei profughi, la cacciata di 200.000 serbi, rom e altre minoranze. Via via legittimando la secessione di Pristina. E' lo scenario criminale del quale l'Unmik vuole lavarsi le mani. Così Joachim Ruecker, con l'avallo tedesco e francese, ha cercato alla chetichella di chiuder bottega, autorizzando l'arrivo della missione Eulex, "civile e di polizia" voluta dall'Ue, pur spaccata, per gestire e di fatto imporre l'indipendenza nelle zone serbe. I serbi, tutti, hanno detto no. Allora è entrato in scena il segretario dell'Onu Ban Ki-moon per salvare la faccia dell'Unmik, con due lettere, al presidente kosovaro Fatmir Sejdiu e a quello serbo Boris Tadic, dove annunciava una "riconfigurazione" della missione Onu. Risultato: è caos istituzionale. Si riconfigura Unmik, quindi Ruecker può andarsene quando dovrebbe restare in carica altri otto mesi, ma Russia e Serbia chiedono d'incriminarlo perché voleva azzerare il ruolo dell'Onu; la missione Eulex è la benvenuta ma per intanto è sospesa e ha bisogno "ancora di tempo"; l'Onu è neutrale sull'indipendenza, ma l'Ue la deve gestire; le zone serbe possono dipendere dall'Unmik e non dal governo di Pristina; infine, resta la Nato, ma da chi dipende? A Pristina restano sorpresi della disponibilità a spartire il Kosovo e non accettano quello che tutti vedono. Nonostante l'indipendenza, di Kosovo ce ne sono quattro: stato albanese, zone serbe, aree della Chiesa ortodossa, burocrazie internazionali e Camp Bondsteeel, la più grande base militare Usa d'Europa edificata nel disprezzo della legalità internazionale. E a Belgrado, dove l'affare piomba nel mezzo della scelta del nuovo governo, prima l'ex premier Kostunica, poi l'ex ministro per il Kosovo Samardzic che annuncia la nascita di "un parlamento serbo in Kosovo", e infine lo stesso Tadic hanno denunciato l'operazione di Ban Ki-moon ricordando che ritengono l'indipendenza di Pristina semplicemente "illegale". E Ban ha fatto ploff.

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DEMOS RIBELLE LA DEMOCRAZIA INSORGENTE CONTRO LO STATO (sezione: Burocrazia)

( da "Manifesto, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Finalmente tradotto da Cronopio il saggio del filosofo francese Miguel Abensour sulla crisi delle istituzioni rappresentative indagata alla luce del persistente conflitto tra il governo dei "molti" e l'esercizio del dominio dei "grandi" L'azione politica è "anarchica" perché resiste alla cancellazione della molteplicità. Da qui la necessità di istituzioni democratiche che rompano il monopolio della decisione politica detenuto dallo Stato Mario Pezzella Questo libro di Miguel Abensour è dedicato in gran parte al commento di un testo giovanile di Karl Marx, La critica del diritto statuale hegeliano, commento che non ha nulla di accademico; il testo di Marx viene sottoposto a un'interrogazione che parte del presente, riattualizzato per rispondere a una nostra questione. Si potrebbe dire, parafrasando Benjamin, che quel testo di Marx conosce per noi l'ora della sua leggibilità. Abensour sceglie di interrogare Marx a partire dalla crisi del comunismo del Novecento, dalla deriva del socialismo reale in burocrazia, dalle forme assunte dal totalitarismo nella prima metà del secolo passato. In tale disfacimento di speranze, è possibile chiedersi cosa sia una "vera democrazia"? La domanda è meno scontata e retorica di quanto sembri. Pochi termini sono stati così banalizzati, pochi hanno perso in tale misura la carica dirompente e radicale che inizialmente possedevano. Attraverso l'inchiesta sul testo di Marx, Abensour mira in realtà a riproporre tale senso radicale e dimenticato. Lo fa mostrando come l'espressione "Stato democratico" sia in realtà una contraddizione terminologica, come la "vera democrazia" tenda verso il governo condiviso dei "molti"; lo Stato, invece, nel suo stesso principio, tende a sottoporre i molti al dominio di un Uno, forma unificante e organizzatrice. La signoria e la servitù La democrazia opera dunque contro le unificazioni formali ed astratte proposte dallo Stato, e che sempre suppongono un rapporto gerarchico di signoria e servitù: e sostiene invece forme di governo politico, in cui venga lasciato spazio al riconoscimento paritario dell'altro. Un riferimento importante, per tale linea di pensiero, è la riflessione di Hannah Arendt e la sua analisi della tradizione consiliarista e comunale; meno obbligato, e per certi versi sorprendente, è quello al pensiero del filosofo francese Emmanuel Lévinas, come se l'"etica dell'alterità", delineata da quest'ultimo, potesse trovare il suo effettivo inveramento solo nell'ambito politico. Da questo punto di vista procede la lettura di Marx. Il testo marxiano del '43 è in certa misura contraddittorio, esposto a due tendenze divergenti: da un lato la rivendicazione della democrazia come rifiuto dell'Uno statuale e affermazione della pluralità, della decisione condivisa dei molti; d'altra parte tale pluralità rischia di essere identificata con un demos, un popolo nella sua volontà sorgiva e originaria, che fungerebbe da nuovo principio unificante della diversità. La vera democrazia è l'affermazione delle "molte" singolarità che convengono insieme per decidere di volta in volta il loro essere in comune, o il loro disciogliersi in una forma unificante e finale, in cui ogni conflitto è risolto, ogni lacerazione placata in una superiore conciliazione? Intorno a questa tensione e a queste possibilità, entrambe presenti nel testo di Marx, ruota l'analisi di Abensour (e la risposta a tale domanda rinvia indirettamente agli esiti e alle tragedie delle rivoluzioni del Novecento. La governance del mercato Che altro è il "momento machiavelliano", di cui tanto si parla in questo libro, se non l'essenza stessa della democrazia e della decisione politica? Il momento machiavelliano non è -o non è solo- un periodo storico, ma una possibilità permanente dell'agire politico, una sua forma a priori, un suo imperativo regolativo. Occorre portare alla luce il conflitto latente nella realtà sociale, sottratto alla visibilità da rappresentazioni smortamente conciliative e ipocritamente "buoniste"; occorre aprire e dar consistenza al conflitto tra i "grandi" ed il popolo; occorre che le soluzioni in cui di volta in volta si risolve questo conflitto non siano gerarchicamente imposte dallo Stato, o rimesse al puro arbitrio dei rapporti di forza. Oggi si direbbe: le soluzioni non possono essere rimesse a un puro atto di governance o ad automatismi ciechi come quelli del mercato. L'idea di Abensour è che debbano esistere istituzioni democratiche diverse da quelle dello Stato, in cui sia possibile prendere decisioni che riguardano l'essere-in-comune, rispettando la differenza dell'altro, e la specificità dell'ambiente sociale in cui deve essere assunta la decisione. A questo generale decentramento e delocalizzazione della decisione corrisponderebbero le istituzioni consiliari descritte dalla Arendt e di cui Marx ha dato un'anticipazione nei suoi scritti sulla Comune. Assenza di expertise È possibile dire qualcosa dello spirito generale che animerebbe queste istituzioni e dell'orientamento, dell'unità di misura secondo cui potrebbero regolarsi. Arendt trova soccorso in un pensatore, che non ha mai scritto una vera e propria "filosofia politica", eppure ha elaborato una notevole teoria del "senso comune": si tratta di Kant e della sua opera apparentemente più impolitica, La critica del giudizio. Il senso comune, in quest'opera, è "una condizione di possibilità" della comunicabilità universale, l'espressione del voler "essere-in-comune" degli uomini; essi esprimono in tal modo il desiderio di persuadersi reciprocamente e giungere a giudizi universali e condivisi, a un "gusto" collettivamente apprezzato. Questa universalità è tuttavia il frutto di un'attività intersoggettiva continua, e non il risultato di principi primi inalterabili e prefissati. Kant riserva questo tipo di senso comune al giudizio estetico: ma non è possibile - si chiede Arendt - estenderne il significato all'agire della comunità politica, all'essere "cittadini" di una repubblica comune? D'altra parte, questa persuasione per comunicazione non ha nulla di idilliaco, non è garantita da nessuna expertise e si scontra duramente con i poteri gerarchici effettivamente esistenti. Se il dialogo è al principio della democrazia, esso apre il suo spazio all'interno del conflitto col potere, e la democrazia viene perciò definita da Abensour come costitutivamente e inevitabilmente "insorgente". Questo concetto rimanda a quello di "democrazia selvaggia" del filosofo Claude Lefort, anch'esso in certo misura derivante da una rilettura di Machiavelli: il dialogo coesiste continuamente col conflitto, perché sempre coesistono in ogni società i "grandi" e il popolo, animati da desideri discordi: quello dei grandi di mantenere e consolidare il proprio potere gerarchico, quello del popolo di partecipare alle decisioni, e dunque di essere libero. Secondo Lefort e Abensour non esiste stato finale della storia, né mai una trasparenza sociale assoluta, in cui tale conflitto e l'antagonismo che esso propone possa aver completamente fine. Sempre, nelle circostanze date, ogni volta diverse e ridefinibili, l'azione politica deve riprendere da capo il suo compito e "insorgere" contro l'irrigidimento dei rapporti servo-padrone che tende a riproporsi; sicchè questa prospettiva, più che a un'idea organica della rivoluzione come fine della storia, è più vicina a quella di una insorgenza permanente, che riproponga, in ogni situazione o "sito" del tempo, l'essere-in-comune contro l'essere-in-Uno. Nelle cesure della storia Riprendendo un altro autore assai caro ad Abensour, il Reiner Schürmann interprete di Heidegger, l'azione politica è sempre "situata": il "sito" dice Schürmann è il luogo dove gli umani possono "con-venire" insieme, rovesciando i rapporti concreti di potere; l'azione politica si radica inestricabilmente e irrimediabilmente alla specificità del sito in cui interviene, è in senso stretto "situazionista". Abensour e Schürmann ritengono l'azione politica "anarchica" in senso letterale e filosofico, perché rifiuta il ricorso a un "Principio primo" di esplicazione dell'agire, a un'arche, da cui deriverebbero per adesione, emanazione o disvelamento, le caratteristiche del giusto agire. "Senza principio", anarchica, l'azione politica segue però rigorosamente la sua unità di misura, e il suo imperativo regolativo: il riconoscimento dell'altro e la decisione discussa in comune con l'altro, di contro all'autorità che come un destino o un opaco immotivabile essere lo stringe alla sua necessità. L'apertura anarchica della "democrazia insorgente" si rivela al meglio nelle "cesure" della storia, o in quella "dialettica in sospeso", in bilico, di cui anche Walter Benjamin parlava nei suoi ultimi scritti, quando una vecchia forma di potere è in via di sgretolamento e ancora una nuova non ha avuto la forza di imporsi e sostituirla. Allora balena nella mente degli uomini l'idea che forse una vita senza potere sarebbe pure possibile, o almeno che la loro energia costituente potrebbe distruggere le solidificazioni del diritto costituito. S'è già detto come le insorgenze consiliari del Novecento abbiano prefigurato un'istituzione politica non centralizzata nell'unità dello stato e fondata piuttosto sulla pluralità riconosciuta dei "molti". In certo senso, si tratta di un'esperienza politica capace di ritornare costantemente al suo momento costituente, di revocare l'univocità e la permanenza delle forme costituite, con la consapevolezza che questo atto di apertura va riproposto in ogni situazione specifica e non conosce arresto o fine della storia: non è garantito da alcuna fine e da alcun principio. L'"insorgenza" definisce quei momenti di cesura della storia, in cui - nell'intervallo tra il crollo di un vecchio regime e il costituirsi di nuove istituzioni - si è tentata la via di una simile comunità politica. È in questo eccesso e in questo scarto, che Marx vedeva il significato irripetibile della Comune di Parigi. C'è sempre l'eventualità che la deliberazione comune si irrigidisca in struttura astratta, che l'altro ricada nel medesimo, che i molti vengano ricondotti all'Uno. La democrazia insorgente non è una forma data una volta per tutte, ma l'opera continua di trasformazione dell'essere nell'esistente e nel possibile.

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Agenzie ed enti locali sotto la scure (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008)
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Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: L'Emilia-Romagna prevede risparmi per 7 milioni l'anno da Comunità montane e Ato Agenzie ed enti locali sotto la scure Al via il progetto di legge dell'Emilia-Romagna per la riduzione dei costi della burocrazia che comporterà un risparmio sul funzionamento della macchina burocratica regionale di circa 7 milioni di euro l'anno. Un intervento organico che punta alla riorganizzazione del sistema dei servizi pubblici regionali a cominciare dalle Comunità montane che passeranno da 18 a 9, con una riduzione del 60% degli amministratori (da 405 a 180) e la previsione dei soli sindaci negli organi esecutivi. La stima di risparmio è di oltre 2,7 milioni, di cui 1,7 milioni tra compensi degli amministratori e costi di gestione. Il Ddl prevede inoltre il superamento dei 9 Ato (sostituiti con due livelli di intervento, uno regionale e uno locale, per un calo dei costi di circa 3 milioni) ed, entro il 2010, anche delle Agenzie per la mobilità che verranno sostituite con "ambiti territoriali minimi" a livello provinciale per la programmazione, organizzazione e promozione dei servizi pubblici di trasporto integrati. Il risparmio di quest'ultima operazione è stimato in oltre 1,2 milioni di euro. "Siamo di fronte a un forte cambiamento – spiega il governatore Vasco Errani – con scelte che vanno al di là di quanto richiesto dalla stessa Finanziaria, per dare più efficienza a costi più bassi. Andremo avanti con le bonifiche e a conclusione di questo percorso arriveremo a rimodulare anche le competenze tra Province, Comuni e Regione". Il piano, presentato lo scorso 19 maggio, riflette quello della Giunta Martini anch'esso rivolto all'abbattimento dei costi della Pa attraverso una riorganizzazione delle strutture regionali, ossia di 8 agenzie, 17 tra enti e aziende (escluse quelle sanitarie e ospedaliere), 16 società partecipate o fondazioni, 27 diversi livelli per la gestione di servizi collettivi (dall'acqua e rifiuti all'edilizia pubblica). Il cosiddetto "piano Martini", al termine della riforma, comporterà una riduzione delle strutture regionali a una trentina di enti o livelli di governo in tutto, con un risparmio di 10 milioni di euro l'anno tra soppressione degli organismi di gestione e l'accorpamento di sedi, incarichi e spese di gestione. Sulla stessa linea la proposta di legge sulle Comunità montane presentata dalla Giunta marchigiana lo scorso marzo e finalizzata a una riduzione degli enti da 13 a 9 con una conseguente compressione del numero dei consiglieri che così va da 359 a 140, e l'azzeramento degli assessori per un risparmio minimo di 1,6 milioni, senza alterare i servizi al territorio. Tra le novità più importanti, la semplificazione normativa dell'intero settore, poiché verrebbero abrogate automaticamente tutte le norme ad esso riferite. "La necessità di mantenere i servizi sul territorio – spiega Luigi Minardi, assessore agli Enti locali e alla partecipazione democratica della Regione Marche – deriva dal fatto che la zona appenninica, di per sé molto ampia è scarsamente popolata: la densità media di abitanti è di 53 per kmq contro i 2.500 in città e un indice di invecchiamento elevato". Più interventi non coordinati tra loro costituiscono il piano umbro per riduzione dei costi dell'amministrazione. Accanto alla riforma delle Comunità montane il cui disegno di legge è stato approvato lo scorso dicembre che prevede la riduzione di un terzo degli enti, una riorganizzazione dei loro consigli e una rimodulazione dei compensi per gli amministratori, c'è anche la riforma del sistema amministrativo regionale e locale del luglio 2007, che prevede, fra l'altro, l'istituzione di quattro Ati, Ambito territoriale integrato, a superamento della frammentazione delle attuali 35 strutture amministrative per sanità, integrazione sociosanitaria, gestione dei rifiuti, ciclo idrico integrato e turismo. M. L. LA SCELTA MARCHIGIANA Il governo Spacca ha ridotto da 13 a 9 gli Enti appenninici comprimendo i consiglieri da 359 a 140 e azzerando le figure degli assessori.

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42.700 euro Esborso ogni mille abitanti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008)
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Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: LA SPESA 42.700 euro Esborso ogni mille abitanti Record di esborsi per consulenze in territorio emiliano non solo a livello assoluto (180 milioni) ma anche in rapporto alla popolazione. 24,7% La quota di uscite nell'area Nel 2006 gli enti pubblici del Centro-Nord hanno speso per consulenze e collaboratori esterni (165mila in tutto) circa 327,3 milioni di euro contro 1,3 miliardi spesi in Italia.

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La Toscana taglia di un terzo i dirigenti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: Esodi incentivati e stabilizzazione dei precari nei piani delle quattro Giunte al fine di snellire gli apparati La Toscana taglia di un terzo i dirigenti Il risultato delle politiche di riorganizzazione del personale delle regioni del Centro-Nord è stato quello di una riduzione del numero dei dipendenti e dei dirigenti. Più corposa la riduzione dei dirigenti che, per via delle politiche cosiddette " di rottamazione", trail 2004 e il 2006 –stando ai dati dell'Università Bocconi –sono scesi del 14,9%, da 597 a 508 in tutta l'area. Sono invece diminuiti del 3,6% i dipendenti, passando da 8.410 a 8.105. Un calo legato, prevalentemente, all'effetto del blocco delle assunzioni e ai limiti imposti dal patto di stabilità. La regione più virtuosa è stata la Toscana dove la riduzione dei dirigenti è arrivata al 22,8% (contro il 15,8% dell'Emilia-Romagna, l'11,4% dell'Umbria e l'1,1% delle Marche) mentre quella dei dipendenti si è attestata al 6,2% (-2,6% in Umbria, -3,5 nelle Marche e -1,7% dell'Emilia-Romagna). "è il frutto di un'operazione storica della regione –fanno sapere dalla Regione Toscana – basata su due azioni. Da un lato sull'esodo incentivato per i dipendenti anziani e la stabilizzazione progressiva, in sostituzione degli uscenti (e fino al limite massimo del 50% del totale), dei 300 lavoratori precari che dovrà concludersi entro il 2009 con l'obiettivo di non avere più atipici. Sul fronte delle figure apicali, le politiche di esodo incentivato (la cosiddetta "rottamazione") condurranno a una riduzione di un terzo dei dirigenti, entro il 2010. Dai 195 del 2003 ai 130 finali, dei quali solo una minima parte (10%) con un incarico a tempo determinato. L'obiettivo è quello di acquisire un rapporto dirigenti/dipendenti tra i migliori d'Italia, 13,7 secondo le previsioni". Sotto quest'ultimo punto di vista, è l'Emilia-Romagna la regione più virtuosa dell'area con un rapporto dirigenti/dipendenti di uno a 12,9 (con un calo dell'11%tra 2004 e 2006), seguono le Marche (uno ogni 13,3) che nel triennio hanno comunque ridotto il rapporto del 39%, e l'Umbria (uno ogni 17,7), dove invece si segnala nel periodo di riferimento un incremento del 3 per cento. "Negli ultimi tre anni, per effetto della Lr 19/2005 che modifica la 20/01 – spiega Daniela Del Bello, dirigente del servizio Organizzazione e gestione del personale della Regione Marche – siamo passati da una struttura dipartimentale della Regione al cui vertice c'erano cinque direttori generali a una con un'unica segreteria generale (e un solo direttore generale) che raccoglie i vari servizi suddivisi per macro-aree omogenee. Questa semplificazione ha comportato un risparmio di 400mila euro l'anno. I servizi sono stati inoltre portati a 13 contro gli oltre 20 ante riforma. Ai dirigenti, inoltre, viene applicato il contratto delle autonomie locali che prescrive una retribuzione fissa inferiore a quella concordata in caso di accordo privatistico, la cui quantificazione è invece affidata alle leggi del mercato. Infine le politiche di esodo incentivato sono state affiancate dalla precisa scelta di non riconferire gli incarichi dirigenziali rimasti vacanti con un risparmio di ulteriori 800mila euro l'anno". Le operazioni di riorganizzazione del personale condotte in Emilia-Romagna hanno comportato una riduzione delle spese del 2% (contro l'1%prescritto dalla Finanziaria 2006) passando dai 134,9 milioni del 2005 ai 132,2 del 2006 e con un'ulteriore riduzione di circa 3 milioni di euro nel 2007. "Attraverso la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro dei dirigenti – fanno sapere da Viale Aldo Moro – il numero delle figure apicali è scesa dalle 267 (tra giunta e consiglio) del 2001 a 160 (-40,1%) con un risparmio di circa 18 milioni di euro in sei anni. Il processo di riorganizzazione interna ha portato a un accorpamento di servizi e uffici passando dai 73 servizi e ulteriori 203 uffici del 2001 a 97 servizi complessivi del 2008. Nei prossimi mesi partirà anche la riorganizzazione del personale non dirigente, parte del quale, in seguito a trattativa sindacale, verrà stabilizzato". è dei primi di giugno la modifica al Piano occupazione triennale della regione Umbria 2007-2009. Il piano si inserisce in un'attività di riorganizzazione regionale che ha visto la riduzione dei dirigenti, dal 2001 al 2007 del 28% – con la previsione di portarli a 90 entro quest'anno (-3,2% sul 2007) – e l'assunzione dei 65 precari entro il 2010, più altri 32 dipendenti con le procedure di concorso pubblico. Complessivamente 97 nuove assunzioni in sostituzione dei lavoratori andati in pensione. Con queste ultime integrazioni si prevede un incremento del costo del personale su base annua a regime (dal 2010) di 3.841.977 euro. M. L. MENO GERARCHIE Il rapporto tra dipendenti e posizioni apicali è ai minimi in Viale Aldo Moro; spese per il personale ridotte del 2% in due anni.

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2.981 Il corpo normativo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Burocrazia data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: In cifre 2.981 Il corpo normativo Sono quasi 3mila le leggi vigenti nel Centro-Nord.è l'Umbria la regione con l'apparato normativo più corposo: 975 norme con un aumento rispetto a cinque anni fa del 2,8%; seguono le Marche con 783 leggi vigenti,l'Emilia-Romagna (678) e la Toscana (545). 1.515 Le norme abrogate in Toscana Unico caso virtuoso di semplificazione è la Toscana dove, per una serie di interventi di riorganizzazione legislativa (l'ultimo ora al vaglio del Consiglio regionale) sono state abrogate dal 1999 a oggi 1.515 leggi (il 68% di quelle promulgate dal 1971). +18% Il trend delle leggi nelle Marche Negli ultimi cinque anni la produzione legislativa ha continuato a crescere nell'area, ignorando l'obiettivo di semplificazione normativa. Aumento record nelle Marche, seguite da Toscana (+10%), Emilia-Romagna (+8%) e Umbria (+2,8%). AGF.

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Biocarburanti fermi, poche colture nei campi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Centro-Nord sezione: IN PRIMO PIANO Polis Prato data: 2008-06-18 - pag: 3 autore: Biocarburanti fermi, poche colture nei campi A Livorno l'impianto più importante Piano a Ravenna Manolo Morandini Nella terra del principale produttore nazionale di biodiesel non crescono colture energetiche. è la caratteristica del Centro-Nord dove opera Novaol Srl: a Livorno con un impianto della capacità di 250mila tonnellate e uno in rampa di lancio nel 2009 a Ravenna, per ulteriori 200mila tonnellate del carburante verde alternativo al gasolio, a fronte di un investimento di circa 35 milioni di euro. Nelle quattro regioni sono pochi i campi seminati a oleaginose per uso energetico, girasole, soia e colza: occupano una superficie che nel 2008 è stimata nell'ordine dei 4mila ettari, il 13% del totale su scala nazionale, fermo a 30mila ettari. "Non c'è la struttura agraria per un approccio industriale", dice Luca Lazzeri del Centro di ricerca per le colture industriali di Bologna, responsabile della realizzazione di filiere dimostrative per biodiesel e olio in cogenerazione. è questo il paesaggio in cui si inserisce il rafforzamento di Novaol, ma che registra anche la chiusura di Estereco Srl, azienda di Umbertide capace di 30mila tonnellate di biocombustibile. Numeri in crescita per Novaol, che punta ad agganciare le prospettive di sviluppo del settore: in Italia nel 2007 il consumo è stato di 300mila tonnellate e nel 2008 è stimato a quota 800mila, sulla scia delle certezze legislative sull'obbligo di miscelazione per i petrolieri, cioè di aggiunta ai carburanti tradizionali del 2% di biocarburanti, calcolato sulla base del tenore energetico, che salirà al 3% nel 2009. "La nostra è un'attività consolidata – afferma Piergiuseppe Polla, amministratore delegato Novaol Srl –. L'impianto di Livorno è uno dei primi al mondo, era il 1991, alimentato in prevalenza a olio di colza di origine comunitaria, Francia e Germania. Nel 2004 abbiamo raddoppiato le linee di produzione ed oggi siamo impegnati a rivedere gli aspetti della logistica per usare sempre più il vettore nave". Un giro d'affari di 198 milioni di euro nel 2007 a fronte di una produzione di 195mila tonnellate di biodiesel, di cui un quinto avviato sul mercato estero, soprattutto francese. Sono questi i numeri di Novaol, sede a Milano e base produttiva in Toscana, parte del gruppo Diester Industrie International, joint venture al 60% tra il gruppo Diester Industrie, società francese leader nella produzione di biodiesel, e al 40% del gruppo Bunge, leader mondiale nel settore agroalimentare e nella produzione di oli vegetali. "A Livorno, dove contiamo 39 addetti alla produzione, lavoriamo al 95% della potenzialità d'impianto – afferma Polla –. Stiamo investendo in nuovi serbatoi, a fine anno aumenteremo la capacità di stoccaggio di 5mila tonnellate. A Ravenna, invece, sono in fase di completamento le procedure di autorizzazione dell'impianto e contiamo di iniziare i lavori di costruzione dopo l'estate.Ci avvarremo della presenza nell'area di Bunge, per la fornitura di olio vegetale, ricavato da seme nazionale ed europeo". A chiarire le ragioni dell'agricoltura è Mauro Vicini, responsabile Politiche energetiche della Cia Emilia Romagna: "A fronte di uno scenario caratterizzato da una dinamica di crescita dei prezzi dei semi oleosi, che ha risentito del trend mondiale di aumento del valore della materie prime per biocarburanti, nel nostro contesto il vincolo allo sviluppo rimane la difficoltà di garantire la trasformazione in biodiesel per autotrazione a prezzi convenienti". "Le superfici che in regione sono state dedicate ai semi oleosi nel 2007 sono circa 24mila ettari, ma rispetto agli anni precedenti non c'è stato un effetto di trascinamento dovuto alla politica energetica – aggiunge Vicini –. è impensabile produrre biomasse come materia prima di competizione rispetto a paesi dove riescono a farlo a prezzi più bassi. Se nel medio termine, invece, c'è uno spazio di crescita è sul fronte della cogenerazione, piccole centrali per la produzione di energia elettrica e di calore che si caratterizzano per l'uso di materia vegetale, con protagoniste le aziende agricole. Una filiera produttiva corta, con le aziende che producono la materia prima, la trasformano e la vendono. Sono cioè caratterizzate da una multifunzionalità che è maggiormente redditizia rispetto ai casi in cui all'agricoltore si chiede di fornire solo la materia prima. Così può esserci lo spazio per remunerare gli agricoltori e un business energetico". Filiera corta e piccoli impianti è l'impostazione delle associazioni degli agricoltori. "Le superfici in Toscana che sono inserite per il 2008 in con-tratti di fornitura tra imprese agricole e aziende di trasformazione sono 1.284 ettari –dice Aldo Galeotti, responsabile Area tecnica di Coldiretti Toscana – Gli agricoltori che non si spostano su queste produzioni non lo fanno perché spaventati dalla burocrazia ma perché ad oggi non c'è la convenienza economica. Sul territorio sono 6 le aziende che ritirano e trasformano il prodotto". SPAZI LIMITATI Nell'area le coltivazioni a fini energetici si limitano a 4mila ettari, pari al 13 per cento dell'intero volume nazionale IL GIRO D'AFFARI Nel sito della città toscana viene realizzato un fatturato che sfiora i 200 milioni con l'impiego occupazionale di 39 addetti.

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Se il merito entra nella burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-06-20 - pag: 1 autore: PUBBLICO IMPIEGO Se il merito entra nella burocrazia di Fiorella Kostoris I l Governo sta varando una serie di misure per accrescere le ore lavorate e aumentare l'efficienza e la produttività sia nel settore privato che nel pubblico. Continua u pagina 14 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Più che l'Europa, a Bossi preme il federalismo fiscale subito (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: MONDO data: 2008-06-20 - pag: 14 autore: Più che l'Europa, a Bossi preme il federalismo fiscale subito è sempre buona regola osservare con attenzione le mosse della Lega e del suo leader Bossi, il ministro per le Riforme. Il quale non ha mai parlato così poco come in queste prime settimane del governo, ma quando lo fa lascia il segno (a differenza di certi suoi loquaci amici di partito). La domanda è quanto il Carroccio sia a suo agio nel Berlusconi IV e quanto, invece, sia percorso da un vago senso di nervosismo. La risposta è che in effetti un certo turbamento serpeggia tra i ranghi della Lega. In parte è fisiologico: si vorrebbero vedere subito i risultati dell'azione di governo; e si è insofferenti di fronte ai tempi lunghi della politica. Le cronache, poi, ci dicono che la vicenda della norma "salva-processi", per come è stata imposta al Parlamento, non è piaciuta alla base leghista (e del resto è piaciuta poco a tanti elettori di Berlusconi, in varie parti d'Italia). Sullo sfondo, si staglia la questione irlandese: ossia la bocciatura popolare del Trattato di Lisbona. Qualcosa che eccita tutta la retorica leghista contro la burocrazia di Bruxelles. Un tema antico, ma sempre verde. Ma un conto è, appunto, la retorica; un altro è la politica. Bossi guarda ai suoi obiettivi, non al piccolo cabotaggio del giorno per giorno. Ieri il vecchio leader ha subito colto il punto essenziale: nel momento in cui il presidente del Consiglio, davanti agli altri leader europei, si impegna per la ratifica del Trattato di Lisbona, secondo la linea comune delle maggiori cancellerie, non si può rispondergli da Roma, per bocca di Calderoli (ministro in carica): "No, vogliamo il referendum come in Irlanda ". è una sconfessione in piena regola, gravida di conseguenze. Non molto comprensibile nel momento in cui lo sguardo leghista è rivolto al traguardo storico del federalismo fiscale. Questo spiega perché Bossi ha preso la parola, mettendo in chiaro che la Lega voterà in Parlamento per la ratifica. Ha di fatto coperto le spalle al premier, chiudendo la bocca ai suoi irruenti compagni. Certo, poi si discuterà dell'Europa che "così com'è non va": lo ripete anche Berlusconi dalla capitale belga e si augura un bel "drizzone". Ma si tratta di un tema di lungo periodo. Al momento c'è la ratifica parlamentare del Trattato, come ha fatto l'Inghilterra. Secondo punto. Bossi è pubblicamente dalla parte di Berlusconi sul nodo dell'emendamento "salva-premier". è come se dicesse al suo popolo che conviene controllare i nervi. Se si vuole il federalismo - e con un alleato come Tremonti la cosa sta prendendo forma- bisogna mantenersi lucidi. La posta in gioco è troppo alta per rischiare di comprometterla. E infine - terzo punto - Bossi ha ridimensionato il doppio voto in Parlamento in cui ieri la Lega ha votato con l'opposizione sulla gestione della spazzatura campana. Qui c'è stato un probabile errore tecnico nel secondo voto. Ma sul primo è abbastanza evidente il segnale politico che i leghisti hanno voluto mandare al governo. Come ha detto Bossi, il peso economico dello smaltimento dei rifiuti deve ricadere sui Comuni meridionali che hanno creato il disordine. In fondo, il nervosismo della Lega si è fissato su questo punto circoscritto. E in ogni caso Berlusconi farebbe bene a non sottovalutare la circostanza. Vero è che Bossi ha voluto tranquillizzare il premier sugli altri due temi caldi (Europa e "salva-processi"). Ma quello che la Lega vuole è il federalismo fiscale. In fretta. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Qualche nervosismo leghista pure su Napoli e "salva-premier". Ma il leader è cauto.

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Comune, tre ex assessori nominati in cda e staff (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-06-20 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Incarichi A Palazzo San Giacomo nuovo segretario generale. In arrivo il comandante dei vigili urbani Comune, tre ex assessori nominati in cda e staff Iervolino sceglie Gambale per i rapporti con l'Anci Terracciano all'Anm, Gambardella a Napoli Servizi Contratto scaduto invece per 12 dei 13 staffisti degli assessori uscenti, anche se per alcuni di loro la sindaca cerca una ricollocazione NAPOLI - Un'infornata di nomine è in corso in questi giorni a Palazzo San Giacomo. Due i livelli di intervento: uno sul fronte della burocrazia, l'altro sul piano politico. In questo secondo caso la Iervolino sta ricollocando alcuni degli assessori che ha sostituito nel rimpasto del 12 maggio scorso. Bruno Terracciano, ex responsabile del personale, è da ieri nel cda dell'Anm. Terracciano (ex Udeur) occupa la casella di Agostino Nuzzolo, nel frattempo diventato assessore alla Mobilità. A breve dovrebbe essere formalizzata invece la nomina di Elisabetta Gambardella alla presidenza della Napoli Servizi al posto di Francesco Manna, nel frattempo diventato capostaff del presidente della Regione Puglia, Nicki Vendola. L'altro ieri c'è stato un incontro a Palazzo San Giacomo tra la sindaca e la sua ex delegata all'arredo urbano. La nomina sarebbe ad un passo. è pronto, ma in attesa di firma già da qualche giorno, il decreto di nomina per Giuseppe Gambale, sostituito nel rimpasto dall'ex Guardasigilli Luigi Scotti, che entrerà nello staff della Iervolino - come annunciato dalla stessa sindaca - come addetto ai rapporti con l'Anci. Evidentemente, la sindaca non molla mai i suoi assessori, anche se si ritrova a doverli sostituire. In passato la sindaca ha riciclato Rocco Papa (ex vicesindaco), oggi presidente della Bagnolifutura; Pasquale Losa (personale), presidente del-l'Asìa; Nando Balzamo (patrimonio), amministratore delegato della Napoli Servizi; Casimiro Monti (ambiente), vicepresidente della Bagnolifutura; Luca Esposito (mobilità e poi turismo), per un periodo nel suo staff. Intanto, al Comune di Napoli, da alcune settimane, c'è anche un nuovo segretario generale. Si tratta di Alfonso Di Stefano, carriera ministeriale al Viminale, che da graduatoria prende il posto di Angelo Parla, andato in pensione e sostituito per qualche mese da Vincenzo Mossetti, capo di Gabinetto della Iervolino e anche vicesegretario generale. Mossetti, fino a pochi mesi fa, era anche subcommissario per il sottosuolo, delega poi affidata ad Andrea Perrella dirigente della Protezione civile. Il 30 giugno, invece, va in pensione il comandante dei vigili urbani Carlo Schettini: il suo sostituto dovrebbe essere nominato entro la fine di questa settimana, al più tardi ad inizio della prossima. La sindaca ha diversi nomi sul suo tavolo. Dovrebbe essere un questore, o comunque un esponente graduato delle forze dell'ordine non proveniente dal Corpo. Alla Iervolino piacerebbe in quel ruolo un questore, proprio come fu per Andrea Bufalo, a capo del Corpo per un paio di mesi alcuni anni fa. è attesa invece per i prossimi giorni la rotazione dei sei direttori centrali del Comune. Tutti a casa, invece, sono andati gli ex addetti di staff degli assessori sostituiti. Tranne uno: Andrea De Giacomo, ex capostaff di Elisabetta Gambardella, che ha trovato una nuova collocazione nella segreteria del vicesindaco Sabatino Santangelo ma con una incarico da collaboratore di staffe e non più di capostaff. Niente da fare, almeno per ora, per gli altri 12 collaboratori che lavoravano con i cinque assessori sostituiti. Anche se per alcuni di loro la sindaca Iervolino starebbe cercando una nuova collocazione. Paolo Cuozzo Sindaca La Iervolino non molla i suoi ex assessori, sistemandoli spesso nelle partecipate.

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DOPO il rifiuto irlandese del trattato di Lisbona è venuta, lo scorso mercoledì, la de (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di ENNIO DI NOLFO DOPO il rifiuto irlandese del trattato di Lisbona è venuta, lo scorso mercoledì, la definitiva ratifica da parte britannica. A questa seguiranno le altre sette mancanti. Seguirà anche la ratifica italiana, nonostante le remore della Lega. Il discorso detto ieri da Berlusconi, prima della partenza per il vertice di Bruxelles, non lascia dubbi in proposito. Forse in un altro paio di paesi minori (l'Olanda e la Repubblica Ceca) la ratifica incontrerà qualche ostacolo, ma tutto lascia prevedere che, eccettuato il vulnus irlandese, la scadenza di fine anno verrà mantenuta. Il fatto che dal primo luglio la presidenza di turno spetti alla Francia è una buona garanzia di successo. Sarkozy non vorrà chiudere il suo semestre con un fallimento della politica europea. Eppure queste note ottimistiche sono rese più caute dall'analisi della situazione. E' probabile che il vertice di Bruxelles indichi un compromesso per superare il rifiuto irlandese, così come è facile che siano proprio gli irlandesi a rendersi conto per primi dell'errore compiuto. Ciò nonostante rimane la cautela, poiché diffidenza e timori sono ormai diffusi, e un "male oscuro" striscia al di sotto delle apparenze istituzionali. Non si tratta solo del fastidio verso una burocrazia talora stolida e inutilmente invadente (quanto è stato speso per chiedere non è una invenzione ma un caso vero la restituzione di un euro a un fondo di ricerca che aveva fornito un rendiconto così impreciso?). Si tratta di qualcosa che tocca più in profondità i temi fondamentali sui quali la costruzione europea è nata, è cresciuta, sino a divenire il gigante economico dalle dimensioni attuali. Negli anni Cinquanta l'europeismo nacque in simbiosi con l'atlantismo; divenne autonomo dal 1957, quando a Roma fu costituita la Comunità economica europea, progenitrice dell'Unione Europea, composta allora da soli sei stati. I sei stati che più la guerra aveva colpito e che più degli altri avvertivano la necessità di superare le barriere nazionali per dar vita a una struttura potenzialmente sovranazionale, comunque tale da comporre la diversità degli interessi e delle tradizioni in un sistema di norme che avrebbe trasformato la Cee nel grande successo che essa conquistò e nella capacità di attrazione che esercitò verso la Gran Bretagna, l'Irlanda, la Spagna, il Portogallo e così di seguito. Il punto di svolta si manifestò su due piani: nel 1985, quando ebbe inizio il processo di revisione dei trattati di Roma, per rendere la Comunità più forte e meno dipendente dalla volontà degli stati che la componevano; e nel 1989, dopo la fine della guerra fredda, quando la Cee si trovò improvvisamente trasformata in casa madre di una Germania politicamente riunificata, tale da dare alla Comunità la forza di un "magnete", capace di attirare a sé gran parte dei paesi che avevano appartenuto all'impero sovietico e che, per ragioni eminentemente politiche, dovevano essere integrati nel sistema euro-occidentale. Ma la prevalenza delle motivazioni politiche, cioè il bisogno che la "solitudine" di paesi come la Polonia non si traducesse in un vuoto politico, spingeva in secondo piano le motivazioni economiche e quelle, più profonde, culturali e nazionali. L'Unione Europea composta da 27 stati, e pronta a ampliarsi a tutti i Balcani, alla Turchia e forse oltre, doveva amalgamare sistemi economici modernizzati e sistemi economici arretrati, con il risultato di affrontare contemporaneamente la trasformazione dell'economia globale, vivendone la concorrenza, e le difficoltà dell'integrazione interna. All'inizio del XXI secolo si pensò che un rafforzamento delle istituzioni europee, con la creazione di una Commissione dotata di forti capacità decisionali, avrebbe potuto dare un impulso risolutivo a questo processo. Il testo elaborato fra il 2001 e il 2004 dalla commissione Giscard d'Estaing era troppo ardito e, al tempo stesso, troppo farraginoso per non suscitare ostilità. Nel 2005 furono proprio i francesi a bocciarlo per primi, aprendo il processo che avrebbe portato al trattato di Lisbona, dove tutto veniva annacquato ma non semplificato. Il nodo centrale, relativo alla distribuzione del potere all'interno dell'Unione restava di fatto irrisolto. Resta irrisolto: e per superare questo scoglio non sono sufficienti le belle parole o le buone intenzioni. Occorre invece riflettere sul ruolo politico che una potenza economica dominante, come l'Unione Europea, può svolgere nel sistema globale, a condizione di darsi uno spirito unitario e una coscienza nazionale. Sono gli elementi ora trascurati a favore dei particolarismi nazionali e regionali. Pochi pensano alle funeste conseguenze di un fallimento europeo ma questo è il dovere di chi ha animo di statista.

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<Sì al Trattato, ma l'Europa va cambiata> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-20 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE "Sì al Trattato, ma l'Europa va cambiata" Berlusconi attacca: "Serve un drizzone". "I commissari parlano troppo" Dopo la critica del premier, il portavoce della Commissione replica: "è loro dovere esprimersi" DA UNO DEI NOSTRI INVIATI BRUXELLES - Era rimasto colpito, due settimane fa, a Palazzo Chigi, dalle parole di Sarkozy. Una critica spietata delle istituzioni comunitarie. Ieri Berlusconi ha trovato ispirazione anche in quelle considerazioni, in una sponda che ritiene strategica, per bocciare senza appello il grado di efficienza dell'Unione Europea, parlare di un'"Europa che ha perso la propria personalità, arretrata, senza capacità di decisione". Che in sostanza, con un'espressione un po' originale, "ha bisogno di un drizzone". Ne ha parlato prima di lasciare Roma, di pomeriggio alla riunione del partito popolare, infine a cena, al consiglio europeo, con gli altri capi di governo. Per il presidente del Consiglio questo modello di Europa, per giunta nel bel mezzo di una crisi d'identità, dopo la bocciatura irlandese del trattato di Lisbona, deve essere interamente rivisto. Questo non significa che il Trattato non vada votato, perché "siamo convinti che le ratifiche debbano andare avanti, è semmai l'Irlanda a dover fornire una soluzione", ma al contempo esiste l'urgenza di una profonda riforma: "Oggi torno in un'Europa che ha perso smalto, occorre ricostruirla, restituirla ai popoli e alla gente, sottrarla alla burocrazia". Berlusconi usa volutamente un linguaggio forte, manifesta insofferenza per un appuntamento che ritiene quasi inutile, persino nelle foto con gli altri premier appare quasi scocciato. Qualcuno potrebbe pensare a una svolta in chiave "leghista". E invece nello staff si affrettano a rimarcare il contrario: non è in discussione l'europeismo convinto del premier, lo è un'adesione acritica a delle istituzioni considerate poco efficienti. Da Roma arrivano buone notizie: prima il ministro Calderoli mette in discussione il voto della Lega sul Trattato ("è morto, il gatto si è morso la coda "), poi Umberto Bossi chiude la questione: "Voteremo anche noi il Trattato, lo ha fatto la Gran Bretagna e questo significa che è vivo, non morto. La Lega vota quello che dico io". Nell'analisi del Cavaliere traspare una vena di nostalgia: "Due anni fa c'era un gruppo che dirigeva l'Ue con nomi come Blair, Aznar, Chirac, SchrÖder e anche il sottoscritto ". C'è un attacco diretto alla comunicazione della Commissione: "Le continue esternazioni settimanali dei commissari europei danno un gran da fare ai ministri dei vari Paesi, e io chiederò che ci sia un'espressione diversa di comunicazione per l'Ue: in maniera più riservata ". Si scende nel dettaglio elencando i difetti dell'Ue: "Non ha una politica comune sulla difesa, ogni Stato ha un singolo esercito quando invece eravamo vicini ad un accordo per un esercito comune. Non ha una politica dell'immigrazione comune, così come manca una visione unitaria della politica energetica: pur contando su cinquecento milioni di cittadini si sottopone alle speculazioni più terribili su materie prime e petrolio". Prima che Berlusconi atterri a Bruxelles risponde la portavoce della Commissione Ue, Pia Ahrenkilde Hansen: "è un dovere dei commissari esprimersi". Ma a pranzo con Barroso il Cavaliere rinnova la sua critica. Marco Galluzzo.

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VIA SETTEMBRINI Il semaforo nascosto dai rami</I (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

VIA SETTEMBRINI Il semaforo nascosto dai rami Il semaforo serve, questo non si dovrebbe discutere, ma si deve vedere. Peccato che questo non succeda all'incrocio tra via Settembrini e piazza delle Cinque Giornate, nel quartiere Prati. Il semaforo sul lato sinistro è completamente nascosto dalle fronde dell'albero. L'albero è sacrosanto e il quartiere è uno dei più belli di Roma anche perché ha questi viali alberati. Ma le piante vanno potate, solo così si proteggono ambiente e uomini. Per questo motivo il semaforo si deve vedere, si tratta di un incrocio trafficato e pericoloso. E in queste condizioni è veramente troppo pericoloso. Lettera firmata BUROCRAZIA Due giorni di ritardo, multa da ripagare Mi auguro che venga pubblicata questa lettera di sfogo e chiarimento. In data 14 giugno 2008 ho ricevuto una cartella esattoriale dalla Gerit, (la società che controlla le multe del Comune di Roma) secondo la quale avrei pagato una contravvenzione di 75 euro del 2005 con 2 giorni di ritardo. A prescindere che non posso accettarne la veridicità in quanto non sono più in possesso della ricevuta di pagamento, vorrei sapere per quale motivo debba ripagare la contravvenzione con l'aggiunta degli interessi della morosità (quale 2 giorni) per un totale di 105 euro, maturati dal settembre 2005 al giorno della consegna del 14 giugno 2008. Casomai, avrei dovuto pagare i due giorni di ritardo, o al massimo fino alla fine dell'anno 2005. Mi sono rivolto sia alla Prefettura che al comando dei vigili, ed infine ho contattato telefonicamente la Gerit, mi è stato detto che ci sono 2 giorni di morosità, e che devo pagare dal 2005 al 2008 momento in cui mi è stata consegnata la cartella esattoriale. Ho chiesto in modo molto provocatorio: "Se per caso nel 2020 vi ricordaste di una contravvenzione del 2005, che facciamo vi devo lasciare la casa, per gli interessi maturati?". Non bastava la vicenda delle multe nei semafori che scattavano ogni 20 secondi di cui tutti i mass media hanno parlato, ora anche questa pagliacciata. Io ho già pagato i 105 euro, ma chiedo un risarcimento dal Comune di Roma per questa buffonata, e che in seguito non si verifichi più. Allora mi si dovrebbe rimborsare la multa che ho pagato nel 2005 di 78 euro, e eventualmente avrei dovuto saldare solo gli interessi dei due giorni, o al massimo della fine dell'anno del 2005. Attendo risposte concrete dagli organi di competenza. Scusate per lo sfogo, ma una cosa così non mi era mai capitata. G.G. DEGRADO Abusivi "padroni" di via della Conciliazione Era da qualche tempo che non passavo per via della Conciliazione: sorpresa! Non esiste più! Al suo posto un mercato di ambulanti abusivi che hanno completamente invaso i marciapiedi con la loro paccottiglia di borse, occhiali e foulard contraffatti, costringendo i molti turisti a camminare in mezzo alla strada, in balìa di macchine e pullman... Credete che questi ritorneranno la prossima estate a far visita al nostro (ormai non più tanto) Bel Paese deturpato nelle sue piazze e nei luoghi più suggestivi da questo mercimonio incontrollato? Deturpare non è solo staccare un pezzo da una fontana: è anche stravolgere un sito nella sua vocazione urbanistica, storica e in questo caso religiosa, senza rispetto, senza amore... Dove sono gli intellettuali, gli uomini di cultura? Perché anche loro assistono in un silenzio colpevole a questo degrado, senza reagire? Secondo voi,gli altri che opinione avranno di noi che abbiamo abbandonato ormai l'intera nazione, e questa città unica al mondo, in balia del commercio del "falso" ad opera degli immigrati? A chi appartiene il territorio? Chi lo deve amministrare, gestire e tutelare? Quante belle parole abbiamo ascoltato sull'argomento... Ma i fatti? Solo indifferenza e lassismo, purtroppo. Giuseppina Partis.

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Cura dimagrante per le leggi (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-06-18 - pag: 1 autore: Le regioni del territorio hanno istituito commissioni interne ad hoc per procedere sulla strada della semplificazione Cura dimagrante per le leggi In Veneto cassati 1.158 provvedimenti - In arrivo Pdl per abrogare altri 47 testi Come si muovono le singole Regioni nel complicato percorso di "semplificazione normativa", lo snellimento di burocrazia e leggi che ormai diventa sempre più necessario e urgente? In Veneto, ad esempio, un ufficio legislativo fortemente voluto dalla presidenza del Consiglio è addetto alla semplificazione. Risultano 1.922 le leggi venete approvate dal 1970 a oggi. Di queste 726 sono attualmente vigenti; 1.158 sono i testi abrogati, 25 sono leggi di bilancio, 13 ad effetto esaurito. Questa la situazione aggiornata al 31 dicembre 2007,dalla quale emerge l'elevato numero di leggi abrogate, segno evidente secondo i tecnici dell'ufficio legislativo di una consolidata best practice della Regione: quella di procedere periodicamente ad abolizioni espresse. Analizzando la produzione legislativa per macrosettori, la fetta più ampia di interventi è legata allo sviluppo economico con 443 leggi; seguono i servizi alla persona (440), l'ordinamento istituzionale (368), il territorio, l'ambiente e le infrastrutture (362) e la finanza regionale (237). Situazione diversa in Friuli-Venezia Giulia, dove sono state emanate finora 2.196 leggi, abolite 806, mentre un gruppo di lavoro si occupa di "snellimento" legislativo. In Trentino una commissione apposita si propone di cassare entro l'anno 200 testi sui 370 in vigore, mentre in Alto Adige la semplificazione avviene per via telematica. In realtà, la corsa alla semplificazione secondo alcuni non risolve l'"ipertrofia legislativa". è il parere di Marcello Fracanzani, ordinario di diritto pubblico all'università di Udine, che sostiene la necessità di una intelaiatura legislativa stabile e ordinata. E poi di "tecnici intelligenti" del diritto. Servizi u pagine 2 e 3 l'articolo prosegue alle pagine 2 3.

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In Friuli-V. Giulia tempi dimezzati nei procedimenti (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-06-18 - pag: 3 autore: In Friuli-V. Giulia tempi dimezzati nei procedimenti Marina Torrisi In Friuli-Venezia Giulia il progetto di Sportello unico per le attività produttive (Suap) prende il nome di ImpresaFuturo. Nato per dare attuazione alla legge regionale n.3/2001 nell'intento di fornire un unico supporto tecnologico e metodologico per tutto il territorio, l'iniziativa coinvolge per ora 106 amministrazioni comunali, pari al 48% sul totale dei Comuni e al 75% della superficie regionale. La Provincia più virtuosa è Pordenone, con tutti i 51 Comuni attivati, segue Udine con 47, Gorizia con 6 Comuni e Trieste con 2. A questi si affiancano alcuni territori che stanno valutando l'adozione del sistema e altri in via di attivazione. I benefici si traducono in una riduzione dei tempi dell'iter burocratico, che passa da 110 giorni medi a un massimo di 50. Nella Provincia autonoma di Trento, invece, lo strumento preposto all'attivazione degli sportelli unici per le attività produttive (previsti dall'articolo sexies della legge provinciale 30/11/1992, n. 23), è il progetto Spo.t. (Sportello unico trentino per le attività produttive), approvato e co-finanziato a livello statale nel 2002 per un importo pari a 360mila euro. Sono attualmente 18 le amministrazioni comunali ( su un totale di 223) che risultano aver aderito al progetto, che per il momento si limita ad assumere valenza informativa. L'auspicio, spiegano dagli uffici provinciali, è che possa raggiungere in tempi brevi la piena operatività. Per quanto riguarda infine la Provincia Autonoma di Bolzano, lo Sportello unico per le attività produttive non è ancora stato attivato. Un'assenza che però non sembrerebbe inficiare lo sviluppo imprenditoriale. "La nostra amministrazione provinciale –è il commento del direttore dell'Associazione imprenditori Bolzano, Udo Perkmann – sta andando nella direzione della completa sburocratizzazione al fine di garantire alle nostre aziende di poter essere concorrenziali rispetto a quelle della vicina Austria e della Mitteleuropa". Il mondo imprenditoriale, unanime nel sollecitare maggiori semplificazioni burocratiche, se da un lato riconosce i passi avanti compiuti dalle istituzioni, dall'altro lamenta ancora una certa riluttanza a rendere effettive le dichiarazioni d'intenti. Più d'uno, infatti, i nodi ancora da sciogliere. Basti pensare ai procedimenti di concessione edilizia, o al settore estrattivo, che sconta tempi di attesa che talvolta superano i 5 anni. "Da sempre chiediamo un concreto snellimento della burocrazia e delle tempistiche", sottolinea il direttore di Confindustria Fvg, Claudio Hauser. "Complessivamente comunque ritengo che il Friuli-Venezia Giulia sia una Regione attenta alle esigenze degli imprenditori, anche se auspichiamo un'accelerata in questo senso". Una richiesta che giunge ancora più perentoria dalle parole di Marco Stenico, membro della Giunta di Confindustria Trento: "Il nostro obiettivo è di organizzare tavoli di lavoro con le istituzioni per dare una spinta alla semplificazione amministrativa, più volte annunciata ma non ancora resa pienamente operativa. Chiediamo di istituire delle commissioni ad hoc che fungano da referente unico". TRENTO E BOLZANO In Trentino strutture attive solo in 18 Comuni In Alto Adige non sono presenti ma la Provincia adotta procedure snelle.

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Meno testi inutili in Vallée (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Ovest)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Ovest sezione: PRIMO PIANO (Semplificazione data: 2008-06-18 - pag: 2 autore: Negli ultimi cinque anni aumentate le delibere di Giunta Meno testi inutili in Vallée Domenico Albiero AOSTA La Valle d'Aosta è avviata sulla strada della delegificazione, ma non su quella della semplificazione normativa per le imprese. I dati principali emergono dal rapporto sulla XII legislatura, conclusa nel mese di aprile, presentato dal presidente del Consiglio regionale Ego Perron venerdì scorso. "Ogni termine di legislatura è tempo di bilanci – ha dichiarato Perron – il consuntivo della dodicesima è sostanzialmente positivo, con il raggiungimento di progressivi traguardi nel campo della difesa e del rafforzamento delle nostre istituzioni. L'attività è stata proficua nel suo complesso e la dimostrazione è data dal numero delle adunanze e sessioni svolte e dalla qualità degli atti prodotti". Dalla relazione emerge che dalla metà del 2003 ai primi quattro mesi del 2008 sono state promulgate 165 leggi e ne sono state abrogate 120. A partire dal 1949, anno della prima adunanza dell'assemblea, e fino ad oggi sono 2.782 le leggi e i regolamenti approvati. Ne sono stati abrogati 1792 e solo il 36% è in vigore. La produzione normativa percentualmente più rilevante riguarda l'organizzazione regionale con il 21%, il bilancio con il 15% e le attività economiche con il 14 per cento. Seguono l'assetto del territorio (9%), il turismo e lo sport (7%),l'ambiente e l'agricoltura (il 6% per ciuascun macrosettore), la sanità, le politiche sociali e gli enti locali (il 5% per ogni settore), i trasporti e la viabilità (4%), l'istruzione e la cultura (3 per cento). Secondo il presidente della Regione uscente, Luciano Caveri, nel corso del suo mandato sono state eliminate molte leggi inutili, soprattutto vecchie, che rendevano farraginoso il sistema normativo. "Abbiamo avviato un percorso di semplificazione – sottolinea Caveri –che è stato accompagnato anche dalla delegificazione: molti criteri applicativi, ad esempio, sono stabiliti da delibere approvate dall'esecutivo". Sul fronte delle imprese, le organizzazioni di categoria chiedono da tempo meno burocrazia, non solo a livello regionale, ma anche nazionale. "Soprattutto le microimprese – dichiara il direttore della Confederazione nazionale artigiani, Cesare Grappein– sono costrette a una serie pesantissima di oneri e adempimenti ". "Nel corso della legislatura non sono stati approvati provvedimenti specifici di semplificazione per le aziende o le attività produttive – sottolinea Stefania Fanizzi, coordinatrice del dipartimento legislativo dell'amministrazione regionale – tuttavia con l'avvio dello sportello unico delle imprese istituito presso gli enti locali, per e imprese sarà più semplice avviare pratiche amministrative ".

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Tre mesi per il tagliando, Ragusa senza etilometri (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Sud)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sud sezione: SUD data: 2008-06-18 - pag: 1 autore: ... SICUREZZA STRADALE & BUROCRAZIA ... Tre mesi per il tagliando, Ragusa senza etilometri di Maurizio Caprino A l Sud non sono molti i centri dove anche i vigili urbani hanno l'etilometro: lo strumento dà pochi incassi e richiede molti agenti. Ragusa e Reggio Calabria fanno eccezione, ma da aprile due loro apparecchi sono a Roma per la verifica periodica obbligatoria nell'unico laboratorio abilitato (del ministero delle Infrastrutture). Ci resteranno sino a luglio: i tre addetti riescono a smaltire il lavoro in non meno di tre mesi. Cui vanno aggiunti, di solito, una quindicina di giorni per la spedizione. La situazione si annuncia critica a Ragusa, dove – per coincidenza – tra marzo e aprile anche la Polizia stradale ha dovuto mandare a revisione due etilometri. E la Stradale deve "mettersi in coda" per i test come i Comuni o gli altri Enti locali (la Provincia di Salerno, per esempio, dovrebbe riavere solo a settembre l'apparecchio arrivato a Roma il 26 maggio): così i distaccamenti di Lercara Friddi ( Palermo) e Trebisacce ( Cosenza) hanno saputo di poter ritirare solo attorno al 20 maggio gli etilometri portati al controllo a fine febbraio. Unici "privilegiati" sono i Carabinieri, di solito "serviti" in due settimane. "A loro gli etilometri servono di più: la maggior parte degli incidenti è rilevata da loro", ammettono a Roma a denti stretti.

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Bioetanolo, business in ritardo (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il (Nord Est)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nord-Est sezione: NORD EST data: 2008-06-18 - pag: 4 autore: Bioetanolo, business in ritardo La mancanza di incentivazioni specifiche frena la nascita di centri produttivi A CURA DI Nicoletta Canazza Nord-Est in ritardo sul bioetanolo. Nessuno degli attuali produttori italiani (Alcoplus, Silcompa e Ima) ha sede nel Triveneto e, nell'area,quelli che saranno i futuri produttori di prima generazione –prevalentemente derivati da mais e barbabietola da zucchero – scontano i ritardi della burocrazia e l'assenza di decreti attuativi per la defiscalizzazione. Il decreto 100/2008, pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale " il 6 giugno, impone che i carburanti tradizionali vengano miscelati con il 2% di biocarburanti nel 2008 e il 3% nel 2009, e stabilisce obblighi e sanzioni per i petrolieri, ma da dove verrà il biocombustibile per la miscelazione? "Sviluppare progetti per la produzione di biocarburanti – dichiara Antonio Costato, vicepresidente di Confindustria per l'energia e il mercato – significa dare all'industria della ricerca e dell'impiantistica la possibilità di creare competenze tecnologiche distintive in un settore tra i più promettenti. Gli unici "pozzi" a disposizione sono quelli dell'ingegno e dell'innovazione ". Qualcosa si muove. Entro il 2009 la Triera Spa (società controllata di Grandi Molini Italiani) dovrebbe realizzare un impianto per produzione di bioetanolo a Marghera e un altro a Trieste investendo, rispettivamente, 130 e 80 milioni, utilizzando 30mila ettari tra Veneto e FriuliVenezia Giulia. Mentre la struttura di Marghera è già avviata, quella di Trieste lotta con la burocrazia. In ritardo è anche il progetto del gruppo Co. Pro.B.-Italia Zuccheri: 100 milioni di investimento per il progetto di riconversione dello zuccherificio di Porto Viro e la realizzazione di una distilleria a Adria-Loreo utilizzando 50mila ettari di terreni. "Ma non si può dar corso a investimenti così importanti – dichiara Guidalberto di Canossa, presidente di Confagricoltura Veneto – se prima non sidefinisce il quadro di riferimento in ordine a defiscalizzazioni, normativa edilizia per gli impianti, incentivazioni per l'uso di derrate agricole". Una situazione che la corsa al rincaro dei prodotti food ha peggiorato. In assenza di incentivi, infatti, i produttori agricoli non avrebbero convenienza a vendere i loro cereali agli impianti di lavorazione del bioetanolo piuttosto che al mercato alimentare. Tanto per dire, in Italia la produzione di bioetanolo si è dimezzata dal 2006 al 2007: da 1,28 milioni di ettolitri a 600mila.L'introduzione di incentivi aprirebbe però il capitolo dei possibili abusi con il rischio di premiare le rendite anziché il mercato. "L'ostacolo – sottolinea Federico Correale, responsabile del settore Energia di Veneto Agricoltura – viene dall'usare le stesse colture del mercato food. A differenza di biomasse e biometano, sarà sempre difficile stabilire quali produzioni vadano all'alimentare e quali al carburante". E c'è anche un'altra questione. Secondo le associazioni agricole, è fondamentale costituire la filiera nel territorio in cui sorgono gli impianti: importare i cereali da altre regioni significherebbe aumentare le emissioni di Co2 vanificando i vantaggi della miscelazione. Più facile sembra la strada per il biodiesel su cui ha scommesso, ad esempio, il Gruppo Snia-Caffaro di Torviscosa: entro il 2008, l'impianto produrrà 100mila tonnellate all'anno rifornendosi in loco per il 20-30% del suo fabbisogno. A Nord-Est esistono altri due centri di produzione di biodiesel: a Rovigo la Alchemia Italia srl, che conta su una capacità produttiva di 50mila tonnellate l'anno,e la Ceral Docks Spa di Vicenza ( capacità produttiva: 150mila tonnellate annue).

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Falce e martello come la svastica (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 145 del 2008-06-19 pagina 0 Falce e martello come la svastica di Giordano Bruno Guerri Storica decisione della Lituania, un Paese invaso da nazisti e sovietici. Ma in Italia è impensabile imitarlo: la falce e il martello non sono stati percepiti come simbolo di distruzione e di violenza tanto più cieca quanto lucida, come quella nazista La decisione del Parlamento lituano di mettere al bando falce, martello e stella rossa non è né "triste" né "offensiva", come ha dichiarato Liudmila Alexeieva, responsabile moscovita del gruppo di Helsinki per i diritti umani. Il piccolo Paese baltico, annesso militarmente all'Unione Sovietica nel 1940, per quasi mezzo secolo è stato sottoposto al dominio russo e comunista senza essere né russo né comunista. La classe dirigente venne estromessa, perseguitata e sostituita con funzionari di partito; gli oppositori subirono tutta la sequenza dell'oppressione staliniana, incarcerati, spediti nei gulag, uccisi. Il popolo subì tutti i danni della collettivizzazione forzata, della burocrazia centralizzata, della totale mancanza di libertà. "Eravamo uno Stato totalitario, autoritario, ma non fascista", ha aggiunto la Alexeieva, seguita da parte della stampa russa: trascurando di ricordare che il comunismo ha provocato, nel mondo, centinaia di milioni di morti. A partire da quello sovietico. Certo, i lituani - come gli altri popoli che ebbero uguale sorte - non hanno mai dimenticato i tre feroci anni di occupazione nazista (1941-44), che fra l'altro portarono allo sterminio di duecentomila ebrei locali. Ma è significativo che oggi mettano sullo stesso piano svastica, falce e martello: anche se pure da noi c'è chi può fare fatica a capirlo. In Italia abbiamo avuto il più potente Partito comunista dell'Occidente, che però non è mai riuscito ad arrivare al potere, o alla dittatura, grazie non tanto alle virtù della nostra democrazia quanto al patto di Yalta, che nel 1945 ci destinò al mondo libero. Da noi, dunque, la falce e il martello non sono stati percepiti come simbolo di distruzione e di violenza tanto più cieca quanto lucida, come quella nazista. In Italia la memoria storica e collettiva di chi ancora crede nel marxismo, o se ne è distaccato da poco, è legata alle giuste lotte e ai sogni ottocenteschi di riscatto delle classi più povere; poi, falliti i tentativi insurrezionali del primo dopoguerra, il partito di Gramsci fu quello stroncato con la forza dal fascismo, e che contro il fascismo risorse vent'anni dopo. Oggi sappiamo che la Resistenza commise, oltre che subire, ferocie inaccettabili. E che moltissimi - troppi - partigiani aspiravano a fare dell'Italia un paradiso dell'Internazionale. I più non sapevano e non potevano sapere cosa ciò avrebbe significato: una dittatura che avrebbe portato miseria e isolamento, come negli altri Paesi satelliti dell'Unione Sovietica. Avendo avuto la fortuna - per loro e per tutti - di non arrivare al potere, i comunisti nostrani hanno potuto continuare a considerarsi i salvifici paladini degli umili, emendati dalle responsabilità storiche del comunismo sovietico per via di “strappi” sempre troppo parziali e tardivi: dopo Budapest nel 1956, dopo Praga nel 1968. Per tutti questi motivi è impensabile che da noi si segua l'esempio lituano, mettendo sullo stesso piano la croce uncinata e la falce con il martello. Non si dica, però, che i lituani hanno torto. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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SERVIZI PUBBLICI (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-20 num: - pag: 45 categoria: BREVI SERVIZI PUBBLICI La burocrazia Secondo me la fonte di quasi tutti i problemi dell'Italia, specialmente nella gestione dell'amministrazione e dei servizi pubblici, è la totale mancanza di serietà e professionalità dei diretti responsabili. Troppo spesso si scarica la responsabilità di certi compiti ad altri e da questo nasce la burocrazia per ogni cosa. E poi guai a riprendere chi sbaglia! Antonio Ferrario antonio.ferrario@tin.it.

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Salva-processi: a Verona stop a una causa su 10 (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Veneto" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-06-20 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Salva-processi: a Verona stop a una causa su 10 Gli effetti del contestato emendamento approvato in Senato Schinaia: "Ma non è questo il modo per accelerare la giustizia" Il procuratore in pectore: le soluzioni sono altre, dalle depenalizzazioni ai tagli della burocrazia VERONA - Sospensione secca di un anno per tutti i processi in corso che non riguardano criminalità organizzata e reati di grave allarme sociale. A Verona il contestato emendamento "salva-premier" appena approvato in Senato rischia, nel caso in cui dovesse tramutarsi effettivamente in legge, di congelare per 12 mesi un processo su dieci. La stima è del procuratore in pectore Mario Giulio Schinaia: "Stamattina (ieri, ndr) - enumera l'attuale procuratore aggiunto scaligero - ho conteggiato che, soltanto davanti al Tribunale collegiale, non si sarebbero potute celebrare due udienze sulle 19 complessivamente in programma". E, numeri alla mano, il già designato futuro capo della Procura non ha dubbi: "Non è, a mio avviso, questo il modo più adatto ad accelerare il sistema della giustizia. Lo dimostrano inequivocabilmente le cifre". Sarebbero "ben altre", secondo Schinaia, le strade da percorrere per "migliorare la dinamica del lavoro a palazzo di giustizia ": dalla "depenalizzazione di quei fatti che, in caso di sentenza, potrebbero arrivare soltanto a un'ammenda e non a una pena detentiva" a "diminuire i livelli di burocrazia che opprime l'intero sistema", dall'"ammettere le impugnazioni soltanto per i casi più gravi" al "concretizzare la copertura del personale amministrativo operante nei tribunali". Una serie di provvedimenti dallo spessore ben diverso, quelli sollecitati dal procuratore in pectore di Verona, rispetto al famigerato emendamento "salva-premier": se si traducesse in legge, lo stop di un anno riguarderà tutti i procedimenti relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002, "che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado. E scatterà dalla data di entrata in vigore della nuova legge, per la durata di un anno, durante il quale resta sospesa anche la prescrizione". Uno scenario che ha fatto gridare l'Associazione nazionale magistrati all'emergenza: "In tutta Italia sono a rischio centomila processi: se la norma dovesse passare, la giustizia sarebbe in ginocchio visto che si creerebbe un caos senza precedenti " ha protestato il presidente Luca Palamara. Dal sequestro di persona alla rapina, passando per lo stupro, senza dimenticare l'omicidio colposo, i maltrattamenti in famiglia e le molestie: "La lista dei reati per i quali è prevista una pena inferiore ai 10 anni e i cui processi verrebbero bloccati è lunghissima - sono insorti i magistrati - . Come si fa, ad esempio, a dire ai genitori di una vittima di stupro che il processo è sospeso perché non c'è urgenza? Qual è la fretta di introdurre una disposizione che rischia di fare chiudere la giustizia penale per i prossimi anni"? Se lo chiedono anche a Verona. La. Ted. Designato dal Csm Nella foto il procuratore scaligero in pectore Mario Giulio Schinaia.

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(di Stefano Folli) (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Stefano Folli commenti - | | Più che l'Europa, a Bossi preme il federalismo fiscale subito 20 giugno 2008 È sempre buona regola osservare con attenzione le mosse della Lega e del suo leader Bossi, il ministro per le Riforme. Il quale non ha mai parlato così poco come in queste prime settimane del governo, ma quando lo fa lascia il segno (a differenza di certi suoi loquaci amici di partito). La domanda è quanto il Carroccio sia a suo agio nel Berlusconi IV e quanto, invece, sia percorso da un vago senso di nervosismo. La risposta è che in effetti un certo turbamento serpeggia tra i ranghi della Lega. In parte è fisiologico: si vorrebbero vedere subito i risultati dell'azione di governo; e si è insofferenti di fronte ai tempi lunghi della politica. Le cronache, poi, ci dicono che la vicenda della norma "salva-processi", per come è stata imposta al Parlamento, non è piaciuta alla base leghista (e del resto è piaciuta poco a tanti elettori di Berlusconi, in varie parti d'Italia). Sullo sfondo, si staglia la questione irlandese: ossia la bocciatura popolare del Trattato di Lisbona. Qualcosa che eccita tutta la retorica leghista contro la burocrazia di Bruxelles. Un tema antico, ma sempre verde. Ma un conto è, appunto, la retorica; un altro è la politica. Bossi guarda ai suoi obiettivi, non al piccolo cabotaggio del giorno per giorno. Ieri il vecchio leader ha subito colto il punto essenziale: nel momento in cui il presidente del Consiglio, davanti agli altri leader europei, si impegna per la ratifica del Trattato di Lisbona, secondo la linea comune delle maggiori cancellerie, non si può rispondergli da Roma, per bocca di Calderoli (ministro in carica): "No, vogliamo il referendum come in Irlanda ". È una sconfessione in piena regola, gravida di conseguenze. Non molto comprensibile nel momento in cui lo sguardo leghista è rivolto al traguardo storico del federalismo fiscale. Questo spiega perché Bossi ha preso la parola, mettendo in chiaro che la Lega voterà in Parlamento per la ratifica. Ha di fatto coperto le spalle al premier, chiudendo la bocca ai suoi irruenti compagni. Certo, poi si discuterà dell'Europa che "così com'è non va": lo ripete anche Berlusconi dalla capitale belga e si augura un bel "drizzone". Ma si tratta di un tema di lungo periodo. Al momento c'è la ratifica parlamentare del Trattato, come ha fatto l'Inghilterra. Secondo punto. Bossi è pubblicamente dalla parte di Berlusconi sul nodo dell'emendamento "salva-premier". È come se dicesse al suo popolo che conviene controllare i nervi. Se si vuole il federalismo - e con un alleato come Tremonti la cosa sta prendendo forma- bisogna mantenersi lucidi. La posta in gioco è troppo alta per rischiare di comprometterla. E infine - terzo punto - Bossi ha ridimensionato il doppio voto in Parlamento in cui ieri la Lega ha votato con l'opposizione sulla gestione della spazzatura campana. Qui c'è stato un probabile errore tecnico nel secondo voto. Ma sul primo è abbastanza evidente il segnale politico che i leghisti hanno voluto mandare al governo. Come ha detto Bossi, il peso economico dello smaltimento dei rifiuti deve ricadere sui Comuni meridionali che hanno creato il disordine. In fondo, il nervosismo della Lega si è fissato su questo punto circoscritto. E in ogni caso Berlusconi farebbe bene a non sottovalutare la circostanza. Vero è che Bossi ha voluto tranquillizzare il premier sugli altri due temi caldi (Europa e "salva-processi"). Ma quello che la Lega vuole è il federalismo fiscale. In fretta. Il messaggio non potrebbe essere più chiaro. ARCHIVIO.

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In Italia ''monitorate'' 7.311 persone. Timori per la nuova normativa (sezione: Burocrazia)

( da "Redattore sociale" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

RIFUGIATI 10.2820/06/2008 In Italia ''monitorate'' 7.311 persone. Timori per la nuova normativa Sturani (Anci): ''Non possiamo nascondere la nostra forte preoccupazione in merito alle proposte di modifica della normativa in materia di asilo contenute nel 'pacchetto sicurezza'. Se accolte, indeboliti i diritti fondamentali'' ROMA - Nel 2007 il Servizio centrale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) ha monitorato, su tutto il territorio nazionale, una 'popolazione rifugiata' (richiedenti e titolari di protezione internazionale) pari a 7.311 persone, che hanno compreso sia gli accolti dallo Sprar, sia coloro che hanno beneficiato delle misure di assistenza garantite dai fondi messi a disposizione da un'ordinanza di protezione civile, sia coloro che nel 2007 erano in attesa di entrare nel sistema di accoglienza. ''Non possiamo nascondere tuttavia la nostra forte preoccupazione in merito alle proposte di modifica della normativa in materia di asilo contenute nel cosiddetto 'pacchetto sicurezza' del Governo - ha proseguito il sindaco Sturani -. Si tratta di disposizioni che se dovessero essere approvate darebbero luogo a un indebolimento dei diritti fondamentali delle persone e, nello stesso tempo, a un appesantimento della 'burocrazia dell'accoglienza'. Pensiamo all'ipotizzato rientro nei paesi d'origine anche in pendenza di ricorso contro il diniego di protezione, oppure alle limitazioni di libertà di circolazione sul territorio italiano. Si tratta di misure di cui sfugge l'utilità concreta, mentre appaiono evidenti le ripercussioni sulla tutela e protezione. Non dimentichiamoci che moltissimi dei richiedenti asilo che il Sistema accoglie sono sopravvissuti miracolosamente a viaggi pericolosissimi, i cui drammatici esiti di morte vediamo nelle cronache di tutti i giorni''. ''I numeri dell'accoglienza. Compendio statistico del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati ? SPRAR. Anno 2007'' è scaricabile dal sito www.serviziocentrale.it.

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Berlusconi sferza la Ue: <Ora serve un drizzone> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 146 del 2008-06-20 pagina 3 Berlusconi sferza la Ue: "Ora serve un drizzone" di Adalberto Signore Il premier: "Bruxelles ha perso smalto". Ma in una lunga telefonata convince Bossi a ritirare il veto nostro inviato a Bruxelles Passati due anni, Silvio Berlusconi torna a Bruxelles e "ritrova un Europa diversa" rispetto a "quando c'erano persone come Blair, Aznar, Chirac e Schröder". Un Europa, dice, che "ha perso personalità" e "ha fatto dei passi indietro". Il Vecchio continente, insomma, "ha bisogno di un drizzone" per poter ritrovare "il suo smalto". Una ripresa, spiega, che non può fare a meno del Trattato di Lisbona ("l'indicazione del governo sarà quella di approvarlo") nonostante il risultato del referendum in Irlanda. Ma più d'una volta, pubblicamente e anche durante il vertice del Ppe prima e il Consiglio europeo poi, il premier pone l'accento sui limiti di un Europa "troppo legata alla burocrazia" e "poco attenta alle esigenze dei popoli". Parole dure, nelle quali riecheggia quello che per la Lega è ormai da anni una sorta di leitmotiv. Già, perché il Cavaliere - che sul Trattato non ha alcuna intenzione di fare passi indietro ma che chiede un Europa diversa - non può non tenere in considerazione la posizione del Carroccio. Da una parte perché potrebbe risultare decisiva, dall'altra perché da giorni sono in corso trattative con Bossi per cercare di smussare gli angoli. In un'Europa con 22 governi di centrodestra e 5 di centrosinistra, infatti, l'Italia - che è tra i Paesi fondatori - non si può certo ritrovare a rincorrere gli altri sul Trattato di Lisbona. Un punto su cui mercoledì a pranzo è stato categorico anche Napolitano, a cui il Cavaliere ha dato ampie rassicurazioni. Così, nonostante le difficoltà di un'Unione europea che "non adempie ai suoi doveri e alle sue missioni" legittimando "gli egoismi nazionali", la strada resta quella del Trattato. Anche se con un avvertimento: "Non si può pretendere che l'Europa sia amata dai cittadini che la vedono invece come un'entità lontana che non risolve i problemi e che incombe sempre con restrizioni, obbligazioni, vincoli". E cita l'euro e le speculazioni sui prodotti energetici come casi in cui l'Ue "non è colpevolmente intervenuta". Insomma, o "si cambia in fretta" e "in modo efficace" l'Unione europea oppure i cittadini che "verranno chiamati a esprimersi su questa o su quella questione diranno sempre di no". Una posizione netta, su cui il premier insiste a lungo anche per tentare l'asse con la Lega. Che sembra andare da un'altra parte quando Calderoli parla di "Trattato morto" per poi rientrare sui giusti binari quando Bossi annuncia a sorpresa il via libera del Carroccio. Parole, quelle del Senatùr, che fanno seguito a una lunga telefonata con Berlusconi, decisamente preoccupato dagli affondi che arrivavano da Calderoli proprio mentre stava per fare il suo ingresso all'Accademia reale per il pranzo dei Popolari europei. Il Cavaliere, poi, critica i Commissari europei che "dovrebbero parlare meno". Scontato il riferimento a Barrot e alla polemica seguita alle sue dichiarazioni sull'immigrazione. Un invito che non trova d'accordo né il presidente della Commissione Barroso né il presidente dell'Europarlamento Poettering. "I commissari - è la loro replica - hanno diritto di esprimersi". Passa qualche ora, però, e Berlusconi rilancia e punta il dito contro "il rapporto difficile" che deriva da "tutte le espressioni pubbliche dei commissari europei" che "mettono in difficoltà i governi di tutti i paesi". "Francamente - dice il premier - non credo che sia loro dovere parlare. Il loro dovere, invece, è segnalare agli Stati membri quali sono i traguardi che devono essere conseguiti e attenersi a ciò che l'Europa dispone attraverso le sue direttive e attraverso le decisioni della conferenza dei capi di Stato e di governo". Una questione, questa, di cui il Cavaliere ha parlato anche con Barroso. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Ma questa è l'Europa delle burocrazie> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 146 del 2008-06-20 pagina 2 "Ma questa è l'Europa delle burocrazie" di Luca Telese da Roma Ministro Calderoli, la Lega ieri ha fatto mancare due volte la maggioranza al governo, votando con l'opposizione. "Ho visto, non ne so molto più di lei". E ieri lei ha fatto fuoco e fiamme sul trattato di Lisbona... "Non è così". No? "Ho semplicemente detto che non esiste più, è un'altra cosa". Non è una cosetta semplicissima, a dire il vero. "Direi piuttosto che tecnicamente è così facile che lo capisce anche un bambino. Il trattato richiedeva l'unanimità, con il no dell'Irlanda il trattato non esiste più. Punto". Lei sa meglio di me che se si vogliono trovare delle soluzioni... "Eh, no! Niente escamotage, stavolta. Anche perché tutte le volte che si è votato, in paesi diversissimi come Francia, Olanda, Irlanda, cosa ha risposto il popolo? No!". Cosa voterete in Parlamento? "Per spirito di coalizione potremmo votare anche sì. Tanto è carta straccia, aria fritta. Il nostro voto con riserva significa che l'Europa dei burocrati non esiste". Detto da un ministro... "Il trattato ha già perso la sua validità, come glielo devo ripetere?". Continuate a chiedere un referendum? "Che dice? Prima o poi si dovrà votare, o anche questo le pare eversivo?". Lei darebbe indicazione per il no? "Deciderà Bossi". Ma lei cosa suggerisce? "Ovviamente di fare campagna per il no. Le pare possibile che l'Italia potrebbe non essere determinante in alcune scelte fondamentali perché con la rotazione, quando si decide può non esserci?". Me lo dica lei. "È una follia! Come anche l'idea che i rappresentanti sono nominati da governi non più in carica. Non c'è nessun eletto dal popolo, in questa Europa. Solo le burocrazie!". Non è un mistero che la Lega sia contro. "Ma per buonsenso... Se il trattato andasse a regime, avremo un Parlamento eletto dai popoli che non decide nulla e una commissione nominata dai governi che decide tutto. È democrazia?". Insomma, siete disposti a rompere la maggioranza, su questo. "Ho avuto un colloquio con Berlusconi, condividiamo le stesse preoccupazioni. Si figuri Tremonti! Questa non è un una bega, e infatti io condivido in tutto il senso dell'intervento del presidente del Consiglio, che è contrario come noi all'Europa delle burocrazie". Ma avete mandato sotto il governo: non siete d'accordo sul processo, sulla solidarietà sui rifiuti. "Alt! Ripeto, sono tutte questioni distinte. Sui processi ha spiegato Bossi, la Lega non farà problemi. Sui rifiuti, scusi: se lei ferma cento persone per strada e chiede, vedrà che sono tutti d'accordo con me". Dipende dove... Al nord o al sud? "In qualunque città. Non c'entrano nulla le balle sul razzismo. Il principio è che non si paga la solidarietà a chi amministra male". Così l'emergenza non si risolve. "Noi non diciamo mica che si chiudono i rubinetti. Ora per solidarietà si finanzia chi ha bisogno. Ma questi soldi, poi, devono rientrare". Come? "Ci sono città del nord, come Milano, che hanno venduto tutte le loro società! Il federalismo solidale non significa che si può accettare che qualcuno i soldi li butta via perché c'è un altro che poi paga! Io faccio sempre l'esempio della sanità... ". Ovvero? "Negli ospedali del nord curiamo i malati del sud, spendendo meno di quello che si spende nelle loro regioni, a parità di cura! E lì spendono di più, ma senza curarli. E noi dovremmo ripianare il debito del Lazio creato dalla sanità? Ma dài... ". Lei non crede che debba essere sostenuto il debito di Roma, dove tra l'altro governa Alemanno? "Guardi, a me se la giunta è rossa o nera non me ne frega nulla. Il principio è che ognuno si paga i suoi debiti. E non che chi è virtuoso e risparmia paga per chi fa la cicala". State diventando la nuova Udc, sempre pronti a dissociarvi? "Prego, non offenda". Udc non è un insulto, ma una linea politica. "La considero un'offesa: noi rappresentiamo il popolo, loro tutt'al più interessi". Quindi non c'è un gioco delle parti tra di voi? "Io dico le stesse cose di Bossi". Non c'è una strategia? "Macché strategia! Non c'è nemmeno contrapposizione, fra noi e gli altri della maggioranza". Allora come definisce ciò che è accaduto? "Sull'Europa, ma anche sui rifiuti, noi diciamo chiaramente quello che anche gli altri pensano". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Un buono prepagato per le baby sitter (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 146 del 2008-06-20 pagina 4 Un buono prepagato per le baby sitter di Redazione Basta scartoffie, file agli uffici Inps e bollettini. Almeno nel caso dei lavori stagionali. Il governo ha sposato in pieno la logica dei "voucher". Cioè buoni acquistati, magari dal tabaccaio, che valgono come tasse o contributi. Nella manovra arriva infatti il "buono prepagato" per la babysitter. Il dicastero spiega che tra le misure c'è anche la possibilità di una "semplice regolarizzazione dei lavori occasionali o accessori prestati - entro limiti definiti - a famiglie, imprese familiari, imprese agricole, imprese del turismo, attraverso buoni prepagati (per esempio per quel che riguarda i lavori di giardinaggio, baby sitting, lavori stagionali degli under 25, vendemmia)". Misura che sarà particolarmente gradita da quelle famiglie che fanno lavorare ogni tanto una collaboratrice, ma anche da chi opera nell'agricoltura oppure nei settori del turismo e dei servizi. Tutti quelli, quindi, che fanno largo uso di lavoro saltuario. I vantaggi non saranno solo per le famiglie. Come tutti gli alleggerimenti della burocrazia, anche questo mira a fare emergere il sommerso. Tutti quei lavori (in questo caso "lavoretti") che, per pigrizia o convenienza, vengono nascosti al fisco e alla previdenza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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A Moretta e Sommariva gli esperti anti-amianto (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

MONASTEROLO DI SAVIGLIANO PROPONE SERRAMENTI PER LA CASA A Moretta e Sommariva gli esperti anti-amianto Costruzione di edifici o capannoni, smantellamento e rifacimento di coperture, smaltimento del pericoloso amianto. Oppure soltanto scegliere finestre e infissi per arredare una casa nuova: tutti settori dell'edilizia per i quali ci si deve rivolgere a realtà imprenditoriali esperte, capaci, affidabili. A Moretta in via Manta 30/A c'è la "So.Edil.Car." (telefono 0172/911349): nata nel '95, si occupa della rimozione dell'amianto e delle ancora numerose coperture in eternit. Si tratta di una procedura obbligatoria per legge con complesse misure di sicurezza e molta burocrazia, anche "per lo smaltimento successivo del materiale cancerogeno". L'azienda si occupa poi di montaggio di carpenteria e strutture metalliche; costruzione di capannoni con, a richiesta, le coperture in zinco e titanio con doppia graffatura e senza fissaggi esterni (una procedura che si mantiene inalterata negli anni). Inoltre, realizza e installa pannelli fotovoltaici, per usi civili o industriali per produrre energia con un basso impatto ambientale e notevoli risparmi. Altra azienda specializzata nella rimozione dell'amianto è la "Cop.Rim" di Sommariva Bosco (via Mazzini 28, telefono e fax: 0172/53333). L'azienda è a completa disposizione per preventivi gratuiti e per risolvere i dubbi sul problema amianto. Il servizio è completo: dallo smaltimento amianto alla ricopertura del tetto, in qualsiasi materiale. Oltre ai rivestimenti edili per esterni (capannoni per artigiani e agricoltura), fra i servizi offerti ci sono montaggio e smontaggio di strutture in ferro, posa in opera di policarbonato e altre coperture (lamiera grecata, pannelli coinbentati e tegole). Infine, a Monsterolo di Savigliano c'è "G.M. Service" in via Scarnafigi 1 (telefono e fax 0172/373284). Si tratta di un'agenzia di vendita cui rivolgersi per la scelta di serramenti e infissi in diversi materiali: legno, pvc o alluminio. Dalla "G.M" si trovano porte interne, portoncini blindati, scale, porte per garage o capannoni. L'azienda ha anche una piccola falegnameria che segue i clienti per montaggio, assistenza, posa e misurazioni (gli infissi sono tutti su misura). L'azienda da 14 anni opera in tutta la provincia di Cuneo e in Liguria ed è a disposizione per un consiglio e preventivi gratuiti in base allo stile con cui si vuole arredare la propria casa.

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Giornata Mondiale del Rifugiato, accolte nel 2007 in Italia 6.284 persone in più (sezione: Burocrazia)

( da "Rai News 24" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Roma | 20 giugno 2008 Giornata Mondiale del Rifugiato, accolte nel 2007 in Italia 6.284 persone in più Rifugiati del Kenya Nel 2007 lo SPRAR (Servizio centrale del Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) ha accolto in Italia 6.284 persone, il 15% in più dell'anno precedente. E' quanto reso noto oggi in occasione della giornata Mondiale del Rifugiato con riferimento ai "numeri dell'accoglienza", uno studio redatto dal Servizio sulle dimensioni del fenomeno dell'accoglienza in favore di chi richiede la protezione internazionale. Si tratta in prevalenza di uomini adulti tra i 18 e i 40 anni (78%), provenienti principalmente da Eritrea (21%), Afghanistan (12%) ed Etiopia (8%). Per la maggior parte persone singole (69%), ma è importante sottolineare come i nuclei familiari siano stati di tipo mono-parentale nel 40% dei casi, per la quasi totalità - a eccezione di una sola famiglia - con la presenza della sola madre. La Regione con la maggiore presenza di posti di accoglienza disponibili nello SPRAR è stata il Lazio (27% del totale delle persone accolte), seguita da Lombardia (13%), Sicilia (13%), Emilia Romagna (6%) e Puglia (5%). "La crescita del Sistema di protezione nel 2007 è un risultato importante, sul quale però non possiamo adagiarci - ha dichiarato Fabio Sturani, Sindaco di Ancona e Vicepresidente dell'ANCI, con delega sull'immigrazione. - Al contrario, dobbiamo continuare a lavorare efficacemente insieme al Ministero dell'Interno, come sempre abbiamo fatto, per rafforzare ulteriormente il sistema nazionale, perché sono ancora migliaia le persone che rimangono fuori dal circuito dell'accoglienza. E' per loro che dobbiamo, Autonomie locali e Stato centrale insieme, continuare a impegnarci congiuntamente". Nel 2007 il Servizio centrale ha monitorato, su tutto il territorio nazionale, una 'popolazione rifugiata' (richiedenti e titolari di protezione internazionale) pari a 7.311 persone. "Non possiamo nascondere tuttavia la nostra forte preoccupazione in merito alle proposte di modifica della normativa in materia di asilo contenute nel cosiddetto "pacchetto sicurezza" del Governo - ha proseguito Sturani. - Si tratta di disposizioni che se dovessero essere approvate darebbero luogo a un indebolimento dei diritti fondamentali delle persone e, nello stesso tempo, a un appesantimento della "burocrazia dell'accoglienza. Non dimentichiamoci che moltissimi dei richiedenti asilo che il Sistema accoglie sono sopravvissuti miracolosamente a viaggi pericolosissimi, i cui drammatici esiti di morte vediamo nelle cronache di tutti i giorni".

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Asl, impossibile prenotareuna (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Asl, impossibileprenotareuna visitaHo fatto l'esperienza di prenotare una visita specialistica presso la nostra ASL. Chiamato il numero dedicato, 800501060 in tre giorni diversi, o è continuamente occupato, oppure scatta una messaggistica automatica che, dopo aver invitato a scegliere se si tratta di una prenotazione o di una disdetta della stessa, invita a rimanere in linea per non perdere la priorità. Dopo qualche tempo di attesa, o scatta l'occupato, oppure qualche volta si riceve un invito a lasciare il proprio numero di telefono, con la promessa che saremo richiamati, causa l'intasamento degli operatori.Due volte ho lasciato il mio numero, ma non ho visto alcuna richiamata.Ho deciso quindi di provare la prenotazione diretta andando fisicamente presso l'Ospedale SS. Giovanni e Paolo. Oltre ai tempi di trasferimento, un'ora per me tra andata e ritorno, ho atteso per 45 minuti per avere una prenotazione, certamente non urgente, per metà ottobre.Domanda: nel nostro Veneto la sanità è quotata ai primi posti in Europa quanto alla qualità del servizio. Certamente non sembra così nella prenotazione presso la nostra ASL 12. Posso immaginare eventualmente un disservizio telefonico contingente, forse dovuto al trasferimento dell'ospedale di Mestre, ma in realtà sono problemi tecnico-organizzativi più che prevedibili in anticipo.Restano i tempi eccessivi di attesa a Venezia. Perché la ASL 12 o, meglio ancora, la Regione Veneto, non rendono possibile una prenotazione via web? Oggi Internet è diffusa. Nelle famiglie in cui i più vecchi non hanno familiarità con la nuova tecnologia, spesso i più giovani possono dare loro una mano. In ogni caso, dal 20\% subito, fino al 50\% in un tempo prevedibilmente breve, potrebbe essere spostato su Internet, con conseguente diminuzione del carico di lavoro fisico agli sportelli degli ospedali e del Call Centre del 800501060 e un netto miglioramento del servizio dato al cittadino.In tutta Europa si tende ad introdurre l'Information Technology come strumento per reinventare il servizio al cittadino e alle imprese e per snellire la burocrazia, che tra l'altro costa sempre di più, specie nella sanità visto che siamo un Paese di anziani!Aldo MaricondaVeneziaCosto dell'acquae bollette,Veritas precisaLa signora Anna da Schio, nel Gazzettino di giovedì 19 giugno, accusa Veritas di aver diffuso dati errati rispetto al costo dell'acqua potabile, portando ad esempio la sua bolletta idrica.La signora da Schio, tuttavia, dimentica di dire che l'importo da lei indicato è stato calcolato semplicemente sommando alcune bollette riferite a utenze non residenti, le cui tariffe sono più alte di quelle riservate ai residenti.Veritas ribadisce quindi, come si può facilmente verificare anche all'interno del sito www.acquaveritas.it, che un metro cubo di acqua costa circa un euro.Per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti e la richiesta di privare vetro, plastica e lattine dei residui di cibo o prodotto contenuto, Veritas ricorda che le indicazioni dei consorzi di filiera vanno proprio in questo senso.Le aziende autorizzate a prelevare e trattare i vari materiali differenziati, infatti, rifiutano i carichi che contengono residui. Questo significa che tonnellate di materiale differenziato rischiano di finire nel residuo non riciclabile, vanificando gli sforzi dei cittadini per dividere i rifiuti, nel caso siano presenti tracce di cibo o prodotto precedentemente contenuto.E' per questo motivo che Veritas chiede ai cittadini di sciacquare velocemente sotto l'acqua - in modo da eliminare tracce di cibo e prodotto - bottiglie, lattine, vasetti e ogni altro materiale che può essere differenziato e, ovviamente, non rovinato dall'acqua.VeritasArea Rapporti con i media e informazioneGrazie ai mediciho ritrovatola gioia di vivereFino a qualche mese fa vedevo il mio futuro legato ad una carrozzina o a qualche altro mezzo meccanico, che mi aiutasse ad essere indipendente. Il sopraggiungere di forti dolori ad un ginocchio, mi hanno messo "virtualmente in ginocchio". Dopo gli accertamenti fatti, dovevo ricorrere ad un delicato intervento chirurgico, costituito dall'inserimento di una protesi totale. Operazione eseguita, con la perizia che gli è riconosciuta, dal medico chirurgo Michele Perozzi di Bologna, presso la Clinica Villa Erbosa, nell'Unità Operativa di Ortopedia 4 diretta dal dott. M. Galli, che desidero ringraziare unitamente alla dott.ssa fisiatra Serena Maselli e a tutto il personale infermieristico e fisiatrico che mi hanno assistito. Da non dimenticare Calogero, colonna portante di fisiatria. Soddisfatto di tornarmene a casa al Lido di Venezia e completare il ciclo di terapie previste, ma bisogna provare per credere! È come perdersi tra le nebbie della Laguna.Gino FontanaLido di VeneziaLa liquidazionea chi pulivail Laguna PalaceA proposito dell'articolo pubblicato in data 28 maggio 2008, in relazione all'appalto del servizio di pulizie presso l'Hotel Laguna Palace del gruppo N.H., la 3MP, società appaltatrice del servizio di pulizie sino al 31 dicembre 2007, precisa che aveva provveduto ad erogare il 40 per cento dei T.F.R. dovuto alle lavoratrici stante il fatto che la N.H. non aveva provveduto a saldare alla 3MP le ultime due fatture.La 3MP allora, per venire incontro alle lavoratrici, aveva siglato un accordo con i sindacati in forza del quale la 3MP avrebbe anticipato, di propria tasca, il 40 per cento dei T.F.R. ed il residuo una volta avvenuto il saldo delle fatture da parte di NH. In data 9 giugno 2008 la NH ha saldato le fatture della 3MP, la quale ha immediatamente corrisposto alle lavoratrici il saldo dei T.F.R.3MP International S.r.l.MestrePassaggio a livelloda restituireal transitoVisto che la ferrovia della Valsugana, Mestre-Bassano-Trento, è stata chiusa sulla via Miranese e dirottata attraverso Spinea, noi abitanti delle via Etruria, Lucania, del Sannio, dei Salesiani e Poli chiediamo con urgenza che venga riaperto il vecchio passaggio a livello interno che una volta collegava la via Poli con la via Etruria, un vergognoso "muro di Berlino" fatto in cemento con una passerella che scavalca il binario e che obbliga gli abitanti a faticose evoluzioni.Inoltre presso la ex scuola Manin di via Rio Cimetto è stato impiantato un cartello di inizio lavori per un parcheggio di auto, lavori iniziati prima delle ultime elezioni politiche, cartello che assicura che il termine dei lavori doveva essere il 31 maggio 2008, ma sino ad ora c'è stato soltanto lo sbancamento e la gittata di due cordoli in cemento.Ora tutto è chiuso. Quando l'opera verrà terminata e messa in funzione? La cifra stanziata risulta di 150mila euro, non vorremmo che alla fine questa somma si duplicasse o triplicasse...Gianni VivianMestreIn viale S. Marcolavori protrattisenza preavvisoLa mattina di martedì 17 giugno uscendo da casa in viale San Marco 63 ho trovato un cartello del Comune di Venezia in cui si avvisava della chiusura del mio passo carraio dalle 7.30 alle 17.30 per lavori del manto stradale inerenti al tram.Si potrà facilmente intuire la mia perplessità quando alle 20, al mio rientro, invece di una passerella per accedere a casa ho trovato una voragine. Magicamente la data dell'avviso era stata modificata indicando il medesimo orario ma posticipato al giorno 18!Naturalmente ho parcheggiato l'auto altrove e poi telefonato alla Polizia locale esponendo il problema. Dall'agente in servizio mi è stato risposto che non poteva farci nulla e avrei dovuto procedere con un esposto al servizio Viabilità del Comune.Mi chiedo innanzitutto se veramente la Polizia locale non abbia nessun tipo di competenza in merito e come un cittadino che paga regolarmente le tasse possa tutelarsi da questo genere di abuso.Se la mia auto fosse rimasta all'interno del giardino condominiale e avessi fatto fede all'orario indicato dal cartello, molto probabilmente mi sarei trovato "sequestrato" e impossibilitato, anche in caso di emergenza sanitaria, ad uscire dal passo carraio.Maurizio MeninMestre.

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De Anna: <Sburocratizzare anche lo sport> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

BEACH SOCCER Monito dell'assessore, intervenuto alla presentazione della tappa per le qualificazioni all'europeo De Anna: "Sburocratizzare anche lo sport" "Troppe regole per le manifestazioni di grande richiamo turistico che si organizzano in regione" Lignano"La burocrazia rischia di mettere i bastoni tra le ruote anche a manifestazioni di grande respiro e richiamo turistico come quella ospitata a Lignano, creando non poche difficoltà ad un evento di grande spessore. Per questa ragione invito gli assessori comunali allo sport e alla promozione al territorio alla giornata per la semplificazione in programma a Trieste il 4 di luglio". L'appello è stato lanciato ieri dalla Terrazza a Mare di Lignano dall'assessore regionale allo sport Elio De Anna nel corso della conferenza stampa di presentazione della tappa di qualificazione alle finale europea di beach soccer in programma nella località balneare da oggi a domenica.Ospitata nella beach arena nei pressi dell'ufficio numero 7, l'iniziativa vedrà impegnate otto rappresentative nazionali, ossia Italia, Spagna, Polonia, Svizzera, Grecia, Austria, Andorra, Repubblica Ceca nell'unico evento internazionale che si svolge in Italia nel 2008 sotto l'egida della Figc-Lega Nazionale Dilettanti.Solo tre formazioni potranno staccare il biglietto per giocarsi fra due mesi il titolo continentale nel corso della finale che si disputerà a Villareal in Portogallo dal 22 al 24 agosto.Oltre all'assessore De Anna, a portare il saluto c'erano anche il presidente regionale della Figc Renzo Burelli, Cesare Toso in rappresentanza della società sportiva Ludos di Lignano (vincitrice della coppa italia della disciplina e chiamata ad organizzare l'evento), nonché gli assessori dell'amministrazione comunale della località balneare Gianni Iermano e Graziano Bosello. Ed è stato proprio quest'ultimo a mettere in evidenza come la burocrazia stia mettendo in serio pericolo lo svolgimento della manifestazione. "Chi fa le leggi - ha detto Borsello - ci metta in condizioni di svolgere al meglio il nostro lavoro e portare avanti senza intoppi, nella legalità, le tante manifestazioni sportive e turistiche allestite ogni anno a Lignano".L'appello è stato subito accolto dall'assessore regionale De Anna, il quale ha invitato gli esponenti dell'esecutivo comunale alla manifestazione dedicata alla sburocratizzazione annunciata dal presidente Tondo il 4 luglio a Trieste."Queste strozzature normative - ha detto l'assessore - rischiano di mettere in ginocchio un'iniziativa che rappresenta ossigeno puro per l'economia del territorio. Si tenga conto che per questo evento a Lignano sono attese migliaia di persone tra atleti, tecnici, staff dirigenziale e spettatori. Le difficoltà incontrate sulle norme riguardanti la beach arena hanno rischiato di mettere in forse la manifestazione che oltre all'aspetto sportivo ha anche una grande valenza turistica".

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In 160 si sono "rifugiati" in città (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Comune con la Nuovi Vicini onlus offre un tetto a chi è esule dal proprio Paese. Arrivano anche dalla Palestina In 160 si sono "rifugiati" in città Oggi la giornata internazionale. Le speranze di un ex bambino-soldato e di una famiglia curda Centosessanta persone hanno trovato "asilo" nel Friuli Occidentale. Uno di loro, Mohamed, è stato bambino - soldato nell'inferno della Sierra Leone. Un altro, il curdo Abdir, è sfuggito alle rappresaglie in Turchia. Ma ciascuno ha dietro di sè una storia terribile. Oggi si celebra la giornata internazionale del rifugiato ed è una buona opportunità per riflettere. Anche nel Friuli Occidentale. Per ottenere lostatus ufficiale, in Italia bisogna fare riferimento a una delle 7 commissioni territoriali. Una di esse si trova a Gorizia, a un tiro di schioppo dalla frontiera balcanica. La decentralizzazione consente d'esaurire le procedure in 6 mesi, contro i 18 del recente passato.Il Progetto Rifugio di Pordenone, attivato nel 2003 e gestito dalla Nuovi Vicini onlus per il Comune grazie ad appartamenti sparsi in città, era stato tarato per offrire accoglienza ogni anno a 25 persone, nell'attesa del via libera della burocrazia. In realtà questo numero di ospiti viene puntualmente superato, complice unturnover spinto dalle circostanze. Il sistema di protezione di richiedenti asilo e rifugiati viene oggi promosso dalla sinergia tra ministero dell'Interno, Alto commissariato dell'Onu e Anci. Ha ereditato e integrato quello gestito in precedenza (dal 2001 al 2005, con particolare riferimento all'emergenza Kosovo) dal Comune di Aviano, sempre con il tramite dei Nuovi Vicini. Nel complesso, i due "ambiti" hanno già dato un tetto a 160 persone: 100 uomini e 60 donne. Quasi 40 di loro sono minorenni. Nel 2007 gli accolti sono stati 45, 31 uomini e 14 donne. Otto le famiglie, che si sono portate al seguito 9 bambini. In 22 sono stati dimessi entro il 31 dicembre. Ma da dove arriva che intraprende questo viaggio della speranza? Il 48\% del totale proviene dall'Europa dell'Est, "allargata" alla Turchia. Il 39\% giunge invece dall'Africa equatoriale o dalla zona del Corno (Eritrea, Somalia e Sudan). L'8\% ha origini asiatiche (Iraq, Libano, Palestina e Afghanistan), il 5\% dalla Colombia. Tra le 25 nazionalità accolte, la più rappresentata è quella dei curdi, gruppo etnico che subisce forti discriminazioni dai governi dei vari Stati nei quali è presente. I curdi accolti sono principalmente di origine turca (29). A loro vanno aggiunti coloro che provengono dall'Iraq (un nucleo familiare di 5 persone) e dalla Palestina. Venticinque i kosovari (presenti quasi esclusivamente nel progetto Casa Comune tra il 2001 e il 2002) e 17 i liberiani.p.p.s.

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Mancano i permessi, a rischio le aperture serali (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

COMMERCIO Mancano i permessi, a rischio le aperture serali Sacile Slitta "Sacile ti aspetta di sera" con i negozi aperti fino alle 23. Mancano le autorizzazioni e la manifestazione, già slittata di una settimana, rischia di saltare ancora, tra le ire dei commercianti che avevano fatto affidamento su queste serate per cercare di attutire i disagi che stanno sopportando a causa dell'avvio dei lavori di riqualificazione architettonica di piazza del Popolo, che da lunedì è diventata un cantiere aperto."Alle 17 del giorno precedente l'avvio della iniziativa - ha detto il comandante della Polizia municipale capitano Luigino Cancian - non sono nelle condizioni di rilasciare le autorizzazioni indispensabili per lo svolgimento degli spettacoli". Una situazione che manda su tutte le furie il presidente del Consorzio commercianti per Sacile Andrea De Filippo, il quale ribatte: "Sono dieci giorni che ci troviamo nelle mani di una burocrazia che non riusciamo a capire". Poi aggiunge "che su tale questione ci doveva essere un chiarimento anche a livello politico, ma nessuno, nonostante di promesse ne siano arrivate da più parti, ha saputo darci una risposta e noi ora ci troviamo intrappolati in un matassa che non sappiamo se possa essere dipanata". Il presidente del Consorzio aggiunge "che questa nuova vicenda conferma che se a Sacile si riesce a fare qualche cosa, è solo ed esclusivamente per merito del Consorzio commercianti e non di altri che anzi, nel momento di dare una mano, non trovano di meglio che defilarsi".Sul piede di guerra ci sono i commercianti di piazza del Popolo, che vedono sfumare "un'altra grossa occasione - dicono - per rifarci almeno in parte dei disagi derivanti dai lavori. Abbiamo già perso una settimana - aggiungono - ulteriori rinvii aggravano una situazione già precaria".Uno spiraglio per ottenere le indispensabili autorizzazioni lo apre l'assessore al commercio Bruno Manfè: "Sto cercando - comunica - attraverso la disponibilità di un tecnico abilitato a certificare la rumorosità degli impianti di amplificazione, di ottenere gli atti necessari per avere il via libera dalla Commissione degli spettacoli e consentire di avviare l'edizione 2008 di "Sacile ti aspetta di sera".

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Taglio ai certificati, burocrazia snella (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA CONFERMA Taglio ai certificati, burocrazia snella RomaLa manovra economica, riserva altre novità a vantaggio del cittadino.CERTIFICATI IDONEITÀ A LAVORO E VACCINALI CANCELLATE- Spariscono i certificati di sana e robusta costituzione per l'iscrizione agli istituti magistrali e ai corsi di infermiere, per i concorsi della Corte dei conti e per l'abilitazione degli ufficiali della riscossione. Cancellati anche i certificati per farmacisti, pubblico impiego, maestri di sci, fochini, così come quelli di idoneità fisica per il servizio civile, la nomina a giudice onorario e a giudice onorario aggregato e per i responsabili tecnici delle attività di riparazione dei veicoli a motore. Non servirà più neanche il certificato di buona salute per la pratica sportiva non agonistica degli istituti scolastici nell'ambito di attività parascolastiche. Sono cancellate le norme relative alla tessera sanitaria per le persone addette ai lavori domestici e alle visite mediche preventive per il lavoratore apprendista.CERTIFICATI MATERNITÀ SEMPLIFICATI - Si estende al ginecologo curante di fiducia anche non convenzionato, oltre che al medico specialista del Servizio sanitario nazionale, il ricorso dell'attestazione per l'astensione dal lavoro delle lavoratrici a partire dal mese precedente la data presunta del parto e nei quattro mesi successivi. Inoltre, si prevede che al rilascio di tutti i certificati medici, sia anche abilitato il ginecologo di fiducia che assiste la paziente con continuità.LIBRETTO SANITARIO SOPPRESSO - Sono soppressi gli obblighi relativi al libretto di idoneità sanitaria per personale addetto alle attività di produzione, preparazione, somministrazione, deposito, vendita di alimenti.

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Il buono per la baby sitter (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore Online, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nella manovra rispunta il voucher per giardinieri e baby sitter di Nicoletta Cottone commenti - | | 20 giugno 2008 Carta prepagata per 1,2 milioni di persone in difficoltàVale 400 euro all'anno Cosi' si farà la spesa con la card prepagata La card per gli anziani: un abile populismo ma non è la svolta (di Cristiano Gori) Con la manovra rispunta il buono baby sitter con delle novità. Viene ampliato il raggio d'azione del voucher introdotto dalla legge Biagi. Si potrà staccare il buono per prestazioni di lavoro accessorio di natura occasionale in favore dell'impresa familiare, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi. E, ancora, i voucher si potranno utilizzare nell'ambito di lavori domestici, di giardinaggio, di pulizia e manutenzione di edifici, strade, parchi e monumenti, per le lezioni private dei figli, per manifestazioni sportive, culturali o caritatevoli, per lavori di emergenza o di solidarietà. Ma anche nell'ambito dei periodi di vacanza di studenti e universitari o per attività agricole di carattere stagionale. In pratica per piccoli lavori occasionali si potrà far ricorso a un buono prepagato, che già comprende, oltre al pagamento della prestazione occasionale, i versamenti contributivi e l'assicurazione contro gli infortuni, oltre al rimborso al concessionario. Le attività lavorative non potranno dare compensi superiori a 5mila euro dal medesimo committente, elevabili a 10mila in caso di imprese familiari. L'istituto, che non è mai decollato, è oggetto di una sperimentazione per la vendemmia. Da pochi giorni si stanno firmando le convenzioni per il voucher vendemmia, legato al decreto del ministro Cesare Damiano pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nel maggio scorso. Costo per chi acquista il servizio 10 euro: 7,5 euro andranno al lavoratore, la differenza per contributi previdenziali (1,30 euro all'Inps), assicurativi (0,70 all'Inail) e per il concessionario (0,50 euro). In pista soprattutto pensionati e studenti. L'obiettivo è quello di combattere il lavoro nero, ridurre la burocrazia per le imprese agricole e dare una possibilità reddito a pensionati e studenti. Una modalità semplice per fare emergere prestazioni svolte in nero.

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<Meno burocrazia per rilanciare il turismo> (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> "Meno burocrazia per rilanciare il turismo" Sarà anche periodo di ferie giugno, ma è pur sempre tempo di cominciare a fare campagna elettorale, visto che tra quattro mesi ci saranno le elezioni provinciali. E come le lucertole escono dai nascondigli con il caldo, con l'avvicinarsi della scadenza i politici cominciano a battere qualche colpo. Sandro Turella, per esempio, oggi si rivela grande conoscitore della materia turistica. E, riprendendo il servizio dell'Adige di ieri, scopre che "il maltempo di giugno ha dato un brutto colpo al turismo trentino". "Sicuramente - spiega - il nostro sistema turistico ha una base solida e non sarà un mese di pioggia a metterlo in ginocchio. Ma il maltempo si aggiunge a problemi congiunturali che sempre più si fanno sentire e che sono causati dalla generale contrazione dei consumi e dalle crescenti difficoltà economiche delle famiglie. Per questo sono convinto che le strutture provinciali debbano mettere in campo una serie di misure, sia intensificando la promozione, sia intervenendo con opportuni sostegni nei casi più delicati". Una discreta analisi della situazione, ma anche un "innocente" schizzetto di fango all'assessore di riferimento, un certo Tiziano Mellarini che pesca voti (tanti) nello stesso bacino elettorale (Mori e la Vallagarina) di Turella? Può essere. In questo momento nulla si può escludere. Di sicuro Turella ci tiene a far sapere che di turismo se ne intende e tra le possibili soluzioni propone "come più volte richiesto dagli albergatori, una semplificazione burocratica". "L'importante - aggiunge - è che le politiche che si metteranno in campo siano sempre improntate alla ricerca della qualità e dell'eccellenza, dal momento che attraverso il turismo noi facciamo conoscere il nostro Trentino e la nostra autonomia, la quale, prima ancora che un modo di fare e di agire, è soprattutto un modo di essere e di pensare". 20/06/2008.

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I vigili: "La città ci aiuti" (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il sindaco: "Le nuove abitudini impongono nuovi compiti. Bisognacoprire anche i turni di notte. Premi ed encomi" Il comandante Fulgi alla festa della Municipale: "Giudicati male dalla gente" I vigili: "La città ci aiuti" Parcheggi e autovelox sono duri colpi all'immagine delle divise ANCONA Si è svolta ieri mattina, al Teatro delle Muse, la cerimonia per il 149esimo anniversario della fondazione del Corpo di polizia Municipale. Un occasione per fare un bilancio. E' stato il comandante Tiziano Fulgi a dare inizio alla manifestazione sottolineando come "da alcuni anni a questa parte il nostro rapporto con i cittadini è peggiorato. Prima c'erano stima e solidarietà, aiuto reciproco. Dagli anni Ottanta in poi ha proseguito la Municipale ha iniziato un lento ma costante processo di mutazione". Processo dovuto a diverse componenti: interventi normativi che hanno reso difficoltose le relazioni con i cittadini come le Ztl, i parcheggi a pagamento, l'aumento delle sanzioni e poi l'innesto della tecnologia nell'attività di controllo, come l'autovelox, percepito dal cittadino come la più negativa espressione della burocrazia". Quasi contemporaneamente al diffondersi dell'uso di queste apparecchiature, ha aggiunto Fulgi, "è stato introdotto il giudice di pace che in realtà non ha capito cosa stesse accadendo nel campo dei controlli sul codice della strada". Un esempio: "Non credo che annullare le sanzioni per infrazione ad esempio al divieto di circolazione Ztl con la motivazione non costituisce una rilevanza sociale', si rispetti il potere attribuito al sindaco di non volere le auto in una determinata zona, o si rispetti l'applicazione della norma da parte della Municipale, sbeffeggiandola in tal caso, e portarla all'ilarità dei cittadini". Di fronte a tutto ciò, ha anche detto, "la polizia Municipale è in evidente difficoltà a mantenere un serio e pacato rapporto con i cittadini". Quindi "non possiamo non rivolgere un accorato appello a tutte le istituzioni di avviare un dibattito sui problemi che ci affliggono, in modo tale che gli operatori possano conoscere i propri compiti, i propri obiettivi, i propri mezzi, e questa conoscenza sia riconosciuta dai cittadini". Ancora Fulgi. "Credo che Ancona debba essere fiera di avere questo Corpo che comunque ha bisogno di comprensione e di aiuto, e ha bisogno di ragionare dei propri problemi che non può nascondere di avere, come del resto tutte le grandi organizzazioni di lavoro, con maggiore serenità d'animo". "In questo periodo è aperta una contrattazione fra l'amministrazione comunale ed i rappresentanti sindacali del Corpo ha detto poi il sindaco Fabio Sturani che siamo sicuri si concluderà positivamente. L'amministrazione cercherà di dare le risposte più puntuali, come richiesto dal Corpo. Lo sviluppo della città, il cambiamento delle abitudini dei cittadini ha continuato - impongono nuovi compiti, compresa la presenza attiva dalle ore 19 all'una di notte per il controllo della viabilità, per la verifica delle norme nei punti di aggregazione, così come avviene in numerosi Comuni vicini". La manifestazione si è poi conclusa con la premiazione degli agenti che si sono distinti in servizio. Encomi sono stati dati al capitano Franco Gambelli e agli agenti Raffaele Boeri, Daniele Gambini e Rosina Ciaramella. Premiati anche gli studenti della scuola elementare Socciarelli' del Ghettarelli, classificatisi primi alla 13esima edizione del concorso Vivi bene la tua strada'; alla 4B delle elementari Elia' di Posatora e alla 5 classe della scuola elementare Carlo Levi' di Montesicuro. Per quanto riguarda i numeri dell'attività del 2007, sono state 13 le patenti ritirate dai vigili; 20 le espulsioni di extracomunitari; un arresto in flagranza di reato; 184 le infrazioni contestate in materia commerciale; 2272 i turni di vigilanza nel quartiere e 3529 le pattuglie in servizio mentre 672 gli incidenti rilevati. ALBERTO BIGNAMI,.

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Unioncamere Piemonte, II tappa del Giro d'Italia delle donne che fanno impresa (sezione: Burocrazia)

( da "Sestopotere.com" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Unioncamere Piemonte, II° tappa del Giro d'Italia delle donne che fanno impresa (20/6/2008 18:21) | (Sesto Potere) - Torino - 20 giugno 2008 - Oggi venerdì 20 giugno, presso il Centro Incontri della Regione Piemonte in Corso Stati Uniti 23, si è tenuta una giornata dedicata all'imprenditoria femminile in Piemonte, organizzata da Regione Piemonte, Unioncamere Piemonte e Ministero dello Sviluppo Economico. Nella mattinata si è tenuto il convegno “Iniziative di informazione e supporto per lo sviluppo dell'imprenditoria femminile in Piemonte”: nella convinzione che l'impresa femminile debba essere supportata e promossa e che le sue peculiarità e punti di forza debbano essere valorizzati, è stata presentata l'eccellenza del Piemonte nella formazione avanzata - rappresentata dal mentoring -, nell'assistenza e consulenza alle imprese femminili in difficoltà e nella promozione delle misure a sostegno della flessibilità d'orario previste dall'art. 9 della L. 53/2000, obiettivi previsti dal Programma regionale VI bando a sostegno dell'imprenditoria femminile realizzato in collaborazione con Unioncamere Piemonte e cofinanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Nella stessa giornata Torino ospita anche la seconda tappa del Giro d'Italia delle donne che fanno impresa, una manifestazione itinerante, organizzata da Unioncamere nazionale per promuovere, sostenere e valorizzare le donne che fanno impresa in cinque tappe territoriali: nord est, nord ovest, centro, sud e isole. Un'idea per rappresentare e rendere visibili temi e soggetti dell'imprenditoria femminile protagonisti dello sviluppo nelle differenti realtà locali, esaltando il legame che le imprenditrici hanno con il loro territorio. In occasione della tappa di Torino, dedicata al tema “L'accesso al credito come opportunità per l'imprenditoria femminile” e organizzata con i Comitati imprenditoriali di Cagliari e della Valle d'Aosta, è stata presentata un'altra eccellenza del Piemonte: l'esperienza del Fondo di garanzia per l'accesso al credito a favore dell'imprenditoria femminile che, insieme al Protocollo d'intesa sottoscritto da Regione Piemonte, Commissione regionale Abi del Piemonte e Unioncamere Piemonte, risponde alla necessità di realizzare un'unica strategia a livello regionale e agevolare l'attuazione di quanto previsto dalla legislazione regionale in materia di sostegno all'imprenditoria femminile. Le nuove modalità di agevolazione entrate in vigore dal novembre 2007 e attuate grazie al Fondo di garanzia, con l'innalzamento del tetto massimo di aiuto, l'apertura ad imprese operanti nei settori precedentemente esclusi (trasporti, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli) e la sottoscrizione del protocollo d'intesa, hanno reso lo strumento più interessante agli occhi delle imprese. Ad oggi, infatti, sono già oltre 800 le domande di accesso al Fondo presentate dalle imprese femminili piemontesi. “La Regione Piemonte ha rivolto particolare attenzione al nuovo fenomeno dell'imprenditoria femminile - ha sottolineato l'Assessore regionale al Lavoro e Welfare Teresa Angela Migliasso - garantendo non solo strumenti d'incentivazione finanziaria, ma anche servizi a supporto della cultura imprenditoriale. Con la collaborazione di Unioncamere Piemonte e dei Comitati provinciali per l'imprenditoria femminile, abbiamo creato nuovi servizi e migliorato quelli esistenti, abbiamo convinto le imprese a lavorare in sinergia sperimentando il “mentoring”, abbiamo facilitato l'accesso al credito. Parliamo di iniziative che si affiancano a quelle più radicate, ma dobbiamo essere consapevoli che il mercato è in continuo movimento e che nuove sfide vengono poste alle imprese: per favorire lo sviluppo dell'imprenditoria femminile occorrerà progettare nuovi servizi e azioni capaci di rispondere ai diversi bisogni che potranno emergere”. “Le Camere di commercio piemontesi sono da sempre attive nella promozione della cultura imprenditoriale in rosa e nel supporto alle donne imprenditrici, tramite specifiche attività di formazione e sostegno - ha dichiarato Massimo Deandreis, Direttore di Unioncamere Piemonte -. Da tempo, infatti, il sistema camerale ha istituito i Comitati provinciali per la promozione dell'imprenditoria femminile che operano proprio con l'obiettivo di favorire lo sviluppo delle aziende femminili. Credo si possa affermare con soddisfazione, inoltre, che i servizi di consulenza e informazione ad hoc previsti dal Programma regionale VI bando uniti alle politiche incentivanti di accesso al credito, su cui oggi si è fatto il punto, abbiano ottenuto un buon riscontro presso le imprenditrici piemontesi, dimostrando di essere una risposta concreta alle loro esigenze quotidiane”. Identikit dell'imprenditoria piemontese in rosa - Anno 2007 - Le imprese piemontesi attive guidate da donne sono oltre 100mila, - il tasso di occupazione femminile regionale è pari al 56,3%, - le lavoratrici autonome sono 161mila (pari al 20,2% delle occupate piemontesi, che in totale sono 796mila), - 1 dirigente su 5 in Piemonte è donna, - il Piemonte è la quinta regione in Italia per numero di imprese femminili, preceduta da Lombardia, Campania, Sicilia e Lazio, - il 68% delle aziende femminili piemontesi è un'impresa individuale, - le imprese femminili piemontesi si concentrano nel settore terziario (2 su 3), e in particolar modo nel commercio, - le imprenditrici di origine straniera in Piemonte sono 11.220, il 4,9% del totale, di cui 7.034 extracomunitarie, Fonte: InfoCamere - meno di 1 imprenditrice su 5 ha ereditato l'attività, - il 60% delle imprenditrici ha figli minori a carico; l'imprenditrice media ha 48 anni e figli abbastanza grandi o affidati a genitori autosufficienti, - il 70% delle imprese femminili non supera i 200mila euro di fatturato annuo, e l'84% resta al di sotto del mezzo milione di euro, - circa il 90% delle imprese femminili conta meno di 10 addetti, - sono in aumento le iscrizioni alle associazioni di categoria e la partecipazione alle attività proposte, - la motivazione principale che spinge le donne a intraprendere l'attività imprenditoriale è il desiderio di un lavoro indipendente (1 su 2), - principali difficoltà incontrate: la burocrazia (in fase di start-up), il reperimento del capitale e la conciliazione del lavoro con la famiglia, - allo start-up, poco più di 1 imprenditrice su 5 chiede aiuto alle banche: il 60% ricorre a mezzi propri o (per il 26%) della famiglia; il quarto canale di finanziamento per importanza è rappresentato dalle agevolazioni pubbliche, a cui fa ricorso un numero crescente di soggetti (il 38% contro il 32% del 2004). Fonte: Unioncamere Piemonte, Regione Piemonte, “Piccole imprese, grandi imprenditrici 2007” Tutti i numeri del mentoring e del Programma regionale - Sono 14 le aziende mentori che hanno assistito altrettante aziende di neoimprenditrici, appartenenti ai settori più diversi: dalla consulenza aziendale a quella ambientale, passando da parrucchiere ed estetiste fino all'editoria, all'abbigliamento e al commercio al dettaglio. - Con il programma regionale sono stati creati: o 152 sportelli su tutto il territorio piemontese nell'ambito dell'assistenza e consulenza ad imprese a rischio di continuità, o 48 sportelli su tutto il territorio piemontese che forniscono assistenza alle imprese che vogliono usufruire delle misure di flessibilità di orario (Legge 53/2000).

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L'autunno caldo di Walter. Dì la tua (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Tanto tuonò che piovve, sul Partito democratico e sul suo leader dimezzato Walter Veltroni. Già, perché le rese dei conti, nella sinistra. ma anche nel centrosinistra, si consumano con calma, secondo un rito vecchio che ha alle spalle decenni di scuola comunista e democristiana. Stretto fra l'offensiva di Massimo D'Alema e della sua fondazione (corrente?), tra l'idea di ritorni ulivisti (per alleanza allergate, acnora alla sinistra), tra il nodo delle elezioni Europee e niet preventivo della Bindi al tentativo di "abbraccio" con Casini e l'Udc, tra il secco e ribadito addio di Prodi alla presidenza del Pd e il nodo gordiano dell'adesione al Pse (D'Alema dice sì, gli ex Margherita dicono no, lui dice. andiamo oltre), Veltroni ora scopre il doppio binario: dialogo sulle riforme con Berlusconi ma anche opposizione più "dura" per non perdere consensi a vantaggio del vasto e diviso mondo della sinistra a cui guarda invece D'Alema. Così alla Costituente del Pd lancia la doppia sfida interna e esterna: no alle correnti personali (facile a dirsi ma.) e "autunno in piazza" (più facile da fere e comodo): Walter "buonista". ma anche "oppositore duro" di Berlusconi, quello che ha strappato la tela del dialogo. Due volti dello stesso leader che vuol impedire che la sua moneta di fresco conio politico venga svalutata e rotoli via assieme al Pd. Perchè il rischio c'è, e Veltroni lo sa bene: non c'è solo l'ombra lunga di D'Alema, ma pure quelle di Prodi (che il segretario invita a restare ne l Pd). Tanto che, per fare un 'esempio, Rutelli dice del Ppe: "Siamo più innovatori noi dei socialdemocratici". E spinge Veltroni a dire, in Europa: "Costruiamo un nuovo campo riformista". Come dire, andiamo oltre il Ppe altrimenti per noi sono guai. Già, perché sul Ppe D'Alema e suoi, ma pare anch Fassino, la pensano in modo opposto. Insomma, la "guerra" è solo agli inizi, con il voto alla Costituente si cominceranno a contare le truppe e la traversata nel deserto è appena iniziata. Vedremo chi sopravviverà alla guida dell'esercito perduto di Senofonte. Parisi: "Se è l'Ulivo fatto partito, si è fatto male." E gli attacchi arrivano dal centrosinistra, impietoso il giusidizio dell'inventore dell'Ulivo. Arturo Parisi a margine dell'assemblea del Pd, non risparmia una critica alla relazione di Walter eltroni che, tra l'altro, ha fatto un esplicito riferimento all'Ulivo. "Noi abbiamo sempre lavorato con l'idea che "Ulivo avesse come obiettivo un bipolarismo a vocazione bipartitica ma con l'unificazione di tutto il campo del entrosinistra", ha spiegato Parisi. Più in generale, l'ex ministro della Difesa ha detto del discorso di Veltroni: "una comprensibile difesa del suo perato, purtroppo l'unico giudizio sul nostro operato risulta essere quello degli elettori in casi come la Capitale o a Sicilia". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (14 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10Jun 08 Walter e il loft degli amici nemici. Cattolici contro radicali Il Pd sfoglia la margherita, dunque, nel senso che in casa Veltroni tira aria di lite che potrebbe sfociare prima o poi in separazione. Già, fra le anime diessina e teodem i rapporti non sono proprio idilliaci. Dopo l'anatema dei cattolici contro la "contaminazione" dei pannelliani, le dure critiche di "Famiglia Cristiana" e della solita Binetti a cui si aggiunge l'ex ministro Fioroni (infuriato) che dice "il loft? sembra di stare a Teheran.", la frenata sull'adesione al Partito socialista europeo, la strada per Veltroni è ancora più in salita. Da un lato c'è il governo Berlusconi che piace sempre di più agli italiani, dall'altro il livello dello scontro che assomiglia a un tutti contro tutti a pochi mesi dalle elezioni europee. Di Pietro, ma anche i Teodem, D'Alema ma anche Rutelli che pare meditare "vendetta" politica dopop la clamorosa trombatura rimediata nella corsa al Campidoglio. E ci si mette pure Bertinotti, il "parolaio rosso" di Pansa che rientra nel gioco della poltica con un seminario sul futuro della sinistra e invita Massimo D'Alema, capace di guardare a sinistra più di quanto non sappia o non voglia fare Veltroni (che vuole lo sbarramento anche per le europee, tanto per tener fuori i "cespugli" rossi anche dal parlamento di Strasburgo). Grande è l'agitazione nel campo della sinistra, dove si agitano spettri di scissioni e "ricomposizioni". Già, perché fra i teodem e gli uomini della margherita c'è chi guarda a Casini e quel che resta dell'Udc, isolata e senza per ora spartito politico da suonare che la lancia la sua Costituente popolare (a cui guarda con interesse anche Clemente Mastella), e in più c'è chi teme le mosse di Rutelli. Intanto il governo Berlusconi va. Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (22 votes, average: 2.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 28May 08 La Sapienza e il rito dell'intolleranza Prima il no dei Collettivi di sinistra a Papa Benedetto XVI, poi il no al dibattito sulle foibe: alla Sapienza di Roma l'intolleranza è di casa in nome di una "tradizione democratica" che tenta di riproporre schemi antichi, quelli del "rituale antifascista" degli anni Settanta. Già, brutto periodo quello, nelle università e nel Paese. con il corollario nel secondo caso dei manifesti di Forza Nuova strappati dai militanti dei Collettivi di sinistra, della rissa, degli arresti, delle polemiche e delle accuse. Salvo poi chiarire (rapporto della Digos) che l'aggressione è partita da sinistra. Ma stabilire colpe e responsabilità spetta ai giudici. E' il tema dell'intolleranza travestita da antifascismo, come scrive il nostro Mario Cervi, a preoccupare. E' il tentativo a questo punto nemmeno tanto mascherato di ricreare un clima di tensione, di scontro e di odio, a preoccupare. E' il tentativo di tornare allo schema degli opposti estremismi, ad allarmare. L'intolleranza si traveste, sbandiera ideali nobili, ma resta intolleranza: di parte e da parte di pochi. Bene ha fatto il sindaco di Roma Gianni Alemanno a dire: "Noi dobbiamo lanciare messaggi chiari, ovvero che questi episodi sono solati, estranei al contesto culturale e storico della nostra città e della nostra nazione. Questo è il messaggio che deve venire da tutti. Quando si costruiscono teoremi politici su una rissa tra giovani si comincia ad aprire un varco e armare le contrapposizioni ideologiche. Bisogna evitare questi schemi e queste persone vanno trattate come imbecilli fuori dalla storia e dal tempo". Veltroni invita la destra a "non minimizzare" e dice (giustamente) che le istituzioni devono stroncare subito l'insorgere della violenza. Ma quale? quella di una parte o di quella di tutte le parti? penso voglia dire quella di tutte. forse il "ma anche" stavolta ci sarebbe stato bene, per evitare fraintendimenti. Cosa che non fa Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori: "L'aggressione fascista a La Sapienza - sullo sfondo del nuovo quadro politico - ripropone il tema dell'autodifesa come diritto democratico elementare.E. E aggiunge il Ferrando: "E' necessario che ogni realtà minacciata appronti strutture di autodifesa, democraticamente designate e controllate". Parole gravi, le sue che ricordano proprio quegli anni di piombo che la maggioranza degli italiani vorrebbe consegnare agli archivi della storia. A chi giova strumentalizzare questi episodi per interessi di parte politica? A chi giova tornare a pescare nel torbido? Credo a nessuno, una democrazia è tanto più forte quanto è capace di rifiutare l'intolleranza delle estreme politiche ("frange" si diceva una volta). Il "giustificazionismo ideologico" stavolta non pagherebbe, gli italiani hanno scelto un' altra strada. Il dibattito è aperto. Scritto in Varie Commenti ( 76 ) " (43 votes, average: 3.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 16May 08 Così le tecnologie ci cambiano la vita. Dì la tua Vi è mai successo di dimenticare il cellulare a casa? E' facile immaginare la sensazione che avete provato, perché la maggioranza di noi l'ha vissuta in prima persona. Ci si sente persi. Vulnerabili. Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori britannici ha rilevato che è una sensazione paragonabile alla "tremarella del giorno delle nozze" o alla paura di quando si va dal dentista. Addirittura è stato coniato appositamente un termine medico. "Nomofobia", così si chiama la paura di rimanere senza portatile ("nomo" è l'abbreviazione di no mobile). Quale futuro? Non c'è niente da fare. Dobbiamo ammetterlo. La tecnologia fa parte di noi. Della nostra quotidianità. Ma dove stiamo andando? Quali saranno i nuovi mezzi di comunicazione e quale ruolo ricopriranno in un futuro più o meno vicino? Possible. ou probable Il Gruppo Editis, una prestigiosa casa editrice francese, ha proposto il suo punto di vista attraverso la realizzazione di un cortometraggio intitolato "Possible ou probable". Il film, che ha ricevuto il Laurier di bronzo al festival di Creusot, si propone di fare un salto in avanti nel tempo. Nella vita di una giovane coppia nell'era dell'editoria digitale. Di' la tua Editis apre il dibattito. Il Giornale.it, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale delle Telecomunicazioni e della Società dell'Informazione, segue lasciando a voi lo spazio per esprimere le vostre idee e le vostre riflessioni su quello che è e che potrà essere. Guarda il cortometraggio (9 minuti) Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (112 votes, average: 1.14 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14May 08 Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo Il discorso di Silvio Berlusconi alla Camera (leggi il discorso del premier), l'apertura unilaterale al dialogo con l'opposizione (che è seguita alla telefonata del premier a leder del Pd), sono i segnali più evidenti che qualcosa sta davvero cambiando, nel Parlamento e nel Paese. Aggiungiamoci anche il discorso del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di alto profilo istituzionale e politico, come ha riconosciuto il presidente della Camera Gianfranco Fini. Insomma, molti saranno scettici, ma parlare di avvio di Terza Repubblica forse non è azzardato. Basta rileggere le parole del premier, il "sì" di Fassino a nome del Pd: l'asse Berlusconi-Veltroni si rinsalda, su questo punto cruciale, pur nella distinzione dei ruoli. Ma non sono tutte rose e fiori, anche Berlusconi e Veltroni devono fare come Fanfani qualche decennio fa: contare amici e nemici. E parare i colpi. Soprattutto Veltroni. Sconfitta alle urne la sinistra massimalista, resta da sconfiggere il partito "giacobino", quei giustizialisti che sono ripartiti alla carica (vedi il caso Travaglio-Schifani) e faranno di tutto per mettere i bastoni fra le ruote proprio a Veltroni. E' lui l'anello "debole" che la sinistra giacobina vuole colpire fino a indebolirlo e condizionarlo. Una prova? La sceneggiata di Antonio Di Pietro alla Camera: "Noi non abboccheremo, non intendiamo cadere nella tela del ragno. Abbiamo memoria e non intendiamo perderla. Conosciamo bene la sua storia personale e politica". Così ha parlato Tonino, l'ex pm. Ma il bersaglio non è il Cavaliere. No, lui ha una maggioranza solida, consegnatagli dal voto popolare. Il bersaglio è Walter, e di Pietro non è certo il suo solo nemico. C'è un filo che lega il Santoro, Travaglio, Grillo. Tonino punta dritto su quel mondo e pensa alle Europee del 2009. Come ci pensa su un altro versante Massimo D'Alema, tornato gran manovratore dentro e fuori il Pd. Del resto, come racconta Augusto Minzolini sulla "Stampa", alla cerimonia della consegna della Campanella usata per le riunioni del Consiglio dei ministri, Prodi ha detto a Berlusconi: "Tu sei un avversario, io i veri nemici li ho avuti qua dentro.". La battuta ora vale anche per Veltroni. A cosa serve un'opposizione parlamentare debole in una Paese normale? Peserà di più l'opposizione nelle piazze? L'apertura di Berlusconi (ma già in campagna elettorale era stato chiaro) aiuta Veltroni, ma anche l'Italia. L'ha capito anche Walter: "Occorre il riconoscimento della vittoria e della responsabilità da parte degli sconfitti ma anche l'equilibrio dei vincitori, perciò vi prendo in parola: siamo pronti da subito. Ma non pensate di avere il paese in mano". Scritto in Varie Commenti ( 101 ) " (52 votes, average: 2.9 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09May 08 E Walter diventa il "premier ombra" Dopo Occhetto (Pci poi Pds) nel 1989, Veltroni (Pci, Pds, Ds, Pd): la storia sembra ripetersi (ovviamente Veltroni spera in esiti migliori.) e torna il "governo ombra" (leggi l'articolo). Edizione rinnovata e aggiornata ai tempi di quella lontana esperienza partorita a Botteghe Oscure che - come ha ricordato Visco all'Unità - fu un fallimento e l'ex ministro ritiene che ci sarà il bis). Veltroni diventa "premier ombra" del "governo dell'opposizione": alla fine dopo trattative e incontri, divisioni e riavvicinamenti, no eccellenti (D'Alema e Parisi), tentennamenti divenuti alla fine un "sì accetto" (Bersani) ed entusiasti (Fassino, Franceschini) il leader del Partito democratico ha varato lo "shadow cabinet" di stampo anglosassone. Per ora le analogie finiscono qui, inutile fare il processo alle intenzioni che sulla carta sono buone. Tanto che la lista dei ministri ombra è stata presentata al presidente Napolitano (che fece parte - Esteri - della prima compagine occhettiana). Certo è sospetta la fretta con cui Walter si è affrettato a dichiarare "con D'Alema nessun conflitto, perché bisognerebbe essere in due.". Come dire: non sono io quello che polemizza e fa i distinguo. Insomma ponti d'oro al D'Alema portatore d'idee nel suo"ruolo importante che deve svolgere" alla fondazione ItalianiEuropei. Dopotutto il centralismo democratico non c'è più in casa degli ex-post e a-comunisti. Andare avanti, pensare subito alla direzione del Pd che sarà partorita dall'assemblea costituente. Mentre sprisce il "caminetto" e nasce il coordinamento dei "nove" che affiancherà il segretario piddino. Insomma, Veltroni riparte per tentare di rafforzare la sua non fortissima leadership. Vedremo se anche a sinistra nascerà davvero il "partito di Veltroni". Scritto in Varie Commenti ( 89 ) " (30 votes, average: 2.83 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 08May 08 Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra Il governo Berlusconi quater va e stavolta per i detrattori più accaniti del Cavaliere sarà difficile sostenere che non c'è niente di nuovo a Palazzo Chigi. Già, perché i ministri (quelli che contano, con portafoglio) sono solo 12 (9 senza portafoglio ma con la casella chiave delle Riforme affidata a Umberto Bossi) e perché sono entrati uomini nuovi che affiancano ministri già collaudati: 13 new entry (quattro hanno fra 31 e 40 anni). Continuità-discontinuità, insomma. Il premier è deciso è riprendere il filo del suo progetto Paese interrotto dai due anni di Prodi, ma molto è cambiato. Questo sarà davvero il governo del premier, innanzitutto, che potrà contare su un nocciolo duro di governo che ruota attorno al sottegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, a Tremonti, Bossi, Maroni. e poi ci sono Matteoli e La Russa. Poco spazio ai tradizionali giochi di partito e 23 giorni per mettere a posto tutto, come ha riconosciuto soddisfatto il presidente Giorgio Napolitano ("Lungaggini? Siamo stati più veloci della Spagna."). Velocità, azione (ai tempi di Craxi fu coniato l'efficace "decisionismo"), la scelta bipartitica degli elettori che hanno semplificato il quadro politico di maggioranza e opposizione rende tutto più "decisionista" e apre la strada a una nuova stagione del "fare". Berlusconi su questo è deciso: anche perché da "fare" c'è davvero molto: pensiamo solo al caso Alitalia o alla vergogna dei rifiuti in Campania. E poi ci sono "problemini" non da poco che si chiamano stipendi, carico fiscale, sicurezza, immigrazione clandestina, rilancio del sistema paese, costi della politica e della burocrazia, federalismo. Mali antichi e problemi nuovi. Ecco perché Berlusconi ancora una volta ha sparigliato le carte. Per "fare", come chiedono gli italiani, serve un governo del premier (il Cavaliere) più che dei partiti. Ora ci aspettano i primi cento giorni di "luna di miele" con il Paese e le responsabilità di governo e maggioranza sono davvero grandi. Intanto la sinistra litiga sul governo che non ha sul "governo ombra" voluto da Veltroni (leggi l'articolo). Già perché anche il premier ombra ha i suoi problemi. Intanto D'Alema e Parisi hanno detto no, Bersani non è convinto, mentre Fassino ha detto sì per recuperare ruolo e visibilità. Ma serve il governo ombra? Esperienza di stampo anglosassone già sperimentata nel 1989 dal Pci poi diventato Pds. Allora non funzionò. lo volle Achille Occhetto quandò andò in crisi il governo De Mita e subentrò Andreotti (sesto governo) e la maggioranza era pentapartito. Sapete chi c'era? Giorgio Napolitano (esteri), Visco (finanze), Giovanni Berlinguer (sanità), Scola (spettacolo), Rodotà (giustizia). E oggi sull'Unità lo stesso Visco lo stronca: "Il governo ombra non ha un suo ruolo istituzionale e dunque non riesce ad operare. Si aggiunga il fatto che in un sistema dove ci sono più partiti, e non solo due come in Gran Bretagna, ciascun partito ha gruppi e rappresentanti in commissione. A questo punto si capisce perché non è stato esportato dalla Gran Bretagna in nessun altro paese. Lì è un luogo riconosciuto dell'opposizione. Da noi no". Senza contare, fa notare Visco, che tale proposta "anche interessante nella nostra esperienza passata non funzionò" e che "ci sono delle persone autorevoli dei partiti che stanno fuori dal governo ombra e che certo non smetteranno di dire quello che pensano", a cominciare da Massimo D'Alema. Comunque Walter ci riprova ma quello che dovrebbe essere un punto di forza del Pd rischia di rivelare che il re è nudo, perché sta mettendo in mostra divisioni correntizie, lacerazioni personali di un partito che pare allo sbando ed in cerca della rotta con una bussola rotta. Scritto in Varie Commenti ( 67 ) " (49 votes, average: 2.1 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05May 08 D'Alema batte un colpo. Contro Walter. E "L'Unità" se la prende con la sinistra veltroniana tutta feste e terrazze E alla fine Massimo D'Alema parlò. Dopo una campagna elettorale che è apparsa ai più "silente" (salvo evitare le dimissioni di Bassolino in Campania per scongiurare il voto anticipato alla Regione ed rinviare l'ennesima sconfitta del Pd), il ministro degli Esteri ha rivestito i panni dell'uomo di partito e ha iniziato a sparigliare le carte nel loft veltroniano. già, perché la resa dei conti post elettorali sarà lunga e sicuramente non indolore nel centrosinistra. "La sconfitta è stata grave, ed è di lungo periodo. Serve quindi una riflessione approfondita.". Primo colpo. "La sintonia tra Berlusconi e il Paese, cominciata nel '94, non è mai finita". Secondo colpo. Il Pd "deve cercare di coalizzare coalizzare tutte le forze che si oppongono alla destra" perché anche se non è in Parlamento la sinistra radicale "non è scomparsa dal Paese e il Pd non è chiamato a continuare a correre sempre da solo, anche perché in Italia ci sono leggi elettorali diverse. Con il 33% l'autosufficienza sarebbe un errore". Quarto colpo. Partito del Nord? "Abbiamo bisogno di un grande partito nazionale, fortemente radicato nel territorio, con una struttura federale che abbia dei leader". Quinto colpo. "Non sono candidato nè aspiro a nessuna carica, quindi non sono antagonista di nessuno". Sesto colpo, il più pericoloso perché, tradotto significa "caro Vetroni, mi tengo le mani libere.". Così emerge "l'altra linea del Pd" a-veltroniano, che sembra saldare attorno a D'Alema anche il prodiano Parisi e il delusissimo (e furibondo) Rutelli, in cerca di rivincite, lui che è stato mandato allo sbaraglio. Per ora Veltroni regge, per ora. Vedremo se avrà davvero intenzione di andare al congresso anticipato e alla inevitabile conta. Anche perché non è da escludere un ritorno di Prodi, quando cadono le prime foglie dell'autunno. In fondo anche lui per ora si tiene le mani libere, ma i messaggi che ha mandato in giro non sono certo rassicuranti per Veltroni. Intanto "L'Unità" fa satira contro la sinistra veltroniana, come spiega il nostro Gianni Penncchi: è tutta feste e terrazze, con una serie di amare vignette-denuncia di Stefano Disegni, "matita cult" della sinistra. E' COSI'? COSA NE PENSI? DI' LA TUA Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (121 votes, average: 1.4 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Apr 08 Quel venticello di Roma che diventa uragano. Per Veltroni Ebbene sì, la straordinaria vittoria di Gianni Alemanno che ha abbattuto il "muro" di Roma, non ha travolto solo Rutelli ma ha anche ridotto in macerie (politiche) il loft veltroniano. E ha aperto la strada alla resa dei conti all'interno del Pd. Dopo la sconfitta senza se e senza ma alle elezioni politiche è arrivata la mazzata della perdita del Campidoglio. Altro che venticello di Roma, il centrosinistra è stato spazzato via dall'uragano Gianni. E ora, povero Walter? Quando inizieranno a volare gli stracci in casa del bi-sconfitto, accusato da Rutelli di averlo lasciato solo e atteso al varco da Massimo D'Alema? Dopo la sconfitta elettorale i leader dei partiti di sinistra defenestrati a furor di voto popolare dal parlamento, si sono dimessi. E Veltroni? Resterà a combattere come una sorta di San Sebastiano infilzato dal centrodestra e dai suoi, oppure farebbe meglio a lasciare la guida del Pd? In fondo lui sogna l'Africa e qualcuno dei suoi, perfidamente, potrebbe anche soprannominarlo "sciupone l'africano", politicamente parlando. Già, perché dall'I care all'inno all'obamismo pare proprio non averne azzeccata una. Veltroni è in grado di costruire un grande partito di centrosinistra di stampo europeo o ci sono altri in grado, meglio di lui, di farlo? Cosa ne pensate? Veltroni deve restare o dimettersi? Dì la tua Secondo voi, chi dovrebbe guidare il Pd? Vota il tuo leader Scritto in Varie Commenti ( 58 ) " (130 votes, average: 1.49 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 24Apr 08 Roma, quali sono le priorità da affrontare? Dite la vostra A Roma lo scontro per la conquista del Campidoglio si fa sempre più acceso, a fianco del candidato sindaco del Pdl, Gianni Alemanno e di quello del Pd Francesco Rutelli, sono scesi in campo anche i leader dei partiti. Sicurezza, campi rom, traffico, periferie abbandonate, futuro di Fiumicino e Alitalia sono i temi caldissimi della campagna elettorale: domenica e lunedì ci sono i ballottaggi per Comune e Provincia. Ed è una sfida decisiva. Come hanno detto Berlusconi, che ha attaccato frontalmente Rutelli (è un voltagabbana) e come ha sottolineato Fini: "Condizione irripetibile per vincere nella Capitale". Con Veltroni e i suoi impegnati a difendere la poltrona di sindaco dopo la sconfitta alle politiche. Roma deve voltare pagina, si dice, ma come? Quali sono le priorità che il nuovo sindaco dovrà affrontare? Dite la vostra Scritto in Varie Commenti ( 96 ) " (92 votes, average: 1.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (39) Ultime discussioni Fabio: Beh che dire.questa bomba a orologeria dei magistrati che puntualmente esplode prima, durante o subito... Giacomino G.: Devo dire che ci avevo quasi creduto, avevo apprezzato l'On. Veltroni per la coraggiosa decisione... nando: Che strano questo Veltroni. Vuole scendere in piazza contro Berlusconi, ma non vuole fare antiberlusconismo.... Domenico Caponi: In autuno in piazza, credo a Roma, il bancarottiere Veltroni troverà qualche milione di romani che... andrea: Alberto, solo un ultima considerazione per tutti i lettori del blog: questo paese ha bisogno che almeno per... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1 Emails Ultime News Dal Molin, il Tar boccia l'ampliamento della base americanaFs in rosso dicono addio al vagone ristoranteL'ad: mercato disastroso Il titolo Fiat perde l'8,5%Naomi condannata: 200 ore di servizi socialiBerlusconi: le toghe non sovvertano il voto Anm: "Basta insulti, Napolitano ci riceva"Veltroni: in autunno in piazza contro il governo Il Cavaliere: "A Roma una voragine, se ne vada" Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (2) May 2008 (6) April 2008 (7) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts L'autunno caldo di Walter. 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Lombardia, l'autonomia è alle porte (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Federalismo Lombardia, l'autonomia è alle porte Albertoni: "Con il sì del governo allo Statuto, ora l'impegno è su fisco locale e le nuove competenze" Può dire soddisfatto "missione compiuta" Ettore Adalberto Albertoni, presidente del Consiglio regionale lombardo ormai pronto a lasciare il testimone al collega del Carroccio Edgardo Arosio: il nuovo Statuto del Pirellone non verrà impugnato dal governo davanti alla Corte costituzionale e, come annunciato l'altro ieri dal governatore Roberto Formigoni, il testo entrerà in vigore a partire dal primo settembre. "Ma per cortesia non chiamatelo "Statuto Albertoni" - afferma l'esponente del Carroccio -, perché è stato un testo sul quale si è espressa in modo critico ma anche costruttivo gran parte dell'opposizione: segno che sulle regole fondanti dell'autonomia regionale c'è stato un comune sentire". Insomma, promossa su tutta la linea la strategia di Albertoni il quale, infaticabile, ha bruciato i tempi e ha saputo incassare anche il "sì" convinto del Pd lombardo e l'astensione benevola della sinistra. E prima di abbandonare il Consiglio regionale, il professore della Lega indica la rotta politica: "Lo Statuto lombardo non è altro che una parte del "pacchetto" ben più consistente che porterà la Lombardia alla vera autonomia: ora la partita si sposta sul federalismo fiscale e sulle deleghe richieste dal Pirellone in osservanza dell'articolo 116 della Costituzione". Ovvero, fisco reinvestito sul territorio e libertà d'azione in temi quali l'ambiente, la giustizia, la sanità, la polizia locale, le infrastrutture, l'istruzione, la ricerca, i beni culturali. Professore, all'inizio c'era chi rimproverava la Lombardia di un certo ritardo nell'elaborazione dello Statuto. Ora il tempo è stato recuperato? Sono soddisfatto perché elaborare le regole dell'autogoverno regionale non è una gara a tempo, bensì un'opera certosina di definizione di competenze, regole e meccanismi che richiede un forte impegno. Certo, dieci regioni l'hanno presentato prima di noi ma nessuno di quei testi può vantare un "percorso netto" come il nostro: in cinque anni su quegli Statuti si è creata una conflittualità elevata, con ben cinquecento pronunciamenti della Corte di Cassazione. Con lo Statuto lombardo questo non è accaduto, quindi già in autunno sarà operativo. In più ha incassato il sostegno di parte dell'opposizione in Regione: è stato un piccolo "miracolo"... Per questo dico che lo Statuto è davvero l'espressione del Consiglio regionale e quindi del territorio: con la maggioranza di centrodestra ha votato il Pd, per un totale di 59 "sì", mentre l'attuale Sinistra arcobaleno si è espressa con sette astensioni. Unico voto contrario è stato quello dell'Italia dei Valori. A questo punto, definita la carta fondante dell'autogoverno lombardo, quali altre mosse sono in vista? A livello operativo il Consiglio dovrà darsi un nuovo regolamento e poi stabilirà la nuova legge elettorale regionale. Ma l'importante è il dialogo con il governo di Roma per i due punti cardine dell'autogoverno: il federalismo fiscale e le competenze che ci spettano secondo l'articolo 116 della Costituzione. Lei si sta spendendo molto a Roma: che clima ha trovato? Rispetto al governo Prodi, il quale al di là di cortesi colloqui non è mai andato oltre, ho trovato esponenti veramente interessati alle richieste lombarde, e soprattutto informati sulle esigenze che hanno i territori di autogovernarsi. Finalmente i valori del federalismo si stanno coniugando con i finanziamenti, che sono la "benzina" del motore federalista. Quindi le richieste che la Lombardia fa in merito di restituzioni di parte dell'Iva, dell'Irpef e delle accise su giochi e tabacchi non sono né astruse né tantomeno, come qualcuno ha accusato falsamente, manifestazioni di egoismo da parte del Nord. Allo Stato centrale non neghiamo parte delle nostre risorse, bensì si richiede che la spesa su un territorio che genera entrate fiscali enormi sia ampia, adeguata e soprattutto qualificata. E i ministri le sembrano pronti a cooperare? Mercoledì ho incontrato Giulio Tremonti e Renato Brunetta e, per quanto riguarda le loro competenze, non hanno avuto nulla da eccepire. L'impegno sul federalismo fiscale del ministro dell'Economia è noto, e anche il ministro della Funzione pubblica sa benissimo che la Lombardia, nonostante la Regione abbia il numero minore in proporzione di impiegati - circa tremila, ndr - aspetta nuove iniziative, in termini di efficienza e produttività, per le burocrazie degli altri enti locali, come i Comuni e le Province, che vanno riqualificate e specializzate. Anche con Roberto Maroni troverò attenzione sul tema della polizia locale e dei suoi compiti amministrativi, così come il ministro dei Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, si è già detto compiaciuto del "modello lombardo" di autonomia. Insomma, si è a buon punto... Infatti: ora lasciamo lo spazio a forze più giovani e più determinate che dovranno riempire di contenuti e di finanziamenti la struttura di governo che, ripeto, tutti insieme abbiamo elaborato in Consiglio regionale. Per questo la festa dello Statuto di lunedì prossimo al Pirellone sarà, al tempo stesso, gioiosa e sobria. Gli strumenti del federalismo ci sono, ma ora la gente, che ha capito che il Pese deve risollevarsi, deve essere ben governata e ben diretta, deve vedere premiato il proprio lavoro ed essere servita da istituzioni competenti ed efficienti. Pier Carlo Batté 20/06/2008.

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Wall Street, uno scandalo lungo 15 anni (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 20-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'ex covo del boss coco trovato Wall Street, uno scandalo lungo 15 anni Il locale dato al Comune potrebbe andare all'Aler per essere trasformato in minialloggi Troppo costoso ristrutturarlo e trasformarlo come previsto in focacceria gestita da giovani seguiti dal Comune Chiuso da 15 anni in attesa di una destinazione: ora finalmente si apre una nuova speranza ma è ancora presto per cantare vittoria. Il locale Wall Street di via Belfiore a Germanedo, sequestrato nell'ambito della maxioperazione antimafia nel 1993 condotta da Armando Spataro che prese appunto il nome nel locale perché ritenuto la base operativa del clan Coco Trovato, sta aspettando da allora di essere utilizzato ma ora se il ministero darà il via libera, potrebbe essere trasformato in mini alloggi per giovani coppie o anziani . Ma il condizionale è d'obbligo perché in questa vicenda la burocrazia ha davvero superato ogni limite. Ci sono voluti anni perché il Comune ne entrasse in possesso, perché conteso anche con i vigili del Fuoco che in un primo momento vi avrebbero trasferito gli uffici amministrativi. Ipotesi poi abbandonata per i costi. La palla allora passò al Comune che nel 2006 se ne appropriò ufficialmente. In piena campagna elettorale, al vice sindaco Daniele Nava facente funzioni di sindaco e all'attuale sindaco Antonella Faggi candidata a primo cittadino, in una cerimonia ufficiale in Prefettura vennero consegnate le chiavi. Ma da allora nulla è stato fatto. IL PROGETTO ORIGINARIO La proposta ideata e portata avanti con determinazione dall'ex assessore ai servizi sociali Carlo Invernizzi e fatta propria dall'amministrazione comunale, era quella di trasformare lo stabile in un locale gestito dai giovani seguiti dal Comune che avrebbe dovuto autofinanziarsi con la vendita di prodotti da asporto come pizza, focacce o piadine. Nei dintorni infatti ci sono parecchie scuole e gli studenti sarebbero stati la clientela più appropriata. Fino a quando almeno proprio davanti all'istituto Fiocchi non è sorta una pizzeria e focacceria da asporto a rovinare i sogni di gloria. COSTI ESORBITANTI Ma non è stata solo l'impossibilità di far concorrenza a un privato a scoraggiare il Comune e ad abbandonare la proposta. L'assessore ai Servizi Sociali Angela Fortino ha effettuato un sopralluogo con i tecnici e ha trovato un immobile completamente distrutto con più niente da salvare. Per ristrutturarlo servirebbero almeno due milioni di euro. "Mi rendo conto che prendere l'immobile sequestrato è stato un gesto molto teatrale - ha detto il primo cittadino in consiglio comunale lanciando una frecciata all'ex assessore ai banchi dell'opposizione - ma poi gestirlo con i fondi a disposizione del Comune è praticamente impossibile. Non possiamo ristrutturarlo". ALLOGGI PER GIOVANI A questo punto si è cercato di correre ai ripari. L'assessore Fortino ha contattato la Prefettura da cui dipende comunque l'immobile e ha cercato insieme al prefetto una soluzione, individuata nell'Aler. Con una modifica di destinazione d'uso da inserire nel Pgt e magari acquisizione di aree perché l'immobile è piccolo, l'Aler potrebbe realizzare minialloggi per giovani coppie e anziani. La proposta è stata inviata al ministero e ora si attendono risposte. Ma i tempi romani, si sa, purtroppo sono incognita. Lorenza Pagano 20/06/2008.

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Immobili Asl "Potremmo anche ripensare tutto" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 20-06-2008)
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ASTI.DOPO LO STOP ALLA VARIANTE Immobili Asl "Potremmo anche ripensare tutto" Galvagno ha fretta "Se la Regione ha altri obiettivi noi non ci sentiamo vincolati" "Una alternativa è rappresentata dalle varianti parziali, più snelle e veloci" [FIRMA]FRANCO CAVAGNINO ASTI Brutta botta la bocciatura in commissione tecnica urbanistica regionale della variante al Piano regolatore per il riuso degli immobili Asl. Il sindaco Galvagno parla di bastonata. Bisogna ora vedere se la ferita si rimarginerà. Smaltita la delusione immediatamente successiva allo stop inferto alla delibera, ieri l'Amministrazione comunale ha convocato una conferenza stampa per far conoscere la propria posizione. L'assessore all'Urbanistica Fabrizio Imerito ha tenuto a far sapere che il voto in commissione dell'assessore regionale Sergio Conti è stato decisivo per l'esito finale che ben si conosce. Par di capire, dalle sue parole, che si sia trattato di una seduta di commissione particolarmente confusa con frequenti andirivieni dell'assessore. "Il quale - ha precisato il collega astigiano - ha comunque ammesso il suo errore, ci ha rassicurato che si è trattato di una svista tecnica e si è scusato". Incidente chiuso, dunque? La delibera approderà in giunta il 30 giugno. Infatti la parola finale spetta all'esecutivo, mentre il parere della commissione urbanistica, pur obbligatorio, non è vincolante. "Se da quella seduta - spiega Imerito - dovesse uscire una bocciatura complessiva della variante con conseguenti tempi biblici per rimettere tutto in moto, l'Amministrazione potrebbe trarre le proprie valutazioni, cambiare l'impostazione e agire non più con una variante strutturale, bensì con varianti parziali, più agili, veloci e in grado di garantire maggiore autonomia al Comune". Qualora invece la Regione chiedesse solo aggiustamenti "potremmo proseguire sulla strada intrapresa". La variante ricevuta in eredità dall'Amministrazione Voglino non è mai piaciuta troppo al centrodestra. "L'abbiamo portata avanti per spirito di continuità - hanno detto Galvagno e Imerito - vincendo anche alcune resistente interne alla maggioranza". Ed ora che anche la "burocrazia" si è messa di mezzo, il decisionismo del sindaco è messo a dura prova. "Io non so - ha sottolineato - se la Regione ha altri obiettivi, ma questo fatto ci dà il destro per esaminare delle alternative, per dare un'accelerazione vera. Non è detto che ci sentiamo vincolati". Galvagno agita lo spauracchio dei tempi lunghi: 3 anni per arrivare dall'avvio della variante all'esame di ieri l'altro in commissione regionale. "Poi bisognerà mettere mano al Piano particolareggiato, altri due o tre anni almeno". La parola velocizzare diventa per lui quasi uno slogan scontato. Il vice sindaco Sergio Ebarnabo ha dato invece del no in commissione una personale interpretazione che aprirebbe altri scenari. "Sappiamo da ambienti del Pdl che da mesi si parla di un'operazione di cartolarizzazione degli immobili Asl con l'intervento di un'immobiliare. Se così fosse non ci si sarebbe da stupirsi più di tanto di quel voto. Un conto è però buttare sul mercato 140 mila metri cubi a servizi e un altro averli a disposizione in un disegno della città e con una rosa di destinazioni diverse. Il loro valore cambierebbe eccome". In questo "braccio di ferro" che si sta giocando tra Asti e Torino l'Asl, pur essendo interessata direttamente, è spettatrice. Il direttore generale dell'azienda Luigi Robino, ieri mattina, ha dichiarato "che l'unica soluzione seria è la variante" e ha richiamato lo spirito con cui l'operazione è nata: non fare "spezzatini" del patrimonio immobiliare, ma inserirlo in un disegno complessivo che coinvolga la città.

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Tutti sott'acqua per cemento e burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

L'intervista. Il direttore del Genio Civile analizza le cause e i possibili rimedi degli allagamenti che nelle ultime settimane hanno colpito molti centri Tutti sott'acqua per cemento e burocrazia Ci sono opere, come il Pra' de Gai, in lista d'attesa da 40 anni. E spesso mancano i fondi Anche i Comuni hanno le loro colpe quando i danni sono molto localizzati TREVISO. La Marca finisce troppo spesso sott'acqua? Colpa del cemento e della burocrazia. E' l'ingegner Adriano Camuffo, direttore del Genio Civile di Treviso, dal 1987 al lavoro nel capoluogo, a spiegare le cause principali dei danni da allagamenti che, nelle settimane scorse, hanno colpito Pieve di Soligo, Vittorio Veneto, Conegliano, Oderzo, Volpago, Giavera, Mogliano e altri centri della Marca. Molti trevigiani sono rimasti per giorni col naso all'insù, spaventati da una delle primavere più piovose degli ultimi anni e dall'ingrossamento di fiumi e torrenti. Lo straripamento dei corsi d'acqua, ma anche l'imprevedibile reflusso di acqua da tombini e caditoe, hanno fatto finire sott'acqua campi e strade, scantinati e abitazioni. Ingegner Camuffo, quali sono le cause di questa situazione? "E' indubbio che l'urbanizzazione spinta degli Anni Sessanta, Settanta e, soprattutto, Ottanta, col boom economico e la trasformazione di terreni agricoli in terreni urbanizzati e quindi impermeabilizzati, ha grosse responsabilità sui fenomeni di queste settimane. Solo da alcuni anni gli interventi edilizi sono rientrati nell'alveo di un maggiore buon senso e di una maggiore attenzione alla compatibilità con l'assetto idraulico. Potremmo paragonare i flussi della rete idrica a quelli del traffico. Mentre sul secondo c'è un'attenzione costante, dei rischi di allagamento ci si rende conto, da parte dell'opinione pubblica, solo quando si verifica l'emergenza concreta". Colpa dei Comuni e dei loro Prg? "Nelle ultime settimane gli allagamenti si sono verificati nella Marca a macchia di leopardo, con carattere molto localizzato, più che su scala provinciale. E' chiaro che quando l'allagamento è dovuto all'insufficienza della rete fognaria, e quindi a una situazione molto localizzata, i Comuni hanno le loro responsabilità". I Comuni e i Consorzi di bonifica, però, lamentano la mancanza di finanziamenti regionali anche per interventi idraulici ritenuti urgenti... "C'è un doppio problema, di burocrazia e di risorse. Da "burocrate", dico che la burocrazia ci sta portando sull'orlo dell'esasperazione. Non è possibile dover raccogliere e preparare decine di elaborati anche per interventi urgenti e di scarso rilievo. Il metodo della "concertazione" e della "progettazione condivisa" che è invalso da anni anche in questo settore crea un inevitabile allungamento dei tempi, spesso incompatibile con le esigenze di rapidità degli interventi. Mi viene in mente il caso della sistemazione del bacino di espansione del Pra' de Gai, necessario per la sicurezza del Livenza. Se ne discute dal 1966, se ne parla da più di 40 anni, quindi, e ancora la realizzazione non pare imminente. In questo caso, tra l'altro, sono coinvolte due Regioni, con proprie leggi e regolamenti, e quindi c'è una sovrapposizione di competenze a complicare le cose. Ci sono protocolli d'intesa ad hoc, ma i tempi si allungano. Una semplificazione è stata introdotta col passaggio delle competenze sui fiumi dal Magistrato alle Acque alla Regione, ma serve una semplificazione ulteriore degli iter per l'approvazione delle opere, i tempi sono ancora troppo lunghi, imbarazzanti. Non rispondono all'esigenza di rimedi rapidi". E il problema delle risorse? "E' all'ordine del giorno. Da qualche anno il Genio Civile rilascia una valutazione di compatibilità idraulica sugli interventi più impattanti. La filosofia di fondo è che i nuovi interventi edilizi non devono prevedere maggiore apporto di acqua verso valle. Pensiamo, per esempio, al caso di una lottizzazione con scarichi di acque bianche su un torrente. La Marca è un sistema idrico unitario: se il Monticano si alza di un paio di metri a Conegliano, per esempio, i rischi di allagamento si ripercuotono subito a valle. Il secondo concetto è che gli interventi edilizi su aree potenzialmente a rischio devono essere preceduti, e sottolineo preceduti, non seguiti o eventualmente seguiti, dalla realizzazione delle necessarie opere idrauliche. Rimane però aperto il problema dei finanziamenti. Chi deve pagare queste opere? I consorzi o la Regione? E spesso le risorse mancano. Anche se devo dire che il Veneto è una delle regioni più attive su questo fronte, il problema dei finanziamenti è attuale. Si somma a quello dei tempi e quindi diventa più grave". Un consiglio pratico per chi progetta nuovi edifici? "Evitare, se possibile, i piani interrati, come garage e spazi abitati sotterranei, taverne o simili, specialmente se si abita in aree a rischio, a ridosso di grandi corsi d'acqua. Fatalmente sono i più esposti ad allagamenti ed eventi calamitosi".

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Muraro: a rischio i lavori del ponte (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Cimadolmo. Sorpresa all'inaugurazione della variante. In programma anche una strada fino al nuovo casello di Santa Maria e una rotatoria Muraro: a rischio i lavori del ponte Il presidente: "Il costo dell'acciaio è aumentato, ma l'opera va conclusa" CIMADOLMO. L'aumento del costo dell'acciaio mette a rischio la realizzazione del nuovo ponte sul Piave: il presidente della Provincia Leonardo Muraro lancia un avvertimento all'impresa costruttrice perché non ne approfitti. La notizia è emersa all'inaugurazione della variante alla provinciale 33 a Stabiuzzo, che ha tolto i camion dal centro del paese, convogliandoli lungo l'argine del Piave. "Mi auguro che l'impresa non voglia fare la furbetta - ammonisce il presidente dal palco - anche se sono consapevole che i costi dell'acciaio sono aumentati di otto volte nell'ultimo periodo, è necessario siano trovate soluzioni adeguate e che l'opera venga portata a termine secondo gli accordi". Il problema non starebbe nei tempi, quanto nei costi che potrebbero lievitare. Ricordiamo che la Provincia finanzia l'importo totale dell'opera pari a 3 milioni 140 mila euro. I lavori dovranno essere conclusi entro l'11 novembre dall'impresa Fratelli Paccagnan spa di Ponzano Veneto che si è aggiudicata la gara di appalto. "Abbiamo concordato un incontro per valutare un altro tipo di acciaio - prosegue Muraro - quello che è certo è che la tempistica sarà rispettata, altrimenti qualcuno salta". Il presidente ha preannunciato che la prossima settimana sarà consegnato uno studio di fattibilità avanzato sul nuovo casello autostradale di Santa Maria di Piave al quale sarà collegata la provinciale 33. La Provincia proseguirà poi gli interventi nel territorio con la realizzazione della nuova rotatoria all'altezza della cantina di Roncadelle e quindi, proseguendo verso sud, con l'attesa tangenziale di Ponte di Piave. "Il problema principale è che abbiamo calcolato che per 250 giorni di realizzazione di un'opera sono necessari 1.300 giorni di burocrazia - chiude il presidente della Provincia - ciò significa che la maggior parte dei nostri sforzi si deve concentrare sui documenti. Questo è il vero problema che chiediamo a Roma di risolvere e per il quale vogliamo sia realizzato il federalismo e la devolution". Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Giancarlo Cadamuro e dal vice Egidio Cadamuro che hanno ricordato l'iter avviato nel 2001 con l'accordo programma per la sistemazione della strada provinciale 33 a San Michele e proseguito con quello siglato nel 2005, portato a termine ieri con il taglio del nastro della nuova bretella. Nell'occasione la Provincia ha consegnato una nuova auto alla Protezione civile capitanata da Giorgio Grigolin. (Barbara Battistella).

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Dubbi sulla chiusura per Napolitano (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

MUNICIPIO/2 Dubbi sulla chiusura per Napolitano VITTORIO VENETO. Iniziati ieri i lavori, ma finiranno in tempo? In forse l'ascensore ed i nuovi bagni per il presidente della Repubblica, che dovrebbe essere in visita a Vittorio Veneto il 30 ottobre. "Dovevamo partire col cantiere ancora a gennaio, i lavori sono iniziati da poco, non so ce la faremo", anticipa il sindaco Giancarlo Scottà. I motivi del ritardo? Scottà non li ha dichiarati esplicitamente in consiglio comunale, ma ha fatto intendere che ancora una volta si sarebbe intromessa una dirigente della Soprintendenza. L'idea dei tecnici comunali, condivisa dall'amministrazione, era di installare l'ascensore all'esterno, per evitare ecce3ssivi lavori all'interno. La Soprintendenza si è opposta. "Abbiamo perso un sacco di tempo in mille pratiche. Evidentemente la burocrazia se ne sbatte anche del Capo dello Stato". (f.d.m.).

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Perché solo a me la multa? (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pavia, parcheggio e vigili urbani. Il caso di via Riviera Perché solo a me la multa? Sono stato a lungo incerto se inviare o meno alcune riflessioni molto amare sul comportamento di alcuni agenti della polizia municipale locale (pochi, per fortuna) che gettano qualche ombra di troppo su un corpo in massima parte meritevole di elogi per i servizi che rende. Vorrei sottolineare che quanto scrivo non ha intenti polemici; anzi, spero che qualche dirigente della polizia locale si faccia vivo e mi spieghi, se e dove sbaglio nel formulare i miei giudizi. Sono un pensionato, pavese da sempre, che da circa quarant'anni abita in una laterale di via Riviera; scrivo su una situazione che verifico ogni giorno e conosco, purtroppo, molto bene. Il tratto iniziale di via Riviera è l'unico dotato di una piccola zona disco gratuita (1 h, a rotazione, nei giorni feriali) separata da un lungo salvagente, a due tratti, dalla via principale di scorrimento, direzione da corso Manzoni a San Lanfranco. Si tratta di pochi posti macchina, quasi mai liberi perchè alcune vetture stazionano per intere giornate, altre per settimane o mesi, una di queste da alcuni anni, con il contrassegno assicurativo scaduto dall'aprile 2007; intorno ho visto spuntare, crescere, inaridirsi e rispuntare le erbacce spontanee; raramente ho visto multe a sanzionare il comportamento egoistico degli automobilisti proprietari. Vengo al nocciolo della domanda e al perchè della lettera: una mattina di qualche giorno fa trovo un posto libero sul finire della zona disco, un vero colpo di fortuna. Espongo il disco orario e parcheggio: uso alla macchina dietro la cortesia di uno spazio di manovra (un pò risicato) nel caso debba "uscire" prima di me; torno dopo una cinquantina di minuti e trovo una multa di 74 euro per "sosta in prossimità di area di intersezione". In effetti una 60na di cm. del "muso" erano "parcheggiati" oltre i triangolini di precedenza dipinti sull'asfalto e il segnale verticale di dare precedenza, posto sul margine del marciapiede di destra. Sottolineo che il "fuori zona disco" è circa un settimo della lunghezza della vettura, che comportandomi da incivile "incastrando" la vettura dietro la mia, sarei stato formalmente in regola, ma non in pace con me stesso. Aggiungo che la zona di intersezione reale inizia 8 metri più in là, quando termina il marciapiede destro e che tale area è in realtà una semplice rientranza, a fondo chiuso, della stessa via Riviera, asservita al traffico da e per i box (e un cortiletto) dei condomini che insistono su quel tratto di strada. Tutte queste annotazioni sono il contorno della questione, non la questione. Non contesto infatti la multa, che è formalmente ineccepibile, anche se mi viene da dubitare del buon senso dell'agente che l'ha erogata; quello che mi fa uscire dai gangheri e mi risulta incomprensibile è il fatto che di una ventina di autovetture in quel momento non in regola non ne siano state multate, a differenza della mia, proprio nessuna. C'erano vetture davanti, ben più in area di intersezione della mia; nessuna delle autovetture dietro, in zona disco esponeva il disco con l'orario corretto, (da tempo spesso immemorabile). C'erano vetture a chiudere perpendicolarmente il marciapiede di destra e l'inizio di quello posto davanti alla Banca Popolare di Milano, con impossibilità di transito anche a pedoni supermagri; c'erano vetture parcheggiate sulla destra del salvagente divisorio a strozzare il flusso vetture in zona disco, altre posteggiate da diverse ore sul salvagente; altri automezzi posti in doppia fila sull'area di intersezione stessa per rendere più emozionanti le manovre di entrata ed uscita dei residenti. Il vero problema non è quindi la multa (ho formalmente torto), ma perchè due pesi e due misure. Perchè la polizia locale non rimuove le vetture non in regola, al fine di liberare posti di sosta, almeno in zona disco, facendo rispettare a tutti i regolamenti di viabilità della zona? Da quando l'omissione di atti dovuti ha perso responsabilità amministrativa e penale? Perchè nessuno degli agenti di polizia locale a cui nel corso degli anni è stata segnalata la situazione, si muove per porvi rimedio? Pagherò volentieri la sanzione comminata quando vedrò i vigili attivarsi per correggere la situazione di caos che hanno lasciato si creasse nella zona in questi anni e metteranno in atto uniformità di comportamento a parità di situazioni e circostanze facendomi sentire un cittadino a pieno titolo, anche se vecchio, e non un suddito della burocrazia pavese. Giuseppe Bozzi Pavia.

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Grillo: no a doppioni udine-trieste (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Udine Grillo: "No a doppioni Udine-Trieste" L'ex consigliere provinciale: Parco scientifico e Area di ricerca, troppe analogie "Quel discorso dimostra arretratezza culturale, superficialità di impostazioni, nella migliore delle interpretazioni, ma è più probabile che sia l'inizio dell'emergere di spinte verso l'annullamento dell'identità e degli interessi del Friuli". Così l'autonomista Valeria Grillo, presidente di Identità e innovazione. Che insorge contro la riflessione-provocazione dell'assessore regionale al lavoro, formazione, università e ricerca Alessia Rosolen, convinta che il sistema regionale di ricerca vada razionalizzato secondo precise specializzazioni, così che non vi siano doppioni tra Udine e Trieste, tra Parco scientifico e Area di ricerca. "Le dichiarazioni dell'assessore - spiega la presidente di Identità e innovazione - pongono in evidenza ancora una volta con quali pregiudizi in certi ambienti triestini si guardi all'aspirazione della comunità friulana a dotarsi di propri autonomi strumenti di sviluppo. Il polo scientifico e tecnologico di Udine è stato realizzato per consentire al sistema delle imprese friulane di disporre di un'area in cui siano concentrate le attività di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico, situata nel cuore del sistema industriale friulano. Il discorso dei doppioni sembra invece mostrare la volontà che il Friuli venga annegato in un'indistinta poltiglia friul-giuliana negatrice di ogni differenza e di ogni autonomo slancio alla crescita". La Grillo sostiene quindi la validità della competizione in grado di arricchire una realtà sociale e di far emergere la qualità. "Bisogna impedire - argomenta la Grillo - che quelle impostazioni diventino fatti concreti arrivando alla chiusura delle istituzioni friulane, che secondo certi pensieri devono essere demolite o poste sotto lo stretto controllo dei centri decisionali regionali. E cioè sotto le burocrazie regionali e i centri di potere e gli interessi triestini". (a.bu.).

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In Vaticano non è più il tempo del sorriso (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Benny Lai Un tempo frequentare il Vaticano era piacevole. Lungo le sue strade e i suoi cortili, che sostituiscono le piazze, si incontravano meno preti di quanti se ne vedono per le vie di Roma. Nel senso che quelli del Vaticano, pur indossando la veste e non ancora il clergyman, restavano uomini. Non erano untuosi, non reputavano di trovarsi sempre in confessionale, e porgevano la mano tesa alla stretta. Naturalmente anche tra costoro v'era chi allungava mollemente il braccio verso il basso, così da sollecitare l'interlocutore a baciare la mano e chi si accomiatava con il gesto mellifluo di ritirare le dita per mostrare una apparente umiltà. Ma erano casi isolati. Adesso è diverso. Adesso anche entro le mura il prete con la veste è raro, e nessuno osa stendere il braccio con la muta richiesta della mezza genuflessione e del bacio della mano. Il concilio Vaticano II e l'accento posto dai pontefici sul sacerdozio quale "servizio" hanno posto i rapporti su un diverso piano. Tuttavia i preti in cui ci s' imbatte entro le mura sono meno schietti di prima, soprattutto non sanno più sorridere di loro stessi e dell'ambiente. Difficile che si abbandonino alle battute, talvolta caustiche, con cui amavano commentare i piccoli e i grandi avvenimenti. Sembra abbiano disimparato ad adoperare le forbici con cui una volta tagliavano i panni addosso a tutti, senza escludere neppure il Papa. Sono divenuti impiegati, burocrati privi di fantasia: hanno perduto persino il coraggio del mugugno. La trasformazione s'è verificata un poco al giorno durante i passati pontificati, stimolata, direi, da disposizioni prese dall'alto nell'intento di mettere ordine nella vita quotidiana. Parecchi anni addietro superare le mura significava entrare in un mondo curioso, pieno di fascino. A cominciare dalle targhe stradali che imprimevano un carattere particolare ad un luogo chiamato città per via del patto con l'Italia e per distinguerlo da Roma. D'improvviso, sotto il pontificato montiniano, fu deciso che ciascuna strada e cortile avesse un nome alla pari delle autentiche città. Un lavoro toponomastico di cui per decine di anni nessuno aveva avvertito il bisogno. L'ammodernamento del Vaticano non ha sosta. In qualche caso, si ha l'impressione che uno stuolo di freddi amministratori abbia preso il potere con l'ansia di rivedere ogni cosa. Non mancano regolamenti colmi di divieti e di imposizioni. Quasi nessuno dei dipendenti vaticani ha diritto di fumare durante le ore di lavoro; per essere assunti gli impiegati laici debbono appartenere a famiglie che non abbiano alcuna pecca sotto il profilo della frequenza alle pratiche di pietà e che siano in grado di documentare tale stato di cose. Occorre anche la garanzia della non iscrizione a movimenti, associazioni e partiti politici contrari alla dottrina e alla disciplina della Chiesa. Manca, però, ed è una calcolata dimenticanza, l'elenco dei movimenti e dei partiti politici consentiti. Guai, poi, se un dipendente vaticano viene accusato di aver rivelato qualsiasi particolare riguardante il suo ufficio. Per la verità questo è un problema antico. Durante il pontificato pacelliano un giornalista rivelò un curioso particolare della giornata del Papa. Pio XII nel trascorrere i periodi estivi a Castel Gandolfo, passeggiando il pomeriggio nei giardini, soleva affacciarsi dall'alto del muraglione della villa ogni qual volta udiva il fischio della locomotiva di un trenino dei Colli Albani. Una debolezza per molti versi spiegabile dato l'assoluto silenzio del luogo. Ma papa Pacelli se la prese a male e ordinò una severa inchiesta al fine di scoprire l'autore dell'indiscrezione. Non se ne venne a capo di nulla malgrado lo zelo degli inquirenti. Ecco, allora, si promuovevano inchieste per ogni cosa. Adesso, il termine inchiesta è bandito, ma si cerca con eguale accanimento di appurare la fonte di eventuali informazioni sgradite o scomode. E i monsignori, sempre spregiudicati, si sono chiusi in loro stessi, evitando le confidenze, stanno in guardia. Almeno fin quando si trovano all'interno del Vaticano. L'atmosfera della città non poteva non risentirne. Si evitano con cura le " boutade" maliziose, le critiche, le allusioni schioccanti come una frusta. Il Vaticano ha perso il suo sapore, avvolto com'è nel mantello della burocrazia. Per incontrare preti che siano uomini, senza essere schiacciati dal conformismo, conviene uscire dalle mura vaticane, andare lungo le strade di Roma. Benny Lai è da molti anni giornalista vaticanista, autore di libri e saggi storici 21/06/2008 I preti sono impiegati, burocrati privi di fantasia: hanno perduto il coraggio del mugugno 21/06/2008.

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Un'azienda senza telefono e internet (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Un'azienda senza telefono e internet Due società non danno il collegamento a un'impresa della zona industriale OLBIA. Una piccola storia, come tante nell'Italia che viene offesa, mortificata, spesso annientata dalla burocrazia. Arriva dalla zona industriale di Olbia, settore 7. Lì c'è un'azienda che non ha il collegamento telefonico: non può fare né ricevere telefonate, non può collegarsi a internet. Sembra una storia incredibile, inconcepibile nell'era del massimo sviluppo tecnologico. Invece è proprio così: la Disea di Antonello Tolu è tagliata fuori dal mondo. Si è installata in quella zona nel gennaio del 2007 e da allora - è passato un anno e mezzo - non ha ottenuto la linea della Telecom. "Non c'è il cavo che collega la rete alla mia azienda - spiega Tolu -. Ho fatto più volte la domanda per averlo, ma non ho mai avuto risposte. O, meglio, le ho avute ma sono sorprendenti". Dopo tante raccomandate, la Telecom ha risposto all'imprenditore dicendo che era impossibilitata a far passare il cavo della rete perché il Cines, il consorzio industriale, non aveva dato l'autorizzazione e che in corso c'era un contenzioso legale. L'imprenditore ha dunque mandato più lettere al Cines, ottenendo questa risposta: non è vero che c'è un contenzioso, è la Telecom che non ha intenzione di collegare l'azienda. "Io non ci capisco più nulla - dice l'imprenditore -. L'unica certezza è che la mia azienda è senza collegamento telefonico. Ho dovuto comprare una scheda prepagata per ricevere le telefonate, con la moltiplicazione dei costi. Può sembrare assurdo, ma in questi giorni ho dovuto mettere a casa il fax aziendale perché rischiavo di perdere documenti importanti. Che cosa devo fare? Anche perché sono uno che ha pagato 77 mila euro tra oneri di urbanizzazione e tasse comunali e non ha ancora l'illuminazione pubblica. Sono molto amareggiato perché, accanto alla mia azienda, ce ne sono altre che hanno tutti i collegamenti telefonici". (g.pi.).

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Cresce l'impresa in rosa una donna manager su 5 (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina IX - Torino Regione In Piemonte le lavoratrici autonome sono oltre 161mila Cresce l'impresa in rosa una donna manager su 5 Migliasso: "Grazie alla collaborazione con Unioncamere migliorati servizi e accesso al credito" Con oltre centomila imprese guidate da donne, il Piemonte si piazza al quinto posto per numero di aziende rosa, preceduto da Lombardia, Campania, Sicilia e Lazio. E il numero di straniere è in crescita: 11.220, il 4,9 per cento del totale, di cui 7.034 sono extracomunitarie. L'identikit delle donne imprenditrici piemontesi è stato tracciato ieri in occasione del convegno organizzato dalla Regione, Unioncamere e ministero dello sviluppo economico, in cui si è discusso anche delle iniziative di supporto della loro attività. In Piemonte le lavoratrici autonome sono 161 mila, il 20,2 per cento delle occupate piemontesi, in totale 796 mila. Un dirigente d'azienda su 5 è donna e il 68 per cento delle aziende femminili piemontesi è un'impresa individuale. Le aziende si concentrano nel settore terziario (due su tre) e nel commercio. Il 60 delle donne imprenditrici è mamma con figli minori a carico, mentre l'età media è 48 anni. Il 70 per cento delle imprese non supera i 200 mila euro di fatturato annuo e l'84 per cento resta al di sotto del mezzo milione di euro. In nove casi su dieci il numero degli addetti è inferiore a 10. Quale la motivazione che spinge le donne ad intraprendere l'attività di imprenditrice? In un caso su due il motivo è il desiderio di indipendenza. Se poi si ragiona in termini di ostacoli incontrati, il principale è la burocrazia, seguito dai problemi a reperire il capitale e la conciliazione del lavoro con le esigenze familiari. Al momento dello start-up poco più di una imprenditrice su cinque chiede aiuto alle banche: il 60 per cento ricorre a mezzi propri o, per il 26 per cento, della famiglia. Altro canale di finanziamento è rappresentato dalle agevolazioni pubbliche. "Con la collaborazione di Unioncamere e dei comitati provinciali abbiamo creato nuovi servizi e migliorato quelli esistenti, abbiamo facilitato l'accesso al credito", ha detto ieri l'assessore regionale al lavoro Angela Migliasso. (s.str.).

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A rischio 400 processi in tribunale - candida virgone (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pisa A rischio 400 processi in tribunale Se passa il decreto legge con lo stop di un anno ai dibattimenti CANDIDA VIRGONE PISA. Se passasse il cosidetto decreto legge "Salva-premier", sarebbero almeno un terzo di quelli che vengono smaltiti ogni anno a rimanere al palo per un anno, oltre a quanto restano abitualmente, vittime di carenze di personale, scioperi e problemi procedurali vari. Approssimativamente si parla di circa quattrocento procedimenti, con le dovute eccezioni. "Un calcolo preciso non si può ancora fare - dice Angelo Perrone, presidente della sezione penale, presidente facente funzione, perché in due anni, visti appunto i tempi della burocrazia, non c'è stata ancora una nomina - sarebbe arduo senza dati alla mano. Ma tenendo conto che nelle disposizioni del disegno di legge dovrebbero rientrare tutti i processi per reati sotti i dieci anni di pena commessi entro il 30 giugno del 2002, circa un terzo di quelli in attesa potrebbero restare fermi". E quanti processi ci sono a Pisa in un anno? "Davanti al monocratico, al primo gennaio 2007, - dice la dottoressa Adriana Giardina, responsabile della cancelleria penale - c'erano 795 procedimenti pendenti, che si sommano a quelli pervenuti in un anno, che sono 1.218: di questi ne sono stati esauriti e sentenziati 1.134 e al 31 dicembre ne sono rimasti 879". E veniamo al collegiale, stoppato a Pisa, fra l'altro, da molteplici vicende avverse, che vanno dai trasferimenti ai pensionamenti dei giudici alla carenza di nuove nomine, con la scopertura di tre posti ed un nuovo arrivo, fresco, di martedì scorso, quello del giudice Giulio Cesare Cipoletta. "I collegiali pendenti al primo gennaio 2007 - aggiunge la dirigente - erano 102. Ne sono sopravvenuti 63, mentre ne sono stati discussi 56 con una residua pendenza di 109 processi al 31 dicembre scorso. La durata media statisticamente viene calcolata per ogni processo, ma si parla di medie, in 388 giorni. Quanti processi salterebbero? Il calcolo resta difficile, bisognerebbe esaminare le tipologie di reato, ma di certo sono più o meno tutte di quelle che si configurano nel provvedimento. Il testo del disegno di legge non è ancora consultabile, si sa qualcosa solo da quanto si legge su internet. Ma, se non sbaglio, dovrebbe escludere le prescrizioni, altrimenti..., e i reati cosidetti di allarme sociale". E per Di Pietro, ad esempio, anche la corruzione, che riguarderebbe le vicende del premier, è un reato di allarme sociale. Il timore effettivo di tutti è che a restare al palo, se non si parlasse di allarme sociale, potrebbero essere procedimenti gravi come quelli per stupro, rapina, omicidio colposo. "Se così fosse - si chiede il presidente del tribunale, dottor Carlo de Pasquale - come si sentirebbero le parti lese, vittime di usura, estorisioni, rapine, incidenti stradali? La verità è che dovrebbero pensare in effetti a darci giudici, cancellieri e mezzi. In un tribunale come il nostro, dove già i processi non si possono portare a dibattimento per carenza di magistrati, sarebbe la fine. In un anno sono andati in pensione senza turn-over quindici cancellieri e le uniche sostituzioni avute, grazie all'interessamento di Enrico Letta, sono state quattro persone arrivate dai licenziamenti di Campo Darby. Ottime persone, per carità, ma si tratta di personale che faceva tutt'altro e che va formato nelle mansioni. In ogni cso, finché non si conoscono i dettagli del provvedimento, comunque non ancora approvato, non si può dire nulla. Anche se Napoltano si opponesse, non potrebbe far nulla come è già successo a Ciampi a suo tempo con altri provvedimenti del cavaliere. Io mi auguro che siano escluse da questo provvedimento la prescrizione e i reati di allarme sociale. Altrimenti sarebbe davvero la paralisi...". "A proposito di incostituzionalità - aggiunge Angelo Perrone - tutto questo avrebbe incidenza sul principio della obbligatorietà dell'azione penale. Questo in teoria, ma veniamo alla pratica. Parliamo delle modalità con cui dovrebbero avvenire i rinvii. Tutto si dovrebbe svolgere al di fuori delle udienze, dunque riunendo giudici e cancellieri, emettendo avvisi per notificare le scadenze, stando attenti a non essere ovviamente a ridosso della data prefissata. Insomma, un nuovo sovraccarico di lavoro per tutti. E ogni giudice ovviamente dovrebbe controllare le proprie scadenze". "Non commento i disegni di legge - dice il procuratore capo, Antonio Di Bugno - non tocca a me. So che secondo i nuovi provvedimenti ci dovrebbero essere corsie preferenziali per i procedimenti per mafia e terrorismo, e a Pisa, anche per problemi di competenza, non ce n'è nemmeno uno".

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Ma nei campi del belpaese soia e colza non crescono (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Toscana Ma nei campi del Belpaese soia e colza non crescono LIVORNO. L'olio verde non si coltiva nella terra del principale produttore nazionale di biodiesel. In Toscana sono pochi i campi seminati a oleaginose per uso energetico, girasole, soia e colza: occupano una superficie di 1.284 ettari, di cui 111 a colza. Nel complesso appena lo 0,18% del totale a seminativo su scala regionale. Il dato è relativo alle superfici inserite in contratti con aziende trasformatrici, dal seme all'olio, stipulati per il 2008. "Gli agricoltori che non si spostano su queste produzioni non lo fanno perché spaventati dalla burocrazia ma perché a oggi non c'è la convenienza economica - dice Aldo Galeotti, responsabile Area tecnica di Coldiretti Toscana - sul territorio toscano sono sei le aziende che ritirano e trasformano il prodotto". A tirare il freno, oltre alla dinamica dei prezzi che consiglia di puntare sui cereali, è la struttura agraria, non adatta per un approccio industriale. La soluzione auspicata dalle associazioni di categoria è la filiera corta e piccoli impianti. In pratica, le aziende producono la materia prima, la trasformano e la vendono. Solo così può esserci lo spazio per remunerare gli agricoltori. (m.m.).

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Il farmaco è troppo caro però può salvare mio figlio - fulvio di giuseppe (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina V - Bari La madre di un giovane affetto dalla sindrome di Bruton Il farmaco è troppo caro però può salvare mio figlio Da dodici anni siamo costretti a cercare questa medicina: sono esausta come tutta la mia famiglia. Giornate intere in fila in ospedale e così ho perso anche il lavoro I genitori: lunedì c'è stata una grave crisi respiratoria che per fortuna si è risolta. Il bambino ha ripreso le funzioni vitali senza aiuto delle macchine a parte le 12 ore di dialisi FULVIO DI GIUSEPPE Vivere senza anticorpi, essere soggetto a ripetute infezioni ma non potersi curare in tempo. è il destino che segna da un po' di tempo Giuseppe Mauroantonio, ventenne di Noicattaro, affetto da sindrome di Bruton, una malattia che lo costringerebbe a subire una somministrazione periodica di immunoglobuline. In questo caso il condizionale è d'obbligo, perché non sempre l'Endobulin (la sostanza indispensabile a evitare l'attacco di agenti estranei), è messa a disposizione del ragazzo dal Policlinico di Bari. "Mio figlio soffre da dodici anni di questa sindrome", spiega la mamma Maria Armagno, "ma è negli ultimi tempi che la situazione è degenerata". Quella di Giuseppe è una vicenda costellata di eccezioni e di intoppi burocratici. Il ragazzo è allergico ad altri farmaci che non siano l'Endobulin, una sostanza che però da oltre un mese non è più a completa disposizione della farmacia ambulatoriale, ma va richiesta in base alle esigenze dei pazienti. L'amministrazione del Policlinico, causa la rinegoziazione del prezzo del farmaco (lievitato del 40%), ha deciso di optare per un'altra sostanza, provocando ritardi nella consegna del prodotto e ritardi nell'infusione. Conseguenze: allergie, spossatezza e debolezza per Giuseppe. Ma questa non è l'unica ragione che causa lentezze. L'attestazione che il farmaco è insostituibile per il paziente, deve essere manifestata ogni volta e provoca tempi lunghi. La formulazione non sempre corretta delle richieste da parte dei medici fa il resto. "Sono esausta e lo è anche la mia famiglia", racconta la signora Maria, sposata e con un altro figlio, "per queste file perdo intere giornate e ho perso il lavoro". Alla già grave situazione, si aggiunge un'altra malattia di cui soffre Giuseppe, la sindrome di Crohn. Una malattia che colpisce l'apparato digerente e che rischia di entrare in conflitto con l'altra terapia. "Anche se non sempre la cartella clinica è letta con attenzione", commenta la Armagno, "anche se poi i medici mi dicono di stare tranquilla perché sanno quello che fanno". Lo spera, proprio nel giorno in cui le hanno proposto di modificare la terapia del figlio. Lei si oppone e continuerà a farlo. Più forte della malattia, più forte della burocrazia.

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False paternità per figli bosniaci così i nomadi diventavano italiani - alessandro cori (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina XV - Bologna Una nuova identità False paternità per figli bosniaci così i nomadi diventavano italiani Quattro bolognesi denunciati. Dichiaravano all'anagrafe di essere i padri naturali di giovani immigrati che ottenevano la cittadinanza ALESSANDRO CORI Falsi padri bolognesi, che per compassione o per denaro facevano acquisire la cittadinanza italiana a ragazzi bosniaci spacciandoli per i figli ritrovati. Il modus operandi era semplice: bastava presentarsi davanti al dipendente pubblico dell'anagrafe, dichiarare la paternità e dopo un paio di timbri ecco la "famiglia" nuova di zecca. Il trucchetto è stato però scoperto grazie all'intuito di un maresciallo dei carabinieri e così quattro persone sono state denunciate per due cittadinanze italiane ottenute in maniera illecita con false attestazioni di paternità. Per gli inquirenti però, i casi dei "falsi padri e figli" potrebbero essere molti di più. Fino ad ora l'indagine avviata dal pm Valter Giovannini ha accertato che ad ottenere la cittadinanza sono stati due bosniaci - un uomo di 30 anni e una donna di 29 - grazie all'interessamento di bolognesi compiacenti. I bosniaci, per non perdere tempo, avevano inoltre già avviato le pratiche per far ottenere la cittadinanza anche ai loro figli. Riconoscimento già arrivato per i cinque della donna, mentre la pratica per gli otto pargoli dell'uomo, che fino a poco tempo fa viveva in un camper in zona Bertalia, era ancora in corso. Ad insospettirsi per primo è stato un carabiniere, che durante un normale controllo si è trovato davanti il bosniaco trentenne da lui conosciuto come nomade straniero, ma diventato improvvisamente "italiano", come dimostrato anche dal nuovo cognome sulla sua carta d'identità. Le indagini dell'Arma hanno rivelato che il bosniaco, nato a Monstar, era stato riconosciuto da un bolognese di 46 anni a fine 2007, ma poi l'esame del Dna ha svelato che tra loro non c'era nessun legame genetico. Ai due era bastato recarsi a dicembre all'anagrafe: l'italiano per dichiarare la paternità, lo straniero "l'accettazione della filiazione". Poi era stata avviata la pratica per la cittadinanza, arrivata a gennaio. Dopo la scoperta i controlli sono stati estesi a casi simili, ed è emerso che lo stesso trucco era stato messo in pratica dalla bosniaca di 29 anni e da un cinquantunenne residente in provincia: l'uomo l'aveva riconosciuta come figlia, ma non c'erano legami. Se nel primo caso gli investigatori sono convinti che il quarantaseienne abbia dichiarato il falso solo per buon cuore - l'uomo ha spiegato di averlo fatto perché "intenerito dal vedere i figli del nomade bosniaco giocare sporchi e cenciosi in mezzo alla strada" e poi è rimasto basito quando il pm gli ha fatto notare che ora la famiglia del bosniaco era diventata la legittima erede dei suoi beni - nel secondo caso invece è molto probabile che il bolognese abbia ottenuto denaro per dichiarare il falso. Come confermato anche dal pm Giovannini, le indagini proseguono per individuare una quinta persona, che ha aiutato il bosniaco e il quarantaseienne ad avviare la pratiche, e non si esclude che ce ne siano altre che abbiano "orientato" nella burocrazia anche la donna e il suo finto padre. I quattro denunciati sono accusati di false dichiarazioni a ufficiale di stato civile e falsità in atto pubblico.

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Al governo quattro ministri e un gran profumo di garofano (sezione: Burocrazia)

( da "Tirreno, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA VIRATA DI BERLUSCONI Al governo quattro ministri e un gran profumo di garofano Qualcuno li ha ribattezzati la banda dei quattro. I quattro sono i ministri ex socialisti del governo Berlusconi: Giulio Tremonti, Franco Frattini, Maurizio Sacconi e Renato Brunetta. Ai primi due il Cavaliere ha affidato forse i ministeri più blasonati: l'Economia a Tremonti e gli Esteri a Frattini. Posti chiave, cruciali per la buona riuscita del governo. Sacconi invece si occupa di Welfare ed è più in linea con la tradizione culturale da cui proviene, quella dei giuslavoristi, da Gino Giugni a Marco Biagi. A Brunetta è stata affidata la gestione della Funzione pubblica: ministero chiave per l'immagine del governo, chiamato a sveltire la burocrazia e a mandare a casa i fannulloni. Se il precedente governo Berlusconi era più ad intonazione ex Dc con Beppe Pisanu agli Interni, il Berlusconi terzo ha resuscitato l'anima socialista del vecchio pentapartito. Tremonti è stato allievo dell'ex ministro della Finanze Franco Reviglio mentre gli altri tre, soprattutto Sacconi e Brunetta erano molto amici dell'ex ministro Gianni De Michelis. Ex socialista è anche Stefano Parisi, candidato per la poltrona ambitissima di direttore generale della Rai. Così come ex socialista è Marcello Inghilesi, esperto di nucleare, tornato di attualità con i suoi libri e articoli sull'autorevole Sole 24 ore. Per non parlare di Stefania Craxi, figlia di Bettino, che Berlusconi ha voluto premiare affidandole la poltrona di sottosegretaria agli Esteri. La grande passione del padre. (m.l.).

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Stranieri, permessi lumaca In 9 mesi solo 730 nulla osta (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Bergamo, 3.536 i posti di lavoro fissati dai flussi: presentate 22.739 domande La Cgil: così non si produce sicurezza, le pratiche vanno affidate ai Comuni Arrivano da Paesi in via di sviluppo per trovare lavoro e migliori condizioni di vita in Italia e qui si trovano ad affrontare burocrazia e tempi di rilascio dei permessi di soggiorno che sono da Terzo Mondo. Basta guardare i dati sul decreto flussi 2007 a Bergamo e l'attuale stato di disbrigo delle pratiche per farsi un'idea: le cifre sono state rese note dalla Cgil, su numeri e dettagli forniti dalla Prefettura. Per il decreto flussi 2007 a Bergamo e provincia (decreto che fissava in totale 3.536 posti di lavoro disponibili per la provincia orobica) sono state presentate 22.739 domande, di queste oltre 13 mila per la "regolarizzazione" di colf e badanti (sulla carta, per la legge Bossi-Fini tutte queste domande dovrebbero riguardare persone non ancora entrate in Italia, ma è ormai risaputo che riguardano stranieri che già vivono e lavorano, in nero, sul nostro territorio). Ebbene, da gennaio a oggi sono stati consegnati in totale 213 nulla osta al permesso di soggiorno e altre 517 persone convocate per il ritiro su appuntamento fino a settembre: questo significa che in 9 mesi sono state effettuate 730 consegne di nulla osta a permessi e "quindi è facile capire che per consegnare i 3.536 nulla osta disponibili per Bergamo potrebbero servire 43 mesi, ovvero 3 anni e mezzo ? hanno sottolineato Maurizio Laini, segretario generale Cgil Bergamo e Ivan Lazzaroni, responsabile dell'Ufficio Diritti Cgil ?. Non è certo così che si produce sicurezza. È evidente che il sistema Bossi-Fini è fallito e che in questo modo non solo si continua ad alimentare la clandestinità, perché i tempi lunghi dei rilasci dei permessi, anche in sede di rinnovo di documenti già in atto, sono tali che uno straniero fatica a restare nelle norme. E inoltre si ledono i diritti elementari di persone che sono qui a lavorare. E che per le lentezze della burocrazia possono poi trovarsi nel "limbo" dell'assenza di documenti. Serve un intervento immediato, senza dubbio". I tempi lenti per Bergamo, aggiungono dalla Cgil, non sono certo responsabilità di questura e prefettura. Che, con le risorse esigue che hanno, fanno davvero quello che possono. "È evidente che il sistema non funziona. E che con urgenza vanno affidate le pratiche per il rilascio dei documenti, dai rinnovi ai ricongiungimenti, a Comuni e Province ? sottolinea Maurizio Laini ?. E in primo luogo, almeno, vanno date a questura e prefettura di Bergamo nuove risorse di personale: in prefettura gli addetti al disbrigo di queste pratiche sono attualmente in 3 e la questura ha in totale 26 persone a lavorare alle pratiche di immigrazione: un quarto del personale della questura di Torino, dove il numero di immigrati è pressoché identico a quello di Bergamo. Questo personale a Bergamo fa davvero tutto il possibile, spesso con ore di straordinario che neppure vengono pagate. Facciamo appello ai parlamentari bergamaschi perché intervengano al più presto: queste sono risorse che, se liberate, potrebbero davvero lavorare per la sicurezza, altro che i decreti del governo". Intanto, con le risorse risicate delle forze dell'ordine (basti pensare che solo Cgil ha dipendenti e volontari all'Ufficio Diritti che in totale raggiungono quelli della Questura) i tempi per i documenti diventano biblici: si pensi ai ricongiungimenti familiari, ha spiegato Ivan Lazzaroni ricordando che da aprile di quest'anno anche per questa pratica si può fare la procedura informatizzata: "Ebbene, 471 domande sono pervenute a prefettura, questura e direzione provinciale del lavoro, 107 inviate dal nostro Ufficio diritti: ebbene per 80 di queste domande sono stati fissati appuntamenti da oggi a due mesi, noi siamo stati convocati solo il 10 giugno per consegnare di documenti delle nostre prime 10 domande, per altre 70 risalenti ad aprile non c'è ancora convocazione". E le attese sono pesanti per qualunque pratica che riguardi gli stranieri: chi entra già con il nulla osta attende almeno 2 mesi per avere il permesso, e per le pratiche di rinnovo le attese vanno da 90 a 15 mesi. "È evidente che serve immediatamente una modifica della legge Bossi-Fini. Le pratiche amministrative vanno assegnate a Comuni e Provincia ? conclude Laini ?. Se si pensa che per ogni tipo di pratica, per persona, gli stranieri pagano 72 euro, e di questi 30 vanno alle Poste per la convenzione stipulata dal precedente governo Berlusconi con il ministero, ecco che è già chiaro dove reperire i fondi: si diano quei 30 euro a Comuni e Province e si svincolino le risorse delle forze dell'ordine per compiti di pubblica sicurezza". Carmen Tancredi.

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Mamma coraggio <Lotto per Francesco> (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Mamma coraggio "Lotto per Francesco" Elettrodi nel cervello, ma la cefalea grave non dà tregua Napolitano interviene per la pensione d'invalidità ALBANO SANT'ALESSANDRO Un coraggio da leoni, una forte determinazione e l'incessante volontà di lottare contro un male cronico per dedicarsi il più possibile al suo bambino. Perché Francesco c'è, ed è già un miracolo che sia potuto nascere sano, due anni fa: oggi è un frugoletto allegro, curioso e intelligente. La vita di Rosaria Lussana, 33 anni di Albano Sant'Alessandro, la prima donna al mondo divenuta madre nonostante l'impianto di elettrodi nel cervello per tentare di curare una terribile cefalea a grappolo, sta andando avanti tra mille difficoltà e ostacoli fisici e burocratici, ma anche con l'amore del marito e del figlio e la solidarietà di parenti, amici e conoscenti. "Non posso arrendermi, ho un marito e un figlio meravigliosi e voglio essere una buona moglie e una buona madre" dice Rosaria. nel 1999 la terribile diagnosi Una storia tormentata cominciata nel 1999 con una diagnosi senza scampo: la cefalea a grappolo provoca dolori improvvisi e talmente forti da essere chiamata "cefalea da suicidio". Poi la decisione di affidarsi all'istituto neurologico Besta di Milano e di sottoporsi all'impianto degli elettrodi, un intervento che finora ha riguardato una trentina di persone nel mondo. È qui che Rosaria incontra Marco Martinelli, 28 anni, magazziniere con la sua stessa malattia e già sottoposto allo stesso intervento, e sboccia l'amore, che porta alle nozze e poi a quella gravidanza che ha messo in subbuglio i medici. la gravidanza e gli attacchi "Ci hanno fatto delle ramanzine tremende, volevano a tutti i costi farmi abortire, ma noi non ci abbiamo pensato neanche per un momento, volevamo creare una famiglia", racconta Rosaria. Francesco viene al mondo il 21 luglio 2006 ed è sano nonostante il parto prematuro. Ma contemporaneamente alla gioia Rosaria deve fare i conti con un'amara constatazione: mentre il marito Marco è riuscito a stare decisamente meglio e a passare da una cefalea cronica a periodica, su di lei gli elettrodi non stanno funzionando. Gli attacchi continuano, arrivano a essere 20 al giorno e periodicamente nemmeno gli antidolorifici che Rosaria si inietta direttamente in un catetere venoso hanno effetto, rendendo necessario il coma farmacologico. "Finora mi è capitato sei volte, di cui quattro negli ultimi due anni da quando è nato Francesco ? dice Rosaria ?. È rischioso e pieno di difficoltà, perché quando mi sveglio perdo anche la memoria dei giorni precedenti, ma in quei periodi sono io stessa a implorare di essere messa in coma. Bastano pochi giorni e poi sto bene, è come resettare un computer". lotta contro la burocrazia Ma Rosaria deve anche fare i conti con le conseguenze delle dosi massicce di farmaci, che si stanno facendo sentire sul suo fisico, e con una paralisi al pollice e all'indice della mano sinistra a causa di una piccola lesione al cervello provocata da uno dei due elettrodi. E come se non bastasse, le lotte burocratiche per farsi riconoscere l'invalidità. "Ho ottenuto l'invalidità della legge 104 che mi consente di poter lavorare qualche ora in meno, e da pochi giorni l'assegno di inabilità che è di 85 euro al mese. L'Inps invece mi ha negato la pensione di invalidità, ho perso il ricorso e ora ho avviato una causa". Ma su questo punto potrebbe arrivare presto una buona notizia, perché Marco ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dal quale è partita una telefonata all'Inps perché riconsideri la pratica. La pensione consentirebbe a Rosaria di dedicarsi completamente alla famiglia nei momenti in cui sta bene. "In realtà non sono per niente entusiasta all'idea di rimanere a casa, mi piace il mio lavoro in banca dove tra l'altro sono stati molto disponibili. Ma mi fa male il fatto che non riesco a seguire bene Francesco. La prima volta che l'ho preso in braccio e l'ho allattato aveva già sei mesi, e nei periodi in cui sono in coma so che lui soffre della mia assenza, non capisce che tornerò dopo pochi giorni. La penultima volta, a ottobre, quando sono tornata mi ha chiuso la porta in faccia, ce l'aveva con me. A maggio invece, l'ultima volta che sono stata in coma, mi hanno detto che mi cercava e chiedeva di me, credo stia cominciando a capire che la mamma sta male, che non va via perché non gli vuole bene". le cure e la famiglia Nei giorni in cui Rosaria è in Rianimazione (prima al Bolognini di Seriate, poi ai Riuniti dove si è spostato il medico che la segue, il dottor Mariano Marchesi) è Marco ad occuparsi di Francesco, aiutato dai parenti e dal personale dell'asilo nido di Albano. "Ogni volta il risveglio dal coma è più duro ? prosegue Rosaria ? e in più si sta accorciando sempre più il periodo tra un coma e l'altro. La nostra è una vita in cui la parola programmazione non esiste, l'anno scorso abbiamo prenotato le vacanze quattro volte e non siamo mai partiti. Ma non ci arrendiamo, vogliamo essere dei bravi genitori per Francesco, e la sua presenza, il fatto di doverlo crescere, ci costringe a stare allegri anche quando è più dura e ci dà la forza di andare avanti". Una forza da leoni. Monica Colombo.

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Ci scrivono (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-21 num: - pag: 6 categoria: BREVI Ci scrivono MALA BUROCRAZIA / 1 Call center fantasma Ricevo una lettera dalla Struttura gestione Tributi regionali che mi avvisa che forse non ho pagato il bollo della mia moto nel 2005. Controllo e provvedo al pagamento. Poi, cerco di mettermi in contatto con il call center dell'Aci allo 199.72.76.76. per comunicare gli estremi del pagamento. Da dieci giorni tuttavia non riesco a parlare con nessuno degli operatore a tutte le ore della giornata. Lettera firmata MALA BUROCRAZIA / 2 L'incubo del bollo auto Nonostante la stampa abbia dedicato ampi spazi al disservizio dei numeri 199 a cui l'automobilista deve dimostrare di avere pagato il bollo auto, richiesta pervenuta dalla Regione Lombardia a tutt'oggi sia il telefono sia il fax a qualunque ora della giornata non rispondono pensate a quanto tempo il cittadino sta perdendo solo per dimostrare di avere pagato dei bolli auto, la vergogna di questa vicenda continua senza che nessuno delle istituzioni si interessi minimamente alla cosa, complimenti se questo doveva essere un metodo per snellire la burocrazia ci sono proprio riusciti. Matteo Laganà MALA BUROCRAZIA / 3 Oltre il danno la beffa Il commercialista si dimentica di spedire la mia dichiarazione dei redditi del 2002. Pago 3.600 euro di ammenda con il blocco amministrativo della mia moto. Scopro che per sbloccarla devo andare al Pra e all'Aci e pagare altre 80 euro. Nell'era dell'informatica, forse, bastava pigiare un tasto e rendere meno difficile la vita ai cittadini. Benedetto Celli PASSANTE Sera di paura Ore 22.50, stazione Dateo del Passante ferroviario, termino una cena poco distante, scelgo come mezzo di ritorno a casa il treno, scendo sulla banchina, tutto deserto, solo un signore dall'aspetto poco raccomandabile. Mancano 14 minuti all'arrivo del treno. Decido di salire al piano dove è sita la cabina con l'addetto della stazione, lui, però, esce, chiude la porta e lo vedo sparire sulle scale mobili che salgono in superficie. Scendo nuovamente: il tabellone segnala un ritardo prima di 4 minuti, poi 8, poi 16 e alla fine 18 minuti. Fortunatamente passa il treno per Novara, scendo alla stazione di Porta Venezia, indubbiamente più frequentata rispetto a quella di Dateo, e attendo. Mai come ieri sera mi sono sentita così insicura e arrabbiata, manca la tutela, più telecamere non mi fanno sentire più sicura, sapere che qualcuno, chissà dove, vedrà un furto, una violenza, una rapina non mi tranquillizza. Daniela Farina PIAZZA SIRE RAUL Semaforo e code Si è guastato nuovamente (di già, appena riparato?) il semaforo di piazza Sire Raul e, come è accaduto anche durante il precedente guasto, sono sparite le code. Forse ci vorrebbe una rotonda. Roberto ALER Lo scandalo caro-affitti In tutti i quartieri visitati dal camper del Corriere avete riscontrato lo stato di degrado degli alloggi Aler, peggiorato a volte da occupazioni abusive, senza tuttavia dare rilievo alla gravità della situazione. Recentemente l'Aler si è rifatta alle nuove norme regionali per ritoccare verso l'alto gli affitti (che ora tengono conto dei livelli di mercato del quartiere e non dell'anzianità e stato dell'immobile) e per rivedere le "classi" di assegnazione. A fronte di ciò l'Aler, ricevendo solleciti solo da individui isolati, ignora l'urgenza delle manutenzioni straordinarie (divenute inderogabili durante il recente periodo di piogge): alcuni alloggi sono inabitabili e igienicamente inadeguati a causa delle infiltrazioni di acqua, che sporca pavimenti e soffitti, sgretola e ammuffisce i muri e favorisce la presenza di insetti, oltre a compromettere le fognature. I comitati locali non ricevono supporto dalle istituzioni, subendo il "filtro" del sindacato, che incoraggia inutili e controproducenti forme di "lotta ", tipo autoriduzione (o sospensione) dell'affitto, cortei con striscioni e slogan di protesta. Dove sono le istituzioni? Giusto Buroni IMMIGRATI Abusivi nelle piazze Il problema degli abusivi è eclatante, non tanto nei mercati dove si confondono con quelli in regola, ma nei luoghi simbolo della città: piazza Duomo, Galleria, corso Vittorio Emanuele,via Dante, piazza Lima, corso Buenos Aires; mi sono limitato a ciò che conosco meglio. Da ciò che leggo oggi sul Corriere traggo la convinzione che tutte queste bancarelle sono abusive, e che nessuno interviene. Secondo me dovrebbe intervenire in primis la polizia locale, sia per dovere istituzionale che per onorare l'appellativo pomposo di polizia. Invece non intervengono accampando difficoltà di esecuzione, mentre credo manchi l'iniziativa e la buona volontà, oltre a opportune direttive politiche, che non dovrebbero mancare da parte di un sindaco che parla sempre di sicurezza ma dovrebbe parlare anche di decoro. Preci Paolo.

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Silvio e quei 2 punti persi nei sondaggi (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-06-21 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Sette giorni Prima battuta d'arresto nel gradimento dei cittadini Silvio e quei 2 punti persi nei sondaggi SEGUE DALLA PRIMA Quella del premier è una risposta all'opinione pubblica che è stata colta di sorpresa dalla nuova stagione di conflitto con la magistratura. è un'opinione pubblica che sa poco o nulla del caso Mills e chiede "chiarezza " a Silvio Berlusconi. Gli elettori vogliono sapere e capire, direttamente da lui. è una richiesta che il capo del governo ha ricavato interpretando i sondaggi riservati in suo possesso. Non a caso il senso di disorientamento che gli analisti hanno colto nel Paese è coinciso con un arretramento negli "indici" del Cavaliere: una variazione minima, appena due punti percentuali. Come una scossa di assestamento, insomma, a fronte di una "fiducia" che una settimana fa aveva toccato il 65%, in costante ascesa dal giorno della vittoria elettorale. Ma quella flessione al 63%, sebbene testimoni il rapporto fortissimo che lega ancora il premier al Paese, è bastata per essere interpretata come un campanello d'allarme. Berlusconi doveva rivolgersi agli elettori. Ecco perché Fedele Confalonieri l'aveva invitato ad andare "in tv per parlare e spiegare agli italiani ": "Fossi in Silvio - ha raccontato ad un amico il presidente di Mediaset - sarei drastico. Ormai siamo arrivati al paradosso: la sinistra massimalista che è uscita dalle aule del Parlamento ce la ritroviamo nelle aule di giustizia". Un chiaro riferimento alle inclinazioni politiche di Nicoletta Gandus, giudice del caso Mills al tribunale di Milano. In questi giorni non è stato solo Confalonieri a esortare il Cavaliere al passo, nel suo staff sono stati in tanti a spronarlo, mentre Gianni Letta lo esortava alla prudenza e alla riservatezza, tanto da sconsigliargli persino la lettera al presidente del Senato. Ma quei numeri, quella richiesta che veniva dal sondaggio, hanno convinto Berlusconi a rompere gli indugi, ad attaccare una magistratura che nell'opinione pubblica non sembra godere di prestigio, se è vero che secondo l'ultimo rilevamento di due mesi fa - ha perso ben sette punti di fiducia dallo scorso anno, precipitando al 21% dei consensi. Ecco il motivo per cui il premier confida che "stavolta " non si ripeta quanto accaduto nel '94, quando le toghe traevano forza dal consenso popolare, e il primo gabinetto di centrodestra fu indebolito prima e piegato poi dall'avviso di garanzia che raggiunse Berlusconi a Napoli. Le parti, quattordici anni dopo, si sono rovesciate. Ecco perché il Cavaliere ha deciso di parlare ora. Ora che il suo esecutivo vanta nel Paese un indice di fiducia del 59%. Ora che il premier pesca consensi anche nell'elettorato di centrosinistra che si cela tra gli "indecisi" ed è attratto da provvedimenti "che avrebbe dovuto varare il governo di Romano Prodi". Ora che il Pdl è valutato tra il 37-38%, che la Lega conserva le percentuali del voto di maggio. Ora, soprattutto, che il Pd - nei sondaggi del premier - si avvicina pericolosamente alla soglia critica del 30%, che ha perso due punti nell'ultima settimana, ed è risucchiata nel vortice giustizialista da Antonio Di Pietro che continua a lucrarne i voti, sfiorando al momento il 5%. E comunque doveva muoversi ora Berlusconi, se è vero che i suoi legali l'avevano avvertito del precipitare degli eventi al processo di Milano, del rischio di una condanna in primo grado per corruzione giudiziaria che lo cancellerebbe immediatamente dalla scena prima di consentirgli un'eventuale rivalsa personale in appello. Il premier non sa ancora se la flessione nei consensi preannunci la fine della luna di miele con l'opinione pubblica, ma il fatto che sia tornato a giurare sui figli per protestare la sua innocenza, e che abbia promesso di lasciare la politica e il Paese se fosse colpevole, dimostra come ieri volesse rivolgersi agli elettori, perché quelle parole non appartengono al linguaggio di Palazzo. Ha parlato Berlusconi, e parlerà ancora la prossima settimana. Costretto dagli eventi, ha dovuto modificare la strategia comunicativa che aveva adottato appena giunto a palazzo Chigi: poche esternazioni limitate alle iniziative di governo, toni sobri, profilo istituzionale. Uno stile che aveva fatto presa nell'opinione pubblica, "concentrata - così è scritto in un'analisi - sulle questioni d'interesse nazionale: tasse, salute, sicurezza, burocrazia". Ora gli elettori vogliono capire da Berlusconi perché una vecchia emergenza politica è tornata prepotentemente in agenda. Nell'attesa gli hanno recapitato un avviso. Francesco Verderami.

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Flutura, la sindacalista d'Albania <Gli operai italiani? Si fidano di me> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-06-21 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Quelli che ce l'hanno fatta Storie di immigrati Flutura, la sindacalista d'Albania "Gli operai italiani? Si fidano di me" Dall'Albania con amore. Non è l'ennesimo sequel dell'ennesimo invincibile agente 007, ma la storia di Flutura Ndoni, 30 anni appena compiuti, arrivata da Lushnja, 40 chilometri da Durazzo, per sposare un brianzolo e vivere la sua avventura italiana. Dopo il fatidico sì, avvenuto in pompa magna a Tirana, in cinque anni Flutura è diventata funzionaria della Filcams- Cgil di Milano. Una di quelle toste, pronta a dare battaglia per i diritti dei lavoratori, in gran parte italiani. Sottolinea con grande orgoglio che "abbiamo da poco firmato il contratto nazionale delle imprese di pulizia, dopo trenta mesi di lotte, di scioperi, di passione. Per non parlare delle notti senza chiudere occhio". Nel sindacato Flutura ha trovato la sua dimensione. Passando anche dall'ufficio immigrazione della Camera del lavoro. "Un'esperienza che tempra, ti matura e ti fa capire da vicino gli immensi problemi che un extracomunitario deve affrontare in questa città". E ricorda le lunghe code davanti alla questura che si è dovuta sciroppare per rinnovare il permesso di soggiorno. "Arrivavo persino all'alba, per essere sicura di non perdere il turno e non dover gettare al vento altre giornate, che non mi sarebbero mai state pagate". Non può non ricordare anche i tanti lavori che ha dovuto sobbarcarsi: "Quasi tutti. Dalla baby-sitter all'operaia. Ma anche alla catena di montaggio". Tutti impieghi a termine, gestiti da cooperative, nonostante una laurea in lingue conseguita a pieni voti nella capitale albanese. Flutura passa da un'azienda metalmeccanica a una fabbrica tessile. "Proprio lì, nella ditta tessile, dopo i soliti contratti di sei mesi, mi hanno assunto a tempo indeterminato e ho iniziato la mia esperienza sindacale. Sono stata senz'altro avvantaggiata dalla conoscenza dell'italiano. Mio padre era un patito della vostra lingua e mi obbligava a leggere libri di italiano. In Albania, oltretutto, si vedevano i vostri programmi in televisione. Poi la laurea e il matrimonio con un lombardo, un padano, addirittura. Insomma, per certi versi mi sembra di essere sempre stata una dei vostri ". E' anche per questo suo senso di appartenenza all'Italia, ma soprattutto per una politica che punta sui giovani, che la Cgil ha scommesso su di lei. E ci ha azzeccato. "Anche il sindacato - continua Flutura - cambia e si adegua ai tempi, per non restare indietro. Viviamo momenti difficili, per questo non dobbiamo abbassare la guardia. Ci sono ancora tante persone che muoiono sul posto di lavoro e noi abbiamo l'obbligo di dare delle risposte concrete, serie". Dopo circa tre anni di matrimonio, Flutura è riuscita ad ottenere la cittadinanza italiana, senza però rinunciare alla sua. "Milano? Mi ha aiutato ad integrarmi, ma soprattutto mi sono sentita gratificata nel vedere che i lavoratori milanesi mi davano fiducia, non si facevano problemi ad essere rappresentati da me, un'albanese. Resta comunque una città caotica, dove la burocrazia è da sempre una palla al piede. Sono ancora molti i problemi legati all'immigrazione: in questo campo c'è ancora tanto da fare, soprattutto con le istituzioni". Ma, la sua parte, Flutura ha iniziato a farla da un pezzo. Michele Focarete mfocarete@corriere.it.

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La semplificazione? Il governo copia da noi ma vuole la deregulation (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del BEATRICE MAGNOLFI Parla la ministra-ombra: "Abolite le dimissioni in bianco" "La semplificazione? Il governo copia da noi ma vuole la deregulation" di Eduardo Di Blasi Beatrice Magnolfi, ministro del governo ombra per la Semplificazione, ha il dubbio che dietro la manovra presentata dall'esecutivo sulla materia che le attiene, si possa nascondere una forma di deregulation. Semplifica:"Hanno copiato dal nostro programma elettorale e dalla nostra azione di governo il pezzo sulla semplificazione, e ci hanno aggiunto e sottratto alcune norme di garanzia, come l'abrogazione della regola che impediva i "contratti in bianco"". Partiamo da quello che lei ritiene sia stato copiato... "Dal programma elettorale hanno copiato l'allargamento del taglialeggi. Da qui hanno copiato anche i "tempi certi" per i procedimenti. Una semplificazione amministrativa che è copiata pari pari dal pacchetto Nicolais e che prevedeva che se non finisci il procedimento in tempi certi (30 o 90 giorni a seconda della pratica) scatti un risarcimento per il cittadino danneggiato dal ritardo. Nel pacchetto Nicolais c'era anche tutta la parte sul rinnovo della carta d'identità ogni 10 anni e non più ogni 5". Cose già fatte, insomma... "C'è ancora tutta la parte del pacchetto Bersani sull'impresa in un giorno. I pacchetti che portano la firma di Nicolais e Bersani, sono anche già stati approvati da un ramo del Parlamento: tutto questo, insomma, deriva dalla nostra cucina". Veniamo quindi ai nodi. "Si abolisce, in nome della semplificazione, la norma contro le dimissioni in bianco, uno dei problemi che si trovano davanti soprattutto le donne. Ti fanno firmare una lettera in bianco di dimissioni al momento dell'assunzione. Poi, magari in gravidanza, la ritirano fuori. Tra l'altro quella è stata una norma votata all'unanimità dal parlamento. Non c'è più. Ci sono però tutta una serie di semplificazioni che riguardano il lavoro. Il rischio è che la semplificazione nasconda una deregulation". Poi ci sono le norme fiscali che vengono cancellate... "Due in particolare. La prima è l'obbligo per i commercianti di aprire un conto corrente bancario o postale su cui far pervenire i pagamenti: quelli che superano i 100 euro non si fanno cash. E c'è la norma antiriciclaggio che limitava a 5mila euro i pagamenti in contanti. Che semplificazione è alzare quella soglia da 5mila a 12.500?" Secondo lei perché è stato fatto? "La ratio non la conosco. A pensar male, a volte, ci si azzecca". Come vi muoverete? "Il nostro approccio sarà di collaborazione: la semplificazione è fondamentale per cittadini e imprese, e noi da sempre percorriamo questa strada, come testimonia la copia dei nostri provvedimenti. Poi rilanceremo, ad esempio sulla burocrazia privata. Non è possibile che per allacciare una linea Adsl occorrano 2 mesi, o che sia difficile ottenere un rimborso dalle Fs".

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Il Comune fa appassire le palme di Quinto (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

N. 147 del 2008-06-21 pagina 3 Il Comune fa appassire le palme di Quinto di Monica Bottino C'è troppa burocrazia negli uffici di Tursi e il piano di arredo urbano del Civ, pagato dai commercianti, rischia di naufragare (...) un sapore kafkiano. O meglio sarebbe dire: fantozziano. Perché il Civ Quinto al mare, molto generoso nell'attività di abbellimento del quartiere, sta incontrando difficoltà enormi ed è costretto all'immobilismo a causa di veti incomprensibili da parte degli uffici comunali. Tanto che Ascom Confcommercio si è fatta avanti per prendere posizione contro una situazione paralizzata da troppo tempo. "Nonostante la recente firma di un protocollo d'intesa tra tutti i Civ e l'amministrazione comunale sottoscritto dalla sindaco in persona, finalizzato a risolvere tutti gli innumerevoli ostacoli da parte della macchina burocratica legati proprio alle procedure relative all'attuazione dei progetti integrati di riqualificazione urbana e rivitalizzazione sociale del territorio, oggi, ancor più di prima il Civ Quinto al mare si trova in una situazione di totale paralisi", attaccano i vertici dell'Ascom in un duro comunicato. Si arriva al paradosso quando gli uffici contestano la scelta di piante come le palme, la cui collocazione è stata concordata anche con i tecnici di Aster perché dalle parti di Tursi si chiede di sostituirle con delle Tamerici, che hanno costi di manutenzione da parco privato. Eppure i commercianti si chiedono come mai le palme siano dappertutto e non possono essere piantate a Quinto, visto, oltretutto che a pagarle sarebbero proprio loro. Ascom parla di un comportamento "autolesionistico" di certi uffici comunali che in questo modo fanno perdere soldi tanto al Comune, quanto al consorzio, senza contare la beffa dei cittadini che non ha prezzo. "Risulta difficile giustificare le motivazioni per cui si nega l'autorizzazione al posizionamento di panchine adducendo come motivo, dopo aver già modificato il progetto originario per assecondare le esigenze degli uffici pubblici, l'utilizzo di doghe posizionate ad un'eccessiva distanza fra loro", spiegano ancora all'Ascom. Senza contare che rasenta il ridicolo l'affermazione che tale soluzione progettuale venga definita "non compatibile" con le panchine presenti a levante. Insomma un'odissea che dura ormai da mesi con perdita di tempo, denaro e pazienza. Il Comune per tale progetto aveva ottenuto un contributo del 70 per cento a fondo perduto, che rischia di saltare. "La sindaco aveva detto più volte di voler intervenire in maniera decisa con gli uffici", spiegano ancora all'Ascom. Adesso Quinto si attende che lo faccia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Lo scandalo di Milano, contromisure tecnologiche (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere di Bologna" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Corriere di Bologna - BOLOGNA - sezione: VUOTA - data: 2008-06-21 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE L'intervento Lo scandalo di Milano, contromisure tecnologiche di MAURO MORUZZI (*) Molte persone sono giustamente preoccupate delle drammatiche notizie arrivate dalla Casa di Cura milanese Santa Rita. Non pochi si chiedono se anche in altre parti d'Italia possono determinarsi episodi analoghi di malasanità. Una risposta sbrigativa (si, no) non basta. La questione è molto più complessa, poiché la tecnologia medica messa al servizio del business può creare una miscela esplosiva, di cui la chirurgia invasiva e dannosa è solo un inizio. Se la ricetta giusta fosse più Stato, cioè più Asl e meno cliniche private accreditate, il problema in Emilia-Romagna sarebbe in gran parte risolto. Qui la spesa pubblica pro capite per le cliniche private è la metà di quella lombarda (108 euro rispetto a 213 euro) e non arriva al 10% del totale. Ma non è così. I due pericoli che minacciano il nostro sistema sanitario sono da un lato la trasformazione della salute in business e dall'altro la sua eccessiva burocratizzazione, con i relativi costi e disagi. C'è un'alternativa tra il filtro della burocrazia e l'invadenza del mercato? Se quei pazienti del Santa Rita avessero pagato di tasca loro, si sarebbero fatti fare costose e inutili operazioni chirurgiche? Forse no, ma quando il servizio è assicurato pagano altri. E, sotto questo aspetto, il sistema certamente funziona meglio con il metodo della produzione tutta pubblica o con quello dell'assicurazione privata. Il business della sanità è- Milano insegna - un soggetto troppo forte per essere controllato dal pubblico quando assume un ruolo di peso. Ma la verità è che in entrambi questi casi il cittadino ha poca voce in capitolo. Allora bisogna pensare ad altro. C'è bisogno di un garante di fiducia e di un sistema trasparente per l'utente. E chi, meglio medico di famiglia, potrebbe farlo? Ma con una novità tecnologica importante: la cartella clinica trasparente e informatizzata. Esattamente quello che si sta realizzando con il Progetto Sole della Regione Emilia-Romagna per 4,3 milioni di abitanti, con la collaborazione di 3.800 medici e pediatri di famiglia (70% del progetto già implementato). Proseguendo lungo questa strada, in breve tempo, avremo sul Web la nostra cartella clinica (fascicolo elettronico personale), con tutti i dati delle visite, degli esami, dei ricoveri in ospedale, degli interventi chirurgici. La nostra storia clinica. E chiunque, da noi autorizzato, potrà esaminarli, a partire dal nostro medico di fiducia. Questa cartella si trova già, a Bologna, nei personal computer di 377 medici di base. Così si riduce drasticamente la possibilità di fare della mala medicina e della mala sanità. Pare che anche il ministro Sacconi sia d'accordo. Ha detto, commentando i fatti milanesi, che occorre subito "l'introduzione di un fascicolo sanitario elettronico che rappresenti il percorso del paziente e non sia quindi una mera raccolta di dati". Dopo Milano-Santa Rita dobbiamo un po' tutti guardare più avanti, anche qui, a Bologna. (*)Direttore Cup 2000.

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Gioia Tauro, aziende in pool per costruire il gassificatore (sezione: Burocrazia)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2008-06-21 - pag: 24 autore: Appalti. Iniziativa per rompere il sistema dei subappalti Gioia Tauro, aziende in pool per costruire il gassificatore Roberto Galullo REGGIO CALABRIA. Dal nostro inviato Un investimento da 800 milioni senza pagare dazio alle cosche e alla politica calabrese corrotta. Il "miracolo" potrebbe accadere a Gioia Tauro, dove ogni appalto è piegato al volere dei boss che lo sviluppo lo assicurano sì, ma al proprio conto in banca e a quello dei po-litici amici. L'investimento è quello che entro il 2013 dovrebbe portare nell'area portuale il rigassificatore che il 23 aprile ha ricevuto l'ultimo via libera della Commissione ministeriale per l'impatto ambientale. L'investimento va visto in un'ottica ancora più ampia, dal momento che l'11 giugno la Commissione europea ha compiuto il primo passo per finanziare con 1,6 miliardi i progetti nella Piana, incluso il terminale di rigassificazione. Un punto di svolta per Gioia Tauro ma anche per le imprese che, con la regia di Confindustria Calabria, hanno costituito un Consorzio che alza una barriera alle infiltrazioni e propone chiavi-in-mano l'intera filiera della progettazione, della realizzazione e della manutenzione delle opere: a partire dal rigassificatore. "Per la prima volta – spiega Umberto De Rose, presidente di Confindustria Calabria – un'iniziativa che parte dal basso, da imprese che si mettono insieme per proporre e non per reclamare. Una sfida per Istituzioni e politica". Un guanto di sfida – vale la pena di aggiungere – lanciato in faccia alle 'ndrine che, in questo modo, si vedrebbero escluse dal business più appetitoso: la catena dei subappalti che ingrassano la pancia dei boss con il noleggio dei mezzi, il movimento terra e la manodopera. Il Consorzio si chiama "Oil & Gas" è si è costituito a Vibo Valentia alla presenza dei soci fondatori: Metalsud, Mario Runco srl, Graziani Francesco srl, De Masi costruzioni, Eurocontrol, C&C impianti e Francesco Ventura costruzioni ferroviarie. Sette imprese, sette storie ma un solo filo rosso ad accomunarle: la voglia di riscatto sociale e la volontà di dare scacco alle cosche. Singolarmente non ce l'avrebbero mai fatta a sfidare la 'ndrangheta. In questo modo rompere la catena della legalità sarà più difficile, anche perché il rapporto con lo Stato e la magistraturaè a filo doppio. Sarà un caso ma la prima fotocopia dell'atto costitutivo del Consorzio, il 20 maggio ha raggiunto contemporaneamente quattro destinatari: Prefettura di Reggio, Procura, Direzione distrettuale antimafia e Direzione nazionale antimafia. La lettera di accompagnamento – firmata dal presidente del Consorzio Giacomo Saccomanno – parla chiaro, così come il segnale lanciato alle amministrazioni locali, troppe volte assenti o conniventi. "Le imprese calabresi si sono messe insieme in modo definitivo – si legge – per affrontare le sfide tecnologiche e per impedire di offrire al territorio le sole briciole occupazionali ed evitare che, con i subappalti, siano le sole forze della criminalità a ricevere vantaggi". Eccola lì la leva per far saltare il meccanismo: l'eliminazione dei subappalti che strozza l'impresa e ingrassa la cosca. "Il Consorzio – si legge ancora nella lettera – se supportato dalle Istituzioni, può essere un elemento di blocco e protezione contro il tentativo di controllo e condizionamento mafioso e le contaminazioni al sistema economicoimprenditoriale potrebbero ridursi al minimo". Il Consorzio non è un club esclusivo: è aperto a ogni impresa. "Noi ci abbiamo messo la faccia – dichiara Antonio De Masi, a capo di un gruppo che esporta macchine per l'agricoltura nel mondo e che ancora oggi vive sotto i riflettori delle cosche per la sua intransigenza – ora sta ai colleghi firmare un patto con noi che può portarci come interlocutori credibili e affidabili anche fuori dai confini regionali". Un patto dirompente solo a leggere le clausole di ingresso messe nero su bianco nell'atto costitutivo e che possono essere riassunte in questo modo: nessun contatto con la criminalità organizzata passato o presente e massima trasparenza del proprio operato all'interno e all'esterno del Consorzio. Il primo che sgarra, fuori. Ora la parola passa Stato e sindacati, oltre alla joint venture con la quale Iride e Sorgenia hanno rilevato il 51% della società Lng Med Gas per partecipare al progetto di sviluppo del terminal di rigassificazione. Il 25 giugno Confindustria Calabria incontrerà i sindacati mentre la prefettura sta esaminando le carte. La Piana di Gioia può provare a cambiare passo, burocrazia, politica e cosche permettendo. Anche questo un miracolo. roberto.galullo@ilsole24ore.com CONTRO LA MALAVITA L'atto costitutivo spedito alla Procura, alla Prefettura, alla Direzione nazionale antimafia e a quella distrettuale di Reggio CONFINDUSTRIA REGIONALE Per il presidente De Rose è un progetto che parte dal basso e rappresenta una sfida per la politica Il 25 incontro con i sindacati.

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Napolitano: "Ue capro espiatorio di governo insufficienti" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LIONE - Lezione di Europa, di democrazia e di buon senso del Presidente Napolitano agli Stati generali d'Europa. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiama in causa una dote rara tra i politici - l'assunzione di responsabilità base della democrazia - e punta l'indice contro quei governi che hanno utilizzato in questi anni l'Unione Europea come "capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Intervenendo agli Stati Generali dell'Europa il Capo dello Stato sottolinea che a forza di nascondersi dietro le direttive comunitarie si è creato un "problema di partecipazione e di consenso dei cittadini" che ha minato il processo di integrazione. E questo è uno dei motivi che hanno portato alla bocciatura del Trattato europeo nel referendum irlandese. Napolitano è convinto che la sola strada percorribile per l'avanzamento dell'Europa sia lo sviluppo verso l'unione politica. In quest'ottica occorre approfondire l'integrazione, essere più coraggiosi e coerenti, altrimenti è a rischio tutta la costruzione dell'Europa, quel che si è fatto in 50 anni. Napolitano giunge al Palazzo dei Congressi di Lione ed è accolto da un piccolo gruppo di ragazzi che sventolano la bandiera irlandese. Sulle magliette verde smeraldo portano la scritta: "Non ignorate il nostro voto". Un dettaglio, è vero, ma che dice molto sul gradimento dell'Europa. Il Presidente prende la parola e riparte da dove l'aveva lasciata subito dopo il no irlandese. "Possiamo ammettere che il Trattato di Lisbona venga travolto dal referendum in Irlanda?" chiede Napolitano, che aggiunge: "Può il necessario cammino verso il rafforzamento dell'Unione essere bloccato dal tabù dell'unanimità? Lasciare che ciò accada equivarrebbe a mettere a rischio le conquiste del passato". Che fare quindi? "E' giunto il momento della prova. Se in questa dimensione e con queste regole l'Unione non riesce a funzionare bisogna trovare le forme di impegno più saldo tra i Paesi che si sono riconosciuti nelle scelte più avanzate di integrazione e di coesione come la moneta unica". Il primo passo è riconoscere una realtà scomoda: "Il voto in Irlanda ha drasticamente posto il grande problema del rapporto tra governanti e governati nell'Europa unita, il problema della partecipazione e del consenso dei cittadini". E troppi sono stati i governi nazionali che negli anni scorsi "hanno ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, preoccupandosi poco di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e persino i rispettivi parlamenti nelle discussioni e nelle scelte cui erano chiamate le istituzioni dell'Unione". Ed ecco l'affondo, la verità scomoda spiattellata sul tavolo: "Troppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da esse sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa e in particolare la Commissione Europea, la 'burocrazia di Bruxelles' come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Insomma, troppo comodo nascondersi dietro l'Europa per giustificare scelte poco popolari, troppo comodo addossare a Bruxelles responsabilità che invece sono proprie. C'è, però, un altro punto: "Non si può pretendere dai cittadini che si orientino nella trama delle norme di un nuovo Trattato, e addirittura nel labirinto di un collage di emendamenti ai Trattati vigenti come quello concordato a Lisbona". Quella sì che è roba da burocrati, un testo quasi illeggibile. Inevitabile che si crei "un equivoco, o il timore di una delega in bianco alle istituzioni europee". Al contrario, quello di cui c'è necessità "è il recupero di un rapporto di fiducia con i cittadini basato su una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche che rappresentano gli Stati membri dell'Unione". Un rafforzamento del Parlamento europeo che si basa sul principio dell'assunzione di responsabilità: dei cittadini al momento del voto, dei governi al momento della decisione. E' questa la ricetta di Napolitano contro le forze che vorrebbero frantumare l'Europa. (21 giugno 2008.

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Napolitano: Ue capro espiatorio per troppi governi (sezione: Burocrazia)

( da "Reuters Italia" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA (Reuters) - Dopo che due giorni fa il premier Silvio Berlusconi ha criticato la Commissione europea, oggi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, parlando in Francia, ha detto che per troppi governi la Ue e l'esecutivo di Bruxelles sono un "capro espiatorio" per coprire le proprie insufficienze. "Troppi governi nazionali hanno negli anni scorsi ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, poco preoccupandosi di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e perfino i rispettivi Parlamenti, nelle discussioni e nelle scelte cui erano chiamate le istituzioni dell'Unione", ha detto il capo dello Stato da Lione, dove partecipa agli "Stati generali dell'Europa". "Toppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa - e in particolare la Commissione europea, la 'burocrazia di Bruxelles' - come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze". "E' mancato un discorso di verità nel rapporto con i cittadini, è mancato il segno della convinzione e della volontà politica nell'indicare e motivare l'esigenza di una più forte unità europea, nel prospettare le nuove politiche comuni di cui c'è bisogno in Europa", è la critica di Napolitano. Il discorso di Napolitano - pubblicato sul sito web del Quirinale - sottolineava con forza la necessità di andare avanti con l'integrazione europea, anche dopo la bocciatura del Trattato di Lisbona da parte degli elettori irlandesi nel referendum che si è tenuto nei giorni scorsi. Quello del presidente è stato un appello a fare dell'Europa una "unità politica unitaria", anche perché nessun Stato membro, anche quelli più importanti, è in grado di agire in modo autonomo. "L'Europa potrà ancora contare sulla scena mondiale, potrà ancora dare il suo apporto peculiare e insostituibile all'evoluzione dell'ordine globale, solo se riuscirà ad affermarsi come entità politica unitaria", ha detto nel suo discorso il presidente. "Con la globalizzazione, mutamenti radicali hanno già avuto luogo e sono in pieno svolgimento. Nessuno dei nostri Stati-nazione, nemmeno quelli che hanno maggiormente fatto per secoli la storia, può ormai né risolvere da solo i suoi problemi, divenuti inscindibili da contesti più ampi, né dare da solo un valido contributo al superamento delle sfide globali del nostro tempo". "Non c'è pretesa di autosufficienza, non c'è illusione protezionista che possa mettere l'Italia o la Francia o la Germania al riparo dalle sollecitazioni e dai condizionamenti della globalizzazione - ha detto ancora Napolitano, citando i tre più importanti stati fondatori della Comunità - La sola strada percorribile è per tutti noi l'approfondimento dell'integrazione, un più coraggioso e coerente sviluppo verso l'unione politica". Continua.

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La Festa premia quattro vigili urbani (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere Adriatico" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La cerimonia all'anniversario numero 149 della polizia municipale dorica La Festa premia quattro vigili urbani ancona - Sono stati premiati giovedì, alla tradizionale festa della polizia municipale. Sono il capitano Franco Gambelli e gli agenti Rosina Ciaramella, Raffaele Boeri e Daniele Gambini. Gambini e Boeri hanno ricevuto il riconoscimento per aver condotto un'indagine in campo edile individuando lavoratori non in regola con i permessi di soggiorno e di fatto sfruttati. Gambelli e Ciaramella hanno sorpreso un ladro che tentava di entrare in una scuola per rubare, scassinando l'ingresso, durante la notte. Un premio all'attività arrivato proprio nel giorno in cui il comandante Fulgi - alla sua prima festa nel Corpo di Ancona, arrivato all'anniversario numero 149 - si è sentito di esaminare la situazione di rapporti che c'è tra i vigili urbani e la cittadinanza, non più buona come una volta. Fulgi ha fatto presente come "da alcuni anni a questa parte il nostro rapporto con i cittadini è peggiorato. Prima c'erano stima e solidarietà, aiuto reciproco. Dagli anni Ottanta in poi la Municipale ha iniziato un lento ma costante processo di mutazione". Ci hanno messo lo zampino i nuovi interventi normativi con l'attivazione di Ztl, parcheggi a pagamento, aumento delle sanzioni e innesto della tecnologia nell'attività di controllo, come l'autovelox, "percepito dal cittadino come la più negativa espressione della burocrazia".

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Ue, Napolitano: "Capro espiatorio di troppi governi insufficienti" (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica.it" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LIONE - Lezione di Europa, di democrazia e di buon senso del presidente Napolitano agli Stati generali d'Europa. Il capo dello Stato chiama in causa una dote rara tra i politici - l'assunzione di responsabilità base della democrazia - e punta l'indice contro quei governi che hanno utilizzato in questi anni l'Unione Europea come "capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Intervenendo agli Stati generali a Lione, Napolitano sottolinea che a forza di nascondersi dietro le direttive comunitarie si è creato un "problema di partecipazione e di consenso dei cittadini" che ha minato il processo di integrazione. E questo è uno dei motivi che hanno portato alla bocciatura del Trattato europeo nel referendum irlandese. Napolitano è convinto che la sola strada percorribile per l'avanzamento dell'Europa sia lo sviluppo verso l'unione politica. In quest'ottica occorre approfondire l'integrazione, essere più coraggiosi e coerenti, altrimenti è a rischio tutta la costruzione dell'Europa, quel che si è fatto in 50 anni. Napolitano giunge al Palazzo dei Congressi di Lione ed è accolto da un piccolo gruppo di ragazzi che sventolano la bandiera irlandese. Sulle magliette verde smeraldo portano la scritta: "Non ignorate il nostro voto". Un dettaglio, è vero, ma che dice molto sul gradimento dell'Europa. Il Presidente prende la parola e riparte da dove l'aveva lasciata subito dopo il no irlandese. "Possiamo ammettere che il Trattato di Lisbona venga travolto dal referendum in Irlanda?" chiede Napolitano, che aggiunge: "Può il necessario cammino verso il rafforzamento dell'Unione essere bloccato dal tabù dell'unanimità? Lasciare che ciò accada equivarrebbe a mettere a rischio le conquiste del passato". Che fare quindi? "E' giunto il momento della prova. Se in questa dimensione e con queste regole l'Unione non riesce a funzionare bisogna trovare le forme di impegno più saldo tra i Paesi che si sono riconosciuti nelle scelte più avanzate di integrazione e di coesione come la moneta unica". Il primo passo è riconoscere una realtà scomoda: "Il voto in Irlanda ha drasticamente posto il grande problema del rapporto tra governanti e governati nell'Europa unita, il problema della partecipazione e del consenso dei cittadini". E troppi sono stati i governi nazionali che negli anni scorsi "hanno ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, preoccupandosi poco di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e persino i rispettivi parlamenti nelle discussioni e nelle scelte cui erano chiamate le istituzioni dell'Unione". Ed ecco l'affondo, la verità scomoda spiattellata sul tavolo: "Troppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da esse sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa e in particolare la Commissione Europea, la 'burocrazia di Bruxelles' come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Insomma, troppo comodo nascondersi dietro l'Europa per giustificare scelte poco popolari, troppo comodo addossare a Bruxelles responsabilità che invece sono proprie. C'è, però, un altro punto: "Non si può pretendere dai cittadini che si orientino nella trama delle norme di un nuovo Trattato, e addirittura nel labirinto di un collage di emendamenti ai Trattati vigenti come quello concordato a Lisbona". Quella sì che è roba da burocrati, un testo quasi illeggibile. Inevitabile che si crei "un equivoco, o il timore di una delega in bianco alle istituzioni europee". Al contrario, quello di cui c'è necessità "è il recupero di un rapporto di fiducia con i cittadini basato su una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche che rappresentano gli Stati membri dell'Unione". Un rafforzamento del Parlamento europeo che si basa sul principio dell'assunzione di responsabilità: dei cittadini al momento del voto, dei governi al momento della decisione. E' questa la ricetta di Napolitano contro le forze che vorrebbero frantumare l'Europa. (21 giugno 2008.

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Il mercatino rionale e il centro sociale bloccati da anni per burocrazia controlli zero dai vigili (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il mercatino rionale e il centro sociale bloccati da anni per burocrazia Controlli zero dai vigili NICOLA ROSSELLI "In piena campagna elettorale per le amministrative del maggio 2007 il sindaco Mimmo Ciaramella ci prometteva di trasformare le periferie in una piccola Svizzera. In verità, ci aveva anche fatto vedere qualcosa di concreto con l'inaugurazione del centro sociale per gli anziani ed il quasi ultimato mercatino rionale. Ma da allora non abbiamo più visto nulla che potesse farci pensare di far parte del comune di Aversa. Né, tanto meno, l'Iacp ha mai eseguito alcun intervento di manutenzione, se escludiamo qualche taglio di erbacce dopo nostre eclatanti proteste". Gli abitanti delle case popolari della zona a ridosso con Teverola, quella che si apre intorno a piazza Giovanni XXIII continuano a lamentare l'assenza delle istituzioni. E, in verità, sia il centro sociale (intitolato al compianto assessore Giuseppe della Vecchia) che lo scheletro del mercatino rionale, per il quale tanto aveva lavorato l'ex assessore azzurro Nicola Galati, sono divenuti il simbolo del degrado e dell'abbandono delle periferie da parte degli organismi deputati, oltre che della politica fatta di annunci. Abbiamo due "cattedrali nel deserto". Quella più eclatante è relativa al grosso capannone in cemento che doveva rappresentare uno dei fiori all'occhiello della prima esperienza amministrativa del sindaco Ciaramella: il mercatino rionale. L'assessore Galati né parlò in termini entusiastici. Aversa avrebbe avuto un mercatino rionale sempre aperto dove sarebbero stati ospitati, in una struttura con tanto di allacciamenti alla rete idrica ed elettrica, oltre alla presenza di servizi igienici, pescivendoli, fruttivendoli e così via. A due anni dall'inizio dei lavori, invece, gli abitanti della zona si trovano in regalo uno scheletro di cemento divenuto rifugio di barboni. L'altra pietra dello scandalo è rappresentato dal centro sociale, di fatto mai utilizzato, con gli arredi esterni ormai inservibili e il campo da bocce trasformato in una sorta di indistinto cordolo di cemento.

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Sindaci a scuola da Unindustria (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il neo presidente Vardanega lancia i corsi di alta specializzazione per amministratori locali Instillare un po' di cultura d'impresa nella macchina burocratica dei Comuni nostrani. Proposito sfiancante, ma, se riuscisse, ne trarrebbero giovamento le aziende e il territorio tutto. E allora gli industriali trevigiani sono pronti fare scuola, o meglio: a sedere sui banchi assieme a sindaci e assessori. Per condividere competenze, capire l'evoluzione dell'economia, cercare soluzioni che portino semplicità e efficienza nei servizi. Smaltiti i postumi dell'elezione, per il nuovo presidente di Unindustria, Alessandro Vardanega è ora mettersi al lavoro e trasformare in progetti concreti i principi enunciati in assemblea: ieri il leader degli industriali ha presentato la squadra (vice e giunta) che lo affiancherà nei prossimi due anni e le linee d'azione del suo quadriennio.Partiamo da queste ultime. Priorità numero uno: il capitale umano. E non è una novità. Ma nuovo è il taglio che il presidente della "Cotto Possagno" vuole dare: "capitale" non sono solo gli uomini dentro all'azienda, ma anche quelli fuori, nella società. Dopo la formazione degli imprenditori stessi, dopo quella per gli insegnanti, ora piazzetta Sant'Andrea ha in cantiere corsi di alta specializzazione per gli amministratori locali: "Crediamo sia importante anche per loro capire quali sono le trasformazioni che hanno investito e sempre più investiranno le nostre imprese e il nostro territorio", sottolinea Vardanega. Unindustria metterà a disposizione strutture, occasioni di studio, esperti di fama internazionale. Con una filosofia di base: "La sensazione è che anche con gli enti locali, da cui dipendono scelte fondamentali, come i servizi pubblici, la pianificazione territoriale, le infrastrutture - spiega il direttore dell'associazione Giuseppe Milan - ci sia bisogno di riferimenti comuni su cui cercare di trovare le possibili intese". Ma anche con degli obiettivi più "pratici": snellire la burocrazia e ridurre i costi aggregando funzioni, ad esempio l'anagrafe (qualche passo concreto in questo ambito è già stato fatto).Tocca da vicino la collettività anche l'altro ambito su cui il presidente e i suoi intendono spendersi: la modernizzazione del "sistema economico e sociale trevigiano". Anche qui la direttrice prioritaria è chiara: infrastrutture. "Le urgenze: la superstrada Pedemontana, la rete ferroviaria metropolitana, il completamento della A28. Oltre alle tangenziali per sgravare di traffico e inquinamento i centri dei nostri paesi". E oltre alle "autostrade" informatiche. Guardando più al proprio interno, l'Unindustria dell'era Vardanega punterà ancora sulle piccole e medie imprese: "Crediamo che questo modello sia ancora valido, anche se è chiaro che che le "piccole" devono sapersi trasformare. Il punto non è la dimensione, ma il modo in cui ci si pone sul mercato". Saranno rafforzate le attività a favore di queste aziende. Magari in sinergia con l'associazione industriali di Venezia: già dalla prossima settimana cominceranno i colloqui per possibili collaborazioni. "Il consiglio mi ha dato ampio mandato in questo senso. Abbiamo pensato a loro perchè in comune abbiamo già delle esperienze di successo e perchè, oltre alla contiguità geografica, possiamo essere complementari: noi forti nel dare servizi alle Pmi, loro nelle relazioni con i gruppi multinazionali. Ma non sono esclusi allargamenti futuri".Tutto ciò, Vardanega porterà avanti con i suoi vicepresidenti: Ennio Bianco (che ha la delega a scuola, formazione, ricerca e innovazione), Claudio Cunial (energia, ambiente, utilities), Luciano Miotto (relazioni sindacali, affari sociali, sicurezza sul lavoro), Alessandra Pegorer (piccole imprese, merceologie, esemplificazioni burocratiche), Maria Cristina Piovesana (tesoreria, fisco, finanza d'impresa), Flavio Sgambaro (sistema locale, infrastrutture, alleanze territoriali), Alberto Zanatta (internazionalizzazione, marketing territoriale). Solo Miotto Zanatta sono confermati: gran parte degli uscenti del resto aveva raggiunto il limite di mandato. Della giunta faranno parte anche Riccardo Arnaboldi, Attilio Biancardi, Katia Da Ros, Alberto De Zan, Daniele Grillo, Stefano Pellicciari, Antonio Zigoni, più i due membri di diritto Andrea Tomat e Silvia Dal Cin, past president e presidente del Gruppo giovani.Mattia Zanardo.

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<Eccellente la Protezione civile bellunese> Bertolaso inaugura la sala operativa, ma la Provincia chiede competenze e rimborsi celeri ai volontari. Attacco del Suem all'Enac (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Eccellente la Protezione civile bellunese" Bertolaso inaugura la sala operativa, ma la Provincia chiede competenze e rimborsi celeri ai volontari. Attacco del Suem all'Enac "Quando in tutto il Paese ci saranno delle organizzazioni con punte di eccellenza come questa di Belluno, allora non servirà più la Protezione civile nazionale". Il direttore del Dipartimento Protezione civile e da poco sottosegretario Guido Bertolaso ha elogiato la nuova sala operativa ospitata nella sede del Corpo forestale di Belluno. Una struttura in grado di attivare immediatamente le forze sul territorio in caso di emergenza."Ho l'occhio clinico - ha scherzato - questa non è una scatola vuota. Sono finiti i tempi delle tante sale operative che trovano difficoltà a collegarsi. Qui si ritrovano tutti in un solo ambito per lavorare insieme, istituzioni, corpi dello Stato e volontariato. Nessuno ne rimane fuori". Bertolaso ha rispettato la promessa di esserci all'inaugurazione della nuova struttura, passando in rassegna le centinaia di volontari presenti alla Rossa per salutarlo."La protezione civile è una grande orchestra - ha detto - e nessuna realtà, anche piccola, può chiamarsi fuori. Altrimenti la sinfonia non riesce bene. E sappiamo bene nel nostro campo come è facile perdere la credibilità anche per una sciocchezza". Il direttore ha visitato la sala e ascoltato le spiegazioni delle istituzioni.E l'assessore provinciale Angelo Costola non ha perso l'occasione per alcune richieste. "Ci deve essere tempestività per i rimborsi spese ai volontari, che donano il proprio tempo gratis ma non possono anche rimetterci. Al presidente della Provincia sia riconosciuta l'autorità di protezione civile, come chiesto dai sette assessori del Veneto". Immancabile il riferimento al "suo" elisoccorso. "È possibile che per un cavillo burocratico l'Enac impedisca in Italia l'utilizzo dei visori notturni? Il loro utilizzo è previsto in molti altri Paesi e consentirebbe una maggior velocità negli interventi". Bertolaso ha promesso di interessarsi direttamente affermando che "lunedì vedrò il presidente dell'Enac, vedrò come aggirare la burocrazia".A portare il saluto a Bertolaso il presidente della Provincia Sergio Reolon, che ha ricordato l'anima della Protezione civile bellunese, le migliaia di volontari che operano in un territorio fragile, mentre l'assessore regionale Oscar De Bona ha sottolineato il ruolo di Venezia con i contributi per le piazzole per l'elicottero e la formazione. Di importante sinergia ha parlato il prefetto Provvidenza Raimondo, ricordando l'importanza dell'approvazione dei piani di protezione civile comunali. Bertolaso ha anche ricordato le parole di don Rinaldo Sommacal al taglio del nastro, la prudenza dei nostri cittadini è la più grande sala operativa. "È importantissima l'informazione e la cultura della Protezione civile - ha affermato - per insegnare ai 56 milioni di italiani come comportarsi correttamente nei confronti delle emergenze".Maurizio Dorigo.

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"Movida" serale col silenziatore (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Partita sottotono la vetrina dei venerdì sera dei commercianti, tra i quali sta montando il malumore. Dito puntato sul Comune "Movida" serale col silenziatore Senza i permessi i commercianti si sono visti costretti a rinunciare all'intrattenimento musicale Sacile"Sacile ti aspetta di sera", la manifestazione organizzata dal Consorzio Commercianti per Sacile, dopo le polemiche dei giorni scorsi è partita ieri sera, ma molto in sottotono rispetto al passato, con i soli negozi aperti senza alcun appuntamento musicale.Così ha deciso il presidente del Consorzio Andrea De Filippo, dopo aver interpellato uno ad uno commercianti ed esercenti del centro, i quali, dopo aver preso atto dell'impossibilità di attuare gli intrattenimenti musicali programmati, hanno deciso di non perdere ulteriori serate e di tenere comunque i negozi aperti.È infatti andato a vuoto anche l'ultimo tentativo dell'assessore al Commercio Bruno Manfè che aveva cercato, attraverso un esperto abilitato a certificare la rumorosità, di produrre la documentazione indispensabile per ottenere il via libera della Commissione per i pubblici spettacoli e ottenere così l'autorizzazione di pubblica sicurezza che consentisse di avviare il programma di intrattenimenti musicali."Abbiamo deciso di partire ugualmente - hanno sottolineato alcuni commercianti - in quanto in questi giorni abbiamo ricevuto diverse telefonate di persone di comuni limitrofi, abituali ospiti dei "venerdì sera", che chiedevano informazioni, invitandoci a tenere aperti i negozi anche senza manifestazioni collaterali". Intanto la protesta si allarga e assume toni forti. "È la prima volta - sottolineano i commercianti - da quando è stata istituita la manifestazione che ci troviamo in questa situazione, senza capire il perché".Amareggiato e fortemente deluso il presidente del Consorzio commercianti De Filippo ribadisce: "Siamo bloccati da una burocrazia che si fa di giorno in giorno più farraginosa e meno chiara". Ma non risparmia l'amministrazione, che ritiene "la prima inadempiente della normativa vigente in materia, in quanto non ha ancora provveduto a zonizzare tutto il territorio comunale, e a stabilire, zona per zona i parametri di rumore da rispettare".Ma non basta. "Sono dieci giorni - precisa - che ci troviamo a discutere con gli uffici competenti di una normativa che di giorno in giorno presenta aspetti nuovi, sempre più vincolanti e che si presta ad interpretazioni diverse". In questo per De Filippo c'è stato disimpegno da parte dell'amministrazione comunale "che aveva promesso un chiarimento anche a livello politico, ma nessuno, nonostante le promesse, ha dato risposte", se non un tentativo dell'assessore Manfè, risultato del tutto inutile a sbloccare la situazione."Purtroppo - aggiunge - ancora una volta a rimetterci sono gli operatori del commercio e gli esercenti che con grande sacrificio, anche finanziario, pur in un momento di forte difficoltà, sostengono iniziative per cercare di rilanciare il settore, ma trovano ostacoli di ogni genere, anche se queste portano prestigio all'intera città". Il rammarico del presidente si trasforma in preoccupazione per il futuro."Infatti - sottolinea De Filippo - se la situazione non si sblocca rischiano di saltare anche altri appuntamenti previsti la prossima settimana: le semifinali e le finali del 9. Concorso nazionale "Una voce dal Livenza - premio Città di Sacile - giardino della Serenissima, in programma giovedì e venerdì prossimo, la serata di Folkest del 4 luglio e per ultimo anche la finale regionale di Miss Italia dell'8 agosto".Michelangelo Scarabellotto.

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A ntonio Zanella è uno dei <bondoneri> storici (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> A ntonio Zanella è uno dei "bondoneri" storici A ntonio Zanella è uno dei "bondoneri" storici. Per anni ha gestito l'Hotel Nevada, il residence Alaska e il residence Colorado. Ora è proprietario dell'edificio che si affaccia sulla piazzetta di Vason e che, nelle sue intenzioni, dovrebbe diventare un piccolo centro commerciale (nella foto) . Zanella credeva nelle potenzialità del patto territoriale. Voleva realizzare un parcheggio interrato, aveva proposto all'Apt di aprire l'ufficio a Vason, pensava di concedere la possibilità al ristorante Stube di potersi ampliare al piano terra. Ma anche lui si è scontrato con la burocrazia e i tempi lunghi: sul parcheggio non ha ricevuto risposte, l'Apt ha rinunciato, il ristorante non può allargarsi perché i servizi igienici sono divisi da un corridoio dalla sala. Zanella si è stufato, ma lascia intendere che gli spazi per rimediare ci sarebbero ancora... 21/06/2008.

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LUTERANA LECCHESE (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> LUTERANA LECCHESE LUTERANA LECCHESE. "Vorrei che la burocrazia venisse insufflata dalla linfa della cultura protestante: lavorare per guadagnare" (Michela V. Brambilla, sottosegretario al turismo). ESERCENTE NOSTALGICO. "Torniamo agli anni Settanta, quando lanciavamo destinazioni importanti quali Rimini, la Versilia, le Dolomiti, il lago di Garda, quando nasceva la prima azienda di turismo a Cortina. Dal 1971 ad oggi siamo passati dal protagonismo delle imprese al protagonismo politico e il turismo è andato in caduta libera. Negli ultimi anni sono nate 13.500 strutture turistiche, scoordinate tra loro". (Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo-Confesercenti). ALBERGATORE ANTI-GOMORRISTA. "L'Italia non è Gomorra. Il governo dia più soldi agli italiani e non torni a parlare della tassa di soggiorno da 10 euro, una vera follia. Il turista non è una mucca da mungere e gli albergatori sono stanchi di pagare i dissesti dei Comuni" (Bernabò Bocca, presidente di Confturismo-Confcommercio). IMPRENDITORE ANTI-POLTRONISTA. "Più che una spartizione di poltrone, servirebbe una seria analisi della domanda turistica. Alcuni progetti stanno in piedi solo perché vi sono i finanziamenti ma è un errore avere risorse in cerca d'autore, bisogna semmai fare il contrario e soprattutto premiare le eccellenze. Giovedì si è conclusa a Parigi la Conferenza per il turismo francese e nell'illustrare il piano strategico è stato fatto un confronto con i Paesi concorrenti. L'Italia non è stata considerata, perché non ha un piano strategico" (Daniel John Winteler, presidente di Federturismo-Confindustria). ASSESSORE ANTI-BAROCCO. "Serve una riforma dell'Enit-Agenzia nazionale per il turismo, superando un assetto barocco a cui tutti abbiamo partecipato. Chiudiamo alcune sedi estere dell'Enit utilizzando al loro posto le ambasciate. Più che elevare il Pil, serve maggiore qualità, per un segmento medio-alto di domanda esigente. Il turismo non è solo Pil, serve all'Italia per capire il mondo e anche - mi si consenta un unico accenno politico - per capire gli altri, l'altro" (Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni e dell'Emilia Romagna). 21/06/2008.

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Menia: su porto vecchio ritardi preoccupanti (sezione: Burocrazia)

( da "Piccolo di Trieste, Il" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LA CORSA PER LE CONCESSIONI Menia: su Porto Vecchio ritardi preoccupanti L'Authority precisa: bisognava fissare il termine per presentare i progetti di SILVIO MARANZANA "Si è preso atto del continuo pervenire di nuove istanze e della conseguente necessità di stabilire un termine perentorio che consenta di passare alla fase successiva di selezione". È il passaggio clou della nota ufficiale con cui ieri l'Autorità portuale ha spiegato lo slittamento dell'esame delle richieste di concessione in Porto Vecchio. Ciò perché i termini rimangono ancora aperti e tali resteranno secondo indiscrezioni (la data deve venir ancora ufficialmente comunicata) per due mesi e più, presumibilmente fino al 31 agosto. Fatto questo che ha suscitato la violenta reazione del sottosegretario all'Ambiente, il triestino di An Roberto Menia che ha anche chiesto di "procedere tempestivamente per non dare adito alle illazioni di coloro i quali possono pensare che un dilatamento dei tempi serva per aspettare chissà chi o chissà che cosa". L'addetto stampa di Menia ha poi chiarito che questa non nasconde un'accusa, ma che è un invito ad agire presto proprio per evitare che qualcuno supponga manovre che non vi sono. Solo dopo il 31 agosto però le numerose istanze potranno venir messe a confronto e siccome le richieste sono già ora 39 e 5 prendono in considerazione l'intera area, molte dovranno essere le esclusioni. A quel punto però le richieste saranno rese pubbliche per permettere poi a chiunque nell'arco di almeno un mese di avanzare obiezioni o di presentare offerte alternative. Successivamente la palla tornerà all'Authority che però dovrà comunque portare le istruttorie per la discussione e la votazione in Comitato portuale trattandosi di concessioni di oltre quattro anni. Facile dedurne che a questo punto saremo già nel 2009 e che il ruolino di marcia che prevedeva le prime concessioni a fine giugno già sconta numerosi mesi di ritardo. L'intenzione di attuare procedure rapide perseguita dall'Authority e dal suo presidente Claudio Boniciolli si è scontrata subito con la burocrazia, ma anche con la notevole entità della posta in palio. "Riceviamo ogni giorno lettere che rivelano nuovi interessamenti, proponenti che annunciano per i giorni successivi progetti più dettagliati - ha spiegato ieri Boniciolli - impossibile in questo modo raffrontare le varie proposte. L'avviso pubblico che avevamo fatto mi sembrava chiaro anche perché si annunciava per il primo giugno l'inizio dello screening. Evidentemente però non a tutti è apparso così". Sebbene il Codice della navigazione dunque non preveda si fissino termini per le richieste, in questo caso, secondo quanto sarebbe stato fatto rilevare in particolare dalla dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal momento che si tratta di dare in concessione un intero porto antico sarebbe invece particolarmente opportuno fissare quel termine. Sull'episodio è intervenuto, come detto in modo veemente, il sottosegretario Menia. "È sconcertante e anomalo - ha commentato - quanto accaduto in seno al Comitato tecnico. I rilievi del rappresentante del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di altri membri del Comitato sull'ordine procedurale, e il conseguente slittamento di ogni decisione presumibilmente a fine agosto destano grande preoccupazione sulle modalità con cui si sta gestendo questa tappa importante del processo di riqualificazione e sviluppo della città di Trieste". "Soltanto pochi giorni fa - ha proseguito Menia - ho avuto modo di incontrare assieme al vicesindaco Lippi il presidente Boniciolli ricevendo rassicurazioni in merito alla tempistica che sarebbe stata rispettata per le decisioni su Porto Vecchio. Questa evidente superficialità mi rammarica molto. Se è vero che i progetti presentati sono numerosi e interessanti è allora necessario procedere tempestivamente per non dare adito alle illazioni di coloro i quali possono pensare che un dilatamento dei tempi serva per aspettare chissà chi o chissà cosa". Ma sui tempi interviene nella stessa nota anche l'Authority. "Si ritiene opportuno seppur superfluo precisare - si legge - che è interesse di questa Autorità portuale procedere nel più breve tempo possibile all'assegnazione delle concessioni, ma ciò sempre nel rispetto delle norme e dei principi che governano l'azione amministrativa, non ultimo quello di effettuare la miglior scelta avendo assicurato la massima partecipazione di qualificati pretendenti". L'Authority ha anche specificato che il Gruppo di lavoro ha il compito di supportare l'attività istruttoria garantendo la presenza di specifiche professionalità esterne in campo giuridico, urbanistico e procedurale, ma che al presidente dell'Authority e al Comitato portuale spettano "tutte le scelte e le incombeneze di natura procedimentale riguardanti l'assentimento in concessione dei beni demaniali". Si potrebbe dire che il procedimento è stato rinviato già al momento delle osservazioni preliminari. Il Gruppo tecnico nelle prime due giornate di lavoro non ha aperto nemmeno il primo dei trentanove plichi arrivati che, secondo le illazioni trapelate, riempiono una stanza intera. "Senza procedere ad alcun esame delle istanze pervenute - ha spiegato la nota dell'Authority - sono stati affrontati alcuni aspetti generali relativi alla variante al Piano regolatore recentemente approvata alle cui norme vi è l'obbligo di rispondere e al masterplan commissionato della Fondazione CrTrieste che costituisce esclusivamente una traccia di una possibile configurazione dell'ambito del Porto Vecchio. Sono stati inoltre dibattuti sempre in generale e senza riferimento alle specifiche domande - informa ancora il comunicato - alcuni aspetti legati alla durata della concessione, che deve essere rapportata a un coerente piano di investimenti, all'infrastrutturazione di base dell'intero ambito, al regime giuridico delle aree al fine di stabilire un coerente e trasparente modo di procedere". E proprio il richiamo al regime giuridico delle aree solleva un altro forte interrogativo. Praticamente l'intero Porto Vecchio si trova infatti oggi all'interno di un Punto Franco. Per esaminare la possibilità di spostarne una porzione il Governo Prodi aveva deciso di istituire un tavolo tecnico, ma prima di sviscerare il problema, che coinvolge più ministeri, l'esecutivo è caduto, né risulta che il Governo Berlusconi abbia ripreso in mano la questione. Come comportarsi allora, ad esempio dinanzi alle richieste ufficialmente presentate in questi giorni dall'Istituto Nautico o dalla Fiera di Trieste e che logicamente presuppongono il continuo passaggio in zona franca di studenti e pubblico? Se il Governo non ha dato delucidazioni, è venuta a cadere in questi giorni anche una delle principali precondizioni per attuare il trasferimento di una porzione di Punto franco che secondo anche quanto previsto dal Piano operativo triennale dell'Authority dovrebbe venir portata nel Terminal intermodale di Fernetti. Il fatto che il presidente della Camera di commercio Antonio Paoletti in qualche modo supportato dagli operatori locali e dalla Regione abbia annunciato che eserciterà il proprio diritto di prelazione su quote di Fernetti in vendita, fà sì che l'Autorità portuale non possa svolgere una gestione integrata di porto e autoporto. Frattanto però il Gruppo di lavoro tornerà a riunirsi a breve per continuare l'esame della procedura e degli aspetti tecnico-giuridici che le istanze di concessione devono possedere.

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Per il 2008 vendemmia con "bonus" (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

AGRICOLTURA.IERI INCONTRO AD ASTI CON L'ASSESSORE MINO TARICCO Piano triennale della Regione Per il 2008 vendemmia con "bonus" Si punta sulle energie alternative I buoni vendemmia sono una realtà: in Piemonte parte la sperimentazione dei voucher per l'assunzione di lavoratori stagionali in agricoltura. "Stiamo definendo i dettagli in questi giorni, un nuovo incontro è previsto per la prossima settimana - ha spiegato l'assessore regionale Mino Taricco ospite ieri in municipio - Il tavolo tecnico vede la collaborazione tra Inps, Inail, Regione, Province, sindacati, organizzazioni professionali agricole". Il provvedimento è pensato per regolarizzare il lavoro di studenti e pensionati impegnati nel breve periodo della vendemmia e, al tempo stesso, snellire le procedure di assunzione. Considerazioni che hanno destato qualche perplessità, come ribadito ieri da Marianna Comunale (Cia): "Esaminando i dettagli della convenzione non sembra che la burocrazia venga alleggerita, pare comunque più semplice assumere con le classiche procedure", e ha aggiunto: "Senza contare che il buono si limita a studenti e pensionati, mentre le necessità riguardano soprattutto la manodopera straniera". "La procedura è meno complessa di quanto non sembri - ha risposto Taricco - In ogni caso non dimentichiamo che quest'anno si tratta di una sperimentazione, tutto modificabile e migliorabile. Se ne parlava da dieci anni, siamo arrivati alla sperimentazione ed è già un primo passo importante. Inoltre se la prima applicazione riguarda soltanto la vendemmia, non si esclude l'allargamento ad altri settori". E a favore dei "voucher" ha lavorato anche il Tavolo della Camera di commercio di Asti (presidente Sacco) e il deputato Massimo Fiorio. Così, da quest'anno, le aziende potranno assumere manodopera occasionale, pagando un "bonus" nominale di 10 euro. I lavoratori percepiranno al netto 7,5 euro per "assegno"; una parte sarà trattenuta dall'Inps per contributi e assicurazione. Limite massimo 5 mila euro per i lavoratori e 10 mila per le aziende. Ma l'assessore regionale era ad Asti non solo per illustrare i "buoni vendemmia". Taricco ha tracciato un quadro su Piano di sviluppo rurale (Psr) e interventi finanziari per il comparto agricolo, rintuzzando le accuse di ritardi che erano arrivate in Regione. "E' giusto fare chiarezza sui tempi - ha spiegato - se si confrontano Piemonte e altre Regioni si può vedere come non siano tanto differenti. L'approvazione è stata simile, se non uguale, per tutti i Psr d'Italia". E le dotazioni finanziarie sarebbero consistenti: "Quella per il Piemonte è tra le più alte. Pur vero che il piano di sviluppo rurale coprirà solo del 10% delle aziende piemontesi, 8-10 mila su circa 75 mila. E' altrettanto vero che il Piemonte, rispetto alla dotazione finanziaria del Psr precedente, ha avuto un incremento tra i più consistenti in Italia". \Diversi gli interventi per il comparto agricolo illustrati da Taricco. Sono previsti finanziamenti per agriturismo ed energia alternativa anche in zone urbane finora escluse dal Psr, incentivi a nuovi consorzi per commercializzare prodotti di qualità, programma assicurativo per aziende zootecniche per malattie o calamità. Interventi a sostegno della "filiera corta" (per un rapporto diretto tra produttori e consumatori) e per l'acquisto di macchine agricole (12 milioni di euro per il triennio 2008-2010). \.

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Ricordando don Gino Mille colori nei prati della Valmalenco Sono in Valmalenco, a S (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Sondrio, La" del 21-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Ricordando don Gino Mille colori nei prati della Valmalenco Sono in Valmalenco, a S.Giuseppe, alla ricerca di qualche trota fario nel torrente Mallero. E' iniziato il disgelo, l'acqua è abbondante, cristallina. Scelgo le mosche che ritengo valide per il luogo ed inizio la battuta. Percorro il torrente per un buon tratto, ma all'amo nulla abbocca, per il momento il pesce sono io e lo rimarrò per tutta la mattinata. Trascorso il mezzogiorno e sentendo un certo appetito vado alla ricerca di un punto di ristoro. Lo trovo poco lontano. Il ristorante porta lo stesso nome del torrentello che scorre poco lontano, il Braciasco. Ordino un piatto di pizzoccheri e un buon bicchiere di vino, vino che come tutti sappiamo in montagna migliora e porta allegria anche se, nel mio caso, la sacca porta pesci è ancora vuota. Quattro chiacchiere con l'oste mentre fuori il tempo sta peggiorando. "E' una brutta fine di primavera quest'anno. Abbiamo dimenticato la forma del sole e con noi l'hanno dimenticata anche i villeggianti, gli escursionisti" borbotta il mio dirimpettaio. Rispondo " Vedrà che da ora in poi tutto cambierà. Il Berlusca ha promesso di porre rimedio a tutto ciò che sa di negativo ed ha fatto un patto con l'Altissimo. Ha a cuore questa valle, la Valtellina perchè anche tramite la Lega nord ha potuto ritornare ad occupare la scranno romano più alto. Gli manca solo il Quirinale, ma non dispera". L'oste non può trattenere un sorriso. Lo vedo scettico, ci salutiamo. La pioggia inizia a cadere. Non mi piace pescare sotto l'acqua ed il pensiero corre a ritroso, ai tempi della mia amicizia con un parroco di montagna che avevo seguito nel suo peregrinare per la provincia. A Baruffini, a Chiesa in Valmalenco, a Tirano. Quell'uomo, che farei beato, si chiamava Gino Menghi. Già durante il suo operare in Valmalenco andavo a trovarlo, a raccontargli le mie tribolazioni professionali, tribolazioni quotidiane sul lavoro. Lavoro impregnato di burocrazia. Quell'uomo di Dio aveva il dono di tranquillizzare ed a volte passeggiando lungo la strada che porta a Chiareggio mi indicava la bellezza della natura, i mille colori dei fiori nei prati che costeggiano la strada. "Perchè non ricordare il mio Maestro di vita raccogliendo quei fiori da don Gino tanto amati?" Potrei portarli al Cimitero di Tirano dove riposa da vari anni e posarli sulla sua tomba. Tomba riservata ai parroci della mia cittadina. Ne ho raccolto un bel mazzo e, giunto a Tirano, ne ho fatto dono. Fiori semplici come semplice era don Gino *** La settimana scorsa, su questo quotidiano, mi sono dichiarato contrario alla politica della Chiesa romana. "Dare a Cesare quel che è di Cesare, dare a Dio quel che è di Dio". Questa celebre frase non ha bisogno di commenti. La Chiesa si occupi delle anime, il Governo si occupi dei problemi italiani, che sono molti. Nessuna mistura perchè ne nascerebbe in intingolo innaturale. Don Gino non era certamente un cattocomunista. I cattocomunisti laici li annovero tra le persone che hanno aiutato a distruggere i valori di un tempo. Da nessuna parte è scritto che una persona, per fare del bene, deve essere di sinistra. Anzi. E' sufficiente ricordare la storia, i milioni di esseri umani inviati in Siberia da Stalin e morti tra gli stenti. Metto sullo stesso piano le bestie naziste e le bestie comuniste. Caro don Gino, con il pezzo della settimana scorsa ho forse offeso le alte sfere vaticane. Non era questa la mia intenzione. Se, da lassù, non mi ritieni più amico, non più degno di esserlo, permettimi di riandare con il pensiero ai lontani anni verdi. Chiederò asilo ad un mio illustre professore, anch'egli lassù, a quell'Ettore Mazzali che, lisciandosi i capelli con la mano, nell'aula scolastica declamava, da laico, Carducci ed in particolare "Davanti a S. Guido". Forse mi ascolterà. Come, nella maturità, caro don Gino, noi passeggiavamo lungo la strada che porta a Chiareggio, passeggerò idealmente con Ettore tra i cipressi che "a Bolgheri alti e schietti van da S.Guido in duplice filar". Giancarlo Bettini Tirano l'analisi Avidi, corrotti e... ricchi: i soldi da una sola parte Un interessante reportage a firma della giornalista Elvira Conca (la Provincia del 7 giugno 2008) ci informa, noi poveri tapini, che in Italia i ricchi sono aumentati: da 54.000 nel 2002, a 728.000 nel 2007. Una ricchezza valutata, quella dei 728.000, in circa 870 miliardi di euro, metà dell'intero Prodotto Interno Lordo nazionale. Un dato finale, che brucia come sale su una ferita aperta, è la cifra di 316 miliardi di evasione fiscale registrata sempre nel 2007. Difficile e complicato sarebbe associare l'aumento del numero dei ricchi con l'aumento dell'evasione fiscale. Forse c'è un parallelo e forse no, sta di fatto comunque che quella montagna di soldi è finita da una sola parte, che non è quella dei meno abbienti, che non è quella dei lavoratori dipendenti. Più o meno parallelamente a questa notizia, sui media sono apparse altre notiziuole che apparentemente non avrebbero rapporti di sorta, ma forse andando più a fondo chissà che non ci siano vere e proprie connessioni. Per esempio lo scandalo della clinica Santa Rita di Milano, lo scandalo rifiuti ferrosi di Rivanazzano (PV) e altri scandalucoli di importanza minore (come quello che ci ritroviamo in provincia a proposito di appalti), ma pur sempre scandali. E solitamente da questi scandali a farla da padrone sono i soldi. Soldi che per qualcuno significano laute "mazzette" di euro (che fanno diventare ricchi) intascate disonestamente e fraudolentemente a spese dei contribuenti, dei pazienti, degli utenti e così via. Mentre per altri significano soltanto la scarsa paga percepita ogni mese, dopo aver svolto un onesto e spesso duro lavoro. Quando l'ex ministro Visco ha pubblicato l'elenco dei contribuenti subito si è gridato allo scandalo, alla violazione della privacy, alle prevaricazioni giutizialiste del ministro, eccetera. Chi ha sollevato quel polverone di proteste, guarda caso, erano politici tutti più o meno vicini al clan dei ricchi. Infatti, non ho sentito ne letto rimostranze provenienti dai lavoratori dipendenti, privati e pubblici. Chissà come si sarebbe giustificato quel medico che di botto si trova a guadagnare mensilmente 27.000 euro, rispetto ai 1.700 euro di pochi mesi prima. Mah! Comunque tutte queste partite sono in mano alla magistratura; mi auguro che gran luce su tutte le questioni aperte sia fatta e al più presto. Prima di concludere vorrei però rimarcare un dato che mi intriga da parecchio tempo. In questi ultimi tempi si sente, specie dal partito che ha riscosso i maggiori consensi, sempre più e insistentemente parlare di federalismo fiscale, di autonomia, di primato del nord, di essere padroni a casa nostra, di autogestione delle nostre risorse, di modello Lombardia, eccetera. Poi si scopre, purtroppo non da ora, che la ricca Lombardia non si è fatta, e non si fa, scrupoli di sorta nello stipulare accordi con le vaie mafie pur di smaltire rifiuti, specie quelli speciali, fuori dal proprio territorio, particolarmente in Campania, riservandosi però il diritto di criticare i campani - napoletani perché fanno casino contro l'invasione dei rifiuti. L'ultimo fatto riprovevole è quello denunciato dal Corpo Forestale sul traffico di rottami di ferro "conditi" con potenti veleni che al momento della fusione si sprigionano nell'atmosfera ricadendo sulla gente inerme attraverso l'aria e sulle colture agricole entrando così nella catena alimentare. Poi si scopre ancora, e non da ieri, che decine di malati, di pazienti inermi (e io sottolineo di persone umane), sono stati usati, senza badare con quali mezzi, come oggetti di speculazione a scopo lucroso e di profitto. Al di la dei reati ascritti ai singoli, ciò che emerge dalle inchieste in corso è orribile. Usare persone umane rese deboli dallo stato di salute precaria per fare quattrini è osceno e criminale in sé prima di ogni altra aggravante. E poi c'è dell'altro, ma forse ne parlerò in seguito. C'è da domandarsi dove, come, quando e quanto la regione Lombardia eserciti il minuzioso e scrupoloso controllo che questi delicati ambienti, sia privati che pubblici, necessitano,. Se questo è il modello lombardo che tanto si vorrebbe esportare, imitare e via propagandando ai quattro venti, beh, a me questo modello non mi piace affatto, anche se per forza di cose lo devo subire fintanto che i miei concittadini continuano a sostenere i suoi fautori con voto plebiscitario. Onore al merito infine per quei tanti medici onesti, scrupolosi, deontologicamente corretti, professionalmente seri ed eccellenti (non toccati dal fango di pochi) che veramente rappresentano la garanzia di sicurezza per la nostra salute, in Lombardia e non solo. Valerio Dalle Grave Regoledo di Cosio 21/06/2008.

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Napolitano bacchetta gli slogan anti-Europa (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

ROMA. "L'Europa non può essere usata come capro espiatorio di governi insufficienti". E ancora: "Basta con gli slogan populisti di certi leader europei che dal lunedì al sabato criticano l'Unione europea e la domenica invitano a votare per l'Europa". Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, è il titolare della prima affermazione. Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, della seconda. Non si sono parlati, non si sono messi d'accordo, ma dicono in sostanza la stessa cosa. E a ben vedere entrambi parlano degli stessi protagonisti, Barroso certamente di Silvio Berlusconi. Napolitano parla a Lione, agli Stati generali d'Europa. Fa un'analisi chiara, precisa, della situazione in cui ci si è venuti a trovare dopo il "no" dell'Irlanda al Trattato di Lisbona. Non parla direttamente dell'Italia, non è nel suo stile né potrebbe farlo per il ruolo istituzionale che ricopre, ma le frasi che pronuncia lette in chiave italiana non fanno una piega. "Troppi governi nazionali - dice il capo dello Stato - negli anni scorsi hanno ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, poco preoccupandosi di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e perfino i rispettivi Parlamenti". E ancora: "Troppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa, e in particolare la Commissione, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". "Non è con gli slogan populisti che riusciremo a rinnovare la fiducia dei cittadini verso l'Europa", afferma Barroso, presidente della Commissione.

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L'Europa non è un capro espiatorio (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere delle Alpi" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"L'Europa non è un capro espiatorio" Monito di Napolitano. Barroso bacchetta Berlusconi: basta populismo Il Presidente: troppi governi hanno chiamato in causa la Ue per coprire le loro responsabilità e inefficienze ALESSANDRO CECIONI ROMA. "L'Europa non può essere usata come capro espiatorio di governi insufficienti". E ancora: "Basta con gli slogan populisti di certi leader europei che dal lunedì al sabato criticano l'Unione europea e la domenica invitano a votare per l'Europa". Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, è il titolare della prima affermazione. Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, della seconda. Non si sono parlati, non si sono messi d'accordo, ma dicono in sostanza la stessa cosa. E a ben vedere entrambi parlano degli stessi protagonisti, Barroso certamente di Silvio Berlusconi. Napolitano parla a Lione, agli Stati generali d'Europa. Fa un'analisi chiara, precisa, della situazione in cui ci si è venuti a trovare dopo il "no" dell'Irlanda al Trattato di Lisbona. Non parla direttamente dell'Italia, non è nel suo stile né potrebbe farlo per il ruolo istituzionale che ricopre, ma le frasi che pronuncia lette in chiave italiana non fanno una piega. "Troppi governi nazionali - dice il capo dello Stato - negli anni scorsi hanno ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, poco preoccupandosi di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e perfino i rispettivi Parlamenti". E ancora: "Troppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa, e in particolare la Commissione, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". "Non è con gli slogan populisti che riusciremo a rinnovare la fiducia dei cittadini verso l'Europa", dice Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione. Venerdì, a Bruxelles, aveva risposto in modo molto secco a Silvio Berlusconi che chiedeva ai commissari di far da tramite fra Ue e i Paesi, ma di "non parlare più pubblicamente mettendo in difficoltà i governi e allontanando i cittadini dall'Europa". "Non siamo la vostra segreteria - aveva detto Barroso - ma un'istituzione autonoma". Ieri Barroso è tornato sulla questione: "Nella Commissione ci sono più di un ex primo ministro e siamo stati tutti eletti dal Parlamento europeo. Non bisogna cadere nella tentazione populista di considerare la Commissione europea come l'espressione della tecnocrazia e della burocrazia". Messaggio con un destinatario chiaro: il compagno di partito nel Ppe Silvio Berlusconi. Sullo sfondo di tutto resta il no irlandese al Trattato e lo stallo in cui si trova ora l'Europa. Si è deciso di andare avanti con le ratifiche e anche qui Barroso mette le mani avanti: "Non accetto nemmeno per un secondo la tesi che le ratifiche parlamentari abbiano meno valore di un referendum: un'idea come minimo anti-democratica". La questione potrebbe riguardare l'Italia, con la Lega che ha depositato una proposta di legge in materia, e, nientemeno, la Gran Bretagna dove pende un ricorso in tal senso. Nella Repubblica Ceca, poi, c'è da attendere il via libera della Corte costituzionale al Trattato così come formulato. L'obiettivo è chiudere la partita delle 26 approvazioni entro ottobre, quando Sarkozy presenterà al Consiglio europeo d'autunno la proposta di riaggancio dell'Irlanda. Per Francia e Germania non ci può essere ulteriore allargamento senza nuove regole. Ma se il tabù dell'unanimità blocca tutto che occorre fare? La risposta la suggerisce il presidente Giorgio Napolitano: "Bisogna trovare forme di impegno più saldo e coerente fra i paesi che si sono riconosciuti nelle scelte più avanzate di integrazione e coesione, come quelle dell'Euro". Nucleo forte e si riparte.

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Statuto comunale, la maggioranza stoppa la discussione (sezione: Burocrazia)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

DAL CONSIGLIO Statuto comunale, la maggioranza stoppa la discussione CASTELFRANCO. Nuovo rinvio per lo Statuto comunale. L'argomento è stato posto in discussione venerdì sera in Consiglio da Pd e Lega, che chiedevano una risposta da parte dell'amministrazione alle proposte presentate il 30 marzo 2007 dal "gruppo frazioni e quartieri", che raccoglie tutti i consigli e comitati locali. Due le proposte dirompenti: consigli locali eletti a suffragio universale e dotati di poteri reali, con cui l'amministrazione sarebbe obbligata a confrontarsi stabilmente, e la possibilità di riccorrere al referendum abrogativo. Contrario l'atteggiamento della maggioranza: "Mi mette a disagio l'idea che il già lungo processo decisionale della burocrazia locale venga ulteriormente appesantito da altri passaggi", ha affermato il capogruppo di Vivere Renato Tesser, mentre Michele Garbui ha sostenuto che "noi la rappresentanza alle frazioni e ai quartieri la diamo già, non servono le regole che proponete". "La democrazia ha bisogno di regole, per questo sono favorevole", ha invece dichiarato Giovanni Squizzato (Lega), mentre Sebastiano Sartoretto ha insistito sui tempi: "Voi quelle 216 osservazioni potete anche buttarle via, ma avete il dovere di prendervi la responsabilità politica di farlo, è già passato un anno". Il documento presentato dalle opposizioni, che impegnava l'amministrazione a prendere posizione in tempi rapidi, è stato bocciato, ma Tesser ha promesso "una conferenza dei capigruppo a breve per definire la scaletta". (lo.za.).

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Monito di Napolitano (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 22 giugno 2008 Benvenuto P.Review srl Monito di Napolitano 'L'Ue non sia capro espiatorio delle proprie colpe' di Alberto Spampinato LIONE ? La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione Europea "un caprio espiatorio" delle proprie colpe. Ma non è il solo richiamo. Giorgio Napolitano ha invitato anche a non perdere il treno del Trattato di Lisbona, delle riforme urgenti, necessarie, indispensabili. Senza di esse dovremmo rassegnarci a non contare nel mondo e a vedere svanire le conquiste di 50 anni di integrazione che non sono acquisite una volta per tutte, come si è portati erroneamente a credere. In un discorso forte, accorato, pronunciato in francese agli Stati Generali d'Europa riuniti a Lione, presenti Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, il vice presidente della Commissione Europea Jacques Barrot e l'ex premier belga Guy Verhofstadt, il presidente della Repubblica ha affrontato innanzi tutto il nodo del 'no' irlandese al Trattato, ha chiesto di superare le resistenze e di completare l'integrazione europea con nuove regole e con il capitolo decisivo delle politiche comuni. "È giunto il momento della prova". Se non fosse possibile approvare il nuovo nuovo Trattato, ha detto, per superare lo stallo i Paesi che danno vita all'Euro dovrebbero costituirsi come gruppo di avanguardia per fare "scelte più avanzate di integrazione e di coesione". Occorre capire, ha aggiunto, che il voto irlandese più che un problema di rifiuto dell'Europa pone "il grande problema della partecipazione e del consenso dei cittadini al progetto europeo", problema eluso da "troppi governi nazionali", che non hanno coinvolto adeguatamente cittadini e Parlamenti in queste scelte e "anzi hanno dissimulato le posizioni da essi sostenuta in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la 'burocrazia di Bruxelles', come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche", poichè non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse. "Occorre battere queste strade senza ulteriori incertezze, ambiguità e ripensamenti". L'Italia confida nel semestre di presidenza francese che inizia a luglio e sosterrà con convinzione gli sforzi di Parigi. Napolitano ha indicato la necessità di tornare alla ispirazione dei 'padri fondatori' che hanno indicato il traguardo dell'unione politica, "la sola strada percorribile", tanto più necessaria oggi in un mondo globalizzato in cui nessuno stato nazionale da solo "può risolvere i suoi problemi nè dare un valido contributo al superamento delle sfide globali". "Non c'è pretesa di autosufficienza, non c'è illusione protezionista che possa mettere l'Italia o la Francia o la Germania al riparo dalla globalizzazione". Esplicito il rimpianto per la mancata approvazione del Trattato Costituzionale che conteneva le riforme e le regole indispensabili in una Europa a 27. Poichè quei contenuti sono stati fatti salvi "in larghissima misura" nel nuovo Trattato, bisogna approvarlo.

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Il partito abruzzese del non si puo' - luigi vicinanza (sezione: Burocrazia)

( da "Centro, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Prima Pagina IL PARTITO ABRUZZESE DEL "NON SI PUO'" LUIGI VICINANZA Venerdì sera, L'Aquila, serata magica: le note travolgenti dei "Carmina Burana" di Carl Orff deliziano duemila e più persone riunite sotto le stelle dell'orto botanico del convento di Collemaggio. Si festeggiano i primi 40 anni del conservatorio musicale aquilano. Rigore e qualità generano uno spettacolo dagli effetti speciali, fuochi d'artificio compresi. Si respira aria mitteleuropea. C'è futuro nella nostra storia. Venerdì sera, sempre all'Aquila, piazza del Duomo, un'ora dopo: automobili parcheggiate dappertutto lì dove di giorno vive il mercato. Domina la disordinata allegria del popolo della notte; schiamazzi, assembramenti, scarsi controlli. Quotidiana incuria. Eccellenza e mediocrità, due facce delle città abruzzesi; non solo dell'Aquila. Cito questi due episodi per la concomitanza di tempo e di luogo; mi appaiono come la sintesi reale di analisi economiche e sociologiche recenti. Dove sta andando l'Abruzzo? In bilico tra il Sud e il Centro dell'Italia, ripeto quel che ho già scritto settimane fa, ovvero una regione sospesa tra le terre del malessere e quelle del benessere. Equilibrio incerto, con gli indicatori economici in sofferenza. Ma anche quelli sociali. Con la politica declassata ad amministrazione delle scarse risorse presenti, senza visioni per il futuro, né capacità di risolvere le indispensabili e sacrosante questioni quotidiane. Riemerge la politica del "nonsipuotismo", antica malattia delle classi dirigenti meridionali: quell'idea paralizzante secondo cui non si possono fare le cose giuste e necessarie perché ad impedirlo ci sarebbero insormontabili fattori ostili, esterni, indipendenti dalla volontà di chi ha responsabilità pubbliche. Il "nonsipuotismo" è solo un alibi per chi non sa fare o non vuol fare; lo aveva già spiegato quasi tre secoli fa un illuminato economista meridionale, Antonio Genovesi. Che aveva invece individuato nella religione dell'agire concreto la via dell'emancipazione sociale ed economica. Comunità montane, unioni di comuni, ato, asi, consorzi, distretti e vai con la girandola delle poltrone: la moltiplicazione dei centri decisionali non agevola le scelte, sembra anzi provocare l'effetto contrario. L'antipolitica montante in Italia, così insofferente verso la democrazia e le sue regole, si alimenta del senso comune di insofferenza nei confronti della burocrazia politico-amministrativa. In Abruzzo centrosinistra e centrodestra, lì dove governano le principali città, hanno generato un micidiale effetto collaterale: la disillusione degli elettori. Un anno fa si è votato per eleggere il sindaco all'Aquila e a Montesilvano, il capoluogo di regione e il comune più grande non capoluogo. Furono ribaltate le precedenti maggioranze. Speranze, entusiasmi e attese dall'uno e dall'altro schieramento. In entrambi i casi l'innovazione politica e di governo oggi fatica ad affermarsi. La luna di miele con i cittadini sa già di fiele. Contesto diverso, ma conclusione simile. Senza il coraggio di puntare sull'eccellenza, purtroppo, prevale la mediocrità.

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'Un nostro violino prestato a Crema? Per portarcelo servono 3-4 mesi' (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 22 giugno 2008 Benvenuto P.Review srl 'Un nostro violino prestato a Crema? Per portarcelo servono 3-4 mesi' Una delle maggiori 'fonti di spreco' , secondo il sindaco Gian carlo Corada, è il la burocrazia centralista, che si "raffronta con gli enti locali come se fossero potenziali vandali". Un esempio: prestare alla città di Crema, per una qualunque manifestazione, uno dei violini del Comune di Cremona. Per ottenere il via libero a questo 'viaggio' di 35 chilometri ci vogliono dai tre ai quattro mesi di percorso a ostacoli. La pratica va inoltrata alla Sovrintendenza che la gira a Roma; qui si deve riunire la conferenza di settore chiamata a dare un parere alla Direzione generale del ministero che a sua volta lo gira alla Sovrintendenza la quale, finalmente, può rispondere al Comune.

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Poste, muro contro muro (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Cremona, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Edizione di Domenica 22 giugno 2008 Benvenuto P.Review srl La vertenza. Cisl, Cisal ed Ugl Com non hanno firmato l'accordo sugli organici Poste, muro contro muro Torna a farsi durissimo lo scontro tra Poste Italiane e parte delle organizzazioni sindacali (Slp Cisl, Failp Cisal ed Ugl Com), che martedì 17 hanno formalmente aperto il conflitto di lavoro nei confronti dell'azienda. La decisione fa seguito alla rottura della trattativa nazionale sul criterio di determinazione degli organici degli uffici postali; rottura consumata venerdì 13, ma solo dalle organizzazioni già citate. Cgil, Uil e Sailp hanno infatti sottoscritto l'accordo che prevede, entro la fine del mese, l'incremento su tutto il territorio nazionale di 'soli 200 sportellisti in aggiunta a quelli attualmente presenti negli uffici postali', si legge nel comunicato diffuso da Slp Cisl, Failp Cisal ed Ugl Com. 'Altre 500 unità verranno immesse solo entro ottobre ed ulteriori 1000 entro dicembre, con l'impegno ad assestare il fabbisogno di personale alla sportelleria nel febbraio 2009, a 39.500 unità. Rammentiamo - prosegue il documento - che l'accordo del 15 settembre 2006 prevedeva però 41.600 sportellisti negli uffici postali, e che il processo di riorganizzazione del recapito non ha ancora di fatto ridotto il lavoro di supporto ed assistenza al recapito della corrispondenza, anzi lo ha fatto aumentare per effetto della gestione dei reclami e della consegna delle 'inesitate'. Slp Cisl, Failp Cisal ed Ugl Com hanno detto no a questa proposta, ritenuta insufficiente ad arginare i problemi e le difficoltà generate dalla carenza di personale, a fronteggiare l'imminenza del periodo feriale e la effettiva fruibilità del diritto-dovere delle ferie da parte dei lavoratori'. "Il personale degli uffici postali - anche presso i Cpt di Crema e Cremona, dove le condizioni di lavoro sono da tempo insostenibili - è stremato e stressato dopo mesi di lavoro in situazioni pesanti, rese ancora più difficili dall'insopportabile carenza di operatori della sportelleria", hanno ribadito Antonio Esposto (Failp Cisal) e Maurizio Tassi (Slp Cisl). "Per questo chiedeva e chiede meno burocrazia, statistiche e monitoraggi negli uffici; maggiori e rapidi investimenti nelle procedure e nella strumentazione agli sportelli; personale numericamente adeguato e conseguente certezza dell'orario di lavoro".

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Lo sfogo di Napolitano: Troppi governi usano l'Ue come capro espiatorio Il discorso a Lione davanti agli Stati generali d'Europa: Ambiguità e incertezze sul Trattato di Lisbona (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del Lo sfogo di Napolitano: "Troppi governi usano l'Ue come capro espiatorio" Il discorso a Lione davanti agli Stati generali d'Europa: "Ambiguità e incertezze sul Trattato di Lisbona..." di Vincenzo Vasile / Roma SONO GIORNI delicati, in cui è buona regola misurare le parole. E Napolitano si preoccupa più che mai di ancorare ogni sua esternazione all'agenda degli im- pegni istituzionali, di non farsi trascinare nel vortice dello scontro. Ieri, però, a Lione agli Stati generali d'Europa, davanti a un pubblico di alto livello ancora scosso dalle polemiche di Berlusconi contro la Commissione europea - c'erano Prodi, Monti, Padoa-Schioppa, il vice-presidente della Commissione Barrot e l'ex premier belga Verhofstadt - non si trattiene dal condannare quei governi nazionali che fanno dell'Unione Europea "un caprio espiatorio" delle proprie colpe. Parla in francese, con toni accorati. E alla giornalista che gli chiede di tradurre in italiano davanti alle telecamere "l'appello" che ha appena pronunciato, risponde secco: "Quale appello?". Taglia corto, evitando di dar luogo al gioco di riconoscere nella nostra vicenda politica l'identikit del "governi scaricabarile". Il presidente preferisce attenersi a un ragionamento: dopo il 'no' irlandese al Trattato, occorre superare ogni resistenza e completare l'integrazione europea con nuove regole e con il capitolo fondamentale delle politiche comuni. Infatti, il voto irlandese pone "il grande problema della partecipazione e del consenso dei cittadini" al progetto europeo. Tema eluso da "troppi governi nazionali", che non hanno coinvolto cittadini e Parlamenti in tali scelte, e "anzi hanno dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la "burocrazia di Bruxelles", come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze". Insomma, "è mancato un discorso di verità con i cittadini". Al contrario, "occorre battere queste strade senza ulteriori incertezze, ambiguità e ripensamenti". E se proprio vogliamo tradurre in italiano questo invito non c'è chi non veda che le "incertezze" e le "ambiguità" di casa nostra albergano proprio dentro alla maggioranza, in primo luogo nella Lega che ha frenato e tentennato in vista del prossimo voto per la ratifica del Trattato di Lisbona. La posizione ufficiale del nostro paese resta, invece, per Napolitano quella che vede l'Italia apprestarsi con molta speranza al semestre di presidenza francese, che inizia a luglio. E si impegna a sostenere con convinzione gli sforzi di Parigi, indicando la necessità di tornare all'ispirazione dei "padri fondatori" che hanno indicato nell'unione politica "la sola strada percorribile": nessuno Stato da solo "può risolvere i suoi problemi né dare un valido contributo al superamento delle sfide globali". Cita l'Italia solo una volta: "Non c'è pretesa di autosufficienza, non c'è illusione protezionista che possa mettere l'Italia o la Francia o la Germania al riparo dalla globalizzazione". Non una sillaba sullo scontro con la magistratura ingaggiato dal premier. Si sa come e quanto il capo dello Stato paventi il rischio di un vortice perverso di polemiche, una spirale che semmai vorrebbe far fermare. Un suo intervento, se ci sarà, probabilmente avverrà al ritorno in Italia. Le materie sono tutte caldissime: il metodo della decretazione e gli emendamenti che violano i poteri di garanzia del Quirinale, i sospetti di incostituzionalità agitati dai magistrati, gli attacchi virulenti alle toghe da Palazzo Chigi. Intanto, proprio mentre l'aereo sta per decollare verso Roma, le agenzie di stampa battono il discorso di Nicola Mancino: "La politica non cerchi espedienti per violare le leggi". E Mancino al Csm è vicario di Napolitano.

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La guerra di Silvio: una guerra ad personam: Berlusconi cerca di far bere agli italiani la v (sezione: Burocrazia)

( da "Unita, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Stai consultando l'edizione del La guerra di Silvio: una guerra ad personam: Berlusconi cerca di far bere agli italiani la validità della sua battaglia all'ultimo sangue contro i magistrati, di far passare come un'esigenza nazionale la salvaguardia personale perché resti al potere. Già nei primi due mesi di legislatura ha sottoposto il Parlamento all'esame di leggi che lo interessano. A maggio il tentativo di far passare come innocuo l'emendamento "Salva-Rete4", un salvagente digitale per la rete del Biscione, viene ritirato dallo stesso Pdl per non strappare quell'apparente filo di dialogo col Pd. Ieri, il giorno dopo il violentissimo j'accuse lanciato ai giudici dal cuore dell'Europa, il premier muta nei panni del miliardario a Porto Rotondo con un vistoso Panama bianco, un Silvio-Bogart: di simile hanno solo la ridotta statura. In un boato, invece, il Caimano ha distrutto la levatura da statista che si era cercato di dare. E il cambio di look appare un lavacro per far dimenticare i pugni sbattuti su un tavolo del Justus Lipsius a Bruxelles, in diretta tv. Da lì ha annunciato per la prossima settimana una conferenza stampa per "denunciare" le malefatte dei "magistrati sovversivi". Un evento eclatante, quindi, per convincere gli scettici italiani che la sua guerra contro i giudici è nazionale e non personale. Magari seguendo il consiglio dell'amico di sempre e presidente Mediaset, Fedele Confalonieri: "Fossi il premier andrei in tv per dire agli italiani che non è una norma salva-Silvio, è una norma salva-istituzioni". Si trattava del decreto sicurezza, ma il consiglio di Fidel vale ancora di più sul Lodo Schifani. La conferenza stampa però non è stata ancora fissata, e i fedelissimi forzisti alla corte di Villa Certosa non la danno più per scontata. Sulla decisione pesa la durissima critica del Csm. Silvio "riflette", dicono, sull'opportunità di lanciare o no un'altra dichiarazione di guerra alle toghe rischiando "uno strappo istituzionale definitivo", dicono i suoi. Forse il mediatore Gianni Letta cerca di farsi sentire. Magari il premier potrebbe rinunciare alla denuncia dei pm sul patibolo mediatico, e lanciare solo lo spot del Lodo Schifani bis che sarà presentato al Parlamento. Un disegno di legge che godrà di una corsia preferenziale, in una corsa contro i tempi del processo Mills a Milano, che i giudici (quelli "infiltrati nella magistratura"?) stanno facendo procedere a udienze serrate. Il problema, per il Caimano II, è anche recuperare consenso fra gli elettori che, nel suo monitoraggio continuo come quello delle partorienti, potrebbe essere sceso di due punti, rivela ieri il Corriere della Sera: dal 65% al 63. Flessione impercettibile ma che pesa come un sasso al collo, se dovesse crescere. Certo "il personale è politico", era la chiave femminista che negli anni 70 scardinò le burocrazie politiche della sinistra, ma perché mai gli italiani dovrebbero convincersi che sia una loro urgenza una legge che rende immuni nel loro mandato le più alte cariche dello Stato, i vertici di quella Casta tanto odiata? A questo punto Berlusconi ha preso una strada senza ritorno, si è già messo contro il Consiglio superiore della Magistratura e non solo l'Anm, il sindacato delle toghe e, soprattutto, ha messo in seria crisi il rapporto col Quirinale. In poco più di una settimana il Caimano II ha strappato tutti gli angoli di una possibile rete sulla quale coltivare il "dialogo". Della "luna di miele" ha negato l'esistenza; se da novembre, quando lanciò il Pdl dal predellino dell'Audi, investì Walter Veltroni del ruolo di interlocutore privilegiato, adesso lo demolisce su più fronti. Affossare la leadership dell'ex sindaco di Roma speculando sul "buco" del Campidoglio (e vendendosi a Bruxelles una "due diligence" da parte di una società esterna, cosa subito smentita dal Comune guidato da Alemanno). Il secondo colpo è il far combaciare in un'opposizione di stampo "giustizialista" il profilo di Walter con quello di Tonino Di Pietro, il "nemico" di Mani pulite . Berlusconi, come dice Casini, farebbe bene a curarsi da quella "sindrome di accerchiamento" di cui soffre, vedendo complotti giudiziari ovunque. Eppure il leader Udc loda il Lodo (Schifani) e darà una mano in Parlamento. Però gli chiede di ritirare l'emendamento "salva-Silvio". In sottofondo c'è l'insofferenza della Lega. Maroni prende le distanze: "Il premier ha le sue opinioni", per sua fortuna "non interferiscono con la mia attività" al Viminale.

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Scuole superiori, quest'anno a pavia è arrivata la stangata - giorgio boatti (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia Pavese, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

DIRITTO&ROVESCIO Scuole superiori, quest'anno a Pavia è arrivata la stangata GIORGIO BOATTI (segue dalla prima) Emblematico a questo proposito è il tema della sicurezza nelle nostre città. Quasi tutti gli studiosi e gli operatori delle forze dell'ordine hanno sottolinato come l'aumento degli episodi di microcriminalità che soprattutto nelle ore serali e notturne rendono alta la percezione del rischio, sia andata di pari passo con il surreale panorama che caratterizza, da una certa ora in poi, molte zone centrali delle nostre metropoli. Provatevi a fare un giretto, già dalle dieci o dalle undici di sera, nelle zone milanesi non deputate a far da "divertimentificio". Vedrete che da San Babila al Duomo, da Corso Magenta a Porta Romana, è una specie di deserto dei Tartari dove i pochi che transitano ancora a piedi per le strade sembrano avere una fretta indiavolata a rientrare a casa quasi fosse prossimo a scattare il coprifuoco. E ai locali pubblici, in gran parte già pronti a chiudere quasi fosse notte fonda, corrisponde la quasi totale mancanza di proposte serali capaci di richiamare pubblico, di attirare nel centro una popolazione che nel corso degli anni è stata sfollata via, sostituita da uffici, show room e sedi di rappresentanza, lì dislocati da una feroce speculazione immobiliare. Anche uno sprovveduto capirebbe che il problema della sicurezza, a questo punto, è far rivivere il centro delle città, riportarvi persone vere e reali e non per una qualche "notte bianca" di tanto in tanto. E invece cosa si fa? Si decide che, visto che i cittadini hanno paura del centro, si fa paura al centro. Come? Paracadutandogli nelle strade pattuglie militari. Così, all'insegna della strategia di Franceschiello - "Facite 'a faccia feroce", il re borbonico raccomandava ai suoi soldati che non avevano avuto né armi né addestramento per combattere bene - si riesce a trasformare Milano, o altre città italiane, in imitazioni di Beirut o di qualche narcocittà colombiana. Invece di scegliere una soluzione ponderata, ma capace di incidere davvero sul contesto, si è abbracciata una scelta estrema: i soldati di pattuglia. Non serve ma colpisce l'opinione pubblica. E dà l'impressione che si stia facendo qualcosa. Qualcosa di simile sta avvenendo anche nelle nostre scuole. Lo si intuisce dai risultati scolastici che sono stati resi noti anche nella nostra città. Se sino agli scorsi anni c'era l'impressione di un eccessivo lassismo, di valutazioni largamente ottimistiche, ecco che adesso tutti sembrano adeguarsi a un "contr'ordine compagni". La scuola non funziona e non ha mezzi? Le risorse sono gestite male? Non è premiato il merito e si dà spazio a burocrazie e scansafatiche? I cervelloni del ministero riescono a sbagliare persino la citazione di Montale proposta per l'esame di maturità? Non preoccupiamoci: l'ordine verrà ristabilito. Ma, ovviamente, si comincia a ristabilirlo dove è più semplice e facile: in basso. Vediamo le cronache pavesi: all'Itis e al Cossa una valanga di bocciature. Al Bordoni uno studente su sei è bocciato e il 27 per cento deve recuperare i debiti. Al Volta i promossi sono meno delle metà. In una classe solo due studenti su 25 sono ammessi alla classe successiva. I numeri, a volte, sono più significativi delle parole stesse. Quelli che escono dai nostri tabelloni scolastici parlano di una svolta brutale che meriterebbe di essere compresa, analizzata, spiegata. L'impressione è che si sia voluto correggere il lassismo del periodo precedente con un improvviso sussulto di durezza e severità. Due modalità opposte di valutazione che sono state sovrapposte quasi a voler ristabilire, così, per scorciatoie e sommatorie, un equilibrio, una ponderazione di giudizio che, in molti casi, non c'è. E, infatti, si vede. Con le conseguenze che si possono immaginare sull'autorevolezza di una scuola che, di questi tempi, non ha molta credibilità da sperperare. Visto che si boccia da sola - come dimostra la vicenda della citazione di Montale - alla maturità.

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L'Iran che non ti aspetti (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il reportage Telefonini contro ayatollahe le donne si fanno valere claudio marradi CENERE ALLA CENERE, polvere alla polvere. È la formula che conclude l'avventura degli uomini e delle donne su questo mondo, restituendone il corpo mortale alla terra. Ma non qui a Yazd nell'Iran centrale dove, ancora fino a pochi decenni fa, non alla terra della sepoltura e neanche alle fiamme della cremazione, ma piuttosto all'aria e al cielo venivano date le spoglie del defunto con l'esposizione all'aperto nelle Torri del silenzio, recinti di pietre sulle alture alla periferia della città dove gli avvoltoi si incaricavano di concludere il lavoro dei becchini. "È la cosiddetta "sepoltura celeste" che lo Zoroastrismo, religione monoteista precedente all'Islam, condivide con il Buddhismo himalayano e culti sciamanici di origine indoeuropea" spiega Reza, guida a tempo perso e docente di antropologia culturale all'università di una città che custodisce nel suo tempio zoroastriano un fuoco sacro che arde da 1500 anni. Ed è la roccaforte di una minoranza religiosa che , al pari di altre minoranze come cristiani, ebrei e indù, gode di particolari tutele e di un seggio in parlamento. È l'Iran che non ti aspetti, quello che non fa notizia e che è difficile far coincidere con l'immagine di nazione integralista, che rincorre ostinatamente la sua bomba atomica ("Se ce l'hanno Israele e il Pakistan, perché noi no?"è l'opinione comune) e, nelle parole del presidente Ahmadinejad, annuncia la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Un Paese che sorprende ancora prima di partire perché, al contrario di altri Paesi islamici come Siria e Yemen, non ha alcuna difficoltà ad accordare il visto al viaggiatore che ha il timbro di Israele sul passaporto. All'aeroporto internazionale di Teheran il visitatore non è più accolto dagli slogan antiamericani ma dalla pubblicità dei prodotti occidentali. Sacro e profano si sfidano con esiti incerti, con gli immancabili ritratti degli ayatollah Khomeini e Khamenei - rispettivamente padre e attuale guida della rivoluzione islamica - che sembrano due francobolli accanto a un enorme pannello pubblicitario del telefonino griffato da un famoso stilista italiano. Camminando per strada è impossibile rimanere indifferenti alla gentilezza degli iraniani e alla loro curiosità verso gli stranieri, che vengono fermati per fare conversazione e magari invitati a casa dai passanti. E l'italiano non può sottrarsi alle domande su avvenimenti e protagonisti del campionato di calcio più famoso del mondo. Nessun problema neppure nella città santa di Qom, dove si trova il mausoleo di Fatima, figlia del Profeta e sposa dell'imam Alì, che per l'Islam sciita è un po' l'equivalente del Vaticano. Gli "infedeli" non sarebbero in teoria neanche ammessi, invece può invece accadere di essere omaggiati di datteri e dolcetti al pistacchio proprio dai guardiani che, armati di piumini da spolvero dai colori sgargianti, indirizzano con gesti solenni il flusso di pellegrini. E sorprende, ancora, il ruolo della donna iraniana: sebbene sia tenuta in condizioni di oggettiva inferiorità dalla legge coranica, non soffre di alcuna limitazione - al contrario di ciò che avviene per esempio in Arabia Saudita - nello studio e nelle professioni e, dal medico alla docente universitaria, dal pilota alla taxista (sempre che si tratti di taxi per sole signore), può fare qualsiasi mestiere. Una voglia di autonomia evidente anche nello spirito trasgressivo - trucco evidente e tacchi alti, ciocche di capelli al vento e spolverino attillato - col quale, particolarmente nelle grandi città, le ragazze interpretano precetti in materia di abbigliamento che le vorrebbero tutte infagottate in abiti informi. Le feste non si fanno in discoteca, ma riunendosi con i coetanei in case private dove la colonna sonora di musicisti locali copre dal neomelodico al punk e non ha nulla da invidiare a quelle dei giovani occidentali. Come e più di loro i giovani persiani, che costituiscono circa i due terzi dell'intera popolazione, parlano tutti un inglese corrente e sognano la California: proprio il "Grande Satana"è la meta più ambita di un desiderio di emigrare che, secondo le statistiche, è complessivamente del 75% nella popolazione sotto i 30 anni, sfiorando il 100% tra i neolaureati. Anche perché devono fare i conti con gli alti tassi di disoccupazione di un'economia che, nonostante i proventi della terza industria estrattiva di gas e petrolio del mondo, non riesce a decollare e soffre di un'inflazione a due cifre. Burocrazia e corruzione fanno il resto per incoraggiare una fuga di cervelli che nel tempo ha raggiunto le proporzioni di una diaspora. Mentre per chi rimane l'eroina, proveniente in abbondanza dal confinante Afghanistan, è un rifugio frequente: gli oltre quattro milioni di tossicodipendenti pongono l'Iran al primo posto nella classifica mondiale dei Paesi consumatori di sostanze stupefacenti. L'ultima contraddittoria istantanea dell'enigma Iran viene da un monumento all'ortodossia come il mausoleo di Khomeini alla periferia della capitale. Nessuna solennità e nessuna severità in questa specie di Las Vegas di luci abbaglianti nella notte del deserto. Piuttosto un'aria rilassata da picnic domenicale, con i fedeli abbandonati languidamente sui tappeti che alternano momenti di preghiera ad altri di conversazione, mentre tutt'intorno a loro i bambini giocano e si rincorrono. Al centro della grande moschea, le tombe dell'ayatollah e del figlio sono racchiuse in una grande teca di cristallo. Attraverso la fessura orizzontale che la attraversa in tutti i lati i fedeli fanno scivolare offerte in denaro, che si accumula sul pavimento in onde di cartamoneta. Così alte da lambire le salme dei due santi uomini, e fare assomigliare il tutto al deposito in cui Zio Paperone si tuffa nelle sue ricchezze. 22/06/2008 BLITZ ANTI-CORRUZIONE 22/06/2008.

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Consumatori :<vogliamoun patrono> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Consumatori :"vogliamoun patrono" SINGOLARE RICHIESTA DI ASSOUTENTI Al cardinale bruno viani UN SANTO patrono dei consumatori, per dare una mano, dall'alto, nella battaglia dei piccoli contro i giganti delle multinazionali. La clamorosa richiesta è partita da Assoutenti Liguria, associazione onlus di consumatori e utenti. Il vicepresidente nazionale (e presidente regionale) Furio Truzzi ha preso carta e penna e ha scritto al presidente della Conferenza episcopale italiana (e arcivescovo di Genova) cardinale Angelo Bagnasco. Una richiesta di intercessione a favore dei consumatori, "in particolare quelli più deboli", con la richiesta di adoperarsi per promuovere un loro santo patrono, "alla stregua di moltissime altre categorie economiche, sociali e professionali". Se i vigili del fuoco sono protetti da Santa Barbara, quale santo può impetrare grazie e assistenza a tutti coloro che lottano tra offerte vere e fasulle, merci sane e insane, bollette sacrosante o gonfiate? "Abbiamo pensato che il patrono giusto non poteva che essere San Tommaso - dice Truzzi - visto che, prima di riconoscere Gesù Cristo risorto, aveva umanamente voluto toccare con mano le sue ferite". Fidarsi è bene, ma non fidarsi è sempre meglio, chiosa il portavoce dei consumatori tartassati. Truzzi ammette di essere un cattolico scarsamente praticante, ma giura che la sua richiesta non è affatto una provocazione: si è fatto solo portavoce, aggiunge, di una componente cattolica saldamente radicata in molte associazioni di consumatori nate nel tessuto delle Acli o della Cisl. E a sorpresa, la risposta del porporato arriva, con firma autografa, su carta intestata della Cei. Ed è quasi un sì. Un santo patrono per i consumatori? Si può fare, a patto di seguire la prassi canonica che prevede, dopo l'approvazione della Cei, una conferma formale della Santa Sede. È necessario che sia presentato un dossier, aggiunge il cardinale Bagnasco nel documento, che esponga chiaramente i motivi dell'indicazione del santo invocato come patrono. E aggiunga, inoltre, elementi a supporto del fatto che "la scelta si fonda su una devozione sufficientemente diffusa". Presentata la documentazione, la domanda dovrà passare il vaglio dell'assemblea dei vescovi, con una votazione che prevede l'approvazione solo con maggioranza di due terzi. Se infine San Tommaso supererà tutte le prove della burocrazia vaticana, potrà facilmente affrontare anche il suo nuovo lavoro: perorare dal Cielo la causa di chi lotta contro i poteri economici, piccoli Davide contro il gigante Golia. viani@ilsecoloxix.it 22/06/2008.

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Civ in rivolta contro la burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

DOCUMENTO DI protesta dei commercianti Le imprese: "Troppi intoppi da Tursi sui nostri progetti, così lo sviluppo è impossibile" L'OBBLIGO di sostituire le impegnative "tamerici" alle più gestibili palme, la richiesta di installare panchine diverse da quelle scelte perché realizzate con doghe troppo distanziate, pannelli digitali tenuti spenti per mesi perché non viene approvato l'aggiornamento del sistema. Si ferma su questioni piccole piccole, ma oggetto di infinite riunioni e dibattiti, la rinascita di diversi quartieri e vie di Genova attraverso lo strumento dei Centri integrati di via. Progetti milionari per risistemare alcune aree della città sono a rischio, vittima secondo gli esercenti di "una macchina burocratica che non fissa regole precise sulle quali muoversi". La Consulta dei Civ, che all'interno di Ascom Confcommercio raduna 45 Centri Integrati di Via, in tutta la provincia di Genova, per un totale di oltre 3.500 imprese consorziate, dichiara guerra al Comune e ai suoi uffici. Colpevoli, a dire dei commercianti, di pregiudicare con l'eccessiva richiesta di approfondimenti, variazioni di progetto e modifiche a programmi già avviati, l'ottenimento di preziosi finanziamenti a fondo perduto messi a disposizione dall'Unione europea e gestiti dalla Regione. "Se un Civ non viene messo nelle condizioni di realizzare i propri interventi, perde l'opportunità di conseguire contributi a fondo perduto (fino a 100 mila euro, ndr) assegnati dalla Regione alla loro parte di progetto - spiega il presidente della Consulta dei Civ Pietro Oliva - Ma poiché si tratta di progetti integrati, anche il Comune può perdere la possibilità di conseguire contributi pari al 70% a fondo perduto assegnati alla sua parte di progetto relativa alla riqualificazione urbana". "Con grande sincerità - prosegue Oliva - siamo profondamente sconcertati. Sia chiaro, i nostri Civ non chiedono vie preferenziali, solo uniformità di trattamento, regole precise, chiare e soprattutto uguali per tutti. Purtroppo, sempre più spesso, la sensazione è che i dinieghi siano basati su valutazioni discutibili". Lo scorso 19 maggio, dopo mesi di confronto, presso la sede della Camera di Commercio il sindaco Marta Vincenzi firmò assieme alle associazioni del commercio un protocollo d'intesa. Tra gli obiettivi, prioritaria e urgente era la risoluzione degli innumerevoli e paradossali ostacoli da parte della "macchina" burocratica legati proprio alle procedure relative ai progetti di riqualificazione urbana e di rivitalizzazione del territorio. Oggi i fatti dicono che quel protocollo è ancora disatteso. Gli esempi li trovi quartiere per quartiere. Quello più caldo è a Quinto. "Risulta difficile comprendere perché per il verde di Quinto si neghi il posizionamento di palme, peraltro concordate insieme all'Aster, e si chieda di sostituirle con delle "tamerici", i cui costi di manutenzione sono esorbitanti - commenta Dario Di Giorgi, presidente del Civ Quinto al Mare - Risulta difficile anche accettare il rifiuto al posizionamento di panchine perché le doghe con cui sono costruite sono troppo distanti l'una dall'altra". Umberto Solferino, presidente del Civ Corso Sardegna: "I totem informativi, previsti dal nostro progetto integrato di riqualificazione, pur avendo ricevuto il preventivo parere positivo da parte dei vigili urbani in merito alla loro localizzazione, sono stati poi bocciati in conferenza dei servizi vanificando di fatto, a causa della mancanza dei tempi tecnici necessari, la possibilità di valutare una proposta alternativa". Marco Crosetti, Civ "Le Botteghe di Cornigliano", qualche tempo fa lamentò il problema che il Comune non aveva acconsentito all'installazione di targhe in ardesia fuori dai negozi. "Ci dissero che non rispettavano lo stile degli arredi urbani di Cornigliano. Gli arredi di Cornigliano? Quali arredi?". Paolo Repetto, presidente del Consorzio Operatori di Sestri Ponente, riferisce del caso dei pannelli digitali installati con un notevole esborso di denari qualche anno fa e da sei mesi inutilizzabili. Il Civ vorrebbe ampliarli leggermente, approfittando della necessità di una revisione del sistema. Il Comune lo proibisce. "Il risultato? Dobbiamo tenerli spenti". daniele grillo grillo@ilsecoloxix.it 22/06/2008 ' 22/06/2008 la denuncia dei commerciantiSe non ci mettono in condizione di realizzare l'intervento, perdiamo i contributi Pietro Oliva presidente della Consulta Civ 22/06/2008 MEGLIO LE PALME 22/06/2008 I PANNELLI SPENTI 22/06/2008 CARTELLI PUBBLICITARI 22/06/2008.

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L'europa non è un capro espiatorio - alessandro cecioni (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Attualità "L'Europa non è un capro espiatorio" Monito di Napolitano. Barroso bacchetta Berlusconi: basta populismo Il Presidente: troppi governi hanno chiamato in causa la Ue per coprire le loro responsabilità e inefficienze ALESSANDRO CECIONI ROMA. "L'Europa non può essere usata come capro espiatorio di governi insufficienti". E ancora: "Basta con gli slogan populisti di certi leader europei che dal lunedì al sabato criticano l'Unione europea e la domenica invitano a votare per l'Europa". Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica, è il titolare della prima affermazione. Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, della seconda. Non si sono parlati, non si sono messi d'accordo, ma dicono in sostanza la stessa cosa. E a ben vedere entrambi parlano degli stessi protagonisti, Barroso certamente di Silvio Berlusconi. Napolitano parla a Lione, agli Stati generali d'Europa. Fa un'analisi chiara, precisa, della situazione in cui ci si è venuti a trovare dopo il "no" dell'Irlanda al Trattato di Lisbona. Non parla direttamente dell'Italia, non è nel suo stile né potrebbe farlo per il ruolo istituzionale che ricopre, ma le frasi che pronuncia lette in chiave italiana non fanno una piega. "Troppi governi nazionali - dice il capo dello Stato - negli anni scorsi hanno ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, poco preoccupandosi di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e perfino i rispettivi Parlamenti". E ancora: "Troppi governi hanno anzi dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa, e in particolare la Commissione, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". "Non è con gli slogan populisti che riusciremo a rinnovare la fiducia dei cittadini verso l'Europa", dice Josè Manuel Barroso, presidente della Commissione. Venerdì, a Bruxelles, aveva risposto in modo molto secco a Silvio Berlusconi che chiedeva ai commissari di far da tramite fra Ue e i Paesi, ma di "non parlare più pubblicamente mettendo in difficoltà i governi e allontanando i cittadini dall'Europa". "Non siamo la vostra segreteria - aveva detto Barroso - ma un'istituzione autonoma". Ieri Barroso è tornato sulla questione: "Nella Commissione ci sono più di un ex primo ministro e siamo stati tutti eletti dal Parlamento europeo. Non bisogna cadere nella tentazione populista di considerare la Commissione europea come l'espressione della tecnocrazia e della burocrazia". Messaggio con un destinatario chiaro: il compagno di partito nel Ppe Silvio Berlusconi. Sullo sfondo di tutto resta il no irlandese al Trattato e lo stallo in cui si trova ora l'Europa. Si è deciso di andare avanti con le ratifiche e anche qui Barroso mette le mani avanti: "Non accetto nemmeno per un secondo la tesi che le ratifiche parlamentari abbiano meno valore di un referendum: un'idea come minimo anti-democratica". La questione potrebbe riguardare l'Italia, con la Lega che ha depositato una proposta di legge in materia, e, nientemeno, la Gran Bretagna dove pende un ricorso in tal senso. Nella Repubblica Ceca, poi, c'è da attendere il via libera della Corte costituzionale al Trattato così come formulato. L'obiettivo è chiudere la partita delle 26 approvazioni entro ottobre, quando Sarkozy presenterà al Consiglio europeo d'autunno la proposta di riaggancio dell'Irlanda. Per Francia e Germania non ci può essere ulteriore allargamento senza nuove regole. Ma se il tabù dell'unanimità blocca tutto che occorre fare? La risposta la suggerisce il presidente Giorgio Napolitano: "Bisogna trovare forme di impegno più saldo e coerente fra i paesi che si sono riconosciuti nelle scelte più avanzate di integrazione e coesione, come quelle dell'Euro". Nucleo forte e si riparte.

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Barroso: basta con gli slogan di certi premier critici con l'ue (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente della commissione replica al Cavaliere Barroso: basta con gli slogan di certi premier critici con l'Ue LA POLEMICA LISBONA. Basta con gli "slogan populisti" di certi leader europei, che criticano l'Ue "da lunedì a sabato" e poi "la domenica" invitano i loro concittadini a votare per l'Europa. Ad affermarlo è il presidente della Commissione di Bruxelles, Josè Manuel Durao Barroso (nella foto). "Non è possibile - ha detto Barroso - criticare Bruxelles dal lunedì al sabato e poi, la domenica, chiedere ai propri concittadini un voto a favore dell'Europa". Secondo il presidente della Commissione Ue inoltre, "non è con slogan populisti che riusciremo a rinnovare la fiducia dei cittadini verso l'Europa". Barroso ha inoltre contestato le critiche di "un deficit di democrazia" nelle istituzioni europee. "Nella Commissione - ha spiegato infatti - ci sono più di un ex primo ministro e siano stati tutti eletti al Parlamento europeo. Non bisogna cadere nella tentazione populista di considerare la Commissione europea come l'espressione della burocrazia e della tecnocrazia". A proposito del Trattato di Lisbona Barroso ha ribadito che "bisogna rispettare la decisione del popolo irlandese", ma che "bisogna rispettare anche la volontà degli altri Paesi che lo vogliono ratificare". I governi di questi Paesi - ha concluso - "non solo hanno il diritto ma hanno il dovere di rispettare le decisioni che abbiamo preso. E non accetto, nemmeno per un secondo, la tesi che le ratifiche parlamentari abbiano meno valore di un referendum: un'idea come minimo anti-democratica".

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"l'europa capro espiatorio dei governi" - giorgio battistini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"L'Europa capro espiatorio dei governi" Il monito di Napolitano. Barroso: "Stop agli slogan populisti di certi leader" A Lione il presidente invita a liberarsi del "tabù della unanimità". E auspica: una Ue a due velocità "per non affondare assieme" GIORGIO BATTISTINI DAL NOSTRO INVIATO LIONE - Cambiare per non affondare, dice Giorgio Napolitano. Per l'Europa, è arrivato il "momento della prova". Dopo il voto dell'Irlanda, un piccolo voto che ha inceppato la grande Unione e che ha "drasticamente posto un grande problema, il rapporto tra governanti e governati", va detto ormai con assoluta chiarezza che se "in questa dimensione e con queste regole" l'Unione mostra di non poter funzionare e di non farcela nemmeno a cambiare le sue regole restando prigioniera di se stessa, allora "bisogna trovare le forme di un impegno più saldo e coerente, anzitutto tra i primi, i fondatori dell'Europa". Di fatto un avallo alle "due velocità", per evitare di affondare tutti insieme. Un impegno comune, dice il presidente italiano arrivato a Lione per partecipare a questi "Stati generali dell'Europa", "tra quei paesi che si sono riconosciuti nelle scelte più avanzate d'integrazione e coesione come quella della moneta unica e dell'Eurozona". Il nocciolo duro dell'Unione, insomma, i "primi" che hanno preceduto l'allargamento a ventisette. Anche se Napolitano non risparmia critiche a gruppi dirigenti che credono all'Europa a giorni alterni, un piede dentro e uno fuori (certo la Gran Bretagna, ma non solo): "Troppi governi nazionali hanno negli anni scorsi ritenuto di poter gestire in solitudini gli affari europei". Troppi governi, accusa ancora il presidente italiano, "hanno dissimulato le posizioni da essi sostenute in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Un atto d'accusa contro le doppiezze e le ambiguità che ancora accompagnano la vita dell'Unione. Il fatto è che "è mancato il discorso di verità nel rapporto coi cittadini", un messaggio convinto che motivasse "l'esigenza di una più forte unità europea". Colpa anche delle élites del Vecchio Continente che temevano una delega in bianco da parte dei cittadini alle istituzioni europee, dimenticando forse il "principio ispiratore" della stessa Unione. Vale a dire il "conferimento di quote di sovranità condivisa alla comunità, e quindi all'Unione europea". Il senso della riflessione che il presidente italiano ha voluto fare a Lione (nei padiglioni congressuali da poco progettati da Renzo Piano) parte proprio dalla necessità di superare il "tabù dell'unanimità". Il cammino verso il rafforzamento dell'Unione "non può essere bloccato" da questo tabù, "lasciare che ciò accada equivarrebbe a mettere a rischio le conquiste del passato e le prospettive per il futuro". Ma di sicuro non è possibile ammettere che il trattato di Lisbona "venga stravolto dal risultato del referendum irlandese". Giacché l'Europa "potrà ancora contare solo se riuscirà ad affermarsi come entità politica unitaria", evitando che il "baricentro del mondo si sposti altrove". In sintonia di fondo con Napolitano il presidente Barroso chiede di liquidare "gli slogan populisti di certi leader europei" che "un giorno criticano e il giorno dopo approvano". Barroso contesta anche certe "critiche ai deficit di democrazia europei" (un'assonanza con certe parole di Berlusconi). E infine: occorre rispettare il trattato di Lisbona, ma anche il referendum irlandese.

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"un errore spezzare il dialogo silvio è ossessionato dalla giustizia" - paolo berizzi (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Legge europea "Un errore spezzare il dialogo Silvio è ossessionato dalla giustizia" Bossi: "Il federalismo arriva in aula, non vogliamo scherzi" "Fin dall'inizio della legislatura abbiamo chiesto il confronto con il centrosinistra" Nuova legge elettorale per le europee, i candidati vanno scelti a livello regionale PAOLO BERIZZI DAL NOSTRO INVIATO LAVENO (VARESE) - "è un male che si sia strappata la tela del dialogo con l'opposizione. Ed è un grosso rischio, soprattutto adesso che si deve votare il federalismo. Non vorrei che, con il clima che si è creato ? e non certo per colpa della Lega ? dall'altra parte ci mettessero il bastone tra le ruote, che facessero ostruzionismo sulla cosa alla quale teniamo più di tutto". Lo sguardo di Umberto Bossi si rilassa di fronte al lago Maggiore. Un tavolo del caffè Bellevue, a Laveno, davanti all'imbarcadero. Coca Cola con ghiaccio come digestivo dopo la cena in famiglia nel castelletto di Gemonio. "Stasera festeggiamo i 90 anni di mia madre, la portiamo alla scuola Bosina dove c'è la chiusura dell'anno scolastico", sorride il ministro per le Riforme. La gioia degli affetti. I tormenti della politica. E l'espressisone si fa seria. Ministro, che cosa sta succedendo a Roma? "Il clima che si è creato non è affatto positivo. Non va bene per niente. Aver lacerato la dialettica con il Pd in questa fase è stato un errore. E sono anche preoccupato, il momento è decisivo. Stiamo per portare in aula il federalismo, e cioè la ragione sociale della Lega, la nostra missione. Fin dall'inizio della legislatura abbiamo invocato e caldeggiato il dialogo con il centrosinistra: perché è importante per fare le riforme. Da parte nostra sono sempre arrivati segnali distensivi, inviti a parlare, a fare le cose insieme". E invece? Prima il decreto salva premier, poi l'attacco di Berlusconi ai magistrati. E così Veltroni ha detto che a queste condizioni il dialogo ve lo potete scordare. "Sui magistrati, a questo giro, Berlusconi ha ragione. Il problema è che lui poi esagera un tantino, è troppo ossessionato da queste cose, ha troppa paura di finire in galera. Mandessero me in galera, se vogliono, così la gente ha una buona ragione per fare la rivoluzione" (sorride). In questi giorni la Lega ha agitato un po' le acque: in Parlamento avete fatto andare sotto il governo per due volte. Sui rifiuti avete votato con l'opposizione. "La Lega fa sempre quello che dico io. Comunque è tutto sotto controllo". Volevate lanciare un messaggio ai vostri alleati? "Noi sui rifiuti volevamo semplicemente un prestito. Siamo stati coerenti. E poi sì, bisognava lanciare un segnale?" Sul trattato Europeo, dopo avere esultato per il no dell'Irlanda, dopo avere detto peste e corna sulla Ue così com'è strutturata, avete però votato sì. "Lo abbiamo fatto per senso di responsabilità e perché non vogliamo scherzi sul federalismo. Comunque avere votato sì non significa che benediciamo questa Ue. Al contrario. L'Europa va cambiata radicalmente. E la ricetta ce l'abbiamo. L'ha studiata il mio ministero, è pronta". Quale è? "Semplice. Voglio cambiare la legge elettorale europea. I rappresentanti per il Parlamento europeo devono essere votati a livello regionale. Solo così l'Europa può essere espressione delle Regioni e non del centralismo degli Stati e della burocrazia. è così che la intendiamo noi. Nei prossimi giorni andremo a parlarne al presidente Napolitano. La via di uscita è questa. Ecco perché continuiamo a guardare all'Irlanda come a un modello da seguire". L'Europa dei popoli, dunque. è questo che vuole? "Certo. A votare sono i popoli, non gli Stati. Bisogna rimettere la palla nelle mani della gente. Basta con gli inutili burocrati di Palazzo, in Europa ci devono andare le Regioni". è d'accordo anche il premier Berlusconi? "La ricetta è una roba mia. Spero che Napolitano, con il quale i rapporti sono buoni e che credo abbia apprezzato l'atteggiamento della Lega, dimostri sensibilità". Ministro, in Forza Italia e in An c'à chi inizia a dire che la Lega sta prendendo troppo potere. "La Lega è forte, e i nostri alleati lo sanno benissimo. Abbiamo preso una montagna di voti, i sondaggi ci danno in continua crescita. Siamo il partito con le idee più moderne, anche a livello europeo. Se ne è accorta persino la sinistra, che ce lo riconosce, soprattutto al Nord. Però ai nostri alleati dico: noi siamo leali. Siamo andati al governo per fare il federalismo, e adesso proveremo anche a cambiare l'Europa".

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La carta del povero,pochi soldie un'altra aggiuntadi burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Sono un pensionato abbastanza giovane e non posso dire di avere conosciuto la famigerata "tessera del pane" di mussoliniana memoria sulla quale, peraltro, ho ascoltato le testimonianze dei miei genitori e ho letto sui libri. Il nuovo governo ha deciso di concedere ai cittadini italiani più indigenti (pensionati sociali) un credito di spesa per l'acquisto di generi alimentari da effettuare con la presentazione di una "carta prepagata". Tale provvedimento è di un disgusto e offesa inimmaginabili per tutte quelle persone che, magari dopo avere lavorato duramente per una intera vita, devono recarsi nei negozi e, tramite quella "card", subire l'umiliazione di essere riconosciuti come: "morti di fame" - marchio di povertà! Non sarebbe stato meglio erogare un pari importo (400 euro) sulla pensione e rispettare la dignità e la privacy di tutti quei cittadini che già subiscono l'umiliazione di dover sopravvivere con quei soldi? No, oltre che fare vita da povero devono sapere tutti che sei "marchiato" come povero. Meno male che il ministro Tremonti è reduce da un romanzo buonista di grande successo e che il presidente del Consiglio ha appena emanato un decreto per tutelare la privacy dalle intercettazioni telefoniche. Non voglio farmi cogliere dal sospetto, invece, che questa card possa essere emessa anche a favore di tutti quei cittadini che hanno redditi da fame (tassisti, gioiellieri, macellai, etc.) o nullatenenti e, magari, vederli arrivare al supermercato su un potente Suv e vederli esibire tale carta di credito in barba ai pensionati ed ai lavoratori dipendenti. Antonio Dessì LA SPEZIA 22/06/2008 Non c'è dubbio che il governo deve fare qualcosa per andare incontro alle difficoltà delle fasce di popolazione più svantaggiate. Ma che cosa? Il provvedimento che prevede la "carta prepagata" nasconde la preoccupazione di eventuali comportamenti sleali da parte dei beneficiati. È un timore mal riposto: è difficile immaginare i pensionati spendere quei (pochi) soldi diversamente che al supermercato. In mancanza del motivo tecnico che negli Stati Uniti (dove viene distribuita anche ai giovani) giustifica un controllo, la cosa più semplice sarebbe aumentare le pensioni. Anche perché così si eviterebbe quel carico burocratico che la carta si porta dietro: stampa dei buoni, convenzioni con gli esercizi, raccolta dei certificati, pagamento. Ciò detto, è curioso che il governo pensi alla carta quando i buchi del welfare italiano sono desolanti. Siamo l'unico Paese in Europa, assieme alla Grecia, che non ha un istituto di reddito di base (il trasferimento monetario condizionato al comportamento di chi lo riceve). Abbiamo ridicoli sussidi di disoccupazione e invece una cassa integrazione distorsiva e ingiusta. E per le persone non autosufficienti lo Stato spende troppo poco. 22/06/2008.

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<Governi incapacidanno colpa all'Ue> (sezione: Burocrazia)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Governi incapacidanno colpa all'Ue" Napolitano a Lione: l'obiettivo da perseguire è l'unità politica Roma. Un accorato appello a non perdere la rotta. Da Lione, dove si sono riuniti gli Stati generali dell'Europa, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha invitato i governi dell'Unione a non farsi condizionare dal "no" degli irlandesi al Trattato di Lisbona e a non mandare in frantumi il faticoso processo di integrazione politica. "Possiamo permettere che il Trattato di Lisbona venga travolto dal referendum in Irlanda? Può essere bloccato dal tabù dell'unanimità il necessario cammino verso il rafforzamento dell'Unione? No. E lasciare che ciò accada equivarrebbe a mettere a rischio le conquiste del passato", avverte Napolitano. Il giorno dopo il summit dei leader europei che hanno deciso di non decidere fino ad ottobre, l'inquilino del Quirinale sferza i governi e li invita ad andare avanti, smettendola di utilizzare l'Ue come "capro espiatorio" per coprire "le loro responsabilità e insufficienze". E' un duro richiamo quello di Napolitano mentre brucia ancora lo stop dell'Irlanda, che rischia di dare un pericoloso colpo di arresto al futuro assetto delle istituzioni europee così come vengono disegnate dagli accordi di Lisbona approvati già dai parlamenti di 18 paesi. Il Capo dello Stato si appella ai "padri fondatori", chiamati ora a trovare una soluzione per non farsi sopraffare dai veti di pochi e dal "tabù dell'unanimità". "E' giunto il momento della prova. Se in questa dimensione e con queste regole l'Unione non riesce funzionare, bisogna trovare le forme di impegno più saldo tra i Paesi che si sono riconosciuti nelle scelte più avanzate di integrazione e di coesione della Moneta unica", osserva Napolitano. Dalle parole del presidente, emerge l'indicazione rivolta ai governi più europeisti ad andare avanti in ogni caso, superando l'ostacolo di regole che impongono il consenso di tutti, anche di Paesi come l'Irlanda che valgono meno dell'1 per cento della popolazione Ue ma pesano come un colosso sulle decisioni strategiche. Certo, quel "no" pesa perché rappresenta un segnale di malessere e "pone il grande problema del rapporto tra governanti e governati nell'Europa unita, il problema della partecipazione e del consenso dei cittadini". Ma di chi è la colpa? Dell'Europa o dei "governi nazionali che hanno ritenuto di gestire in solitudine gli affari europei"? Napolitano non ha dubbi sulle responsabilità: "Troppi governi hanno dissimulato le posizioni sostenute in sede europea chiamando in causa l'Europa, la Commissione, la "burocrazia di Bruxelles" come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". E' un giudizio che sembra rivolto anche a chi in Italia, spesso e volentieri, se la prende con Bruxelles, come ha fatto in passato Silvio Berlusconi, che anche al vertice della scorsa settimana ha bacchettato la Commissione Ue, presieduta da Manuel Barroso: "I commissari esternano troppo. All'Europa serve un drizzone. Con me ora la musica è cambiata", si è sfogato Berlusconi. "Basta con gli slogan populisti di certi leader che criticano l'Ue da lunedì a sabato e la domenica invitano a votare per l'Europa", gli replica piccato Barroso. Scaramucce e scontri come questi, in assenza di decisioni concrete sul futuro dell'Europa, fanno perdere l'orientamento ai cittadini, che finiscono per vedere nell'Ue una fonte di problemi. "E' mancato un discorso di verità con i cittadini, è mancato il segno della volontà politica nell'indicare e motivare l'esigenza di una più forte unità europea, nel prospettare le nuove politiche comuni", è la tesi di Napolitano. In questo contesto, si crea "un equivoco" o "il timore di una delega in bianco" a favore delle istituzioni di Bruxelles. Ma - spiega Napolitano - i cittadini votano e i governi decidono: la chiave di volta per uscire dalla crisi europea e per recuperare il rapporto con i cittadini è in questo "nocciolo" di democrazia. E i governi hanno il dovere di assumersi le loro "responsabilità" senza altri rinvii". Michele Lombardi lombardi@ilsecoloxix.it 22/06/2008 ' 22/06/2008 BERLUSCONINEL MIRINOBasta con gli slogan populisti di certi leader che criticano l'Ue e poi invitano a votare per il sì manuel barrosopresidente Commissione Ue 22/06/2008 Ginecologa lavorò al San Martino ma non fu pagata. Condannati ministero, università e presidenza del Consiglio 22/06/2008 GENOVA. Lo "specializzando" aveva diritto a una borsa di studio e a uno stipendio, come prevedeva una vecchia normativa europea. E per questo la presidenza del Consiglio, il ministero dell'Università e l'ateneo del capoluogo ligure - nella persona del rettore - sono stati condannati dalla Corte d'appello di Genova a risarcire una ginecologa palermitana che fece la specializzazione al San Martino fra il 1989 e il 1994. È la prima volta, in Italia, che si registra un pronunciamento di questo genere "nel merito": una sentenza simile, favorevole a un gruppo di specializzandi di Roma, fu infatti emessa tempo fa nella capitale, ma solo grazie a un vizio procedurale. "Credo che potrebbe essere il via a una piccola rivoluzione - spiega al telefono da Palermo Maria Vita Pantaleo, la dottoressa che ha condotto la sua battaglia assistita dagli avvocati Giorgio Milazzo, palermitano, e dal genovese Raffaele Ruggiero - un punto a favore di molti giovani che sono stati sfruttati svolgendo un lavoro altamente qualificato". Per orientarsi occorre tornare indietro di parecchi anni. Lo Stato doveva infatti recepire entro il 31 dicembre del 1982 una direttiva comunitaria che sanciva la necessità di retribuire i giovani medici. Il problema è che la prima legge con cui si disciplinavano i compensi degli specializzandi è arrivata solo nel 1991, lasciando nel totale vuoto normativo la condizione di chi aveva sostenuto il periodo di praticantato durante i nove anni precedenti. I ricorsi presentati dalle migliaia di medici che erano stati, arbitrariamente, esclusi da qualsiasi forma di ricompensa ottennero all'inizio sentenze favorevoli da parte dei vari tribunali civili. Ma a quel punto lo Stato aveva giocato la carta della prescrizione, facendo presentare una serie di ricorsi tramite l'Avvocatura che sosteneva fosse trascorso troppo tempo tra i fatti contestati e il giudizio. Una tesi che, fino ad oggi, sembrava essersi rivelata sempre efficace, tranne nel caso romano. In realtà in quell'occasione (fu sancito in primo grado il risarcimento di 34 milioni di euro per una maxi-causa promossa da un gruppo molto allargato di ex specializzandi) il risultato favorevole arrivò solo per un'errata formulazione dell'"eccezione di prescrizione". In pratica, il decadimento del processo civile non fu chiesto nei termini giusti, e i medici vinsero il primo round per una pura questione procedurale. La vicenda di Genova è profondamente diversa. Maria Vita Pantaleo, in prima battuta, aveva perso e per il solito motivo: l'Avvocatura dello Stato aveva sostenuto la prescrizione e i giudici avevano accolto l'istanza respingendo la richiesta di risarcimento. Il colpo di scena si è registrato con il secondo grado, poiché la Corte d'appello ha riconosciuto "il diritto del medico all'adeguata remunerazione", abbattendo di fatto il tassello d'un domino che potrebbe avere effetti fino a poco tempo fa impensabili. Gli specializzandi - figura tra l'altro nobilitata negli ultimi anni dalla popolarissima serie tv americana "Grey's anatomy" - che hanno chiesto di vedersi pagato il periodo di lavoro svolto gratuitamente sono migliaia, e hanno presentato ricorsi in molti tribunali italiani. Alla ginecologa, conti alla mano, devono essere restituiti poco più di 40 mila euro, ma non è ancora detta l'ultima parola. "È chiaro - spiega il legale Giorgio Milazzo - che si potrà arrivare in Cassazione; tuttavia dopo i pronunciamenti genovesi credo che le percentuali di vincere siano più elevate. E, davvero, sarebbe un punto di partenza fondamentale per molti colleghi". Maria Pantaleo sospira: "A me sembra semplicemente giusto. Abbiamo trascorso notti insonni e lavorato tantissimo, non solo io ma tutti gli altri ragazzi che si trovavano con me. E lo abbiamo fatto gratis, non credo sia normale". MATTEO INDICE indice@ilsecoloxix.it 22/06/2008.

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Fine della fila, apre via escrivà - luca rojch (sezione: Burocrazia)

( da "Nuova Sardegna, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Olbia Fine della fila, apre via Escrivà La nuova arteria renderà più scorrevole il traffico LUCA ROJCH OLBIA. Per affrontare il caos del traffico in città il Comune si affida ai santi. Via Escrivà ha aperto alle auto. Nessuna cerimonia dopo oltre un anno di attesa per la strada nata senza illuminazione. La via progettata dall'Anas non aveva i lampioni. Inaugurata a ottobre del 2007 era rimasta chiusa per mesi. Fascia tricolore, banda e coccarda, la targa che intitolava la via buia al fondatore dell'Opus Dei era stata scoperta con tutti gli onori. Sindaco, sorrisi e flash. Finita la cerimonia la via si era di nuovo spenta. Per mesi malinconici automobilisti in coda l'hanno osservata nella sua splendida, isolata, perfezione. Tutti hanno sognato di percorrerla per tagliare la coda infinita che da via Dei Lidi arriva fino a via Nanni. Una tenaglia di lamiere che si stringe in città. Ma tutti hanno dovuto attendere che la burocrazia facesse i suoi lentissimi passi. La via del santo per mesi è rimasta inutilizzata prima creare il sistema per illuminarla. Una difficoltà tecnica che ha messo in crisi la viabilità in città. L'assessore ai Lavori pubblici, Gesuino Satta, ha per primo attraversato la strada con la sua auto, in una specie di cerimonia informale che ha sancito l'apertura di via Escrivà. "L'amministrazione è riuscita a completare una grande opera - spiega l'assessore -. In questo modo il traffico verrà snellito. In modo particolare ne beneficerà il tratto di via dei Lidi. Via Aldo Moro e il lungomare saranno molto più vicini, in questo modo si viene a creare un nuovo sbocco per alleggerire anche lo snodo all'ingresso della città dalla sopraelevata". Negli occhi dell'assessore i mesi di passione legati ai lavori per il tunnel. Satta non lo dice, ma a lungo ha sperato che arrivasse il via libera dall'Anas per aprire la strada. In questi mesi la strada avrebbe consentito di alleggerire la coda infinita delle auto che dovevano passare nell'imbuto del lungomare. "Ora non ci interessa guardare al passato - continua l'assessore -, lo sforzo del sindaco e di tutta la giunta ha reso possibile l'apertura in tempi record della strada". Per illuminare la strada sono stati spesi 300 mila euro, stanziati dall'Autorità portuale. A piccoli passi vengono chiusi i cantieri della città. "Con l'apertura di via Escrivà - continua Satta - si darà una importante alternativa a chi vuole tagliare il traffico caotico del centro. In questi anni abbiamo lavorato per migliorare la viabilità". Con l'apertura di via Escrivà potranno anche cominciare i lavori su via D'Annunzio. L'amministrazione deve rifare una parte della strada e del canale che consente ai canali che attraversano la città di arrivare in mare. Un progetto che è rimasto nel cassetto a lungo in attesa dell'apertura di via Escrivà. Con la creazione della valvola di sfogo che taglia il nodo del traffico si snellirà uno dei blocchi storici e in questo modo chi vuole arrivare da via Nanni verso via Aldo Moro potrà evitare l'ostacolo del passaggio a livello. La strada, aperta senza nessuna cerimonia ufficiale, passa dietro il centro Martini e consentirà di arrivare con maggiore velocità anche nella zona industriale.

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"gorizia è viva", confronto a tutto campo con il sindaco (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Gorizia "Gorizia è viva", confronto a tutto campo con il sindaco Si svolgerà lunedì 30 giugno, l'incontro fra i rappresentanti del comitato giovanile "Gorizia è viva", nato in seguito all'ordinanza antischiamazzi e il sindaco, Ettore Romoli, alla presenza, anche, dell'assessore alle politiche giovanili, Stefano Ceretta. In quell'occasione, saranno consegnate al sindaco le circa 1.500 firme raccolte dal comitato contro l'ordinanza, ma sarà soprattutto un momento di confronto a tutto campo sulla situazione dei giovani a Gorizia. "In questo periodo abbiamo incontrato tanta gente - rimarca una delle rappresentanti del comitato, Giorgia Gambino - e ciò che è emerso in modo molto netto è la scarsa capacità di comunicazione fra le varie realtà cittadine. Non solo non c'è grande relazione fra il tessuto sociale goriziano e gli universitari ma, addirittura, abbiamo riscontrato che neppure fra la gente e i negozianti c'è molto dialogo, al punto che diverse persone non sono neppure a conoscenza delle offerte dei negozi. In sostanza, l'impressione è che si viva a compartimenti stagni". Il comitato, oltre ad alcune riflessioni di carattere generale, intende presentare al sindaco anche una serie di proposte volte a rendere Gorizia più a misura di giovani. "Negli incontri che abbiamo svolto abbiamo raccolto tutta una serie di proposte e suggerimenti che inseriremo nella relazione che presenteremo al sindaco Romoli - annuncia Giorgia Gambino -, proposte che vanno dalla concessione gratuita, senza eccessiva burocrazia, di alcuni impianti sportivi per l'attività amatoriale, alla valorizzazione del parco di Piuma". (p.a.).

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Nei campi nomadi di domani si pagheranno affitto, luce e gas - oriana liso (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Milano Nei campi nomadi di domani si pagheranno affitto, luce e gas Portinaio all'ingresso e presidio fisso della polizia locale La lista dei diritti e dei doveri nella bozza di regolamento cui lavorano il prefetto e le istituzioni locali ORIANA LISO Saranno meno disordinati, le feste fino a tarda notte un'eccezione, ci sarà un "portinaio" e si pagherà l'affitto. Ma ci saranno, anche, più attenzione all'istruzione dei bambini e un aiuto per gli adulti a trovare un lavoro regolare. Così i campi nomadi di domani. Nell'incontro di lunedì scorso in prefettura il ministro dell'Interno Maroni aveva annunciato: "Gestiamo l'emergenza, ma fra un anno i campi nomadi diventeranno campi di transito". E lo stesso prefetto Gian Valerio Lombardi aveva ribadito: "è un'anomalia che si parli di nomadi quando molti di loro sono stanziali da anni". Un progetto a media scadenza - quello dei campi di transito - che però prevede una riformulazione quasi immediata delle regole che vigono nei campi autorizzati che sono, in molti casi, realtà chiuse all'esterno. Alcuni, come quello di via Chiesa Rossa, sono stati definiti "fortini extraterritoriali". Per questo, di pari passo con il censimento delle presenze dei nomadi, in prefettura si sta mettendo a punto un regolamento per i campi. Un'articolata lista di diritti e doveri che verrà adattata alle due fasi della gestione rom: quella immediata, con le persone che ci vivono in pianta stabile, e quella futura, con il turnover ogni tre mesi. A dare il proprio contributo alla stesura del regolamento sono chiamate tutte le realtà istituzionali che dell'emergenza si stanno occupando. Per cercare di stabilire regole chiare, di far passare la linea del rispetto della legge, di creare percorsi di istruzione e formazione per i minori e rapporti, per quanto possibile, di buon vicinato con i quartieri. Parte da qui la bozza, che si compone di molti articoli che affrontano tutte le questioni pratiche sia dell'accesso che della permanenza. Almeno due le novità: la prima è la creazione di un comitato di gestione di ogni campo, con membri scelti dal Comune - che dovrebbero far parte sia delle istituzioni che delle realtà sociali - e sede operativa nei consigli di zona; la seconda è che d'ora in poi i nomadi autorizzati a vivere nei campi dovranno pagare le bollette di gas, luce e acqua (ovvero dei servizi), mentre è ancora in forse una tariffa per la permanenza, una sorta di affitto. L'idea dei gestori se ne porta dietro un'altra: quella del "portinaio" del campo, che sarà la persona che fisicamente sarà presente nell'insediamento e si occuperà della burocrazia, anche quella spicciola (per esempio, controllare l'accesso dei nomadi autorizzati con le tessere di riconoscimento, ma anche la presenza di ospiti) e segnalerà al Comitato e alla polizia locale eventuali irregolarità. Ecco, il capitolo controllo. Oggi i campi nomadi sono percepiti - e in certi casi lo sono davvero - come luoghi di insicurezza. Per questo, oltre a stabilire all'interno del campo un presidio fisso della polizia locale, il regolamento prevede che nelle situazioni più complicate si faccia richiesta anche dell'intervento delle forze dell'ordine.

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Tagli ai corsi e docenti ridotti è allarme per le civiche d'arte - luigi bolognini (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina VIII - Milano Tagli ai corsi e docenti ridotti è allarme per le Civiche d'arte La promessa di Palazzo Marino "Vogliamo migliorare la formazione" Dalla scuola di cinema alla Paolo Grassi, protestano gli studenti: "Ci vuole un rilancio" LUIGI BOLOGNINI le Scuole civiche scendono in piazza per chiedere di cambiare. L'attuale struttura con cui sono organizzate, una fondazione nata 8 anni fa, non funziona più. E per scuole di eccellenza come queste nei settori di cultura, teatro, cinema e lingue, è particolarmente grave: dal dipartimento di teatro, la Paolo Grassi, sono usciti, tra gli altri, Antonio Albanese, Claudio Bisio, Franco Branciaroli, Paolo Rossi, Bebo Storti, Gabriele Salvatores, Giampiero Solari, dalla scuola di cinema, tv e new media è uscito Attilio Azzola, premiato con il Grand Prix Ecrans Junior all'ultimo festival di Cannes. Ma i problemi del presente sono diversi. Anzitutto interni. "La nostra - spiegano i manifestanti - è una fondazione di partecipazione, cioè aperta al contributo dei privati. Invece non sono mai stati cercati finanziamenti esterni e a metterci i soldi è restato sempre e solo il Comune". Con il risultato che, per risparmiare, si sta andando verso il taglio di alcuni corsi, a partire da Filmmaker, proprio il corso da cui è uscito Azzola, il quale ha dato la propria solidarietà alla protesta, "non solo per motivi sentimentali, ma perché sempre più spesso non si lavora più a compartimenti stagni per realizzare filmati, ma sono richieste competenze trasversali, dalla progettazione alla post-produzione. Quindi la figura del filmaker è quantomai attuale e necessaria". Il problema è di partecipazione anche in senso metaforico: "I piani didattici vengono fatti solo dal direttore, senza la collaborazione dei docenti. Con il risultato che, spesso e volentieri, non sono i migliori possibili, perché chi li compila non ha il polso della situazione". E ancora, l'eccessiva burocrazia nei rapporti tra la sede centrale e i singoli dipartimenti, il previsto spostamento dei Cem, i Centri di educazione musicale, ora sparsi sul territorio cittadino, in un'unica sede in via Forlanini. E l'annuncio del Comune che il personale che se ne andrà in pensione non verrà rimpiazzato, che sembra un preavviso di chiusura. Per tutto questo venerdì un centinaio tra dipendenti e alunni delle Scuole civiche sono scesi in piazza per protestare: "Il momento di cambiare è questo: si sta per nominare un nuovo consiglio di amministrazione, approfittiamone per riscrivere le regole". Prima un presidio davanti all'assessorato alle Politiche per l'occupazione, competente in materia, poi un rapido incontro con l'assessore, Andrea Mascaretti. Che promette: "Ci rivedremo presto, farò quello che potrò. Anche se la fondazione ha una sua autonomia in cui il Comune non può entrare più di tanto. Ma siamo soci della fondazione e faremo la nostra parte: è interesse di tutti che questi corsi siano di formazione professionale vera, cioè diano delle competenze con cui trovare un lavoro".

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Caro petrolio, l'auto si ferma crollo della benzina del 20% - maria cristina carratu (sezione: Burocrazia)

( da "Repubblica, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pagina II - Firenze Caro petrolio, l'auto si ferma crollo della benzina del 20% Vendite in calo, i Tir si fermano per cinque giorni MARIA CRISTINA CARRATU maria cristina carratù AUMENTA il petrolio, la benzina va alle stelle. E fare rifornimento diventa una salasso. Così, sempre più gente o ne fa a meno, o riduce drasticamente l'investimento 'a perdere' sul serbatoio della propria auto. Accade in tutta Italia (meno 9-10 per cento in media di rifornimenti di benzina, secondo la Faib, la federazione dei benzinai aderente a Confesercenti, che raggruppa a grande maggioranza dei gestori di distributori). E accade anche a Firenze. A Firenze, anzi, più che nel resto d'Italia, e in linea semmai con il dato delle grandi città. La media del calo nei consumi di benzina in città dall'inizio dell'anno, infatti, è stato, secondo la Faib provinciale, in media del 20 per cento rispetto all'anno precedente, con punte anche del 30-35 per cento nei distributori che praticano i prezzi più alti. In quelli che riescono a contenere i prezzi, invece, come la Beyfin (piccola compagnia nata a Firenze che punta sul self-service e senza ambizioni di marchio né campagne promozionali), il calo si attesta sul 10-15 per cento. E monta adesso anche la protesta degli autotrasportatori per il continuo aumento del gasolio. Il fermo torna anche in Toscana, annuncia la Confartigianato: nella riunione che si è tenuta a Carrara è stato deciso che i Tir si fermeranno dal 30 giugno al 4 luglio. "Un pieno di carburante ci costa 200 euro in più rispetto allo scorso anno", dice il presidente toscano di Confartigianato trasporti Mauro Squarcia. "Sia chiaro, non chiediamo vantaggi particolari ma solo l'equiparazione dei costi con le aziende europee, che possono contare su una minore pressione fiscale e contributiva, su una burocrazia più veloce e meno costosa, sul gasolio decisamente più a buon mercato", aggiunge Squarcia. Per Confartigianato ce n'è abbastanza per lanciare l'allarme: "Se si va avanti così rischiano di chiudere le imprese che garantiscono quotidianamente il rifornimento di beni primari per la comunità". Con la conseguenza di far venire meno anche i posti di lavoro. D'altra parte non è facile per nessuno, come testimonia il sensibile calo dei consumi di benzina. E il calo di vendite registrate nei distributori della città. "Segno che i consumatori sono costretti a tirare la cinghia anche su questa voce" spiega il presidente provinciale di Faib Cosimo Peri, che racconta che al suo distributore sempre più gente chiede rifornimenti di importo ridotto, anche ridottissimo, fermandosi anche a 5 euro, che per un'Audi A4 significa poter percorrere non più di una trentina di chilometri. "Si mette nel serbatoio giusto quello che è necessario per spostarsi in quel momento, non una goccia in più" dice Peri. A differenza, però, che in altre città, come Torino, dove il drastico calo di consumi (anche lì del 20 per cento) ha trovato un corrispettivo virtuoso nell'impennata nell'utilizzo dei mezzi pubblici (aumento dei biglietti, aumento dei chilometri percorsi), a Firenze non c'è nemmeno questo effetto. Almeno per il momento. Chi alla macchina rinuncia del tutto opta evidentemente (visto che questa è la prima città in Europa nell'uso di ciclomotori) per la moto e il motorino, che consumano molto meno e, data la conformazione del territorio, consentono anche spostamenti a largo raggio. La vendita complessiva di biglietti e abbonamenti Ataf per il 2007, in compenso, è calata del 5 per cento rispetto al 2006, con una riduzione rispettiva del 7 per cento dei biglietti e del 2 per cento degli abbonamenti. Sebbene fra gli abbonamenti siano calati quelli mensili (meno 6 per cento) e aumentati invece quelli annuali (più 4 per cento), segno che, forse proprio a causa del caro-auto, fra quanti usano già il bus è in aumento chi decide di usarlo stabilmente rispetto a chi lo usa ogni tanto. Mentre i chilometri annui percorsi dai bus (23 milioni) sono gli stessi dal 2005 e resteranno "congelati" fino al 2010 come previsto dal contratto di servizio dell'azienda dei trasporti con la Provincia. Anche l'impennata della benzina, insomma, conferma un dato di fondo: che a Firenze il mezzo pubblico resta troppo meno appetibile dell'auto. "Se l'effetto del caro carburante fosse almeno quello di diminuire il trasporto privato, potremmo addirittura dice che ne siamo contenti" osserva con una battuta il presidente provinciale di Federconsumatori Romeo Romei. "Ma purtroppo non è così. Una vera alternativa all'auto, a Firenze, non è stata ancora proposta da nessuno".

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Napolitano accusa: l'Ue è un capro espiatorio (sezione: Burocrazia)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il presidente dopo il no dell'Irlanda: troppi governi usano l'Europa per coprire le proprie inefficienze "Il Trattato di Lisbona è il momento della prova: l'unione politica è l'unica strada da percorrere per contare" LIONE La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione europea "un capro espiatorio" delle proprie colpe. Ma non è il solo richiamo. Giorgio Napolitano ha invitato anche a non perdere il treno del Trattato di Lisbona, delle riforme urgenti, necessarie, indispensabili. "Senza di esse ? ha detto ? dovremmo rassegnarci a non contare nel mondo e a vedere svanire le conquiste di cinquant'anni di integrazione che non sono acquisite una volta per tutte, come si è portati erroneamente a credere". il discorso In un discorso forte, accorato, pronunciato in francese agli Stati generali d'Europa riuniti a Lione, presenti Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, il vice presidente della Commissione europea Jacques Barrot e l'ex premier belga Guy Verhofstadt, il presidente della Repubblica ha affrontato innanzi tutto il nodo del no irlandese al Trattato, ha chiesto di superare le resistenze e di completare l'integrazione europea con nuove regole e con il capitolo decisivo delle politiche comuni. "È giunto il momento della prova". Se non fosse possibile approvare il nuovo nuovo Trattato, ha detto, per superare lo stallo i Paesi che danno vita all'euro dovrebbero costituirsi come gruppo di avanguardia per fare "scelte più avanzate di integrazione e di coesione". Occorre capire, ha aggiunto, che il voto irlandese più che un problema di rifiuto dell'Europa pone "il grande problema della partecipazione e del consenso dei cittadini" al progetto europeo, problema eluso da "troppi governi nazionali", che non hanno coinvolto adeguatamente cittadini e Parlamenti in queste scelte e, "anzi, hanno dissimulato le posizioni da essi sostenuta in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche", poiché non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse. "Occorre battere queste strade senza ulteriori incertezze, ambiguità e ripensamenti". L'Italia confida nel semestre di presidenza francese che inizia a luglio e sosterrà con convinzione gli sforzi di Parigi. "i padri fondatori" Napolitano ha indicato la necessità di tornare alla ispirazione dei padri fondatori, che hanno indicato il traguardo dell'unione politica, "la sola strada percorribile", tanto più necessaria oggi, in un mondo globalizzato in cui nessuno Stato nazionale da solo "può risolvere i suoi problemi né dare un valido contributo al superamento delle sfide globali". "Non c'è pretesa di autosufficienza, non c'è illusione protezionista che possa mettere l'Italia o la Francia o la Germania al riparo dalla globalizzazione". Esplicito il rimpianto per la mancata approvazione del Trattato costituzionale che conteneva le riforme e le regole indispensabili in una Europa a 27. Poiché quei contenuti sono stati fatti salvi "in larghissima misura" nel nuovo Trattato, quello di Lisbona, bisogna approvarlo. Sul fronte delle polemiche di casa nostra, in una giornata dominata ancora dallo scontro fra politica e giustizia, il capo dello Stato si è tenuto alla larga dalle polemiche di casa nostra, riservandosi di occuparsene al rientro a Roma, previsto per la serata di ieri. Alberto Spampinato.

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Un party per il campanile (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Spettacoli Estate Pagina 10203 Un party per il campanile --> DAL NOSTRO INVIATO PIERA SERUSI PORTO ROTONDO La prima torta è quella col cuore di fragola, a più piani, gli sposi in cima, molto nozze americane. Luigino e Roberta, 10 anni , sta scritto sulla panna. La seconda è una millefoglie rettangolare, con dedica ai 70 di Mario e ai 60 di Roberta . La terza, è una chantilly a forma di campanile che, come le altre, finisce nel piattino degli invitati che prima di mezzanotte ringraziano per la magnifica serata e salutano. Sono iniziati con un mondanissimo party, i festeggiamenti clerical-chic per l'inaugurazione della torre campanaria di Porto Rotondo e di tante ricorrenze coincidenti (il compleanno della padrona di casa e quello dell'amico artista Mario Ceroli) organizzati dal conte Luigino Donà dalle Rose, fondatore di Porto Rotondo negli anni Sessanta e oggi presidente della Fondazione che vuole fare del borgo un museo a cielo aperto, un villaggio poco adatto, obiettivamente, a veline col giropetto Michelin e a tronisti senza arte né parte che pascolano stagionalmente in quel di Porto Cervo. Una serata solo per selezionatissimi amici - trecento - quella che si è tenuta venerdì sera nella villa del signore veneziano. Un cocktail prolongè (ospiti in piedi, deliziose fritture, champagne e ostriche) per dare un tocco glamour a un'impresa che forse forse può garantire la salvezza dell'anima anche a chi tiene a mente il monito evangelico del cammello e della cruna dell'ago. Nella magione con piscina sul mare, sono accorsi così nomi importanti dell'imprenditoria italiana, banchieri, stilisti di grido e artisti famosi, aristocratiche che, come scriveva Camilla Cederna "parlano in francese al cane e hanno un fantasma nel castello". Tutti arrivati per rendere omaggio al conte e alla contessa Roberta Alemagna, dinastia dei panettoni, terza moglie molto amata, occhi neri e carattere meridionale. Tutti qui perché, in fondo, hanno condiviso un poco le amarezze di Luigino che per anni - tra problemi di famiglia, burocrazia urbanistica e penuria di soldi - disperava di poter vedere finalmente conclusa la chiesa di San Lorenzo (senza portale e senza rosone) e il suo campanile. Solo quando in mezzo alla selva di braccine corte e di ricci in mano è spuntata l'offerta di Mariuccia Mandelli Krizia, il conte ha potuto chiamare il suo amico Mario Ceroli, il grande artista che assieme ad Andrea Cascella ha firmato le più grandi opere del villaggio. "Dai, gli ho detto, vieni che finiamo quel che abbiamo cominciato. Ma devo dire che senza Mariuccia non avremmo mai finito". Il conte veneziano, nonostante l'eleganza priva di affettazione, è un tipo che dà del tu ma avverte "mi dia del lei". Accoglie le domande con uno stupore che gli fa pronunciare più volte: "scusa, ma mi stai prendendo per i fondelli?"; ma riflette quando gli si fa notare che le cronache da Porto Rotondo vengono lette pure dai cassintegrati della Legler e dai pensionati che non riescono ad arrivare alla fine del mese. Insomma, scusi tanto conte, ma i ricchi adesso pensano che con un campanile ci si può comprare un pezzo di Paradiso? Mentre il sole tramonta, e gli ospiti a bordo piscina commentano le nuances del cielo mangiando ostriche e levando i calici dello champagne - il principe Carlo Giovanelli, l'invitato speciale di tutte le feste del pianeta, svolazza da una terrazza all'altra dando della bellissima persino alla pianta grassa che sta ai piedi di una scalinata esterna. "Se io invito mai qualcuno? Può accadere, cara. Ma il problema non è contraccambiare: è portare gente. Non ha idea di quanti bei matrimoni hanno fatto, grazie a me, certe mie amiche: io le ho introdotte negli ambienti giusti". Krizia, seduta sul divano in veranda con il marito Aldo Pinto e la direttora di "Grazia" International Carla Vanni, saluta cordialmente tutti gli amici che le rendono omaggio e ribadisce la differenza di stile che corre tra Porto Rotondo ("qui ci vengo da venticinque anni") e Porto Cervo. La signora, che obiettivamente non sopporta le femmine rifatte ("Uh, santo cielo, pialla, ragazza, pialla") e gli ineleganti, ama anche la discrezione. "Ecco, ad esempio, mi sarebbe piaciuto il silenzio sulla mia offerta per il campanile". È devota, si fa vedere a messa più volte l'anno, e tiene un profilo talmente basso che a villa Donà dalle Rose è arrivata su una Fiat Tipo bianca. A fine serata, mentre il giovane maestro Enrico Fagnoni si accomoda al piano per eseguire brani di Chopin e Gershwin, il conte e la contessa chiamano gli amici sotto la gigantesca tensostruttura che incombe sul giardino all'ingresso. "Grazie a voi, che avete risposto al nostro invito e siete arrivati dal Messico, da Israele, dagli Stati Uniti", dice madame Alemagna al microfono. Gli astanti, accomodati nelle seggioline allineate sul prato, fanno un cenno come per dire: ma di che. In fondo hanno soltanto sospeso un attimo le loro vacanze: per gli amici si può fare. Il conte Luigino, emozionato, rinnova i ringraziamenti, ricorda che la festa è per il genetliaco della gentile consorte, per il compleanno dell'amico Ceroli e per il campanile della nostra chiesa. Dunque, conte, i ricchi pensano di comprarsi così un pezzo di Paradiso? Il signore di Porto Rotondo sorride, un velo di emozione negli occhi. "Guardi che il Paradiso non esiste".

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<Sì a un impegno rafforzato fra i Paesi Ue più avanzati> (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-06-22 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE La crisi Per il presidente "nessuno Stato può pensare di fare da solo" "Sì a un impegno rafforzato fra i Paesi Ue più avanzati" Napolitano: l'Europa non sia capro espiatorio "Non c'è illusione protezionista che possa mettere al riparo dai condizionamenti della globalizzazione" DAL NOSTRO INVIATO LIONE (Francia) - Con il trattato incagliato a Dublino, un'ondata euroscettica montante dalle capitali del defunto Patto di Varsavia e, in arrivo, sei mesi di presidenza di una Francia ambigua verso la Ue, il simbolismo sembra quasi voluto. Lione riunisce gli "Stati generali d'Europa" e chiama per una passerella d'onore una parte dei ceti dirigenti italiani di questi anni. Una riserva della repubblica europea, se solo questa esistesse per davvero. Lungo il Rodano, tra il palco e la prima fila dell'anfiteatro di Renzo Piano, si accomod ano Tommaso Padoa-Schioppa, Mario Monti, Romano Prodi, Giorgio Napolitano. In un tranquillo sabato di provincia francese, per loro il riferimento più stringente all'Italia arriva quando parlano di Alcide De Gasperi o Altiero Spinelli. Ma fin dall'apertura, il capo dello Stato non si rifugia nella retorica un solo istante. Per lui la posta in gioco è ovvia, l'unione politica naufragata con la Costituzione europea. Per quella, dice, serve consenso e "un discorso di verità nel rapporto con i cittadini". A maggior ragione Napolitano non apprezza affatto quei "troppi governi che hanno indicato la burocrazia di Bruxelles come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e inefficienze ". Il pensiero va a anni di recriminazioni sugli aiuti di Stato, per la disciplina di bilancio o gli scioperi dei pescatori. Ma proprio perché sente l'urgenza di un'Europa solida nel mondo, Napolitano non risparmia neanche l'afasia di chi, a Bruxelles, non sa più difendersi. Agli stati generali organizzati dal Mouvement européen France, Notre Europe e Europa Nova, il presidente è chiaro: "Lasciatemelo dire: avremmo bisogno - nota tagliente - sia di sapienti e realistici costruttori che di ispiratori ardenti e pugnaci". Al loro posto il presidente invece teme che cresca sempre di più la tentazione di alcuni governi di fare da soli. Magari per confrontarsi con India, Russia o Cina in proprio e a spese del resto dell'Unione. "Nessuno dei nostri Stati-nazione, nemmeno quelli che hanno fatto per secoli la storia, può risolvere da solo i suoi problemi", avverte Napolitano. Qui il capo dello Stato non si trincera nell'ambiguità: "Non c'è pretesa di autosufficienza, non c'è illusione protezionista che possa mettere l'Italia, la Francia o la Germania al riparo dai condizionamenti della globalizzazione ", dice. Napolitano affonda i colpi ed è difficile capire se a parlare sia il capo dello Stato o anche l'ex presidente della commissione Affari istituzionali dell'europarlamento, protagonista della convenzione di Valéry Giscard d'Estaing. Certo lui mette sul tavolo l'ipotesi di un'avanguardia di Paesi perché "è il momento della prova": se un'Unione a 27 significa paralisi, "bisogna trovare un impegno più saldo fra i Paesi più avanzati per integrazione e coesione". Napolitano guarda alla cerchia dell'euro. Prodi, più tardi, difenderà invece il successo degli allargamenti, in risposta alle frenate di Nicolas Sarkozy o Angela Merkel. E Enzo Moavero-Milanesi, giudice italiano alla Corte Ue, ricorda che l'Ue come comunità di diritto difende i propri cittadini più e meglio di quanto gli euroscettici credano. La riserva della repubblica c'è, per la repubblica è un altro discorso. Federico Fubini.

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Il destino dell'Europa illiberale (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-06-22 num: - pag: 28 autore: di PIERO OSTELLINO categoria: REDAZIONALE REFERENDUM IRLANDESE E CRISI DELL'UNIONE Il destino dell'Europa illiberale SEGUE DALLA PRIMA L'Ue ha dotato gli Stati membri di una moneta unica e ne ha stabilizzato le economie, imponendo loro politiche finanziarie virtuose; ha aperto le frontiere alla concorrenza e alla libera circolazione dei capitali e degli uomini; si è data una comune politica della sicurezza. Bene. Molto bene. Ma, poi, si è dimenticata che la politica è al servizio degli uomini in carne e ossa. Vuole imporre loro cosa mangiare, chiedendosi se quello che mangiano sia conforme al suo Disegno: dalla pasta fresca all'olio di olive taggiasche, dal lardo di Colonnata al formaggio di fossa, ad altri prodotti; fissa quanto cacao debba avere una barretta di cioccolato, mentre basterebbe scrivere sulla confezione quanto ce n'è e lasciare al consumatore di scegliere quello che preferisce. Tutto in funzione di una surreale armonizzazione europea (anche) dei gusti che realizzi una mediazione fra le differenti produzioni nazionali in competizione. L'Unione Europea è una tecnostruttura - il platonico governo dei sapienti - che, come ogni altro progetto illuminista del passato, ha prodotto una grande e costosa burocrazia, la quale, come tutte le burocrazie, per giustificare se stessa e in un delirio di razionalistica onnipotenza, pronuncia migliaia di ridicole direttive sui più disparati argomenti, ignorando che sono, per lo più, materia che riguarda le scelte di vita, il mercato - che dice di volere libero, ma di fatto nega - la libertà del cittadino e del consumatore. In altre parole, le libertà soggettive. L'Ue ha perso di vista l'Uomo. Gli irlandesi hanno detto no a "questa" Europa. L'avrei detto anch'io. Molti autorevoli commentatori si sono chiesti che cosa non abbia funzionato e ci hanno sommerso con un'ondata di retorica europeista. Gli irlandesi - ma, ahimè, anche i francesi e gli olandesi due anni fa e noi italiani, che non ci fanno votare nel timore che il risultato sia lo stesso - non avrebbero capito il "Grande Disegno" europeista. Io credo, invece, lo abbiano capito benissimo. Danno per scontate le riforme delle loro economie nazionali - che sono passate sulla loro testa e delle quali godono i benefici indiretti - ma non accettano le misure che influiscono direttamente sulla loro vita di tutti i giorni. Che interesse dovrebbe mai avere ciascuno di noi per un'Europa che vuole farci mangiare, spendere i nostri soldi, imporci stili di vita, non come piace a noi, ma come pretende la burocrazia di Bruxelles? Che interesse avevano gli irlandesi - che ora hanno tasse inferiori grazie a una politica di spesa virtuosa - a un'armonizzazione europea delle politiche fiscali che farebbe pagare loro tasse analoghe a quelle dell'Italia e della Germania, meno virtuose? Per sapere come, e perché, l'Ue è in crisi, basta porsi queste semplici domande. postellino@corriere.it.

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I primi turisti arrivano dal cielo (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-06-2008)

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Prov Ogliastra Pagina 6043 Tortolì. Oggi da sei mini jumbo sbarcheranno 500 persone, ma per gli Airbus bisognerà aspettare I primi turisti arrivano dal cielo Tortolì.. Oggi da sei mini jumbo sbarcheranno 500 persone, ma per gli Airbus bisognerà aspettare Un charter dall'Austria inaugura la nuova pista --> Un charter dall'Austria inaugura la nuova pista Potrà essere salvata una stagione iniziata male. Neppure il tempo di inaugurare la pista che già in aeroporto arrivano i primi charter. Al solstizio d'estate il primo charter è atterrato sulla nuova pista. Arriva da Linz, in Austria, con 46 turisti. Oggi da 6 mini jumbo BAE 146 sbarcheranno 500 turisti. Piccoli segnali di speranza per cercare di salvare una stagione iniziata tardi e male, tra ritardi e mancate autorizzazioni. Piccoli numeri, aspettando gli Airbus 119. Ma per il piccolo aeroporto d'Ogliastra c'è la solita scommessa da vincere: portare i turisti senza pagare dazio ad altri scali. VIA LIBERA I patiti del last minute hanno prenotato in tempi talmente rapidi da mandare all'aria i programmi per l'inugurazione. Così ventiquattr'ore dopo il via libera dell'Enac il charter Austrian Airlines velivolo ha saggiato l'asfalto della nuova pista, 1500 metri con vista sul mare di Orrì. La pista consente l'atterraggio di aerei ben più grossi, ma i tour operator, non avendo certezze, nelle scorse settimane non hanno potuto dare seguito alle prenotazioni. Nessuna invasione quindi, ma le previsioni parlano comunque una pioggia di charter, che per come si erano messe le cose è già una mezza benedizione. IN PISTA Giorgio Ladu, amministratore della Gearto, ha salutato il solstizio, ma sopratutto l'arrivo dei turisti con un sospiro di sollievo. "I tempi per ottenere tutte le autorizzazioni sono stati più lunghi del previsto. Ora speriamo di fare bene. Ci sono tante richieste e prospettive molto interessanti. Molto dipende dai tour operator". La sensazione è che il peggio sia passato. "Abbiamo superato tante difficoltà, ora confidiamo nelle nuove possibilità offerte dalla pista. In breve i piloti familiarizzeranno con il nuovo tracciato". I NUMERI La nuova pista dell'aeroporto è lunga 1500 metri, 250 più di prima. Per costruirla sono serviti quattro mesi di lavori e 3 milioni e 171 mila euro di fondi Cipe. A disposizione dei viaggiatori anche 60 nuovi parcheggi e dodici aree per la sosta degli autobus. I lavori sono stati ultimati nei tempi stabiliti, senza ritardi, in modo che nulla potesse ostacolare la sospirata stagione turista. Nulla, tranne la burocrazia. Quello del'aeroporto è un futuro incerto sopratutto sul fronte societario. Come è noto il Consorzio industriale, proprietario dell'impianto, naviga da tempo in cattive acque. Meliobanca, con cui l'ente aveva acceso un mutuo per acquistare la società Aliarbatax, potrebbe diventare il nuovo padrone di casa. ( si.l. ).

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BUROCRAZIA (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere della Sera" del 22-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-06-22 num: - pag: 29 categoria: BREVI BUROCRAZIA Perdita di tempo Sono uno dei tanti a cui viene chiesto di documentare la posizione automobilistica del 2005. Sono tranquillo perché ho la documentazione scritta ma vorrei protestare vivamente per la perdita di tempo (faccio il medico). Giancarlo Mazzola mazzolagiancarlo@tin.it.

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I governi non incolpino la Ue (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)

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Edizione: 22/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:PRIMA Per Napolitano ci sono Paesi che usano l'Europa come capro espiatorio per le loro inefficienze "I governi non incolpino la Ue" Il capo dello Stato invita a proseguire verso l'unione politica: "È il momento della prova" LIONE Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo agli Stati Generali dell'Europa, ha ricordato che nonostante il voto contrario dell'Irlanda occorre approfondire l'integrazione, essere più coraggiosi e coerenti, altrimenti è a rischio tutta la costruzione dell'Europa, quel che si è fatto in 50 anni. Il capo dello Stato ha puntato l'indice contro quei "troppi Governi nazionali che negli anni scorsi hanno ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, poco preoccupandosi di coinvolgere sistematicamente le rispettive opinioni pubbliche e persino i rispettivi Parlamenti nelle discussioni e nelle scelte cui erano chiamate le istituzioni dell'Unione". "Troppi Governi hanno anzi dissimulato le posizioni da esse sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa e in particolare la Commissione Europea, la "burocrazia di Bruxelles" come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Napolitano ha, infine, indicato la necessità di tornare alla ispirazione dei "padri fondatori" che hanno indicato il traguardo dell'unione politica, "la sola strada percorribile". / A PAGINA 3.

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CINQUANT'ANNI FA /LA BUROCRAZIA BERSAGLIO DI KRUSCEV La stampa sovietica ha pubbli (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)

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Edizione: 22/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA CITTA' L'articolo selezionato è disponibile in formato grafico. Clicca qui [0.31 MB] per vederne l'immagine. In alternativa puoi consultare il pdf della pagina [0MB]. Se non possiedi Acrobat Reader scaricalo qui.

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Calderoli: bene le parole del Colle Barroso: troppe critiche dai politici (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)

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Edizione: 22/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Calderoli: bene le parole del Colle Barroso: troppe critiche dai politici BRUXELLES Quasi in contemporanea con le parole del capo dello Stato a Lione anche il presidente della Commissione Ue, José Manuel Durao Barroso, ha criticato l'atteggiamento di alcuni leader politici europei. Barroso ha detto che è ora di smetterla con gli "slogan populisti" di certi leader europei, che criticano l'Ue "da lunedì a sabato" e poi "la domenica" invitano i loro concittadini a votare per l'Europa. "Non è possibile - ha detto Barroso - criticare Bruxelles dal lunedì al sabato e poi, la domenica, chiedere ai propri concittadini un voto a favore dell'Europa". Secondo il presidente della Commissione Ue inoltre, "non è con slogan populisti che riusciremo a rinnovare la fiducia dei cittadini verso l'Europa". Barroso ha inoltre contestato le critiche di "un deficit di democrazia" nelle istituzioni europee. "Nella Commissione - ha spiegato infatti - ci sono più di un ex primo ministro e siano stati tutti eletti al Parlamento europeo. Non bisogna cadere nella tentazione populista di considerare la Commissione europea come l'espressione della burocrazia e della tecnocrazia". A proposito del Trattato di Lisbona Barroso ha ribadito che "bisogna rispettare la decisione del popolo irlandese", ma che "bisogna rispettare anche la volontà degli altri Paesi che lo vogliono ratificare". I governi di questi Paesi - ha concluso - "non solo hanno il diritto ma hanno il dovere di rispettare le decisioni che abbiamo preso. E non accetto, nemmeno per un secondo, la tesi che le ratifiche parlamentari abbiano meno valore di un referendum: un'idea come minimo anti-democratica". Intanto il presidente dell'Assemblea nazionale francese, Bernard Accoyer, in attesa delle ratifiche, propone di applicare le disposizioni del Trattato di Lisbona che riguardano i Parlamenti nazionali. "Applichiamolo subito, senza aspettare, le disposizioni che riguardano i Parlamenti nazionali". "Sarà il nostro contributo - ha chiarito Bernard Accoyer -. Una sorta di risposta, alle difficoltà dell'Unione dopo il no al trattato di Lisbona emerso dal referendum irlandese della settimana scorsa". Sul merito dell'intervento di Napolitano è, invece, intervenuto il ministro per la Semplificazione legislativa, il leghista Roberto Calderoli. "Un bravo al presidente Napolitano che per primo ha ipotizzato qualcosa di diverso per l'Europa. L'Europa deve esserci, ma deve essere un'Europa negli interessi dei cittadini degli Stati membri: è un progetto ambizioso ma ancora realizzabile. Si deve avere il coraggio di cambiare, come lui stesso ha ammesso con la sua apertura, e tutti siamo pronti a costruire l'Europa dei popoli".

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Napolitano: l'unica strada è l'unione politica della Ue (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Brescia" del 22-06-2008)

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Edizione: 22/06/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Napolitano: l'unica strada è l'unione politica della Ue Il capo dello Stato molto critico: "L'Europa è usata come capro espiatorio per l'inefficienza dei Governi" Giorgio Napolitano durante il suo intervento agli Stati Generali d'Europa a Lione LIONE La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione Europea "un capro espiatorio" delle proprie colpe. Ma non è il solo richiamo. Giorgio Napolitano ha invitato anche a non perdere il treno del Trattato di Lisbona, delle riforme urgenti, necessarie, indispensabili. Senza di esse dovremmo rassegnarci a non contare nel mondo e a vedere svanire le conquiste di 50 anni di integrazione che non sono acquisite una volta per tutte, come si è portati erroneamente a credere. In un discorso forte, accorato, pronunciato in francese agli Stati Generali d'Europa riuniti a Lione, dove erano presenti anche Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, il vicepresidente della Commissione Europea Jacques Barrot e l'ex premier belga Guy Verhofstadt, il presidente della Repubblica ha affrontato innanzi tutto il nodo del "no" irlandese al Trattato di Lisbona, ha chiesto di superare le resistenze e di completare l'integrazione europea con nuove regole e con il capitolo decisivo delle politiche comuni. "È giunto il momento della prova". Se non fosse possibile approvare il nuovo Trattato, ha detto, per superare lo stallo i Paesi che danno vita all'Euro dovrebbero costituirsi come gruppo di avanguardia per fare "scelte più avanzate di integrazione e di coesione". Occorre capire, ha aggiunto, che il voto irlandese più che un problema di rifiuto dell'Europa pone "il grande problema della partecipazione e del consenso dei cittadini" al progetto europeo", problema eluso da "troppi governi nazionali", che non hanno coinvolto adeguatamente cittadini e Parlamenti in queste scelte e "anzi hanno dissimulato le posizioni da essi sostenuta in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la burocrazia di Bruxelles", come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. "È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche", poiché non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse. "Occorre battere queste strade senza ulteriori incertezze, ambiguità e ripensamenti". L'Italia confida nel semestre di presidenza francese che inizia a luglio e sosterrà con convinzione gli sforzi di Parigi. Il capo dello Stato Giorgio Napolitano ha indicato la necessità di tornare alla ispirazione dei "padri fondatori" che hanno indicato il traguardo dell'unione politica dell'Europa, come "la sola strada percorribile", tanto più necessaria oggi in un mondo globalizzato in cui nessuno stato nazionale da solo "può risolvere i suoi problemi né dare un valido contributo al superamento delle sfide globali". "Non c'è pretesa di autosufficienza, non c'è illusione protezionista che possa mettere l'Italia o la Francia o la Germania al riparo dalla globalizzazione". Esplicito il rimpianto per la mancata approvazione del Trattato Costituzionale che conteneva le riforme e le regole indispensabili in una Europa a 27. Poiché quei contenuti sono stati fatti salvi "in larghissima misura" nel nuovo Trattato, bisogna approvarlo. In una giornata dominata ancora dallo scontro fra politica e giustizia, il capo dello Stato si è tenuto alla larga dalle polemiche di casa nostra, riservandosi di occuparsene al rientro a Roma, previsto in serata. Sul tema europeo, Napolitano ha volato alto sulle residue resistenze di alcuni settori politici, in particolare della Lega Nord, che pure nei giorni scorsi ha assicurato che voterà a favore della ratifica parlamentare del Trattato. E se il discorso sui capri espiatori può riferirsi in parte anche al governo italiano, il passaggio appare formulato più che altro come un'esortazione a coloro che si sono comunque mostrati freddi sull'Unione Europea.

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E presto apre il Tonga (sezione: Burocrazia)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 22-06-2008)

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Corriere del Mezzogiorno - NAPOLI - sezione: NAPOLI - data: 2008-06-22 num: - pag: 9 categoria: BREVI E presto apre il Tonga La prossima settimana apre a pieno ritmo anche il Tonga, su via Napoli. I gestori hanno inaugurato venerdì la stagione 2008 e si preparano a stilare il calendario di eventi per i mesi di luglio e agosto. Oggi nessuna serata in programma, per la partita di calcio della Nazionale agli Europei. La settimana scorsa è invece stato chiuso il lido New Riva, per problemi con la concessione demaniale. I gestori del lido che si trova proprio all'inizio di Coroglio, sulla strada che porta verso Nisida, sono alle prese con la burocrazia per tentare di riprendere l'attività del sabato sera.

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PARIGI - L'Europa di Giorgio Napolitano non deve essere un capro espiatorio per coprir (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero, Il" del 22-06-2008)

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Di FRAMCESCA PIERANTOZZI PARIGI - L'Europa di Giorgio Napolitano non deve essere "un capro espiatorio per coprire le responsabilità e le insufficienze" dei governi nazionali. Il presidente ha colto l'occasione degli Stati generali dell'Europa di Lione, dove l'Italia è quest'anno invitata d'onore, per ricordare qualche principio fondamentale. "La sola strada percorribile è l'unione politica, altrimenti è a rischio tutto quello che si è fatto in 50 anni" ha detto coraggiosamente Napolitano, in un discorso forte, pronunciato in francese, davanti a un parterre di personalità "europee", tra cui Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, il vice presidente della Commissione Europea Jacques Barrot e l'ex premier belga Guy Verhofstadt. Ad accoglierlo, anche un gruppo di ragazzi irlandesi con maglietta verde nazionale e la scritta: "Non ignorate il nostro voto". E il presidente non ignora. Il no irlandese al referendum sul trattato di Lisbona pone il problema "della partecipazione e del consenso dei cittadini" alla costruzione europea, dice il capo dello Stato, precisando subito che c'è un problema di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche" degli Stati membri. Nessuno escluso. "Troppi governi nazionali - dice Napolitano - non hanno coinvolto adeguatamente cittadini e Parlamento, anzi, hanno dissimulato le posizioni sostenute in sede europea, chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la 'burocrazia di Bruxelles", come capro espiatorio". Gli esempi, anche recenti, non mancano, con le critiche di Silvio Berlusconi ai troppi interventi pubblici dei Commissari o l'accusa diretta di Nicolas Sarkozy al commissario all'Agricoltura Peter Mandelson, responsabile, a suo avviso, del fiasco irlandese. Per Napolitano, in Irlanda ma anche altrove, è mancato "un discorso di verità con i cittadini, perché non si può pretendere che si orientino da soli in materie così complesse". E dalla Francia, non arriva nessuna consolazione. Secondo un sondaggio pubblicato ieri, i francesi si comporterebbero oggi esattamente come gli irlandesi: il 53 per cento voterebbe no al Trattato di Lisbona. Napolitano però non si lascia intimorire e rilancia da Lione l'ipotesi di un'avanguardia europea, di un nocciolo duro di Paesi pronti ad andare avanti nell'integrazione. "Possiamo ammettere che il Trattato di Lisbona venga travolto dal referendum in Irlanda?" chiede Napolitano, che aggiunge: "Può il necessario cammino verso il rafforzamento dell'Unione essere bloccato dal tabù dell'unanimità? Lasciare che ciò accada equivarrebbe a mettere a rischio le conquiste del passato". "E' giunto il momento della prova - prosegue - Se con queste regole l'Unione Europea non riesce a funzionare, bisogna trovare forme di impegno più saldo tra i Paesi che si sono riconosciuti nelle scelte più avanzate di integrazione e di coesione come la moneta unica".

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Napolitano: completare l'unità europea (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nel mondo delle sfide globali nessun singolo paese è autosufficiente Napolitano: completare l'unità europea Invito ai governi a non fare dell'Ue un "capro espiatorio" delle loro difficoltà STATI GENERALI A LIONE "Se non passerà il nuovo trattato alcuni paesi dovranno fare da avanguardia" Appello allo spirito dei padri fondatori e a creare consenso attorno a Bruxelles LIONE. La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione europea "un caprio espiatorio" delle proprie colpe. Ma non è il solo richiamo. Giorgio Napolitano ha invitato anche a non perdere il treno del Trattato di Lisbona, delle riforme urgenti, necessarie, indispensabili. Senza di esse dovremmo rassegnarci a non contare nel mondo e a vedere svanire le conquiste di 50 anni di integrazione che non sono acquisite una volta per tutte, come si è portati erroneamente a credere. In un discorso forte, accorato, pronunciato in francese agli Stati Generali d'Europa riuniti a Lione, presenti Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, il vice presidente della Commissione Europea Jacques Barrot e l'ex premier belga Guy Verhofstadt, il presidente della Repubblica ha affrontato innanzi tutto il nodo del no irlandese al Trattato, ha chiesto di superare le resistenze e di completare l'integrazione europea con nuove regole e con il capitolo decisivo delle politiche comuni. "È giunto il momento della prova". Se non fosse possibile approvare il nuovo nuovo Trattato, ha detto, per superare lo stallo i Paesi che danno vita all'Euro dovrebbero costituirsi come gruppo di avanguardia per fare "scelte più avanzate di integrazione e di coesione". Occorre capire, ha aggiunto, che il voto irlandese più che un problema di rifiuto dell'Europa pone "il grande problema della partecipazione e del consenso dei cittadini al progetto europeo, problema eluso da troppi governi nazionali, che non hanno coinvolto adeguatamente cittadini e Parlamenti in queste scelte e anzi hanno dissimulato le posizioni da essi sostenuta in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la "burocrazia di Bruxelles", come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche, poichè non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse. Occorre battere queste strade senza ulteriori incertezze, ambiguità e ripensamenti". L'Italia confida nel semestre di presidenza francese che inizia a luglio e sosterrà con convinzione gli sforzi di Parigi. Napolitano ha indicato la necessità di tornare alla ispirazione dei padri fondatori "che hanno indicato il traguardo dell'unione politica, la sola strada percorribile, tanto più necessaria oggi in un mondo globalizzato in cui nessuno stato nazionale da solo può risolvere i suoi problemi nè dare un valido contributo al superamento delle sfide globali. Non c'è pretesa di autosufficienza, non c'è illusione protezionista che possa mettere l'Italia o la Francia o la Germania al riparo dalla globalizzazione". Esplicito il rimpianto per la mancata approvazione del Trattato Costituzionale che conteneva le riforme e le regole indispensabili in una Europa a 27. Poichè quei contenuti sono stati fatti salvi in larghissima misura nel nuovo Trattato, bisogna approvarlo. In una giornata dominata ancora dallo scontro fra politica e giustizia, il capo dello Stato si è tenuto alla larga dalle polemiche di casa nostra, riservandosi di occuparsene al rientro a Roma, previsto in serata. Sul tema europeo, Napolitano ha volato alto sulle residue resistenze di alcuni settori politici, in particolare della Lega Nord, che pure nei giorni scorsi ha assicurato che voterà a favore della ratifica parlamentare del Trattato. E se il discorso sui capri espiatori può riferirsi in parte anche al governo italiano, il passaggio appare formulato più che altro come un'esortazione.

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Ora il comune ci aiuti rivedendo le concessioni (sezione: Burocrazia)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Pordenone "Ora il Comune ci aiuti rivedendo le concessioni" L'APPELLO LIGNANO. "Auspichiamo che anche le istituzioni facciano la loro parte". Lancia un appello al mondo politico locale e regionale il gruppo di imprenditori lignanesi che fa capo a Sergio Vacondio. Piano industriale alla mano, si dice intenzionato a realizzare un mega complesso turistico con villaggio e albergo nell'area denominata Oasi, da lungo tempo dismessa, recentemente acquisita. "L'Oasi ha una serie di concessioni edilizie - afferma Vacondio -, per cui si potrebbe intervenire fin da subito per il suo recupero. Ma la nostra intenzione è quella di modificare gli attuali diritti edificatori (tra cui la possibilità di costruire seconde case) per fare, invece, un intervento prettamente turistico, quale appunto il grande villaggio-albergo da commercializzare con i tour operator. I tempi di realizzazione sono importanti; un cambiamento di visione anche da parte delle banche locali la cui sensibilità è sempre basilare, c'è già stato. Come ha dimostrato, essendo parte attiva nell'operazione, la Cassa di risparmio del Fvg: il primo passo, quello di metterci assieme ed acquistare il terreno è stato fatto. Per lanciare il progetto, però, bisogna trovare un partner e capire che se a Lignano cala il volume d'affari, cala per tutti, anche per le banche. Lignano ha un valore: il valore dei suoi capitali". "Mi spiego - aggiunge Vacondio -, se aumenta il turismo aumenta il capitale, se i turisti dagli attuali 3,5 milioni, domani diventano 6,6 milioni, un'azienda che prima valeva 5, domani varrà 10. Il progetto è strategico per la destinazione turistica di "Lignano futura", perché di grandi dimensioni e indirizzato esclusivamente al comparto turistico. È evidente che anche la burocrazia è di vitale importanza e deve cogliere l'opportunità di rilancio, superando visioni restrittive". (d.s.).

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"Sì" alla manovra estiva dagli artigiani novaresi (sezione: Burocrazia)

( da "Stampa, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

IL PARERE DI CONFARTIGIANATO Le misure apprezzate. Riguardano l'apprendistato la riduzione delle norme e liberalizzazione dei servizi "Sì" alla manovra estiva dagli artigiani novaresi Estate in arrivo, insieme alla manovra del governo Berlusconi. Annunciata all'assemblea nazionale di Confartigianato, a Roma lo scorso 12 giugno, è approdata al Consiglio dei ministri nei giorni scorsi ed è trasformata in decreti e disegni di legge. Fisco, previdenza, giustizia, lavoro ma anche pubblico impiego, enti locali ed energia questi i temi forti dell'impegno dell'esecutivo. "Il ministro Sacconi ha recepito le proposte espresse da Confartigianato: eliminare il fardello di norme che ingessano il lavoro e valorizzare l'apprendistato". Così commenta Tarcisio Ruschetti, presidente di Confartigianato Imprese Novara Verbano Cusio Ossola "il potenziamento del contratto di apprendistato. In questo modo si riconosce che l'impresa è il luogo tipico della formazione e si punta a favorire l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro. Intervento più che mai necessario se si considera che in Italia il tasso di occupazione dei giovani tra i 15 e i 25 anni è il più basso d'Europa: 25,5% a fronte della media Ue del 40,3%. Gli artigiani italiani - spiega Ruschetti - dedicano ogni anno 103 milioni di ore e spendono 1,6 miliardi per i propri apprendisti, che in Italia sono 225mila, con una percentuale di conferma al termine del periodo di apprendistato superiore al 70%". Commento positivo anche verso la liberalizzazione dalla burocrazia: "Siamo il Paese europeo con il più alto tasso di natalità imprenditoriale, 1.200 nuove imprese al giorno, ma anche con il più alto numero di leggi, quasi 22mila, e con il maggior peso di burocrazia che alle imprese costa 15 miliardi l'anno. Le semplificazioni annunciate dal Governo alle parti sociali sono un passo fondamentale per liberare le energie degli imprenditori - spiega il direttore di Confartigianato Imprese Novara Verbano Cusio Ossola, Franco Panarotto -. Se si riuscisse ad eliminare tutto l'attuale carico di inutile burocrazia le micro e piccole imprese recupererebbero il 53,7% del gap di produttività che oggi scontano rispetto alla media di Francia, Germania, Spagna". Parere positivo verso la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, troppo a lungo rinviata e che potrà consentire di abbassare le tariffe per i consumatori, qualificare e innovare l'offerta, offrire alle imprese un'occasione di sviluppo. Secondo i dati di un Rapporto di Confartigianato, la liberalizzazione dei servizi pubblici locali comporterebbe per tutti i consumatori (famiglie e imprese) un risparmio medio annuo di 751 milioni di euro. Infine, la giustizia: infatti la decisione del Governo di affrontare i problemi all'origine dei ritardi del nostro sistema giudiziario è una scelta di grande civiltà che Confartigianato sollecita da tempo. Finalmente le imprese potranno contare su certezza e rapidità della giustizia civile.

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Contributi allo sport, a rischio l'iscrizione al campionato di C2 (sezione: Burocrazia)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Nuoro e Provincia Pagina 5041 il caso Nuorese Capelli (Udc) attacca Soru Contributi allo sport, a rischio l'iscrizione al campionato di C2 Il caso Nuorese. Capelli (Udc) attacca Soru --> Il 30 giugno scade il termine per l'iscrizione ai campionati di calcio ma la Nuorese non sa ancora se si presenterà ai nastri di partenza del prossimo torneo di C2. A confermalo è l'amministratore delegato della società barbaricina Edoardo Fiammotto: "Il 26 giugno abbiamo indetto una conferenza stampa e in quell'occasione scioglieremo la riserva". Il nodo è sempre lo stesso: i contributi regionali allo sport. La pubblicazione giovedì sul Buras della delibera del 16 maggio scorso con cui la giunta regionale ha stanziato un milione e 800 mila euro per le cinque società professionistiche sarde (oltre ai verdazzurri, Torres, Olbia, Cagliari e Dinamo basket) non ha infatti placato una protesta che va avanti da mesi. Anzi, se è possibile la mossa ha contribuito a esasperare ulteriormente gli animi. A spiegare il perché è proprio Fiammotto: "Con un artificio contabile la Regione ha trasformato i fondi che il consiglio regionale aveva attribuito a noi e alle altre società per il 2007 in finanziamenti per il futuro, cioè per la prossima stagione, subordinando tra l'altro la loro concessione a un piano di promozione sociale, col risultato che noi non avremo questi soldi che ci sarebbero spettati lo scorso anno neanche in tempo per l'iscrizione al campionato 2008/2009". Un ritardo che secondo i vertici della società verdazzurra non sarebbe solo colpa della burocrazia: "Sembra che tutto sia stato fatto in modo che i soldi non ci arrivassero in tempo - prosegue Fiammotto -, la legge regionale che destina il milione e 800 mila euro in favore delle società professionistiche è infatti del maggio del 2007, ma la delibera è stata adottata solo il 16 maggio del 2008 e per pubblicarla sul Buras ci hanno messo più di un mese. Noi tutti i passi che dovevamo fare li abbiamo fatti, ma l'iscrizione resta incerta perché a tutt'oggi le condizioni che speravamo si realizzassero non ci sono". A complicare ulteriormente le cose l'eccezione che la Regione ha inspiegabilmente fatto per la Dinamo Sassari, a cui nel luglio 2007 sono stati erogati 350 mila euro cash. Tanto da provocare il duro intervento del capogruppo Udc in consiglio regionale Roberto Capelli che si chiede: "Perché la legge non è uguale per tutti? Perché il presidente Soru continua ad applicarla a suo uso e consumo? Solo alla Dinamo. E le altre squadre?". Al vetriolo il commento finale di Fiammotto: "Evidentemente al presidente Soru piace solo il basket, comunque se questa discriminazione dovesse uccidere il calcio si saprà chi è il responsabile: uno e uno solo". ( m. le. ).

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<L'Europa usata dai governi come capro espiatorio> (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

LIONE. Appello dopo il no irlandese al Trattato "L'Europa usata dai governi come capro espiatorio" Napolitano: "Va recuperata la fiducia dei cittadini"   LIONE Davanti agli Stati Generali dell'Europa, a Lione (Francia), il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano torna a difendere il Trattato dell'Unione Europea, spiegando che occorre approfondire l'integrazione, essere più coraggiosi e coerenti, altrimenti è a rischio tutta la costruzione dell'Europa, quel che si è fatto in 50 anni. Napolitano ieri ha puntato il dito contro quei governi che hanno utilizzato in questi anni l'Ue ome "capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Un concetto che è stato ripreso e ribadito anche dal presidente della Commissione di Bruxelles, Josè Manuel Durao Barroso. "Inoltre, a forza di nascondersi dietro le direttive comunitarie", secondo Napolitano, si è creato un "problema di partecipazione e di consenso dei cittadini" che ha minato il processo di integrazione. Il no dell'Irlanda è comunque una realtà negativa con cui bisogna fare i conti perchè, ha osservato Napolitano, "ha drasticamente posto il grande problema del rapporto tra governanti e governati nell'Europa unita, il problema della partecipazione e del consenso dei cittadini". Di qui la stoccata ai "troppi governi nazionali che negli anni scorsi hanno ritenuto di poter gestire in solitudine gli affari europei, poco preoccupandosi di coinvolgere le opinioni pubbliche e persino i rispettivi parlamenti. Troppi governi - secondo il presidente della Repubblica - "hanno anzi chiamato in causa la 'burocrazia di Bruxelles' come capro espiatorio per coprire le loro responsabilità e insufficienze". Insomma, "è mancato un discorso di verità nel rapporto con i cittadini". "Al contrario, quello di cui c'è necessità" è il recupero di un rapporto di fiducia con i cittadini. Secondo un sondaggio il "no" al Trattato vincerebbe anche in Francia con il 53 per cento dei voti, più o meno come in Irlanda. Insomma, anche nel Paese d'Oltralpe persiste l'euro-scetticismo.  .

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<Racket sui manifesti elettorali> (sezione: Burocrazia)

( da "Sicilia, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Denuncia del sindaco per la campagna elettorale "Racket sui manifesti elettorali" m.c.g.) Piazza in festa per il primo comizio dell'on. Pino Federico. Il neo presidente della Provincia spalleggiato dai leader provinciali e locali della sua coalizione, ha spiegato come vuole governare una provincia che il centrosinistra gli ha lasciato "in ginocchio e divisa". Primo punto: l'efficienza della burocrazia nell'Ap che sarà valutata per meritocrazia e per come si pone verso l'utenza. "Venticinque aziende sono andate via da Gela in questi anni perchè non hanno trovato aree ed una burocrazia efficiente - ha detto il presidente - non deve succedere più. A Gela si sono fatti passi avanti notevoli sul fronte della legalità ma non su quelli dello sviluppo. Noi vogliamo incidere sullo sviluppo, con azioni concrete". Un cenno anche alle questioni ambientali. "L' 8 luglio ci sarà una conferenza dei servizi sul nuovo monitoraggio ambientale di Gela - ha detto - finalmente sapremo e non da fonti Eni se l'industria inquina o no. Se inquina e vuole restare l'Eni deve cambiare musica". Il neo presidente agli alleati ha lanciato un monito: "Non dobbiamo comportarci come il centrosinistra. Le aspirazioni dei partiti sono tutte legittime ma ci sono momenti in cui il passo avanti non si può fare e bisogna aspettare. Altrimenti non si va da nessuna parte". Negli interventi dei leader della coalizione è stata posta la necessità di fare bene di fronte a risultati bulgari, quella di archiviare i campanilismi, di rimboccarsi le maniche. Ed infine l' auspicio di dare una spallata al centrosinistra anche nei Comuni. Dopo il comizio tutti alla villa comunale per la festa di ringraziamento con cantanti e cabarettisti.

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<Dobbiamo richiamare investitori esterni> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Parla il presidente della Cciaa Zampini "Dobbiamo richiamare investitori esterni" Più infrastrutture e meno burocrazia La congiuntura internazionale condiziona le imprese polesane. L'allarme è stato lanciato nel corso della Giornata dell'economia, quando il presidente della Ccia Loredano Zampini ha spiegato che "il sistema imprenditoriale non ha beneficiato della ripresa economica che ha interessato l'economia nazionale e veneta nel 2007", anche se nell'ultimo trimestre è stata registrata una spinta positiva. Slancio che sembra essere confermato anche dai primi dati sull'andamento della congiuntura dei primo tre mesi del 2008.Presidente, possiamo parlare di un segnale incoraggiante?"Credo che nonostante le difficoltà e l'indebolimento del ciclo economico a livello mondiale e nazionale, in Polesine ci siano le condizioni per l'avvio di una nuova fase di sviluppo. In questi anni le istituzioni e le forze imprenditoriali hanno investito molto su alcuni punti fondamentali: le infrastrutture, le reti, la promozione del territorio... Cosicché oggi si dispone di un potenziale aggiunto di crescita. Sono state costruite le basi, ora occorre saper costruire le opportunità, per favorire gli investimenti e attirare investitori esterni".Le carte da giocare?"Possiamo offrire alle aziende una infrastrutturazione logistica e un sistema di relazioni che costituiscono un vantaggio competitivo specifico e distintivo. Non mancano, poi, punti di eccellenza e di innovazione, che possono fungere da elementi di fertilizzazione del sistema produttivo e imprenditoriale, così da avere un contesto favorevole all'insediamento di nuove attività produttive, in un clima di consenso atto a favorire la crescita del sistema delle imprese e quindi del tessuto occupazionale e del reddito".Quali sono gli elementi negativi che condizionano le imprese?"Le nostre imprese sono chiamate a fare i conti con un'elevata pressione fiscale, con la farraginosità della burocrazia, con la lentezza dell'amministrazione pubblica, l'inadeguatezza delle dotazioni complessive di infrastrutture anche fuori dai confini provinciali, l'alto costo dell'energia e dei servizi in genere, compresi quelli finanziari. Il sistema produttivo polesano, inoltre, è formato da piccole e piccolissime imprese, che operano prevalentemente per il mercato interno e perciò risentono della debolezza della domanda interna. Nonostante ciò, non mancano i segnali che confermano le capacità e la volontà delle aziende polesane di affrontare al meglio le sfide del mercato, come testimonia la crescita del 4,7 per cento delle esportazioni contro il 2,7 per cento del Veneto, avvenuta nel 2007".Cosa fare per uscire dalla congiuntura?"Occorre un forte e concreto impegno di tutte le istituzioni e delle forze imprenditoriali per accelerare la realizzazione del pacchetto infrastrutturale; penso alla Valdastico i cui lavori sono già iniziati, alla Nogara-Mare, ma anche alle vie navigabili, Fissero-Tartaro-Canalbianco, al turismo fluvio-marittimo, all'Interporto, al porto commerciale di Porto Levante. Bisogna poi potenziare gli strumenti per la promozione delle produzioni locali e del territorio, qualificare e rafforzare la presenza dell'università, implementare le reti per le comunicazioni. Inoltre servono azioni di promozione del territorio, per la sua valorizzazione, per innalzarne l'attrattività. E penso alle prospettive aperte nel campo energetico"Il Po è al centro di un interessante dibattito."È strategico ritornare a investire sul fiume Po. Occorre farlo sia dal punto di vista del riassetto idrogeologico, sia per quanto riguarda le attività economiche collegate al grande fiume: trasporto delle merci via acqua, diportismo, turismo cosiddetto lento, legato alla scoperta del territorio e dell'ambiente. Così facendo il Polesine assumerà un ruolo centrale rispetto all'asse medio-padano e faremo del Po una questione nazionale ed europea. Come si vede le cose da fare sono molte e si ha coscenza di cosa è bene e necessita fare".Il problema del credito è sempre sentito dalle imprese. Cosa fare?"Il problema del credito è di grande rilevanza per le imprese. La Camera di commercio ha scelto di intervenire in maniera precisa e mirata, assicurare il sostegno agli organismi collettivi di garanzia fidi, ai consorzi e alle cooperative formate dalle categorie economiche, che sono strumenti efficaci per facilitare l'accesso al credito da parte delle piccole imprese che sono l'asse portante dell'economia polesana".Donato Sinigaglia.

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Imprese edili "sul piede di guerra" (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il responsabile della categoria contesta le troppe sanzioni che non incidono sugli infortuni Imprese edili "sul piede di guerra" "Sanzioni per violazioni reali alle norme sulla sicurezza. Non per fare cassa". Questa è la posizione della categoria degli edili di Confartigianato Pordenone in merito all'ultimo decreto legislativo. Una posizione ribadita all'unanimità nel corso di un incontro. Vista però la grande partecipazione è stato deciso di organizzare un secondo meeting che si terrà martedì prossimo. È stato Claudio Dorigo, capocategoria delle imprese edili della provincia nonchè consigliere nazionale della Federazione, ad introdurre i lavori del seminario tecnico sul tema "Sicurezza dei cantieri temporanei e mobili" organizzato dall'associazione. Prima di passare all'approfondimento tecnico della norma, Dorigo ha rimarcato le criticità che le imprese edili hanno individuato in un decreto che inasprisce pesantemente le sanzioni "per aspetti prettamente formali. Quasi che - ha ironizzato il capocategoria - più carte si producano, maggiore sia la sicurezza. Non è così! Da imprenditori, ma anche da cittadini, sappiamo bene che la produzione ingiustificata di burocrazia accresce i costi e non apporta alcun beneficio. Nemmeno in un tema delicato e complesso come quello degli infortuni sul lavoro". Dorigo è andato avanti. "Non siamo contro le norme sulla sicurezza, anzi. Chi conosce le imprese artigiane sa bene che l'imprenditore è sempre davanti all'operaio, sulle impalcature come sui tetti, ai piedi di un ponteggio e sulla passerella più alta. I lavoratori delle imprese artigiane hanno un nome, non sono manodopera alla catena di montaggio, sono persone che crescono con l'impresa e che diventano parte integrante. Gli imprenditori artigiani non giocano sulla sicurezza perché significherebbe mettere a rischio la propria vita e quella dei collaboratori. Sì,dunque, alle sanzioni per violazioni sostanziali alle norme, per il mancato rispetto delle leggi, per l'assenza di presidi finalizzati alla protezione individuale. Multe milionarie per l'assenza di una carta, per una firma che manca o una fotocopia che non c'è, sono, francamente, inaccettabili". Agli organi di vigilanza (numerosi gli ispettori presenti all'incontro) Dorigo ha chiesto di discriminare le violazioni sostanziali sulla sicurezza, dal mancato rispetto di adempimenti formali. "Laddove la norma non rispettata incide davvero sulla sicurezza, si sanzioni. Negli altri casi si dia il tempo all'impresa di mettersi in regola con la carta che manca". L'incontro è quindi proseguito con le relazioni dell'architetto Emanuela Dal Santo, consulente in materia di sicurezza del lavoro, che ha parlato di responsabilità e adempimenti a carico del datore di lavoro, e dell'avvocato Piero Cucchisi che si è occupato nel merito dell'apparato sanzionatorio e della regolarità del lavoro in edilizia.

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In video si risolvono le "liti" sul telefono (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Innovativa iniziativa del Corecom In video si risolvono le "liti" sul telefono Un modo per affrontare le controversie TriesteRisolvere le proprie controversie con i gestori telefonici stando comodamente seduti. Ebbene sì, ora questo è possibile grazie all'attività conciliativa svolta dal Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni del Friuli Venezia Giulia) che prevede, su delega dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l'Agcom, il tentativo di sanare i contenziosi tra utenti ed ente gestore del servizio di telecomunicazioni.Per farlo il Corecom ha applicato, unico in Italia, la tecnologia informatica alla propria attività predisponendo un sistema di videocomunicazione che ha facilitato e migliorato l'accesso ai servizi da parte degli utenti eliminando ogni spostamento fisico di persone. A presentare il progetto, già operativo e totalmente gratuito, sono stati il presidente del Corecom Fvg Franco Del Campo, la vicepresidente Ilaria Celledoni e l'avvocato Alessandro Tudor in rappresentanza della Telecom Italia. I collegamenti audio e video avvengono tra il Corecom, l'Ufficio relazione con il pubblico di Udine, Gorizia, Tolmezzo e Pordenone (dove possono recarsi gli utenti) e le sedi dei gestori di telefonia. In poche parole, il cittadino può inoltrare la richiesta di conciliazione al Corecom Fvg (via mail, posta, numero verde), in seguito riceverà una raccomandata o mail di fissazione dell'udienza che deve tenersi entro 30 giorni e alla quale l'utente si presenta per ascoltare la video conferenza in diretta interagendo, mediante cuffie, con il conciliatore in sede Corecom."Assistiamo ad un modello di comunicazione pubblica estremamente prezioso in termini di risparmio, di qualità della vita e di abbattimento della storica diffidenza verso la burocrazia", ha affermato Del Campo. Sono prevalentemente legate all'addebito di chiamate a numeri speciali mai effettuate (35\% dei casi) e all'utilizzo di internet (specie in zona montana e carsica) le più frequenti problematiche relative alla telefonia assieme all'attivazione di servizi non richiesti (12\%), disservizi tecnici, cambio di gestore non richiesto e problemi connessi con l'Adsl (49\%). È Trieste la provincia che, nel 2007, ha registrato il maggior numero di richieste di conciliazione (47\%) seguita da Udine (29\%), Pordenone (14\%) e Gorizia (10\%) in un quadro generale di notevole aumento che ha visto passare le richieste di conciliazione dai 31 casi nel 2004, ai 450 casi nel 2005, agli 821 dell'anno 2006 fino ai 1.215 casi del 2007.Per il 67\% delle istanze presentate l'anno scorso (461 ricorsi provenienti da Trieste, 222 da Udine, 57 da Pordenone e 48 da Gorizia) il procedimento si è concluso senza incontro tra le parti mentre, per il restante 33\% il Corecom Fvg ha convocato le parti in apposite udienze presso la propria sede ed il 64,3\% di esse ha avuto esito positivo. È Telecom Italia il gestore telefonico che registra più richieste di conciliazione (525) seguito da Wind, Tele2 e Fastweb mentre il numero verde del Corecom Fvg (800743488) ha ricevuto 3.022 chiamate e allo sportello per il pubblico si sono rivolti 1.403 utenti.Elisabetta Batic.

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Panciera (Udc): <Via le Province ma con un progetto condiviso> (sezione: Burocrazia)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

AUTONOMIE LOCALI Panciera (Udc): "Via le Province ma con un progetto condiviso" Superare le Province perché servono le Città metropolitane, aveva detto Andrea Ferrazzi. E ad apprezzare l'intervento del vicepresidente della Provincia di Venezia "che si schiera a favore della cancellazione della nostra Provincia" è il segretario comunale dell'Udc, Roberto Panciera: "È un tema attorno al quale l'Udc si è speso con grande coraggio durante tutta la recente campagna elettorale e che tuttora è presente nell'agenda parlamentare del nostro partito. Nessuno meglio di Ferrazzi - dice Panciera - sa quante energie vengano spese, in termini di risorse umane, con i relativi cospicui costi per la collettività, a fronte di un risultato oggettivamente modesto e di deleghe non certo determinanti per incidere sui destini della nostra provincia, schiacciati dallo strapotere di Regione da una parte e Comune dall'altra. Il superamento dell'ente Provincia, a favore della creazione della Città metropolitana, così come previsto dalla riforma del titolo V della Costituzione, potrebbe dare nuovo impulso all'azione amministrativa sovra-comunale: maggiori risorse, deleghe più pesanti, riduzione dei costi ed una visione a più largo raggio che riconduca a sistema la frammentata azione di governo". L'auspicio di Panciera è che "il Governo Berlusconi, non certo con un decreto legge affrettato e poco capito, ma con un disegno di legge approvato da larga parte del Parlamento, dia vita alla Città metropolitana, per un oggettivo risparmio di energie e risorse e per la cancellazione di tanta inutile burocrazia amministrativa che spesso si sovrappone senza alcuna regia condivisa. Auspico inoltre che, in un futuro non così lontano, si creino accordi territoriali, all'interno della nostra Regione, per il conseguimento ed il rafforzamento di sinergie: penso alla tanto discussa ma ormai improcrastinabile PaTreVe, area metropolitana interprovinciale, unica soluzione possibile in grado di rendere più competitiva la nostra regione, valorizzando quel patrimonio di risorse storiche economiche sociali e culturali che tutto il mondo ci invidia".

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LIONE - La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione Europea <un capro espiatorio> delle proprie colpe (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> LIONE - La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione Europea "un capro espiatorio" delle proprie colpe LIONE - La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione Europea "un capro espiatorio" delle proprie colpe. Ma non è il solo richiamo. Giorgio Napolitano ha invitato anche a non perdere il treno del Trattato di Lisbona, delle riforme urgenti, necessarie, indispensabili. Senza di esse dovremmo rassegnarci a non contare nel mondo e a vedere svanire le conquiste di 50 anni di integrazione che non sono acquisite una volta per tutte, come si è portati erroneamente a credere. In un discorso forte, accorato, pronunciato in francese agli Stati Generali d'Europa riuniti a Lione, presenti Prodi, Monti, Padoa-Schioppa, il vice presidente della Commissione Europea Jacques Barrot e l'ex premier belga Guy Verhofstadt, il presidente della Repubblica ha affrontato innanzi tutto il nodo del "no" irlandese al Trattato, ha chiesto di superare le resistenze e di completare l'integrazione europea con nuove regole e con il capitolo decisivo delle politiche comuni. "È giunto il momento della prova". Se non fosse possibile approvare il nuovo nuovo Trattato, ha detto, per superare lo stallo i Paesi che danno vita all'Euro dovrebbero costituirsi come gruppo di avanguardia per fare "scelte più avanzate di integrazione e di coesione". Occorre capire, ha aggiunto, che il voto irlandese più che un problema di rifiuto dell'Europa pone "il grande problema della partecipazione e del consenso dei cittadini" al progetto europeo, problema eluso da "troppi governi nazionali", che non hanno coinvolto adeguatamente cittadini e Parlamenti in queste scelte e "anzi hanno dissimulato le posizioni da essi sostenuta in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la "burocrazia di Bruxelles", come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Invece, occorre "una piena assunzione di responsabilità da parte dei governi e delle forze politiche", poichè non si può pretendere dai cittadini che si orientino da soli in materie così complesse. "Occorre battere queste strade senza ulteriori incertezze, ambiguità e ripensamenti". L'Italia confida nel semestre di presidenza francese e sosterrà con convinzione gli sforzi di Parigi. Napolitano ha indicato la necessità di tornare alla ispirazione dei "padri fondatori" che hanno indicato il traguardo dell'unione politica, "la sola strada percorribile", tanto più necessaria in un mondo globalizzato in cui nessuno stato nazionale può fare da solo. 22/06/2008.

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BRUNO ZORZI VIGO DI FASSA - Avrebbe voluto metterci sotto il naso nome e simbolo dell'anti - Ual che lui, Gino Fontana , ha messo in piedi per presentare la lista ladina di centro (sezione: Burocrazia)

( da "Adige, L'" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Il quotidiano del giorno è consultabile gratuitamente dalle 15:30. Per abbonarti e poterlo vedere dalle 6:30 clicca qui >>> BRUNO ZORZI VIGO DI FASSA - Avrebbe voluto metterci sotto il naso nome e simbolo dell'anti - Ual che lui, Gino Fontana , ha messo in piedi per presentare la lista ladina di centro destra alle elezioni di ottobre, ma i contorsionismi (o convulsioni) di Pdl e Lega Nord, hanno imposto un rinvio BRUNO ZORZI VIGO DI FASSA - Avrebbe voluto metterci sotto il naso nome e simbolo dell'anti - Ual che lui, Gino Fontana , ha messo in piedi per presentare la lista ladina di centro destra alle elezioni di ottobre, ma i contorsionismi (o convulsioni) di Pdl e Lega Nord, hanno imposto un rinvio. "Mercoledì avremmo dovuto formalizzare il varo dell'associazione - dice - e domenica ci sarebbe stata la presentazione a Pozza; ma il candidato presidente non c'è ancora e abbiamo rinviato tutto a domenica 29. Comunque, speriamo che il centro destra vada alle elezioni unito. E spero anche che la decisione venga presa a Trento e non nei palazzi romani". Nome del movimento? "C'è e c'è anche il simbolo. Lo scopo è quello di presentare una lista a sostegno del candidato presidente del centro destra, che il consigliere ladino sia di centro destra". Quindi in contrapposizione alla Ual. Nasce l'anti Ual. "Sì, l'associazione nasce in contrapposizione alla Unione autonomista ladina. Questa non è una valle di sinistra. La nostra gente vuole difendere i valori nei quali crediamo: prima di tutto la famiglia, quella tradizionale". Quindi un movimento cattolico. "Anche. Una lista per la difesa delle nostre tradizioni, della nostra cultura, per il diritto di essere minoranza e per promuovere l'economia locale che vuol dire turismo e artigianato. Una lista che si rivolgerà ai giovani e che, se raggiungeremo l'obiettivo del consigliere, subito dopo diventerà un vero e proprio movimento politico". Però Dellai ha mostrato attenzione alle minoranze... "E nessuno glielo disconosce. A Dellai riconosco una particolare sensibilità nei nostri confronti, ma sono convinto che chiunque governerà nella prossima legislatura avrà lo stesso interesse a valorizzare le minoranze del Trentino. Così come non disconosco i meriti della Ual. Non siamo contro la Ual ma contro la sua dirigenza. E questo non da oggi, ma da cinque anni a questa parte. Siamo contro di loro perché abbiamo una visione diversa della politica locale". Dal punto di vista economico che preoccupazioni avete? "Il turismo sta dando segnali preoccupanti. Ho letto che sul lago di Garda c'è stato un calo delle presenze del 20%, ma anche qui, se stiamo alle prenotazioni, si vedono segni di difficoltà. Per quanto riguarda l'altro elemento fondamentale della nostra economia, cioè l'artigianato, è ancora soffocato dalla burocrazia". Volete una deregolamentazione anche in materia ambientale? "No, non è più questo il problema. Il fatto è che il turismo sta cambiando e non c'è una politica su questo. Le seconde case stanno attraversando una grossa crisi...". E secondo voi si dovrebbe costruire di più? "No, ce ne sono anche troppi di posti letto, ma dobbiamo comunque trovare il modo di garantire una presenza di turisti sufficienti a riempirli". Per la prima volta, però, il mondo ladino si divide. "La nascita dell'associazione non la vedo assolutamente come una divisione del mondo ladino ma come un momento di confronto e di crescita in ogni campo. E ciò sarà importante per la realizzazione del Comun general de Fascia". Insomma, l'obiettivo è anche quello di creare un dibattito nella comunità ladina. "Certo, il confronto credo sia una ricchezza per tutti. D'altra parte stiamo facendo quello che hanno fatto in Provincia di Bolzano dove c'è un Mussner nella Svp ed è nata "Jent ladina dolomites". Tra l'altro il nostro movimento sarà attentissimo ai rapporti interladini". Cerca la vendetta per la sconfitta elettorale del 2003? "Macché vendetta! Io non ho mai pensato alla vendetta. Tra l'altro la candidatura di Fontana, fino a questo momento, non è nemmeno certa. È probabile, ma non certa. Comunque, candidato o no, mi sto adoperando per questo progetto in linea con quanto ho detto e scritto negli ultimi cinque anni. Anni nei quali la dirigenza della Ual non ha perso occasione per osteggiarmi". "Imputazione" principale di Detomas essere andato troppo a sinistra? "Segnali che la gente di qui non è di sinistra ne hanno avuti tantissimi a partire dalle elezioni politiche di due anni fa che Detomas ha perso qui in val di Fassa non in Valsugana. Alle politiche di aprile, poi, non c'è stato un comune dove abbia vinto il centro sinistra". 22/06/2008.

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GOVERNO E REGIONI CONCORDI AD INDIVIDUARE STRATEGIE E AZIONI LA NOMINA DI MATTEO MARZOTTO ALLA PRESIDENZA DI ENIT CHIUDE LA KERMESSE DI RIVA DEL GARDA (sezione: Burocrazia)

( da "marketpress.info" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

"Da Riva del Garda ripartiamo con la consapevolezza che Regioni, Governo e imprese lavoreranno insieme per individuare strategie ed azioni in grado di risolvere i problemi del comparto turismo e ridare competitività al Sistema Paese". L'onorevole Michela Vittoria Brambilla e il coordinatore degli assessori regionali al turismo, Enrico Paolini, concordano sulle conclusioni della Iv Conferenza italiana per il turismo che si è tenuta ieri ed oggi a Riva del Garda (Trentino). "La novità di questa Iv Conferenza di Riva del Garda ? ha sottolineato l'onorevole Brambilla nella sua relazione conclusiva dei lavori ? è che finalmente tutti noi, Governo, Regioni e imprese, concordiamo sulla necessità di prendere delle decisioni. Non c'è più nè tempo nè voglia di rinviare le decisioni ad un nuovo giro di conferenze perché tutti siamo convinti, nella logica del fare sostenuta da Max Weber (etica dei comportamenti), che è giunto il tempo di mettere i problemi sul tavolo e affrontarli fino ad arrivare alla soluzione. Nel turismo è mancato in passato il gioco di squadra, che qui abbiamo trovato. Tutti noi abbiamo ben presente un'ineludibile realtà, la situazione del turismo in Italia, ma altrettanto ci è chiara l'esigenza di arrivare ad un patto comune e ad una strategia di attacco. Stare fermi significa fare passi indietro e lasciare ad altri, ai concorrenti stranieri, pezzi di mercato e risorse". La responsabile del turismo del Governo ha indicato nella burocrazia uno dei principali problemi che gravano sul comparto turistico italiano, ma soprattutto ha indicato gli obiettivi: snellimento degli apparati dello Stato che sono impegnati nel settore turistico ("Così da renderli funzionali alla promozione del marchio Italia e concreti supporti alle imprese"); la creazione di sinergia tra Governo e Regioni ("Strutturata e programmata così da ridurre gli sprechi e incrementare i risultati"); e l'impegno delle imprese a rimeditare programma, finalità e strategie. "Questa non è stata una conferenza di sole parole e il turismo ha portato a casa qualcosa di concreto ? ha continuato l'onorevole Brambilla ? e per confermare che intendiamo passare dalle parole ai fatti annuncio il primo risultato, ovvero la nuova classificazione degli standard di strutture alberghiere". In conclusione, la responsabile turismo del Governo ha ribadito la necessità di ristrutturare l'Osservatorio nazionale e l'Enit: "L'agenzia del turismo va riposizionata, le sue strutture e risorse impiegate in maniera diversa"). Infine, l'onorevole Brambilla ha annunciato il nuovo presidente di Enit: Matteo Marzotto che sostituisce Umberto Paolucci. . <

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L'EUROPA NON SIA CAPRO ESPIATORIO (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

NAPOLITANO "L'Europa non sia capro espiatorio" "Troppi governi nazionali hanno indicato l'Europa e in particolare la Commissione europea, la burocrazia di Bruxelles, come capro espiatorio per coprire loro responsabilità e inefficienze". Così ieri il presidente Giorgio Napolitano da Lione ha richiamato i governi alla formazione di una coscienza europea e di un consenso per l'integrazione politica. A. SPAMPINATO A PAG. 7.

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L'UE NON è IL CAPRO ESPIATORIO DEI GOVERNI (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

I NODI DELLA POLITICA Monito di Napolitano: sul Trattato di Lisbona il consenso va costruito. Barroso: dai leader basta slogan Il presidente a Lione per gli Stati generali chiede all'Europa scelte di coesione più avanzate ALBERTO SPAMPINATO Lione. La frase che più colpisce è l'invito ai governi nazionali a non fare dell'Unione Europea "un caprio espiatorio" delle proprie colpe. Ma non è il solo richiamo. Giorgio Napolitano invita anche a non perdere il treno del Trattato di Lisbona, delle riforme urgenti, necessarie, indispensabili. Senza di esse dovremmo rassegnarci a non contare nel mondo e a vedere svanire le conquiste di 50 anni di integrazione che non sono acquisite una volta per tutte, come si è portati erroneamente a credere. In un discorso forte, accorato, pronunciato in francese agli Stati generali d'Europa riuniti a Lione, presenti Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, il vice presidente della Commissione Europea Jacques Barrot e l'ex premier belga Guy Verhofstadt, il presidente della Repubblica affronta il nodo del no irlandese al Trattato, chiede di superare le resistenze e di completare l'integrazione europea con nuove regole e con il capitolo decisivo delle politiche comuni. "È giunto il momento della prova" e se non fosse possibile approvare il nuovo nuovo Trattato, dice Napolitano, per superare lo stallo i Paesi che danno vita all'Euro dovrebbero costituirsi come gruppo di avanguardia per fare "scelte più avanzate di integrazione e di coesione". Occorre capire, aggiunge, che il voto irlandese più che un problema di rifiuto dell'Europa pone "il grande problema della partecipazione e del consenso dei cittadini" al progetto europeo", problema eluso da "troppi governi nazionali" che non hanno coinvolto adeguatamente cittadini e Parlamenti in queste scelte e "anzi hanno dissimulato le posizioni da essi sostenuta in sede europea chiamando in causa l'Europa, in particolare la Commissione, la "burocrazia di Bruxelles", come caprio espiatorio per coprire loro responsabilità e insufficienze. È mancato un discorso di verità con i cittadini". Più duro il presidente della Commissione, Josè Manuel Durao Barroso: basta con gli "slogan populisti" di certi leader europei che criticano l'Ue "da lunedì a sabato" e poi "la domenica" invitano i loro concittadini a votare per l'Europa. Barroso contesta le critiche di "un deficit di democrazia" nelle istituzioni europee: "Nella Commissione - dice - ci sono più di un ex primo ministro e siano stati tutti eletti al Parlamento europeo". Napolitano indica infatti la necessità di tornare alla ispirazione dei "padri fondatori" che hanno indicato il traguardo dell'unione politica, "la sola strada percorribile", tanto più necessaria oggi in un mondo globalizzato in cui nessuno stato nazionale da solo "può risolvere i suoi problemi né dare un valido contributo al superamento delle sfide globali". Esplicito il rimpianto per la mancata approvazione del Trattato Costituzionale che conteneva le riforme e le regole indispensabili in una Europa a ventisette. Poiché quei contenuti sono stati fatti salvi "in larghissima misura" nel nuovo Trattato, bisogna approvarlo. In una giornata dominata ancora dallo scontro fra politica e giustizia, il capo dello Stato si è tenuto alla larga dalle polemiche italiane, riservandosi di occuparsene al rientro a Roma, previsto in serata. Sul tema europeo, Napolitano ha volato alto sulle residue resistenze di alcuni settori politici, in particolare della Lega Nord, che pure nei giorni scorsi ha assicurato che voterà a favore della ratifica parlamentare del Trattato. E se il discorso sui capri espiatori può riferirsi in parte anche al governo italiano, il passaggio appare formulato più che altro come un'esortazione. Il presidente Giorgio Napolitano con il belga Guy Verofhstadt e Romano Prodi a Lione. A sinistra Barroso.

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DI PIETRO: NO A MASTELLA C'è BISOGNO DI CAMBIARE (sezione: Burocrazia)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

Di Pietro: no a Mastella c'è bisogno di cambiare CORRADO CASTIGLIONE Un partito aperto al territorio, pronto ad accogliere energie nuove e competenze, puntando al ricambio generazionale con programmi chiari. A mani libere, cioè al di fuori degli schieramenti: in antitesi al Pdl che verrà e in attesa di capire il futuro del Pd. E decisamente contrario al riadattamento di vecchi schemi: di qui la posizione sempre critica in Regione, di qui il no a un'eventuale candidatura di Clemente Mastella a sindaco di Napoli. È l'identikit dell'Italia dei Valori che il leader e deputato Antonio Di Pietro intende rilanciare nella Conferenza programmatica nazionale in programma oggi e domani a Castellammare di Stabia. Perché Idv sceglie la Campania? "Vogliamo mandare un preciso messaggio a questa terra che viene rappresentata come fonte d'ogni male e invece ne è vittima. Intendiamo riaffermare la centralità di questa regione e di questa gente in un Paese che è da rinnovare". In settimana tornerà per l'iniziativa che nasce anche nel segno della riorganizzazione del partito a Napoli, affidato al neo-segretario Enzo Ruggiero. Quali sono gli obiettivi? "Idv ha ottenuto qui, come nel resto d'Italia, un forte successo grazie alla coerenza delle idee, alla determinazione, alla chiarezza del contenuto della nostra azione politica. Su questa strada intendiamo proseguire anche in Campania: qui abbiamo dimostrato quello che siamo non accettando posti di sottogoverno; qui abbiamo spiegato di non condividere molte cose dell'amministrazione regionale epperò non per questo siamo disposti a farci confondere col centrodestra". Non condivide neppure l'ingresso dei tecnici in giunta? "Ripeto: per noi questa esperienza di governo è finita ed è destinata a lasciare molti problemi irrisolti. È ora di un'assunzione di responsabilità, voltando pagina e ridando la parola ai cittadini, per un autentico ricambio generazionale". Non sosterrebbe la candidatura di Mastella a sindaco di Napoli? "Decisamente no. Vogliamo lo svecchiamento della politica, al di là delle persone. Ha fatto il suo tempo quell'esperienza di controllo del mercato del voto, per la distribuzione di risorse in base all'appartenenza e non alla meritocrazia". Crisi rifiuti: prima del voto Berlusconi sembrava certo di potercela fare. Non è andata così. "Finito lo spot pubblicitario, il Cavaliere si è reso conto della difficoltà dei problemi. Ma per carità, non voglio strumentalizzare questo argomento. La spazzatura va tolta assolutamente dalle strade, al di là di ogni colore di partito". Intanto Berlusconi sembra offrirsi da stampella a Bassolino. "No, ripeto: non è questo il momento per strumentalizzare. Altro conto è la battaglia politica: sul decreto rifiuti non accetteremo tutto per oro colato, così come non butteremo via tutto. Decideremo nel merito, articolo per articolo. Su Chiaiano la scelta è sbagliata. Con il dialogo si possono trovare in alternativa e in fretta altri siti di stoccaggio". Il futuro di Idv? "Apriremo le liste a professionalità, ad esponenti della società civile, che si riconoscano nel partito o da indipendenti. Vogliamo essere un contenitore politico con un chiaro programma per il territorio". Alleanze? "Mani libere. Non accetteremo in modo preconcetto di far parte dell'una o dell'altra coalizione: Berlusconi predica bene e razzola male, dall'altra parte occorre più chiarezza, a scatola chiusa non si prende nulla se non fregature. Ma vogliamo restare un'alternativa nell'alternanza". I punti salienti del programma? "Bisogna mettere mano alla burocrazia, che a Napoli e in Campania risente troppo delle appartenenze politiche: ne va di mezzo la qualità delle prestazioni della macchina amministrativa. Ci sono poi ancora troppe sacche di nepotismo e sprechi di risorse da eliminare. Le priorità: occupazione e sviluppo, a partire dalle infrastrutture". Cosa può rappresentare la sentenza Spartacus? "Molto. Tutto merito di una magistratura che avrebbe bisogno di più strumenti e risorse umane e che inspiegabilmente viene costantemente criminalizzata da un governo che, pur professando la ricerca di sicurezza, poi produce insicurezza". Il leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro.

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Appunti in manovra (sezione: Burocrazia)

( da "Giornale.it, Il" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La manovra presentata dal governo vale quasi 35 miliardi di euro, per il prossimo triennio. Anche se alcuni effetti (per un paio di miliarducci) si faranno sentire da quest'anno. In sintesi si riduce la spesa pubblica corrente del 2 per cento nel triennio: si sforbiciano risorse per gli enti locali (-9.2 miliardi), la pa, la sanità (-5 miliardi), la scuola (-8 miliardi e meno 100mila prof) e altro ancora. La pressione fiscale sale, alla fine del triennio, al 42,9 per cento del Pil (più 0.1 rispetto all'eredità prodiana). Questa manovra ci permetterà nel 2011 di avere un rapporto tra debito e pil inferiore al 100 per cento. La manovra è fatta per la gran parte dalla riduzione di spesa pubblica e questo è un bene. Nel 2011 la spesa pubblica dovrebbe fermarsi (si fa per dire posto che in termini assoluti aumenta) a 753 miliardi di euro (compresi 86 miliardi di interessi sul debito), il 38.3 per cento del nostro Pil. C'è un aumento delle imposte per il primo anno quantificabile in 4 miliardi: si fanno piangere quelli che Julius ha indentificato come i "ricchi": petrolieri, elettricisti, banchieri, manageroni e cooperatori. In altre parti della zuppa abbiamo già detto cosa pensiamo della Robin tax e recentemente in maniera caustica ma chiara lo ha scritto anche il perfido Boeri su Republik. Obiettivamente il peso delle maggiori entrate sul complesso della manovra è risibile e dunque con una alca selzer possiamo digerirlo. Resta la parta migliore della manovra: Citiamo, gustandoli assai, alcuni ingredienti in modo disordinato: abolizione dell'obbligo della tracciabilità dei compensi, morte dell'elenco fornitori, semplificazioni sulla privacy e sulla tenuta dei libri per le imprese. E ancora divieto di cumulo tra pensione e lavoro, impresa in un giorno, rateizzazioni ruoli, liberalizzazione dei servizi pubblici locali, ripristino della superBiag e stop della limitazione dell'uso dei contati a 5000 euo. Uffff. Niente male. Scritto in Berlusconi IV Non commentato " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 13Jun 08 Fuoco amico Cari commensali, le nostre ultime discussioni sono nate da alcune provocazioni che ho voluto fare su alcune misure pop annunciate dal governo Berlsuconi. Ho parlato, e male, della Robin tax e dei tetti agli stipendi, e financo delle esclusioni Ici. Non ho parlato della giusta richiesta del nucleare, delle ottime misure su premi e straordinari e sulle ipotesi di riforma della pa. Insomma sono stato fazioso, più che fazioso. Devo una spiegazione. Quando un governo ha davanti a sè cinque anni di legislatura e ne ha avuti altrettanti dietro alle spalle, ha una grande carta per provare a riformare il nostro benedetto Stato. Mi sarei immaginato una partenza sprint. Avrei voluto la medesima decisione mostrata su Napoli, anche sull'economia. Insomma avrei voluto un esecutivo meno pop e più impop. Chiessenefrega delle critiche popolari, quanto si ha un tratto preciso e univoco. Assecondare gli umori o frenarsi per non essere criticati da sinistra non vuol dire essere democratici. Probabilmente questo è il miglior governo che potessimo votare. Ma le difese d'ufficio sono una spezia che non piace al cuoco di questa zuppa. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 14 ) " (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Jun 08 Robin pop L'idea di tassare i petrolieri per i loro extraprofitti (ma chi quantifica e come l'extra? ed è l'unico settore ad avere extra? e nel futuro tutti gli extra saranno da bastonare?) ha l'aria di essere l'idea più pop degli ultimi giorni. 1. Lo Stato, attraverso l'iva, ha già portato a casa tasse extra dai profitti extra del barile extra. Si calcola che in un anno esso ammonti già a 500 milioni. Insomma se proprio crede lo stato potrebbe rinunciare a parte dell'Iva applicata sulla benzina che in Italia è al 20 per cento e in altri paesi europei è al 16 per cento. 2. I profitti maggiori sono realizzati da chi buca e spilla petrolio. Su 1,6 milioni di barili consumati al giorno in Italia, meno di 100mila sono di produzione domestica. Dunque toccare le royalties sui buchi rende poco niente. 3. Il petroliere di gran lunga più ricco d'Italia si chiama l'Eni per un terzo proprietà dello stato. Fattura quasi 90 miliardi di euro con utile vicino ai 10 miliardi (pari al fatturato totale di Erg, secondo petroliere in Italia) ed ha un margine operativo di 20 miliardi. Tassare i petrolieri in Italia, vuol dire per lo Stato tassare se stesso: una partita di giro. 4. Annunciare un'imposta che può facilmente essere traslata sul consumatore ha effetti perversi. Basti pensare che il rincaro di 1 centesimo del costo finale al consumatore della benzina vale per le compagnie petrolifere 500 milioni di euro. Sono solo alcune notazioni, peraltro imprecise poichè ancora non è preciso l'imponibile della nuova tassa. Ad esempio se veniesse colpita la raffinazione, il discorso sarebbe parzialmente diverso. Resta l'idea molto pop che la manina dello Stato asi occupi degli affari privati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 28 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 27May 08 L'Ici pop dei Liberali pop Il governo Berlusconi ha promesso in campagna elettorale di eliminare l'Ici sulla prima casa. Lo ha fatto con l'eccezione degli immobili accatastati a/1, a/8 e a/9. Il motivo è che sono immobili di lusso. Non vogliamo aprire una discussione sull'essenza di questa imposta. Piuttosto ci interessa determinare la ragione politica per la quale siano stati esclusi dal beneficio i proprietari di immobili, cosiddetti di lusso. E la ragione, cari commensali, è semplice: demagogia allo stato puro. Vedete, alcune manovre fiscali opportune questo governo non potrà farle per motivi di bilancio: e lo possiamo capire. Ma sull'Ici pop non ci siamo. Le "abitazioni di tipo signorile" accatastate così in Italia ammontano alla ridicola cifra di 35701 (trentacinquemila e rotti), di ville (burocraticamente chiamate a/8) ce ne sono 34.141 e infine ci sono 2397 tra castelli e palazzi di pregio. Insomma ci sono 72mila "ricchi" che non godranno dell'esenzione Ici, su 31 milioni di immobili in Italia. Posto, come si capisce, che estendere lo sconto anche a costoro non sarebbe stato un salasso, resta il pop. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25May 08 Mutui e azzzzzardi Vi segnalo un bel articolo di Claudi Borghi sul Giornale di un paio di giorni fa. Si parla dell'intesa governo-banche sulla rimodulazione dei mutui a tasso variabile. Borghi dice chiaramente e subito che "non si tratta di un regalo" e mette in chiaro (è il caso di dirlo, vista la semplicità con cui spiega la manovra) la portata del provvedimento. Due sole notazioni aggiuntive e provocatorie. 1. Gli economisti lo chiamano moral azard: è la circostanza per la quale un individuo o un impresa assume rischi alti sapendo che poi alla fine qualcun altro sarà tenuto a pagare per il comportamento che eventualmente si è rivelato troppo rischioso. Ebbene ci si può domandare se questo intervento dello Stato non crei l'impressione che gli errori di valutazione dei cittadini possano essere sempre e comunque sanati dal legislatore. Chi ha contratto un mutuo a tasso variabile sapeva che il tasso sarebbe potuto cambiare. L'ha fatto perchè inizialmente i saggi erano bassi, ma poi quando sono saliti, zac ci pensa l'aiuto di mamma stato-banche. 2. La convezione pensata da governo-abi ha un forte effetto di riduzione della concorrenza. Chiunque avesse avuto una rata alta avrebbe (grazie alla Bersani, per la verità molto osteggiata dalle banche) potuto verificare offerte alternative per portare il mutuo in banche alla ricerca di nuovi clienti e dunque disposte ad applicare condizioni migliori. Con la rimodulazione prevista dalla convenzione, si fa tutto in casa. Dunque le banche si tengono stretti i propri clienti: gli fanno diventare la rata fissa e se li tengono così in portafoglio per decine di anni. Senza alcun rischio che qualche istituto bancario particolarmente aggressivo vada a rompere loro le scatole. I circa 1,5 milioni di italiani con la rata alta otterranno un beneficio temporaneo a cambiare il mutuo in fisso e per di più ai tassi del 2006, ma l'Italia perderà in termini di concorrenza del sistema e di educazione finanziaria dei suoi cittadini. Scritto in pol economica Commenti ( 20 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 15May 08 Dietro la lavagna/2 A proposito di stipendi d'oro, perchè non pensare ad una tassazione eccezionale per chi ha case con più di trenta camere? Oppure perchè non aumentare la tassazione su chi ha la barca più lunga di trenta metri? E ancora perchè non tassare i proprietari di Ferrari e Lamborghini? Anzi, ideona, perchè non introdurre una imposta eccezionale per coloro che hanno un diamante superiore ai tre carati, colore f, e inclusioni wsi? Ma veramente risolviamo i problemi della finanza pubblica con manovre e annunci così pop e demagogici come quello di tassare gli stipendi dei manager? I ricconi, per la verità in gran parte antiberlusconiani, non hanno certamente bisogno del sottoscritto per essere difesi. Fa proprio rabbia dover essere costretti a difendere questa categoria e con essa il principio che le retribuzioni e i suoi eventuali tetti, in uno stato liberale, non li definisce lo Stato. Chissà perchè mi viene in mente un manifesto sinistro il cui refrain era: Anche i ricchi piangono, con una barca sullo sfondo. Tremonti dietro alla lavagna per quattro-cinque ore. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 30 ) " (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 10May 08 Dietro alla lavagna/1 Prima dichiarazione ufficiale del ministro dell'Ambiente: "Ringrazio tantissimo Alfonso". Per Alfonso, la Presti-Giacomo intende Pecoraro Scanio. Ma non basta: "Ha fatto tanto in questi due anni per questo motivo con lui intendo mantenere un rapporto". Complimenti al neo ministro. Ci resta il dubbio se i suoi ringraziamenti si riferiscono specificatamente ai veti sui termovalorizzatori (caso Campania, ma non solo), a quelli sul nucleare, o a quelli sui rigassificatori? O piuttosto se i ringraziamenti ad Alfonso siano giustificati per la la composizione della commissione del Via, o per la retorica veteroambientalista, o per le ultime nomine fatte in fretta e furia al ministero, o per i viaggi pagati in alberghi extralusso su cui indaga la magistratura? Gentile Presti-Alfonso sono questi i motivi per cui intende mantenere un rapporto? Un rapporto, sia detto per inciso al neoministro, che gli italiani votando il suo partito e cancellando quello dei verdi, avrebbero voluto vedere raso al suolo. Per il ministro dell'ambiente, due ore dietro alla lavagna. E non fiati. Scritto in Berlusconi IV Commenti ( 24 ) " (8 votes, average: 4.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 30Apr 08 1929 Oggi è stato reso pubblico il dato del Pil negli Stati uniti, nel primo trimestre del 2008. La crescita della ricchezza americana è dello 0,6 per cento. Poco (anche ancora doppia rispetto a quella italiana), ma non da giustificare tecnicamente la paura di una recessione. La produzione industriale è cresciuta dello 0,7 per cento. I consumi dei cittadini dell'1 per cento. E per finire sul mercato di Borsa: all'inizio dell'anno il Dow Jones era a quota 13043 e oggi siamo ritornati più o meno là. Perdonate i numeri, ma forse a coloro che parlano di 29 converrebbe ricordarli. Scritto in finanza Commenti ( 16 ) " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 17Apr 08 Chi non capisce, pontifica Mercoledì mattina sono stato inviato a Omnibus della Sette. Ascoltavo tanti dotti commenti sul successo della lega e sui suoi motivi e sui flussi elettorali e bla bla bla. Ma insomma con che coraggio. Abbiamo sbagliato tutto, ma pretendiamo di commentare i risultati diversi delle nostre previsioni. Ma come fanno i tanti che ci hanno detto che il parlamento sarebbe stato massacrato e polverizzato da questa legge elettorale, oggi a parlare di bipolarismo. Come fanno i tanti che davano la lega, come piccolo movimento di razzisti, a spiegare il suo successo. Cosa ha aperto loro gli occhi? Dovremmo tacere, stare zitti, fare la cronaca, ascoltare e smetterla di pontificare su fenomeni di cui non capiamo un cavolo. Ho la triste sensazione che i giornalisti stiano diventando sempre più simili ai politici: non riescono a vedere ciò che avviene fuori dai loro palazzi. Il corsera per due giorni consecutivi ci ha detto che sarebbe stato meglio il pareggio e oggi si compiace di una maggioranza chiara. L'universo mondo si interroga da dove siano arrivati i voti alla lega. Se un partito prende nelle città del nord un voto ogni cinque elettori, i voti li ha presi da tutti. Ma andiamo al bar Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Apr 08 Piccolo sfogo sul meraviglioso Ferrara Cari comensali in questa campagna elettorale moscia, piena, come sempre, di promesse, le quotazioni di Ferrara salgono. Almeno, ovviamente, per me. Gli lanciano le pietre e lui risponde. Va nelle piazze con idee pazze. é un simbolo di passione e di politica. E divide, ma fa pensare. é adorabile. Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (7 votes, average: 4.43 out of 5) Loading ... Il Blog di Nicola Porro © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Nato a Roma, vivo a Milano. Lavoro da qualche anno al Giornale e scrivo di economia e finanza. Tutti gli articoli di Nicola Porro su ilGiornale.it contatti Categorie Berlusconi IV (6) burocrazia (1) citazioni (2) finanza (10) pol economica (19) Varie (32) Ultime discussioni 40 anni di contributi: Poichè non ne sento più parlare ..desideravo avere notizie del superbonus, utilizzato... gamaximo: PRESTITO A FONDO PERDUTO !!!!!!! Presa pari pari dal dizionario enciclopedico Encarta: " PRESTITO= la... gabriele: Il Governo ha cominciato abbastanza bene.Dovrebbe tuttavia correggere tante misure della precedente... giuseppe: Bene il Governo sta andando nella giusta direzione. Mi auguro che non ci si dimentichi di eliminare una... Effebi: A quando un bel ringraziamento anche a Visco? 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La svolta Con lo Statuto una Lombardia più autonoma (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

La svolta Con lo Statuto una Lombardia più autonoma Giuseppe Adamoli presidente Commissione statuto del Consiglio regionale della Lombardia E così è stato superato anche lo scoglio romano. Dopo la decisione del Governo presa nei giorni scorsi di non impugnarlo, lo Statuto d'Autonomia della Lombardia entrerà probabilmente in vigore a metà settembre. Per raggiungere questo risultato basterà soltanto che entro agosto non vengano raccolte le firme necessarie (150.000) per indire il referendum popolare. L'approvazione quasi unanime del Consiglio Regionale rende molto difficile che questo avvenga. Dopo tanti anni e tanti fallimenti, il risultato è dunque a portata di mano. Per far capire l'urgenza e l'importanza della svolta basti ricordare che la Corte Costituzionale, in una sentenza del giugno 2007, ha dichiarato che se la Regione avesse ancora rinviato l'approvazione dello Statuto avrebbe corso "rischi particolarmente gravi sul piano della funzionalità e legalità sostanziale". La discussione a Roma, prima della decisione del Governo, era stata tesa ed impegnativa come riportano le cronache dei giornali nazionali. Gli interventi del Presidente Formigoni e del Presidente del Consiglio Albertoni sono risultati molto utili per far comprendere ai Ministri interessati che lo Statuto non rappresenta affatto uno strappo alla Costituzione. Mi sono sempre reso conto che sia la mia bozza iniziale del 14 ottobre, sia il Progetto di Legge che ho formalmente presentato il 21 dicembre, sia la discussione delicata e qualche volta aspra in Commissione e in Consiglio, sono corsi sul filo dell'interpretazione più coraggiosa della Costituzione Repubblicana. L'obiettivo era chiaro, ricavare la massima autonomia possibile per la Lombardia senza naturalmente mai travaricare i paletti costituzionali, ma esplorandone tutte le potenzialità. Con questa profonda autoriforma la Lombardia sarà in grado di portare il suo contributo a riformare il funzionamento dello Stato, a ridurre la burocrazia, a rendere più vicini ai cittadini le decisioni che interessano la loro vita quotidiana. Di questi tre obiettivi che avevano accompagnato l'istituzione delle regioni ordinarie nel 1970, in fondo solo il terzo è stato obbiettivamente raggiunto. Oltre a questi traguardi, dobbiamo ora tagliarne un altro molto rilevante. Il nuovo Statuto deve consentire alla Lombardia di essere un'istituzione in grado di esercitare le funzioni e le forme di autonomia in più che il Consiglio Regionale ha già chiesto al Governo e al Parlamento sulla base delle modifiche costituzionali del 2001, approvate anche con referendum popolare. E inoltre di praticare bene il federalismo fiscale che non ha solo l'obiettivo di portare più soldi in Lombardia, ma di riformare l'intera finanza pubblica e di mettere tutte le Regioni di fronte alle proprie responsabilità. Per uno come me, che dopo i primi dieci anni di sindaco iniziati quando ero giovanissimo, si è testardamente identificato con la Regione, questo risultato è di grandissima soddisfazione. Al momento della mia nomina a Presidente bipartisan della Commissione avevo scherzosamente dichiarato che, dopo tanto tempo e tanti incarichi in Regione, l'approvazione dello Statuto sarebbe stato per me come per Paolo Maldini (sono milanista) alzare al cielo la champions prima di ritirarsi dallo sport attivo. L'emozione è profondamente diversa (ovviamente), ma la soddisfazione è altrettanto grande. Ora la mia Commissione sta proseguendo i suoi lavori affrontando la nuova legge elettorale regionale e il regolamento generale del Consiglio. Se lo spirito di squadra e la volontà di lavorare insieme costruttivamente saranno riconfermati, anche questi obiettivi potranno essere raggiunti. 22/06/2008.

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Caserma ancora imbrigliata tra le maglie della burocrazia (sezione: Burocrazia)

( da "Provincia di Lecco, La" del 22-06-2008)

Argomenti: Burocrazia

OLGINATE Caserma ancora imbrigliata tra le maglie della burocrazia Da cinque anni ormai i Carabinieri sono ospiti dell'ex scuola Capitanio OLGINATESecondo i piani dell'amministrazione comunale la caserma dei Carabinieri di via Giuseppe Verdi (nella foto) doveva essere sistemata e ammodernata, per quest'estate. Ma si è dovuto fare i conti con le solite lungaggini burocratiche, con il risultato che il progetto in mano al Ministero delle Infrastrutture è fermo da quasi un anno e mezzo. A questo punto, nessuno sa dare una tempistica. Il sindaco Antonio Gilardi ha deciso di scrivere al prefetto Nicola Prete, per chiedere un suo interessamento sulla vicenda. "Nei giorni scorsi ho inviato una lettera al prefetto - spiega Gilardi - per portare appunto l'attenzione su questa importante opera, che però è ferma da troppo tempo. Chiediamo al prefetto, che rappresenta in città il Ministero degli Interni, un suo possibile interessamento, chiediamo che si attivi verso i livelli superiori affinché si consideri il problema e finalmente si possa completare l'opera". Come detto è da oltre un anno e mezzo che i lavori iniziati per adeguare e sistemare la caserma dei militari, sono in uno stato di stallo, dopo che si erano effettuati gli interventi previsti nel primo lotto. Il primo cittadino spiega la situazione: "E' il Ministero delle Infrastrutture ad occuparsi fin dall'inizio, del progetto e una parte dei lavori è stata effettivamente realizzata. Per il secondo lotto, sempre il Ministero, ha indetto una gara di appalto a metà dicembre, per trovare l'impresa per completare l'opera. L'impresa è stata individuata, ma a tutt'oggi come amministrazione non sappiamo se si è firmato il contratto d'appalto, non ci è ancora stata data comunicazione ufficiale a distanza di mesi". Ma questo è solo l'ultimo degli intoppi che l'amministrazione comunale ha dovuto affrontare, con il risultato che i Carabinieri di Olginate è dal 2003 che stanno ancora nella stazione allestita nei locali dell'ex scuola Capitanio, in piazza Volontari del sangue, ma che doveva essere solo provvisoria. Nel 2007 i ritardi erano stati dovuti ai tempi biblici che erano serviti per arrivare alla firma necessaria per sbloccare i finanziamenti della struttura di piazza Verdi, poi si è atteso per mesi che arrivasse l'esito del collaudo. E ora si torna ad aspettare la fine dei lavori, che sarebbe dovuta avvenire in questi mesi. Ad aprile di quest'anno poi, incaricati della ditta e i tecnici dell'Arma provenienti da Milano, avevano raggiunto Olginate per effettuare un sopralluogo e valutare l'attivazione di altri interventi per migliorare il progetto. "Già a marzo avevo scritto a chi segue il progetto, per avere notizie. Ma dal giorno del sopralluogo, non abbiamo più avuto informazioni dal Provveditore nominato per le opere del Ministero per quanto riguarda la Lombardia e la Liguria, e che ha in mano anche la pratica per la caserma di Olginate. Veniamo solo contattati con la richiesta continua di documentazioni tecniche in merito alla caserma. Anche in questi giorni ci è stato chiesto di inviare altro materiale, perché poi queste richieste non arrivano una volta sola, sono continue". Barbara Bernasconi 22/06/2008.

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